
Lo sciamano, la santa e un colpo al cuore
Serie: Carenze a fettine
- Episodio 1: Inizio
- Episodio 2: Di scatto dal letto
- Episodio 3: L’orrore di quella sera, l’illusione che ne segue
- Episodio 4: L’entrata in scena del mostro
- Episodio 5: Il giorno del Giudizio
- Episodio 6: L’incontro
- Episodio 7: Abbiamo qualcosa da imparare attraverso il disordine
- Episodio 8: Perché mi hai abbandonato?
- Episodio 9: L’interrogatorio
- Episodio 10: Lo strano incontro
- Episodio 1: La fuga
- Episodio 2: L’artista Cacchiari
- Episodio 3: La madre e lo sciamano
- Episodio 4: Il bacio infinito e la goccia santa
- Episodio 5: Se ti svegli altrove
- Episodio 6: Ho comprato i francobolli per il viaggio
- Episodio 7: Paranoia
- Episodio 8: Lo sciamano, la santa e un colpo al cuore
- Episodio 9: Il suicidio di Andrew Bateman
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Raist mi dice:
“Abbandona la speranza, se vuoi continuare a vivere ed essere sereno e felice. Devi abbandonare ogni speranza.”
Lo fa guardando il tramonto con i suoi lunghi capelli neri che vengono ondeggiati dal vento mentre la luce lo prende in pieno volto, seduto sulla roccia davanti all’orizzonte. Mentre parla non mi degna di una sola occhiata, guarda fisso oltre la linea che divide il mondo in due al di là del mare.
“Accogli la disperazione e il dolore come se fosse acqua che piove sulla tua pelle, respira il tuo dolore e quello degli altri e tiralo fuori come se fosse ossigeno. Devi immergerti, fare un bagno intenso e gelido, al limite della sopportazione. È così che la pelle diventa sempre più dura e sarà il tuo scudo.”
La realtà è sopravvalutata. Tutti noi vorremo qualcosa di meglio della realtà e molti la trovano e la cercano nei paradisi artificiali e nelle dipendenze di ogni tipo, la fuggono a tutti i costi perdendo il tempo, la vita, e lo spazio, attimo per attimo, senza sentire il dolore ma senza neanche la capacità di avvertire il piacere. È così che nacque il Natale, nacque attraverso l’illusione di una speranza data da un redentore dei mali che ha promesso un paradiso dopo che sarai morto e sepolto. Che ci fosse qualcosa di sublime e unico ma soltanto dopo. Nacque esattamente come è nata l’eroina: per fuggire via dal dolore attraverso l’annichilimento della realtà. Per non sentire più nulla. Per non percepire il male.
I falsi profeti avevano stabilito che per i loro seguaci e per chi si fosse arreso a loro e dunque divenuto loro schiavo ci sarebbe stato qualcosa di meglio di quello che è in vita, ma coloro che conoscevano davvero la verità lo hanno punito giustamente mettendolo in croce. Non c’è nient’altro oltre a quello che vivi in questo istante.
L’Occidente sta festeggiando da più di duemila anni l’illusione di un prestigiatore. Molti si inginocchiano davanti alle chiese fino ad avere le ginocchia sanguinanti. Si sacrificano. Poi si alzano e muoiono disperati perché termina l’effetto dell’illusione. L’oppio per i popoli sviluppa tolleranza e la disperazione è la forma all’ultimo stadio della speranza.
“Vivi adesso e accogli il dolore che ricevi esattamente come accoglieresti la tenera notizia di un bambino che è appena nato. Abbraccialo.”
Lascio il coltello in cucina. Io e Clarissa ci apprestiamo a danzare insieme con il pezzo di “Love will tear us apart”.
È così che decido di accogliere il dolore: abbracciando Clarissa. Perché so che il suo amore mi purificherà.
“Quando abbandoni ogni cosa, inclusa la speranza, è solo allora che diventi libero. Tutto diventa amore e la paura scompare.”
Accolgo le sue braccia intorno a me e i suoi occhi nei miei. Accolgo le sue carezze, i suoi baci sul collo. E lei di conseguenza mi accoglie dentro il suo corpo.
Ma dopo alcuni minuti sono io che accolgo il coltello piantato dietro la mia schiena che lei nascondeva tra i vestiti ora sparsi per terra. Mi coglie un attimo di lucido e lancinante dolore. Vedo prima un flash e poi il buio.
Cado in un vortice che mi risucchia, perdo all’improvviso i sensi e vengo assorbito dalla terra così com’è all’inizio di ogni nascita e di ogni rinascita. Ne vengo assorbito e la mia coscienza assume una nuova forma.
Cado in un vortice che non hai mai fine e in fondo non c’è il buio ma una luce.
La soluzione non è salire, ma cadere sempre più in basso.
Lei esce dalla stanza e sul suo sguardo si manifesta un sorriso che presto diventa una smorfia e poi tristezza.
Adesso trema e mentre mi guarda girando intorno al mio corpo con i pugni stretti inizia a farsi indietro e inizia a correre e urlare. Fugge dalla realtà di quell’istante. Mi lascia lì, senza sensi, perdendosi sulla strada con la sua auto.
“Ha perso la retta via.” Dice Raist indicando l’onda che s’infrange su uno scoglio.
Mi risveglio circa un’ora dopo in una casa completamente vuota. C’è un canto melodioso e sublime che sento nella mia testa. Noto una rosa rossa sul pavimento lasciata da lei dopo essere andata via. Allungo il braccio e la mano ancora deboli, la prendo e ne sfoglio i petali che lascio cadere poi sulla mia fronte e il mio volto si apre in una lunga risata rivolta al soffitto, al cielo e al resto dell’universo intero.
Sono un tutt’uno con il mondo e lo abbraccio come ho abbracciato Clarissa.
Serie: Carenze a fettine
- Episodio 1: La fuga
- Episodio 2: L’artista Cacchiari
- Episodio 3: La madre e lo sciamano
- Episodio 4: Il bacio infinito e la goccia santa
- Episodio 5: Se ti svegli altrove
- Episodio 6: Ho comprato i francobolli per il viaggio
- Episodio 7: Paranoia
- Episodio 8: Lo sciamano, la santa e un colpo al cuore
- Episodio 9: Il suicidio di Andrew Bateman
Un testo veramente sublime, in cui hai fatto collimare concetti e tematiche distinte e con un notevole peso specifico.
Mi è piaciuto molto il coraggio che hai avuto nell’affrontare il tema religioso, esponendo a chiare lettere il tuo pensiero, che, senza timore, posso affermare di condividere.
Bravo, davvero!