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  • Il profilo di Angela Catalini è stato aggiornato 4 mesi, 3 settimane fa

  • Alla residenza ospedaliera San Giovanni Miglianello* le giornate erano scandite da orari ben precisi. Sveglia alle 7,30 e somministrazione della terapia, poi igiene personale e colazione. Dopo le 9 gli ospiti […]

    • Ciao Massimo, è la prima volta che qualcuno definisce la mia scrittura “accogliente e calda” e devo dire che mi piace molto come definizione, quindi ti ringrazio. Sei troppo intelligente e hai già capito che la nostra infermiera aveva a che fare con la danza, in fondo si chiama Ada…
      Nei prossimi giorni arriverà il terzo capitolo, come sai sto scrivendo anche altro e devo saltare da una liana all’altra come Cita 😀 😀 😀
      PS = grazie per il commento molto gradito.

    • Ciao Angela, mi associo a quanto detto da Massimo. Inoltre, trovo nella tua scrittura un uso della punteggiatura fine (sì, sono fissato con la punteggiatura!). Già, con questo finale si lascia intendere che “Jeeg Robot” sia un ex ballerina, o qualcosa del genere. Curioso di leggere il prossimo episodio. 🙂

      • La punteggiatura è sempre stata un disastro, qualcosa di cui non verrò mai a capo, se è venuta bene è un puro caso 😀
        Grazie per aver letto anche questo episodio e a presto 🙂

    • Su Jeeg robot sono morto!😁
      Leggerti è un piacere, una breve ma salutare boccata di ossigeno. Questo donnone cosa ci riserverà? Verremo a conoscenza del suo passato da ballerina?

      • In effetti ero indecisa tra Mazinga e Jeeg Robot, ma il mio cartone animato del cuore resta per sempre Goldrake ♥ Sono capitoli brevi e indolore, devo impegnarmi di più per annoiarvi come si deve ahahah. A presto Dario e grazie 🙂

  • Il profilo di Angela Catalini è stato aggiornato 4 mesi, 4 settimane fa

  • Stavolta fu l’odore dell’incenso a svegliarlo. Si ritrovò in ginocchio, con le mani giunte di fronte all’immagine del Cristo morente scolpito sulla pietra.Non ricordava perché fosse lì; era credente, ma di rado […]

    • Ci sono varie possibilità che sto vagliando. Scrivo senza una trama, perché in realtà il prologo avrebbe dovuto essere un racconto autoconclusivo. Sto pensando a un risvolto fantasy, ma non è detto… A presto e grazie, Massimo.

    • Il tema mi incuriosisce moltissimo. Si tratta di ricordi, memorie riflesse, sogni? O c’è dell’altro? Sono curioso di sapere! A quando il prossimo episodio? 🙂

      • Appena arriva un’idea decente comincio a scrivere. Quanto alle domande, direi che si tratta senz’altro di sogni, ma potrebbe esserci dell’altro. Lo scopriremo insieme, io qualche minuto prima di voi 🙂 Ti ringrazio Giuseppe per lettura e commento 🙂

    • Altro episodio sospeso tra sogno e realtà ( con me vai sul sicuro, perchè li adoro). Chissà che sorprese ci riserverà quel donnone…

      • Ciao Dario, bentrovato. Anche io adoro i testi sospesi tra sogno e realtà… Devo studiarmi bene Ada, che ai miei occhi appare un po’ come la Bates di “Misery non deve morire”. Ma quel nome non l’ho dato a caso, ci deve essere un perché. Devo solo trovare il bandolo della matassa e poi parto con il terzo round 😀

  • Doveva essere stato l’odore di caramello a risvegliarlo. Oppure il suono di un organetto. Aprì gli occhi e si ritrovò seduto su una panchina del lungomare, con una testolina bionda sul petto.

    «Ada, sei qui» […]

    • Ciao, Angela. La dimensione del sogno è sicuramente affascinate, una forma di escapismo che questo racconto descrive molto bene. Attendo il secondo episodio. 🙂

      • In realtà era nato come un singolo librick, ma il commento di Sara mi ha fatto pensare: ” e se…”?
        PS = Il secondo episodio è in fase di approvazione 🙂

    • Condensare in pochissime righe tutti questi significati non è affatto facile. Oltre alla bravura nel narrare, a mio avviso ci vuole stile… e tu ne hai parecchio! Bella la frase “Lei alzò gli occhi e lui si tuffò dentro quel verde, che era la sua isola felice.”, e fantastica la chiusura con quel “dormire… sognare…” Veramente brava, complimenti! 🙂 Nei commenti precedenti ho letto che inizialmente questo episodio doveva essere un libriCK a sé stante. Felice di sapere che hai dato vita, invece, a una serie! Vado a leggere subito il seguito. 🙂

      • Ciao Giuseppe, sono felice di leggerti. Ti ringrazio molto anche per i complimenti, fatti da te, che scrivi a livello professionale (almeno è questa l’impressione che ho avuto leggendo la tua serie), fanno doppiamente piacere. I brani che hai citato sono anche i miei preferiti, curiosa coincidenza. A presto.

  • Il profilo di Angela Catalini è stato aggiornato 5 mesi, 1 settimana fa

  • Daniele cominciò a respirare come gli aveva insegnato il Dottor Strada. Inspirò e lasciò che l’aria raggiungesse l’addome, poi la lasciò fluire lenta. Nelle orecchie sentiva il tam tam del cuore che sbattev […]

    • Racconto particolare, inatteso. Hai saputo dare una tua interpretazione ai gesti della ragazza pur non coinvolgendola direttamente. La giusta brevità che lo rende intenso.

      • Ciao Micol e ben ritrovata (la rete è piccola per noi autori).
        Mi capita spesso, davanti alle tragedie, di pensare alla casualità e alle coincidenze che hanno portato lì quelle persone. Proprio in quel posto e proprio in quel momento. Il racconto è una pennellata che entra in punta di piedi e non indugia, come giustamente hai fatto notare. A rileggerci e grazi per il commento.

    • Questo è un ottimo esempio di “pillola” da leggere quando si ha poco tempo: breve ma dritta al punto, particolare e molto veloce

      • In realtà Michele, quando ho letto il limite massimo di lunghezza l’ho interpretato come caratteri, invece erano parole. Diciamo che la brevità è stata una non-scelta. 😀
        A parte ciò, io amo molto scrivere e leggere racconti brevi. Non a caso Flannery O’Connor e Carver sono tra i miei autori preferiti. A rileggerci.

    • Storia dei nostri giorni.. Lia, un’immagine sfuggente, non delineata e quasi solo sussurrata ma che si vive bene nella mente del lettore.. Lì Lia ha assunto i volti, i profumi e i sorrisi di tutte le persone che si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato… Hai reso molto bene l angoscia celata dietro le parole del protagonista.
      Brava.
      Alla prossima lettura!!

      • Il protagonista vive un senso di colpa, penso che sia una delle cose peggiori che possano capitare a chi resta. Lia è una presenza appena sussurrata, ho lasciato spazio ai lettori per immaginare tutto ciò che manca e devo dire che tu lo hai fatto in modo davvero splendido. Grazie mille per il commento 🙂

    • Bello, mi è piaciuto. Ho apprezzato l’idea, e anche la scelta di tenere Lia sullo sfondo, una presenza/assenza davvero ben gestita. Peccato solo per la tua errata interpretazione dei caratteri a disposizione: mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa di più di questa storia.

      • Grazie Demis, mi fa piacere che ti sia piaciuto. Sono d’accordo sul fatto che sia davvero troppo breve, se scriverò altre cose, prometto di essere più prolissa. Tu hai partecipato? Vengo a sbirciare nel tuo profilo…

    • Grazie, Massimo. Concordo sulla difficoltà di scrivere racconti brevi, soprattutto compiuti. Ho visto che hai già scritto tante cose qui e ho già iniziato a leggere un racconto a puntate. Il prologo promette molto bene. Bravissimo come sempre 🙂

    • Mi hai catturato fin dall’inizio e, nonostante la brevità, è un racconto colmo di emozioni, tenendo conto anche dei fatti a cui fa riferimento, per cui viene facile per chi legge ampliare secondo il proprio sentire la gamma di sentimenti a cui associarlo. Brava!

      • Grazie Silvia, mi fa molto piacere il tuo commento. Ho visto che hai scritto anche tu un testo per il contest e ti leggerò volentieri 🙂

    • Ciao!
      Molto bello e carico di emozioni. L’orto e quel piccolo sprazzo di natura mi son piaciuti, non so perchè. 🙂

      • Ciao Giovanni, capisco perfettamente il fascino dell’orto. Se dovesse capitarti, leggi “Al giardino non l’ho detto” di Pia Pera. Un libro semplice, scritto da una persona affetta da una grave malattia (morta dopo la stesura del libro). Pia, oltre che scrittrice, era botanica e aveva un orto personale, che era anche un giardino. Il libro è un lungo addio al suo piccolo paradiso e in quelle pagine, mai strazianti, come si potrebbe pensare, c’è un dialogo interiore con le piante che continua ad accudire e a piantare come ha sempre fatto. Mi è piaciuto il concetto di disordine, perché la bellezza si nasconde nell’imperfezione che è perfetta a modo suo. Perdonami per questo lungo commento, che poco c’entra con il racconto. Il fascino che la natura esercita sulla sottoscritta a volte stupisce pure me 🙂 Grazie per il commento e l’apprezzamento.

    • Al di là del contenuto, perché ciascuno di noi ha interpretato il video a suo modo, volevo farti i complimenti. Trovo che sia un testo molto ben scritto.
      Un saluto 🙂

    • Le emozioni sono sempre difficili da descrivere e tu lo hai fatto benissimo, in questo breve racconto, ma molto intenso. Ho molto apprezzato l’atmosfera che hai creato, questo silenzio così ben descritto da pause, respiri, non respiri. Ciao Angela, complimenti! Bellissimo racconto di una tragedia che ha scosso tutti

Angela Catalini

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@angelacatalini

attivo 5 giorni, 4 ore fa
Scrittore Disinvolto