
Le prime leghe
Serie: L'imperatore dei Mari
- Episodio 1: Le Isole di confine
- Episodio 2: Gli Incappucciati
- Episodio 3: Sette Tempeste
- Episodio 4: La Grotta dei delfini
- Episodio 5: Apnea
- Episodio 6: Il Sottosuolo demoniaco
- Episodio 7: Il segreto di Zorak
- Episodio 8: Il cocchio
- Episodio 9: Tornado Sei
- Episodio 10: Il Giardino Celeste
- Episodio 1: Lezione numero uno
- Episodio 2: La sala della cultura
- Episodio 3: Questione di scelte
- Episodio 4: Un’inattesa convocazione
- Episodio 5: Il potere della mente
- Episodio 6: Le prime leghe
- Episodio 7: Giorno di paga
- Episodio 8: Il baule
- Episodio 9: Nessuna reticenza
- Episodio 10: Ordinarie liti familiari
- Episodio 1: Addio
- Episodio 2: Il mercato
- Episodio 3: Lork e Tarem
- Episodio 4: Fortj
- Episodio 5: La tana
- Episodio 6: Ahmullahja
- Episodio 7: Hiko
- Episodio 8: Assurdo
- Episodio 9: I patti vanno rispettati
- Episodio 10: Tornado Six
- Episodio 1: Una vita per una vita
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Norren aveva l’abitudine di far scorrere la lingua attraverso la finestra creata dall’incisivo mancante nella sua arcata superiore. Era diventato ormai un tic, un gesto involontario che compiva in continuazione. Quell’abitudine si era radicata in lui soprattutto quando era immerso nei suoi pensieri, come in quel momento.
La nave Eymerich aveva lasciato Patajui la sera precedente e aveva già solcato numerose leghe di mare, spinta da una brezza vivace. Norren fissava la carta nautica con occhi ossessionati, tracciando i percorsi. «Quell’isola laggiù è avvolta da un’aura misteriosa, circondata da leggende oscurantiste, tra cui quella sull’immortale capo villaggio.»
Ahmullahja era seduto con la schiena dritta contro il parapetto, concentrato nell’affilare la sua sciabola. Le parole di Norren sembravano non interessarlo minimamente, fece un gesto di distacco.
Hiko, invece, scrutò l’isola indicata da Norren. Stringendo gli occhi fino a fessure sottili, il guerriero dell’est cercò di penetrare il velo di mistero che avvolgeva quel luogo enigmatico.
Il vessillo, Jolly Roger, sventolando sopra di loro sonnecchiava ma si risvegliò alla menzione di Norren. La bandiera aprì gli occhi a forma di foglia d’acero sfoggiando un sorriso sardonico. «Immortale, dici?» disse con una voce carica di scetticismo, «tutte queste storie sono solo sciocchezze. L’immortalità non è esattamente come la dipingono. Chi è afflitto da una maledizione simile può sfuggire alla morte per il passare degli anni, è vero, ma non credete che possa sopravvivere anche se venisse decapitato o se il suo cuore fosse trafitto. Quindi, non entusiasmarti troppo, Norren, con queste leggende.»
Il navigatore alzò lo sguardo verso Jolly Roger con un’aria di sfida. «Stupida banderuola. Che cosa puoi sapere tu?» le parole sussurrate raggiunsero l’orecchio del capitano dell’equipaggio, Tornado Six. «Jolly Roger non è affatto stupido. Ha ragione. Quella è senza dubbio la Grotta dei Delfini, giusto, Norren?»
Il giovane passò una mano tra i suoi capelli biondi e rivolse un sorriso complice al suo capitano. «E tu come fai a saperlo, capitano?»
Six si oscurò, la sua mano si mosse d’istinto verso la gola, avvinta da un’ombra invisibile che gli strozzava il respiro. Un’aura sinistra lo avvolgeva, non un freddo mortale, ma un’umidità spettrale, come se il suo essere fosse stato inghiottito da una dimensione di nebbie e tenebre. I suoni distanti di gocce che percuotevano la roccia sotterranea risuonavano come un sinistro allarme nelle sue orecchie. Con l’altra mano, tentò di strappare via una sostanza vischiosa, abbassando lo sguardo solo per immaginare il proprio corpo prigioniero di alghe bagnate, spuntate dal nulla.
Un bruciore infernale invase la sua gola e i polmoni, simile alla tortura di ingoiare l’acqua salata. All’improvviso, una mano spettrale sfiorò la sua spalla, ma in realtà apparteneva a Norren. «Capitano?» echeggiò la voce, carica di un timore sincero.
Tornado Six, per un momento perso nei meandri di questa realtà oscura e distorta, ritrovò la connessione con il mondo tangibile. «Lo so perché ci sono stato, e ho anche conosciuto il capo villaggio» rispose con voce roca.
Norren rimase sbalordito da quella rivelazione, con la bocca aperta fissava il suo capitano. Lork e Tarem si avvicinarono a Six, occhi sognanti, aspettando ulteriori dettagli. Quando il capitano riprese del tutto coscienza, guardò i due ragazzi che erano in attesa. «Be’?» disse «al lavoro, abbiamo un lungo viaggio davanti a noi e dobbiamo raggiungere la meta il prima possibile.»
Lork alzò gli occhi al cielo. «Pensavo che prendere il mare sarebbe stato molto più divertente.»
Tarem lo seguì. «Forse essere dei pirati non è così affascinante come credevo.»
«È sempre meglio che poltrire a guardare le nuvole, non credete?» Six rivolse uno sguardo compassionevole ai due ragazzi e diede loro una pacca sulle spalle. «Coraggio, ci divertiremo un mondo.»
Hiko si avvicinò al capitano. «Non mi piace affatto.»
«A cosa ti riferisci?»
«A Norren. Capitano, devi fidarti di me e, soprattutto, essere cauto riguardo a quello che Ahmullahja non dice. Siamo entrambi navigati guerrieri, io sono stato un soldato leale, sono stato accusato di tradimento, ho vissuto da fuorilegge e ho fatto il mercenario per sopravvivere. Non conosco la storia di Ahmullahja, ma non deve scostarsi molto dalla mia, leggi i suoi comportamenti. Nemmeno lui si fida di Norren. La violenza e il sangue sono il mio pane quotidiano, sono cresciuto in questo modo e so fare solo questo: combattere e uccidere. In tutti questi anni ho imparato a valutare chi mi circonda. È arrogante, altezzoso, e racconta troppe storie.»
Six si passò una mano sulla nuca rasata e poi tra la folta cresta. «Ti ringrazio, Hiko, ma ricorda che solo pochi giorni fa eri disposto a difendere un’altra persona piuttosto che me. Hai duellato con Ahmullahja. Forse il tuo sesto senso ha bisogno di essere affinato.»
«Adesso sono qui, nella tua ciurma, per quanto sgangherata possa sembrare. Tuttavia, la situazione era diversa allora. Sembrava che fosse quel ragazzo la parte offesa. Vuoi rinfacciarmi questo per il resto della mia vita?»
«Per il resto della tua vita?» Le parole di Hiko sorpresero il capitano. «Hiko, nel posto dove ho passato gli ultimi sei anni della mia vita mi hanno insegnato disciplina, rigore, rispetto e soprattutto a pensare con la mia testa. Queste sono solo le mie considerazioni, non devi sentirti legato a vita né offeso.»
Hiko afferrò Six per le spalle e lo girò per guardarlo negli occhi. Quel gesto attirò l’attenzione di tutto l’equipaggio. «Tu, capitano, puoi ragionare quanto vuoi, ma non puoi decidere per me cosa fare della mia vita. Mi sono unito a questa ciurma per sempre, perché so che morirò combattendo al tuo fianco e al fianco di tutti loro. Questo è il mio destino, è già scritto, e sono pronto a seguirlo, che sia oggi, domani o fra cento anni.»
Six afferrò gli avambracci di Hiko e li riportò lungo il corpo del guerriero con un gesto deciso. «Cento anni? Non voglio stare in mare così a lungo. Voglio solo che un giorno, fra mille anni o più, si parli ancora di me e che venga ricordato come l’Imperatore dei Mari. Questo è ciò che desidero. Spero di raggiungere questo obiettivo il prima possibile e di non venire ucciso prima, in modo da poter raccontare le nostre gesta in prima persona per molto tempo.»
Norren si avvicinò ai due e guardò Hiko dall’alto in basso, poi fece lo stesso con Six. Cercò di resistere, ma dopo pochi secondi scoppiò in una risata fragorosa. «Veramente nobile da parte tua legare la tua vita a questa ciurma.» Il navigatore continuava a ridere, tenendosi la pancia. «E tu, capitano, cosa vuoi diventare? Non ho mai sentito un titolo così strano.»
Tarem e Lork scivolarono lenti e silenziosi alle spalle di Norren, lo afferrarono per le braccia e per le gambe, e con determinazione si diressero verso la paratia. «Nessuno può deridere il capitano!» gridò Tarem.
Norren cercò di divincolarsi, ma sembrava inutile. «Ma che vi prende ragazzi? Stavo solo scherzando, non prendetevela tanto. Certo che diventerà imperatore e io sono orgoglioso di essere il navigatore di un imperatore.»
«Tardi per pentirsi, amico», Lork stringeva sempre più le gambe di Norren, «lasciaci fare.»
Tarem aggiunse il suo peso alla manovra. «Sì, è giusto. Non si scherza sul capitano!»
Jolly Roger, dall’alto della sua posizione sopra l’albero maestro, sbadigliò e aprì gli occhi. Notò una tempesta in arrivo all’orizzonte. «Basta con i litigi e i capricci. Sta arrivando una tempesta. State attenti agli ordini del capitano.»
L’equipaggio si guardò intorno e notò che Six era in piedi a prua. Il giovane capitano aveva gli occhi chiusi, respirava profondamente e aveva serrato i pugni. Attorno a lui si era formata una nebbia lattiginosa. Six aprì gli occhi estese le braccia davanti a sé e aprì le mani. La nebbia si estese in sottili filamenti, ognuno partendo dai polpastrelli di tutte le dita. Con un movimento preciso, intrecciò tutti e dieci i filamenti. «Ammainate le vele e aggrappatevi forte!»
L’equipaggio ebbe appena il tempo di eseguire gli ordini e trovare un sostegno quando un potente boato risuonò all’orizzonte e una raffica di vento violenta colpì la Eymerich. La nave fu scossa e sollevata dalle onde. La tempesta svanì e Six svenne, avvolto dalla nebbia.
Quando riaprì gli occhi, il capitano vide il cielo sgombro. Una voce profonda lo attirò. «Non pensavo che ci saremmo rivisti così presto.»
Six capì immediatamente chi stava parlando. «Dove siamo, Xenxo?»
«Nella tua mente, Sei.»
«Adesso sono conosciuto come Six.» Il capitano si voltò e vide Xenxo, il dio del vento, nella sua forma umana maestosa e nuda. Il dio sorrideva magnanimo, massaggiando la sua folta barba grigia. Gli anelli d’oro ai suoi bicipiti sembravano appena sufficienti a contenere la sua potenza. Era seduto con le gambe incrociate, il ventaglio e l’otre nelle mani, oggetti che non lo abbandonavano mai. «Hai fatto un buon lavoro, Six. Ma devi migliorare, non puoi permetterti di svenire.»
«Ho affrontato quel tornado da solo, come avrei potuto fare meglio?» Six alzò la voce, difendendo il suo operato.
«Per questo ti ho elogiato. Hai un futuro brillante davanti a te, giovane capitano pirata. Adesso svegliati, i tuoi compagni si stanno preoccupando.» Xenxo prese il ventaglio e lo sventolò. Six chiuse gli occhi e sentì i colpetti di Tarem che cercava di farlo rinsavire con degli schiaffi.
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- Episodio 2: La sala della cultura
- Episodio 3: Questione di scelte
- Episodio 4: Un’inattesa convocazione
- Episodio 5: Il potere della mente
- Episodio 6: Le prime leghe
- Episodio 7: Giorno di paga
- Episodio 8: Il baule
- Episodio 9: Nessuna reticenza
- Episodio 10: Ordinarie liti familiari
Ottimi inizio, l’antipasto di un’avventura affascinante in un mondo altrettanto magico.
Mi piace molto il personaggio di Jolly Roger, bella idea
Alla prossima
Ci lavoro da un sacco di anni a questi personaggi, speriamo che continuino a comportarsi bene
“Norren aveva l’abitudine di far scorrere la lingua attraverso la finestra creata dall’incisivo mancante nella sua arcata superiore.”
L’incipit è sempre un passaggio fondamentale. Questo lo trovo molto efficace
Ciao Ale! Grazie mille, davvero bello leggere questo commento.
L’aura di mistero che circonda l’isola e il passato di Six riescono a creare suspense e interesse e Six e Hiko hanno personalità distinte. Bravo!
Ciao Daniele! Grazie per essere passato a leggere. Contento di trovarti ancora qua su Open dopo tutti questi anni
Concordo con Daniele, la scelta dei nomi è fantastica
Ciao Beatrice, grazie! Spero che piaccia anche la storia
scusa, Viola*
Molto interessante! Bell’ambientazione e adoro i nomi che hai scelto 🙂 sto scrivendo anche io una serie a tema pirati. La seguirò con molto piacere!
Ciao Daniele! Conoscendo le tue storie e il tuo modo di scrivere sono sicuro che ne uscirà qualcosa d buono come sempre, non vedo l’ora di leggerla.