L’ULTIMO RICORDO
Martino era morto, ma lui non lo capiva completamente. Mentre il suo corpo giaceva su un tavolo dell’obitorio, il suo spirito vagava nelle vicinanze delle persone a lui care, quelle con cui aveva condiviso la propria vita.
«Sono io, mamma, il tuo bambino cresciuto e diventato uomo… ma che dolce il caffelatte che preparavi alla mattina, prima di portarmi a scuola!»
L’anziana signora è seduta in poltrona, sta guardando la televisione, ma non ascolta e non capisce: la mente è altrove, perduta e offuscata.
Così Martino vede alcuni ricordi, confusi in una specie di nebbia e con suoni ovattati. Usciva dal portone della scuola e sua mamma era lì ad aspettarlo; il primo motorino, che lei vide dalla finestra, con sguardo preoccupato; il giorno del matrimonio, e lei in prima fila vestita elegante.
Poi Martino entra nella stanza della figlia: è triste, sta piangendo, non si consola. «Sono io, bambina, il tuo papà che ti ha visto nascere e prendere la laurea. Quanto orgoglio, entrambe le volte; quanta felicità». La ragazza si soffia il naso più volte, ripercorre la triste giornata di dolore e tristezza. Chiude gli occhi, sperando di riaprirli e trovare una diversa realtà, fuori da un sogno troppo cattivo.
Ecco la moglie: è distesa a letto, si gira e rigira, guarda l’orologio sul comodino, si alza e va a bere un po’ di acqua. Non sembra nemmeno lei: hai i capelli sciolti, come da ragazza. «Cara, sono qui, vicino a te, non mi senti, non avverti la mia presenza? Che dolci anni abbiamo passato assieme, quante esperienze! E adesso? Tutto finito; come gestirai la tua vita?» Poi altri ricordi: in vaporetto a Venezia; le lunghe camminate guardando il mare salire sugli scogli; le allegre tavolate con i parenti all’aria aperta in montagna.
Martino prova un senso di disagio; la scena è cambiata.
Il fratello: anche lui ha il televisore acceso, sta seguendo le notizie locali; parlano di quel poveretto caduto dalle scale mentre scendeva in cantina. Emorragia cerebrale. Deceduto prima di arrivare in ospedale. «Eri sempre invidioso di me, fin da bambino, ti ricordi? Mi strappavi le pagine dal quaderno dove avevo preso dieci. E poi le ragazze che corteggiavi, ma volevano conoscere me. Che ridere!»
Martino ferma per qualche istante i ricordi. Ha sentito la descrizione fatta dal telecronista, e cerca di dire: «Ma non ero da solo… e la luce non era spenta… si stanno sbagliando!»
Il flusso dei ricordi riprende forza, e così rivede le gare di atletica, dove batteva sempre il fratello; il giorno della propria laurea, che lui aveva disertato senza spiegazione; il colloquio felicemente superato e l’ingresso nella grande azienda di informatica. Proprio qualche giorno fa gli aveva detto che sarebbe passato alla Direzione Generale, e ancora una volta nello sguardo del fratello aveva visto rancore e disappunto. «Io ho sempre cercato il tuo affetto, non puoi negarlo, eppure se ci penso non ho mai sentito che tu mi volessi bene…»
Alla fine i ricordi cominciarono a confondersi, a perdere i contorni, i colori. Il tempo stava mescolando stagioni e sentimenti. Prima di perdersi nel nulla, Martino ebbe nuovamente la sensazione di quella spinta alle spalle, e quel «crepa» appena sussurrato.
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Buonasera Furio,
descrivi in maniera lucida la nostalgia dell’ultimo rantolo di vita che si dissolve
Mi è piaciuto molto il modo in cui il racconto usa i ricordi e i flash back per costruire poco a poco Martino e i suoi legami, passando dall’affetto della madre e della figlia fino al rapporto irrisolto con il fratello.
La struttura del testo funziona bene perché all’inizio sembra quasi una riflessione dolente sulla morte e sulla memoria, poi lentamente si insinua qualcosa di più oscuro.
Il finale, con quella frase appena sussurrato, arriva secco e cambia completamente la lettura di ciò che precede. È proprio questa svolta conclusiva, preparata senza essere troppo annunciata, che secondo me rende il racconto efficace. Sempre bello leggerti ♥
Ti ringrazio, Cristiana.. aggiungo soltanto che è sempre bello avere i tuoi commenti..
Anzi, vorrei dire di più: mi spingono a cercare nuove ispirazioni 🙃
Per cui, doppio ringraziamento!
Il finale è tragico, tagliente e di forte impatto emotivo! Un colpo da maestro. Ho apprezzato molto.
Grazie Simona.. in effetti mi piacciono i finali a sorpresa, anche se qui qualcosa di oscuro si intravede già un poco prima