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  • Atto iniziale
    Quella sera Rose si dedicò a sistemare la stanza da letto; candele e petali rossi sparsi tra le coperte, a coprire i cuscini come macchie purpuree. Avvolse l’esile corpo nella seta di un abito di ve […]

    • Un vero dramma fantascientifico, struggente e crudele come certe scelte irreversibili. In questo genere di trama spesso trova spazio una società intrusiva che decide della vita e della morte delle persone, considerante come semplici mezzi impersonali. Poco possono l’umanità e i sentimenti di Johnny, contro il sistema si è impotenti. Riguardo al Lab, anche se l’impatto non si vede, trovo molto elegante e sottile il riferimento all’asteroide come causa scatenante dell’esodo dalla Terra.

      • Tiziano, che bello leggere un tuo commento! Hai ragione, questo racconto è di una tristezza infinita; una tristezza che si apre totalmente solo a chi sa cogliere il vero senso del finale. Non ho voluto essere troppo esplicito, ma so che i lettori attenti capiranno. Forse una delle storie più dolorose che abbia mai scritto (ma mi auguro che possa comunque piacere.)

    • Ciao Dario, sono felice che tu abbia potuto postare la tua personale versione de “La fine del Mondo” 😀 Un racconto che ho trovato tutto sommato nelle corde del Dario meno oscuro, ti avevo già letto in questa veste e non posso che confermare che te la cavi egregiamente a gestire anche la “luce” dentro di te. Che dire… hai messo in scena un dramma Titanico 😉

      • Carissima Micol, grazie come sempre. In realtà la luce non è che un’illusione, in questo racconto è l’oscurità a dominare; nell’invidia, nell’ingiustizia sociale, nell’amore che posto dinanzi a una prova si rivela meno saldo di quanto sembrasse. Poi c’è il finale, apparentemente aperto ma conclusivo.🙂

    • Ciao Dario, in questo racconto la poeticità s’incontra con la tua solita firma fatta di realtà oscura, capace di mettere a nudo gli aspetti più tetri dell’animo umano sotto vari punti di vista. Il sistema (sociale) ne è l’emblema, le sue scelte ignorano sentimenti e senso di giustizia, dove il suo cardine diventa “l’esclusione” di chi non è degno (o forse non serve), aspetti molto reali ed effettive della nostra società. Ma questa è solo una mia riflessione. Il “destino” di Rose era già segnato, e il -1 segnato dal sistema (impressione mia) coincide con la prima persona “inutile” a subire quel destino. Le altre sarebbero sopraggiunte con l’asteroide, inserito da te come sfondo per l’intera vicenda. Ineluttabilità di una grande ingiustizia che soffoca tristemente ogni vivo sentimento, e credo che Johnny non salirà mai nell’arca, e qui mi ricollego al titolo. Vivere l’amore per sempre nell’abbraccio della morte, o questo è quello che percepisco. Un racconto che mi ha stretto il cuore nella sua tristezza e crudezza, un lab che ammiro molto nella sua oscura amarezza. Bel lavoro Dario, il tuo Pezzotti Style ormai è un solido marchio di fabbrica identificabile a prima vista! Un abbraccio!

      • Forse sono stato troppo crudele! Quel -1 rappresenta molte cose, sia metaforiche che drammaticamente reali. Grazie, Antonino.😊

    • Allora… GENIO. Punto! 🙂
      Intanto permettimi di dirti, senza nulla togliere ai precedenti lab-librick letti, che questo è il lab più bello letto fino a ora. Non mi soffermo sulla struttura narrativa utilizzata – che risulta splendidamente fluida – e sullo stile adottato – volutamente semplice e straefficace al contesto -, per dirti che la forza di tale storia risiede nel fatto che NON HAI SVELATO nulla prima del gran finale. Cioè, hai disseminato qualche traccia per lasciar intendere al lettore che Rose sia incinta, ma non sei andato oltre. E hai fatto bene, per l’economia della trama e per l’effetto sorpresa sul finale che volevi dare. O almeno… uno degli effetti sorpresa. Passato il primo sgomento, hai tuffato il lettore in un secondo… quello truce, insensibile. Posso sbagliarmi, ma quel “-1” mi suona come un “allarme intruso”. L’arca della “speranza” ha individuato un intruso a bordo, un +1 che non può e non deve esistere. Per il sistema… o meglio… per il sistema nel sistema. D’altronde, un sistema bacato non può che originare un altro sistema bacato. Gli esseri umani selezionati in base a una votazione, in base a un numero, e non per morale, comportamento o ragione d’essere. Se ho carpito bene il secondo significato, il librick risulta crudo, sì, tagliente, spietato… ma altrettanto POTENTE! Una botta di “pensiamoci su un attimo… forse meritiamo l’estinzione?”

      • Giuseppe, tu conosci e comprendi il lavoro e la fatica che stanno dietro a un buon (spero) racconto. Come sempre la tua è un’analisi perfetta; lo dico sinceramente. Grazie.

    • Ciao Dario. Questo tuo Lab mi è piaciuto un sacco! Al di là della trama (sei sempre originale), trovo che tu abbia un modo davvero particolare di descrivere le situazioni. E sai essere divertente. Qui, per esempio, lei addirittura “assapora” il sudore di lui. Fantastico! Alla prossima 👍

      • Ciao Cristina. Il fatto che il mio sia uno stile riconoscibile mi rende felice. Poi un pizzico di allegria a smorzare un racconto drammatico non guasta.😊

    • Wow Dario, volevo leggere qualcosa di tuo e ho iniziato dal librick più recente che mi ha inglobato sull’arca in tempo zero! Il finale, rivelato semplicemente da un numero, è poi stato un colpo da maestro. Mi ha rapito tutto: lo stile narrativo, la terminologia, le figure, i contenuti. A questo punto non posso che dire “viva i folli!”

    • Che dire… hanno già detto tutto gli altri nei vari commenti. Il racconto è potente e incredibilmente struggente, con poche parole proietta il lettore verso un futuro apocalittico in cui sembra non esserci più alcuna speranza se non, forse, la più pura quella donata dall’amore. La narrativa è la tua, avvolge chi legge fino a quasi traumatizzarlo nel finale inaspettato.
      Complimenti… tanti complimenti.
      Alla prossima lettura

      • Ciao Raffaele, ti ringrazio per le (immeritate) lodi. Questo è un racconto tutt’altro che perfetto, e il fatto che sia piaciuto non può che farmi piacere.
        PS Aspetto di leggere un tuo nuovo racconto, visto che sei tra i migliori Autori EO.😊

  • “Voglio divertirmi un po’ con te, così come un maschio si diverte con una femmina,” questo pensava l’uomo con la maschera nera quando la notte allungava le sue braccia a nascondere il sole; poco importav […]

    • Ciao Dario, finalmente una ventata di oscurità! Episodio in perfetto Pezzotti style, crudo e intenso come non mai. Un episodio che mi è piaciuto davvero tanto, soprattutto grazie ai tuoi dialoghi, incisivi e azzeccati, e alle descrizioni sempre precise, che rendono l’oscurità delle ambientazioni meravigliosamente godibili. Ottima e riflessiva la caratterizzazione dell’uomo in maschera: ombra tra le ombre… mi fa riflettere… credo di capire chi affronterà il viaggio, e questo tuffo nel passato sarà certamente utile per capirne il coinvolgimento di Helena… mi sei mancato, caro Dario, e sei tornato più in forma che mai! Un caro saluto😁!

    • Ciao Dario, il grande ritorno di Cho! Anche la piccola Lhara sembra far parte di un piano più grande, la sua storia non scontata quanto appariva inizialmente. Sarò felice di scoprirla e di fare miglior conoscenza con il Boss. Questa serie appassiona fin dalle prime battute, indipendente da quella di Helena. Anche a me erano mancate le tue ombrose suggestioni aspetto il prossimo episodio com impazienza 😀

      • Micol, ogni personaggio di questa storia ha una ragione d’essere. Questa stagione risponderà alle tante domande, rivelerà il vero segreto di Helena e aprirà le porte all’ultima stagione. Il puzzle sarà completo e…Il resto lo scoprirai leggendo.😉

    • Te lo dirò sempre, il tuo stile si percepisce sempre nei tuoi scritti ed è la cosa che più mi piace del tuo narrare: l’identità! E della stessa sostanza sono fatti i tuoi personaggi. Hanno un corpo, un’anima, delle memorie che ne richiamano altre. Il lettore non può che lasciarsi trasportare dai tuoi mondi. Il ritorno di alcuni personaggi, insieme alla piccola e povera Lhara, fa presagire che c’è moooolto altro da scoprire. Cosa ci riserveranno i prossimi episodi? 🙂

      • Caro Giuseppe, tu sai l’impegno e la fatica che stanno dietro la creazione di una storia. Sto dedicando anima e corpo a Helena. Rivivere le vicende della prima stagione da un diverso punto di vista aiuterà a capire molte cose. Quante ancora ne devono capitare! Questa serie ci accompagnerà per tre stagioni, ma io sogno un’intera epopea dedicata a Helena Everblue…😃

  • Il grande fuoco che incendia la notte, crepita, mentre gli anziani, seduti per terra tra la polvere e il sangue, battono clave d’osso su tamburi di pelle vestiti; destano vibrazioni d’un caos assordante, in con […]

    • Nessuno tocchi i miei amati elfi… rivendico quel sangue…
      😎😉✌✌✌✌ Fantasy is the way

    • Ciao Dario, grazie per avermi presentato Grouch 😀 Mi ha sorpresa sapere la tua decisione, che scriverai una serie su di lui, ma mi ha resa felice. Chissà che con il tempo non decida anch’io di unire le storie di Alo in quel modo… Staremo a vedere. Il tuo stile qui ci sta alla perfezione, Dario è Dario e nemmeno l’arrivo dell’Apocalisse può cambiarlo: figuriamoci il fantasy! Devo confessarti che quel tratto del tutto umano dei genitori di Grouch mi ha fatto ridere: “è figlio tuo!” se lo dicono spesso anche quelli umani quando il loro cucciolo ha fatto qualche disastro 😉

    • Niente Dario, tu sei proprio folle… di una follia però sublime! E meno male non avevi dimestichezza con il fantasy, di questa tipologia per giunta! Bravo, bravo davvero! I nomi sono azzeccatissimi, i comportamenti dei Troll – pensieri compresi – sono stati gestiti in maniera esemplare. La vena ballerina di Grouch esplode all’improvviso, sorprendendo non solo i suoi genitori e la sua tribù, ma anche i lettori! La centralità del tutto deve stare proprio in questo. Quindi incipit azzeccato! Scoprire poi che ne hai concepito una serie… mi manda in estasi! Grazie mille, Dario! 🙂

      • Helena Everblue rimarrà la mia serie “di punta”😅, ma troverò il tempo anche per le avventure di Grouch. Tante cose devono succedere: compagni di viaggio da incontrare, e un misterioso ciondolo…
        Mi auguro di fare un lavoro decente. Sempre grazie, Giuseppe.😊

    • Ciao Dario, posso dire che il genere si è inchinato alla tua proverbiale prosa oscura e realistica? Divertente, ironico e condotto con solita classe e maestria, e non solo: il finale lascia con il fiato sospeso il lettore con l’affermazione del padre di Grouch, ma del resto, signori e signore, Dario Pezzotti è questo, un narratore pronto sempre a stupire. Piccola pillola: la danza del tuo troll, così libera e disinibita, mi ha ricordato i riti dionisiaci in onore di Bacco. Un caso o l’ennesimo tocco di classe e cultura? Alla prossima avventura Dario, sono certo che questi troll stupendamente umani ci riserveranno altre sorprese😊!

      • Vabbè, tu sei troppo gentile. Questa di Grouch sarà una serie semplice, ricca di magia, vendetta, e altre cosucce che penso stiano bene in un Fantasy…Pezzotti-style!
        😉😁

    • Bellissimo, mi sono divertito e incuriosito a leggerti. Molto bravo nel saper metter un po’ del tuo solito stile in un genere al quale non sei abituato. L’incipt e degno di tal definizione e non vedo l’ora di sapere cosa ci riserverà Grouch e cosa riserverai tu a lui XD

  • Gli uccelli erano giunti da lontano, dai mondi al di là delle acque. Con i loro becchi avevano cominciato a picchettare tra i rifiuti. Incuranti alla puzza, ingurgitavano sporcizia e, di tanto in tanto, qualche […]

    • Ciao Boss, bellissimo questo flaschback. Mi mancava il Dario “gentile” (narrativamente parlando), sono ben felice di dare uno sguardo al rapporto che lega Hugo a Lhara.

      • Ciao! A volte riesco ad essere anche gentile.😊
        Goditi questa gentilezza, non ne troverai molta nel proseguo della serie.

    • Inquietante ed avvincente!

    • Ciao Dario. Ho apprezzato moltissimo l’apertura di questa nuova stagione. Hai gestito davvero bene l’incontro tra Lhara e Hugo, intramezzando i discorsi con delle frasi che richiamano il tuo stile (elemento importante). La storia della foto – e di come l’hai presentata – ha un qualcosa di magico… oltre a veicolare più del semplice messaggio che emerge a una prima lettura. Dario Pezzotti, una garanzia! 🙂

    • Ciao caro Dario, questo inizio di seconda stagione vede fondere la tua prosa oscura con il candore di una favola, cosa rara nei tuoi scritti, lo so, ma è una scelta che ho apprezzato; il dialogo tra Lhara e Hugo poi mi ha emozionato, forse per la dolcezza che mi ha trasmesso. E i misteri che metti sul piatto portano la mia curiosità già oltre! Bello anche come hai condotto la storia della foto, intravedo qualcosa di più, e chissà se esiste solo la magia nera… va beh, è un episodio che mi è piaciuto molto, forse il preferito della serie, finora… mitico Dario, alla prossima😁!

      • Antonino! Riesco a scrivere anche cose dolci, non solo oscure.😅
        Vabbè, direi dolci-amare, perché tutti conosciamo il destino di Hugo e Helena…lo conosciamo?😉

  • Dopo l’autunno arriva l’inverno. Gipo sapeva che poteva durare molto a lungo, soprattutto nella valle. Sapeva anche che quell’anno sarebbe stato molto più rigido dell’anno precedente. Non malvagio, indiffer […]

    • Ciao Dario, giuro che durante l’ascesa aspettavo da un momento all’altro che Gipo tirasse fuori il coltellaccio per far fuori Anna. Il finale mi ha lasciato un retrogusto amaro e molto a cui pensare riguardo l’importanza del guscio che vestiamo. Non mi dilungo nel commento, perché non voglio “spoilerare” a chi lo leggerà nella home senza aver prima aperto il racconto. L’inverno è davvero duro, l’incidente aereo sulle Ande insegna.

      • Ciao Micol, avevo avvertito che per questo lab avrei scritto un racconto piuttosto crudo. Una storia che tenevo in serbo da un po’ di tempo. Sapevo che l’idea era buona quindi temevo che metterla su carta (schermo) l’avrebbe sminuita.
        Avevo anche detto che con questo lab avrei fatto sul serio, e io mantengo sempre le promesse. Ahahah (o almeno ci provo).

    • Breve e intenso, secondo me carico di significato.
      Complimenti!

    • Dario, non posso fare altro che complimentarmi con te, perché a tratti è un racconto commovente grazie alla tua prosa cruda, ma poetica. Un racconto significativo, ove tocchi davvero molte corde, col tuo solito incedere carico di oscurità. È una favola triste, anche per come è stata scritta, che in un certo senso, nella sua tristezza, fa il paio con il mio lab, se posso permettermi, anche se ovviamente sono diversi. Direi che hai mantenuto in pieno la tua promessa😁!

      • Grazie Antonino, il fatto più sconvolgente è che questa storia è basata su fatti reali. Quanto ho descritto era una pratica utilizzata dagli abitanti dei paesi che in passato restavano isolati per le abbondanti nevicate.

    • Una storia d’impatto, che ti lascia dentro un vuoto quasi incolmabile e al contempo un forte senso di consapevolezza. Descritto poi con un linguaggio veloce e crudo, così come deve essere, per far immergere ancor più il lettore e farlo sprofondare nelle riflessioni che hai sapientemente richiamato. Sul veicolare significati sei sempre un grande, complimenti!

    • All’inizio, con Gipo (i tuoi nomi sono forti!) pensavo di ridere. Ho creduto fosse una specie di favola. Ma lo sviluppo e il finale sono di una tristezza infinita. Povera bimba! Bravo Dario! Imprevedibile, oltre che inquietante, come sempre 👍

      • Carissima Cristina, Gipo è il diminutivo di Gianpaolo. Hai ragione, questa è una storia triste, un racconto che conservavo da più di due anni. Meditavo di mandarlo a qualche concorso (anche se non é che io sia tipo da concorsi) ma questo lab mi ha convinto a proporlo qui. Su questa piattaforma ho conosciuto persone meravigliose; mi trovo veramente bene, anche se a volte dovreste essere più severi con le critiche. Siete troppo buoni! 😊
        Spero che questo mio piccolo racconto sia piaciuto almeno un decimo di quanto è piaciuto a me.🙂

    • Ciao Dario.
      Mi è piaciuta l’atmosfera che hai creato e la preparazione al finale che non è stato per niente facile da accettare.
      Da lettore si rimane scossi e si resta nella storia per un po’,concordo con gli altri.
      Ma da autore, mi chiedo, cosa provavi quando lo scrivevi?
      Complimenti!

      • Ciao Fabio, diciamo che mi trovo abbastanza a mio agio con i racconti oscuri.😉
        A parte gli scherzi, l’ispirazione per questa storia è arrivata da un articolo letto non ricordo dove. Cosa ho provato scrivendola? La soddisfazione di aver dato vita a una buona storia…o così mi auguro.

    • Ciao Dario,
      sin dall’inizio ero partecipe all’angoscia del padre, mi sembrava di sentire come respirava il freddo, quel freddo che si è dovuto, per necessità, trasmettere a tutto il suo corpo, compreso il cuore. L’unico punto caldo del racconto è la piccola Anna, confido in un seguito che le risparmi questo dolore 😟

      • Questa è una storia triste, soprattutto perché drammaticamente plausibile. Del destino di Anna non mi è dato sapere, forse non sarà costretta a seguire le orme del padre. Chissà. Ciao Isabella.

    • A prescindere… se andrò in Valtellina… me magno le patate!!! Grande Dario.

      • Ciao Francesca! Io in Valtellina ci vado spesso…MAI a Tolisso, sia ben chiaro!😂
        Saranno stati minimo due anni che covavo questo racconto. Tiziano mi tira fuori un lab a tema morte nella neve, come avrei potuto rifiutarmi ? Alla fine ne é uscito un buon (spero) racconto. Ciauz!!!

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)

    Nell’eterno presente, l’eterno adesso, l’uomo nero osserva colui che gli sta di fronte, immerso in pensieri più scuri della sua stessa pelle.
    «Ci facciamo un altro g […]

    • Una volta hai detto che l’oblio e peggiore dell’Inferno (ricordo male?) e in questo racconto di chiusura ne dai la prova. L’ineluttabilità, l’angoscia, non del solo protagonista ma universale, esplode in una violenza al di là della violenza. Ecco, so di sicuro di non volere andare nel tuo inferno.

    • Hai ben sfruttato lo stordimento che prova una persona ubriaca, potenziandola col seme della follia, dell’incubo e della tua fantasia, la bottiglia che si svuota è l’anticamera dell’oblio, e riempie John con le sue macabre ondate. Avevi ragione: l’oblio e l’Abisso, che nulla distinguono, sono peggiori dell’inferno, ma in fondo, John lo meritava, certamente più di sua moglie, che non ha fatto nulla, almeno ai miei occhi… piccola miniserie, ma contenuti di ottima fattura… nella botte piccola… alla prossima follia Dario😁!

    • Scelta del titolo azzeccata: “L’abisso”. Perché di uno sprofondare negli abissi si parla, in quelli vuoti e colmi del nulla opprimente che tanto terrorizza. Gli stessi bicchieri di bourbon rappresentano una discesa (o salita) verso uno degli inferni più temuti: l’oblio. Ottima miniserie, Dario, piena zeppa di significati. Complimenti! 🙂

      • Carissimo Giuseppe, l’oblio terrorizza; essere dimenticati, cancellati come se non fossimo mai esistiti. E lo dico da ateo.
        Ricevere i tuoi commenti è un vero piacere.😊

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)
    John pensò e osservò, osservò e pensò. La testa gli girava incessantemente e dallo stomaco proveniva un gorgoglio fastidioso. Non avrebbe voluto pensare alla moglie, ma […]

    • Inizio a pensare che i due John siano in realtà persone diverse e che il “gioco” del nome sia stato creato per portare alla memoria la miserevole coppia. Ci spalanchi una mente disturbata come molte volte hai saputo fare, il confine fra umano e bestia che si nasconde in tutti noi. In questo senso, sì, il linguaggio è esplicito e non si nasconde nell’ombra del dire non dire. È una delle caratteristiche che apprezzo dei tuoi racconti. Il concetto del “sentirsi derisi” non è sottovalutato: credo sia una leva importante che può portare al delirio una mente instabile e una personalità insicura. Tutti, abbiamo avuto a che fare con questa sensazione e tutti, credo, avremo voluto dare un ceffone ad altri.

      • Micol, tutti abbiamo una zona d’ombra; nel caso di John é molto, molto oscura. Sì, i personaggi non sono legati all’altra mia serie, forse nemmeno l’uomo nero è Geremia…😅

    • Più che dalla Warner bros mi sembra una scena tratta da Grattachecca e Fighetto! (se frequenti i Simpson, sai chi sono). La follia si cela dietro ad un sorriso, un sorriso che rappresenta tutte le prese in giro subite. John, in fondo, con gli amici finge… mi avvio alla fine del tuo abisso…

    • Oscurità in ogni dove: nelle parole, negli sguardi, nei sorrisi… nella mente. La follia appartiene i personaggi, tutti i tuoi personaggi. Ti “appartiene” perché parte integrante del tuo stile 🙂 Mi avvio alla conclusione! 🙂

      • Diciamo che in questa serie l’alcol gioca un ruolo ben più importante che in Eterno oblio. John Ellen è forse il personaggio più odioso che abbia mai concepito.🙂

    • Mi innamorò sempre di più dei personaggi che offrì e che sai esporre in maniera idilliaca, nella tua contorta maniera XD

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)
    Come diavolo era finito in quel posto?
    John Ellen continuava a guardarsi attorno nervosamente, tentando di mascherare il disagio che stava provando.
    Calmati John; hai […]

    • John non è nemmeno passato per il limbo, lo hai accompagnato direttamente all’inferno. Ricordavo Lady Mary meno zannuta, ma sono felice di trovarla in splendide forme. Il mistero si infittisce e, molto sinceramente, non sarei sorpresa se da qualche angolo se ne uscisse pure Mister B.

    • Micidiale questo episodio! Stai ritraendo un incubo maledetto in tutto il suo splendore, l’alcol è solo un veicolo, l’incubo di John è già insito in lui, doveva solo uscire fuori… bella lì Lady Mary, da morir da ridere😂😂!

    • Il linguaggio è il punto focale di questa serie, la centralità del tutto. Non il linguaggio dei personaggi, ma il tuo, quello della tua “penna”. Attraverso questo hai messo su un impianto narrativo che funziona: coerente nei personaggi, nei dialoghi e, soprattutto, nell’ambientazione. Una componente che mi affascina molto de “Il settimo bicchiere”.

    • Si vede proprio che questo genere di storia tocca le tue corde giuste. I dialoghi, lo stile, la caratterizzazione dei personaggi. Tutto si muove perfettamente in sinergia offrendo un ambientazione ben visibile nella mente del lettore. Sei grande ma ti odio lo stesso, perché so già che mi strizzerai il cuore XD

      • Con la serie de Il settimo bicchiere do libero sfogo alla mia follia letteraria😁.
        Ciao Daniele, e grazie.

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)
    «Senti, amico.»
    John Ellen finse di non udire e continuò a camminare.
    «Cazzo fai, amico? Voglio solo aiutarti!»
    «Lasciami in pace.»
    «Vedi che ho ragione? Tu hai bisogno […]

    • Ciao Dario. Avevo ricevuto la notifica ieri sera, ma ho preferito aspettare perché di solito disinnesco le bombe al mattino presto. Ti dirò, quello a “preoccuparmi” 😁 è stato l’avviso: Attenzione linguaggio e temi espliciti. Mi è tornato alla mente il CD dei Red Hot Chili Peppers, dove ho letto per la prima volta quel l’indicazione di salvaguardia.
      OK, a parte gli scherzi, ho avuto il piacere di incontrare John, effettivamente la sua storia non era nota. Confesso che mi sto ancora interrogando sul nome “John Ellen” (ricordando la controparte femminile nella serie forse parallela), ma con il tempo capito (spero). Proseguo lungo il cammino…

    • Ciao Dario, non sapevo che in quel bar ci fosse una drink card😂😂😂! Scherzi a parte, ricalca in pieno l’atmosfera vissuta ne “Eterno oblio” , ma stavolta hai calcato più la mano, più esplicito, anche se non di tanto. Già in questo episodio entri dentro nella mente del lettore, lo fai ammattire anche grazie alla stessa voce del narratore, quasi una macabra voce in ognuno di noi, una sorta di coscienza che martella. Al di là di dove ci condurrai, ci sarà certo da divertirsi e da riflettere😊!

      • Carissimo Antonino, ho scritto questo racconto prima di Eterno oblio. Se bastassero sette bicchieri di bourbon per dimenticare quel che fa soffrire, ne approfitteresti ?😁😉

    • Ciao Dario,
      intrigante come racconto. Esplicito, ma ci sta, l’ambientazione lo vuole e non stona con tutta la situazione infima che trascina il lettore in una conversazione ambigua. Bravo! 😊

      • Ciao Isabella! Tutte le mie storie, spogliate della componente oscura e folle, raccontano drammi e dolori molto reali. Anche questa miniserie non fa eccezione.😊

    • Chi poteva andare a scrivere all’inizio di un racconto “Attenzione linguaggio e temi espliciti”? Dario Pezzotti, chi altrimenti! Ahahahaha, fantastico! 🙂 Ti dirò, con l’ambientazione che hai messo sù questo tipo di linguaggio ci sta alla grande. A me è piaciuto. 🙂
      Quanto ho adorato il passo: “Ancora quell’insopportabile amico.”… quanto!
      Proseguo con la lettura. 🙂

    • Ecco, ora mi toccherà subirmi di nuovo le tue infamie. Tu essere immondo, non scrivi per piacere di farti leggere ma per sadismo mentre ci manipoliXD
      Cmq bella introduzione, anzi ti dirò questo stile sembra molto più idoneo alle contorte fantasie che giacciono nascoste nella tua testaXD

      • Carissimo Daniele! Sì, hai ragione; qui ho dato libero sfogo alla mia follia!😁 Intesa in senso letterario ovviamente.

  • Finale di stagione
    Il suo nome è Hugo, fiero abitante della zona bassa di Newcity. I suoi passi risuonano silenziosi nella notte, negli ultimi sprazzi di nero che precedono l’alba. Nella sua testa vorticano un tu […]

    • Ciao Dario, un finale che lascia porte spalancate al futuro. Come di consueto non hai paura a trattare temi “scomodi”, offrendoli al lettore con naturalezza. Sono dispiaciuta per Hugo, la morte non è mai dalla parte dei “buoni”. Non mi rimane che attendere le future avventure di Helena, sperando in una nuova fuga.

      • Ciao Micol, e grazie per il tuo graditissimo commento. In questa serie ho posto una serie di quesiti, sperando che il lettore si soffermi a riflettere. Come ho anticipato, nella seconda stagione tratterò il tema del viaggio. Abbiamo un intero mondo da esplorare!😉😊

    • Ciao Dario, è sempre un piacere per la mia mente leggere i tuoi racconti, questo è un degnissimo finale di stagione di una serie ben architettata, con vari colpi di scena, non ultimo la tragica fine di Hugo (sigh). A questo punto non ci resta che aspettare la prossima partenza verso nuovi folli capitoli, e chissà che fine farà Helena, tra le tue mani non è al sicuro, povera figliola!

    • Nooo, non può finire cosi. Maledetto! Ora come posso trattenere questa fame selvaggia di sapere?! Ti oooodio!
      Ps:Nel mio odio profondo ti faccio i complimenti per aver concluso (per adesso 😉 ) la serie in grande stile.

      • Ciao Daniele. In un tuo precedente commento avevi previsto il destino del povero Hugo. Dopo la pausa estiva, via con la seconda stagione!😉

    • Un finale di stagione che si apre a uno sconfinato orizzonte di possibilità… e che fa gridare la mia mente “E adesso?!”. Non appena a inizio episodio ho letto “Il suo nome è Hugo”, ahimé ho compreso che per lui non sarebbe finita bene. La sua morte è stata descritta veramente bene, malinconica, crudele, a tratti quasi poetica. Bravissimo, sei sempre in grado di intrattenermi a dovere con la tua penna e, soprattutto, con le tue idee! 🙂

      • Grazie Giuseppe! Ti eri scordato della presenza di Jonathan Bull, vero?😂 In effetti, dopo il primo episodio, ho evitato di parlarne. In un precedente commento avevo avvertito che nessun personaggio è messo così a casaccio…😊

    • Eccoci al finale!
      Sono molto dispiaciuto per la morte di Hugo, e spero ci sia stata una buona ragione per eliminarlo così dalla storia (forse mi sono perso qualcosa?).
      In generale, ho trovato che la narrazione avesse momenti dettagliati e altri meno curati. I personaggi hanno per la maggior parte un ruolo ben chiaro e sono caratterizzati quanto basta.
      L’idea della trama è buona, alcuni tratti sono veramente graziosi. Avrei personalmente preferito una gestione diversa delle scene, magari per introdurre al lettore informazioni utili e rendere così alcuni accadimenti più d’impatto. L’idea di tenere troppe cose segrete mi ha dato, a volte, una sensazione di smarrimento.
      Alla prossima!

      • Grazie Giovanni, tenere in piedi una trama così articolata non è stato facile. Nella seconda stagione avrai tutte le risposte.😊. Alla fine il cerchio, volenti o nolenti, si chiuderà per tutti.

      • Comunque forse alcuni non lo hanno notato, ma questo episodio chiude il cerchio aperto nel primo episodio con Jonathan Bull. Le ragioni della sua vendetta nei confronti di Hugo risulteranno chiare nella seconda stagione.😉

  • George Romano corre nell’aria stantia che impregna la Route 66. Le sue vecchie scarpe consunte colpiscono il cemento, a ogni passo minacciano di appiccicarvisi. Il sudore lambisce ogni solco del suo viso. A […]

    • Ciao Dario. Non scherzo, ma prima di scrivere il racconto avevo pensato anch’io alla Route 66 🙂 Il cambio di prospettiva mi è piaciuto parecchio, sono entrata in empatia con il tuo personaggio dalle prime righe. Una sorpresa le ultime, dedicate “all’amore malato” (tema a te caro) di George per il padre. Quasi tutti i tuoi racconti narrano di”mostri” pensanti, ci avvicinano al loro essere che pur distorto ci fa provare pietas. La tua è una voce fuori dal coro che apprezzo di cuore.

      • Avevo letto mostri pesanti e non riuscivo a capire il significato😂.
        Sono convinto che in ciascuno di noi ci sia luce ma anche ombra. Tranne in mr B, in lui solo oscurità.😉

    • Ciao Dario, nonostante sapessi già il tema del tuo lab, hai saputo spiazzarmi, e quando è cambiata la prospettiva, ho sorriso, e pensato “m’ha fregato!”. Ho apprezzato l’umanità di George in quel barlume di lucidità e amore rimastogli, l’ultima cosa a renderlo ancora umano, anche se ormai, l’istinto del mostro prende il sopravvento. E Frank che rimane lì, nonostante dica che non sia più suo figlio, dimostra la sua non accettazione di quella macabra realtà. È davvero un bel libriCk, e questo conferma che tu i bei racconti li sai scrivere eccome😁!

    • Wow Dario… brividi che salgono lungo la schiena per arrivare dritti in testa nel leggere le tue parole
      Racconto macabro, horror e terrificante che ti si appiccica addosso come sangue rappreso.
      Ottima scrittura come sempre.
      Alla prossima lettura.

    • Ciao Dario, all’inizio credevo ti fosse sfuggito un refuso. Poi ho capito che invece era proprio dovuto a quel che stava accadendo al tuo personaggio. Riesci sempre a spiazzare il lettore, anche con questo “zombiLab” 😂
      Tutti vorrebbero andare a visitare la famosa “Route 66”. Sapessero che per te l’aria li’ è stantia! 🤣
      Alla prossima.

      • Ciao Cristina, mi piace sperimentare nuove tecniche di scrittura rimanendo sempre fedele al mio stile.
        L’aria della Route 66 un po’ stantia lo deve essere! Troppa gente che ci fantastica sopra.😁

    • Ritorno ad asserire questa cosetta qua: spesso non importa cosa si narra, ma come lo si fa! E sai benissimo pure tu che hai dato prova di saper scrivere, sapendo dosare bene le parti (vedi quel “Game over, George”) e non esagerare mai con le descrizioni: in un librick del genere sarebbero risultate fuorvianti per il lettore. Al contrario, hai lasciato parlare le sensazioni – quasi visioni deliranti – dei personaggi, rendendomi assolutamente partecipe della trama. Cosa assolutamente non facile da fare. Non bravo, bravissimo. E non ti permettere di dirmi “Troppo buono, sempre gentile, ecc”, perché ciò che sostengo è ciò che penso. 🙂

    • La narrazione riesce a creare una bella atmosfera che ben si sincronizza con l’ambientazione, spingendo il lettore a scorrere le righe quasi ammaliato e come sempre offri trame affascinanti. Good Job, Dario!

  • Nel silenzio quasi innaturale di un’uggiosa mattinata novembrina, il triste rintocco di campane si levò come una lugubre sinfonia. Hector Everblue si alzò dalla poltrona in cui stava sprofondando. Prima si mas […]

    • Sn le 01:41 minuti, lo dico per evidenziare tutta la voglia di leggere la nuova puntata.
      Mia ha preso molto questa nona puntata anche se mi ha ftt un notevole ribrezzo sta cosa del padre-marito. Mi sa che pure tu ti sei ftt.prendere dallo spirito malato.l Martin XD

      • Capisci il motivo per il quale Helena ha deciso di rifugiarsi a Newcity? Poveretta, mi dispiace per lei…E sapessi quante gliene devono ancora capitare!😂
        Probabilmente c’è un po’ di Martin anche in me (però sono molto più magro), ma le mie storie sono sempre state un po’ malate.😉

    • Il mistero continua ad essere fitto, nonostante i frammenti legati al passato di Helena e l’importante accenno sulla casata, mi chiedo se Helena si trovasse a Newcity per sfuggire al matrimonio, visto che il vecchio lo aveva pianificato sin dalla nascita della figlia, proprio per avere sto maledetto erede maschio, e poi gli occhi legati all’oscurità, che penso abbia qualcosa a che fare con la moria dei bambini… Va beh, troppe domande, sul racconto in sé, beh, ormai si sa, riesci sempre a tenere tutti sulla corda!

      • Ciao Antonino, naturalmente il motivo della fuga di Helena è proprio questo, penso sia più che condivisibile. Forse il padre aveva pianificato tutto già dalla nascita di Helena, ma la convinzione che solo un sovrano maschio dagli occhi cobalto possa salvaguardare il mondo, certamente pesa. Con il finale di stagione, grosse sorprese!😊

    • Ciao Dario, la “bella” e invadente Signora somiglia a quella incontrata al mercato del pesce 😉 La storia di Helena inizia a delinearsi, alcune domande trovano risposta. Altre matasse devono ancora essere dipanate. Attendo il finale di stagione, nella speranza di poter leggere la seconda il prima possibile: sono sicura che lascerai i tuoi poveri lettori senaza soddisfare del tutto l’appetito.

    • “«Non c’è nulla da festeggiare, padre. O forse devo chiamarvi Marito?»”… niente, sei pericoloso! Ahahahah A questo punto mi viene facile pensare che la povera Helena si sia “rifugiata” a Newcity per non concretizzare il matrimonio. Ma chissà se con l’ultima puntata di stagione le cose risulteranno ben diverse. Con te bisogna aspettarsi di tutto! 🙂 Grande come sempre, Dario!

      • Tu sei troppo buono, Giuseppe. Ci sarebbero alcuni passaggi da smussare, ma come tu ben sai questo non è stato un episodio facile da scrivere. 😊

  • Questa è un’opera di fantasia, e come tale va presa. Spero sia una lettura piacevole.
    ***
    Perché mi trovo qui? Tutto questo è assurdo! Costretti nei vostri abiti gessati che odorano di naftalina, mi osservate come […]

    • Azz… Dario sono senza parole, hai avuto un’idea straordinaria, che nessuno avrebbe mai potuto avere, sei andato laddove nessuno si sarebbe scomodato! Un racconto proprio tra il sacro e il profano, scritto con grande ironia, senza citare la tua proverbiale maestria… per colpa tua abbiamo quasi rischiato la Fine, menomale che si è svegliato và…😂😂😂 Grande Dario!!!

      • Carissimo Antonino, all’inizio ho voluto sottolineare il fatto che questo è un racconto di fantasia, sia mai che qualcuno lo pigli sul serio e si offenda! 😅

    • Minkia, una bellissima, diverte storia cn una punta di cinismo. Soprattutto.la frase finale, è stata epica!

      • Ti confesso che la parte finale è stata la più ostica da scrivere. Una roba descrittiva? Cosa mi invento?
        Ho preferito una conclusione secca e cinica, come tutta la storia d’altronde.😉

    • Ho compreso il perché di questo librick, il senso della storia… un significato forte, profondo. Quella frase finale poi “Un uomo è morto, ma Dio è vivo” la dice veramente lunga! Dario, sempre pronto a farmi passare dieci minuti di pura riflessione con i tuoi racconti. 🙂

      • Ciao Giuseppe! Questo non è
        certo il più corposo dei miei racconti, ma per trovare conclusione ha necessitato più tempo degli altri. Il rischio che non venisse pubblicato è stato altissimo. Il fatto che ti sia piaciuto è un sollievo.😊

    • Ciao Dario, confesso che questo è uno dei tuoi racconti che preferisco. Ironico, pungente, aperto… non sono ancora convinta che la serva non sia in realtà una badante schizzata che prende a ombrellate un povero malcapitato a caso. Quanto al “Grande Capo” non gli farebbe male fare un giro in metro e toccare con mano gli effetti del suo senso dell’umorismo.

      • Schizzata lo è di sicuro…
        Troppo gentile Micol. Confesso che ho qualche dubbio sulla riuscita del finale, ma se ti é piaciuto forse non è così male.😉

    • Dario SEI UN PAZZO!
      MI PIACE! 😉✌️

    • Di certo sai come tenere alto l’interesse del lettore! Trovo che “Maddy” sia fantastico! Un racconto ironico, direi, più che blasfemo. Oppure, blasfemo ma con grazia 😀
      Nel finale ti ho riconosciuto, come tu avessi una firma che ti contraddistingue.
      Bravo Dario! Ciao.

      • Ciao Cristina. Non per nulla ho voluto specificare che si tratta di una storia di fantasia!😅
        Non intendevo assolutamente essere blasfemo (Sono ateo, ma rispetto ogni credenza religiosa), ma l’idea di una domestica che si occupa del palazzo del Creatore, mi sembrava interessante.🙂

    • Grazie per avermi tenuto letteralmente incollata allo schermo!!! Un librick fresco, simpatico, umoristico, con un bel finale, divertentissimo! Grazie davvero 🙂

    • La prima parola che mi viene in mente leggendo questo racconto è: geniale! Scrivere qualcosa che riguardi una qualsiasi religione può essere un rischio, ma questa storia è scritta in tono talmente ironico e leggero che non si può fraintendere. Bravissimo Dario, è stata una bella idea 😍

      • Ciao Debora! In effetti ho faticato non poco per portare a termine questo racconto. L’idea mi girava in testa già da un po’, ma metterla su schermo non è stato facile.😊

    • Mi hai tenuta incollata e strappato più di un sorriso. Il finale mi ha sorpresa molto: cinico e divertente… Il Signore andava salvato, mica l’uomo! Quello si salva da solo. Ma mi sfugge il significato recondito: cosa volevi dirci? Che Lui è lì a guardarci? 🤔

      • Ciao Giuseppina, approfitto del tuo commento per specificare una cosa:
        Io non voglio insegnare nulla, voglio solo raccontare una storia. Grazie per il commento.😉

    • Blasfemo, si lo è. Prenderlo sul serio no, ma per un credente può dare fastidio il fatto che si stravolga l’immagine di Dio, detto tirchio e che si incarna in un uomo di mezza età scelto a caso. Mi ha fatto pensare al diavolo non a Dio… comunque complimenti per il coraggio e la scrittura sempre graffiante.

      • Ciao Maria, un racconto in fondo non è altro che un racconto e come tale va letto. Se qualcuno si è offeso me ne scuso, ma non credo che il Capo abbia qualcosa da ridire.😉

  • La piccola barca a remi prese il largo. Con la schiena appoggiata al legno, una fanciulla osservava il buio con occhi spalancati: blu cobalto, iridi tempestose.«Non voglio farlo, Jade» disse alla donna che si p […]

    • Dario, con te non ci si annoia davvero mai!! Chissà cosa è successo tra Hugo e Lhara… Non so cosa aspettarmi, e poi c’è ancora la questione dell’essere bambini o no, che certamente è legata al destino di Lhara… diavolo di un Pezzotti, chissà cosa ti sei inventato!

      • Ahahahah, se riesco a tenere viva l’attenzione ne sono lieto. Il (triste) destino di Lhara è sì importante, ma è legato più a Hugo che a Helena. Per quanto riguarda la questione dell’essere bambini o no, è il perno sul quale si regge l’intera serie. Ciao Antonino.

    • Ogni episodio è una rivelazione.Spero sono ammirata dal tuo modo di scrivere, non annoi mai.Complimenti.

    • Ciao Dario, finalmente ci hai svelato l’identità della bimba ritratta nella foto. Rimangono tuttavia molti punti oscuri, come quello della malattia che colpisce i bambini e le ragioni che hanno spinto Helena a scegliere la via dell’esilio. Attendo il prossimo episodio, sperando di recuperare qualche altro pezzo del mosaico 😉

    • Uhm, ho colto qualcosa in questa sorta di malattia che colpisce i bambini: sarà uno dei punti focali della serie? E Lhara, Hugo? Hai rincarato la dose di curiosità con questo nuovo capitolo! Chissà dove andremo a parare, con te mai nulla è scontato! 🙂

      • Nel prossimo episodio altri indizi sulle ragioni che hanno portato Helena ad abbandonare la capitale su una piccola barca a remi. Per quanto riguarda la Malattia, sarai tu (e tutti i lettori) a decidere cosa sia! Sembra assurdo, ma non lo è. Ti troverai davanti a due alternative, a quale sceglierai di credere?
        Vedrai vedrai…quesiti esistenziali in arrivo!!!😂

    • Bellissimo, impatto emotivo nelle parole, la descrizione molto empatica. Siamo all’ottava puntata eppure sei riuscito a prendermi come fosse la prima. Pero ti odio lo stesso, sappilo! XD

  • «Mi perdoni se sono arrivata tardi, principessa»
    «Jade, tu», la fanciulla dagli occhi di tempesta afferra le ginocchia con le mani e si pone in posizione fetale, «non d dovresti essere qui.»
    La dama nera fa un pa […]

    • E’ sempre un vero piacere leggerti.Adoro come scrivi, mi dimentico del mondo circostante e mi catapulto nelle vicende che racconti.Helena è così fragile e forte allo stesso tempo.Sai descrivere veramente bene le emozioni.

      • Ciao Ely. Helena deve essere forte, il suo passato l’ha resa tale.
        Io adoro concentrarmi sulle emozioni, molto più che sulle descrizioni fisiche.
        Grazie per aver letto.😊

    • Qualcosa mi suggeriva che tanto piccola non era Helena… bel combattimento, preciso ed esaltante, e ovviamente, chissà chi sono “loro”… episodio condotto magistralmente, come al solito, del resto… ah, ma il venticinque dicembre è casuale? Mah, secondo me no…

      • Antonino! Non fare troppo caso alla data. Piano piano stiamo cominciando a scoprire nuovi particolari riguardo Helena. Come ho già detto, questa serie rimarrà sempre nell’ambito del verosimile, quindi la soluzione dei misteri sarà piuttosto plausibile…ma non per questo meno sconvolgente.😉

    • Ciao Dario, anch’io sono stata colpita dalla data: 25 dicembre. E’ davvero una coincidenza? Mah… il tempo dirà. La trama si è aperta, hai seminato mille nuovi indizi da decifrare. Sono contenta che non hai “fatto fuori” il vecchio Hogo. 😉

      • Povero Hugo, deve ancora spiegarci la storia che si nasconde dietro la bambina nella fotografia; non potevo certo farlo fuori. Ciao Micol e grazie !

    • Avevo erroneamente letto: “ho compiuto centodiciannove anni lo scorso venticinque dicembre, è questa la verità.» Ahahahah 🙂
      Altro ottimo episodio, intriso di azione (che bello!) e tante rivelazioni. Ho come la sensazione che questi episodi siano una sorta di prologo, prima di un ipotetico viaggio da parte dei protagonisti. Chissà! E chissà perché Helena si sia rintanata (nascosta?) in questo bel posticino! Mi hai lasciato con altre nuove domande, la curiosità è a mille. Aspetto il prossimo episodio! 🙂

      • Sì Giuseppe, proprio così! La seconda stagione sarà incentrata sul tema del viaggio. Prima però ci attendono molte sorprese, parola di Pezzotti il “folle”😁

    • Provo un sentimento di amore/odio verso di te. Mi fai odore, assaporare le briciole di un pasto prelibato e poi me lo togli da sotto il naso concludendo cosi. Miserabile! XD

    • Questo sì che mi ha sorpreso! Vediamo quali sono le ragioni che si celano dietro questo ulteriore mistero. 😛

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Dario Pezzotti

Foto del profilo di Dario Pezzotti

@dariopez

attivo 1 giorno, 2 ore fa
scrittore