Soldi

Serie: L'INCIDENTE

Aveva ancora la bocca aperta, da prima. La serrò di scatto, come se i soldi potessero essersene usciti da lì. Controllò tutte le altre tasche dei vestiti, ma i soldi non c’erano. Si guardò intorno, guardò per terra. Migliaia di volti lo guardavano. Ognuno di quei volti sembrava dirgli: te li ho rubati io, ma non puoi provarlo.

Corse col carrello pieno a cercare l’addetto di prima, e lo trovò al suo posto, non si era mosso di un passo, sembrava anche lui un articolo in vendita, fermo in piedi accanto al tonno.

“Mi hanno rubato i soldi,” disse il ragazzo.

“Quali soldi?”

“Quelli che mi servivano per pagare la spesa.”

“Quanti soldi erano?”

Il ragazzo disse la cifra.

“Mi dispiace. Noi non possiamo fare niente. Rispondiamo solo della merce rubata, non degli effetti personali.”

Il ragazzo si allontanò di corsa, sempre spingendo il carrello, fino a che incontrò un altro sorvegliante, vicino alla carta igienica.

“Cosa posso fare per te, ragazzo?”

“Mi hanno rubato i soldi della spesa.”

“Sei sicuro di non averli persi, ragazzo?”

“Sono sicuro, sì.”

“Hai controllato di non avere un qualche buco in tasca da dove oltre ai soldi ti sono uscite anche le caramelle, ragazzo?”

“Non ho buchi.”

“Quanti soldi erano?”

Il ragazzo ripeté la cifra che aveva portato con sé.

“Ho paura che non ci sia più niente da fare, ragazzo. Con tutta questa gente, chissà che fine ha fatto il ladro.”

Il ragazzo corse via, quasi in lacrime. Pensava alla delusione della sua donna quando lo avrebbe visto tornare a mani vuote. Non aveva il coraggio di andarsene così. Gli venne un’idea.

Prese un altro carrello, vuoto.

Rifece il giro fra tutti i reparti. Riempì il carrello con i prodotti più costosi. Poi andò al reparto elettrodomestici. Comprò un televisore, e un impianto stereo, ultimo modello. Spingendo i due carrelli ricolmi, cercò un terzo addetto alla sorveglianza, e gli ripeté tutta la storia.

“Mi hanno rubato i soldi.”

“Mascalzoni. Chi è stato?”

“Non l’ho visto.”

“Hai qualche sospetto? Qualcuno che da tempo ti teneva d’occhio?”

“Non mi pare.”

“A quanto ammontava la cifra sottratta?”

Il ragazzo moltiplicò per dieci la cifra che aveva portato con sé, e la ripeté all’addetto.

“Con tutti quei soldi, non può essere andato lontano. Vieni con me.”

Il sorvegliante disse qualcosa dentro una ricetrasmittente, e scortò il ragazzo negli uffici della sicurezza.

Entrarono in una stanza buia, con decine di monitor accesi che riprendevano ogni centimetro del grande magazzino.

“A quest’ora sarà già uscito. Starà aggirandosi qua fuori, pensando di averla fatta franca. Ma Dio solo sa quanto si sbaglia. Abbiamo telecamere nascoste in ogni albero, nel raggio di chilometri. Copriamo tutto il bosco.”

Premuto un bottone sulla consolle piena di altri bottoni, sui monitor comparvero le immagini del bosco, così come il ragazzo lo aveva lasciato qualche ora prima. Si vedevano decine di persone coi sacchetti in mano gironzolare nel sottobosco, illuminare con le torce elettriche gli antichi sentieri tra gli alberi, in cerca della via di casa.

“Un tempo la gente sognava la rivoluzione,” disse il sorvegliante, alle spalle del ragazzo, mentre scorrevano le immagini, “adesso sogna di trovare parcheggio all’Iper. Sai questo cosa significa? Significa che hanno la macchina. E se la usassero per venire qui, si creerebbero problemi di traffico insormontabili. Per questo abbiamo deciso di eliminare non solo il parcheggio, ma anche le strade comuni di accesso al centro. E’ stata una scelta all’avanguardia. Offriamo agli acquirenti tutti gli inconvenienti della natura ostile, e ciò li fa stare meglio, mentre comprano, perché sentono riaffiorare l’animo selvaggio e primitivo. Più che fare la spesa, è un andare a caccia con tutta la famiglia. I maschi, soprattutto, lo adorano. Si sentono cacciatori, nell’eterna lotta dell’uomo contro la natura. Dovresti vederli, quando alle casse brandiscono il bancomat come se fosse una lancia. Tra colleghi, in pausa pranzo, li chiamiamo ‘gli Ercolini’.”

In uno dei monitor si vedeva la strada che i due ragazzi stavano percorrendo quando si erano persi nel bosco. Si vedeva anche la macchina, schiacciata contro il palo, con le portiere ancora aperte. Guardando i diversi schermi, il ragazzo poteva ripercorrere con la memoria tutti gli eventi di quella lunga serata.

Ecco la radura, dove avevano incontrato la donna. Ed ecco la donna, in piedi in mezzo alla radura. Ha lo sguardo sulla telecamera. Ora sorride e manda un bacio. Sembra che sappia chi la sta guardando, dall’altro capo del cavo.

“Guarda,” dice la sentinella, “sembra che ti stia guardando. La conosci?”

“No,” risponde il ragazzo. Vuole tenere nascosto il suo amore, per non sporcarlo.

“Certo che è proprio bella. Non ho mai visto una donna così bella.”

Il ragazzo non risponde. Sto arrivando, pensa. Vorrebbe già trovarlesi accanto. E in quel momento, come se il suo desiderio si facesse realtà, ecco una figura, ripresa di spalle, entrare in campo da dietro la telecamera. Si avvicina alla donna e la abbraccia. Si baciano.

Il ragazzo pensa, quello non sono io.

Dentro lo schermo, la donna ride. Anche l’altro ride.

Il ragazzo guarda meglio.

E’ il suo amico, quello con cui si è perduto nel bosco. Da quando avevano incontrato la donna non ci aveva più pensato, ma in effetti doveva essere rimasto lì, in disparte tutto il tempo, ad aspettare.

Quindi era così.

Il ragazzo sentì montargli dentro una rabbia cieca.

“Controlla attentamente, se vedi qualche individuo sospetto,” disse il sorvegliante, alle sue spalle.

Ci fu un momento di silenzio. Poi, senza distogliere gli occhi dallo schermo, il ragazzo udì se stesso dire:

“L’ho trovato. E’ quello.” E indicò, sul monitor, il suo amico.

Amico?

Amico è una parola grossa.

“Sei sicuro?” chiese il sorvegliante.

“Sono sicuro. E’ lui,” confermò il ragazzo. “E’ quello che mi ha rubato i soldi.”

Serie: L'INCIDENTE
  • Episodio 1: Strada
  • Episodio 2: Neve
  • Episodio 3: Stelle
  • Episodio 4: Soldi
  • Episodio 5: Scale
  • Episodio 6: Casa
  • Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

    Commenti

    1. Antonino Trovato

      Ciao Riccardo, sei bravo a mantenere alta la mia curiosità! Episodio strano, anche questo con tinte assai inquietanti, almeno dal mio punto di vista, surreale e al contempo misterioso. Non so in quale delirio psicologico mi condurrai ma sono pronto e curioso di scoprire dove vuoi andare a parare😁! Ovviamente apprezzato anche questo episodio, soprattutto per il ribaltamento della situazione e il finale che mi ha stupito! Un saluto, alla prossima!

      1. dontry Post author

        Grazie come sempre Antonino!
        Spero di riuscire a tenere vivo il tuo interesse anche per i prossimi episodi. 🙂

      1. dontry Post author

        I boschi sono fatti per perdersi… 🙂

        Grazie del commento Micol!