L’incontro
Serie: Carenze a fettine
- Episodio 1: Di scatto dal letto
- Episodio 2: Inizio
- Episodio 3: L’orrore di quella sera, l’illusione che ne segue
- Episodio 4: L’entrata in scena del mostro
- Episodio 5: Il giorno del Giudizio
- Episodio 6: L’incontro
- Episodio 7: Abbiamo qualcosa da imparare attraverso il disordine
- Episodio 8: Perché mi hai abbandonato?
- Episodio 9: L’interrogatorio
- Episodio 10: Lo strano incontro
- Episodio 1: La fuga
- Episodio 2: L’artista Cacchiari
- Episodio 3: La madre e lo sciamano
- Episodio 4: Il bacio infinito e la goccia santa
- Episodio 5: Se ti svegli altrove
- Episodio 6: Ho comprato i francobolli per il viaggio
- Episodio 7: Paranoia
- Episodio 8: Lo sciamano, la santa e un colpo al cuore
- Episodio 9: Il suicidio di Andrew Bateman
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Ci incontriamo nel pomeriggio, vado lì vestito in abito Armani blu notte e camicia bianca da manicomio, metto un paio di manettine dell’amore nel taschino interno della giacca, sono proprio un giocherellone.
Appena prima di uscire ingoio quattro Valium e bevo due bicchieri enormi di Jack Daniels per stordirmi quanto basta. Per non farmi prendere troppo dall’eccitazione che mi provoca. Lo faccio per resistere ai suoi occhi azzurri, così chiari che sembrano dei cubetti di ghiaccio dentro un Bloody Mary, sì, proprio quello dedicato al sangue di Maria.
La luce dei suoi occhi mi risucchia sempre come quella che i buchi neri fanno con la luce delle stelle, vengo completamente assorbito dentro di lei. È un effetto straniante, come se diventassi lei.
Mi avvicino alla porta, suono, si apre lentamente. Lei mi accoglie.
– Buongiorno Andrew, è da un po’ che non ci vediamo. Cosa è successo in questo ultimo periodo, raccontami, a volte mi preoccupi.
Mentre lei parla io fantastico sui suoi lunghi capelli biondi, sembrano quelli di un angelo ma sono ricci e selvaggi che ricadono sulle spalle come boccoli di seta e oro. Porta un vestito nero attillato che dà risalto alla sua pelle chiarissima e alle sue lunghe gambe che non passano inosservate. I tacchi scuri sembrano quelli di un demone ma la sua pelle è quella di una dea buona con le ali bianche.
Vorrei tuffarmi tra le sue braccia ed essere accolto come una madre fa con il figlio.
Nella stanza c’è del profumo di incenso e penso che questa mania di incensare le case stia sfuggendo di mano, poi la guardo negli occhi, sniffando l’aria, e dico:
– Amen. Questa è la mia Chiesa e voglio entrare. Questa è il covo del peccato.
– Non fare lo spiritoso, lo sai che non sono una santa anche se qualche preghiera probabilmente te la dedicherei. Confessati accanto a me. Avvicinati. Vieni più vicino.
Mi inginocchio ai suoi piedi e lei mi accarezza la testa, vorrei quasi baciarle i piedi ma inizio invece a confessarmi.
– Ho ucciso 42 persone sui marciapiedi, 327 prostitute, le mie ex segretarie, le mie ex fidanzate, strangolandole tutte con le mie sole mani sulla loro gola. Ho fatto fuori 24 poliziotti con una pistola rubata in una caserma e adesso vorrei prendere una motosega e tagliare anche te Dorothy, a pezzettini, fino a ridurti a piccoli cubetti da mettere in un freezer a congelare.
Lei non si scompone un attimo, accavalla le cosce e fa un tiro più forte dalla sigaretta con il filtro bianco. Aspira avidamente e poi tira fuori un nuvolone che per un attimo nasconde il suo viso.
Adesso lei è un’attrice degli anni ‘30 e sa benissimo che io sono un bravissimo attore professionista. Continuo.
– Ho un costante. Disperato. Bisogno. Di affetto.
Costante e disperato. Un disfunzionale bisogno di stare al centro dell’attenzione e agli occhi e nel cuore di chiunque conosca o a malapena abbia incontrato. Ho bisogno che gli altri vedano solo me. Voglio essere il centro di Attrazione dell’Universo. Ma mi accorgo che alla fine è solo lei la vera calamita.
Si volta in direzione del mio sguardo e mi guarda dritto negli occhi, mi stuzzica con la bocca mordendosi delicatamente il labbro inferiore. Si china su di me e mi dona un bacio sulla fronte, poi si alza e si morde di nuovo il labbro, si gira. A quel punto l’afferro per i fianchi e la stringo, la bacio sul suo collo candido e nudo, il mio e il suo respiro diventano subito affannosi e ci ritroviamo sul divano a toglierci i vestiti.
Lei mi cura così e io riempio il suo stesso vuoto allo stesso modo di come lei avvolge le mie insicurezze.
Lei è l’acqua santa che brucia sulla pelle del diavolo, mi purifica con il contatto.
Serie: Carenze a fettine
- Episodio 1: Di scatto dal letto
- Episodio 2: Inizio
- Episodio 3: L’orrore di quella sera, l’illusione che ne segue
- Episodio 4: L’entrata in scena del mostro
- Episodio 5: Il giorno del Giudizio
- Episodio 6: L’incontro
- Episodio 7: Abbiamo qualcosa da imparare attraverso il disordine
- Episodio 8: Perché mi hai abbandonato?
- Episodio 9: L’interrogatorio
- Episodio 10: Lo strano incontro
“sua”
Si legge bene, piacevole e scorrevole. Io (ma è anche questione di stile) controllerei la presenza dei pronomi possessivi e personali ed eliminerei quelli in più (tipo “sue gambe” e simile) per accelerare ancor di più il ritmo. Comunque sia scorre bene!Applauso 👏
Uh, originale!
Grazie!