L’inizio dell’Orrore

Serie: L'ORRORE DI MONTECOPPOLA


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Quale terribile segreto si nasconde tra i boschi di Montecoppola?

Passarono gli anni e gli Stabiesi che facevano tappa regolare presso Monte Coppola cominciarono a notare i cambiamenti nel borgo e nell’atteggiamento in generale più freddo, scostante ed ostico della gente che lo abitava ma, almeno per i primi tempi, nessuno diede troppo peso a questi eventi, imputando gli strani comportamenti alla rozzezza delle persone del posto che, semplicemente, tendevano a comportarsi in questo modo per via della loro scarsa sensibilità.

Tuttavia, c’era un elemento su cui tutti i visitatori erano in accordo: volgendo il loro sguardo verso l’imponente chiesa, diventata il ritrovo per le preghiere dei paesani, tutti quanti avevano percepito un brivido di freddo correre lungo tutto il corpo, facendo rizzare loro i peli delle braccia e delle gambe.

C’era qualcosa di strano ed a tratti ripugnante in quella costruzione, e più i mesi e gli anni passavano, più la gente giurava che la sua conformazione stesse subendo dei radicali cambiamenti, trasformandosi da grezza costruzione in pietra in un possente edificio gotico sulle cui punte era stati appesi nuovi crocifissi, alcuni dei quali raffiguravano un’effige del Cristo con una faccia deformata da un ghigno malefico e diabolico, come se, al posto del Salvatore, fosse stato messo uno dei figli dell’angelo decaduto Lucifero, in una rappresentazione blasfema del martirio di Gesù sul Golgota.

Ma la cosa che più di tutte impressionava coloro che si addentravano per quelle zone era la reazione dei popolani che, nonostante la loro risaputa superstizione e paura del maligno, sembravano quasi non accorgersi di tutti i cambiamenti che stavano avvenendo sotto i loro occhi.

Anzi, quei pochi forestieri che provavano ad intavolare un discorso su quello che stava accadendo venivano subito aggrediti verbalmente dai paesani, come se in quel preciso momento avessero ingiuriato sulle loro famiglie e la loro misera discendenza di umili contadini.

In un caso, addirittura, si narra di come il povero garzoncello di un fornaio della Città Delle Acque, passato di lì per portare alcune scorte di pane per le persone della zona, fosse stato ferocemente aggredito da una delle famiglie a cui stava consegnando il cibo solo per aver chiesto, complice il suo essere figlio di Pandora, informazioni circa quella strana chiesa che si ergeva sulla cima del villaggio come una spettrale presenza oscura.

Il povero giovane venne gravemente ferito ma, miracolosamente, riuscì a salvarsi.

In seguito, egli raccontò, in un misto di terrore e raccapriccio, di come, alla pronuncia della fatidica domanda, i lineamenti del viso dell’omone a cui stava consegnando il pane e della moglie che si trovava in casa con lui si fossero assurdamente contratti in una maschera di terrore ed orrore che gli aveva letteralmente raggelato il sangue nelle vene.

Tuttavia, il dettaglio che più di tutti lo aveva scioccato riguardava lo strano e bizzarro cambiamento degli occhi di quelle persone.

Nel pensare a mente fredda a quel preciso particolare, c’era da pensare che il ragazzo, a seguito dei traumi fisici subiti dall’aggressione, nonché della paura concreta di morire a seguito dei colpi e dei morsi che stava subendo, avesse avuto un’allucinazione visiva tanto forte da risultare reale perché, a detta sua, giurò di aver visto gli occhi di quei due mostri umani trasformarsi in vuote sporgenze nere al cui centro vi era una cataratta bianca a fare da mostruosa caricatura di una pupilla.

Dopo quell’evento, bollato da molte persone come un isolato caso di isteria dovuta al parziale isolamento a cui erano comunque sottoposte le persone di quel borgo, i rapporti tra lo stesso e gli abitanti di Castellammare che ancora venivano a far visita o a compiere commissioni di varia natura cominciò gradualmente a raffreddarsi e a diventare ostile, anche a seguito di altri eventi che, nonostante non arrivarono mai ai livelli di quello accaduto al povero garzoncello e di cui purtroppo si hanno informazioni troppo frammentarie per poterli raccontare, contribuirono a rendere il clima che si respirava in quel borgo nei confronti dei forestieri che venivano a farvi visita molto ostico, come se tutti coloro che non abitassero in quel villaggio fossero portatori di una male sconosciuto ed incomprensibile da cui stare il più possibile alla larga.

Proprio per questo motivo, non ci si deve stupire se, alla fine del primo decennio dall’arrivo di quel bizzarro vecchio, i rapporti tra Castellammare ed il borgo di Monte Coppola raggiunsero i minimi storici e quasi nessuno, se non per urgenze lavorative, salì più per quelle strade a far visita a parenti ed amici, diventati anche loro estranei da cui stare alla larga.

Nessuno però poteva sapere che quello sarebbe stato soltanto il preludio ad una storia molto più sanguinolenta e terrificante che, alla fine, avrebbe dato origine alla storia surreale e quasi leggendaria dell’”Orrore di Monte Coppola”.

Serie: L'ORRORE DI MONTECOPPOLA


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Horror

Discussioni

  1. Man mano che si va avanti si tratteggia una storia inspirata al solitario di Providence, hai intessuto una bella struttura, tanto che all’inizoi ho pensato che fosse una versione romanzata di una storia di folklore, aspetto il seguito