Manuale per sopravvivere a me stessa (se mi lanciano una sfida, non resisto)

Mi chiamo Bianca e ho un problema.

Magari non proprio uno di quelli seri, tragici, da seduta terapeutica con tisana allo zenzero e pianti liberatori. No.

Il mio problema è che ho orgasmi multipli.

Lo so. Detta così sembra una di quelle bugie da rivista femminile scritta da un uomo sulla cinquantina, convinto che le donne parlino continuamente di vibratori al brunch. Ma giuro su mia zia Enrica, che è la donna più cinica della Lombardia, che è tutto vero.

Il primo episodio “anomalo” è successo a ventidue anni, durante una situazione assolutamente poco erotica: una visita ginecologica.

Ora. Non entrerò nei dettagli clinici, perché nessuno vuole leggere parole come “speculum” mentre mangia o guarda fuori dalla finestra. Però ricordo benissimo il momento in cui il dottore disse: «Si rilassi.»

E io dissi fra me e me: «Certo. Come no. Magari dopo mi faccio anche un mojito.»

Poi successe qualcosa di imbarazzante. Una specie di corto circuito interno. Una vampata. Un tremore.

Il ginecologo mi guardò da sopra gli occhiali.

«Io… ehm… credo che lei abbia una sensibilità nervosa piuttosto sviluppata.»

Io annuii, rossa come un peperone. Lui annuì a sua volta, come uno che improvvisamente desiderava cambiare professione e allevare alpaca sulle Ande peruviane.

Da quel giorno iniziai a sospettare che il mio corpo avesse deciso di vivere una vita autonoma.

Per un po’ cercai di ignorare la questione. Mi dissi che era stato un caso, un incidente di percorso, una specie di cortocircuito biologico da archiviare sotto la voce: “Cose che non racconterò mai a nessuno”. Funzionò per qualche tempo. Poi arrivò Lorenzo.

La situazione degenerò seriamente con lui.

Lorenzo era alto, ironico, spettinato bene. Quel tipo di uomo che sembra appena uscito da una pubblicità di profumo costoso, ma poi mangia würstel freddi davanti al frigorifero alle due di notte.

La prima volta che siamo andati a letto insieme ero tesissima.

Lui invece sembrava tranquillo.

«Rilassati» mi disse sorridendo.

Io ormai odiavo quella frase.

Mi baciò il collo.

E niente. Primo orgasmo.

Letteralmente dopo quaranta secondi.

Lorenzo si immobilizzò.

«Scusa, è successo davvero?»

«Purtroppo sì.»

Lui sembrò sinceramente commosso. Come un uomo che ha trovato un unicorno nel parcheggio dell’Esselunga.

Il problema non era arrivarci.

Il problema era fermarmi.

Perché dopo il primo arrivava il secondo. Poi il terzo. Poi una specie di blackout spirituale durante il quale perdevo la capacità di formulare frasi complete.

A un certo punto Lorenzo mi guardò preoccupato.

«Bianca… stai bene?»

«Io—»

Riuscivo solo a balbettare qualche frase senza senso, mentre mi sudavano persino i baffetti.

«Vuoi che mi fermi?»

«No, ma forse chiama un’ambulanza preventiva.»

Lorenzo affrontò la questione con incredibile dedizione scientifica. Prese quasi la faccenda come un progetto universitario.

Faceva domande.

«Quindi qui?»

«Sì.»

«E così?»

«Oddio, sì.»

«E se—»

«Lorenzo, per favore, non usare il metodo sperimentale su di me.»

Naturalmente la voce iniziò a spargersi. Non perché io raccontassi i fatti miei in giro, ma perché gli uomini sono biologicamente incapaci di mantenere un segreto che li faccia sembrare eroi erotici.

Così iniziai a ricevere strani sguardi.

Una volta, a una cena, un amico di Lorenzo mi fissò con l’espressione di chi sta osservando una reliquia sacra.

«Piacere di conoscerti» disse stringendomi la mano commosso.

Sembrava stessi per benedirlo.

Il culmine della tragedia arrivò durante un weekend romantico sul Lago di Garda.

Hotel elegante.

Spa.

Luci soffuse.

Musica rilassante che sembrava registrata da balene depresse.

Avevamo prenotato un massaggio di coppia.

Errore.

Gravissimo errore.

La massaggiatrice era una donna minuta con mani che probabilmente erano state addestrate in un monastero tibetano.

Dopo dieci minuti di massaggio alle gambe, iniziai a capire che qualcosa stava andando tremendamente storto.

Provai a concentrarmi su cose anti-erotiche. Bollette. Commercialisti. Dichiarazione dei redditi.

Niente.

La massaggiatrice continuava.

«Si rilassi.»

MA PERCHÉ ME LO DICONO TUTTI?

E poi successe.

Non enorme. Non cinematografico. Ma abbastanza evidente da farmi emettere un verso molto poco zen.

La massaggiatrice si bloccò.

Lorenzo, sdraiato sul lettino accanto, alzò lentamente la testa.

Avrei voluto morire.

«Scusami» balbettai. «Io ho un problema neurologico.»

Che tecnicamente non era nemmeno una bugia.

La massaggiatrice mi osservò in silenzio per qualche secondo.

Poi disse: «Capisco.»

Ma dal tono era evidente che non capiva affatto.

Per settimane non sono più riuscita a guardare una spa senza provare ansia.

Il vero dramma, comunque, era la quotidianità.

Perché nessuno parla mai del lato pratico degli orgasmi multipli.

La stanchezza.

La disidratazione.

Il bisogno improvviso di carboidrati.

Una volta, dopo una notte particolarmente intensa, ho mangiato mezza focaccia seduta direttamente sul pavimento della cucina, avvolta in un piumone come una sopravvissuta a una catastrofe naturale.

Lorenzo mi guardava bere Gatorade.

«Ti senti meglio?»

«Credo di aver perso sali minerali essenziali.»

Lui rideva tantissimo della situazione. Troppo, a volte.

Per esempio, una sera eravamo a casa sua e io stavo piegando il bucato. Lui mi arrivò alle spalle e mi baciò dietro l’orecchio.

Io lasciai cadere una federa.

«Lorenzo.»

«Che c’è?»

«Non puoi fare così all’improvviso.»

«Perché?»

«Perché poi devo sedermi.»

Lui rise così forte da piegarsi in due.

La verità è che all’inizio mi vergognavo tantissimo. Mi sentivo difettosa. Esagerata. Come se il mio corpo avesse il volume regolato male.

Le donne dovrebbero essere sensuali, ma non troppo. Passionali, ma controllate. Desiderabili, però eleganti. Sempre composte.

E io invece ero lì, a perdere lucidità perché qualcuno mi sfiorava la schiena nel modo giusto sull’autobus.

Poi però capii una cosa importante.

Non ero sbagliata. Ero semplicemente intensa.

E forse anche un po’ sfortunata.

Perché diciamocelo: la vita è già complicata normalmente. Se poi il tuo sistema nervoso decide di trasformare ogni preliminare in una finale olimpica, diventa tutto logisticamente impegnativo.

Oggi Lorenzo non c’è più. Il mio nuovo lui ogni tanto mi guarda con la stessa aria divertita.

«Che c’è?» gli chiedo.

«Pensavo.»

«A cosa?»

«Al fatto che tu sei l’unica donna che conosco che dovrebbe fare stretching prima del sesso.»

E purtroppo ha ragione.

Infatti ultimamente ho sviluppato una routine molto precisa:

Acqua.

Magnesio.

Respirazione profonda.

E carboidrati strategici nel comodino.

Non si sa mai.

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Discussioni

  1. Tanti anni fa ho sentito la storia di una ragazza con questo problema in un reality: che cosa orribile 🥺 Potrebbe sembrare una condizione piacevole, ma causa grande stress nella vita quotidiana.

  2. Il ginecologo che vuole mollare tutto per allevare alpaca sulle Ande. Lorenzo che la guarda come se avesse trovato un unicorno nel parcheggio dell’Esselunga. La massaggiatrice tibetana e quel “capisco” che non capisce niente. E lei, mezza focaccia sul pavimento avvolta nel piumone come una reduce di guerra, a bere Gatorade. Ridi da solo come uno scemo leggendo questo pezzo, e il bello è che sotto le risate c’è una che ha imparato ad accettarsi così com’è. Non era sbagliata, era intensa. Bellissimo Cristiana o Tiziana o Cristina o Carlotta….

    1. Esatto Lino e grazie per averlo sottolineato. ‘Non era sbagliata, era intensa’.
      E’ proprio questo che vorrei che passasse, al di la dell’orgasmo multiplo che può diventare metafora o anche specchietto per le allodole.
      Mi piace nascondere dietro alla tenda del palcoscenico, persone, non personaggi, fragili ma intensi, a metà ma completi.

  3. Eccomi Cristiana! Vado controcorrente se dico: voglio quello che ha preso lei?
    A ragion del vero ammetto che in certe situazioni puo essere scomodo…ma devo dire che questa cosa di vivere in estasi h24 non è che mi dispiace.
    Davvero spassoso come racconto, mi hai fatta divertire tantissimo! E mi hai presa alla sprovvista, direi che vinci il premio originalità in questa sfida erotico saffica multipla🤭
    Brava Cristiana ❤️❤️❤️

    1. Magari, controcorrente sapessimo andarci tutti. E anche prendere quello che ha preso lei.
      Vivere in estasi 24h che può voler dire davvero tutto, è quanto di più augurabile ci possa essere.
      Lorenzo, alla fine, l’ho liquidato perchè forse, su quella sua intensità, ci rideva troppo su. Forse nemmeno ci credeva più di tanto. E allora noi gli tagliamo la testa 🙂

  4. Se avessi lo stesso superpotere di Bianca, probabilmente morirei entro cinque giorni: scorderei di bere, dimenticherei persino il mio codice fiscale e soprattutto il pin della carta. Isolato come sono, difficilmente verrebbero a salvarmi in tempo, ma sarebbe una morte quanto meno piacevole. 😀
    Ciao Ti… volevo dire Rob—no! Cristicchi! Simonecristicchi! È un vero piacere leggerti, è stimolante, è divertente e solletica il sistema nervoso autonomo con una bella dose di ironia pungente.
    Comunque, il metodo migliore per spegnere l’eccitazione (almeno per quanto mi riguarda) è il suono che emette un gatto alle prese con una palla di pelo…

      1. Oh! Senza volerlo, anche la mia strega meglio piazzata e muscolosa è caduta vittima di questo inizio del periodo estivo piccante… Ci stavo ripensando ieri mentre sistemavo il mio racconto e mi son chiesto se fosse solo una coincidenza, per me c’entrano le nuove rivelazioni dei filmati sugli UAP da parte degli Stati Uniti. 😀

  5. 😂Divertentissimo Cristiana, ho adorato la “voce” di Bianca dall’inizio alla fine. Sei bravissima a emozionare, ma anche a far sorridere, come in questo caso. Ed è davvero una grande dote (come quella di Bianca, forse).

    1. Come e meglio di quella di Bianca! Riderci su, sempre. Giocare con le parole. Accettare la sfida della nostra @Dea che in questo genere è signora e padrona. Io arrivo dopo e sono quella che fa casino e sdrammatizza.
      Grazie melania e un abbraccio

  6. Confesso di aver invidiato Bianca. Così sono corsa a cercare informazioni attendibili per quanto riguarda il consumo di calorie generate da un orgasmo (p.s. sono a dieta). Sembra che nella realtà si assestino sulle 3-5 calorie cada uno: soffrire di questo disturbo non mi permetterebbe comunque di strafogarmi di cinnamon rolls. Nuovamente paga della mia situazione ascetica, non mi sono potuta godere il lusso di ridere dall’inizio fino alla fine del racconto. Stupendo.

    1. Dire che 3-5, dipende…Ma non entriamo nei particolari 😀
      Avresti potuto firmare il tuo commento come fossimo sulle pagine di una di quelle riviste che leggevano le nostre nonne nella rubrica ‘La vostra posta’.
      Allora io ti ringrazio e ti saluto @ascetica25124765

  7. Gentile Bianca,
    la sua condizione, che in letteratura specialistica viene talvolta descritta come iperestesia orgasmica persistente a risposta riflessa multifattoriale, o più colloquialmente come sindrome da ipersensibilità somatosensoriale di tipo parasimpatico con coinvolgimento dei gangli pelvici e del sistema limbico anteriore, è nota alla comunità scientifica da diversi decenni, sebbene la sua prevalenza nei campioni clinici risulti statisticamente sotto rappresentata a causa dell’evidente riluttanza delle pazienti a formalizzare la sintomatologia in sede ambulatoriale, con conseguente bias di selezione nei database epidemiologici di riferimento.
    Dal punto di vista neurobiologico, il quadro che lei descrive suggerisce una modulazione atipica dei circuiti dopaminergici e ossitocinergi, con possibile coinvolgimento del nervo pudendo e una soglia di attivazione talamocorticale sensibilmente inferiore alla media della popolazione femminile adulta, il tutto amplificato, con ogni probabilità, da una componente costituzionale di origine genetica che meriterebbe un approfondimento anamnestico familiare, ammesso che lei voglia mai avere quella conversazione con sua zia Enrica.
    Il mio consiglio clinico, dopo attenta valutazione del quadro complessivo?
    Se lo goda, il sintomo intendo.
    Perché con il tempo potrebbe passare. E mi creda, Bianca: quel giorno, sdraiata sul lettino della spa senza che succeda assolutamente nulla, lei penserà a me e capirà che avevo ragione.
    Cordialmente,
    Prof. Dott. Ing. Massimiliano Ferraboschi
    Specialista in Neurologia Funzionale, Sessuologia Clinica, Medicina Psicosomatica e Counseling Termale
    Membro Onorario dell’Associazione Europea di Scienze Affini

    1. Gentilissimo,
      Prof. Dott. Ing. Massimiliano Ferraboschi
      Specialista in Neurologia Funzionale, Sessuologia Clinica, Medicina Psicosomatica e Counseling Termale
      Membro Onorario dell’Associazione Europea di Scienze Affini

      Non le nascondo che la Sua attenta diagnosi mi è profondamente criptica soprattutto in alcuni punti in cui Lei si spinge verso terreni scientifici a me non noti.
      Onorata di potermi considerare degno oggetto sei Suoi esimi studi,
      resto a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento in merito.
      Ossequi,
      Cristiana/Tiziana/Cristina (qui su Open ciascuno faccia come vuole che oramai ci ho preso l’abitudine) 😀

    2. Caro Antonio, non ti nascondo che mi sono divertita tantissimo leggendo il tuo commento veramente spassoso:D
      Ho approfittato della tua pazienza anche per dire agli openiani che, magari incuriositi dal genere o dall’immagine, verranno su questa pagina, per ricordare che la sottoscritta scrittrice non è Tiziana, non è Cristina, non è nemmeno Arianna e chiede pietà e comprensione per questo. E che Diamine! 😀
      Un abbraccio Antonio e grazie

  8. Comunque, pure questo Lorenzo che mangia würstel freddi davanti al frigo alle due di notte ha le sue colpe! Più un uomo è bello, più la trasandatezza lo rende erotico. Poverino, alla fine del racconto sparisce: credo sia morto dopo aver contemplato troppo a lungo la copia dell’Estasi di Santa Teresa; non essendo il Bernini, si sarà sentito inutile. Complimenti, Cristiana, questo racconto mi ha fatto ridere tantissimo.

    1. Il nostro povero Lorenzo è servito da contorno a questo racconto proprio perchè l’auto erotismo fa parte di quella sfera così personale dentro la quale facciamo entrare e uscire a nostro piacimenti chi ci va e quando ci va. Come fosse un manifesto all’indipendenza! 😀

  9. Ironia (deflagrante) ed eros (ben dosato ed Harmony free, cosa che temo sempre quando leggo genere ‘erotico’), accoppiata vincente per questo bel racconto che fa molto divertire e riflettere. Un po’ Helen Fielding e un po’ Stefania Bertola, con Bianca ci hai portato, mercé una felice sintesi (specie nei dialoghi asciuttissimi ma ben più che esaustivi), all’interno della psiche femminile che – contrariamente a una certa vulgata maschile – è il vero polo d’attrazione, la reale ‘sala giochi’, la proverbiale terra promessa. Ottima prova che riconferma che è il cervello ad essere la più vasta zona erogena.
    Il resto… è idraulica. Complimenti Cristiana!

    1. Grazie Simone soprattutto per la definizione di ‘harmony free’. Quando si affronta la letteratura erotica, c’è sempre l’orrore di scadere nella banalità tipo Beautiful o, peggio ancora, Harmony.
      Purtroppo i cliche sono dietro la porta e ho l’impressione che a volte si sia convinti che più se ne infila dentro e più si attizza il lettore.
      Personalmente, in questi casi, mi fermo a metà, saluto e vado via perchè, come dici tu, mi si spegne (per non usare un altro termine più esplicito che non mi sembra carino) il cervello. La psiche, e qui non esiste genere, va stimolata prima di tutto il resto. E poi, che diamine! Siamo scrittori? Allora impariamo a usare le parole prima del resto che funziona sempre.
      Grazie per il tuo commento super super apprezzato.

  10. La situazione di Bianca può apparire come una handicap o come un gran bel vantaggio. Una condizione talvolta imbarazzante, oppure un’ occasione molto fortunata anche per chi in precedenza é rimasto deluso dall’incontro con donne prive di questa “spiccata sensibilità”.
    La situazione potrebbe sembrare seria e non sempre facile da gestire, senza gli accorgimenti necessari. Io, però, credo che questo tuo racconto sia soprattutto molto ironico e divertente.

    1. Direi che la situazione di Bianca va gestita al meglio, ma mi sentirei di dire che è assolutamente vantaggiosa 🙂
      A parte lo scherzo fra noi, ci tenevo che ne uscisse qualcosa di soprattutto ironico.
      Grazie Maria Luisa

  11. Invalidante! Una patologia del genere dovrebbe dare diritto a una pensione! A parte gli scherzi, bel racconto, ironico, ma anche dolce. Fa sorridere, fa pensare che una donna così avresti voluto averla, almeno una volta nella vita. Poi non so se sia dono o condanna, forse entrambe le cose.