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  • Dopo l’autunno arriva l’inverno. Gipo sapeva che poteva durare molto a lungo, soprattutto nella valle. Sapeva anche che quell’anno sarebbe stato molto più rigido dell’anno precedente. Non malvagio, indiffer […]

    • Ciao Dario, giuro che durante l’ascesa aspettavo da un momento all’altro che Gipo tirasse fuori il coltellaccio per far fuori Anna. Il finale mi ha lasciato un retrogusto amaro e molto a cui pensare riguardo l’importanza del guscio che vestiamo. Non mi dilungo nel commento, perché non voglio “spoilerare” a chi lo leggerà nella home senza aver prima aperto il racconto. L’inverno è davvero duro, l’incidente aereo sulle Ande insegna.

      • Ciao Micol, avevo avvertito che per questo lab avrei scritto un racconto piuttosto crudo. Una storia che tenevo in serbo da un po’ di tempo. Sapevo che l’idea era buona quindi temevo che metterla su carta (schermo) l’avrebbe sminuita.
        Avevo anche detto che con questo lab avrei fatto sul serio, e io mantengo sempre le promesse. Ahahah (o almeno ci provo).

    • Breve e intenso, secondo me carico di significato.
      Complimenti!

    • Dario, non posso fare altro che complimentarmi con te, perché a tratti è un racconto commovente grazie alla tua prosa cruda, ma poetica. Un racconto significativo, ove tocchi davvero molte corde, col tuo solito incedere carico di oscurità. È una favola triste, anche per come è stata scritta, che in un certo senso, nella sua tristezza, fa il paio con il mio lab, se posso permettermi, anche se ovviamente sono diversi. Direi che hai mantenuto in pieno la tua promessa😁!

      • Grazie Antonino, il fatto più sconvolgente è che questa storia è basata su fatti reali. Quanto ho descritto era una pratica utilizzata dagli abitanti dei paesi che in passato restavano isolati per le abbondanti nevicate.

    • Una storia d’impatto, che ti lascia dentro un vuoto quasi incolmabile e al contempo un forte senso di consapevolezza. Descritto poi con un linguaggio veloce e crudo, così come deve essere, per far immergere ancor più il lettore e farlo sprofondare nelle riflessioni che hai sapientemente richiamato. Sul veicolare significati sei sempre un grande, complimenti!

    • All’inizio, con Gipo (i tuoi nomi sono forti!) pensavo di ridere. Ho creduto fosse una specie di favola. Ma lo sviluppo e il finale sono di una tristezza infinita. Povera bimba! Bravo Dario! Imprevedibile, oltre che inquietante, come sempre 👍

      • Carissima Cristina, Gipo è il diminutivo di Gianpaolo. Hai ragione, questa è una storia triste, un racconto che conservavo da più di due anni. Meditavo di mandarlo a qualche concorso (anche se non é che io sia tipo da concorsi) ma questo lab mi ha convinto a proporlo qui. Su questa piattaforma ho conosciuto persone meravigliose; mi trovo veramente bene, anche se a volte dovreste essere più severi con le critiche. Siete troppo buoni! 😊
        Spero che questo mio piccolo racconto sia piaciuto almeno un decimo di quanto è piaciuto a me.🙂

    • Ciao Dario.
      Mi è piaciuta l’atmosfera che hai creato e la preparazione al finale che non è stato per niente facile da accettare.
      Da lettore si rimane scossi e si resta nella storia per un po’,concordo con gli altri.
      Ma da autore, mi chiedo, cosa provavi quando lo scrivevi?
      Complimenti!

      • Ciao Fabio, diciamo che mi trovo abbastanza a mio agio con i racconti oscuri.😉
        A parte gli scherzi, l’ispirazione per questa storia è arrivata da un articolo letto non ricordo dove. Cosa ho provato scrivendola? La soddisfazione di aver dato vita a una buona storia…o così mi auguro.

    • Ciao Dario,
      sin dall’inizio ero partecipe all’angoscia del padre, mi sembrava di sentire come respirava il freddo, quel freddo che si è dovuto, per necessità, trasmettere a tutto il suo corpo, compreso il cuore. L’unico punto caldo del racconto è la piccola Anna, confido in un seguito che le risparmi questo dolore 😟

      • Questa è una storia triste, soprattutto perché drammaticamente plausibile. Del destino di Anna non mi è dato sapere, forse non sarà costretta a seguire le orme del padre. Chissà. Ciao Isabella.

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)

    Nell’eterno presente, l’eterno adesso, l’uomo nero osserva colui che gli sta di fronte, immerso in pensieri più scuri della sua stessa pelle.
    «Ci facciamo un altro g […]

    • Una volta hai detto che l’oblio e peggiore dell’Inferno (ricordo male?) e in questo racconto di chiusura ne dai la prova. L’ineluttabilità, l’angoscia, non del solo protagonista ma universale, esplode in una violenza al di là della violenza. Ecco, so di sicuro di non volere andare nel tuo inferno.

      • Per accedere al paradiso o all’inferno devi essere una persona! All’Abisso solo i vuoti involucri. Ciao Micol, e grazie.

    • Hai ben sfruttato lo stordimento che prova una persona ubriaca, potenziandola col seme della follia, dell’incubo e della tua fantasia, la bottiglia che si svuota è l’anticamera dell’oblio, e riempie John con le sue macabre ondate. Avevi ragione: l’oblio e l’Abisso, che nulla distinguono, sono peggiori dell’inferno, ma in fondo, John lo meritava, certamente più di sua moglie, che non ha fatto nulla, almeno ai miei occhi… piccola miniserie, ma contenuti di ottima fattura… nella botte piccola… alla prossima follia Dario😁!

    • Scelta del titolo azzeccata: “L’abisso”. Perché di uno sprofondare negli abissi si parla, in quelli vuoti e colmi del nulla opprimente che tanto terrorizza. Gli stessi bicchieri di bourbon rappresentano una discesa (o salita) verso uno degli inferni più temuti: l’oblio. Ottima miniserie, Dario, piena zeppa di significati. Complimenti! 🙂

      • Carissimo Giuseppe, l’oblio terrorizza; essere dimenticati, cancellati come se non fossimo mai esistiti. E lo dico da ateo.
        Ricevere i tuoi commenti è un vero piacere.😊

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)
    John pensò e osservò, osservò e pensò. La testa gli girava incessantemente e dallo stomaco proveniva un gorgoglio fastidioso. Non avrebbe voluto pensare alla moglie, ma […]

    • Inizio a pensare che i due John siano in realtà persone diverse e che il “gioco” del nome sia stato creato per portare alla memoria la miserevole coppia. Ci spalanchi una mente disturbata come molte volte hai saputo fare, il confine fra umano e bestia che si nasconde in tutti noi. In questo senso, sì, il linguaggio è esplicito e non si nasconde nell’ombra del dire non dire. È una delle caratteristiche che apprezzo dei tuoi racconti. Il concetto del “sentirsi derisi” non è sottovalutato: credo sia una leva importante che può portare al delirio una mente instabile e una personalità insicura. Tutti, abbiamo avuto a che fare con questa sensazione e tutti, credo, avremo voluto dare un ceffone ad altri.

      • Micol, tutti abbiamo una zona d’ombra; nel caso di John é molto, molto oscura. Sì, i personaggi non sono legati all’altra mia serie, forse nemmeno l’uomo nero è Geremia…😅

    • Più che dalla Warner bros mi sembra una scena tratta da Grattachecca e Fighetto! (se frequenti i Simpson, sai chi sono). La follia si cela dietro ad un sorriso, un sorriso che rappresenta tutte le prese in giro subite. John, in fondo, con gli amici finge… mi avvio alla fine del tuo abisso…

      • Certo che li conosco! Antonino, che dire! C’è qualcosa di peggio di un falso sorriso? A parte un weekend con mr B…😂

    • Oscurità in ogni dove: nelle parole, negli sguardi, nei sorrisi… nella mente. La follia appartiene i personaggi, tutti i tuoi personaggi. Ti “appartiene” perché parte integrante del tuo stile 🙂 Mi avvio alla conclusione! 🙂

      • Diciamo che in questa serie l’alcol gioca un ruolo ben più importante che in Eterno oblio. John Ellen è forse il personaggio più odioso che abbia mai concepito.🙂

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)
    Come diavolo era finito in quel posto?
    John Ellen continuava a guardarsi attorno nervosamente, tentando di mascherare il disagio che stava provando.
    Calmati John; hai […]

    • John non è nemmeno passato per il limbo, lo hai accompagnato direttamente all’inferno. Ricordavo Lady Mary meno zannuta, ma sono felice di trovarla in splendide forme. Il mistero si infittisce e, molto sinceramente, non sarei sorpresa se da qualche angolo se ne uscisse pure Mister B.

      • Cavolo, sai che in una futura versione alternativa de Il settimo bicchiere potrei metterci davvero B!😂

    • Micidiale questo episodio! Stai ritraendo un incubo maledetto in tutto il suo splendore, l’alcol è solo un veicolo, l’incubo di John è già insito in lui, doveva solo uscire fuori… bella lì Lady Mary, da morir da ridere😂😂!

      • Non so se il donnone sia realmente lady Mary, Oscura follia si svolge in un universo parallelo a Eterno oblio.😉

    • Il linguaggio è il punto focale di questa serie, la centralità del tutto. Non il linguaggio dei personaggi, ma il tuo, quello della tua “penna”. Attraverso questo hai messo su un impianto narrativo che funziona: coerente nei personaggi, nei dialoghi e, soprattutto, nell’ambientazione. Una componente che mi affascina molto de “Il settimo bicchiere”.

  • (Attenzione! Linguaggio e temi espliciti.)
    «Senti, amico.»
    John Ellen finse di non udire e continuò a camminare.
    «Cazzo fai, amico? Voglio solo aiutarti!»
    «Lasciami in pace.»
    «Vedi che ho ragione? Tu hai bisogno […]

    • Ciao Dario. Avevo ricevuto la notifica ieri sera, ma ho preferito aspettare perché di solito disinnesco le bombe al mattino presto. Ti dirò, quello a “preoccuparmi” 😁 è stato l’avviso: Attenzione linguaggio e temi espliciti. Mi è tornato alla mente il CD dei Red Hot Chili Peppers, dove ho letto per la prima volta quel l’indicazione di salvaguardia.
      OK, a parte gli scherzi, ho avuto il piacere di incontrare John, effettivamente la sua storia non era nota. Confesso che mi sto ancora interrogando sul nome “John Ellen” (ricordando la controparte femminile nella serie forse parallela), ma con il tempo capito (spero). Proseguo lungo il cammino…

    • Ciao Dario, non sapevo che in quel bar ci fosse una drink card😂😂😂! Scherzi a parte, ricalca in pieno l’atmosfera vissuta ne “Eterno oblio” , ma stavolta hai calcato più la mano, più esplicito, anche se non di tanto. Già in questo episodio entri dentro nella mente del lettore, lo fai ammattire anche grazie alla stessa voce del narratore, quasi una macabra voce in ognuno di noi, una sorta di coscienza che martella. Al di là di dove ci condurrai, ci sarà certo da divertirsi e da riflettere😊!

      • Carissimo Antonino, ho scritto questo racconto prima di Eterno oblio. Se bastassero sette bicchieri di bourbon per dimenticare quel che fa soffrire, ne approfitteresti ?😁😉

    • Ciao Dario,
      intrigante come racconto. Esplicito, ma ci sta, l’ambientazione lo vuole e non stona con tutta la situazione infima che trascina il lettore in una conversazione ambigua. Bravo! 😊

      • Ciao Isabella! Tutte le mie storie, spogliate della componente oscura e folle, raccontano drammi e dolori molto reali. Anche questa miniserie non fa eccezione.😊

    • Chi poteva andare a scrivere all’inizio di un racconto “Attenzione linguaggio e temi espliciti”? Dario Pezzotti, chi altrimenti! Ahahahaha, fantastico! 🙂 Ti dirò, con l’ambientazione che hai messo sù questo tipo di linguaggio ci sta alla grande. A me è piaciuto. 🙂
      Quanto ho adorato il passo: “Ancora quell’insopportabile amico.”… quanto!
      Proseguo con la lettura. 🙂

  • Finale di stagione
    Il suo nome è Hugo, fiero abitante della zona bassa di Newcity. I suoi passi risuonano silenziosi nella notte, negli ultimi sprazzi di nero che precedono l’alba. Nella sua testa vorticano un tu […]

    • Ciao Dario, un finale che lascia porte spalancate al futuro. Come di consueto non hai paura a trattare temi “scomodi”, offrendoli al lettore con naturalezza. Sono dispiaciuta per Hugo, la morte non è mai dalla parte dei “buoni”. Non mi rimane che attendere le future avventure di Helena, sperando in una nuova fuga.

      • Ciao Micol, e grazie per il tuo graditissimo commento. In questa serie ho posto una serie di quesiti, sperando che il lettore si soffermi a riflettere. Come ho anticipato, nella seconda stagione tratterò il tema del viaggio. Abbiamo un intero mondo da esplorare!😉😊

    • Ciao Dario, è sempre un piacere per la mia mente leggere i tuoi racconti, questo è un degnissimo finale di stagione di una serie ben architettata, con vari colpi di scena, non ultimo la tragica fine di Hugo (sigh). A questo punto non ci resta che aspettare la prossima partenza verso nuovi folli capitoli, e chissà che fine farà Helena, tra le tue mani non è al sicuro, povera figliola!

    • Nooo, non può finire cosi. Maledetto! Ora come posso trattenere questa fame selvaggia di sapere?! Ti oooodio!
      Ps:Nel mio odio profondo ti faccio i complimenti per aver concluso (per adesso 😉 ) la serie in grande stile.

      • Ciao Daniele. In un tuo precedente commento avevi previsto il destino del povero Hugo. Dopo la pausa estiva, via con la seconda stagione!😉

    • Un finale di stagione che si apre a uno sconfinato orizzonte di possibilità… e che fa gridare la mia mente “E adesso?!”. Non appena a inizio episodio ho letto “Il suo nome è Hugo”, ahimé ho compreso che per lui non sarebbe finita bene. La sua morte è stata descritta veramente bene, malinconica, crudele, a tratti quasi poetica. Bravissimo, sei sempre in grado di intrattenermi a dovere con la tua penna e, soprattutto, con le tue idee! 🙂

      • Grazie Giuseppe! Ti eri scordato della presenza di Jonathan Bull, vero?😂 In effetti, dopo il primo episodio, ho evitato di parlarne. In un precedente commento avevo avvertito che nessun personaggio è messo così a casaccio…😊

  • George Romano corre nell’aria stantia che impregna la Route 66. Le sue vecchie scarpe consunte colpiscono il cemento, a ogni passo minacciano di appiccicarvisi. Il sudore lambisce ogni solco del suo viso. A […]

    • Ciao Dario. Non scherzo, ma prima di scrivere il racconto avevo pensato anch’io alla Route 66 🙂 Il cambio di prospettiva mi è piaciuto parecchio, sono entrata in empatia con il tuo personaggio dalle prime righe. Una sorpresa le ultime, dedicate “all’amore malato” (tema a te caro) di George per il padre. Quasi tutti i tuoi racconti narrano di”mostri” pensanti, ci avvicinano al loro essere che pur distorto ci fa provare pietas. La tua è una voce fuori dal coro che apprezzo di cuore.

      • Avevo letto mostri pesanti e non riuscivo a capire il significato😂.
        Sono convinto che in ciascuno di noi ci sia luce ma anche ombra. Tranne in mr B, in lui solo oscurità.😉

    • Ciao Dario, nonostante sapessi già il tema del tuo lab, hai saputo spiazzarmi, e quando è cambiata la prospettiva, ho sorriso, e pensato “m’ha fregato!”. Ho apprezzato l’umanità di George in quel barlume di lucidità e amore rimastogli, l’ultima cosa a renderlo ancora umano, anche se ormai, l’istinto del mostro prende il sopravvento. E Frank che rimane lì, nonostante dica che non sia più suo figlio, dimostra la sua non accettazione di quella macabra realtà. È davvero un bel libriCk, e questo conferma che tu i bei racconti li sai scrivere eccome😁!

    • Wow Dario… brividi che salgono lungo la schiena per arrivare dritti in testa nel leggere le tue parole
      Racconto macabro, horror e terrificante che ti si appiccica addosso come sangue rappreso.
      Ottima scrittura come sempre.
      Alla prossima lettura.

    • Ciao Dario, all’inizio credevo ti fosse sfuggito un refuso. Poi ho capito che invece era proprio dovuto a quel che stava accadendo al tuo personaggio. Riesci sempre a spiazzare il lettore, anche con questo “zombiLab” 😂
      Tutti vorrebbero andare a visitare la famosa “Route 66”. Sapessero che per te l’aria li’ è stantia! 🤣
      Alla prossima.

      • Ciao Cristina, mi piace sperimentare nuove tecniche di scrittura rimanendo sempre fedele al mio stile.
        L’aria della Route 66 un po’ stantia lo deve essere! Troppa gente che ci fantastica sopra.😁

    • Ritorno ad asserire questa cosetta qua: spesso non importa cosa si narra, ma come lo si fa! E sai benissimo pure tu che hai dato prova di saper scrivere, sapendo dosare bene le parti (vedi quel “Game over, George”) e non esagerare mai con le descrizioni: in un librick del genere sarebbero risultate fuorvianti per il lettore. Al contrario, hai lasciato parlare le sensazioni – quasi visioni deliranti – dei personaggi, rendendomi assolutamente partecipe della trama. Cosa assolutamente non facile da fare. Non bravo, bravissimo. E non ti permettere di dirmi “Troppo buono, sempre gentile, ecc”, perché ciò che sostengo è ciò che penso. 🙂

    • La narrazione riesce a creare una bella atmosfera che ben si sincronizza con l’ambientazione, spingendo il lettore a scorrere le righe quasi ammaliato e come sempre offri trame affascinanti. Good Job, Dario!

  • Nel silenzio quasi innaturale di un’uggiosa mattinata novembrina, il triste rintocco di campane si levò come una lugubre sinfonia. Hector Everblue si alzò dalla poltrona in cui stava sprofondando. Prima si mas […]

    • Sn le 01:41 minuti, lo dico per evidenziare tutta la voglia di leggere la nuova puntata.
      Mia ha preso molto questa nona puntata anche se mi ha ftt un notevole ribrezzo sta cosa del padre-marito. Mi sa che pure tu ti sei ftt.prendere dallo spirito malato.l Martin XD

      • Capisci il motivo per il quale Helena ha deciso di rifugiarsi a Newcity? Poveretta, mi dispiace per lei…E sapessi quante gliene devono ancora capitare!😂
        Probabilmente c’è un po’ di Martin anche in me (però sono molto più magro), ma le mie storie sono sempre state un po’ malate.😉

    • Il mistero continua ad essere fitto, nonostante i frammenti legati al passato di Helena e l’importante accenno sulla casata, mi chiedo se Helena si trovasse a Newcity per sfuggire al matrimonio, visto che il vecchio lo aveva pianificato sin dalla nascita della figlia, proprio per avere sto maledetto erede maschio, e poi gli occhi legati all’oscurità, che penso abbia qualcosa a che fare con la moria dei bambini… Va beh, troppe domande, sul racconto in sé, beh, ormai si sa, riesci sempre a tenere tutti sulla corda!

      • Ciao Antonino, naturalmente il motivo della fuga di Helena è proprio questo, penso sia più che condivisibile. Forse il padre aveva pianificato tutto già dalla nascita di Helena, ma la convinzione che solo un sovrano maschio dagli occhi cobalto possa salvaguardare il mondo, certamente pesa. Con il finale di stagione, grosse sorprese!😊

    • Ciao Dario, la “bella” e invadente Signora somiglia a quella incontrata al mercato del pesce 😉 La storia di Helena inizia a delinearsi, alcune domande trovano risposta. Altre matasse devono ancora essere dipanate. Attendo il finale di stagione, nella speranza di poter leggere la seconda il prima possibile: sono sicura che lascerai i tuoi poveri lettori senaza soddisfare del tutto l’appetito.

      • E sì, la signora è proprio quella! Per l’ultimo episodio della stagione ho in mente sorprese succulente.😁

    • “«Non c’è nulla da festeggiare, padre. O forse devo chiamarvi Marito?»”… niente, sei pericoloso! Ahahahah A questo punto mi viene facile pensare che la povera Helena si sia “rifugiata” a Newcity per non concretizzare il matrimonio. Ma chissà se con l’ultima puntata di stagione le cose risulteranno ben diverse. Con te bisogna aspettarsi di tutto! 🙂 Grande come sempre, Dario!

      • Tu sei troppo buono, Giuseppe. Ci sarebbero alcuni passaggi da smussare, ma come tu ben sai questo non è stato un episodio facile da scrivere. 😊

  • Questa è un’opera di fantasia, e come tale va presa. Spero sia una lettura piacevole.
    ***
    Perché mi trovo qui? Tutto questo è assurdo! Costretti nei vostri abiti gessati che odorano di naftalina, mi osservate come […]

    • Azz… Dario sono senza parole, hai avuto un’idea straordinaria, che nessuno avrebbe mai potuto avere, sei andato laddove nessuno si sarebbe scomodato! Un racconto proprio tra il sacro e il profano, scritto con grande ironia, senza citare la tua proverbiale maestria… per colpa tua abbiamo quasi rischiato la Fine, menomale che si è svegliato và…😂😂😂 Grande Dario!!!

      • Carissimo Antonino, all’inizio ho voluto sottolineare il fatto che questo è un racconto di fantasia, sia mai che qualcuno lo pigli sul serio e si offenda! 😅

    • Minkia, una bellissima, diverte storia cn una punta di cinismo. Soprattutto.la frase finale, è stata epica!

      • Ti confesso che la parte finale è stata la più ostica da scrivere. Una roba descrittiva? Cosa mi invento?
        Ho preferito una conclusione secca e cinica, come tutta la storia d’altronde.😉

    • Ho compreso il perché di questo librick, il senso della storia… un significato forte, profondo. Quella frase finale poi “Un uomo è morto, ma Dio è vivo” la dice veramente lunga! Dario, sempre pronto a farmi passare dieci minuti di pura riflessione con i tuoi racconti. 🙂

      • Ciao Giuseppe! Questo non è
        certo il più corposo dei miei racconti, ma per trovare conclusione ha necessitato più tempo degli altri. Il rischio che non venisse pubblicato è stato altissimo. Il fatto che ti sia piaciuto è un sollievo.😊

    • Ciao Dario, confesso che questo è uno dei tuoi racconti che preferisco. Ironico, pungente, aperto… non sono ancora convinta che la serva non sia in realtà una badante schizzata che prende a ombrellate un povero malcapitato a caso. Quanto al “Grande Capo” non gli farebbe male fare un giro in metro e toccare con mano gli effetti del suo senso dell’umorismo.

      • Schizzata lo è di sicuro…
        Troppo gentile Micol. Confesso che ho qualche dubbio sulla riuscita del finale, ma se ti é piaciuto forse non è così male.😉

    • Dario SEI UN PAZZO!
      MI PIACE! 😉✌️

    • Di certo sai come tenere alto l’interesse del lettore! Trovo che “Maddy” sia fantastico! Un racconto ironico, direi, più che blasfemo. Oppure, blasfemo ma con grazia 😀
      Nel finale ti ho riconosciuto, come tu avessi una firma che ti contraddistingue.
      Bravo Dario! Ciao.

      • Ciao Cristina. Non per nulla ho voluto specificare che si tratta di una storia di fantasia!😅
        Non intendevo assolutamente essere blasfemo (Sono ateo, ma rispetto ogni credenza religiosa), ma l’idea di una domestica che si occupa del palazzo del Creatore, mi sembrava interessante.🙂

    • Grazie per avermi tenuto letteralmente incollata allo schermo!!! Un librick fresco, simpatico, umoristico, con un bel finale, divertentissimo! Grazie davvero 🙂

    • La prima parola che mi viene in mente leggendo questo racconto è: geniale! Scrivere qualcosa che riguardi una qualsiasi religione può essere un rischio, ma questa storia è scritta in tono talmente ironico e leggero che non si può fraintendere. Bravissimo Dario, è stata una bella idea 😍

      • Ciao Debora! In effetti ho faticato non poco per portare a termine questo racconto. L’idea mi girava in testa già da un po’, ma metterla su schermo non è stato facile.😊

    • Mi hai tenuta incollata e strappato più di un sorriso. Il finale mi ha sorpresa molto: cinico e divertente… Il Signore andava salvato, mica l’uomo! Quello si salva da solo. Ma mi sfugge il significato recondito: cosa volevi dirci? Che Lui è lì a guardarci? 🤔

      • Ciao Giuseppina, approfitto del tuo commento per specificare una cosa:
        Io non voglio insegnare nulla, voglio solo raccontare una storia. Grazie per il commento.😉

    • Blasfemo, si lo è. Prenderlo sul serio no, ma per un credente può dare fastidio il fatto che si stravolga l’immagine di Dio, detto tirchio e che si incarna in un uomo di mezza età scelto a caso. Mi ha fatto pensare al diavolo non a Dio… comunque complimenti per il coraggio e la scrittura sempre graffiante.

      • Ciao Maria, un racconto in fondo non è altro che un racconto e come tale va letto. Se qualcuno si è offeso me ne scuso, ma non credo che il Capo abbia qualcosa da ridire.😉

  • La piccola barca a remi prese il largo. Con la schiena appoggiata al legno, una fanciulla osservava il buio con occhi spalancati: blu cobalto, iridi tempestose.«Non voglio farlo, Jade» disse alla donna che si p […]

    • Dario, con te non ci si annoia davvero mai!! Chissà cosa è successo tra Hugo e Lhara… Non so cosa aspettarmi, e poi c’è ancora la questione dell’essere bambini o no, che certamente è legata al destino di Lhara… diavolo di un Pezzotti, chissà cosa ti sei inventato!

      • Ahahahah, se riesco a tenere viva l’attenzione ne sono lieto. Il (triste) destino di Lhara è sì importante, ma è legato più a Hugo che a Helena. Per quanto riguarda la questione dell’essere bambini o no, è il perno sul quale si regge l’intera serie. Ciao Antonino.

    • Ogni episodio è una rivelazione.Spero sono ammirata dal tuo modo di scrivere, non annoi mai.Complimenti.

    • Ciao Dario, finalmente ci hai svelato l’identità della bimba ritratta nella foto. Rimangono tuttavia molti punti oscuri, come quello della malattia che colpisce i bambini e le ragioni che hanno spinto Helena a scegliere la via dell’esilio. Attendo il prossimo episodio, sperando di recuperare qualche altro pezzo del mosaico 😉

    • Uhm, ho colto qualcosa in questa sorta di malattia che colpisce i bambini: sarà uno dei punti focali della serie? E Lhara, Hugo? Hai rincarato la dose di curiosità con questo nuovo capitolo! Chissà dove andremo a parare, con te mai nulla è scontato! 🙂

      • Nel prossimo episodio altri indizi sulle ragioni che hanno portato Helena ad abbandonare la capitale su una piccola barca a remi. Per quanto riguarda la Malattia, sarai tu (e tutti i lettori) a decidere cosa sia! Sembra assurdo, ma non lo è. Ti troverai davanti a due alternative, a quale sceglierai di credere?
        Vedrai vedrai…quesiti esistenziali in arrivo!!!😂

    • Bellissimo, impatto emotivo nelle parole, la descrizione molto empatica. Siamo all’ottava puntata eppure sei riuscito a prendermi come fosse la prima. Pero ti odio lo stesso, sappilo! XD

  • «Mi perdoni se sono arrivata tardi, principessa»
    «Jade, tu», la fanciulla dagli occhi di tempesta afferra le ginocchia con le mani e si pone in posizione fetale, «non d dovresti essere qui.»
    La dama nera fa un pa […]

    • E’ sempre un vero piacere leggerti.Adoro come scrivi, mi dimentico del mondo circostante e mi catapulto nelle vicende che racconti.Helena è così fragile e forte allo stesso tempo.Sai descrivere veramente bene le emozioni.

      • Ciao Ely. Helena deve essere forte, il suo passato l’ha resa tale.
        Io adoro concentrarmi sulle emozioni, molto più che sulle descrizioni fisiche.
        Grazie per aver letto.😊

    • Qualcosa mi suggeriva che tanto piccola non era Helena… bel combattimento, preciso ed esaltante, e ovviamente, chissà chi sono “loro”… episodio condotto magistralmente, come al solito, del resto… ah, ma il venticinque dicembre è casuale? Mah, secondo me no…

      • Antonino! Non fare troppo caso alla data. Piano piano stiamo cominciando a scoprire nuovi particolari riguardo Helena. Come ho già detto, questa serie rimarrà sempre nell’ambito del verosimile, quindi la soluzione dei misteri sarà piuttosto plausibile…ma non per questo meno sconvolgente.😉

    • Ciao Dario, anch’io sono stata colpita dalla data: 25 dicembre. E’ davvero una coincidenza? Mah… il tempo dirà. La trama si è aperta, hai seminato mille nuovi indizi da decifrare. Sono contenta che non hai “fatto fuori” il vecchio Hogo. 😉

      • Povero Hugo, deve ancora spiegarci la storia che si nasconde dietro la bambina nella fotografia; non potevo certo farlo fuori. Ciao Micol e grazie !

    • Avevo erroneamente letto: “ho compiuto centodiciannove anni lo scorso venticinque dicembre, è questa la verità.» Ahahahah 🙂
      Altro ottimo episodio, intriso di azione (che bello!) e tante rivelazioni. Ho come la sensazione che questi episodi siano una sorta di prologo, prima di un ipotetico viaggio da parte dei protagonisti. Chissà! E chissà perché Helena si sia rintanata (nascosta?) in questo bel posticino! Mi hai lasciato con altre nuove domande, la curiosità è a mille. Aspetto il prossimo episodio! 🙂

      • Sì Giuseppe, proprio così! La seconda stagione sarà incentrata sul tema del viaggio. Prima però ci attendono molte sorprese, parola di Pezzotti il “folle”😁

    • Provo un sentimento di amore/odio verso di te. Mi fai odore, assaporare le briciole di un pasto prelibato e poi me lo togli da sotto il naso concludendo cosi. Miserabile! XD

  • Dario Pezzotti piace il LibriCK Argento 3 mesi fa

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  • Sotto gli sguardi silenziosi di cento e più occhi nascosti in scuri anfratti, i passi di Hugo lasciano impronte nella polvere che ammanta la casa-magazzino del signor Cho. Il pizzicore alle narici lo invita a […]

    • Dario, ma i cinesi sono dappertutto!!! Scherzi a parte, il mistero su Helena si infittisce, e la conclusione mi ha lasciato con l’amaro in bocca, proprio sul più bello… cacchio, dovrò aspettare! Ma aspetterò con piacere, perché questa serie la trovo appassionante!!

      • Ciao Antonino e grazie per i tuoi più che graditi commenti. Nel prossimo episodio ci sarà più azione; sono quasi tentato di farlo scrivere al grande @giuseppegallato che è maestro in queste (e altre) cose. Scherzi a parte, come ho già detto questa sarà una serie piuttosto lunga, quindi ci sarà tutto il tempo per svelare i misteri.

      • Ahahaha Dario, esagerato, sempre troppo buono con me. Ci sarà tanta azione? Non vedo l’ora! 🙂

    • “«E tu avlai il liso pel te e pel quella stlana lagazzina che sta con te.»”… fantastico oh, di risate che mi sono fatto con questo Cho! Ahahahah. Il bello di questo episodio è che prima porti il lettore ad “alleggerirlo” attraverso dialoghi divertenti (in cui tra l’altro emergono pian piano informazioni su Helena), mentre sul finale gli stronchi l’esistenza con una chiusura che sa di amaro. Già, perché voglio sapere immediatamente come prosegue la storia, dannazione a te! 🙂 Bravo, come sempre del resto!

      • Sono felice che anche questo episodio ti sia piaciuto! Dovevo trovare un modo per introdurre i misteriosi “amici” di Cho, che ritroveremo più avanti. Il prossimo episodio si aprirà con un combattimento…spero di esserne all’altezza.

    • Ciao Massimo! La dama nera è un personaggio fondamentale e attraverso lei forse scopriremo qualcosa di più riguardo Helena e il suo passato. Sempre che nel prossimo episodio Hugo non la faccia a fette! Ahahahah😂

    • Ciao Dario, spero che il povero Hugo non ci lasci le penne. Oramai mi ero affezionata. Mi piace l’ingresso di questa dama d’ebano, non vedo l’ora di conoscerla meglio e trovare un nuovo tassello da inserire nel rompicapo che anima il mistero della piccolina.

      • Ciao Micol! La dama nera, che in realtà si chiama Jade (vedi che anticipazioni ti faccio😁😉), conosce perfettamente il passato di Helena e soprattutto il destino che incombe su di lei. Il consiglio che posso darti è di prestare attenzione a tutti i personaggi di questa mia storia, perché nessuno è stato messo lì a caso. Ops, sto parlando troppo…😂

    • Intrigante come sempre, e il finale da un forte impatto emotivo, molto bello! Attendo famelico le sorprese ci riserverà la tua contorta mente 😉

      • Ciao Daniele! Tra qualche episodio il segreto di Helena sarà rivelato, ma questo non corrisponderà alla fine della sua storia, assolutamente! Per quanto assurdo, quel che nasconde è verosimile. Alla prossima lettura.😊

  • Se l’essere umano è riuscito a sopravvivere nonostante glaciazioni e surriscaldamenti globali vari, lo deve alla propria capacità di adattamento. Mario non è certo il migliore esempio di suddetta categoria, ha s […]

    • Inizio a conoscere sempre di più la tua follia… un personaggio degno de “il silenzio degli innocenti” a mio parere, una pazzia che non risparmia nemmeno le sue bestiole, e lo scenario da te ottimamente descritto mi ha immerso realmente in un’atmosfera lugubre e malata. Il finale conferma quanto Mario non sia mai stato vegano… e questo frammento “Quando il portone del fienile viene spalancato incontra il soffice candore della neve che accoglie Rochi e Sara nel suo gelido abbraccio. Al di sopra il cielo è terso, il sole è una sfera che ferisce lo sguardo.” è pura poesia! Complimenti Dario! Alla tua prossima follia😁!

      • Troppo gentile, Antonino! Sono felice che apprezzi la follia ignorante di Mario(alias mr.B). Se vuoi conoscere meglio questo personaggio puoi dare un’occhiata al mio racconto MR. B, pubblicato qui su EO. Ciao e, come dici tu, alla prossima follia!!!!

    • Ciao Massimo, magari seguirò il tuo consiglio. Ho in mente altre “avventure” per il nostro simpaticissimo Mario…(però preferisco non realizzare una serie.)
      La cosa assurda è che mr B è ispirato a una persona che conosco (in parte almeno😂)

    • Sublime, decadente,un elogio dell’ ignoranza di basso rango.Si percepisce l’ istinto primordiale che emerge.Mi è piaciuto tantissimo

      • Ciao Ely, e grazie! Se il protagonista ti è “piaciuto” puoi dare un’occhiata anche al mio racconto Mr.B che trovi sempre qui su EO.

    • Un racconto in cui il protagonista travolge con la sua follia ogni cosa che lo circonda, persino i lettori! Hai descritto in maniera così vivida certe scene che a un certo punto sembravo quasi percepire la stessa aria respirata dall’uomo bue… permeata non tanto di cattiveria quanto di pura instabilità mentale (e anche più). Questo è un genere in cui, a mio avviso, ti districhi molto bene: il tuo stile ne esce sempre a testa alta con una poetica decadente al punto giusto. Bravissimo, mister D. 🙂

    • Divertente, malsano e dai tratti disgustosamente affascinanti. Solo che ora mi hai fatto passare l’appetito XD

      • Ahahahah. Daniele, che ne dici di un po’ di patate? Preferisci della lattuga? Suvvia, sapessi quanto cibo è avanzato al buon signor B !!!!

    • Ciao Dario, questa tua serie fa “veramente” paura. Nel senso che uno degli incubi che più mi sconvolge è quello della follia cui non si può porre rimedio, una corruzione scritta nel dna che non si può correggere. E’ difficile “accettare” che al mondo possono esistere persone inumane al punto da non poter essere salvate, ma, purtroppo, così è.

      • Hai ragione! Purtroppo le persone come mr B esistono, anche se fortunatamente non arrivano ai suoi livelli.
        Per quanto riguarda fare una serie, preferisco che le storie dell’uomo bue (ebbene sì, ce ne saranno ancora) rimangano a sé, che stiano in piedi da sole. Grazie, Micol!😊

      • Wow….essenziale, psicologico ed accattivante. Trama che scorre e tematica particolare trattata con attenzione e stile.
        Mi piace!

    • Ciao @fabyfabiana, e grazie per aver dedicato il tuo tempo a questo raccontino; sono contento che ti sia piaciuto.

    • Dario che storia… il tuo racconto è scarno, privo di inutili frivolezze che rispecchiano in toto il suo protagonista, elementare, nudo di qualsivoglia sentimento al limite del primordiale. Molto bella la scelta di scrivere i dialoghi con gli errori grammaticali che sottolineano ancora di più l’ignoranza che permea la vita di quell’uomo. Speravo però che la sua ferocia risparmiasse i due poveri animali che invece sono forse le prime vittime della sua brutalità.
      Bel racconto come sempre.
      Alla prossima lettura

      • Ciao Raffaele, ti confesso che nella prima stesura del racconto i due cani, stremati dalla fame, finivano per cibarsi del corpo di Mario! Povero signor B, non potevo certo ucciderlo in quel modo, ha altre storie da raccontarci!😉

    • Ciao Dario.
      Bella storia. Originale la scelta di sottolineare il livello culturale del personaggio con gli errori grammaticali.
      Mi è piaciuta e, a dir la verità, ho tifato per la morte del personaggio ma a quanto pare deve compiere altri orrori per meritarsi una fine orrenda!
      Bravo

      • Ciao Fabio, hai ragione nel desiderare una fine orrenda per il protagonista! Ho ancora una storia da raccontare, poi avrà quel che si merita. (PS La prima apparizione del personaggio avviene nel librick Mr B.)😊

  • Una delusione d’amore. Alla veneranda età di trentacinque anni, Carla non è certo una ragazzetta alle prese con le prime cotte, ma scoprire di avere corna più lunghe di un cervo adulto può incrinare le certe […]

    • Simpatico il racconto. Spero però di non incontrare mai una così ne al cinema né da nessun’altra parte!!!!

    • Ciao Silvia, pensa che mi sono trattenuto nel finale! Nelle intenzioni iniziali era mooooolto più sanguinolento.😂

    • Ciao Dario, il vero lab è scrivere il commento al tuo racconto :)) Ineccepibile, come sempre. L’unica cosa che posso ipoteticamente dire a Carla è che non tutti riescono a portare le corna: solo pochi eletti riescono a sostenerle con classe 😉 i

      • Grandissima Micol!😂
        Nessuno è immune alle corna (a patto che sia accoppiato). Per quanto riguarda la storia, vuoi mettere la soddisfazione di spaccare la faccia a quelli che disturbano durante i film? 😎😉

    • Ahahah. Guarda, sono stato combattuto se regalare a questa storia un finale ben più truculento: ho deciso che fosse già abbastanza folle!😉😂

    • Allora Dario, io sarò pure folle, ma tu forse mi batti!😁! Detto questo, il tuo racconto sembra davvero un film in 4k ultra hd per il modo così dettagliato di descrivere ogni singolo momento, il tuo stile è davvero piacevole e particolare, però, penso che il tipo le lasagne le mangerà con la cannuccia! E ho pure letto nei commenti che avresti messo più violenza? Ma poveraccio! Lab sfizioso e divertente!

      • Ciao Antonino. Non so te, ma io quando sono al cinema pretendo silenzio…i disturbatori li farei a fettine.🤣
        A parte gli scherzi, grazie per aver letto.🙂

    • Beh, che dire? ottima la scelta dei tempi, davvero. 🙂 Non sarei mai capace di scrivere un racconto così

    • Dario, ma che devo fare con te? Ahahahaha 🙂 Racconto breve, ma a dir poco succulento! L’intreccio film/flash/realtà mi è piaciuto parecchio, non era facile impostarlo in poche righe. Bravo davvero. Ai tuoi racconti matti ci sono abituato, ma sei capace di spiazzarmi sempre con frasi ben azzeccate come quella finale. 🙂

    • Aspettavo il tuo racconto. Che scrivi bene, lo dico sempre. Stavolta ti dico che sai essere divertente, seppur nel delirio delle trame. Hai delle espressioni davvero esilaranti! Vedi corna di un cervo adulto, ecc. 😂😂🤣
      Bravo! Alla prossima.

    • Figata di racconto!
      Bel tipino questa Carla, un pò frustrata si però con la faccia tosta
      Dal punto di vista dello stile tutto al posto giusto.

      PS: dammi l’indirizzo della signora, vado io al posto del figlio a mangiare le lasagne

    • A dirla tutta anche in racconti più seri sono riuscito a intravedere una vena comica ben mimetizzata, alcuni tuoi dialoghi ad esempio sono divertentissimi soprattutto quando dosi sapientemente il turpiloquio (usarlo senza risultare volgari è un’arte). In questo LibriCK invece il tuo lato umoristico si esprime pienamente e il risultato è divertentissimo e impreziosito dalla prosa curata nei dettagli e dal riuscitisdimo intreccio citato da @giuseppegallato . Al prossimo Lab, folle amico mio!

      • Grazie, mitico! In fondo non faccio che esprimere la realtà, forse esasperandola un pochetto. Ahahahah. Riuscire a regalare emozioni, che siano paura o divertimento, è una piccola grande soddisfazione.

    • C’è troppa oscurità nelle tue storie! Ogni tanti un po’ di luce non guasterebbe.

    • Complimenti Dario, bella storia molto divertente e scritta benissimo!
      Dovremmo fare un’ovazione a Carla per aver picchiato quel tipo ahahahaha ma soprattutto… viva le lasagne! XD
      Ciao 😉

    • Pazzo. Wow spinto e crudele! Mi piace!!!

      • Francesca! Tutte le volte che rileggo la parte ” Certo mamma, dice James Bond, per le lasagne ci sono sempre” mi metto a ridere come un idiota! Penso che questo sia uno dei librick che mi sono usciti meglio.

  • I giorni si trascinano lenti, faticosi e monotoni. Da qualche tempo Helena ha cominciato a dare una mano con le faccende del mercato; si limita a pulire e a sistemare. Hugo aveva pensato di metterla dietro al […]

    • Sempre troppo gentile, Massimo. La dama nera ci riserverà non poche sorprese e la stessa Helena…vabbè non posso dire niente, questa serie è ancora nelle sue fasi iniziali ed è presto per le rivelazioni più succose. Ahahahah.
      PS Per il prossimo episodio non servirà aspettare tanto.

    • Wow, principessa! qui la storia si fa veramente molto interessante.

    • Hai una creatività davvero instancabile Dario…

    • Uao, che finale! Mi è piaciuto moltissimo. Helena… addirittura una principessa? E chi sarebbe questo nuovo personaggio? Voglio subito il seguito! 🙂 Come avevo pensato, gli episodi fino a questo momento sono stati “introduttivi”: forse inizierà un bel viaggio epico in cui Helena – e non solo – dovrà affrontare di tutto e di più. Anche se stessa? Il suo passato? I suoi ricordi? Chissà! 🙂 Complimenti, attendo il prossimo episodio!

    • Dario, ho letto tutto d’un fiato questo nuovo episodio che mi ha tenuto incollato alle righe fino all’ultima parola.
      Complimenti per la narrazione e i dialoghi, la storia si sviluppa con dei bei colpi di scena e sinceramente logora chi la legge per l’attesa di nuovi episodi.
      Bravo.
      Alla prossima lettura,

      • Ciao Raffaele, e come sempre grazie per aver letto. Rendere la storia scorrevole e mai noiosa è il mio obbiettivo numero uno e se ci sono riuscito ne sono felice. Alla prossima.
        😊

    • Ciao Dario, ho letto i precedenti episodi tutti d’un fiato, ma ho deciso di commentare solo adesso, per non rischiare di essere ripetitivo. Eh sì, perché meriti davvero tanti complimenti, per il tuo modo di immergere il lettore nel mondo oscuro di Helena e soci con descrizioni memorabili, e per i misteri che continuano a celarsi dietro gli occhi di questo meraviglioso personaggio… sono solo una new entry, ma è stato un piacere aver scoperto questo diamante di nome Everblue… Al prossimo episodio…

    • Ciao Dario, i colpi di scena non mancano. La tua serie si prospetta una favola molto moolto dark. Attendo le prossime rivelazioni su Helena e la Mietitrice al suo servizio 😉

      • Ciao Micol, favola dark è una definizione che mi piace, anche se le vicende di Helena e “amici” manterranno sempre una certa dose di verosimiglianza.😊

    • L’episodio offre tante domande e tante seghe mentali al lettore. XD
      Continua cosi, Dario! 😉

    • Ciao Dario. Ti rinnovo i miei complimenti! Scrivi bene e hai sempre finali a sorpresa. I tuoi sono racconti ricchi di colpi di scena. Però, col “disagio puzza” sto ancora ridendo 😂😂🤣 Alla prossima.

    • E qui la trama s’infittisce e ci tiene appesi fino al prossimo episodio. Bravissimo Dario, la tua prosa incisiva mi piace sempre di più.

      • Ciao Tiziano, spero che anche i prossimi colpi di scena riescano a stupirti. Povera Helena, sapesse quel che la aspetta! No vabbè, lei lo sa…siete voi lettori che dovete ancora scoprirlo! Ahahahah

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Dario Pezzotti

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@dariopez

attivo 10 ore, 37 minuti fa
scrittore