Lei

Respiri.
Ed è puzza l’unica cosa che senti, sa di marcio, di vecchio, di sporco.
Tenti di alzarti ed è inutile, qualcosa ti tiene ancorata a quel duro pavimento su quel polveroso tappeto inutile.

Ti dimeni, provi a liberarti, spalanchi la bocca cercando di urlare ma il silenzio è l’unica cosa che ti circonda.
Il
buio ti abbraccia dolce e freddo.

Sei bloccata li, le mani e i piedi stretti in una morsa ferrea e gli occhi sbarrati,lucidi, non ti accorgi che sei tu l’unica.

I tuoi capelli sono sparsi sul pavimento, nessuno potrà passarci le dita, nessuno potrà tirarli, nessuno potrà strapparli, sono morti.

Morti come ti senti tu, come ciò che stai provando pur respirando ancora.

Respiri.

L’odore è ancora li, aleggia intorno a te in quella maledetta stanza.

Provi ad alzarti, questa volta con successo, c’è uno specchio di fronte a te e tutto ciò che vedi è un cadavere.

Quella riflessa sei tu.

La tua pelle è bianca, pallida, quasi eterea ma costellata da tanti segni, gli unici testimoni.
Ti guardi, ma non ti vedi realmente, il tuo sguardo è perso nel ricordo… nell’incubo.

Passi le mani sulle tue spalle, sulle clavicole, sui fianchi, sulle cosce e sui polsi e poi ti abbracci.
Ti abbracci perché hai bisogno di sorreggerti… perché nessuno ti sorreggerà;

hai bisogno di sentire il calore di qualcuno che ti ama… solo tu ti ami ancora, davvero, forse non più.

Respiri.

Ti osservi in volto, non lo avevi ancora fatto.

Occhi gonfi, pelle ferita e labbra turgide, rosse, sanguinanti.

Il tuo sguardo è duro, è freddo.

Consapevole che non sarai più la stessa persona.
Ti trascini fino alla doccia, non ti spogli, non ne hai bisogno.
Apri l’acqua, bollente o ghiacciata non fa differenza;

 strofini, non ha importanza che non ci sia sapone o una spugna, strofini e basta sempre più forte, fino a ferirti con le tue stesse mani.

Fino a cancellare quei segni sulla tua pelle.

Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni