
L’IMPELLENZA
Serie: L'EREDITÀ DEI RUFO-MONTE
- Episodio 1: IL CUGINO CALOGERO
- Episodio 2: QUEL TRENO PER SOLANELLA
- Episodio 3: NOTTE IN VILLA POLANO-BANCA
- Episodio 4: SEQUESTRATI
- Episodio 5: L’IMPELLENZA
- Episodio 6: LE INFORMAZIONI
- Episodio 7: VOLO MOVIMENTATO
- Episodio 8: UN VIAGGIO IN ELICOTTERO LEGGERMENTE MOVIMENTATO
- Episodio 9: IL DOCUMENTO
STAGIONE 1
Come fossero arrivati lì, Giovanni non riusciva a capirlo. Si chiedeva cosa avesse fatto di male per meritarsi tutto quello che stava vivendo: prima il cugino, poi i treni bloccati e ora il sequestro. Chiusi in uno stanzino per le scope, i due occupavano interamente lo spazio di quell’angusto ambiente, cominciando ben presto a sentire i propri muscoli indolenzirsi a causa della posizione non molto comoda assunta.
«Potremmo provare a forzare la porta spingendola» debuttò Calogero. Il cugino aveva sempre idee stupide e prive di senso pensò subito Giovanni.
«Certo, e magari appena usciti da qui iniziamo a sparare con le dita, grazie alla forza del pensiero. Ma ti sembra logico Calogero? Non abbiamo una forza tale da poter sfondare una porta di ferro chiusa con un lucchetto, tra l’altro.»
«Strano, con quella testa dura potresti sfondare i muri.»
«La tua per caso è una velata offesa?»
«Affatto» negò falsamente il cugino. «Che cosa vorresti fare allora?»
«Io un’idea ce l’avrei.»
Giovanni si avvicinò con gli occhi alla piccolissima fessura della porta per vedere dove si trovasse uno dei sequestratori, poi, dopo averlo intravisto da lontano e riconosciuto, fece lo stesso con la bocca e iniziò ad urlare:
«Saro! Saro! Puoi venire un attimo qui per piacere?»
L’uomo, ormai annoiato dal tempo trascorso in quel capannone a fare da guardia ai due, si avvicinò alla porta e iniziò a interloquire: «Che cosa c’è?»
«Non so come dirtelo Saro, ma mio cugino ha una pesante impellenza da espletare.»
«Cosa ho io?» chiese Calogero, spiazzato dalle parole del parente.
Giovanni lo guardò storto, e l’altro, per loro fortuna, comprese finalmente ciò che aveva in mente.
«Sì è vero, ho una pesante imperenza da espletare. Confermo.»
«Si dice impellenza non imperenza idiota» lo redarguì Giovanni a bassa voce.
Saro non rispose, poi chiese anch’egli confuso: «Cosa ha tuo cugino?!?»
«Deve andare in bagno. Non ce la fa più a trattenerla.»
«Allora mi sa che è costretto a farla lì» replicò secco il sequestratore. Fece per andare via, quando Giovanni proseguì imperterrito la conversazione.
«Ma secondo te una persona può farla in uno stanzino buio, piccolo, in cui non entra aria e con un’altra persona all’interno?»
«Non posso aprire, mi dispiace.»
«Ma è soltanto un secondo. La farà davanti a te.»
«Cosa devo fare davanti a lui?»
In un baleno, una certa perplessità si dipinse sul volto di Calogero.
«La farai dove lui potrà controllarti, ovviamente.»
«E se cercate di scappare?» chiese scioccamente Saro.
«Gli spari, è logico» rispose l’altro indicando il gigantesco consanguineo, il quale ribatté a sua volta piccato:
«Potresti sparare anche a lui.»
«Potrei sparare anche a tutti e due, che dite?»
«Ma già che ci siamo spariamoci tutti e tre e ci togliamo il pensiero.»
«Adesso basta! Facciamo così: siccome mi siete simpatici entrambi, vi permetterò di uscire da lì dentro, in modo tale da permettere a tuo cugino di fare l’imperenza, impellenza o come stracavolo si chiama quella cosa. Ma occhio, non provate a gabbarmi perché al primo movimento vi accoppo senza tanti problemi, è chiaro?»
«Chiarissimo come sempre. Un po’ truce nella spiegazione, ma tutto chiaro.»
La conferma di Giovanni smorzò un po’ la tensione e gli permise di mettere in atto il suo piano. Saro aprì prima il lucchetto che manteneva bloccata la porta, poi, con un gesto violento, tirò quest’ultima.
«L’aria, questa sconosciuta» commentò subito Giovanni.
«Muovetevi ad uscire. E tu, gigante, falla vicino quella colonna, così posso vederti.»
Il nerboruto uomo si allontanò di qualche metro, poi, prima di simulare, si voltò leggermente indietro.
«Siamo al cinema per caso? Vorreste vedere tutto lo spettacolo? Non ci riesco se mi fissate.»
La domanda retorica spiazzò totalmente Giovanni e Saro che, dopo essersi guardati per un attimo in faccia e aver allargato le braccia, si girarono. Non poteva essere di certo una bellissima visione quella che si profilava davanti ai loro occhi.
«Guarda che io continuo a tenerti d’occhio, anche se mi sono voltato» precisò l’uomo guardandolo di sottecchi. Aveva una pistola tra le mani, e dallo sguardo si capiva che fosse abituato ad utilizzarla, se necessario. «E poi, ricorda che ho tuo cugino qui, di fianco a me. Mi basta premere il grilletto per farlo secco.»
«Vedi di non fare idiozie Calogero, ci tengo alla mia pelle.»
I secondi passarono e Giovanni attendeva il momento giusto per agire, ma Calogero non diceva ancora nulla.
«Ma cosa deve esplecare tuo cugino? La torre di Pisa?»
«Espletare Saro, si dice espletare.»
«Sempre in bagno doveva andare alla fine.»
«Spero tanto che qualcuno mi spari in questo momento» disse rassegnato Giovanni.
«Cosa hai detto?»
«Nulla.»
Passarono altri secondi senza ricevere alcun avviso da parte di Calogero.
«Ehi gorilla! Hai finito? Quanto ti ci vuole per…»
Saro si girò per controllare, ma quando vide che la sua nerboruta vittima era sparita, restò interdetto. Giovanni ebbe la stessa identica reazione, ma a differenza sua, era lui la vittima.
«Adesso ho io una grave impellenza» commentò Giovanni riferendosi alla sua paura.
Il sequestratore gli puntò immediatamente la pistola alla testa, mentre Giovanni, terrorizzato, alzò prontamente le mani in aria e iniziò a respirare affannosamente.
«Vi avevo avvisato: prima crepi tu, poi toccherà al gorilla del Borneo.»
«Saro io non c’entro nulla. Se mio cugino è un bastardo non è certamente colpa mia!»
«Non mi interessa! Adesso inizia a pregare, perché ti accopperò qui stesso.»
Proprio in questo momento Giovanni iniziò ad odiare sé stesso per essersi fidato di suo cugino. Poteva e doveva immaginare che vi fosse qualcosa sotto. Guardò Saro, per un attimo, dritto negli occhi: capì che era pronto a sparargli, col dito sul grilletto e un desiderio di vendetta facilmente percepibile dalla sua espressione facciale. Dal canto suo, invece, era ormai pronto a essere ucciso, ma dietro di lui scorse l’enorme sagoma del gigantesco parente. Con un colpo violentissimo, Calogero tramortì l’uomo facendolo cadere, esanime e indifeso, ai piedi di suo cugino.
«Pensavi davvero che ti avrei lasciato alla mercé di questo ceffo?»
«Non ti mando a quel paese perché mi hai appena salvato la vita.»
«Prego, non c’è di che.»
I due guardarono in sincrono il loro, ormai, ex aguzzino riverso a terra.
«Ma l’hai ucciso?»
«Ma non credo. Gli ho dato solo un leggero colpetto.»
«Leggero…avresti spaccato quella colonna con tutta quella forza. Mi sa che l’hai ucciso.»
«Ed ora cosa facciamo?»
«Non lo so, però di sicuro Luigi e l’altro sequestratore non ritorneranno qui. Sono andati a Solanella e lì resteranno. Ci tocca capire come abbiano fatto a recarsi in città, visto che ci sono duecento kilometri di distanza.»
«In automobile o in treno, sono i mezzi più veloci.»
«In automobile, in questo periodo e col traffico che c’è, arriverebbero a Solanella tra sette giorni. In treno non ne parliamo proprio. Quando eravamo ancora in villa, Stanislao mi ha riferito che la viabilità dei treni era bloccata. C’erano persone, in stazione, che aspettavano ancora il treno di una settimana fa.»
«E allora come si è mosso da qui?»
«Forse ha usato…» Giovanni fu interrotto dai mugugni di Saro. Per fortuna non era morto dopo aver ricevuto il colpo da Calogero, e adesso iniziava a riprendere i sensi.
«Li senti questi mugugni?»
«È il tuo stomaco Giovanni. Ricorda che non mangiamo da molte ore.»
«Non è il mio stomaco.»
Aguzzò l’udito, poi si accorse che Saro si stava riprendendo muovendo un braccio.
«È lui. Allora non è morto.»
«Perfetto. Adesso ci tocca ucciderlo davvero.»
«Ti sei rincitrullito? Vuoi uccidere un uomo a bruciapelo?»
«Hai ragione. Lo farai tu.»
Serie: L'EREDITÀ DEI RUFO-MONTE
- Episodio 1: IL CUGINO CALOGERO
- Episodio 2: QUEL TRENO PER SOLANELLA
- Episodio 3: NOTTE IN VILLA POLANO-BANCA
- Episodio 4: SEQUESTRATI
- Episodio 5: L’IMPELLENZA
- Episodio 6: LE INFORMAZIONI
- Episodio 7: VOLO MOVIMENTATO
- Episodio 8: UN VIAGGIO IN ELICOTTERO LEGGERMENTE MOVIMENTATO
- Episodio 9: IL DOCUMENTO
Ciao Alfredo! La storia prosegue alla grande👏🏻 Stai mantenere costante il senso del grottesco stemperando gli eccessi di inverosimiglianza con un umorismo elegante, mai invadente.
Grazie mille Nicholas!!!
Questo episodio mi ha fatto ridere di gusto!! 😹
Più leggo e più sono curiosa di sapere come si concluderà la vicenda!
Bellissimo Alfredo! Proprio mentre iniziavo a fidarmi pure io di Calogero, mi hai portato a dubitare, e invece…un continuo ribaltamento, mi è piaciuto!
A parte per il povero Saro, ovvio😅
Grazie come sempre Dea! Ahahah