L’Ombra e l’Eco
Serie: L'Ombra
- Episodio 1: L’Ombra e l’Eco
- Episodio 2: Il bosco delle illusioni
STAGIONE 1
Da sempre era lì, un niente oltre la luce, fosse quella del sole, di un lampione o di un fiammifero. All’inizio era solo una presenza sorda e cieca del mondo; poi, ne fu una consapevole testimone.
Accadde durante una notte in cui il cielo stellato venne spento da un temporale. La terra e il suo tetto furono dello stesso nero, squarciato dal boato dei tuoni e dal bagliore dei lampi.
I fulmini che riempivano le nuvole si fiondavano nelle tenebre del mondo. Ogni saetta produceva luci e ombre, prima di essere divorata dal buio profondo. Ed eccone un’altra accendersi e spegnersi, e un’altra ancora; ma stavolta un’ombra rimaneva, sebbene non vi fosse più un barlume di luce!
Dapprima barcollante, come un bimbo instabile sulle gambe, infine capace di stare in equilibrio, essa affinò la percezione di sé e del mondo, affermandosi come…l’Ombra dell’ombra.
Da allora aveva osservato e compreso i respiri e i sospiri del pianeta Terra. Da allora, ovunque fosse, non vedeva che fame e miseria, non sentiva che dolore e disperazione, ovunque vi fosse l’umano agire.
Quella sera la luna galleggiò in un mare di stelle, mentre l’onda ritornava dalla riva, abbracciandosi con quella che le andava incontro.
«Ah, potessi dipingere, potessi poetare, potessi…»
sussurrò, pensando alla bellezza della natura e all’uomo. «Imbrattare il mondo, la casa in cui si vive, non è saggio né lungimirante.»
Poco più in là, il faro strizzava l’occhio agli approdi sicuri, mentre un pescatore donava una parte della sua rete ad un uomo sfortunato. «C’è l’uomo che commuove e l’uomo che del male si fa promotore» pensò.
Questa riflessione ne aprì un’altra: per quanto il diavolo e il santo fossero presenze essenziali della natura umana, l’uomo poteva scegliere come agire; quindi, avrebbe potuto volgere il proprio agire a favore del bene, per un futuro di cui essere fiero. Ma sarebbe avvenuto ciò prima che fosse tardi per rimediare?
«Riuscirà l’uomo a salvare sé stesso?» si chiese, a voce alta, tra speranza e timore.
D’incanto, l’eco della sua voce tornò con parole diverse: «Veramente, vuoi sapere ciò che chiedi?»
«Chi sei?» rispose incredula.
«Sono l’onda che urta contro la materia dura e indietro torna; di solito, ripeto qualche parola gridata da qualcuno; stavolta, sono l’Eco che parla in autonomia.»
«Non sapevo del tuo dire diverso da quello che ti si dice.»
«Oh, di me si pensa che io sia un rimbalzo occasionale di alcuni suoni, ma in realtà io ascolto e memorizzo tutto quello che esce dalle voci; di conseguenza, conosco parecchi segreti del mondo.»
«Conosci, quindi, la risposta alla mia domanda?»
«No, ma se vuoi ti posso indicare un luogo dove potrai chiedere ciò che cerchi.»
«Ne sarei lieta.»
«Ma saresti anche disposta ad un cammino lungo e aspro?»
«Sono motivata, per cui la fatica non mi renderebbe fiacca.»
«Avresti nemica la luce, quando ti muovessi per conto tuo.»
«Sarei ancella della luce, quando è accesa, e padrona di me stessa, quando è spenta.»
«Saresti, dunque, pronta per un viaggio simile?»
«Sì, lo sarei!»
l’Eco tacque, mentre un assiolo, nascosto tra la chioma di un olmo iniziò a cantare.
«C’è un ponte che conduce in quel luogo» continuò, «ma ci vorranno fortuna e coraggio ad attraversarlo, perché le corde che lo tengono sono fruste e potrebbero spezzarsi, non sopportando il peso, seppur leggero, del tuo passaggio.»
«Non ho paura di rischiare.»
«Superato il ponte, dovrai costeggiare un orrido che se lo percorri con lo sguardo, ti calamita in basso, in un pozzo profondo e buio, dove il sole scende ogni giorno, per cui saresti per un tratto ancora te stessa e poi un’ombra che svanisce.»
«Non lo guarderò.»
«Da lì in poi, non ho notizie su come ci sia, però so che c’è una grotta, meta del tuo viaggio, dove troverai l’oracolo.»
L’Ombra trattenne il fiato, per non fare rumore, ma aveva frenesia di partire.
«Dimmi dov’è il ponte, ti prego!» chiese impaziente.
L’Eco si scostò un poco dal suo orecchio, per guardarle la bocca che pareva calice in attesa di nettare.
«Allora, dimmi dov’è il ponte!» fremette l’Ombra.
«Il ponte lo scorgerai» sussurrò l’Eco «durante l’equinozio di settembre, quando la prima stella della sera pulserà sopra di esso.»
L’assiolo riprese il suo chiù-chiù da un diverso ramo, coprendo il silenzio dell’Eco.
Serie: L'Ombra
- Episodio 1: L’Ombra e l’Eco
- Episodio 2: Il bosco delle illusioni
Un’Ombra e un’Eco che si parlano come due vecchi saggi sulla soglia di un viaggio impossibile. Ha il respiro della fiaba antica, quella vera, dove ogni parola pesa e il pericolo è reale. L’assiolo che canta tra una battuta e l’altra è un tocco bellissimo.
Veramente bello!