Lotta per la libertà

Passarono per quel paese e videro le solite scene. Gli scarponi si inzaccherarono nel sangue, gli occhi osservarono i corpi straziati accanto alle case dalle occhiaie nere: tutto era bruciato, tutto era stato devastato.

Accanto a Guido, un compagno si mise a gridare. Era disperato.

«Ma che piglia ad Anselmo?». Guido era annoiato da tutta quella morte, tanto era sempre così: era il paesaggio consueto di una guerra civile qualunque. Anche se non era stato in Spagna, qualcosa era trapelato fino alle sue orecchie.

«Ha visto la sua famiglia sterminata dai repubblichini. Cosa pensavi, che vedere ‘ste cose fosse facile?». Quel compagno era come stizzito.

Guido fece spallucce. «Ma è la guerra, è normale amministrazione».

«Non essere cinico». Il compagno andò via, mentre quel tipo che si dibatteva veniva disarmato dagli altri perché sembrava volesse rivolgersi lo Sten contro se stesso.

Guido scosse il capo. «Non sono cinico, sono realista». Fece un sorriso. «Ma ora, pensiamo alla vendetta che quando ci vuole ci vuole».

Il resto del reparto lo osservò e alcuni annuirono mentre il compagno piangeva e si comportava proprio come era normale dopo aver visto la sua famiglia essere sterminata.

Uscirono dal paese e lasciarono il compagno a dibattersi, poi uno gli urlò: «Anselmo, va’ che stanno arrivando i repubblichini! Non vuoi vendicarti?».

Mentre piangeva, sbavava anche. «Ma certo, ma certo».

Era vero, un reparto di repubblichini stava arrivando. Erano tutti con i baschi e i maglioni, avevano dei teschietti e cantavano un inno nero.

I partigiani erano appostati fra le creste del rilievo vicino, e Anselmo accolse i repubblichini con delle brevi raffiche dello Sten. «Morite, crepate assassini… amici dei tedeschi!».

Tutti i repubblichini si distrassero e misero mano ai MAB 38. Di lì a poco crivellarono di colpi Anselmo, ma dopo un attimo gli Sten spararono una grandinata di piombo sui fascisti.

Quasi tutti morirono subito, i più fortunati no, provarono a scappare, ma le sventagliate li raggiunsero smembrandoli e ci furono cascate di sangue.

A quel punto, i partigiani uscirono allo scoperto e sguazzarono di nuovo nel sangue.

Guido scoppiò a ridere. «E poi date a me del cinico! Sacrificando Anselmo, li abbiamo distratti tutti a questi porci e li abbiamo sterminati».

«Una vera mattanza» risero tutti gli altri. «Adesso Anselmo starà con i suoi».

Andarono via cantando “Fischia il vento”.

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Discussioni

    1. Ciao Maria! Ma lo sai che sono un tuo fan? Mi piacciono sempre i tuoi librick, peccato ce ne siano pochi rispetto ai miei numeri… comunque grazie, è un piacere vedere il tuo commento!