Libri e bugie

Serie: L'angolo di Sandra

“Entri pure!” quasi cinguetto dalla felicità, appoggiando la borsa per terra vicino alla porta, “Si sieda pure dove preferisce.” dico indicando la poltrona e il divano, Oliviero tentenna, apre la bocca, poi dice “Dove?”. “Dove sta più comodo…”
”Mi dica dove, è meglio” iniziamo bene.. così indico distrattamente un punto sulla destra del tavolino, il paziente rincuorato si siede finalmente sulla sedia.

Dopo il terzo paziente raggiungo Davide il proprietario di tutto lo studio, un tipo alto, longilineo, occhi azzurri e capelli grigio chiaro nonostante la giovane età, davanti alla porta dello studio. Lì c’è anche Ofelia con i suoi occhialini viola, l’acconciatura ricciolina raccolta, i vestiti sembrano di un’altra epoca ma sono sempre curati. Usciamo per andare a mangiare.
”Com’è andato il primo giorno allora?” chiede Davide
”Secondo il primo paziente non dovrei avere sia una poltrona che un divano, troppa scelta; per la seconda avevo pochi libri, documenti e attestati nell’ufficio e si chiedeva se fossi abbastanza competente, ma sopratutto se ero laureata. L’ultimo mi ha chiesto uno sconto.”
”Ottimo, bell’inizio!”
”O bella fine, avevo solo tre prenotazioni questa settimana e le ho condensate tutte oggi…”
”Miranda va in maternità tra poco, potresti prendere qualche suo paziente, uno già la vuole abbandonare perché crede sia troppo soggetta a sbalzi ormonali.” conclude Davide mimando un gesto con le mani, mentre ci sediamo al tavolino del bar.
”Grazie, fare la supplente sarà meglio di niente.. dopo però come farò anche solo a pagare lo studio…”
”Ah chiedi a papà, io non faccio credito!” dice Davide con una risata, mi ero dimenticata che è il proprietario dello studio, tra l’altro mio padre me li darebbe anche i soldi, ma di certo li rivorrebbe poi con gli interessi.Ofelia che per tutto il tempo era rimasta in silenzio apre finalmente la bocca, per sbranare il panino che ha davanti, automaticamente guardo stupida Davide e bisbiglio “Ma si porta il cibo da casa? In un bar??”
”Oh sì , Gió il barista si è auto convinto che essendo allergica e intollerante a tutto deve portarsi il cibo da casa, per cui non le dice più niente”.

Dopo pranzo rientro in studio e continuo a pensare in che modo potrei camuffare i libri d’infanzia che mi sono rimasti a casa, in libri di un qualche minimo spessore accademico per poter popolare un po’ la libreria, poi squilla il telefono, è Miranda, si certo prenderò io i tuoi pazienti “Oh grazie davvero, appena riesco ti passo i contatti! Giovedì inizio a presentarti il signor Meneghini che pare non amare le donne incinte, è un tipo un po’ particolare.” perfetto, riposati, ciao Miri a Giovedì, dopo la telefonata crollo sul divano a riflettere sull’universo.
Uno squillo mi fa saltare in piedi “Pronto! ..si, certo, ah l’ha consigliata la professoressa Darra, si facciamo Mercoledì? … allora Gio… Venerdì, ok perfetto, al… le 11 vanno benissimo. A presto, buona giornata.”. Devo proprio fare qualcosa per quegli scaffali!
Però, un primo appuntamento ufficiale! Continuo a pensare, mentre raccolgo le ultime cose e saluto i colleghi, poi decido di andare alle bancarelle di libri usati a pochi metri dallo studio.
”Buona sera, mi servirebbero dei libri in lingua straniera.”
”Che lingua?”
”Qualunque libro in lingua non italiana, che costi poco!” dico con una punta di orgoglio per l’idea geniale che ho avuto. Il libraio mi indica una cesta di libri impolverati a 1 euro.
Cercherò libri antichi, quelli con le copertine tinta unita, scritte dorate o argentate, qualche titolo che si possa confondere con qualche tesi psicologica, dimensione media, non troppo piccoli.
Soppeso i libri, poi mi arriva una telefonata sul cellulare.

Serie: L'angolo di Sandra
  • Episodio 1: Sandra
  • Episodio 2: Libri e bugie
  • Episodio 3: Sfumature di rosa 
  • Episodio 4: Kleenex e matite colorate
  • Episodio 5: Pensieri a colori
  • Episodio 6: Tutti i giorni tutti i giorni tutti i giorni
  • Episodio 7: Novità al cinema
  • Episodio 8: Nuvoloso a tratti
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    Commenti

    1. silvia martinengo

      Carino.Rendi bene l’idea della protagonista che si affanna per essere all’altezza ed i pazienti rompiballe che la tiranneggiano.Bella la descrizione di Ofelia.Con poche parole l’hai descritta perfettamente.Hai creato un personaggio particolare che vale la pena di approfondire.brava

      1. Lisa Lardon Post author

        Non avevo pensato di approfondire Ofelia al momento, ma ne terrò conto, grazie!

    2. Alice Corradini

      Mi sono piaciuti molto i due episodi, condivido ciò che è stato scritto prima di me. La scrittura è buona e scorrevole, il lettore difficilmente si annoia. La quotidianità del linguaggio facilita l’immedesimazione nella protagonista, agli inizi dei suoi obiettivi e che, come tutti gli emergenti, tenta in tutti modi di costruirsi una propria credibilità per accaparrarsi la fiducia dei propri pazienti. Non mancano paure e insicurezze.
      Brava, aspetto gli episodi successivi!

      1. Lisa Lardon Post author

        Condivido, si procede a tentativi, nella speranza di azzeccarne almeno una e portarsi a casa qualche vittoria.
        Grazie per andare oltre all’aspetto più frivolo che può avere la storia, e notare il senso un po’ più nascosto di insicurezza che ha la protagonista!

    3. Raffaele Sesti

      Mi sono piaciuti questi due episodi, il ritmo incalzante e veloce tiene ben saldo il lettore alla storia.
      Mi piace anche l’idea di riportare le risposte a discorsi diretti, in forma indiretta.. a parere mio funziona con la prima persona del racconto.
      Attendo il seguito.
      Alla prossima lettura.

      1. Lisa Lardon Post author

        Grazie mille! I dialoghi riportati quasi come flusso di coscienza erano un po’ un azzardo perchè possono anche creare confusione, mi fa piacere tu li abbia apprezzati!