Lo Scrigno
Serie: L'Ultimo Desiderio
- Episodio 1: La Prima Pietra
- Episodio 2: Lo Scrigno
- Episodio 3: Leia
- Episodio 4: Il primo principe
STAGIONE 1
Mentre percorreva i corridoi di servizio che portavano agli alloggi dei reali, mantenne lo sguardo dritto e le spalle rilassate, come fosse suo diritto essere in quel luogo. Come la madre, non aveva mai superato i confini del blocco che ospitava la manovalanza e i lavatoi. Conosceva la strada grazie ai racconti del suo amore: egli era cresciuto nel lusso, dalla parte dorata della stessa mela.
La tunica pulita, sebbene grezza, gli assicurava una sorta di anonimato: lavato e pettinato poteva essere scambiato per il figlio di qualche domestica. Per sorte non incontrò che un paio di anziane fantesche, che gli riservarono uno sguardo distratto. Nessuna guardia gli sbarrò il cammino.
Quando era fuggito dal lavatoio, aveva compreso che le uniche vie per mettersi in salvo erano due. Varcare uno dei portali magici a disposizione di ogni reale, che lo avrebbe portato lontano, oppure trovare rifugio all’interno dello Scrigno. Quest’ultima era la via meno pericolosa; non aveva alcuna conoscenza della magia e non sapeva come funzionassero i portali né dove fossero.
Fermò i suoi passi prima di entrare nell’ala riservata agli alloggi del primo principe, prendendo uno stretto corridoio che portava all’entrata di servizio di una terrazza. Pochi erano a conoscenza di quella scorciatoia. E ancora meno erano coloro che sapevano che da lì si poteva accedere allo Scrigno in virtù di una grata posta al livello del pavimento. Un passaggio per il calore, utile a disperdere quello in eccesso. Era sempre stato esile: non sarebbe stato difficile, per lui, introdursi all’interno della sala. La grata non era fissata al telaio e, sebbene con qualche sforzo, riuscì a spostarla. Una volta dentro allo Scrigno, allungò un braccio per riposizionarla alla bene e meglio, intenzionato a uscire per la stessa via.
Non appena si alzò, il suo sguardo si perse fra le eleganti librerie in legno massiccio. Sentì le labbra piegarsi in un sorriso, narici e polmoni colmarsi dell’odore della carta e dell’inchiostro. Si prese qualche attimo per togliere i sandali di corda, infilandoli nel pertugio della grata, deciso a non rovinare i preziosi tappeti che ricoprivano il pavimento di marmo. Li ammirò, estasiato, rincorrendo con gli occhi i fregi e i ricami in filo di seta e lana pregiata. Nero e azzurro cielo, i colori della casa reale. Vi posò i piedi quasi con timore; una volta certo di non recare danno, si avviò verso la libreria più vicina. La sala era illuminata da lampade magiche, al cui interno splendeva una tenue fiammella. Al suo avvicinarsi, prendevano colore più intenso permettendogli di leggere i titoli dei tomi custoditi negli scaffali. Sfiorò le copertine alla sua altezza, assaporando le sensazioni che gli donavano. Rilegature di velluto si alternavano a quelle di cuoio trattato, legno lavorato e tela cerata, una più preziosa dell’altra. Lasciò scorrere gli occhi sui dorsi dei libri, fino a quando un titolo attrasse la sua attenzione. Lo estrasse dallo scaffale, con cura, portandoselo al petto. Il destino sembrava volergli sorridere.
Lo Scrigno, la piccola biblioteca che accoglieva lo studio privato del primo principe, era stata la scelta giusta. Nessuno si sarebbe mai sognato di cercare una nullità come lui all’interno di una sala piena di volumi.
Aver trovato quel libro gli diede la sensazione di essere sulla buona strada. Si avvicinò ad una delle grandi finestre che si affacciavano sulla terrazza e si sedette nell’angolo in cui si incrociavano due pareti. Sollevando lo sguardo si accorse che la lampada sopra di lui si era illuminata. Per un attimo il suo cuore perse un colpo. Dopo una rapida occhiata alle finestre, tornò a rasserenarsi: i tendaggi di pesante velluto scuro erano accostati.
Liberando un sospiro che tratteneva da chissà quanto, non avrebbe saputo dirlo con certezza, aprì il libro per iniziare a leggerlo. Conosceva la storia per aver consumato quel volume fino a sbiadire le pagine. Fra tutti, era sempre stato il suo preferito. Si immerse completamente nel mondo di fiaba, nelle gesta degli eroi e nell’amore puro che legava i due protagonisti. Tutto il resto cessò di esistere.
***
Si accorse di essersi addormentato solo quando sentì un peso in grembo. Non il libro, che era scivolato a terra, bensì un manto di morbida pelliccia nera. Non ebbe il tempo di accertarsi d’altra presenza se non quella di un giovane uomo che lo fissava imperscrutabile. Il ragazzo aveva poggiato un ginocchio a terra e la sua ombra lo sovrastava completamente. Gli parve enorme. Si prese qualche istante per percorrere con lo sguardo i tratti di quel volto forte, severo: gli occhi nocciola scuro, le sopracciglia spesse; il naso aquilino e la bocca piccola. I folti capelli castani, che sapeva assumere riflessi ramati se toccati da un raggio di sole, erano trattenuti da un laccio alla nuca.
«Non ho rubato nulla!»
Serie: L'Ultimo Desiderio
- Episodio 1: La Prima Pietra
- Episodio 2: Lo Scrigno
- Episodio 3: Leia
- Episodio 4: Il primo principe
Mi è piaciuto molto questo pezzo☺️ Si legge bene e fa entrare subito nella storia. Le descrizioni della biblioteca sono molto belle. Il finale crea curiosità e lascia voglia di scoprire cosa succederà al protagonista. Complimenti 🌸
Questo simpatico bimbo di quarant’anni sa già come muoversi, sa già dove perdersi. Non vedo l’ora di saperne di più su questo suo amore perduto. E sui portali.
Solito stile impeccabile, è un piacere leggerti.
E mille altre ne combinerà ancora, pur di ottenere ciò che si è proposto 😉
Rileggendo di seguito il primo episodio e questo secondo, mi sono chiesta (ma forse è una domanda retorica) se ci fossero nel tuo scritto riferimenti con quanto di più buio e innominabile accada nel nostro mondo sciaguratamente reale. Ci sono senz’altro, direi.
Il tuo è ben più di un “fantasy”. E forse non è possibile cavarsela con un libro di fiabe. E magari tutti avessimo uno “scrigno” nel quale rifugiarci.
Ho apprezzato molto l’assenza di dialoghi per quasi l’intera durata del testo e poi la chiusura su quel “Non ho rubato nulla” che forse ribadisce lo stato di minorità e di schiavitù in cui versa il protagonista.
Credo che il “fantasy”, nel mio caso, sia solo un artificio per farmi allontanare dalla realtà. C’è magia, mistero, ma i miei mondi hanno cuori comuni al nostro. Quello che mi piace fare è entrare nell’animo dei personaggi, intrecciare fili, prediligendo la parte di relazione rispetto a quella di azione. Forse scrivo per non perdere la speranza che, in fondo, possa esistere qualcosa di buono: anche se lo vedo lontano. Per l’appunto di “un altro mondo”
Un bimbo fra i libri è una delle immagini più dolci si possano pensare. Perchè, in fin dei conti, bimbi fra i libri lo siamo stati tutti.
Poi lui si addormenta e quando si risveglia, noi ci chiediamo se sia ancora là o piuttosto fra le pagine della storia che stringe in grembo.
Tanti particolari sensoriali in questo capitolo che ci portano a fare un tuffo anche noi.
Tutto fa ritorno ai libri, sempre. Almeno per quelli che, come noi, hanno fatto di carta e inchiostro una delle ragioni di vita ancor prima di iniziare a scrivere.
Interrompere la magia che ti trasmette una scrittura tanto immersiva, è un vero peccato. Mi sembrava di avanzare insieme al protagonista. Fantastico.
Ti ringrazio ❤ Con il prossimo episodio si cambia prospettiva ;D
Solo un problema, troppo breve… fai una magia, 2000 parole il prossimo episodio…
Ciao Marco. Ci proverò, ma non prometto nulla!
“Tutto il resto cessò di esistere.***”
Il potere di certi libri.👏 👏 👏
Ciao M Micol, ancora una volta ammiro la tua prosa elegante, raffinata. Termini scelti con cura che ben si adattano al luogo e al tempo lontano in cui la storia si svolge. La scelta del bambino di cercare un rifugio all’ interno della biblioteca mi é parsa un’ ottima idea con un doppio significato. La storia non solo mi incuriosisce, ma mi coinvolge anche emotivamente.
Più che raffinata, la mia prosa è colma di parole “desuete” 😂 (volendo ricordare quanto detto da Marta Borroni all’evento di Lucca). Nelle mie storie i libri hanno sempre un posto speciale, come nel mio cuore: questa è una delle tante cose che ci accomuna.
Sì, alcune parole possono essere considerate desuete, tipo : “Per sorte non incontrò che un paio di anziane fantesche”, ma anche in questo caso i termini che hai usato ci stanno a pennello, quindi la “desuetitudine” è sicuramente uno dei vari pregi della tua scrittura.
Grazie ❤
Non ho potuto fare a meno di ravvisare certi elementi in comune con Etimmè che già emergono qua e là: la prigionia di un protagonista “in catene”, vittima di ingiustizie (sempre per conto di nobili, tra l’altro) e il suo desiderio di riscatto. Chiaramente il suo passato sembra essere diverso, per il momento, ma staremo a vedere.
Come dicevo a Giuseppe, nel commento lasciato al primo episodio, probabilmente ognuno di noi si porta dietro una specie di “dote/bagaglio” interiore che prende forma nella scrittura: esperienze reali o frutto di incubi, difficile da spiegarne esattamente la natura. Mi rendo conto di percorrere le stesse strade, ma sono contenta di una cosa. Per quanto cupo, il mio immaginario prevede sempre una via d’uscita. Cosa che nel mondo reale non sempre è possibile.
Be questo era proprio il tema dell’ultimo articolo che ho scritto per la rivista, quindi non posso che comprendere in pieno questa dinamica. La scrittura onesta si porta dietro tante cose, tutte racchiuse nell’esperienza di vita dell’autore. Ed è bello che sia così, nel bene e nel male.
Wow! Così ci fai morire di curiosità!
Morire no, dai!!!
Uhhh… ❤️Ammetto di aver passato anche io la mano sul dorso di quei preziosi libri e di aver accarezzato il legno dei montanti della biblioteca del primo principe. Non so se l’uomo imponente dalla bocca stretta sia proprio il reale o un precettore, ma è ovvio che ora non vedo l’ora di scoprirlo. Non serve che ti dica quanto mi piaccia il tuo stile Micol, lo sai già.
Un cuore grande (che non riesco a riprodurre con la tastiera del pc). Non sai quanto mi piacerebbe avere un mio “Scrigno”! Se fossi miliardaria, credo che arrederei un 100/200 metri quadri di casa (ora 90 metri quadri in tutto) con librerie, poltrone, divanetti e tavolini da caffè.
Allora per fare il cuore devi premere contemporaneamente il tasto Windows + “.” (il semplice punto) ti si aprirà una finestrella con tutte le faccine… Questo grazie a Irene @Dea ! ❤️
Comunque se tu arrederai casa con una biblioteca in legno di noce da prima principessa, io farò una videoteca, biblioteca e un piccolo pub personale con i paralume Tiffany. Ovviamente sei invitata alla visione seguita da cena e discussione alcolica di un film ogni giovedì sera. 😁
❤
Trovato!!! Vada per la serata film, o anime, ma per me aperitivo analcolico 😉
sono arrivata alla fine della lettura totalmente immersa nella storia. peccato sia già terminato i capitolo!
Ciao Laura, la brevità è una delle caratteristiche degli episodi qui in Edizioni Open, ma non è totalmente un male. Diciamo che stuzzica l’appetito ;D
Sono felice che la serie continui a intrigarti.
molto! Attendo con ansia il continuo