LE NINFE E L’UOVO
Serie: Semplicemente Paladino
- Episodio 1: SFIDA AL FUTURO
- Episodio 2: LE NINFE E L’UOVO
- Episodio 3: SALVATE IL PIANETA ATOM DUM
- Episodio 4: LIBERTÀ
- Episodio 5: I MERCANTI DEL CREPUSCOLO
- Episodio 6: CAPITAN SPLATTER
- Episodio 7: DINOSAURI
- Episodio 8: DUE ANNI DOPO
- Episodio 9: ATOM DUM
- Episodio 10: I SOLI DELLA SOLITUDINE
STAGIONE 1
La cabina del telefono era alta. Almeno quaranta metri. Un grattacielo cosmico. Paladino notò alla sua base delle fiammate che cambiavano colore: dal rosso al blu, fino al nero. Fiamme multicolori.
Paladino strinse un pugno. Se chi guidava la cabina del telefono era ostile come i Tank futuri, lui avrebbe menato le mani.
La cabina atterrò sul pianetoide. Una porticina si aprì e ne uscirono delle figure allampanate. Paladino avrebbe potuto scambiarle per quelle di Lapolaki. Ma le spalle erano larghe, le corporature atletiche. Indossavano delle tute brillanti, come se fossero composte da pajette.
Paladino gli si avvicinò e notò dai lineamenti e dai capelli lunghi che erano donne. Solo molto più alte di lui: almeno due metri e mezzo. Le donne si fermarono, Paladino pure. Le donne ciarlarono fra loro in una lingua simile all’olandese, ma che di certo non era la lingua dei Paesi Bassi. infine una di loro, i capelli biondi con sfumature ramate, gli chiese in inglese: «Sei terrestre?».
«Sì. Paladino della Terra, per servirvi» replicò Paladino con voce tesa, e siccome era davanti a delle signore fece un inchino galante, vintage, che sarebbe stato bene in una corte barocca. Era invero strano in un pianetoide ubicato chissà dove nell’universo.
Le donne continuarono a ciarlare nella loro lingua, senza sorridere compiaciute per il gesto di Paladino che arrossì: non l’avevano compreso. Infine la bionda dalle sfumature ramate gli chiese: «La Terra è lontana da qui. Che ci fai su quest’uovo?».
«Uovo?» ripeté senza capire Paladino. Che fosse un sinonimo di pianetoide a lui oscuro?
«Sì, uovo. Questo è un uovo di noi Ninfe guerriere» fece sbrigativa la donna.
Paladino raccontò perché si trovava su quell’”uovo”, compreso lo scontro con i Tank del futuro, e poi chiese: «Come avete fatto a capire che sono un terrestre se supponete che la Terra sia molto distante da qui?». Era una curiosità che voleva soddisfare.
«Perché conosciamo bene i terrestri ed era palese che tu lo fossi» replicò la Ninfa guerriera. «Comunque dobbiamo recuperare i Tank del futuro. Presto quest’uovo si schiuderà e potrebbero morire!».
«Da quando in qua i pianetoidi si schiudono?» domandò Paladino.
«Questo non è un pianetoide, è un uovo» ripeté con un sorriso la Ninfa guerriera.
«Oh, va bene». Paladino pensò che fosse meglio assecondarla. Poi avrebbe visto cosa sarebbe successo.
Mentre le Ninfe guerriere cercavano i Tank futuri, Paladino fu accolto nella cabina telefonica. Un’astronave dalla forma bizzarra, che gli ricordò il mezzo che usava il Doctor Who per viaggiare nel tempo e nello spazio. L’interno era confortevole. Si era aspettato un ambiente rosa shocking, con cuori e peluche dato che erano personaggi femminili, le Ninfe guerriere. Invece trovò tutto spartano e funzionale. Sembrava di essere in una nave militare.
«Vuoi mangiare? Offriamo sempre qualcosa agli ospiti» disse la Ninfa guerriera.
«No, grazie. Per il momento no». Era come se le troppe emozioni l’avessero saziato. «Piuttosto, tu come ti chiami?».
«Tamuna» fu la risposta.
Paladino si chiese come fosse fare sesso con una ragazza più alta di lui di settantacinque centimetri. Ripensò, istintivamente, a Irene.
Tamuna si accomiatò un momento, il motivo che Paladino non ascoltò. Dunque il supereroe diede un’occhiata a una finestra che dava sul pianetoide o… uovo. Vide le altre Ninfe guerriere rientrare con una decina di Tank, i chiodi verde scuro che si confondevano con il verde del pianetoide. Si mimetizzavano, si accorse Paladino.
Quando Ninfe guerriere e Tank rientrarono, la cabina decollò.
Giunse Tamuna, mentre tutto era scosso da tremori incontrollabili, e disse: «Adesso l’uovo si schiude. Dobbiamo essere abbastanza lontani, altrimenti la nostra astronave può essere danneggiata».
«Oh, sì» assentì Paladino. Si chiedeva cosa stesse dicendo. Poi, con sorpresa di Paladino, sul pianetoide comparvero delle crepe che s’infittirono e si diffusero sulla superficie. Un terremoto, questo poco dopo che erano partiti. «Ma…» provò a dire Paladino. Le parole gli morirono in gola.
«Prima della schiusa di ogni uovo noi Ninfe guerriere controlliamo se ci sia qualche naufrago su di esso. Non è bello finire a gambe all’aria nello spazio» spiegò Tamuna.
Infine la superficie del pianetoide si spezzò e nello spazio comparve un drago. Se sputava fiamme non lo si poteva sapere. Forse sì, forse no. Era veramente un uovo, dunque. Che conteneva quel drago!
Paladino guardò Tamuna e chiese: «Chi siete?».
«Ninfe guerriere, te l’ho già detto, no?».
«Sì. Ma che fate? Non me l’hai detto».
«Alleviamo rettili cosmici come quello che vedi, che è un neonato. Seminiamo le uova in bolle di ossigeno nello spazio e poi li usiamo per i nostri fini».
«Che sarebbero?».
«Educare le popolazioni alla saggezza».
Paladino stava per dire altro, ma fu interrotto da un coro di urla indignate: erano appena entrati i Tank e lo guardavano storto. Qualcuno mise mano ai coltelli o ai tubi contorti. Era comico vedere quei nanerottoli accanto a quelle donne così alte.
Le Ninfe guerriere intervennero e calmarono gli animi. Per il momento.
Tamuna interrogò Paladino: «Perché sono così ostili con te? Sembra ti vogliano uccidere!».
«Non sembrano: vogliono». Allora gli spiegò il perché, finora rimasto oscuro alla Ninfa guerriera.
«Capisco» disse pensierosa Tamuna. «Capisco. Noi combattiamo i Darganiani, e siamo amici di chi li combatte. Ma nei contenziosi fra i nemici dei Darganiani siamo neutrali».
«Quindi? Che vuoi dire?» domandò Paladino.
Paladino poco dopo era in un’arena, intorno una quarantina di Ninfe guerriere che volevano assistere allo spettacolo.
Gladiatori nello spazio, ecco cos’erano diventati Paladino e i Tank. Dovevano combattersi. Chi avrebbe vinto, cioè sarebbe sopravvissuto, sarebbe rimasto con loro. Chi avesse perso, sarebbe morto e non avrebbe potuto reclamare.
Paladino aveva fatto notare che lui era da solo, i Tank in dieci.
Ma Tamuna aveva detto: «Queste sono le nostre leggi».
Accidenti!
Per altro non avrebbero usato le loro armi: niente coltelli e tubi contorti da una parte, niente guanti Lapolaki e Darganiani ed M1928A dall’altra. Un corpo a corpo, semmai.
Entrarono i Tank, gli sguardi minacciosi. Paladino sospirò e si lanciò all’attacco, a dire il vero un po’ goffo a causa dell’armatura e dell’assenza dello skateboard. La miglior difesa era l’attacco, e quanto più fosse violento e rovinoso lo fosse stato, più il nemico si sarebbe sentito inibito.
Paladino menò pugni e calci a destra e a sinistra.
I Tank gli si gettarono addosso, ricoprendolo e mordendolo.
Paladino fu schiacciato e si sentì come se gli occhi gli uscissero dalle orbite, il respiro gli si mozzò.
Le Ninfe guerriere acclamarono, contente dello spettacolo.
Non era un combattimento: era un linciaggio.
Paladino pensò a Irene, alla sua famiglia, alla Terra. decise di reagire. Con fatica si rialzò e diede un pugno violento a un Tank, una gomitata a un altro. Uno dei due rovinò sul pavimento, l’osso del collo spezzato.
Non erano invincibili.
Un Tank sfoderò un coltello e minaccioso si avvicinò a Paladino.
Le Ninfe guerriere rumoreggiarono, riempiendo le orecchie di Paladino delle loro voci.
Nell’arena entrarono alcune Ninfe. Indossavano delle armature e avevano dei bastoni terminanti in dei bulbi.
Quei bulbi si accesero, puntati contro il groviglio di corpi in lotta.
Paladino si chiese cosa stesse per succedere.
Il Tank armato di coltello si accese di una luce inquietante ed esplose in dei frammenti di cenere.
I Tank si lamentarono della morte del loro compagno. Le Ninfe li incenerirono tutti.
Paladino rimase in mezzo a frammenti di cenere che veleggiavano in aria, accanto il cadavere del Tank a cui aveva spezzato il collo.
Tamuna si tolse l’elmo che le nascondeva la faccia e disse: «A noi Ninfe guerriere non piace chi bara. Lo uccidiamo subito».
Paladino fu accolto dalle Ninfe guerriere con tutti gli onori. Lui non aveva barato. Ma, a parte questo, si era comunque tolto la soddisfazione di aver ucciso un Tank.
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Ciao Kenji, bella la cabina Dott. Who e le amazzoni spaziali. Uno dei pregi di leggerti e che non sai mai dove vai a finire 😀
Ciao Micol, grazie! Diciamo che scrivendo dei racconti autoconclusivi si è più facile far cavalcare la fantasia rispetto allo scrivere un romanzo (nel romanzo ci sono degli elementi che devi far sviluppare e non si può mettere nelle ultime pagine un deus ex machina), ma se è così facile inserire nuovi elementi, scrivere racconti autoconclusivi è molto faticoso…