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  • Poco fa stavo buttando la pasta, Arrigo. Qui in cucina, come al solito. E mi sei venuto in mente tu. Neanche farlo apposta. Così ho lasciato tutto, fa niente se poi mi diventa colla! E ho deciso con urgenza di […]

  • La sua giacca aveva una cucitura profonda. Di un colore diverso: l’aveva comprata giusto per quello. Chi altri avrebbe accostato un filo arancione sul rosso della stoffa? Rischiando che il particolare nemmeno si v […]

    • Ciao Cristina, il tuo racconto mi ha trasmesso un’infinita tristezza. Proprio perché a volte, nella vita reale, ci viene tolta quella ragione che sappiamo di avere a dispetto delle apparenze. Hai saputo comunicare tutta l’angoscia della protagonista, il suo disagio e coraggio nell’ “alzare la voce” cercando di rompere la timidezza: senza successo. Un racconto triste, perché specchio di una realtà che non ha età.

    • Cara Micol, io stessa non avrei saputo commentare meglio! Hai capito esattamente quello che intendevo. Soprattutto, le persone deboli o affette da qualche forma di disagio fisico o mentale, sono bersaglio continuo di mille angherie.
      Grazie per averlo letto. A presto 🙂

    • Grande Cristina! Tu non lo sai, ma la signora corpulenta io la conosco! Ne ho descritta una pari pari in una mia serie Edizioni Open. Ahahah.
      Bel racconto, semplice ma efficace. Spesso la cattiveria della gente sta nelle piccole cose.

      • Ciao Dario. Hai proprio ragione! Non si perde occasione per ingannare i più deboli. La “stazza” della protagonista doveva essere comparata a quella della guardarobiera. Altrimenti non avrei potuto essere credibile sullo scambio delle giacche. Quella con la cucitura era di qualità migliore e la tizia l’ha voluta per se’, reputando che Dora fosse una poveretta a cui nessuno avrebbe mai creduto. Bella combinazione che anche tu abbia descritto una signora corpulenta! Alla prossima e grazie per i tuoi commenti sempre graditi e preziosi.

    • Ciao Cristina, in questo bel racconto la cosa che più mi ha colpito è proprio la zero considerazione data a Dora da parte degli altri, nonostante il coraggio di andare oltre la timidezza. A volte si rinuncia a dibattere contro i prepotenti per non mettersi in guai peggiori, ritirandosi nonostante si ha piena ragione, e a me è capitato spesso in gioventù, ma Dora viene addirittura presa per matta! Hai ritratto con perfetta semplicità un triste angolo non solo della realtà, ma anche di quanto possa essere meschino il genere umano. Brava davvero😁!

      • Ciao Antonino. Grazie per averlo letto e per il tuo commento. Sono partita dall’idea che la gente approfitta quando vede qualcuno disagiato. Perché sa che tanti non si può difendere. Gran brutta cosa.
        Un saluto 🙂

    • Un racconto semplice che però bada a tutti i dettagli giusti per immergerti nella lettura, lo stile è asciutto e non lascia spazio a fraintendimenti e voli pindarici. I personaggi hanno poche battute ma riescono comunque ad apparire tridimensionali, non ho notato errori di battitura o altro, direi che è proprio venuto bene!

  • La chiamata arrivò alle 6,30, giusto mezz’ora prima del cambio turno, mentre Bonelli e Annelise erano seduti al tavolino di un locale notturno, a mangiare brioches e bere cappuccino. Vestiti in borghese, per no […]

    • Ciao Cristina, hai dato un sapore leggero a questo racconto poliziesco, facendomi persino ridere, nonostante non ci sia nulla di divertente in ragazzini con le mazze… ma il finale mi ha lasciato la curiosità di sapere se riusciranno a prendere sta Serena Calabresi… lo sapremo mai? Comunque bel lab, ben scritto come al solito!!

      • Ciao Antonino, grazie. Lavoravo da un po’ a questa storia, ma mi ero “incartata” da sola, perché ne avevo fatto una specie di dramma familiare. E poi, non sapevo più come concludere, perché i personaggi erano pochi e il colpevole troppo evidente. Mi sono accorta che creando un “poliziesco”, come hai detto tu, la storia potrebbe avere un senso. Ci lavorerò a questo duo di agenti, Bonelli e Annelise. Anche tu mi hai fatto ridere, comunque, col tuo commento. Buona giornata 🙂

    • È nato un duo.
      Scrivere polizieschi non è affatto facile, bravissima.
      Fossi in te mi cimenterei nel seguito: sai mai sollecitassi la curiosità di qualche produttore tv?
      😁

    • Ciao Cristina. Che “amorevoli” questi ragazzini armati di mazze! 🙂 Librick molto scorrevole e ben scritto: che la coppia Bonelli-Annalise tornerà? Buona prova lab, è sempre un piacere leggerti. Alla prossima!

      • Grazie Giuseppe. In origine (perché pensavo ingenuamente di scrivere un breve romanzo) Annelise era la moglie cornuta di quello che è fuggito con la Calabresi e Bonelli un hacker ingaggiato dal di lui padre facoltoso per sventare la truffa e rintracciare i due. Poi, per questo Lab, mi è venuto in mente di farne due poliziotti. E ho creato l’episodio della mazza. Lo so, è incompiuto, ma mi fa piacere che ti abbia divertito. Un saluto.

    • Ciao Christina, ti dirò che la versione moglie cornuta hacker non mi dispiaceva 😁. Hai fatto bene a riprendere i personaggi e la storia da una diversa angolazione, ma, miseriaccia, mi lascerai sempre con la curiosità di sapere cosa sarebbe accaduto nell’altra dimensione 😊

      • Ciao Micol. Era proprio una cosa seria, l’altra versione. Nel senso che stavo scrivendo un romanzo (convinta 😂). Ma dopo aver pensato di far morire ammazzati la Calabresi con l’amante finto rapito, ho realizzato di avere messo in scena pochi personaggi e l’identità dell’assassino sarebbe stata davvero banale. Forse coi due poliziotti creerei il giusto distacco e non sarebbe più un dramma familiare. Grazie per averlo letto. A presto.

      • Che dirti? Sti due poliziotti molto eterogenei sono piaciuti anche a me e sono curiosa di sapere come continua la storia.

    • Bella coppia, veramente. L’idea di farne un romanzo breve potrebbe funzionare, quindi non abbandonarla. Il racconto in sé risulta simpatico, si lascia leggere volentieri. Come tu certamente sai, il fatto che sia tronco mi rende difficile dare un giudizio. Vabbè, che scrivi bene te l’ho detto un sacco di volte; la tua prosa non delude mai.😊

    • Ciao Cristina,
      divertente la poliziotta minuta e tosta che in qualche modo “salva” il collega più intraprendente sparando in aria. Ma poi i ragazzi sfatti come cachi mi ha fatto morire 😂 brava!

    • Ciao Cristina, mi è piciuto molto questo librick dal tono noir e poliziesco, hai centrato in pieno il fulcro del lab di giugno! Complimenti! A “erano sfatti come cachi” ho iniziato a ridere da sola come una cretina, sei divertente! Però la curiosità di sapere se prima o poi riusciranno a trovare la tizia me l’hai lasciata… Ci dobbiamo aspettare un seguito? Io, nel dubbio, resto in attesa 🙂

  • Dormi papà, che sei stanco. Mio fratello ti ha tenuto sveglio tutta la notte, con quei dentini malefici che spuntano. La mamma ha fatto il possibile per calmarlo, ma il vero “leone” di casa sei tu.
    Lavori un sacco […]

    • Ciao Cristina, è una bella dedica alla figura paterna, in cui, da figlio, mi sono identificato, in ogni situazione da te descritta, proveniendo da una famiglia povera, mi hai fatto tornare in mente tutte le difficoltà ma anche tutti i momenti in cui ci siamo rialzati… Grazie…

      • Ciao Antonino. Grazie. Ti ho risposto, ma il commento non è stato visualizzato sotto al tuo. Grazie.

      • Mi fa piacere che ti sia piaciuto, Antonino. Questo bambino a volte parla forbito, lo so, ma ho accettato il consiglio di un’amica. E cioè che bisogna smetterla di far parlare i bambini in letteratura come fossero dei deficienti. Spero solo di essere risultata credibile. Un saluto.

      • Assolutamente Cristina, hai ragione! I bimbi sono dei piccoli adulti!!

    • Ciao Cristina,
      bello questo tuo racconto epistolare. Avrei voluto un papà come lo hai descritto tu, ma grazie al cielo adesso ho mio marito che è amato da nostra figlia proprio come il grande uomo del tuo racconto. Un abbraccio ad occhi umidi 🙂

    • Ciao Cristina.
      In una realtà che chiede soltanto, è emozionante sentire la voce di un bambino che ringrazia il suo papà per tutto quello che fa. È l’amore incondizionato che parla e, da papà, posso solo sognare di essere il supereroe del mio bimbo.
      Grazie anche per questo.
      Brava!

    • Ciao Cristina, il tuo racconto mi ha riempito il cuore di tenerezza. Bellissimo il pensiero di questo bimbo innocente che non ha ceduto ai falsi lustri portati dal denaro. Il rapporto che lega un figlio ad un padre (normalmente, nel mio caso mi accodo a Isabella) è magia: l’ho vissuto guardando quello che mia figlia ha intessuto con il suo. Mi hai portato alla mente bei ricordi, fatto vivere un momento malinconico e al tempo stesso felice.

    • Ciao Cristina, e come il solito complimenti. Il tuo racconto, visto con occhi da padre (anche se di due femmine), è riuscito ad emozionarmi, anche se il bambino mi è parso un po’ troppo “libro cuore”. Ma l’aspetto che mi ha veramente colpito, è lo stile! Sembra proprio che sia stato un fanciullo a scrivere questo racconto, quindi ti rinnovo i miei complimenti.

    • Mi fa piacere che ti sia piaciuto, Antonino. Questo bambino a volte parla forbito, lo so, ma ho accettato il consiglio di un’amica. E cioè che bisogna smetterla di far parlare i bambini in letteratura come fossero dei deficienti. Spero solo di essere risultata credibile. Un saluto.

    • Molto toccante e scritto veramente bene. Mi piace 😊

    • Questo librick ha avuto la grande forza di addolcirmi il cuore: tenero, emozionante… uno scrigno colmo di significati profondi. Quello che ho gradito molto, a livello narrativo, è la voce “interiore” del bambino: piccolo, sì, ma solo in parte. La grandezza d’animo conta di più, sempre.

    • Di una brevità necessaria per essere così toccante e pieno, nelle storie ti confermi sempre bravissima e sempre davvero, @cristinabiolcati, è un piacere leggerti!

  • C’e un gioco che amo fare. Nelle situazioni più impensate, mi guardo dall’alto e provo a immaginare cosa la gente pensi di me. Mi estraneo dalla scena, per assistervi in qualità di spettatore.
    Tanto più che st […]

    • Ciao Cristina,
      bella l’idea del capovolgimento del punto di vista e dell’alibi per un misfatto. Originale!! Brava 😀

      • Ciao Isabella,
        ti ringrazio. Non so cosa mi sia preso, ma a me ha ispirato quel biondino lì a fianco, dall’aria indecifrabile 😀 😀 😀
        Alla prossima.

    • Cristina, la tua idea è stata geniale, ma anche piena di attualità, visto che le contese tra vicini, purtroppo, spesso finiscono nel sangue… ottimo lab!!

    • Molto carina. Bella l’idea dell’alibi. Visto quello che il vicino gli ha fatto peggio per lui !

      • Grazie Silvia. Eh… in effetti, il personaggio mi è uscito meno negativo di quanto pensassi. Un saluto.

    • Bravissima Cristina! Ma questo lo sapevo già. In questo racconto hai saputo dar vita alla follia calma di un uomo comune.

    • Spettacolo di racconto. L’ho adorato. Mi piace tantissimo come utilizzi una scena comune per raccontarne un’altra molto più crudele.
      E che dire della vendetta, con quell’unica importante richiesta? Solo che amo molto più i cani che gli umani, quindi…
      Brava.
      Alla prossima lettura.

    • Bellissimo racconto, hai saputo dare a un lab difficile una svolta del tutto originale. Ottimo il cambio di prospettiva, il tono dark, ma non troppo, ha saputo valorizzare una storia di “quotidiana” realtà.

    • Ciao Cristina e complimenti per questo racconto molto originale, contenitore di significati che hai saputo condensare in poche righe. Il risvolto alla John Wick poi mi ha entusiasmato tantissimo. Modo di interpretare il lab riuscitissimo. 🙂

  • Cleopatra, Poppea, Paolina Bonaparte. Cos’hanno in comune queste tre figure femminili della storia? Pare facessero tutte il bagno nel latte d’asina, elisir dalle mille proprietà cosmetiche e curative. Ora, dett […]

  • Ciao Daniele, sono la mamma. Sono venuta per dirti di non angustiarti per ciò che è successo l’altro giorno. Porto incisa qui ogni singola traccia di te, nella mente, e non c’è alcun pericolo che io me ne possa […]

    • Ciao Cristina! Hai interpretato il video in modo originale, con uno stile di scrittura un po’ diverso dal tuo solito. Una storia tenera e delicata.🙂

    • Solo una parola: toccante.

    • Ho letto il tuo racconto, mi ha veramente commosso. Io poi, che ho nella memoria esterna tutti i momenti di mia figlia, ne morirei se mi succedesse una cosa simile. Grazie al tuo racconto ho capito quanto è importante tenere da conto i ricordi, senza darli per scontati. Grazie e brava…

      • Mettere al sicuro i ricordi è la cosa migliore da fare. Un saluto, Isabella, e grazie per avere letto e commentato il mio racconto.

    • Una piccola parentesi meravigliosa.
      Complimenti!
      S.

    • Ciao Cristina, che posso dire? Ho letto il tuo racconto ora, dopo aver pubblicato il mio. Credo che le nostre menti si siano perse nell’identico percorso, letteralmente, ma è bello vedere come i punti di vista possano essere diversi. La tua è una madre serena, coraggiosa. La perdita è grande, l’hai saputa rendere con quel velo di dolcezza che a me manca.

    • Molto, molto bello. Mi piace la frase conclusiva, sembra proprio una cosa che una madre direbbe e mi ha emozionato nel profondo. 🙂

    • Un LibriCK difficile da mandare giù, l’ho letto trattenendo la commozione. Brava, ma per compensare la prossima volta dovrai farmi sorridere 🙂

    • La tua è proprio un’ottima “penna”, una di quelle che sa il fatto suo… capace di emozionare con delicatezza. I pensieri della madre risultano veri, palpabili, reali come l’amore per il proprio figlio. Sinceri complimenti! 🙂

  • Il profilo di Cristina Biolcati è stato aggiornato 5 mesi, 2 settimane fa

  • La ragazza è bruna, coi capelli lunghi e ricci. Le sue labbra sono carnose e, in cuor mio, spero tanto che abbia origini mediorientali, che allora quello che ho in testa viene meglio.
    Da tempo cercavo una donna […]

    • Stile a parte (scorrevole e piacevole, come sempre) l’interpretazione del Lab è stata suggestiva, con una letteratura che entra dentro se stessa, in cui il protagonista di uno scritto è egli stesso uno scrittore. Bella e maniacale l’idea della caccia al personaggio “ispiratore”.

      • Ciao Tiziano. Sì, infatti ho “giocato” sul fraintendimento iniziale. Non un maniaco, il mio narratore, bensì uno scrittore in cerca d’ispirazione. Che ti devo dire? Mi è venuto così 😀

    • Ciao Cristina, e ben ritrovata. Appena leggo il tuo nome su EDIZIONIOPEN mi fiondo a leggerti! Anche stavolta ci delizi con un racconto semplice, ma ben strutturato. Un inizio che lascia presagire qualcosa, invece…

      • Ciao Dario. E io, puntualmente, mi fiondo a leggere i tuoi commenti. Hai ragione. La semplicità di questa ragazza mi ha ispirato una storia piuttosto lineare. Ma si può sempre fare di meglio. Ne sono consapevole. Alla prossima.

    • Ciao Cristina, sei stata abile nel seminare il dubbio nel lettore. Chi diamine è l’osservatore esterno? Uno stolker? Un maniaco? Poi la scoperta: uno scrittore/trice. Ben congegnato, veloce e van scritto.

  • Quando sento quel che la gente pensa di me, sorrido. Con la mia bocca sghemba, atta a fagocitare tutto. Sospinta dalla corrente del golfo, mi scopro a scrutare con occhio vitreo la superficie dell’acqua che d […]

    • Interessante e ben scritto, anche se risente della mancanza di una componente narrativa.
      A rileggerci 🙂

      • Grazie Dario, per il tuo commento. Questo era un racconto più lungo (molto di più) che avevo scritto per un concorso. La tematica era una cosa tipo: si va via per ritornare. Purtroppo non ha vinto. Mi hanno detto che l’idea di far parlare uno squalo femmina era originale. Ma il racconto, a lungo andare, assumeva i toni del saggio. Allora io ho tolto tutti i pezzi “enciclopedici” e ho salvato quelli meno noiosi. Almeno, spero. Un saluto 🙂

    • I concorsi lasciano il tempo che trovano 😉
      Adoro il tuo stile, per me sei tra i migliori autori di EO.

    • Ciao Cristina, devi sapere che vado matto per gli squali bianchi, davvero. Se n’è accorto perfino youtube, che ogni tanto si sente in dovere di suggerirmi filmati a base di pinne e denti aguzzi. Tolte le nozioni espresse per dar corpo al racconto, e restando al tema dell’allontanamento (e del ritorno), la metafora dello squalo calza a pennello. Vorrei aggiungere una considerazione personale, forse lievemente fuori tema: il vero allontanamento, quello che porta a cambiare profondamente, a cambiare prospettiva e modificare il proprio mondo, è un gesto forte, spesso senza ritorno; un salto nel buio, un percorso tutt’altro che comodo e non si sa se si avrà la possibilità di tornare indietro (penso a chi lascia il proprio lavoro, emigra, esce da una relazione, ecc.). Tutto sommato allo squalo va di lusso fare un giretto nei nostri mari per partorire e poi ritornare a casa. Ciao e a presto rileggerti.

      • Ciao Tiziano. Lieta che ci piacciano gli stessi argomenti. Sono sempre stata affascinata dallo squalo bianco. Fin da bambina. Forse perché siamo attratti da quello che ci fa paura. Il tuo commento mi fa sorridere: mi sa che hai ragione.
        A questo squalo non è poi andata male! Grazie per il tuo intervento.
        Alla prossima.

    • A differenza di Tiziano, a me gli squali bianchi terrorizzano… Ma non è che mi terrorizzano se ne vedo uno dal vivo, mi terrorizzano e basta! Quindi dopo averti letto, sono terrorizzato… L immagine dei cerchi sempre più stretti intorno alla vittima mi ha fatto guardare intorno (sia mai quegli aggeggi abbiano imparato a nuotare anche Nell aria) e ora affronterò la giornata pensando che il mio corpo la prossima estate non avrà così bisogno del mare. Quindi se l intenzione del tuo racconto era terrorizzarmi, ci sei riuscita perfettamente!! Apparte gli scherzi il racconto è fluido e l idea delle riflessioni introspettivo di uno squalo bianco è molto carina. Brava! Alla prossima lettura

  • «Tirate in parte, che adess el riva.»
    Ma Luchino è troppo piccolo, lui non sa.
    Il padre lo toglie dalla porta, dalla quale giungono gli spifferi, e lo deposita sulla paglia.
    Il tempo, nelle ultime ore, è cam […]

    • Bel racconto della provincia.. mi piace l’atmosfera, mi piace il freddo fuori ed il caldo dentro, mi piace la semplicità delle vite raccontate e mi piacciono le intrusioni del dialetto nelle conversazioni.
      Altri tempi quelli… forse non ci sono più e questo lascia sempre l’amaro in bocca.
      Alla prossima lettura.

    • Mi piace, ho rivisto alcuni personaggi tipici i determinati luoghi, è sempre un piacere leggerti, in queste storie così umane e vere!

    • Mi hai emozionato, forse perché sono nato e cresciuto in una cascina e mi sono visto in questa storia. Sempre eccellente il tuo stile.🙂

  • Andai a pesca e l’ombra che vidi riflessa nell’acqua non mi piacque neanche un po’. Allora cercai di analizzare da cosa potesse essere dipeso. Forse dal fatto che ero sempre stato un marito fedifrago e un padre […]

    • Una giustizia muta e silenziosa ma immanente. Nelle mani di qualcuno che rimane a sua volta impunito (forse). Ma tanto si è giusto quel che si semina e almeno di fronte a ciò (meno male) siamo tutti uguali. Mi è piaciuto lo stacco piuttosto crudo tra le riflessioni e gli avvenimenti. Tagliente come l’arma del delitto.

    • Ho sempre apprezzato gli antieroi. Le lucide riflessioni del protagonista, la sua follia nascosta. Un figlio della società moderna, che prova quasi sollievo in una miserevole fine. Bravissima, Cristina.

    • Mi piace tantissimo come giochi sul concetto i acqua specchio e riflesso e poi ombra che estendi come moralità di vita, il finale colpisce e a mio avviso è scritto davvero bene… BRAVISSIMA!!!

  • «Ti aspettavo. Vieni dentro.»”Inadeguato. Tanto da strisciare lungo il muro.”«Ti vedo. Sei lì. Coraggio, entra.»”Impavido. Tanto da non provare più niente. Niente.”«Vuoi toglierti il cappotto? Avanti, mettil […]

  • “Sempre le stesse cose. Possibile che sua moglie fosse così poco stimolante? Così oppressiva e svilente? Che vita grama, per non dire altro.”

    Mario fingeva di ascoltarla, mentre lei, dal bagno e con l’acq […]

  • Non che io possa dire di essere stata mai troppo audace. A dispetto del mio nome, furba sì, ma con le dovute accortezze. Mai troppo vicina, così da non cadere nella trappola. Eppure adesso lo percorro tutto, q […]

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