Maneggiare con cura

Serie: Cocci


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Una riflessione struggente di Margherita

MANEGGIARE CON CURA.

Stava scritto a caratteri cubitali sugli scatoloni del magazzino.

E tra sé si ripeteva, maneggiare con cura. Maneggiare con cura. Lo ripeteva tanto che le parole perdevano di significato.

Con gesto ritmico posava i libri sugli scaffali, l’ordine alfabetico a scandire le ore di turno in quel deposito di papiri senza casa.

Ho studiato tanto per finire a fare… questo, un sospiro.

Anche questo.

Si era sempre sentita un po’ fragile, di vetro soffiato. Eppur forte, inscalfibile nella sua arroganza.

Dietro un velo di autocompiacimento, sapeva esserci il Rischio di frantumarsi in mille pezzi ad aspettarla, quatto quatto dietro l’angolo dei suoi passi falsi.

A volte era in grado di ricomporsi, cercare freneticamente i cocci di se stessa per incastrarli in una sequenza che avesse senso, che fosse accettabile. Magari, costruire un vaso col kintsugi e tracciare i nuovi bordi con dell’oro, più belli e raffinati dei precedenti.

Altre, temeva seriamente di scomporsi in schegge impercettibili, di quelle che si incastrano sotto il tappeto, nelle crepe del battiscopa, che si conficcano nei cuscini del divano. E anni dopo essersi scordati del bicchiere rotto per distrazione (frenesia, rabbia), la zecca della vita è lì a pulsare sotto la pianta del piede e chiedere il conto.

Una persona instabile.

Se l’era sentito ripetere da amici, parenti, psichiatri, docenti; così sovente da averci fatto l’abitudine. Fatto bizzarro l’abitudine: si insinua irrequieta nella quotidianità, un tumore Universale che attacca il sistema nervoso e spodesta il libero arbitrio.

Dittatura dell’abitudine. Al rogo il buon senso! 

Un risolino echeggiò nel magazzino.

Un impostore, la somma delle orme lasciate da altre persone sul suo cammino, un collage di prime impressioni e immagini rubate. La sensazione di essere una copia senza sintassi del mondo che la circonda.

Tuttavia, quella moltitudine non era in grado di reggerla, e di questo era consapevole. La sua schiena si sarebbe spezzata, era questione di attimi infiniti. 

Continua...

Serie: Cocci


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