Le mosche azzurre (III)
Serie: Ricevimenti al crepuscolo
- Episodio 1: Il tuo amore per la neve (Parte prima)
- Episodio 2: Il tuo amore per la neve (Parte seconda)
- Episodio 3: Il tuo amore per la neve (Parte terza)
- Episodio 4: Irene (Parte I)
- Episodio 5: Irene (Parte II)
- Episodio 6: Irene (Parte III)
- Episodio 7: Irene (Parte IV)
- Episodio 8: Irene (Parte V)
- Episodio 9: Irene (Epilogo)
- Episodio 10: Doppia eclissi
- Episodio 1: Le mosche azzurre (Parte I)
- Episodio 2: Le mosche azzurre (III)
- Episodio 3: Le mosche azzurre (Parte II)
- Episodio 4: Senza di me (I)
- Episodio 5: Senza di me (II)
- Episodio 6: Senza di me (III)
STAGIONE 1
STAGIONE 2
«Ho capito che non dovevamo venire. Avevi ragione tu, Amelia. Abbiamo fatto una sciocchezza. Andiamo via! Subito, per cortesia. Non voglio restare un minuto di più in questa casa!» disse Alice, alzandosi di furia, con gli occhi allucinati. Amelia, con obbedienza, si voltò e la seguì.
«Che cosa sono le larve?» dissi alla nonna.
«Non è il momento. Filate nella vostra camera, tutti e due» ci ordinò, correndo poi verso Alice, tentando a tutti i costi di trattenerla, ma non ci fu verso: Alice era già oltre la porta, offesa a morte, mentre sua cugina le stava alle calcagna, arcigna, senza fiatare, prima che svanissero lungo le scale in uno sfolgorio di corvi.
Ritornò il silenzio profondo del pomeriggio. Quando rimanemmo da soli, io, nonna e Annarita, per diversi minuti non ci dicemmo una sola parola, né riuscimmo a guardarci. Annarita si spostò accanto alla finestra della cucina, a braccia conserte, nella stessa posizione assunta da Amelia, la silenziosa, quando nonna ancora riposava, ignara di tutto.
Le chiesi nuovamente cosa fossero le larve, ma nonna non ebbe il tempo di rispondermi, che una figura in nero si fendette nel vuoto, da un piano superiore della nostra palazzina. Un lampo obliquo di temporale, come quelli travolgenti della fine di agosto, che a breve ci avrebbero assediato, come immaginai, in quei pochi attimi di sgomento. Nonna mi coprì gli occhi con le mani, quando ci fiondammo tutti sul balcone, dopo lo squarcio in picchiata e il fragore inverosimile dell’impatto. Annarita riuscì a sbirciare qualcosa dalle sbarre della ringhiera, forse una scarpa invernale da donna con i lacci – del tipo da strega, da maestra o del terrore –, prima che nonna ci riportasse con forza dentro, tirandoci per il collo – era evidente che non era più in sé.
Al rientro dei miei genitori conoscemmo nei dettagli tutta la verità di quello strano pomeriggio, forse il più lungo e misterioso della nostra vita.
Il pane fresco dal cestino quella sera non lo toccammo. Pregammo tutti e cinque, col capo chino e le mani congiunte, per l’anima della povera Alice; fu papà a imporcelo, prima di digiunare, poiché nessuno di noi riuscì a cenare, soprattutto nonna, che da quel giorno non ha più parlato.
* * *
Quando suonarono alla porta, era tardissimo. Io e Annarita ci trovavamo nello stesso letto. Sentimmo qualcuno che parlava: era una voce di donna, da una camera poco lontana della casa, come se soffrisse o pregasse.
«Forse è Amelia, la cugina di Alice» disse Annarita, stringendomi la mano del sogno.
«Che cosa ci farà qui? È tardissimo!»
«Sarà ritornata per le larve.»
«Ma che cosa sono le larve? Me lo dici almeno tu, per favore?» le implorai, ma lei non mi rispose. Continuò a sondare il vuoto, con lo sguardo adulto, la piccola tempia di regina sulla mia spalla. Poi mi strinse un polso e mi sussurrò: «Gli occhiali dai vetri rossi: non erano meravigliosi?».
«A me non piacevano.»
«Me li regaleresti, un giorno? Quando sarò grande e non ruberò più il pane per darlo in pasto alle mosche azzurre di mamma?» sfilando lo stesso paio di occhiali rossi dalla federa del mio cuscino, impregnato di sudore e di lucciole.
«Forse» le dissi. Poi mi addormentai.
Fine
Serie: Ricevimenti al crepuscolo
- Episodio 1: Le mosche azzurre (Parte I)
- Episodio 2: Le mosche azzurre (III)
- Episodio 3: Le mosche azzurre (Parte II)
- Episodio 4: Senza di me (I)
- Episodio 5: Senza di me (II)
- Episodio 6: Senza di me (III)
sono rimasta a bocca aperta per questo finale totalmente inaspettato.
Ciao, Laura. A dire il vero anche per me è stato un finale inatteso, quanto meno straniante. Ci sono storie che annusi e in qualche modo prevedi, già lungo il corso della loro progressione, mentre Annarita fino all’ultimo mi è sembrata l’esatto opposto della personcina che si è rivelata. Anche a me, il suo personaggio, mi ha colto di sorpresa, così come tutta la dimensione larvale – è il caso di dirlo – del racconto. Un grazie del tuo prezioso ascolto.