Maggio

Serie: La ricerca del vento

Sono stati giorni felici;

e un soffio di vento mi copre la pelle…

Piangerò lacrime d’oro

poi tra il vento ti leggerò,

sfiorerai i miei capelli

e tornerò ad essere bambina…

( Venezia, maggio 1986)

                                                                                        * * *

Tenui e delicati raggi di sole scaldavano gli occhi ancora chiusi di Dafne, i suoi capelli che avvolgevano disordinatamente metà del suo volto, e parte del cuscino, su cui poggiava la sua testa piena di sogni consumati dalla notte appena passata, da cui stava riemergendo come una sirena che si affaccia alla superficie del mondo.

Il suo corpo totalmente disteso e rilassato si era lasciato andare alla morbidezza del grande letto su cui aveva dormito. Ci mise un po’ a realizzare dove si trovasse; il sangue scorreva caldo nelle vene e sentiva pulsare il suo cuore pieno.

Era senza dubbio un gran bel risveglio.

Prima di aprire gli occhi si fece cullare ancora un po’ dagli odori della città, dai suoni di voci lontane e sconosciute, ma che risuonavano in lei come un canto antico, accompagnato da un costante andirivieni di acqua che scorreva leggera, lungo il canale, con la calma e la certezza di chi c’è sempre stato e aggiunge la nota perfetta, quella che addolcisce, la nota che crea l’armonia di una vita. Tutto l’insieme dei rumori del mondo suonava una melodia morbida che vestiva dolcemente il sentire di Dafne.

Aprì gli occhi e si alzò con l’intento di raggiungere la scrivania, ma fu attratta dal balcone semicoperto da eleganti tende rosa antico che si muovevano, danzando leggere, insieme al vento silenzioso. Si diresse lì, calpestando qua e là qualche stella rimasta impigliata tra le lenzuola ancora impregnate da un cielo notturno che non voleva fare spazio ad un’ alba già matura.

Non era arrivata nel tempo e nel luogo esatto che avevano previsto le parole di M., o le sue, ma d’altronde insieme a lui niente era prevedibile, se non la certezza che ogni volta fosse diverso.

La stanza dove si era risvegliata era una stanza con vista; la grande finestra ad arco aveva lasciato spazio ad una finestra più stretta e slanciata, abbracciata da un balconcino in pietra bianca, ornato da fiori blu e viola; piccolissimi boccioli di rose rosse rampicanti si facevano strada lungo il muro, fin su, fin dove era possibile arrivare.

Il sole aveva avuto il tempo di uscire totalmente allo scoperto; ora scaldava con più calore e più potenza di prima, e i raggi si riflettevano sulle piccole increspature dell’acqua che scorreva lungo il canale.

Venezia non era stata mai così bella. Dafne ne ricordava tutti i particolari più nascosti, ma con gli occhi del presente, della Dafne dell’oggi, ne coglieva i segni più invisibili e si lasciava guidare da questi senza una ragione.

Si lasciava trasportare.

Tutto, ogni impercettibile movimento, la riportava ad un momento passato. E rivederla ora, così, le dava un senso di vissuto più profondo.

La stava rivivendo per l’ennesima volta in modo diverso.

Doveva andare, attraversala, uscire dalla stanza di quel bellissimo hotel, e cercare quello per cui M. l’aveva portata indietro a quel momento. Aveva dimenticato qualcosa lì, e lì doveva recuperarlo. Era l’unica cosa che sapeva.

Si vestì in fretta, e una volta pronta, altrettanto in fretta prese la borsa rossa che aveva con sé, comoda e ampia, piena di ricordi preziosi e di un paio di quaderni su cui era scritta la sua storia,- una parte antica-, un libro di Shakespeare -La tempesta- , qualche penna nera che l’avrebbe aiutata a ripercorrere strade ancora sconosciute. O dimenticate.

Da scrivere. Da riscrivere.

                                                                                           * * *

Il calendario segnava la data che Dafne aveva ritrovato sotto una poesia scritta poco tempo prima, nell’ultima pagina di uno dei due quaderni che portava con sé.

Serie: La ricerca del vento
  • Episodio 1: La luce del tramonto
  • Episodio 2: Promesse
  • Episodio 3: Maggio
  • Episodio 4: Bar e memorie
  • Episodio 5: Acqua, memorie e poesia
  • Episodio 6: Ritornare
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