L’ultima nota

La tranquillità del regno di Zegobia venne sconvolta quando, per colpa di un soldato chiacchierone, si diffuse una tragica notizia: l’intera regione dell’Ovest sarebbe stata spazzata via da un imponente asteroide. La gente, illuminata sia dal sole che dal fuoco di quell’ammasso celeste, in preda al terrore pensò bene di chiedere salvezza alla regina Cherside. Speravano nella protezione dei potenti maghi-consiglieri di Zegobia, ignorando purtroppo le intenzioni della sovrana. Questa, seduta sul suo trono, ascolatava silenziosa le suppliche del Gran Consiglio della magia.

«Le sacre rune di Renel-Shan non bastano! Non possono proteggere l’intera regione!» asserì lisciandosi la lunga barba grigia uno dei maghi.

«La vostra magia ha un solo scopo: proteggere me e il mio esercito! Questo obiettivo è stato raggiunto, il resto non m’importa!» sentenziò Cherside, il tono acido.

«Ma sua maestà, il popolo non…»

«Del popolo non mi interessa! Col mio esercito conquisterò nuovi regni, ad Est magari» replicò giocherellando con un ricciolo bruno, quasi disturbata da tutte quelle ciance.

«Ci serve più potere!» aggiunse un altro. «Abbiamo bisogno degli stregoni di Atlantis, forse re Riordan avrà già mandato qualcuno! Anche il suo regno rischia la fine!» concluse un terzo mago. Fu allora che Cherside sciorinò una risata isterica, con i suoi occhi completamente sbarrati. Si alzò irata; quindi, esclamò a denti stretti:

«Non mi affiderò mai al mio peggior nemico! Che muoia assieme ai suoi stupidi sudditi! Danzerò di gioia quando giungerà la sua morte per mano degli dei!»

In verità, la regina aveva già ricevuto una lettera proveniente dal regno di Atlantis.

La pergamena subì la rabbia delle fiamme, la stessa che aveva disciolto antiche amicizie per via di sanguinose contese territoriali fra i due sovrani. La collera di Cherside, però, crebbe quando il ciambellano di corte le annunciò l’arrivo degli stregoni di Atlantis: re Riordan, ignorando la mancata replica di Cherside, aveva comunque fatto la sua mossa. La priorità era allontanare la minaccia, anche a costo di sacrificare una pace duratura.

***

La popolazione, ammassata davanti ai cancelli, premeva per poter entrare; la calca non risparmiò nessuno: persino dei bimbi vennero calpestati senza ritegno, schiacciati da urla e suppliche gettate al vento. Nelle torrette difensive, arcieri e balestrieri minacciavano di usare le armi contro i loro stessi concittadini; all’interno delle mura un’intera guarnigione attendeva. In quella confusione, bizzarri tizi coi rossi cappelli a punta si fecero largo in compagnia di due figure avvolte nel mistero di lunghe tuniche oscure.

«Se ho ben capito, devo portarvi i maghi zegobiani, altrimenti niente ricompensa…» bisbigliò una voce femminile, penetrante ma anche irriverente. Lo stregone le dedicò un’occhiata accigliata, poi sospirò.

«Hai detto bene.»

«Quindi voi proteggete la gente con i vostri sortilegi, mentre io e lei dobbiamo pensare al resto… bell’affare!»

«Bada a come parli Lydia, i nostri sono potenti incantesimi!»

«Come ti pare…» replicò l’ombra sghignazzando. Poi, rivolgendosi alla figura accanto a sé, aggiunse:

«Sei pronta Ruriko?»

«Certo sorellona, ma tu non esagerare come al solito!» rispose Ruriko, col tono acerbo di una ragazzina.

«Io non esagero mai!» nel dirlo, Lydia si stiracchiò le braccia e ridacchiò. «Voglio solo divertirmi un po’.»

Con un balzo funambolico, le due macchie nere sorvolarono le mura, atterrando tra corazzieri sbigottiti. Intanto, il grande asteroide avanzava lento e costante; alcuni detriti, figli della palla infuocata, bersagliarono i dintorni del castello, seminando terrore tra la folla. Gli stregoni non avevano ancora completato la loro procedura. Aumentarono l’intensità della cantilena recitata; agitarono bacchette e bastoni con furore; infine tracciarono cerchi in aria, generando un forte vento che riuscì ad allontanare il pericolo.

«Tu occupati del bambinone, io penserò a questi soldatini!» sogghignò Lydia soppesando la meteora. Quando gettarono ogni sorta di camuffamento, dall’oscurità emersero due giovani donne. Lydia celava le sue forme snelle e prorompenti sotto uno stretto corpetto di pelle scura abbinato ad uno svolazzante gonnellino bianco; la sua carnagione, rosa come le profumatissime pesche di cui andava matta, venne divorata lembo dopo lembo dagli occhi esterrefatti dei nemici: non sapevano che pesci pigliare, intrappolati com’erano tra quei vaporosi ricci color del rame e iridi lattiginose trascinate da bulbi violacei. Ruriko era bionda, una bimbetta minuta con lo sguardo di ghiaccio ed occhi interamente celesti, profondi come il mare in tempesta. A differenza della sorella, la sua camicetta arancio scivolava in vita incontrando lunghi e larghi calzoni beige trattenuti da una cintura d’argento.

«Mi aiuti o no?» chiese Ruriko mentre spolverava gli stivaletti neri. Lydia la fissò sorridendo, quindi allargò le braccia.

«Quando imparerai a fare da sola?»

«Mai sorellona, finché ci sarai tu con me mai!» rispose la ragazzina con il volto già proiettato in cielo. Le piccole meteore stavano tempestando la barriera, vere stelle cadenti senza desideri; e nel frattempo, l’asteroide iniziò la sua opera di distruzione attraverso lingue di fuoco fluttuanti. Lydia afferrò la lunga sciabola dal fodero sulla schiena, Ruriko fece un saltello e poggiò i piedi sulla lama.

«Pronta?»

«Si vai!»

Con una forza inimmaginabile, Lydia scagliò la sorella in alto, oltre la barriera. Ruriko serrò le palpebre; sospirava ad ogni contatto con i frammenti celesti. Eppure non la scalfivano. Giunta in prossimità dell’enorme masso in fiamme, la ragazzina si fermò, aprì gli occhi e sussurrò:

«Zentuken!»

Sulla fronte apparve il tatuaggio luminoso di un terzo bulbo oculare. Ruriko distese le sue mani verso l’astro cadente e recitò una nenia incomprensibile. Il meteorite arrestò la sua corsa rimanendo a mezz’aria, come ipnotizzato. Lydia, ancora inerme, schioccò la sua lingua. Il tintinnio dei suoi piccoli orecchini argentei inseguiva allegro il battito dei vistosi tacchi con cui la donna schiaffeggiò il terreno arido.

«Lydia!» urlarono gli stregoni preoccupati «Cosa aspetti? Abbiamo bisogno dei maghi Zegobiani, non resisteremo a lungo!»

«Sorella, non perdere tempo, questa cosa pesa!» fece eco Ruriko, madida di sudore e in sofferenza. Lydia sbuffò, tirandosi indietro i suoi riccioli.

«Quanta fretta ragazzi! Magari, tra questi bei maschiacci, troverò marito!»

«LYDIA!!!» gridarono all’unisono i compagni.

«Va bene, va bene. Vorrà dire che nemmeno stavolta mi sposerò!» esclamò facendo spallucce. Alcuni soldati imbracciarono le armi e si lanciarono contro la nemica.

«Quanta foga!» sibilò lei, scansandone un paio. Volteggiò in mezzo alle armature scintillanti, evitò ogni fendente e schiacciata senza mai adoperare la sua sciabola; di tanto in tanto, piantava la suola delle scarpette rosse sugli elmi di uomini ammaliati dal leggero ondeggiare di quella gonna striminzita. Lei, sorridendo, faceva l’occhiolino, per poi rifilare poderosi calcioni. Bersagliata da dardi e frecce, capì che il momento era propizio. Impugnò l’elsa bronzea della sciabola e rivolse ai nemici una smorfia ammiccante.

«Adesso scoprirete perché mi chiamano “Ultima Nota”…»

Un po’ rintronati dai calci, gli avversari tornarono alla carica. Lydia piegò le labbra in un sorriso beffardo che si disperse nel suo sensuale bisbiglio al vento.

«Raizen… Shun!»

La lama ricurva assunse la forma sfavillante di una fiamma eterea color del cielo; sul palmo della mano sinistra comparve il ritratto della chiave di violino. Lydia, agile allo stesso modo di una farfalla luminosa, iniziò a danzare e trafiggere uno dopo l’altro i corazzieri. Maneggiava quell’arma quasi fosse un archetto; le molecole d’aria attorno a sé, invece, divennero corde invisibili da far vibrare. Gli avversari udirono una triste sinfonia suonata dalla brezza e penetrata nell’intimo dei loro spiriti coscienti. Non sentirono dolore, solo un leggero torpore ad ogni suono ascoltato; ciononostante, Lydia sghignazzava e colpiva seguitando ad evitare ogni stoccata. Quando il tatuaggio s’illuminò, la giovane sferzò un fendente nel nulla, musicando un’ultima nota, un “Do” basso e sommesso. L’espressione divenne truce; gli occhi brillarono alla vista di corpi barcollanti.

“D’ora in avanti soltanto gli Abissi…”

Dopo tre passi, privati di ogni percezione, memoria e identità, i trafitti rantolavano già al suolo vittime della pura follia.

«Ultima nota… Ultima nota…»

Questo farneticavano mentre sbattevano il nudo capo sul terreno. La luce abbandonò la sciabola; il segno sulla mano sparì. Cherside assistette alla scena assieme ai maghi, proprio ai piedi del castello. Lydia incrociò il volto furibondo della sovrana; rinfoderò l’arma e, calpestando le carcasse deliranti dei rivali abbattuti, raggiunse la testa coronata.

«Come osi fare QUESTO!!!» le sbraitò Cherside, pronta a rifilarle una sberla. Lydia la bloccò prontamente; fu altrettanto lesta ad afferrarle il collo e ferirlo con unghia affilate. La fissò con rabbia e determinazione.

«Ascoltami bene principessina, ordina a queste cornacchie di unirsi agli stregoni e risolvere la faccenda, altrimenti…»

Pupille dilatate e ineluttabile soffocamento: questo precedette il leggero cenno di Cherside col capo diretto ai maghi. Non persero tempo: assieme agli stregoni issarono le braccia al cielo intonando vari incantesimi. Le rune attorno alla fortezza emanarono un fascio abbagliante, irresistibile, tanto da spazzare via i piccoli detriti; con le ultime energie, Ruriko convogliò su di sé quella fonte magica, per poi proiettarla sull’asteroide. L’ammasso venuto dal cielo esplose in minuscoli frammenti, assorbiti del tutto dalla barriera. Il terzo occhio di Ruriko s’eclissò e lei precipitò priva di sensi. Si ridestò in grembo alla sorella, accorsa in suo aiuto.

«Sorellona… mi salvi sempre…»

«Non ti libererai di me così facilmente…»

Ruriko scambiò un sorriso con Lydia prima di addormentarsi. Lacrimava stille oscure.

«Sorellina… troverò un modo per curarti…»

Fu così che Lydia Kyreas, detta “Ultima Nota”, e Ruriko “Terzo occhio” Rayas scongiurarono la sciagura nelle terre dell’Ovest, anche se ciò comportò una terribile crisi tra i regni di Zegobia ed Atlantis.

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in LibriCK

Commenti

  1. Cristina Biolcati

    Tanta roba, Antonino! Un racconto dove emerge una grande immaginazione, supportata dalla capacità assoluta di tenere le figure in continuo movimento. Che così la tensione non cala e neanche l’attenzione del lettore. Bravo! Un saluto 😉

    1. Antonino Trovato Post author

      Ciao Cristina, sono sempre felice quando leggo i tuoi commenti perché almeno riesco ad intrattenerti con l’azione, con la mia fervida ed eccentrica immaginazione e con la tensione alta, pur essendo consapevole che il fantasy non è il tuo genere, almeno vedendo ciò che scrivi, e per questo il tuo commento mi riempie di gioia😊! Un saluto e al prossimo lab😁😁

  2. Giuseppe Gallato

    Condensare in un unico librick due scopi così diversi tra loro – tema del lab da una parte e personaggio proposto per la mia serie dall’altra – non è affatto semplice. Ma tu ci sei riuscito, centrando in pieno entrambi gli obiettivi! Grande! Ultima nota è un personaggio ben riuscito: bella la descrizione, poteri da bardo notevolissimi e un carattere forte e deciso. Sarebbe stata perfetta per la missione ZorexDrokkiana! ahahahaha Ma chissà… magari si tornerà a parlare di lei in futuro. 🙂 Ancora complimenti e alla prossima. 🙂

    1. Antonino Trovato Post author

      In effetti ho sudato le proverbiali sette camicie per far coesistere entrambe le situazioni😅, nei miei pensieri Lydia doveva vivere tutt’altra esperienza, ma alla fine ho preso questa decisione, e sono davvero felice che la combo ti sia piaciuta! Lydia è forse il miglior personaggio che abbia mai partorito la mia mente bacata, ha un’anima solida e un corpo mozzafiato😁! Mi farebbe piacere vederla alle prese con Drok e Zorex, sai di risate con Drok che ci prova? Fantastico😂😂😂! Grazie per ogni singola e bellissima parola, alla prossima😁!

    2. Giuseppe Gallato

      Eh, ma dopo questa storia – e presentazione personaggio – mi è venuta in mente un’ideuzza credo niente male per il secondo atto de “I nobili Drok e Zorex”! Vediamo cosa riesco a combinare! 🙂

  3. Claudio Massimo

    Racconto ben costruito che mi ha fatto riflettere sul fatto che il genere fantasy non merita di essere bistrattato. Cherside è lo stereotipo della regina cattiva che in realtà rappresenta in pieno la classe dominante del mondo reale, capace di sacrificare interi popoli per avere più potere e ricchezze. L’arrivo delle due sorelle e i magi, rappresenta la speranza che rimane sempre immutata nell’immaginario collettivo: gli eroi che agiscono per contrastare il potere che agisce contro i popoli. Il tuo racconto prova che, fra le righe di un racconto fantasy, si celano ben altri significati e non banalità come pensano coloro i quali snobbano il genere. Bravo.

    1. Antonino Trovato Post author

      Ciao Claudio, il tuo commento è un manifesto che riempirebbe di gioia ogni scrittore fantasy, sarebbe da incorniciare! In effetti è un genere sottovalutato, perché la gente pensa che nel fantasy ci sia solo fantasia e irrealtà, ma non si rende conto che uno scrittore fantasy non prende le sue idee da Marte ma dalla realtà che ci circonda. Hai colto degli aspetti fondamentali, un racconto del genere non è solo poteri, magie e gesta eroiche oltre il reale, ma anche valori e significati del tutto umani e reali. Detto ciò ti ringrazio immensamente per questo commento parecchio significativo😊!

  4. Dario Pezzotti

    Le protagoniste sembrano due eroine uscite da un cartone animato giapponese: hanno una bella anima.😁😉
    Ci sai proprio fare con il Fantasy, caro Tonino! Un racconto appassionante e divertente.😊

    1. Antonino Trovato Post author

      Ciao Dario, con questo racconto mi sono divertito come un matto, ho dato sfogo al ragazzino che c’è in me, ho voluto trasmettere questo al lettore e sono felice di aver centrato l’obiettivo. Ho voluto dar peso a Ruriko e Lydia, dando loro un’anima e un corpo, questo lab mi è servito come base per una serie fantasy futura, magari una serie di avventure da alternare alle mie Cronache. Un abbraccio, alla prossima follia😂😂😂!

  5. Micol Fusca

    Ciao Tonino, sono felice che tu sia riuscito a far cadere il tuo meteorite in tempo. Hai fatto un bel botto 😀. Non so perché, ma nella scena in cui Lydia combatteva contro gli armigeri ho visto la versione femmile di Jack Sparrow. Spero che permetterai a Lydia si fare ritorno ad Open, lei e sua sorella hanno molto da raccontare 😊

    1. Antonino Trovato Post author

      Ciao Micol, il mio cervello ha fatto il botto😂😂! Alla fine ho approfittato del lab, anche se incastrare Lydia con l’asteroide è stata una faticaccia😂😂! Farebbero una bella coppia con Sparrow, lui ci proverebbe senz’altro con Lydia, chissà lei come potrebbe reagire😂😂😂! Rivedremo lei e Ruriko? Penso di si, magari in una serie con episodi singoli, senza troppi legami l’uno con l’altro. Un abbraccio, alla prossima folle avventura😃!

    1. Antonino Trovato Post author

      Ciao Maria, comunque è sempre bello vedere gente che prova ad approcciarsi a qualcosa che non sente come proprio (intendo il genere). Ho sfruttato il lab per introdurre un personaggio che concorreva assieme ad altri personaggi nelle votazioni indette da @giuseppegallato nell’episodio “I nobili Drok e Zorex” della seconda stagione della serie Sussurri della locanda. Il mio genere è il fantasy, anche se non scrivo sempre di questo, diciamo che questo mese me so preso na licenza ao😁😁! Comunque spero di averti intrattenuta, perché è questo il mio scopo principale. Hai colto il mio piatto forte comunque: la fantasia e la voglia di descrivere scene in continuo mutamento! Grazie per aver letto e commentato, considerando soprattutto che non è il tuo genere. Grazie davvero tanto😊!

    1. Antonino Trovato Post author

      Grazie Alessandro, gentilissimo come sempre. Hai colto nel segno col Ramen😂, mi sono divertito un sacco a scrivere circa Lydia, un personaggio che concorreva all’episodio di Giuseppe Gallato, e sono felice che abbia intrattenuto anche te😁!