L’Unità Spiritisti

Era un vero inferno, ma Joseph sapeva in cuor suo che poteva anche peggiorare se solo ci avesse messo del suo.

I prati erano stati rivoltati, i boschi erano in fiamme, gli uomini con stahlhelme correvano verso gli uomini in pilotka e venivano dilaniati dai carri armati. Nonostante la morte sicura, tutti correvano gli uni contro gli altri e le raffiche si intersecavano come raggi mentre le esplosioni aprivano crateri con dei geyser di luce, calore ed energia cinetica.

Era l’Apocalisse di san Giovanni?

No, non era l’Apocalisse di san Giovanni, era la guerra all’est. Tedeschi contro russi, nazisti contro comunisti, alleati dell’Asse contro sovietici, le bestie senzadio… ma poi c’era l’Unità Spiritisti.

Mentre la lotta proseguiva senza esclusione di colpi e i cadaveri venivano stritolati e polverizzati dal fuoco e l’acciaio, l’Unità Spiritisti si mise al lavoro.

Erano tutti soldati dell’Heer, indossavano l’uniforme tedesca e lo stahlhelm, qualcuno aveva la croce di ferro, ma nessuno era armato di Walther, MP40 o almeno la baionetta.

Loro avevano qualcosa di molto più utile.

Nonostante il frastuono di urla, motori che rombavano, aerei che gettavano bombe, spari, gli uomini dell’Unità Spiritisti si concentrarono.

Facendo appello ai morti di Germania, aprirono un varco tra aldilà e aldiqua, così dal Regno dei morti balzarono fuori lanzichenecchi e teutoni.

I primi indossavano le loro vesti variopinte e avevano alabarde e spade a due mani, i secondi erano a cavallo e le croci nere campeggiavano su casacche e mantelli lattei.

Lanzichenecchi e teutoni presero il posto dei tedeschi e assaltarono i sovietici.

Joseph si beò di quello spettacolo. Lui, che a scuola era sempre stato preso in giro perché “parlava con i morti”, era stato scoperto da alcuni ufficiali SS i quali si erano interessati alle sue doti e l’avevano reclutato per poi portarlo in un vecchio castello vicino Dresda dove c’erano altri come lui. Lì, uomini e donne con la nomea di stregoni avevano implementato le loro doti, le stesse che un tempo li avrebbero condotti al rogo.

Adesso, sarebbero stati tutti utili per il Terzo Reich e la Grande Germania, la Germania al di sopra di tutto.

I teutoni travolsero i sovietici in una loro spettacolare carica, poi i lanzichenecchi spazzarono via i rimasugli di resistenza.

I soldati dell’Heer lanciarono urla di gioia e ripartirono alla carica a seguito dei panzer. Gli Stuka gettarono nuove bombe e adesso il sangue versato era perlopiù quello sovietico e slavo che ariano.

Erano in rotta, i russi.

Poi Joseph si accorse che dei soldati in pilotka si erano avvicinati all’Unità Spiritisti. Joseph stava per segnalarlo al tenente che aveva la responsabilità della loro sicurezza, ma prima che potesse parlare delle sventagliate di PPSh-41 e delle esplosioni di F1 li investirono.

***

Adesso Joseph riaprì gli occhi. Gli era parso che fossero trascorsi pochi secondi da quando aveva sentito quelle fitte di dolore bruciante, ma non era più notte, il paesaggio era cambiato… o meglio, era un poco diverso.

C’era la stessa distruzione, la stessa morte, ma le armi erano diverse e gli automezzi anche. I carri armati avevano fogge differenti, gli aerei erano più veloci e sembravano frecce.

Joseph riconobbe un’altra Unità Spiritisti e gli uomini di questa imposero a lui e i suoi camerati di partire all’attacco del nemico.

Così come avevano fatto lanzichenecchi e teutoni decenni prima.

La guerra era cambiata, tutto era cambiato, ma Joseph si sarebbe battuto per una Grande Germania, la Germania al di sopra di tutto.

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Discussioni

  1. Ciao Kenji 😀 Inizio ora la scalata ai racconti che ho accumulato e questo mi è piaciuto per la vena amara. Da negromante a burattino di negromanti: la morte non guarda in faccia nessuno.

    1. Ciao Micol e grazie! Sono contento che ti sia piaciuto questo racconto (ho sempre avuto una certa passione per la Seconda Guerra Mondiale combattuta sul Fronte dell’Est!)…

    1. Grazie Sergio! Ma sai, me lo dicono in molti che dai miei singoli racconti posso trarre una serie, ma il fatto è che ho sempre tantissime idee e dedicare una serie a ciascuna di esse sarebbe complicatissimo.

    2. Allora punta su quelli che ti ispirano di più… 😉Alla fine molti dei tuoi racconti singoli potrebbero essere degli “episodi pilota” per testare delle potenziali serie 😁

    3. Mah, sinceramente non amo molto scrivere serie di librick… mi richiedono moltissimo tempo.
      Ah, va che ti ho taggato in un post su Facebook ieri notte… ti volevo far vedere un libro sul medioevo!

  2. Interessante racconto di fantastoria (almeno credo…anche se a volte la realtà supera di parecchio la fantasia), ma impregnato dello stesso dolore della storia “ufficiale”. Perché la storia segnata da una guerra, anche se può avere sviluppi alternativi, lascia sempre una ferita aperta. Aperta come il varco che l’Unita Spiritisti utilizza per i suoi scopi