
Mariasole stava per rimanere a piedi … ma fu salvata dalle scarpe ortopediche della signora Agnese
Serie: L'ECO DI ROCCAMONTE ORSATO
- Episodio 1: Roccamonte e Olivetti
- Episodio 2: Vi presento Mariasole Olivetti
- Episodio 3: Mariasole si stranì …
- Episodio 4: Purtroppo il problema non sono i rossetti …
- Episodio 5: Una filastrocca, che parla di morte, rovina i sogni di Mariasole
- Episodio 6: A Roccamonte Orsato ci sono scheletri nell’armadio … letteralmente
- Episodio 7: Le illuminazioni possono essere sia aspre che geniali … Mariasole preferisce le seconde.
- Episodio 8: Il volontariato nasce dall’amore per il prossimo, non ha doppi fini, per tutti è così … tranne che per Mariasole
- Episodio 9: Mariasole stava per rimanere a piedi … ma fu salvata dalle scarpe ortopediche della signora Agnese
- Episodio 10: Ci furono grandi rivelazioni … e Mariasole diventò per un secondo Clark Kent.
- Episodio 1: Saranno solo brutti sogni?
- Episodio 2: La confusione di Mariasole aumenta … e ci si mette pure Pia de’ Tolomei
- Episodio 3: Memorie di un tempo lontano …
- Episodio 4: Un appuntamento tra le tombe …
- Episodio 5: In paradiso
STAGIONE 1
STAGIONE 2
A Mariasole ci vollero giorni per ambientarsi all’interno della casa di riposo, ma alla fine riuscì ad orientarsi discretamente tra quelle mura.
Gli anziani erano divisi in due blocchi: c’erano quelli definiti autosufficienti, che avevano una buona mobilità e un buon stato di salute e poi c’erano quelli che avevano bisogno di una assistenza particolare.
Il secondo blocco comprendeva al suo interno sia coloro che avevano difficoltà a deambulare, che chi si trovava in uno stato mentale confuso; Mariasole non aveva mai visto nessuno di loro, perché le suore tendevano a far restare quelle persone nelle loro stanze al secondo piano e questo era un grosso problema, poiché le uniche persone al di sopra degli ottantacinque anni in quell’ RSA appartenevano a quel blocco, quindi erano giorni che cercava un modo per chiedere alle suore di poter salire al piano superiore.
La casa di riposo non era grande, per lo meno i locali ai quali aveva accesso Mariasole non lo erano.
La villa si componeva di due livelli: le camere e poi un piano inferiore, dove c’erano la cucina, il salone, l’infermeria e un giardino interno collegato a quello dell’ingresso da un piccolo marciapiede.
Mariasole durante i suoi primi giorni di volontariato aveva capito di avere una sorta di timore intrinseco e totalmente immotivato per le suore, era consapevole del fatto che la sua era una sensazione totalmente irrazionale, ma nonostante ciò si tenne il più possibile lontana da loro, fece invece amicizia con Rebecca, una giovane OS arrivata alla casa di riposo un paio di mesi prima di lei.
Un’altra cosa che Mariasole capì subito era che gli anziani, soprattutto quelli più abbandonati a loro stessi, tendevano alla diffidenza, ma riusciva a comprenderli, perché anche lei aveva assaggiato la solitudine ed essa, se presa ad alte dosi, ha la capacità di inasprire l’anima, tuttavia quell’atteggiamento all’inizio fu uno scoglio molto duro da superare, ma alla fine riuscì a legare con una signora.
Si chiamava Agnese Rizzoli ed aveva settantacinque anni, aveva perso il marito da qualche anno e il figlio viveva a Verona. Era una degli anziani che ricevevano meno visite in assoluto e Mariasole non riusciva a capire il perché di questo in quanto reputava la signora Agnese estremamente spassosa.
Aveva i capelli bianchi raccolti in un tuppo ordinato, indossava sempre cerchi alle orecchie e vestiti a fiori dai colori sgargianti, che contrastavano con il grigiore delle scarpe ortopediche che era costretta a calzare.
Era sempre seduta all’ingresso del salone principale, fissando fuori, sempre e costantemente in attesa di qualcosa o meglio di qualcuno.
Mariasole aveva fatto il possibile per avvicinarsi ad Agnese, perché quando l’aveva vista per la prima volta, aveva riconosciuto in lei l’espressione di un cane dopo la perdita del padrone e quando ottenne la sua fiducia scoprì in lei un diamante raro.
– Noti qualcosa di strano? – chiese Agnese appena la vide.
– No signora Agnese.
– Guarda – mostrò le sue mani rugose sulle quali spiccavano le sue unghia smaltate di rosso.
– Ci siamo fatte belle vedo.
– Eh si, poi io sono una delle più carine qua dentro – le fece l’occhiolino, aveva un sorriso ironico e gioioso, poi si guardò intorno e si mise la mano in tasca – tieni Maria per te – disse allungandole cinquanta euro.
– Signora Agnese io non posso accettare.
Gli angoli della bocca di Agnese si abbassarono.
– Non tornerai più a trovarmi vero?
– Perché mi sta dicendo questo?
– Perché non hai alcun motivo per stare qui.
A Mariasole si strinse il cuore, la signora Agnese si sentiva così sola che avrebbe perfino pagato per assicurarsi la compagnia di qualcuno.
– Le prometto che io verrò regolarmente a farle visita signora Agnese, però questi soldi non li posso accettare.
– Va bene, basta che ogni tanto vieni – le prese la mano e quando la pelle delle due generazioni entrò in contatto, Mariasole non riuscì a fare a meno di pensare al giorno di un futuro lontano, in cui la sua mano avrebbe avuto le stesse pieghe di quella della signora Agnese.
– Mi stai fissando le rughe della mano … ma guarda che qui io sono una ragazzina praticamente, divento vecchina solo quando parlo con te.
– Qui – Mariasole indicò il salone con la mano – hanno tutti la sua età signora Agnese.
Agnese sbuffò alle parole di Mariasole, inizialmente la ragazza pensò che la signora stesse giocando con lei, ma poi notò che era sincera, si era davvero offesa per qualcosa.
– Mi scusi signora Agnese, sono stata insolente?
– No, non hai fatto nulla tu cara … è che ho ripensato a chi ho in camera, una vecchia … io questo non me lo meritavo.
Mariasole dovette mordersi la lingua per non risponderle che lì dentro, in realtà, erano tutti in avanti con l’età.
– Beh non penso che sia così grave.
– Non si trova qui nel salone – emulò il gesto che aveva fatto prima Mariasole con la mano – non ha la mia stessa età … ha più di novant’anni, io sono una ragazzina in confronto.
Mariasole sorrise alle sue lamentele, effettivamente doveva concordare con lei, se paragonata ad una novantenne una settantacinquenne era una bambina, stava per ribattere quando si bloccò sul posto, poiché il suo cervello, in seguito alle parole della signora Agnese, si era messo in moto senza che lei lo comandasse, come se avesse avuto una vita propria ed aveva escogitato un piano, talmente tanto geniale che Mariasole si meravigliò della sua stessa mente.
– Signora Agnese, la sua compagna di stanza sta bene mentalmente ?
– Perché ti interessa? – chiese lei strizzando gli occhi – comunque si, di testa ci sta abbastanza, però è sempre troppo grande per stare in stanza con me.
Mariasole non riuscì a farne a meno, si aprì in un sorriso trionfante, perché in quel momento ebbe la conferma che il suo piano era totalmente attuabile.
– Signora Agnese io vorrei tanto che lei mi facesse un regalo … non voglio i soldi – aggiunse subito quando vide che la signora Agnese si era già messa la mano in tasca – deve insistere con suor Giuliana affinché sia io a riaccompagnarla in stanza.
Serie: L'ECO DI ROCCAMONTE ORSATO
- Episodio 1: Roccamonte e Olivetti
- Episodio 2: Vi presento Mariasole Olivetti
- Episodio 3: Mariasole si stranì …
- Episodio 4: Purtroppo il problema non sono i rossetti …
- Episodio 5: Una filastrocca, che parla di morte, rovina i sogni di Mariasole
- Episodio 6: A Roccamonte Orsato ci sono scheletri nell’armadio … letteralmente
- Episodio 7: Le illuminazioni possono essere sia aspre che geniali … Mariasole preferisce le seconde.
- Episodio 8: Il volontariato nasce dall’amore per il prossimo, non ha doppi fini, per tutti è così … tranne che per Mariasole
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- Episodio 10: Ci furono grandi rivelazioni … e Mariasole diventò per un secondo Clark Kent.
“riguardava”
*Avesse riguardato… Capra che non sono altro🤦
Ciao Lola, se il tuo dubbio riguardava la capacità di descrivere il rapporto con gli anziani, le loro fragilità, le loro paure, le loro malinconie, beh, sappi che ci sei riuscita alla grande.
Grazie ❣️ ❣️ ❣️ ❣️ ❣️❣️❣️
Si avevo paura di non riuscire a rendere bene un qualcosa che per me è molto importante.
Ho visto tanti sguardi negli anziani facendo volontariato e in loro ho visto un tipo di solitudine che è difficile da descrivere … spero di essere riuscita a farlo in parte ❣️❣️❣️❣️
“quando la pelle delle due generazioni entrò in contatto”
❤️
❣️
“anche lei aveva assaggiato la solitudine ed essa, se presa ad alte dosi, ha la capacità di inasprire l’anima”
👏
Immagino che il prossimo sarà il capitolo finale della prima stagione.
Però non lasciarci con un grosso cliffhanger, ok? 😁🙏
Grazie mille davvero ❣️ come conclusione di stagione ci sarà una ” grande” rivelazione … secondo me è facilmente intuibile in realtà, ma facciamo finta che sia un grande plot twist 😅
Sempre vitale e fresco il narrare in questa serie, anche quando affronta argomenti e descrive luoghi che di vitale e fresco non hanno in genere proprio nulla. Merito della narratrice, ovviamente.
Alcuni dettagli linquistici mi hanno interessato: il “tuppo”, termine dialettale per indicare lo chignon (o crocchia), le “unghia” invece che unghie, sarebbero considerati non corretti se non comparissero all’interno del racconto fatto da Mariasole, una giovane ragazza, e quindi soggetto alle inflessioni e licenze tipiche del linguaggio parlato. Insomma, ci sta.
La storia continua a “tirare forte”, quindi vediamo come prosegue!
Grazie mille … per tutto ( anche e soprattutto per i messaggi in privato)
❣️❣️❣️❣️❣️❣️❣️❣️
Che dolcezza questo racconto!
Grazie ❣️ ❣️ ❣️ ❣️
Stavo pensando che in questo racconto di donne con più di 85 anni ne abbiamo incontrate due. Non è che ci fai qualche sorpresa? 🙂
😅😅😅😅
Si diciamo che per concludere la prima stagione ci sarà una “grande” rivelazione … secondo me facilmente intuibile 😅