
Calama
Serie: MATHIAS
- Episodio 1: Una giornata come tante
- Episodio 2: Calama
- Episodio 3: LICANCABUR
STAGIONE 1
Dopo colazione cominciò a ciondolare come era suo solito. In paese non c’era molto da fare a quell’ora del pomeriggio. Un autobus passava verso le cinque e per pochi centavos (1) ti portava a Calama (2) . Perlopiù erano giovani in cerca di qualcosa da fare o anche solo per passare una serata diversa, oppure signore anziane con bambini che andavano a vendere le loro poche cose o a chiedere la carità. Mathias decise di salire.
Quella sera il freddo era particolarmente pungente e il vento, che non incontrava ostacoli, sferzava i visi delle persone. Era autunno inoltrato e sull’Altipiano faceva buio presto. L’autobus correva forte, nonostante la strada fosse pericolosa e si confondesse quasi con il deserto. La luce della luna era intensa e le ombre delle rocce che si intravedevano a tratti, sembravano antichi apus (3) delle montagne. A Mathias tornarono alla mente le leggende che suo padre gli raccontava a volte la sera. Un brivido lo percorse, allora si strinse nella sua giacca, alzando un poco il collo e tirandosi giù al massimo le maniche, ma il freddo continuava a farsi sentire. Una donna molto grassa e con un viso bellissimo sedeva sul sedile in parte al suo e lui cominciò a fantasticare su quanto potesse essere caldo il suo seno e desiderò appoggiarci la testa. Il solo contatto con lei lo eccitava. La musica di cumbia (4) che il conducente ascoltava da un mangiacassette appoggiato sul cruscotto, gli ricordò una ragazza conosciuta una sera durante una festa. Sorrise a quel ricordo. Poi, chiuse gli occhi e si assopì.
Li aprì solamente un istante quando l’autobus fece rifornimento presso una piccola stazione di servizio sperduta nel nulla con un’unica luce accesa che illuminava la povera vetrina. La donna molto bella non sedeva più accanto a lui. Percepì con fastidio il suo stesso odore e il freddo pungente nelle ossa.
*
Si svegliò del tutto a causa della brusca frenata del conducente che urlava di scendere perché oltre non si proseguiva. Mathias si ricordò allora che non si era fatto nemmeno una doccia in quella giornata e l’odore persistente della baldoria della sera precedente arrivava al suo naso in maniera pungente e fastidiosa. Pensò che fosse meglio non togliersi la giacca, nemmeno se avesse deciso di andarsi a bere qualcosa.
Restò particolarmente colpito dal fatto che in stazione quella sera ci fossero così poche persone. Solitamente era un luogo molto frequentato e pieno di schiamazzi. Si guardò intorno e vide un vecchio che spingeva a mano la bicicletta accompagnato dal suo cane e un gruppo di turisti occidentali decisamente spaesati e probabilmente in attesa della propria guida.
Il vento si era fatto ancora più forte e Mathias si pentì di aver preso l’autobus per Calama quella sera. Alzò il bavero della giacca e si strinse nelle spalle. Pensò a sua madre, come in uno strano presagio e ancora una volta fu percorso da un brivido. Quella volta si chiese se fosse veramente il freddo o forse la paura. Desiderò andarsene subito da lì e allora affrettò il passo lungo la strada che conosceva bene, verso i luoghi che lui e i suoi amici frequentavano nelle sere di baldoria per finire poi a dormire in strada in attesa del primo autobus del mattino che li riportasse a casa.
Quella volta però era solo. Si domandò come mai non avesse chiamato Marcos o forse Paco, tanto per dirne un paio. Non si ricordò nemmeno di aver avvisato sua madre. Allora si diede del cretino pentendosi di aver esagerato la sera precedente. Si rese conto però che il freddo stava finalmente allontanando il torpore nel quale era rimasto per ore a causa del troppo alcol. La sua mente stava riacquistando lucidità e desiderò tornare a casa.
Tuttavia, le prime luci dei locali lo attirarono e Mathias scacciò l’idea, decidendo invece di proseguire. La scelta era piuttosto amplia, ma poco varia. Ovunque c’erano ragazze che chiamavano, musica ballabile e tanto fumo. Pensò che uno valeva l’altro, poi però fu attirato verso una porta dal rumore di una rissa e cercò di infilare la testa fra le altre per capire cosa stesse succedendo. Sentiva risate di uomini e urla d’incitamento. All’interno, due ragazze se le davano di santa ragione insultandosi a vicenda, fra l’eccitazione dei presenti. Spintonò un po’ riuscendo a entrare e guadagnandosi perfino un posto privilegiato da cui poté vedere per un momento le cosce di quella che era finita a gambe all’aria.
Lo spettacolo finì tra i fischi del pubblico contrariato quando un uomo, forse il compagno o il marito di una delle due, entrò come una furia per portarsela via. L’altra fu allora soccorsa dalle amiche e portata subito a un tavolo dove il proprietario offrì birra gratis per ringraziare di avergli riempito il locale, almeno per una sera.
Ci volle qualche minuto perché gli animi si calmassero e allora Mathias si guardò intorno sedendosi poi a un tavolo, da solo. Il complessino musicale che si era fermato per rispetto dello spettacolo improvvisato, riprese a suonare. La musica era allegra e le ragazze si alzarono per ballare, attirando subito alcuni uomini come fossero mosconi.
La solitudine allora si fece sentire ancora più forte e cominciò a bere, di nuovo.
Quello che successe poi, non fu mai veramente svelato, nemmeno alla famiglia. La polizia disse che, secondo alcune testimonianze, Mathias fu visto lasciare il locale da solo, a testa bassa e appoggiandosi ogni tanto ai muri per reggersi in piedi. Una delle ragazze che aveva ballato con lui, si lamentò di avergli dovuto chiedere più volte di tenere a posto le mani, per poi lasciarlo solo e tornarsene dalle sue amiche.
***
(1)Termine spagnolo e portoghese che significa “centesimo”. E’ utilizzato per indicare la frazione di molte valute.
(2)Città situata a una altitudine di 2.260 m s.l.m. nel deserto di Atacama nel nord del Cile.
(3)Nella religione e mitologia dei paesi andini, gli apus sono gli spiriti delle montagne. Il termine risale all’antico Impero Inca. Gli apus hanno il compito di proteggere coloro che si avventurano per le montagne.
(4)Genere musicale e danza popolare originaria della Colombia nata da un processo di mescolanza culturale.
Serie: MATHIAS
- Episodio 1: Una giornata come tante
- Episodio 2: Calama
- Episodio 3: LICANCABUR
“e un gruppo di turisti occidentali decisamente spaesati e probabilmente in attesa della propria guida”
Non so perché, ma sia in questa versione che in quella ristretta mi sono immaginato che quei turisti foste voi
Giammai 🙂
Mai viaggiato da ‘turista’ sprovveduta. Io viaggio da spavalda e saputella e soprattutto amo infilarmi nelle case degli altri per sentirmi, appunto, ‘a casa’.
Ciao Cristiana,
Complimenti per questo fantastico libro, ricco di particolari molto bene curati. Sono contenta di averti scoperto come scrittrice. Mi è piaciuto molto la parte delle luce della luna, sono un amante dei miti e questa particolarità non la sapevo. Bellissimo!!
Ciao Clear, ti ringrazio molto! Anche io sono un’amante dei miti e ti assicuro che la regione andina ne è piena. Sono tutti da scoprire. Spero ti piaccia anche il terzo episodio finale. Se avrai voglia di leggerlo, poi mi dirai cosa ne pensi. Grazie ancora, a presto!
Una scena ricca di azione e descrizioni. Mi è piaciuto molto, sopratutto la scrittura controllata, mai sopra le righe
Grazie. Il tuo è un complimento che apprezzo molto
Grazie veramente! Questo è quasi terminato. Così non tengo sulle spine
Uh, bello questo librick. Sono contento della tua new entry!