L’Ombra e il tasso
Serie: L'Ombra
- Episodio 1: L’Ombra e l’Eco
- Episodio 2: Il bosco delle illusioni
- Episodio 3: Occhidilava
- Episodio 4: I guardiani della guerra
- Episodio 5: Visovelato
- Episodio 6: L’Ombra e il tasso
STAGIONE 1
Quando fu sera, si rimise in viaggio, finché non giunse a un altro bivio.
«E ora?» si chiese, mentre uno sbattere di ali le andava incontro.
«Salve, passeggera di questo solitario luogo» la salutò il merlo indiano, planando a un palmo da lei.
«Oh, sei tu! Quale nuova mi porti?»
««Stavolta vengo a dirti che, vada come vada, manca poco alla fine del tuo viaggio.»
«Vada come vada? Non mi suona bene.»
«Andrà come deve andare, ti suona meglio?»
«Andrà come andrà , mi piace di più.»
«Beh, in qualche modo andrà pure. Intanto, a proposito dell’andare, vedo che non vai da nessuna parte!»
«Infatti, sono ferma ad un bivio, come vedi.»
«Vedo, vedo.»
«Oltre al tuo vedere, mi diresti anche in quale direzione devo proseguire?»
«Certo.»
«Quale, allora?»
«L’una e l’altra parte sono speculari e ciascuna, dal bivio alla fine del percorso, descrive un semicerchio; ma una direzione non vale l’altra, perché, se scegli di andare a sinistra, trovi ciò che cerchi, ma non più la strada del ritorno!»
«Allora, vado a destra.»
«Lì, non trovi ciò che vuoi!»
L’Ombra rimase senza parole.
«Questo é!» concluse il merlo, dispiegando le ali.
L’Ombra ebbe pietà di sé stessa, guardandosi distesa a terra come uno stropicciato lenzuolo. Senza forze, alzò lo sguardo verso la cresta dei monti, come a cercare la maniglia di una porta da aprire per entrare in una stanza con una finestra aperta su una uscita che avesse anche una entrata. Si sentiva vuota, stanca e bisognosa di riposo. A ridosso delle radici di un albero secolare notò l’ingresso di una tana, rifugio di qualche animale. Stava per infilarsi, quando avvertì una presenza; ma non vedeva nessuno. Fantasticò ci fosse un mago, capace di cambiare ciò che era immutabile, a cui chiedere di trasformare il sentiero di solo andata in un doppio senso di marcia. «Ma la fantasia» si disse dispiaciuta «fabbrica realtà impossibili, come un ciliegio giapponese, vestito con una maglietta senza maniche e i calzoncini corti, o una donna d’alto rango, con un copricapo a forma di scarpa e una collana di tacchi a spillo, o un elefante con le ali e un delfino con le zampe che corre più veloce di un ghepardo!»
Eppure qualcuno c’era!
«Chi sei, che ti sento ma non ti vedo?» domandò, sperando non fosse un nemico da cui difendersi.
Dopo un lieve spostamento di foglie: ecco un tasso!
«Ciao, ombra strana che parla da sola» debuttò con la voce roca.
«Tu da dove sbuchi?» chiese stupita.
«Di solito, esco da qualche buco, ma stavolta mi ero imbucato nel cespuglio, per nascondermi a te.»
«Ti faccio paura? Mi spiace.»
«Me l’hai fatta quando ti ho vista: un’ombra che si muove senza luce e che parla da sola, è strana, e come tutte le stranezze, finché non le conosci, ti fa un po’ timore.» confessò. «Ma poi ti ho annusata e non ho avvertito alcun pericolo.»
«Il tuo naso ci ha visto bene.»
«Sai, io costruisco gallerie sotterranee, con diverse uscite ed entrate, dove passo le ore, quando fuori c’è il sole; invece di notte esco, per nutrirmi alla luce delle ombre; quindi ne so abbastanza di ombre da poterle costruire, se avessi un tornio e il materiale adatto; ma tu sei diversa.»
«Io sono un’ombra che non ha bisogno della luce per avere il suo spazio.»
«Tu sei molto più che diversa: ti muovi, parli e ho capito anche che provi sentimenti, avendoti vista triste e sconsolata.»
«È vero. Sai perché?»
«Sì, è per quello che ti ha riferito il merlo indiano.»
«È così, come dici.»
«Ma sai cosa penso?»
«Cosa pensi?»
«Penso che il messaggio del merlo sia volutamente ambiguo.»
«Spiegati.»
«La frase “il sentiero che porta all’oracolo è una strada senza ritorno”, può avere un doppio significato…»
«In che senso?»
«Che, arrivata alla fine del sentiero, ti ritrovi a vagare in una gabbia senza uscita, oppure che per tornare indietro devi prendere una via diversa dall’andata.»
«Mi stai dicendo che, percorso il sentiero, potrebbe esserci una strada che prosegua per riportarmi da dove sono partita.»
«Sì, ma è una possibilità e non una certezza!»
«Già !» ammise mestamente.
A quel punto, il tasso le si avvicinò: zoppicava e aveva i peli bianchi sul dorso e le rughe sul muso, ma l’aspetto giovanile.
«Vieni a riposarti a casa mia, così che la stanchezza ti vada via e tu possa decidere senza affanno» propose all’Ombra.
Un bivio, due vie, il dubbio, due possibilità . Come scegliere, tra due archi tesi e armati, di fronte a quale mettersi, sapendo che solo uno avrebbe scoccato la freccia.
Venere si affacciava ad ovest, mentre Sirio luccicava più delle altre e sostava sul sentiero senza ritorno.
«Ma gli astri sono indifferenti a ciò che accade al di fuori delle loro orbite, perché il loro equilibrio non può essere distratto da ciò che ha diversa forza gravitazionale» pensò l’Ombra, avviandosi sul sentiero. Aveva scelto di proseguire e proseguì, incuneandosi tra rocce taglienti e fredde, lambendo sponde di ruscelli in piena, attraversando forre di lastre ghiacciate, fino ad arrivare sull’orlo di un baratro che segnava il limite tra lo stare in equilibrio e il cadere nello spazio senza appigli.
Sull’altra sponda del precipizio, l’entrata di una caverna sembrava una bocca spalancata e pronta ad ingoiare ogni cosa.
L’Ombra avanzò fino ad un passo dal vuoto, per cercare una via da cui raggiungere la caverna, quando le apparve un vecchio, curvo su un bastone e a piedi scalzi.
Serie: L'Ombra
- Episodio 1: L’Ombra e l’Eco
- Episodio 2: Il bosco delle illusioni
- Episodio 3: Occhidilava
- Episodio 4: I guardiani della guerra
- Episodio 5: Visovelato
- Episodio 6: L’Ombra e il tasso
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