Legami indissolubili

Serie: Helena Everblue

La piccola barca a remi prese il largo. Con la schiena appoggiata al legno, una fanciulla osservava il buio con occhi spalancati: blu cobalto, iridi tempestose.

«Non voglio farlo, Jade» disse alla donna che si preoccupava di manovrare.

«Ne abbiamo già parlato, principessa.»

«Hai ragione, perdonami.»

La costa frastagliata pian piano si allontanava, mentre placide onde cullavano la solitaria imbarcazione. Per qualche minuto nessuna delle due disse una parola; rimasero in silenzio tra le sfumature di mare e cielo che si confondevano intrecciandosi nell’oscurità della notte.

Fu la voce della fanciulla a rompere quel silenzio e lo fece con la forza di una domanda che raggiunse il cuore della donna: «Resterai con me?»

«No principessa, è meglio che io faccia ritorno alla capitale.»

«Ti uccideranno, Jade!» La fanciulla rivolse agli occhi neri della donna uno sguardo sconvolto, blu intenso.

«Non lo faranno.»

«Sì invece!» sbottò la fanciulla, cedendo al vano conforto del pianto. «Hai lasciato che scappassi, credi che te lo perdoneranno?!»

«Me la caverò, non deve preoccuparsi.»

«Non puoi dirmi questo! Cosa farò senza di te?» Il volto della fanciulla trasfigurò in una maschera di dolore che la notte fu lieta di celare. «Dove andrò?»

«In un posto che né io né altri dovremo scoprire. Dovrete rimanere nascosta, quasi invisibile.»

«No, Jade!»

«È l’unico modo. Si ricordi! Non dovrà mai perdere la sua innocenza, per niente al mondo.»

Forse la fanciulla avrebbe voluto ribattere ma la donna si era già tuffata nelle acque scure, lasciandola sola in balia del proprio destino.

****

«…ho compiuto diciannove anni lo scorso venticinque dicembre, è questa la verità.»

Cogliendo tutti di sorpresa, Hugo comincia a ridere.

«Che diavolo gli succede, principessa?» domanda Jade con una smorfia di incredulità sul volto. «È forse impazzito?!»

«Oh cavolo, bambinella! No, aspetta, forse dovrei chiamarti signorinella.» Non attende risposta. «Diciannove anni non li dimostri proprio!»

«Eppure è così.»

«Però finalmente le cose tornano.» Osserva il suo coltello con fare assorto. «Ecco spiegato il motivo per cui la Malattia non ha alcun effetto su di te. Tu non sei una bambina!» La risata diventa quasi assordante, isterica. «E io che mi ero immaginato chissà cosa. Alla fine è tutto così semplice e logico.»

«Signor Hugo, io…»

«Se avessi detto subito la verità, forse la testa di Markus si troverebbe ancora attaccata al suo collo e non a marcire lì per terra.»

«Mi dispiace.»

La risata di Hugo va scemando, si trasforma in un impercettibile tremolio di labbra. «Ti dispiace? TI DISPIACE?!» Allunga la lama del coltellaccio a indicare il corpo senza vita accasciato sul pavimento. «Credo che dispiaccia più a lui!»

«Basta principessa», la voce di Jade è risoluta, «lasciate che ponga fine all’esistenza di quest’uomo.» Solleva la spada.

«Proprio così, signorinella. Dispiace decisamente più a lui.»

Helena si avvicina all’uomo, ma questi la allontana con un gesto stizzito. «Non provare a toccarmi, mia cara bambina signorina.»

I nervi di Jade sono tesi; li rilassa. La lama scende.

«Basta Jade, fermati!»

La dama nera ripone l’arma, non senza prima indirizzare a Helena un cenno di disapprovazione.

L’aria si fa rarefatta; la tensione rende ogni respiro una sfida.

«Bambina signorina.» Helena spalanca i suoi strani occhi, meravigliosamente strani. «Il fatto che io non sia né una né l’altra è la mia condanna.»

Jade le appoggia una mano sulla spalla sinistra e, avvicinate le labbra a un orecchio, le sussurra: «Questo non è vero, principessa. Voi siete entrambe le cose.»

Helena vorrebbe abbandonarsi, cadere tra le braccia della dama nera, fingere di essere davvero la bambina che appare. Chiudere gli occhi e sentirsi al sicuro, protetta. Solo per un istante, un singolo istante di pace.

«Andatevene.» A Hugo non serve il coltello per aprire una ferita nel cuore di Helena. «Ancora un minuto in questa casa e vi ammazzo tutte e due.»

«Mi dispiace, signor Hugo, non fosse stato per lei…»

«Lo capisci che te ne devi andare?!»

Jade la afferra per un polso…
«Ha ragione, principessa, se non ce ne andiamo qualcuno morirà di certo. Inoltre questo posto è tutto meno che sicuro.»
…e la trascina con sé.

Le due donne abbandonano la casa in silenzio, simili a religiose durante una processione. Vengono inghiottite dall’oscurità che ammanta l’esterno.

Una volta rimasto solo, la corazza di Hugo si sgretola: il coltello scivola dalla sua mano tremante e, con un tintinnio sordo, finisce sul pavimento. Si china per raccoglierlo ed è proprio in quel momento che la vede: una fotografia sgualcita, appena sotto la branda che aveva ospitato Helena. L’immagine di una bambina. Nove, forse dieci anni. Il viso sorridente. Lunghi capelli neri a sfidare la luce.

«La mia dolce, piccola Lhara.» Si asciuga il sudore che gli sta uscendo dagli occhi, si alza e lei è lì, proprio davanti a lui.

«Lhara, ma non è possibile!»

Helena dev’essere rimasta molto male per come l’hai trattata.

«Si è presa gioco di me.»

Voleva solo che tu l’aiutassi. Come me, ricordi?

«Ti sbagli, lei non è come te.»

Avevo perso entrambi i genitori e tu mi hai raccolto mentre rovistavo tra i rifiuti.

«Avrei dovuto lasciarti nella zona alta di Newcity, forse qualcuno ti avrebbe adottato!»

Nessuno lo avrebbe fatto e tu lo sai. Mi hai dato da mangiare, mi hai accolto quando tutti gli altri mi guardavano con pietà e disprezzo. Hai aiutato me, perché adesso non vuoi aiutare lei?

«Bell’aiuto che ti ho dato! Tu sei morta ed è solo colpa mia!» Deve fare tremendamente caldo tra quelle quattro mura: il sudore non smette di scendergli dagli occhi.

Sì Hugo, sono morta. Ma Helena non lo è, non ancora.

«Lei è diversa, non è una bambina.»

Ti vuole bene…

«A volte non basta.»

…e tu vuoi bene a lei.

L’illusione di Lhara sfuma, svanisce lasciando Hugo con la sola compagnia dei suoi dubbi.

E questo vostro legame non potrà mai essere sciolto.

Serie: Helena Everblue
  • Episodio 1: La fanciulla senza nome 
  • Episodio 2: Pesci leggendari per clienti spocchiosi
  • Episodio 3: Un uomo buono
  • Episodio 4: Pietà per gli ultimi
  • Episodio 5: Il disagio numero uno 
  • Episodio 6: Nani scaltri e misteriose femmine
  • Episodio 7: La dama nera
  • Episodio 8: Legami indissolubili
  • Episodio 9: Sangue nobile
  • Episodio 10: Amore e vendetta
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    Commenti

    1. Daniele Parolisi

      Bellissimo, impatto emotivo nelle parole, la descrizione molto empatica. Siamo all’ottava puntata eppure sei riuscito a prendermi come fosse la prima. Pero ti odio lo stesso, sappilo! XD

      1. Dario Pezzotti Post author

        Daniele, sei troppo buono! Se noti qualche mancanza nei miei racconti, fammelo sapere!

    2. Giuseppe Gallato

      Uhm, ho colto qualcosa in questa sorta di malattia che colpisce i bambini: sarà uno dei punti focali della serie? E Lhara, Hugo? Hai rincarato la dose di curiosità con questo nuovo capitolo! Chissà dove andremo a parare, con te mai nulla è scontato! 🙂

      1. Dario Pezzotti Post author

        Nel prossimo episodio altri indizi sulle ragioni che hanno portato Helena ad abbandonare la capitale su una piccola barca a remi. Per quanto riguarda la Malattia, sarai tu (e tutti i lettori) a decidere cosa sia! Sembra assurdo, ma non lo è. Ti troverai davanti a due alternative, a quale sceglierai di credere?
        Vedrai vedrai…quesiti esistenziali in arrivo!!!😂

    3. Micol Fusca

      Ciao Dario, finalmente ci hai svelato l’identità della bimba ritratta nella foto. Rimangono tuttavia molti punti oscuri, come quello della malattia che colpisce i bambini e le ragioni che hanno spinto Helena a scegliere la via dell’esilio. Attendo il prossimo episodio, sperando di recuperare qualche altro pezzo del mosaico 😉

      1. Dario Pezzotti Post author

        Nel prossimo episodio il lettore attento capirà molte cose…e tu sei una lettrice molto attenta.😉

      1. Dario Pezzotti Post author

        Grazie Ely! Nel prossimo episodio, altre rivelazioni riguardo al passato di Helena…😉

    4. Antonino Trovato

      Dario, con te non ci si annoia davvero mai!! Chissà cosa è successo tra Hugo e Lhara… Non so cosa aspettarmi, e poi c’è ancora la questione dell’essere bambini o no, che certamente è legata al destino di Lhara… diavolo di un Pezzotti, chissà cosa ti sei inventato!

      1. Dario Pezzotti Post author

        Ahahahah, se riesco a tenere viva l’attenzione ne sono lieto. Il (triste) destino di Lhara è sì importante, ma è legato più a Hugo che a Helena. Per quanto riguarda la questione dell’essere bambini o no, è il perno sul quale si regge l’intera serie. Ciao Antonino.