L’ossessivo compulsivo

“Credimi Giulia quell’uomo non è normale! Ha qualcosa che non va” disse Francesca mentre tamburellava nervosamente sulla scrivania.

“Francy per te nessuno è normale! Non ti va mai bene nessuno di quelli che ti presento. Il collega di Roberto è un bell’uomo ed è anche colto” la ammoní la sua amica.

“Ho visto che è carino Giulia ma credimi c’è qualcosa che non va in lui. Ad un tratto durante la cena il suo sguardo è cambiato. Era inquietante. Poi è sparito in bagno con la sua inseparabile valigetta nera” l’amica rise.

“Beh….magari ha avuto una colica. Per la valigetta credo sia solo legato al suo lavoro, avrà dei documenti importanti” minimizzò.

“Certo… Stasera viene di nuovo a cena. Vedremo cosa succederà” si arrese.

Quella era la loro terza cena e durante le due precedenti si era comportato sempre in quel modo strano. Ma sta volta sarebbe andata a fondo. Doveva sapere.         Mentre masticava un cubetto di ghiaccio controllò la cottura dell’arrosto. Tutto era perfetto, compresa lei fasciata nel suo bellissimo abito di seta rosso corallo. Il campanello l’avvisò dell’arrivo del suo ospite e il cuore perse un colpo. Lorenzo era davvero splendido quella sera, con un look casual che avrebbe reso altri uomini sciatti e poco curati ma su di lui era perfetto.

“Ciao Francesca, ho portato del vino” le sorrise.

“Grazie non dovevi. Vieni lo apriamo subito” lo scortò in salotto per un veloce aperitivo. Con lui le conversazioni erano sempre interessanti e in quel momento le stava raccontando di un film visto la sera prima. Narrava la storia di un noto serial killer, in quello avevano qualcosa in comune loro due. Francesca era appasionata di crimini e serial killer. Era affascinata dall’animo umano e incuriosita dalla devianza. Mentre l’uomo raccontava però si ritrovò ad osservarlo pensando che in fondo anche lui poteva essere un pazzo sociopatico. Anche Ted Boundy aveva quell’aria da bravo ragazzo… Rabbrividì per quel pensiero irrazionale ma non del tutto impossibile. Così per rompere la tensione si spostò in cucina per servire l’arrosto. Lui le fece un sacco di complimenti per la sua cucina e una volta arrivati al dolce ecco arrivare il cambiamento. Dapprima impercettibile e poi molto più evidente. Era nervoso, spostava gli occhi da una parte all’altra e non la guardava più negli occhi. Si tormentava le mani talmente intensamente, che Francesca poteva vedere le piccole mezzelune lasciate nella pelle dalle unghie. Poi le chiese di andare in bagno e accompagnato dalla inseparabile valigetta sparì. Il piano della donna era di seguirlo e eventualmente spiare dalla serratura. Non era molto rispettoso della privacy ma doveva sapere. Eppure non riuscì a muovere un muscolo, rimase impietrita ad aspettare il suo ritorno. Chissà che cosa conteneva quella valigetta. Gli strumenti del mestiere? Deglutí a fatica mentre Lorenzo rientrava in cucina sorridendo. Lo accompagnò alla porta posizionandosi alle sue spalle per tenere la situazione sotto controllo.

“Sai Francesca… Tu sei una donna speciale. Sai di solito non vado più in là del primo appuntamento. Con te invece è diverso” le diede un casto bacio sulle labbra e poi salì in macchina. Lei rimase sulla porta con i neuroni temporaneamente in vacanza. Era colpita e shoccata allo stesso tempo. Nessuna donna sana di mente gli aveva dato un’altra chance. Tranne lei, “la collezionista di casi umani”. Il suo karma era davvero strano pensò mentre si recava in cucina. Finalmente aprì il freezer, prese un cubetto di ghiaccio e se lo mise in bocca. Assaporò la sensazione anestetica che si propagava e poi prese a masticarlo. Ora poteva finalmente andare a dormire.            Quando si svegliò trovò un messaggio di Lorenzo.

“Buongiorno tesoro, spero di non averti spiazzata con il mio bacio ieri. Sei una donna dolce e sensibile e non voglio farti pressioni. Però vorrei rivederti. Dimmi tu quando. Buona giornata”

Dire che non le fece piacere sarebbe stata una bugia. Quell’uomo la intrigava, era bello, interessante e avevano molte cose in comune. Se non fosse stato per il suo strano comportamento si sarebbe anche potuta innamorare di lui. Dopo tanto tempo lasciarsi andare e concedersi un po di distrazione. Ma prima doveva capire quale fosse il suo segreto e sopratutto se era in grado di poterlo accettare. Rispose al messaggio organizzando la cena per il giorno seguente poi andò al lavoro come sempre in perfetto orario. Chiese al suo collega Gianni di prestargli la sua videocamera. Questa volta sarebbe stata preparata. 

Quella sera fuori c’era un brutto temporale e Francesca pensò di annnullare tutto perché non si sentiva tranquilla. Lo sapevano tutti che nelle notti di temporale accadevano cose terribili no? Lorenzo però le scrisse che sarebbe arrivato un pochino prima perché con quel tempaccio non gli conveniva passare prima da casa. Si sarebbe preparato in ufficio e l’avrebbe raggiunta. Lei gli rispose che andava bene, ormai era in ballo. Controllò ancora una volta che la videocamera fosse accesa poi lo aspettò in salotto. Dieci minuti dopo il campanello squillò. L’uomo entrò di corsa e scoppiarono a ridere. Sembrava così “normale” in quella situazione. Le porse una scatola rosa.

” È una torta speciale. Come lo sei tu” le sorrise.

“Grazie non dovevi” aprì la scatola notando una bellissima torta al cioccolato e fragole.

“Ti adoro!” gli disse di getto.

“Noto con piacere che ami i dolci. Proprio come me” sorrise soddisfatto.

Mentre cenavano tale era la loro sintonia che Francesca quasi si sentiva in colpa per quella violazione della privacy. Pensò anche di togliere la videocamera ma non fece in tempo perché l’uomo aveva già messo in atto la sua trasformazione. Se stava nascendo qualcosa tra loro doveva prima sapere. O il dubbio l’avrebbe divorata. Aspettò pazientemente il suo ritorno facendo il bis del dolce. Come sempre l’uomo rientrò sorridendo ma questa volta si posizionò alle sue spalle baciandole la nuca. Francesca si rilassò e lo lasciò fare. Si diedero un bacio molto meno casto della volta precedente.

“Ora vado domani mi alzo presto”lei lo accompagnò e lo guardò andare via. Quando l’auto sparì nella notte, richiuse la porta e corse in cucina. Prese un cubetto di ghiaccio e mentre lo masticava recuperò la videocamera. Si coricò sul letto e accese play, mandò avanti finché Lorenzo non entrò in bagno. L’uomo appoggiò la sua valigetta sul mobiletto e l’aprì. Era vuota. Poi aprì le ante dell’armadietto bianco, quello dove tenava gli asciugamani e la carta igienica. Ne aveva tanta perché amava fare scorta in casa. Alcuni rotoli erano colorati, altri profumavano di rose o di camomilla. Lui li prese uno a uno, come fossero degli oggetti preziosi e li posizionò ai suoi piedi formando una specie di torre. Poi si inginocchiò e prese ad accarezzare i rotoli e ad annusarli. Il suo sguardo era rapito. “Il re della carta igienica” pensò ironica. Solo lei poteva trovare un uomo del genere. Non stava facendo nulla di male ma nemmeno di normale in effetti.” Ti sei finalmente fidanzata Francy? “”Sai è un uomo pieno di interessi, bello, colto e appassionato di carta igienica! ” Dopo aver reso omaggio alla torre di carta, Lorenzo sorrise e prese due rotoli dalla torre. Li ripose nella valigetta quasi fossero spose sacrificali. Poi rimise tutto a posto ed uscì. Si sentiva strana e quasi rimpianse la teoria del serial killer. Non dormì tutta la notte pensando a quello che avrebbe dovuto fare con lui. Finì anche la scorta di cubetti di ghiaccio così guidò fino al fast food per prendere un the freddo con doppio ghiaccio. L’aiutava a pensare. Il giorno dopo scrisse subito a Lorenzo, invitandolo per la sera stessa. Doveva risolvere subito quella situazione. Lui accettò felice.

 Quando entrò in salotto l’uomo rimase un attimo senza parole. Al centro della stanza c’era un grosso pacco. Francesca gli sorrise.

“Quello è per te” indicò la scatola.

“Perché?” era confuso.

“Perché mi andava di farlo. Mentre scarti tranquillo il tuo regalo io ti aspetto in cucina” lo lasciò solo. Lo sentì aprire lo scatolone che aveva riempito per lui di rotoli di carta igienica. Compresa una carta molto cara extra soffice. Si aspettò di sentire la porta chiudersi e invece Lorenzo comparve sulla porta della cucina. La guardava commosso.

“L’ho sempre saputo che eri una donna speciale. Diversa dalle altre” sorrise.

“E non hai ancora visto nulla. In fondo chi non ha le sue piccole ossessioni?” rispose Francesca mentre masticava il suo cubetto di ghiaccio.

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Discussioni

  1. Mi è piaciuto tanto, tanto, tanto. Ho riso con gli occhi oltre che con le labbra. Oltre ad essere un racconto divertente, ha una morale meravigliosa: l’accettazione è alla base di ogni rapporto

    1. Grazie Micol, per la lettura e il commento. Se tutti imparassimo ad accettare l’altro per com’è sarebbe tutto molto più semplice😉