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  • Ultimo episodio
    La mattina seguente, Marco Reo si alzò tutto indolenzito: aveva dormito per terra. Trovò la Ford sistemata a dovere, luccicante di sole. Controllò l’orologio e si accorse che mancavano pochi minu […]

    • Cavolo, Dario, hai chiuso proprio in bellezza! Credevo che in un unico episodio, non saresti riuscito a chiudere il cerchio in modo adeguato e, invece, ci sei riuscito alla grande! L’idea del nome, pur quanto banale, di certo mi ha spiazzato e non ci avevo proprio pensato. Grande episodio, bravo!

    • Ciao Dario, ho riletto il tuo racconto più volte cercando il bandolo della matassa. Forse una che esiste solo nel mio cervello.
      Marco Reo ha “donato” il suo nome, indi per cui… chi è ad aver scritto i racconti su EO? Lo smilzo, o il grassone? 😀 😀 😀

      • Silenzio, Micol!😁 Nessuno deve scoprire il segreto di Marco (?)😂
        La Strada è golosa di anime e carne…Ahahah (risata diabolica. )
        Scherzi a parte, grazie per il sostegno. Un saluto.🙂

    • Silenzio, Micol!😁 Nessuno deve scoprire il segreto di Marco (?)😂
      La Strada è golosa di anime e carne…Ahahah (risata diabolica. )
      Scherzi a parte, grazie per il sostegno. Un saluto.🙂

    • Degna conclusione di una serie breve ma assolutamente intensa.
      Finale particolare che spiazza e completa la follia che ha sempre pervaso gli episodi.
      Come sempre complimenti Dario.
      Alla prossima lettura…

      • Raffaele, ho sempre fatto dell’originalità il mio marchio di fabbrica. 😃
        Grazie per aver seguito questa serie, nonostante i suoi difetti.

    • Wooow bello, l’espediente del nome non me lo aspettavo neppure io e per questo non credo possa definirsi banale. Complimenti per aver condensato in pochi episodi una storia così intrigante.
      Il bello di certi racconti è che lascino il lettore con un sacco di domande così da poter fantasticare e immaginare gli scenari possibili.
      +

      • Ciao Alessandro, per me il lettore deve divenire parte della storia; essa non muore, ma continua a vivere nella sua fantasia. Per quanto riguarda il finale, c’è qualcosa di peggio di rinunciare a ciò che ci rende unici?

    • Ciao Dario, in effetti era l’unica cosa che poteva donare colui che un tempo si chiamava Marco Reo… In fondo, l’anima sarebbe stata troppo banale. Che poi, entrando nell’Eden, siamo sicuri che la sua anima sia in salvo? Con te non si può mai sapere😂! Che dire, un racconto folle, bello, piacevole, nonostante la tua solita crudezza, sempre accattivante. Il prezzo da pagare per aspirare alla felicità eterna (?) è sempre alto, e penso che il prezzo pagato da Marco sia elevato in fondo, quella parolina racchiude ciò che siamo… Però mi sembrava soddisfatto! Ma a questo punto, chi è il Marco Reo che scrive? Salutamelo, ovunque egli sia😂😂😂! Un caro saluto!

      • Tonino, hai capito? In realtà Marco Reo non esiste! Ahahahah
        Hai proprio ragione, quella parolina racchiude ciò che siamo.
        Prezzo più alto non poteva pagare.

    • Questo è il folle Dario che conosco, e da oggi conosco qualcosa in più anche del suo amico Marco Reo (ormai, l’amico di molti, qui su EO). Storia avvincente e fantasiosa, bello e originale l’espediente del nome. Alla prossima Serie pazzoide!

    • «Il mio nome! La mia offerta è il mio nome!»… e che cosa posso dirti?? GENIO!
      Andare al di là dell’anima, del concetto di anima in quanto essenza/presenza metafisica, per sfociare nel concetto di identità: ciò che siamo è la nostra mente, i nostri ricordi, i vissuti. Tolti questi, privati dalla possibilità della reminiscenza, dell’unico strumento che abbiamo per poterci definire esseri pensanti nel tempo e nello spazio… cosa siamo? Cosa ci rimane? Dove andremo a finire? In qualche bianco Eden più sconfinato e terrificante del buio più buio?
      Sullo stile… sai bene quanto mi piace il tuo, soprattutto perché lo ritrovo coerente: passato, presente o futuro che sia!
      Grande prova, non deludi mai. Complimenti! 🙂

  • Ripercorrere la statale 33 a ritroso avrebbe dovuto essere la cosa più semplice del mondo; bastava andare sempre dritto. Ma nell’oscurità che aveva spanso le sue ombre compatte, nulla poteva dirsi certo. Un ru […]

    • Episodio che sancisce definitivamente la follia… Uno smilzo che improvvisamente si dimostra per quello che è: un feroce assassino motivato da un assurdo mistero che ancora non si palesa…
      Attendo l’ultimo episodio!!
      Alla prossima lettura…

      • Le ragioni dello smilzo e del grassone si paleseranno nel prossimo episodio; chissà che ruolo giocherà Marco!

    • Eccolo qua il lato folle, emerso in tutto il suo splendore! 🙂
      Le descrizioni iniziali in questo episodio hanno richiamato alla mia mente, non so perché, “Notte senza fine” e “Una strada verso il nulla” di Dylan Dog. L’esposizione dello Smilzo è stata bella cruda, sentita. Spero che alla fine Rambo non abbia divorato gli occhi! Ahahahaha
      Chissà cosa succederà nel prossimo episodio. Si tratta dell’ultimo, se non erro? Curiosissimo! 🙂

      • Giuseppe! Menomale che ci sei tu, sempre pronto a darmi la forza. Quando mi sfiora l’idea di lasciar perdere, quando mi convinco di non avere nessun talento, ecco che puntuale arriva un tuo commento (scusa la rima).
        Grazie, amico.😊

    • Fantastico Dario! La furia omicida dello smilzo mi ha tenuto incollato. Inoltre adoro il suo linguaggio, lo caratterizza a meraviglia. Aspetto prossimo episodio!

      • Forte lo smilzo, vero boss?😃
        Nonostante abbia dato voce a un sacco di personaggi uno più folle dell’altro, il suo monologo rimane tra i miei preferiti. Comunque anche il grassone non sarà da meno…

    • Ciao Dario, oramai ho imparato a conoscere e amare i tuoi “angelici” personaggi 😀
      Sono curiosa del ruolo che avrà in tutto questo Marco, ma, soprattutto, di sapere se mai riuscirà più a scrivere qualcosa qui su Open. Attendo di conoscere la fine di questo “agnello sacrificale”, non so perché ma la sensazione è quella.

    • Finalmente è uscita questa tanta nominata e attesa follia! E devo dire, che è stata un’entrata trionfale! Dovrai giocarti il tutto per tutto, se il prossimo sarà l’ultimo episodio… Ancora non riesco a immaginare quale sarà e se ci sarà, il motivo che spingerà Marco a far parte del “club”.

    • Ciao Dario, la tua maestria nel mostrare il lato oscuro della razza umana ormai è proverbiale😁, il monologo dello smilzo è certamente tra i più folli del tuo repertorio. A questo punto, lo smilzo ha mantenuto davvero un pizzico della sua umanità? O c’è qualcosa dietro che ancora non sappiamo? Marco che scelta farà? Ma soprattutto, il grassone che sorprese mi riserverà? La curiosità è tanta, non mi resta che aspettare la follia finale 😎!

      • Tonino, mi sa che Marco potrà fare una sola scelta: sopravvivere!😂
        Naturalmente porterà la sua offerta; credo che ti stupirà. Finora ho sempre regalato storie originali, e non intendo smentirmi.😉

    • Leggo dai commenti che c’è solamente un altro episodio e mi dispiace, devo dire che nonostante ti segua da poco il tuo modo di scrivere mi ha molto coinvolto.
      Al prosismo episodio

  • Il culo del grassone, malamente sistemato sul sedile della moto, strabordava in ogni dove e il compagno doveva faticare per non perdere il controllo del mezzo. Marco Reo, alla guida della Ford, li seguiva […]

    • Ho sempre pensato che Marco Reo fosse un po’ pazzo. Ora capisco che è solo stato segnato da un passato turbolento, in cui ha dovuto confrontarsi con personaggi molto peggiori di lui. Forza Marco! Chissà quale sarà la sua moneta di scambio, dovremo aspettare fino a giovedì per scoprirlo. Pazienza.

    • La moneta di scambio? Vedrai il colpo di genio made in Pezzotti!😃
      Ciao boss.😉

    • Ciao Dario, sarà davvero il Paradiso quello che attende Marco? Conoscendoti, ne dubito fortemente 😀
      L’anima come moneta di scambio? No, troppo semplice. Attendo Santo Stefano per la rivelazione!

      • Ciao Micol, purtroppo per la rivelazione dovrai attendere il quarto episodio. Comunque nel prossimo c’è una delle “scene” che preferisco”😉 Folliaaa

    • Tutta quella parte sul finale mi sa tanto di insana follia, non è vero? 🙂 Città in cui scorrono fiumi limpidi, gioie promesse… uhm… c’è già qualcosa che non va! E cosa avrà da offrire il nostro epico Marco? Penny? Grande Dario, attendo (al quadrato) il prossimo episodio! 🙂

    • Anche questo episodio mi ha catturato, bravo Dario. Ma, non dirmi che Marco cederà la sua ford? Ahahaha
      “Ci vediamo” alla prossima.

    • In questo nuovo episodio, inizia a delinearsi un bel pò di follia… ho paura che bisogna iniziare a predisporre la mente a recepire cose che non è abituata ad accettare e concepire…
      Alla prossima lettura…

      • Raffaele, grazie per l’interesse che stai dimostrando nei confronti di questa serie. A causa di un progetto a cui sto lavorando, mi sono trovato costretto a interrompere la mia serie principale “Helena Everblue .”
        La strada nel nulla è una storia che scrissi due anni fa, e per questo potrebbe avere delle imperfezioni. È il mio modo per scusarmi con tutti voi, amici openiani: per un po’ non avrò storie nuove da proporvi. Godetevi Marco Reo, lo smilzo e pure il grassone…e buona follia!😃

    • Ciao Dario, c’è sempre un prezzo da pagare eh😁😁😁? Ottenere ciò che si desidera intimamente sacrificando ciò che si ha, e in fondo, nel nostro essere-qui-ora tutti noi possediamo qualcosa che nulla ha a che fare col denaro o la materialità… Chissà dove ci condurrai, mai fidarsi delle apparenze, e di questo luogo così affascinante non c’è da fidarsi… Di te (come oscuro cantastorie eh😅) non c’è da fidarsi🤣🤣🤣! Comunque è impossibile non identificarsi nella situazione di Marco… Chiunque tornerebbe dai due, e io lo seguirò con piacere😁! Un brindisi folle a te, caro Dario, alla prossima!

      • Tonino, grazie per le lodi (assolutamente immeritate.)
        Sì, ogni cosa ha il suo prezzo che, alla fine, dovrà essere saldato.😉

    • Decisamente intrigante, vado subito al prossimo episodio

  • Contratto scaduto, arrivederci e grazie.Il periodo di prova durava un mese e a quest’oggi riteniamo che lei non abbia i requisiti necessari. E no, borioso bastardo. Arrivederci un corno.Marco Reo sfrecciava su […]

    • Nella costellazione di soggetti che affollano la mente di Dario, spicca Marco Reo, e trovo confortante trovarlo in gran forma, stavolta nei panno di personaggio anziché in quelli di scrittore/alter ego. Ci sono stati tre o quattro passaggi in cui sono scoppiato a ridere, peccato non poterteli segnalare in modo facile (sarebbe bello creare una funzione per questo scopo), mi militerò a dire che quando la tua prosa si concede del turpiloquio, beh, salto per aria, mi piace troppo. Non mi aspettavo addirittura una Serie, wow! Grazie per questa lettura così piacevole e in attesa che la follia si manifesti pienamente – senza follia non sarebbe una storia di Dario – aspetto i prossimi episodi. Ciao!

    • Ciao Dario! Volevo dire… Ciao Marco! Beh, insomma, Ciao a tutti e due! 😀
      Felicissima di questa nuova serie, mi ero già immaginata a piangere sul tuo profilo autore su Open come una prefica. Detto questo, sono felice di conoscere il “vero”, forse, Marco Reo. Le ombre si addensano già dal primo episodio e sono curiosa di comprendere le intenzione dei due “compari” incontrati per strada. Mi hanno ricordato il gatto e la volpe, vedremo se il povero Marco subirà la sorte del povero Pinocchio.

      • Micol, non avrei mai pensato che un mio racconto vecchio potesse scatenare tutto questo interesse (anche se un po’ lo speravo).
        Comunque il gatto e la volpe sono due santi paragonati allo smilzo e al grassone, leggerai…😂

    • Ciao Dario, è la prima volta che leggo qualcosa di tuo e mi sei piaciuto. Bravo, bella storia e sicuramente seguirò tutta la serie. Una cosa però mi è stonata, descrivendo l’ambiente con quel lungo rettilineo, ecc. credevo che ci trovassimo negli Stati Uniti, invece la velocità in chilometri orari e le 20€ mi hanno fatto ricredere. Quindi, dove siamo? Ci “vediamo” il 19.

      • Ciao Ivan, mi conosci attraverso un racconto che scrissi tempo fa. In questo momento sono in pausa su Edizioni Open, quindi ho deciso di regalarvi questa storia che custodivo nel cassetto. Il luogo in cui si svolge la vicenda è assolutamente immaginario e, visto la connotazione horror del racconto, forse è meglio così.😉

    • Dario, ho un appunto da farti, unica nota negativa nel tuo racconto peraltro ottimo come tutti i tuoi scritti.
      Dico… a me sembra inadeguato e vagamente offensivo il fatto di dover aspettare fino al 19 per il secondo episodio!! Già siamo stressati dalla corsa ai regali del menga, almeno tu non farci soffrire, no?? 😉
      Alla prossima lettura…

    • L’unico consiglio che posso dare a quel tizio dal gargarozzo avido è quello che non è mai bene accettare l’invito di una cornacchia. Non mi esprimerò oltre questo. Aspetto con ansia la prossima tappa di questa bizzarra e vagamente Collodica vicenda on the road.

    • Ciao Dario, ora ne so di più del mitico Marco Reo, chissà che trauma avrà subito con queste due versioni “oscure” del gatto e la volpe😂😂😂, un bel primo episodio (il turpiloquio è fantastico) e di certo non rimarrò deluso dal seguito… una nuova discesa agl’inferi😱😱😱! Al 19 allora, un caro saluto😁!

    • Ciao Dario! Ah sì? Iniziamo subito con la sorpresona “Marco Reo”? Perfetto! Mi è sembrato di capire che si tratta di una storia “vecchia”, una delle prime che la tua mente folle ha creato, eppure ho riconosciuto il tuo stile. Fantastico! Parlando della serie, non posso ancora pronunciarmi sulla trama e sui personaggi in gioco… ancora ho troppe poche informazioni e con te non si sa mai dove si va a parare! 🙂 Quindi aspetto con trepidante attesa il seguito… sicuro che ci aspetterà qualcosa di folle… qualcosa di tuo, insomma! 🙂

      • Sì, Giuseppe, si tratta di una storia vecchia. Nonostante ciò, sono convinto che resti una delle migliori che abbia mai concepito. Ricordo che l’ispirazione nacque durante un viaggio in macchina. Sarà una serie breve, quattro episodi carichi di follia che vogliono essere il mio “regalo” di Natale per tutti voi (vabbè che sono ateo, ma questo é un altro discorso. 😅)
        Dimmi caro Giuseppe, cosa saresti disposto ad offrire per un posto in paradiso? 😁

    • Questo brano è la prima tua cosa che leggo, è solo l’inizio ma l’invito è succulento. Sono curioso di proseguire. A presto

  • Atto iniziale
    Quella sera Rose si dedicò a sistemare la stanza da letto; candele e petali rossi sparsi tra le coperte, a coprire i cuscini come macchie purpuree. Avvolse l’esile corpo nella seta di un abito di ve […]

    • Un vero dramma fantascientifico, struggente e crudele come certe scelte irreversibili. In questo genere di trama spesso trova spazio una società intrusiva che decide della vita e della morte delle persone, considerante come semplici mezzi impersonali. Poco possono l’umanità e i sentimenti di Johnny, contro il sistema si è impotenti. Riguardo al Lab, anche se l’impatto non si vede, trovo molto elegante e sottile il riferimento all’asteroide come causa scatenante dell’esodo dalla Terra.

      • Tiziano, che bello leggere un tuo commento! Hai ragione, questo racconto è di una tristezza infinita; una tristezza che si apre totalmente solo a chi sa cogliere il vero senso del finale. Non ho voluto essere troppo esplicito, ma so che i lettori attenti capiranno. Forse una delle storie più dolorose che abbia mai scritto (ma mi auguro che possa comunque piacere.)

    • Ciao Dario, sono felice che tu abbia potuto postare la tua personale versione de “La fine del Mondo” 😀 Un racconto che ho trovato tutto sommato nelle corde del Dario meno oscuro, ti avevo già letto in questa veste e non posso che confermare che te la cavi egregiamente a gestire anche la “luce” dentro di te. Che dire… hai messo in scena un dramma Titanico 😉

      • Carissima Micol, grazie come sempre. In realtà la luce non è che un’illusione, in questo racconto è l’oscurità a dominare; nell’invidia, nell’ingiustizia sociale, nell’amore che posto dinanzi a una prova si rivela meno saldo di quanto sembrasse. Poi c’è il finale, apparentemente aperto ma conclusivo.🙂

    • Ciao Dario, in questo racconto la poeticità s’incontra con la tua solita firma fatta di realtà oscura, capace di mettere a nudo gli aspetti più tetri dell’animo umano sotto vari punti di vista. Il sistema (sociale) ne è l’emblema, le sue scelte ignorano sentimenti e senso di giustizia, dove il suo cardine diventa “l’esclusione” di chi non è degno (o forse non serve), aspetti molto reali ed effettive della nostra società. Ma questa è solo una mia riflessione. Il “destino” di Rose era già segnato, e il -1 segnato dal sistema (impressione mia) coincide con la prima persona “inutile” a subire quel destino. Le altre sarebbero sopraggiunte con l’asteroide, inserito da te come sfondo per l’intera vicenda. Ineluttabilità di una grande ingiustizia che soffoca tristemente ogni vivo sentimento, e credo che Johnny non salirà mai nell’arca, e qui mi ricollego al titolo. Vivere l’amore per sempre nell’abbraccio della morte, o questo è quello che percepisco. Un racconto che mi ha stretto il cuore nella sua tristezza e crudezza, un lab che ammiro molto nella sua oscura amarezza. Bel lavoro Dario, il tuo Pezzotti Style ormai è un solido marchio di fabbrica identificabile a prima vista! Un abbraccio!

    • Allora… GENIO. Punto! 🙂
      Intanto permettimi di dirti, senza nulla togliere ai precedenti lab-librick letti, che questo è il lab più bello letto fino a ora. Non mi soffermo sulla struttura narrativa utilizzata – che risulta splendidamente fluida – e sullo stile adottato – volutamente semplice e straefficace al contesto -, per dirti che la forza di tale storia risiede nel fatto che NON HAI SVELATO nulla prima del gran finale. Cioè, hai disseminato qualche traccia per lasciar intendere al lettore che Rose sia incinta, ma non sei andato oltre. E hai fatto bene, per l’economia della trama e per l’effetto sorpresa sul finale che volevi dare. O almeno… uno degli effetti sorpresa. Passato il primo sgomento, hai tuffato il lettore in un secondo… quello truce, insensibile. Posso sbagliarmi, ma quel “-1” mi suona come un “allarme intruso”. L’arca della “speranza” ha individuato un intruso a bordo, un +1 che non può e non deve esistere. Per il sistema… o meglio… per il sistema nel sistema. D’altronde, un sistema bacato non può che originare un altro sistema bacato. Gli esseri umani selezionati in base a una votazione, in base a un numero, e non per morale, comportamento o ragione d’essere. Se ho carpito bene il secondo significato, il librick risulta crudo, sì, tagliente, spietato… ma altrettanto POTENTE! Una botta di “pensiamoci su un attimo… forse meritiamo l’estinzione?”

      • Giuseppe, tu conosci e comprendi il lavoro e la fatica che stanno dietro a un buon (spero) racconto. Come sempre la tua è un’analisi perfetta; lo dico sinceramente. Grazie.

    • Ciao Dario. Questo tuo Lab mi è piaciuto un sacco! Al di là della trama (sei sempre originale), trovo che tu abbia un modo davvero particolare di descrivere le situazioni. E sai essere divertente. Qui, per esempio, lei addirittura “assapora” il sudore di lui. Fantastico! Alla prossima 👍

      • Ciao Cristina. Il fatto che il mio sia uno stile riconoscibile mi rende felice. Poi un pizzico di allegria a smorzare un racconto drammatico non guasta.😊

    • Wow Dario, volevo leggere qualcosa di tuo e ho iniziato dal librick più recente che mi ha inglobato sull’arca in tempo zero! Il finale, rivelato semplicemente da un numero, è poi stato un colpo da maestro. Mi ha rapito tutto: lo stile narrativo, la terminologia, le figure, i contenuti. A questo punto non posso che dire “viva i folli!”

    • Che dire… hanno già detto tutto gli altri nei vari commenti. Il racconto è potente e incredibilmente struggente, con poche parole proietta il lettore verso un futuro apocalittico in cui sembra non esserci più alcuna speranza se non, forse, la più pura quella donata dall’amore. La narrativa è la tua, avvolge chi legge fino a quasi traumatizzarlo nel finale inaspettato.
      Complimenti… tanti complimenti.
      Alla prossima lettura

      • Ciao Raffaele, ti ringrazio per le (immeritate) lodi. Questo è un racconto tutt’altro che perfetto, e il fatto che sia piaciuto non può che farmi piacere.
        PS Aspetto di leggere un tuo nuovo racconto, visto che sei tra i migliori Autori EO.😊

    • Quello che mi è piaciuto di più in questo racconto è il plot twist finale: il colpo di scena che hai utilizzato per chiudere la storia. Complimenti!

  • Dopo l’autunno arriva l’inverno. Gipo sapeva che poteva durare molto a lungo, soprattutto nella valle. Sapeva anche che quell’anno sarebbe stato molto più rigido dell’anno precedente. Non malvagio, indiffer […]

    • Ciao Dario, giuro che durante l’ascesa aspettavo da un momento all’altro che Gipo tirasse fuori il coltellaccio per far fuori Anna. Il finale mi ha lasciato un retrogusto amaro e molto a cui pensare riguardo l’importanza del guscio che vestiamo. Non mi dilungo nel commento, perché non voglio “spoilerare” a chi lo leggerà nella home senza aver prima aperto il racconto. L’inverno è davvero duro, l’incidente aereo sulle Ande insegna.

      • Ciao Micol, avevo avvertito che per questo lab avrei scritto un racconto piuttosto crudo. Una storia che tenevo in serbo da un po’ di tempo. Sapevo che l’idea era buona quindi temevo che metterla su carta (schermo) l’avrebbe sminuita.
        Avevo anche detto che con questo lab avrei fatto sul serio, e io mantengo sempre le promesse. Ahahah (o almeno ci provo).

    • Breve e intenso, secondo me carico di significato.
      Complimenti!

    • Dario, non posso fare altro che complimentarmi con te, perché a tratti è un racconto commovente grazie alla tua prosa cruda, ma poetica. Un racconto significativo, ove tocchi davvero molte corde, col tuo solito incedere carico di oscurità. È una favola triste, anche per come è stata scritta, che in un certo senso, nella sua tristezza, fa il paio con il mio lab, se posso permettermi, anche se ovviamente sono diversi. Direi che hai mantenuto in pieno la tua promessa😁!

      • Grazie Antonino, il fatto più sconvolgente è che questa storia è basata su fatti reali. Quanto ho descritto era una pratica utilizzata dagli abitanti dei paesi che in passato restavano isolati per le abbondanti nevicate.

    • Una storia d’impatto, che ti lascia dentro un vuoto quasi incolmabile e al contempo un forte senso di consapevolezza. Descritto poi con un linguaggio veloce e crudo, così come deve essere, per far immergere ancor più il lettore e farlo sprofondare nelle riflessioni che hai sapientemente richiamato. Sul veicolare significati sei sempre un grande, complimenti!

      • Ancora una volta. Ricevere complimenti da parte tua è per me un grande onore. Soprattutto per questo racconto che, lasciami essere sincero, considero abbastanza buono. Grazie Giuseppe!😊

      • Ohhh, finalmente te lo sento dire! 🙂

    • All’inizio, con Gipo (i tuoi nomi sono forti!) pensavo di ridere. Ho creduto fosse una specie di favola. Ma lo sviluppo e il finale sono di una tristezza infinita. Povera bimba! Bravo Dario! Imprevedibile, oltre che inquietante, come sempre 👍

      • Carissima Cristina, Gipo è il diminutivo di Gianpaolo. Hai ragione, questa è una storia triste, un racconto che conservavo da più di due anni. Meditavo di mandarlo a qualche concorso (anche se non é che io sia tipo da concorsi) ma questo lab mi ha convinto a proporlo qui. Su questa piattaforma ho conosciuto persone meravigliose; mi trovo veramente bene, anche se a volte dovreste essere più severi con le critiche. Siete troppo buoni! 😊
        Spero che questo mio piccolo racconto sia piaciuto almeno un decimo di quanto è piaciuto a me.🙂

    • Ciao Dario.
      Mi è piaciuta l’atmosfera che hai creato e la preparazione al finale che non è stato per niente facile da accettare.
      Da lettore si rimane scossi e si resta nella storia per un po’,concordo con gli altri.
      Ma da autore, mi chiedo, cosa provavi quando lo scrivevi?
      Complimenti!

      • Ciao Fabio, diciamo che mi trovo abbastanza a mio agio con i racconti oscuri.😉
        A parte gli scherzi, l’ispirazione per questa storia è arrivata da un articolo letto non ricordo dove. Cosa ho provato scrivendola? La soddisfazione di aver dato vita a una buona storia…o così mi auguro.

    • Ciao Dario,
      sin dall’inizio ero partecipe all’angoscia del padre, mi sembrava di sentire come respirava il freddo, quel freddo che si è dovuto, per necessità, trasmettere a tutto il suo corpo, compreso il cuore. L’unico punto caldo del racconto è la piccola Anna, confido in un seguito che le risparmi questo dolore 😟

      • Questa è una storia triste, soprattutto perché drammaticamente plausibile. Del destino di Anna non mi è dato sapere, forse non sarà costretta a seguire le orme del padre. Chissà. Ciao Isabella.

    • A prescindere… se andrò in Valtellina… me magno le patate!!! Grande Dario.

      • Ciao Francesca! Io in Valtellina ci vado spesso…MAI a Tolisso, sia ben chiaro!😂
        Saranno stati minimo due anni che covavo questo racconto. Tiziano mi tira fuori un lab a tema morte nella neve, come avrei potuto rifiutarmi ? Alla fine ne é uscito un buon (spero) racconto. Ciauz!!!

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)

    Nell’eterno presente, l’eterno adesso, l’uomo nero osserva colui che gli sta di fronte, immerso in pensieri più scuri della sua stessa pelle.
    «Ci facciamo un altro g […]

    • Una volta hai detto che l’oblio e peggiore dell’Inferno (ricordo male?) e in questo racconto di chiusura ne dai la prova. L’ineluttabilità, l’angoscia, non del solo protagonista ma universale, esplode in una violenza al di là della violenza. Ecco, so di sicuro di non volere andare nel tuo inferno.

    • Hai ben sfruttato lo stordimento che prova una persona ubriaca, potenziandola col seme della follia, dell’incubo e della tua fantasia, la bottiglia che si svuota è l’anticamera dell’oblio, e riempie John con le sue macabre ondate. Avevi ragione: l’oblio e l’Abisso, che nulla distinguono, sono peggiori dell’inferno, ma in fondo, John lo meritava, certamente più di sua moglie, che non ha fatto nulla, almeno ai miei occhi… piccola miniserie, ma contenuti di ottima fattura… nella botte piccola… alla prossima follia Dario😁!

    • Scelta del titolo azzeccata: “L’abisso”. Perché di uno sprofondare negli abissi si parla, in quelli vuoti e colmi del nulla opprimente che tanto terrorizza. Gli stessi bicchieri di bourbon rappresentano una discesa (o salita) verso uno degli inferni più temuti: l’oblio. Ottima miniserie, Dario, piena zeppa di significati. Complimenti! 🙂

      • Carissimo Giuseppe, l’oblio terrorizza; essere dimenticati, cancellati come se non fossimo mai esistiti. E lo dico da ateo.
        Ricevere i tuoi commenti è un vero piacere.😊

    • Bellissima serie con un bel finale, davvero. Mi ha colpito molto. Follemente da brividi

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)
    John pensò e osservò, osservò e pensò. La testa gli girava incessantemente e dallo stomaco proveniva un gorgoglio fastidioso. Non avrebbe voluto pensare alla moglie, ma […]

    • Inizio a pensare che i due John siano in realtà persone diverse e che il “gioco” del nome sia stato creato per portare alla memoria la miserevole coppia. Ci spalanchi una mente disturbata come molte volte hai saputo fare, il confine fra umano e bestia che si nasconde in tutti noi. In questo senso, sì, il linguaggio è esplicito e non si nasconde nell’ombra del dire non dire. È una delle caratteristiche che apprezzo dei tuoi racconti. Il concetto del “sentirsi derisi” non è sottovalutato: credo sia una leva importante che può portare al delirio una mente instabile e una personalità insicura. Tutti, abbiamo avuto a che fare con questa sensazione e tutti, credo, avremo voluto dare un ceffone ad altri.

      • Micol, tutti abbiamo una zona d’ombra; nel caso di John é molto, molto oscura. Sì, i personaggi non sono legati all’altra mia serie, forse nemmeno l’uomo nero è Geremia…😅

    • Più che dalla Warner bros mi sembra una scena tratta da Grattachecca e Fighetto! (se frequenti i Simpson, sai chi sono). La follia si cela dietro ad un sorriso, un sorriso che rappresenta tutte le prese in giro subite. John, in fondo, con gli amici finge… mi avvio alla fine del tuo abisso…

    • Oscurità in ogni dove: nelle parole, negli sguardi, nei sorrisi… nella mente. La follia appartiene i personaggi, tutti i tuoi personaggi. Ti “appartiene” perché parte integrante del tuo stile 🙂 Mi avvio alla conclusione! 🙂

      • Diciamo che in questa serie l’alcol gioca un ruolo ben più importante che in Eterno oblio. John Ellen è forse il personaggio più odioso che abbia mai concepito.🙂

    • Mi innamorò sempre di più dei personaggi che offrì e che sai esporre in maniera idilliaca, nella tua contorta maniera XD

      • Grazie Daniele, in realtà questa è una delle prime storie che ho scritto quindi il fatto che piaccia è un sollievo.

    • Molto bello questo episodio, una vera discesa nell’ordinaria follia.
      Domani mi aspetta il finale, sono curiosissimo

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)
    Come diavolo era finito in quel posto?
    John Ellen continuava a guardarsi attorno nervosamente, tentando di mascherare il disagio che stava provando.
    Calmati John; hai […]

    • John non è nemmeno passato per il limbo, lo hai accompagnato direttamente all’inferno. Ricordavo Lady Mary meno zannuta, ma sono felice di trovarla in splendide forme. Il mistero si infittisce e, molto sinceramente, non sarei sorpresa se da qualche angolo se ne uscisse pure Mister B.

    • Micidiale questo episodio! Stai ritraendo un incubo maledetto in tutto il suo splendore, l’alcol è solo un veicolo, l’incubo di John è già insito in lui, doveva solo uscire fuori… bella lì Lady Mary, da morir da ridere😂😂!

    • Il linguaggio è il punto focale di questa serie, la centralità del tutto. Non il linguaggio dei personaggi, ma il tuo, quello della tua “penna”. Attraverso questo hai messo su un impianto narrativo che funziona: coerente nei personaggi, nei dialoghi e, soprattutto, nell’ambientazione. Una componente che mi affascina molto de “Il settimo bicchiere”.

    • Si vede proprio che questo genere di storia tocca le tue corde giuste. I dialoghi, lo stile, la caratterizzazione dei personaggi. Tutto si muove perfettamente in sinergia offrendo un ambientazione ben visibile nella mente del lettore. Sei grande ma ti odio lo stesso, perché so già che mi strizzerai il cuore XD

    • Caio DArio, piano piano sto entrando nel tuo mondo folle e ne sono affascinato, incubi da delirium tremens e mille domande che rendono la lettura veramente piacevole

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)
    «Senti, amico.»
    John Ellen finse di non udire e continuò a camminare.
    «Cazzo fai, amico? Voglio solo aiutarti!»
    «Lasciami in pace.»
    «Vedi che ho ragione? Tu hai bisogno […]

    • Ciao Dario. Avevo ricevuto la notifica ieri sera, ma ho preferito aspettare perché di solito disinnesco le bombe al mattino presto. Ti dirò, quello a “preoccuparmi” 😁 è stato l’avviso: Attenzione linguaggio e temi espliciti. Mi è tornato alla mente il CD dei Red Hot Chili Peppers, dove ho letto per la prima volta quel l’indicazione di salvaguardia.
      OK, a parte gli scherzi, ho avuto il piacere di incontrare John, effettivamente la sua storia non era nota. Confesso che mi sto ancora interrogando sul nome “John Ellen” (ricordando la controparte femminile nella serie forse parallela), ma con il tempo capito (spero). Proseguo lungo il cammino…

    • Ciao Dario, non sapevo che in quel bar ci fosse una drink card😂😂😂! Scherzi a parte, ricalca in pieno l’atmosfera vissuta ne “Eterno oblio” , ma stavolta hai calcato più la mano, più esplicito, anche se non di tanto. Già in questo episodio entri dentro nella mente del lettore, lo fai ammattire anche grazie alla stessa voce del narratore, quasi una macabra voce in ognuno di noi, una sorta di coscienza che martella. Al di là di dove ci condurrai, ci sarà certo da divertirsi e da riflettere😊!

      • Carissimo Antonino, ho scritto questo racconto prima di Eterno oblio. Se bastassero sette bicchieri di bourbon per dimenticare quel che fa soffrire, ne approfitteresti ?😁😉

    • Ciao Dario,
      intrigante come racconto. Esplicito, ma ci sta, l’ambientazione lo vuole e non stona con tutta la situazione infima che trascina il lettore in una conversazione ambigua. Bravo! 😊

      • Ciao Isabella! Tutte le mie storie, spogliate della componente oscura e folle, raccontano drammi e dolori molto reali. Anche questa miniserie non fa eccezione.😊

    • Chi poteva andare a scrivere all’inizio di un racconto “Attenzione linguaggio e temi espliciti”? Dario Pezzotti, chi altrimenti! Ahahahaha, fantastico! 🙂 Ti dirò, con l’ambientazione che hai messo sù questo tipo di linguaggio ci sta alla grande. A me è piaciuto. 🙂
      Quanto ho adorato il passo: “Ancora quell’insopportabile amico.”… quanto!
      Proseguo con la lettura. 🙂

    • Ecco, ora mi toccherà subirmi di nuovo le tue infamie. Tu essere immondo, non scrivi per piacere di farti leggere ma per sadismo mentre ci manipoliXD
      Cmq bella introduzione, anzi ti dirò questo stile sembra molto più idoneo alle contorte fantasie che giacciono nascoste nella tua testaXD

    • Eccomi qua con la mia seconda seria targata Dario Pezzotti.
      Devo dire che l’inizio è più che invitante, mi piace il Parental Advisor, che come succede nei dischi rende tutto più appetibile. Il titolo è azzeccato e fa già intendere che quell’uomo di colore celi qualcosa di mostruoso.
      Bravissimo Dario

  • Finale di stagione
    Il suo nome è Hugo, fiero abitante della zona bassa di Newcity. I suoi passi risuonano silenziosi nella notte, negli ultimi sprazzi di nero che precedono l’alba. Nella sua testa vorticano un tu […]

    • Ciao Dario, un finale che lascia porte spalancate al futuro. Come di consueto non hai paura a trattare temi “scomodi”, offrendoli al lettore con naturalezza. Sono dispiaciuta per Hugo, la morte non è mai dalla parte dei “buoni”. Non mi rimane che attendere le future avventure di Helena, sperando in una nuova fuga.

      • Ciao Micol, e grazie per il tuo graditissimo commento. In questa serie ho posto una serie di quesiti, sperando che il lettore si soffermi a riflettere. Come ho anticipato, nella seconda stagione tratterò il tema del viaggio. Abbiamo un intero mondo da esplorare!😉😊

    • Ciao Dario, è sempre un piacere per la mia mente leggere i tuoi racconti, questo è un degnissimo finale di stagione di una serie ben architettata, con vari colpi di scena, non ultimo la tragica fine di Hugo (sigh). A questo punto non ci resta che aspettare la prossima partenza verso nuovi folli capitoli, e chissà che fine farà Helena, tra le tue mani non è al sicuro, povera figliola!

    • Nooo, non può finire cosi. Maledetto! Ora come posso trattenere questa fame selvaggia di sapere?! Ti oooodio!
      Ps:Nel mio odio profondo ti faccio i complimenti per aver concluso (per adesso 😉 ) la serie in grande stile.

      • Ciao Daniele. In un tuo precedente commento avevi previsto il destino del povero Hugo. Dopo la pausa estiva, via con la seconda stagione!😉

    • Un finale di stagione che si apre a uno sconfinato orizzonte di possibilità… e che fa gridare la mia mente “E adesso?!”. Non appena a inizio episodio ho letto “Il suo nome è Hugo”, ahimé ho compreso che per lui non sarebbe finita bene. La sua morte è stata descritta veramente bene, malinconica, crudele, a tratti quasi poetica. Bravissimo, sei sempre in grado di intrattenermi a dovere con la tua penna e, soprattutto, con le tue idee! 🙂

      • Grazie Giuseppe! Ti eri scordato della presenza di Jonathan Bull, vero?😂 In effetti, dopo il primo episodio, ho evitato di parlarne. In un precedente commento avevo avvertito che nessun personaggio è messo così a casaccio…😊

    • Eccoci al finale!
      Sono molto dispiaciuto per la morte di Hugo, e spero ci sia stata una buona ragione per eliminarlo così dalla storia (forse mi sono perso qualcosa?).
      In generale, ho trovato che la narrazione avesse momenti dettagliati e altri meno curati. I personaggi hanno per la maggior parte un ruolo ben chiaro e sono caratterizzati quanto basta.
      L’idea della trama è buona, alcuni tratti sono veramente graziosi. Avrei personalmente preferito una gestione diversa delle scene, magari per introdurre al lettore informazioni utili e rendere così alcuni accadimenti più d’impatto. L’idea di tenere troppe cose segrete mi ha dato, a volte, una sensazione di smarrimento.
      Alla prossima!

      • Grazie Giovanni, tenere in piedi una trama così articolata non è stato facile. Nella seconda stagione avrai tutte le risposte.😊. Alla fine il cerchio, volenti o nolenti, si chiuderà per tutti.

      • Comunque forse alcuni non lo hanno notato, ma questo episodio chiude il cerchio aperto nel primo episodio con Jonathan Bull. Le ragioni della sua vendetta nei confronti di Hugo risulteranno chiare nella seconda stagione.😉

  • George Romano corre nell’aria stantia che impregna la Route 66. Le sue vecchie scarpe consunte colpiscono il cemento, a ogni passo minacciano di appiccicarvisi. Il sudore lambisce ogni solco del suo viso. A […]

    • Ciao Dario. Non scherzo, ma prima di scrivere il racconto avevo pensato anch’io alla Route 66 🙂 Il cambio di prospettiva mi è piaciuto parecchio, sono entrata in empatia con il tuo personaggio dalle prime righe. Una sorpresa le ultime, dedicate “all’amore malato” (tema a te caro) di George per il padre. Quasi tutti i tuoi racconti narrano di”mostri” pensanti, ci avvicinano al loro essere che pur distorto ci fa provare pietas. La tua è una voce fuori dal coro che apprezzo di cuore.

      • Avevo letto mostri pesanti e non riuscivo a capire il significato😂.
        Sono convinto che in ciascuno di noi ci sia luce ma anche ombra. Tranne in mr B, in lui solo oscurità.😉

    • Ciao Dario, nonostante sapessi già il tema del tuo lab, hai saputo spiazzarmi, e quando è cambiata la prospettiva, ho sorriso, e pensato “m’ha fregato!”. Ho apprezzato l’umanità di George in quel barlume di lucidità e amore rimastogli, l’ultima cosa a renderlo ancora umano, anche se ormai, l’istinto del mostro prende il sopravvento. E Frank che rimane lì, nonostante dica che non sia più suo figlio, dimostra la sua non accettazione di quella macabra realtà. È davvero un bel libriCk, e questo conferma che tu i bei racconti li sai scrivere eccome😁!

    • Wow Dario… brividi che salgono lungo la schiena per arrivare dritti in testa nel leggere le tue parole
      Racconto macabro, horror e terrificante che ti si appiccica addosso come sangue rappreso.
      Ottima scrittura come sempre.
      Alla prossima lettura.

      • Ciao Raffaele, e grazie per il commento. Che ti devo dire, ogni tanto un raccontino macabro non fa male.😉

    • Ciao Dario, all’inizio credevo ti fosse sfuggito un refuso. Poi ho capito che invece era proprio dovuto a quel che stava accadendo al tuo personaggio. Riesci sempre a spiazzare il lettore, anche con questo “zombiLab” 😂
      Tutti vorrebbero andare a visitare la famosa “Route 66”. Sapessero che per te l’aria li’ è stantia! 🤣
      Alla prossima.

      • Ciao Cristina, mi piace sperimentare nuove tecniche di scrittura rimanendo sempre fedele al mio stile.
        L’aria della Route 66 un po’ stantia lo deve essere! Troppa gente che ci fantastica sopra.😁

    • Ritorno ad asserire questa cosetta qua: spesso non importa cosa si narra, ma come lo si fa! E sai benissimo pure tu che hai dato prova di saper scrivere, sapendo dosare bene le parti (vedi quel “Game over, George”) e non esagerare mai con le descrizioni: in un librick del genere sarebbero risultate fuorvianti per il lettore. Al contrario, hai lasciato parlare le sensazioni – quasi visioni deliranti – dei personaggi, rendendomi assolutamente partecipe della trama. Cosa assolutamente non facile da fare. Non bravo, bravissimo. E non ti permettere di dirmi “Troppo buono, sempre gentile, ecc”, perché ciò che sostengo è ciò che penso. 🙂

    • La narrazione riesce a creare una bella atmosfera che ben si sincronizza con l’ambientazione, spingendo il lettore a scorrere le righe quasi ammaliato e come sempre offri trame affascinanti. Good Job, Dario!

  • Nel silenzio quasi innaturale di un’uggiosa mattinata novembrina, il triste rintocco di campane si levò come una lugubre sinfonia. Hector Everblue si alzò dalla poltrona in cui stava sprofondando. Prima si mas […]

    • Sn le 01:41 minuti, lo dico per evidenziare tutta la voglia di leggere la nuova puntata.
      Mia ha preso molto questa nona puntata anche se mi ha ftt un notevole ribrezzo sta cosa del padre-marito. Mi sa che pure tu ti sei ftt.prendere dallo spirito malato.l Martin XD

      • Capisci il motivo per il quale Helena ha deciso di rifugiarsi a Newcity? Poveretta, mi dispiace per lei…E sapessi quante gliene devono ancora capitare!😂
        Probabilmente c’è un po’ di Martin anche in me (però sono molto più magro), ma le mie storie sono sempre state un po’ malate.😉

    • Il mistero continua ad essere fitto, nonostante i frammenti legati al passato di Helena e l’importante accenno sulla casata, mi chiedo se Helena si trovasse a Newcity per sfuggire al matrimonio, visto che il vecchio lo aveva pianificato sin dalla nascita della figlia, proprio per avere sto maledetto erede maschio, e poi gli occhi legati all’oscurità, che penso abbia qualcosa a che fare con la moria dei bambini… Va beh, troppe domande, sul racconto in sé, beh, ormai si sa, riesci sempre a tenere tutti sulla corda!

      • Ciao Antonino, naturalmente il motivo della fuga di Helena è proprio questo, penso sia più che condivisibile. Forse il padre aveva pianificato tutto già dalla nascita di Helena, ma la convinzione che solo un sovrano maschio dagli occhi cobalto possa salvaguardare il mondo, certamente pesa. Con il finale di stagione, grosse sorprese!😊

    • Ciao Dario, la “bella” e invadente Signora somiglia a quella incontrata al mercato del pesce 😉 La storia di Helena inizia a delinearsi, alcune domande trovano risposta. Altre matasse devono ancora essere dipanate. Attendo il finale di stagione, nella speranza di poter leggere la seconda il prima possibile: sono sicura che lascerai i tuoi poveri lettori senaza soddisfare del tutto l’appetito.

    • “«Non c’è nulla da festeggiare, padre. O forse devo chiamarvi Marito?»”… niente, sei pericoloso! Ahahahah A questo punto mi viene facile pensare che la povera Helena si sia “rifugiata” a Newcity per non concretizzare il matrimonio. Ma chissà se con l’ultima puntata di stagione le cose risulteranno ben diverse. Con te bisogna aspettarsi di tutto! 🙂 Grande come sempre, Dario!

      • Tu sei troppo buono, Giuseppe. Ci sarebbero alcuni passaggi da smussare, ma come tu ben sai questo non è stato un episodio facile da scrivere. 😊

  • Questa è un’opera di fantasia, e come tale va presa. Spero sia una lettura piacevole.
    ***
    Perché mi trovo qui? Tutto questo è assurdo! Costretti nei vostri abiti gessati che odorano di naftalina, mi osservate come […]

    • Azz… Dario sono senza parole, hai avuto un’idea straordinaria, che nessuno avrebbe mai potuto avere, sei andato laddove nessuno si sarebbe scomodato! Un racconto proprio tra il sacro e il profano, scritto con grande ironia, senza citare la tua proverbiale maestria… per colpa tua abbiamo quasi rischiato la Fine, menomale che si è svegliato và…😂😂😂 Grande Dario!!!

      • Carissimo Antonino, all’inizio ho voluto sottolineare il fatto che questo è un racconto di fantasia, sia mai che qualcuno lo pigli sul serio e si offenda! 😅

    • Minkia, una bellissima, diverte storia cn una punta di cinismo. Soprattutto.la frase finale, è stata epica!

      • Ti confesso che la parte finale è stata la più ostica da scrivere. Una roba descrittiva? Cosa mi invento?
        Ho preferito una conclusione secca e cinica, come tutta la storia d’altronde.😉

    • Ho compreso il perché di questo librick, il senso della storia… un significato forte, profondo. Quella frase finale poi “Un uomo è morto, ma Dio è vivo” la dice veramente lunga! Dario, sempre pronto a farmi passare dieci minuti di pura riflessione con i tuoi racconti. 🙂

      • Ciao Giuseppe! Questo non è
        certo il più corposo dei miei racconti, ma per trovare conclusione ha necessitato più tempo degli altri. Il rischio che non venisse pubblicato è stato altissimo. Il fatto che ti sia piaciuto è un sollievo.😊

    • Ciao Dario, confesso che questo è uno dei tuoi racconti che preferisco. Ironico, pungente, aperto… non sono ancora convinta che la serva non sia in realtà una badante schizzata che prende a ombrellate un povero malcapitato a caso. Quanto al “Grande Capo” non gli farebbe male fare un giro in metro e toccare con mano gli effetti del suo senso dell’umorismo.

      • Schizzata lo è di sicuro…
        Troppo gentile Micol. Confesso che ho qualche dubbio sulla riuscita del finale, ma se ti é piaciuto forse non è così male.😉

    • Dario SEI UN PAZZO!
      MI PIACE! 😉✌️

    • Di certo sai come tenere alto l’interesse del lettore! Trovo che “Maddy” sia fantastico! Un racconto ironico, direi, più che blasfemo. Oppure, blasfemo ma con grazia 😀
      Nel finale ti ho riconosciuto, come tu avessi una firma che ti contraddistingue.
      Bravo Dario! Ciao.

      • Ciao Cristina. Non per nulla ho voluto specificare che si tratta di una storia di fantasia!😅
        Non intendevo assolutamente essere blasfemo (Sono ateo, ma rispetto ogni credenza religiosa), ma l’idea di una domestica che si occupa del palazzo del Creatore, mi sembrava interessante.🙂

    • Grazie per avermi tenuto letteralmente incollata allo schermo!!! Un librick fresco, simpatico, umoristico, con un bel finale, divertentissimo! Grazie davvero 🙂

    • La prima parola che mi viene in mente leggendo questo racconto è: geniale! Scrivere qualcosa che riguardi una qualsiasi religione può essere un rischio, ma questa storia è scritta in tono talmente ironico e leggero che non si può fraintendere. Bravissimo Dario, è stata una bella idea 😍

      • Ciao Debora! In effetti ho faticato non poco per portare a termine questo racconto. L’idea mi girava in testa già da un po’, ma metterla su schermo non è stato facile.😊

    • Mi hai tenuta incollata e strappato più di un sorriso. Il finale mi ha sorpresa molto: cinico e divertente… Il Signore andava salvato, mica l’uomo! Quello si salva da solo. Ma mi sfugge il significato recondito: cosa volevi dirci? Che Lui è lì a guardarci? 🤔

      • Ciao Giuseppina, approfitto del tuo commento per specificare una cosa:
        Io non voglio insegnare nulla, voglio solo raccontare una storia. Grazie per il commento.😉

    • Blasfemo, si lo è. Prenderlo sul serio no, ma per un credente può dare fastidio il fatto che si stravolga l’immagine di Dio, detto tirchio e che si incarna in un uomo di mezza età scelto a caso. Mi ha fatto pensare al diavolo non a Dio… comunque complimenti per il coraggio e la scrittura sempre graffiante.

      • Ciao Maria, un racconto in fondo non è altro che un racconto e come tale va letto. Se qualcuno si è offeso me ne scuso, ma non credo che il Capo abbia qualcosa da ridire.😉

  • La piccola barca a remi prese il largo. Con la schiena appoggiata al legno, una fanciulla osservava il buio con occhi spalancati: blu cobalto, iridi tempestose.«Non voglio farlo, Jade» disse alla donna che si p […]

    • Dario, con te non ci si annoia davvero mai!! Chissà cosa è successo tra Hugo e Lhara… Non so cosa aspettarmi, e poi c’è ancora la questione dell’essere bambini o no, che certamente è legata al destino di Lhara… diavolo di un Pezzotti, chissà cosa ti sei inventato!

      • Ahahahah, se riesco a tenere viva l’attenzione ne sono lieto. Il (triste) destino di Lhara è sì importante, ma è legato più a Hugo che a Helena. Per quanto riguarda la questione dell’essere bambini o no, è il perno sul quale si regge l’intera serie. Ciao Antonino.

    • Ogni episodio è una rivelazione.Spero sono ammirata dal tuo modo di scrivere, non annoi mai.Complimenti.

      • Grazie Ely! Nel prossimo episodio, altre rivelazioni riguardo al passato di Helena…😉

    • Ciao Dario, finalmente ci hai svelato l’identità della bimba ritratta nella foto. Rimangono tuttavia molti punti oscuri, come quello della malattia che colpisce i bambini e le ragioni che hanno spinto Helena a scegliere la via dell’esilio. Attendo il prossimo episodio, sperando di recuperare qualche altro pezzo del mosaico 😉

      • Nel prossimo episodio il lettore attento capirà molte cose…e tu sei una lettrice molto attenta.😉

    • Uhm, ho colto qualcosa in questa sorta di malattia che colpisce i bambini: sarà uno dei punti focali della serie? E Lhara, Hugo? Hai rincarato la dose di curiosità con questo nuovo capitolo! Chissà dove andremo a parare, con te mai nulla è scontato! 🙂

      • Nel prossimo episodio altri indizi sulle ragioni che hanno portato Helena ad abbandonare la capitale su una piccola barca a remi. Per quanto riguarda la Malattia, sarai tu (e tutti i lettori) a decidere cosa sia! Sembra assurdo, ma non lo è. Ti troverai davanti a due alternative, a quale sceglierai di credere?
        Vedrai vedrai…quesiti esistenziali in arrivo!!!😂

    • Bellissimo, impatto emotivo nelle parole, la descrizione molto empatica. Siamo all’ottava puntata eppure sei riuscito a prendermi come fosse la prima. Pero ti odio lo stesso, sappilo! XD

      • Daniele, sei troppo buono! Se noti qualche mancanza nei miei racconti, fammelo sapere!

  • «Mi perdoni se sono arrivata tardi, principessa»
    «Jade, tu», la fanciulla dagli occhi di tempesta afferra le ginocchia con le mani e si pone in posizione fetale, «non d dovresti essere qui.»
    La dama nera fa un pa […]

    • E’ sempre un vero piacere leggerti.Adoro come scrivi, mi dimentico del mondo circostante e mi catapulto nelle vicende che racconti.Helena è così fragile e forte allo stesso tempo.Sai descrivere veramente bene le emozioni.

      • Ciao Ely. Helena deve essere forte, il suo passato l’ha resa tale.
        Io adoro concentrarmi sulle emozioni, molto più che sulle descrizioni fisiche.
        Grazie per aver letto.😊

    • Qualcosa mi suggeriva che tanto piccola non era Helena… bel combattimento, preciso ed esaltante, e ovviamente, chissà chi sono “loro”… episodio condotto magistralmente, come al solito, del resto… ah, ma il venticinque dicembre è casuale? Mah, secondo me no…

      • Antonino! Non fare troppo caso alla data. Piano piano stiamo cominciando a scoprire nuovi particolari riguardo Helena. Come ho già detto, questa serie rimarrà sempre nell’ambito del verosimile, quindi la soluzione dei misteri sarà piuttosto plausibile…ma non per questo meno sconvolgente.😉

    • Ciao Dario, anch’io sono stata colpita dalla data: 25 dicembre. E’ davvero una coincidenza? Mah… il tempo dirà. La trama si è aperta, hai seminato mille nuovi indizi da decifrare. Sono contenta che non hai “fatto fuori” il vecchio Hogo. 😉

      • Povero Hugo, deve ancora spiegarci la storia che si nasconde dietro la bambina nella fotografia; non potevo certo farlo fuori. Ciao Micol e grazie !

    • Avevo erroneamente letto: “ho compiuto centodiciannove anni lo scorso venticinque dicembre, è questa la verità.» Ahahahah 🙂
      Altro ottimo episodio, intriso di azione (che bello!) e tante rivelazioni. Ho come la sensazione che questi episodi siano una sorta di prologo, prima di un ipotetico viaggio da parte dei protagonisti. Chissà! E chissà perché Helena si sia rintanata (nascosta?) in questo bel posticino! Mi hai lasciato con altre nuove domande, la curiosità è a mille. Aspetto il prossimo episodio! 🙂

      • Sì Giuseppe, proprio così! La seconda stagione sarà incentrata sul tema del viaggio. Prima però ci attendono molte sorprese, parola di Pezzotti il “folle”😁

    • Provo un sentimento di amore/odio verso di te. Mi fai odore, assaporare le briciole di un pasto prelibato e poi me lo togli da sotto il naso concludendo cosi. Miserabile! XD

    • Questo sì che mi ha sorpreso! Vediamo quali sono le ragioni che si celano dietro questo ulteriore mistero. 😛

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Dario Pezzotti

Foto del profilo di Dario Pezzotti

@dariopez

attivo 3 ore, 16 minuti fa
scrittore