Leia

Serie: L'Ultimo Desiderio


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Il fuggitivo trova rifugio nello Scrigno. Una magnifica libreria di proprietà del primo principe del regno.

Every aveva abbandonato la scrivania poco prima dello scoccare del decimo tocco della sera. Dopo essere salito sulla scala a chiocciola che conduceva al soppalco, si era messo alla ricerca di una lettura in grado di conciliare il sonno. Non appena aveva sentito rimuovere la grata dall’esterno, aveva richiamato a sé il suo dono e si era sottratto alla vista. Era rimasto sorpreso di vedere un bimbo, dotato di una grazia che nulla aveva a che vedere con le povere vesti che indossava, aggirarsi nella biblioteca. I suoi nemici dovevano essere ben disperati, per assoldare un tale fuscello come spia. Il piccolo non si era diretto alla scrivania, alla ricerca di segreti, ma aveva rivolto lo sguardo agli scaffali. Aveva sfiorato i libri con il tocco di una farfalla; lo stesso rispetto che aveva dimostrato togliendo le calzature prima di entrare. Aveva scelto il più improbabile e lo aveva portato con sé nell’angolo in cui si era sistemato. Una storia d’amore adatta alle vergini, talmente banale da provocare uno sbadiglio a ogni pagina.

Era il libro preferito di sua nonna; alla sua morte, Every lo aveva chiesto come ricordo. Era solita leggerglielo quando era piccolo, sollecitandolo a trovare un amore come quello narrato.

Il bimbo lo aveva letto con il sorriso sulle labbra, accompagnando il procedere della storia con reazioni alterne: divertimento, tristezza, malinconia. Every conosceva il romanzo a memoria e le espressioni del piccolo ne seguivano la trama alla perfezione.

Era sceso non appena l’intruso si era addormentato e si era preso il tempo per studiarlo da vicino. Lo aveva paragonato a un fuscello, ma quel corpicino raggomitolato a terra era ben più sottile. Le sopracciglia nere stonavano con i capelli bianchi, ma gli conferivano una bellezza particolare. Pur senza aver mai incrociato la sua strada con quella del bimbo, conosceva la sua identità. Coloro che ambivano a passioni estreme avevano posato gli occhi su di lui da diverso tempo: i loro sussurri erano giunti fino a Every.

Come poteva un bimbo con i suoi natali saper leggere? E non in modo approssimativo; il suo procedere era stato spedito, scandito dal frequente cambio di pagina. Il romanzo era stato scritto in un linguaggio piuttosto arcaico, risalente ad un paio di secoli prima, ricco di parole desuete e di antiquate costruzioni sintattiche.

Nakia e Niw giunsero alle sue spalle, lasciandolo con il braccio a mezz’aria: aveva pensato di svegliare il piccolo, ma l’arrivo dei pardi lo fermò. I due felini erano in grado di attraversare qualunque porta chiusa, a patto che lui fosse all’interno della sala in cui erano diretti. Nakia, la femmina, si stese accanto al bimbo posandogli il muso in grembo. Niw, il maschio, si accontentò di raggomitolarsi vicino ai piedini scalzi, respirandovi contro per riscaldarli.

Se aveva pensato a un nemico, l’atteggiamento dei pardi gli comunicò che non aveva nulla da temere. Non aveva mai visto nessuno dei due dare una tale confidenza a un essere umano: lui incluso. Quando erano cuccioli si lasciavano coccolare, ma solo per pochi istanti. Se Nakia e Niw erano disposti a dimostrare un’intimità simile con il bimbo, significava che il suo animo non nascondeva malvagità. Quando gli erano stati offerti come dono, erano stati legati a lui per mezzo di una magia di sangue: il loro compito era quello di proteggerlo dal visibile e dall’invisibile.

Il bimbo si svegliò, quasi avesse avvertito di non essere più solo. Quando sollevò lo sguardo, Every si perse nelle profondità di due occhi color ghiaccio: un azzurro tanto tenue da risultare trasparente quanto il cristallo. L’espressione che piegò i tratti del volto del bambino gli fece scorrere un brivido lungo le braccia: lo fissava come avrebbe fatto nell’incontrare un familiare creduto morto durante una battaglia. Un paio di battiti di cuore, e quel turbamento mutò completamente. Il bimbo sedette a gambe incrociate, senza dimostrare timore nel trovarsi al suo cospetto.

«Non ho rubato nulla!»

«Lo so.»

«Oh…»

Every notò le guance del piccolo colorarsi di un lieve rossore; scoprì che lo rendeva tanto grazioso da doversi controllare per non scoppiare a ridere. Non aveva molta familiarità con le creature di quell’età, ma quella gli parve piuttosto particolare.

Nakia alzò il muso di colpo, posizionandolo contro quello del bimbo. Every seguì lo scambio di sguardi dei due: occhi su occhi. Alla fine il piccolo alzò una mano per grattare l’orecchio destro del pardo femmina, che ricambiò iniziando a produrre un verso basso che somigliava a delle fusa.

«Ti hanno già assegnato un mestiere?»

A partire dagli otto, dieci anni, a tutti i servi veniva assegnata una mansione. Prima di quell’età era consuetudine che aiutassero le madri nella loro.

Il bimbo scosse il capo in un cenno negativo.

«Bene. Ti occuperai dei miei pardi.»

Il piccolo spalancò gli occhi.

«Molti hanno paura di loro. Sono piuttosto antipatici quando non va loro a genio chi pulisce la stanza dove trascorrono la notte.»

La testa del bimbo, questa volta, si mosse in un cenno d’assenso.

«Hai un nome?»

Every notò che il suo sguardo si era fatto indeciso, quasi non lo conoscesse; probabilmente, nessuno si era mai rivolto a lui con il nome che gli era stato assegnato alla nascita. Per tutti era Bouchin: piccola bocca.

Gli indicò il libro posato sul pavimento. «Leia o Romar?»

Gli occhi del bambino si illuminarono come fiammelle magiche. «Leia!»

Il nome della pulzella, non del cavaliere. Every ci avrebbe scommesso il migliore dei suoi cavalli. 

Continua...

Serie: L'Ultimo Desiderio


Avete messo Mi Piace6 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Un brano molto bello e scorrevole. Mi è piaciuto il modo in cui nasce la fiducia tra i personaggi e come il bambino riesce a conquistare tutti con la sua dolcezza. Il finale lascia curiosità per quello che succederà dopo🌸

  2. Abbiamo già la prima discrepanza con la vita precedente giusto? Hai introdotto nuovi personaggi parlando sia del protagonista che facendo intuire quale fosse il suo destino nella vita precedente. Il tutto dosato, senza spiegoni, inserito nel giusto contesto. Bravissima.

  3. Ti prendi tutto il tempo che ti serve per delineare i personaggi – in questo caso più Every – e caratterizzarli così con grande precisione. Noto anche con piacere che l’uso degli elementi fantasy non è esagerato e spiattellato lì senza un motivo apparente, ma sembra essere tutto funzionale a quello che vuoi raccontare. Soprattutto quando scrivi: «Molti hanno paura di loro. Sono piuttosto antipatici quando non va loro a genio chi pulisce la stanza dove trascorrono la notte.» unito a: Se Nakia e Niw erano disposti a dimostrare un’intimità simile con il bimbo, significava che il suo animo non nascondeva malvagità. informa il lettore in modo indiretto che probabilmente il nostro protagonista è uno dei pochi a possedere un animo “che non nasconde malvagità”.
    Una curiosità, si tratta di una serie che hai già ultimato o che stai scrivendo man mano mentre pubblichi?

    1. Credo che i puristi del fantasy non apprezzerebbero del tutto le mie storie. Prediligo le relazioni, le intenzioni, gli intrecci, rispetto all’azione. Amo costruire dei mondi su mia misura, ma l’animo umano è lo stesso in tutti. Questa storia mi è “piovuta” addosso già con una sua struttura, aspettava solo di essere messa in parole. Scrivo ogni giorno, ad oggi ho iniziato la sesta serie: conto di terminare l’intero romanzo per (massimo) fine luglio. Mi sono presa tempi larghi per la pubblicazione qui in Edizioni Open, un episodio a settimana, allo scopo di perfezionarlo e renderlo pronto per essere inserito in quella che sarà una seconda stesura.

  4. Questa storia mi piace tantissimo. Se fosse stato un libro, questo fine settimana l’avrei divorato per arrivare alla fine. Mi piace il tuo stile, fluido preciso. Non lasci nulla al caso. 👏👏

  5. I due personaggi principali di questo episodio stanno assumendo caratteri ben definiti e sembra stia nascendo tra loro un rapporto di amicizia, oppure di protezione verso il più piccolo, che suscita empatia e coinvolgimento emotivo.

    1. Sono contenta che ti sia piaciuto anche questo episodio ❤ Sì, Leia e Every sono legati dal destino e un po’ alla volta si scoprirà come il più piccolo cercherà di riscriverlo, in modo da cambiare le sorti di entrambi.

  6. Ecco. Ora voglio anche io una decina di pardi da accudire, facciamo cinque ocelot, tre uncia uncia e un paio di giaguari affetti da melanismo… 😀 Senti Micol, la bellezza della tua prosa e una trama così ipnotizzante rischiano di diventare una ddroca! Mannaggia.

  7. dalle parole emerge il filo del destino che lega questo due anime, non è ancora chiaro il loro futuro, o come mai i loro spiriti siano intrecciati, ma scoprirlo sarà un viaggi meraviglioso! Attendo la prossima