
L’oro del diavolo
Serie: Guerra Euro-Cinese
- Episodio 1: Testa o croce
- Episodio 2: Propaganda
- Episodio 3: La morte di un guerriero
- Episodio 4: Fuoco come grattacielo
- Episodio 5: La cattura
- Episodio 6: In prima linea
- Episodio 7: L’oro del diavolo
- Episodio 8: La sponda dell’Ade
- Episodio 9: In morte di Garmanda
- Episodio 10: La Città proibita
STAGIONE 1
Non appena l’elicottero atterrò, i NuFoS saltarono sulla neve. Corsero sollevando schizzi di neve, Pico riunì il plotone Psi, poi indicò l’installazione che dovevano attaccare.
I russi si erano già accorti di loro, stavano per puntargli contro mitragliatrici e fucili come se stessero brandeggiando le torrette di un corazzato, Pico non tardò a ricordare che decenni prima i sovietici avevano provato a inviare in battaglia un carro armato con due torrette parallele.
Un momento dopo, tirò il grilletto.
La raffica dilaniò lo stomaco di un russo con il pastrano lungo fino alle caviglie. Pico lo vide crollare perdendo schizzi di sangue se non zolle – o brandelli che fossero – di carne.
Lo Psi, come una falange picchiò contro i russi. Più che una falange, un maglio.
Davanti a Pico, che aveva seguito i suoi uomini, si parò la miniera d’oro di Zayarsk, un’oscura località siberiana dove i russi estraevano oro. Il destino di quel luogo sarebbe stata la distruzione, ma prima della distruzione totale ci sarebbe stata quella dei suoi sorveglianti. Tutto graduale.
Lo Psi dilagò come se fosse acqua, i feriti tra i russi furono passati per le armi e non solo la neve si insanguinò, ma pure le baionette.
Nessun NuFoS ebbe l’idea di penetrare in una delle gallerie della miniera, semmai ne rimasero lontani come se fossero degli antri se non addirittura l’ingresso per l’oltretomba.
Quel giorno Pico rifletteva troppo, per questo pensò che era bizzarro che degli uomini avessero una così bassa considerazione per l’oro. Via lo stereotipo della persona avida di metalli preziosi, ma forse perché i caporali del suo plotone erano consapevoli che cercare di strappare un po’ di materia aurea dagli artigli dei russi equivalesse a rischiare la vita. Qualcosa di molto più prezioso che un grumo di metallo che poteva ustionare, tanto era freddo.
«Miniamo lo stabilimento e poi andiamo via» ordinò Pico.
I granatieri obbedirono e, mentre i fucilieri di tutte e cinque le squadre sorvegliavano i loro posteriori, disposero gli esplosivi.
Adesso che tutto era pronto, poterono fuggire verso gli UH70 che ancora li attendevano.
All’ultimo momento, il sergente della quinta squadra cedette il pulsante a Pico che non ringraziò.
Stavano montando a bordo delle imponenti libellule d’acciaio e Pico si voltò a guardare la miniera. Salì dentro l’abitacolo e premette il pulsante.
La miniera si trasformò in un bouquet di fuochi d’artificio. Se qualcuno fra i russi era sopravvissuto, adesso senza dubbio era morto.
Pico pensò già alla prossima incursione.
«Dori» udì via radio, la voce ad attraversare l’etere a partire dal quartier generale, «preparati alla…».
Serie: Guerra Euro-Cinese
- Episodio 1: Testa o croce
- Episodio 2: Propaganda
- Episodio 3: La morte di un guerriero
- Episodio 4: Fuoco come grattacielo
- Episodio 5: La cattura
- Episodio 6: In prima linea
- Episodio 7: L’oro del diavolo
- Episodio 8: La sponda dell’Ade
- Episodio 9: In morte di Garmanda
- Episodio 10: La Città proibita
Noto una crescente attenzione all’uso di metafore per la descrizione di scene ed eventi. Un bouquet di fuochi d’artificio mi è piaciuto molto. Anche le “zolle di carne”. Molto evocativo.
Ti ringrazio! La mia ispirazione è stata “Anatomia di un golpe” di David Bones, romanzo arrivato in finale al Premio Altieri e, al mio contrario, pubblicato in Segretissimo. Lo dico perché questo romanzo è pieno di metafore