
Le Parole Perdute
Serie: Cuori Solitari
- Episodio 1: Credo che in Giappone
- Episodio 2: Parlando con la Luna
- Episodio 3: Lonely Hearts
- Episodio 4: L’Alba
- Episodio 5: L’insostenibile pesantezza dell’etere
- Episodio 6: Segno di Pace
- Episodio 7: Mangiafuoco
- Episodio 8: Le Parole Perdute
- Episodio 9: Inverno Nucleare
- Episodio 10: Il ragazzo di Sabri
STAGIONE 1
Tutto è accaduto in un momento. E ciò rappresenta il dettaglio più trascurabile: sono stati i segni premonitori a lasciare una scia tra le stelle fisse.
Una volta spento il motore resto per qualche attimo a osservare le coppie che, a quest’ora tarda, si appartano lungo la spiaggia. Lo stabilimento chiassoso che frequento di giorno mi appare ora come la terra inesplorata, avvistata dalla vedetta sulla coffa: un mondo sconosciuto.
-Stefy, che ti succede?
-Non preoccuparti mamma, davvero. Non ce n’è bisogno.
Un’improvvisa nostalgia mi coglie alla sprovvista; sono mille miglia distante da mia madre e sto provando pena per lei. Se solo fosse accanto l’abbraccerei… ma il momento giusto non capita mai al momento giusto.
Mi sfilo i sandali. Prima di andare, prendo sul sedile posteriore la bottiglia con i due calici, miracolosamente giunti intatti. Chiudo la portiera con una delicatezza che non è mia e m’incammino sulla spiaggia, accarezzata dalla sabbia umida sotto i piedi che, istintivamente, si posano sulle orme lasciate da altri.
-Hai mai pensato al futuro?
-No… e non ho particolare fretta di farlo, Alex.
Mi siedo vicino alla riva. Il mare manda appena qualche segnale della sua presenza con un debole sciabordio. Per il resto, la notte lo rende scuro e impenetrabile, assecondando il mio umore femmineo, istintivo, dolce e amaro quanto basta per regalare un sottile piacere. Distendo le gambe in avanti e la testa all’indietro… i capelli lunghi scivolano giù. Caldo, freddo, brividi; poi, un proiettile a bruciapelo attraversa i miei pensieri: i genitori non ci parlano mai di noi. Dubbi, sentimenti, paure assediano i nostri giovani cuori che, dispersi, annaspano nell’oceano in balia delle onde.
-Mamma, sei felice?
-Sì, anche se è una felicità diversa da come l’avevo sognata alla tua età. Ma la vita s’impara vivendo.
Il recente passato mi appare come un vortice confuso, rapido e mai davvero profondo. Ho vissuto momenti piacevoli, a volte sfrenati, facendo anche errori. Eppure, ciò che sembra aleggiare su tutto non è la memoria di quello che è stato, ma la percezione di quanto è mancato. Una voce appena udibile quando sono sola, sorta di bisbiglio vestito di rimpianto, talvolta di rimorso, che mi sussurra le parole perdute.
-Forse non dovrei dirtelo, ma ho l’impressione che Alex si sia preso una bella cotta per te.
-Mamma, ma che dici? Hai sempre voglia di scherzare.
Essere giovani ci sgrava di ogni responsabilità, eccetto una: ciò che trascuriamo negli anni spensierati non torna più. Il futuro affonda le radici nel passato, e il passato è oggi. Qualcuno avrebbe dovuto dare l’allarme, rivelarci che c’è una vita fuori e una dentro, fatta di moti dell’anima. Educarci all’ascolto di noi stessi in modo da riconoscere i sentimenti e farli strumento per raggiungere un fine.
-Ciao, Alex. Perdonami se mi faccio viva così, all’improvviso. E a quest’ora poi… tu non sei in vacanza come me. Ma sentivo il bisogno di dirti una cosa.
-Stefy, non preoccuparti, davvero! Parlerei con te tutta la notte.
Ieri gli amici mi avevano proposto l’ennesima serata in discoteca, ma io ho trovato una scusa. La verità è che di colpo mi è apparsa davanti una strada che già conosco. Poi, un guizzo di follia: era quasi mezzanotte quando ho chiamato Alex… quella sua domanda sul futuro non mi ha mai abbandonato. Ero imbarazzata, eppure lui mi ha sorpreso come non avrei mai potuto immaginare. Scorgere dei bagliori di verità nel cuore altrui è sempre una inaspettata sorpresa: ma ancora più lo è il decidere di volerli ascoltare.
È appena giunta un’auto. Si spengono i fari, qualcuno si avvicina.
-Ciao, Stefy.
Serie: Cuori Solitari
- Episodio 1: Credo che in Giappone
- Episodio 2: Parlando con la Luna
- Episodio 3: Lonely Hearts
- Episodio 4: L’Alba
- Episodio 5: L’insostenibile pesantezza dell’etere
- Episodio 6: Segno di Pace
- Episodio 7: Mangiafuoco
- Episodio 8: Le Parole Perdute
- Episodio 9: Inverno Nucleare
- Episodio 10: Il ragazzo di Sabri
Molto profondo e articolato davvero bene… mi ha colpito il dialogo con la madre, ho provato empatia…. e anche le riflessioni sul tempo che passa, i contatti emotivi che diminuiscono, hai fatto davvero un bel lavoro
Grazie David. Sento nelle tue parole una reale empatia, quella di chi ha solcato le stesse vie, solo o con gli amici, forse insieme a una ragazza a cui non ha avuto il coraggio di confessare tutto.
Per tornare sul piccolo scritto, se si approfondisce un po’ la questione stupisce come la parte emotiva possa divenire, in qualche modo, la bilancia delle nostre decisioni. Oserei dire che valorizzare le proprie e altrui emozioni, dal mio profano punto di vista, rappresenterebbe perfino una rivoluzione copernicana: ci hanno sempre detto che i sentimenti ingannano, tradiscono. E i risultati, mi sembra, sono davanti ai nostri occhi.
E’ anche vero che la mia è una semplificazione estrema a fronte di un processo ben più complesso che tocca le relazioni sociali in tutte le sfaccettature. Per questo sarebbe veramente interessante approfondire la tematica, che ho voluto/potuto solo raccogliere e rilanciare, con la collaborazione di un esperto. Parliamo di psicologi, ovviamente.
Ciao David.
Dopo aver letto il tuo commento sono andato a informarmi un po’ pure io e devo dirti che hai fatto bene a scrivere quella spiegazione. Le considerazioni che ci lasci attraverso il racconto hanno dunque una loro precisa collocazione e diventano, per cosi’ dire, quasi logica. La tua capacità creativa e lo stile le incorniciano dentro questo episodio di “Cuori solitari” che personalmente ho apprezzato tantissimo.
Non conoscevo né la cover né l’originale del pezzo che hai allegato, il testo è parecchio affine all’argomento.
Iniziamo dal pezzo musicale, Francesco. Non ti sembri strano ma c’è stata la tua influenza. Ho infatti chiesto a Marilyn di trovarmi un brano che mi portasse “da qualche parte davanti al mare e c’è un odore come di gabbiani e di profondità.” Le parole, le riconoscerai, sono tue.
L’effetto che queste note hanno avuto su Stefy sono quelle che poi ho descritto… un mare scuro e impenetrabile, che più profondo, per l’appunto, non si può.
Il concetto di intelligenza emotiva mi ha, nella sua semplicità, illuminato. Personalmente, credo che la cosa più difficile sia discernere i nostri sentimenti: una coscienza di sé. Quello è l’inizio, tutt’altro che facile e soprattutto per un giovane.
Grazie della lettura.
Adesso so cosa si prova a essere citato. Grazie.
Quanta saggezza in questo librick!
Grazie della lettura…
Alcune settimane fa ho scorto uno spunto importante in un racconto pubblicato qui su EO, qualcosa che ignoravo e che, da subito, mi ha lasciato il segno tanto da spingermi a effettuare una piccola ricerca per inquadrarlo in un contesto teorico. Ma questo mio resta solo un accenno, un bolide che sfiora appena la stella, sperando di poterne comunque cogliere sia bellezza che potenzialità.
Si tratta della cosiddetta “intelligenza emotiva”: ho voluto riportare nel testo, quasi fedelmente, il principio fondamentale che sta alla sua base.
L’idea originale era quella di ricalcare con precisione lo scritto originale, sorta di “diario intimo”, trasformandolo in una trama. Ma alla fine ho voluto optare per imprimere una linea propria alla mia storia che quindi, a parte lo spunto indicato, non condivide altro con l’opera citata, la cui menzione resta comunque doverosa: “Lettera a Me Stessa” di @GiuliaGS94 .