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  • Iliar vuole sconfiggere per sempre la tirannia dei Tre : Saladanir, Bator e TempusNero.
    Ma come potrebbe mai arrivare a loro ? Piegare la loro volontà di dominio sul prossimo ?
    E’ una domanda che si pone tutti i […]

    • Ciao Rossano, questa volta hai velato il tuo racconto di tristezza e ineluttabilità. Davvero non esiste speranza, la nostra vita è legata a una “ruota del tempo” sempre uguale che si ripete nei secoli? In cuor mio preferisco pensare di poter stringere fra le mani il mio futuro.

    • Ciao Micol, la storia si ripete ciclicamente. Serve sempre qualcuno in grado di ripristinare l’ordine delle cose…e l’ultima frase rappresenta, forse, il prezzo da pagare per mantenere viva la speranza di tutti.

  • Lio e Lia sono due fratelli. Vivono nel piccolo villaggio di SetteComignoli.
    Sono impegnati dalla mattina alla sera nella raccolta di ciò che la terra, spesso arida, offre loro. 
    Perchè a SetteComignoli non pi […]

    • Ciao Rossano, questa favola mi è piaciuta davvero tanto. La rappresentazione del viaggio, della scoperta, della curiosità, dell’ignoto da conoscere per poter migliorare la propria vita, ma anche una morale degna di una vera favola: valorizzare ciò che si ha con impegno e pazienza. La scena dell’acqua e del gufo sembrava uscita da un quadro di Dalì😁, davvero surreale. Un bel racconto insomma, una favola significativa per ogni età. Un saluto, alla prossima!

    • È il genere che piace a me… ancestrale, semplice e pieno di significati. Ti scrivo poi in privato.

    • Ciao Rossano. E’ vero, a volte volgiamo lo sguardo al cielo per cercare qualcosa che in realtà è dentro di noi 🙂

  • Una scossa. Un tremore lo fa sobbalzare e lo scuote. E all’improvviso si ritrova completamente al buio. Immerso nell’oscurità e nel silenzio. Non sa dove si trova, né per quale motivo ci sia finito. Prova a muove […]

    • Una storia angosciante e notevole, che evoca paure ancestrali e dilemmi esistenziali. Poche parole per gettare il lettore in una dimensione surreale, sul crinale di un horror intimista.

      • Grazie Tiziano per l’apprezzamento e per l’attenzione rivolta a questo racconto. Spesso siamo noi a creare intorno oscure presenze che, prima o poi, si materializzano. Avevo in mente da tempo di creare una storia nella quale il buio (interiore ed esteriore) fosse l’attore principale. Spero di esserci riuscito

    • Ciao Rossano, mi unisco a Tiziano nel dire che hai saputo rievocare ricordi ancestrali ed intimi. Mi hai fatto riflettere sul concetto di “buio”, che non disprezzo se inteso come solitudine. Io “amo” la mia solitudine, ne ho bisogno per stare bene. Certamente non vivo isolata dal mondo, ma quel momento intimo in cui sono sola con me stessa è molto importante. Come ogni concetto al mondo esistono due lati della medaglia, facilmente uno può sovrastare l’altro. Mi chiedo a che punto la “solitudine interiore” possa diventare vera e propria indifferenza. Fino al passo successivo: l’insofferenza.

      • Grazie Micol per aver dedicato un po’ del tuo tempo al racconto. Quello di cui, spesso, le persone non si rendono conto è che la solitudine (per quanto “beata”) può generare incubi. Si possono ignorare ma, prima o poi, andranno a cercare chi li ha generati. Diverranno anche palesi…e sarà ancora peggio…

  • Davide ha sentito spesso parlare di un luogo particolare, dove l’allegria regna sovrana.
    I buoni pensieri dominano su tutto il resto. I buoni propositi sono la ragione di vita quotidiana. 
    Ma non sa esattamente do […]

    • Ciao Rossano, sono felice che tu abbia dato seguito al tuo progetto e pubblicato quella che spero essere la prima favola onirica. Grazie ad una bella metafora, hai messo piede nella coscienza umana in eterno movimento. Davvero siamo nel centro di una scacchiera, ora pezzo neo, ora pezzo bianco. La verità è che il nostro fine è quello di cercare un equilibrio fra le due forze e un’identità che ci permetta di accettare virtù e limiti. Un compito arduo che si snoda nell’arco dell’intera vita e che spesso scivola in eccesso/difetto da una sola delle due parti.

      • Ciao Micol. Questa è, in effetti, la prima Favola Onirica (e ho intenzione di proseguire nel progetto). So che, almeno per me, può essere un progetto in qualche modo ambizioso, ma la sfida è interessante. Ti ringrazio della lettura, del commento e di aver interpretato questa “favola”. I vari personaggi che la animano sono riconducibili, in qualche modo, alla scelta fra sentirsi a proprio agio nell’essere buoni e, al tempo stesso, nell’accettare la parte più nascosta e controversa della nostra natura. L’importante è, alla fine del viaggio “fantastico”, fare la scelta migliore possibile e viverla con coerenza.

        P.S. : avrei potuto definirle anche “Novelle Oniriche”…ma i colori, le sfumature e le immagini che provo a utilizzare nella narrazione mi hanno indirizzato verso le “Favole”.

  • Franco non va mai al cinema, non gli piace. 
    Preferisce passeggiare e guardarsi intorno, senza soffermarsi troppo sui dettagli di ciò che vede. Che siano persone, oggetti o qualsiasi cosa possa incontrare nel s […]

    • Ciao Rossano, questo è il tuo secondo librick che leggo (almeno nell’ultimo periodo) e inizio a vedere chiaramente quello che dalle mie parti viene chiamato “marchio di fabbrica”. Magari cambierai di rotta con una virata a sorpresa, ma per ora apprezzo la forma in cui sfumi la realtà facendola divenire astratta pur dando molto a cui pensare. Mi torna alla mente una serie che guardavo da bambina, ” Ai confini con la realtà”, che mi ha trasmesso il gusto per l’ignoto e le chiavi di lettura particolari.

      • Ciao Micol. Hai colto nel segno. Sono un grande estimatore della serie “Ai Confini Della Realtà”. Trasmessa prima in bianco e nero negli anni sessanta negli Stati Uniti (forse in Italia più tardi) e ripresa a colori negli anni ottanta. Ha, secondo me, stabilito uno standard unico nel suo genere : quello delle trame brevi, surreali ma con un messaggio di fondo (a volte comprensibile, altre meno).

  • Il commissario Gardner non riesce, ormai da giorni, a darsi pace. Non comprende il silenzio di quella donna, sola nella fredda stanza degli interrogatori. Non cede al ritmo incalzante delle domande, sembra quasi […]

    • Un bel crescendo di tensione, raccontato con linguaggio essenziale e ricco di immagini vivide.
      Complimenti.

    • Grazie Riccardo per la lettura di “Annabelle Riley” e per l’apprezzamento. Sono contento che tu sia riuscito a “visualizzare” le varie scene e immaginato Annabelle con la sua storia. A presto.

    • Ciao Rossano, mi è piaciuta la tua ghost story. Mi ha tenuta incollata allo schermo fino all’ultima parola, con l’immagine delle tre “Annabelle” fissata nella mente. Avrei voluto saperne di più, non mi dispiacerebbe se concedessi loro una serie 🙂

      • Ciao Micol. Grazie per il commento e l’apprezzamento. Spesso i miei racconti lasciano spazio all’immaginazione su cosa potrebbe ulteriormente accadere, ma credo sia un po’ la caratteristica di una certa categoria di racconti brevi. Aggiungo che la tentazione di creare una serie c’è e c’è stata ma, al tempo stesso, credo di essere un po’ una frana in quanto a racconti a puntate. Nel senso che rischierei di perdermi per strada rovinando il tutto.

        Ma non è detto…in fondo…Annabelle è ancora lì…da qualche parte…:)

    • Ciao Rossano, un horror psicologico in piena regola, la tensione è palpabile, la suspense ti assale la mente e ti fa rabbrividire, mentre il ritmo è sempre un costante crescendo che ti fa divorare il testo in men che non si dica… un passato tragico e una sorta di maledizione che lega le tre sorelle, e sono d’accordo con Micol, mi piacerebbe saperne di più… ciò non toglie che le tue descrizioni senza fronzoli ma vivide sono sempre efficaci, in grado di farmi visualizzare ogni scena e togliermi il fiato alla fine. Surreale e cinematografico! Bravo come sempre! Alla prossima!

      • Grazie Antonino. Riuscire a creare tensione in chi legge (o in chi ti ascolta quando si tratta di qualcosa che viene raccontato a un “pubblico”) è un esercizio difficile che, spesso, non raggiunge il risultato sperato o voluto. Lieto di esserci riuscito. Merito anche della storia di Annabelle…fra dolore e mistero…

    • Inquietante… Al punto giusto!

    • Trhiller dalle tinte noir. Bravo a dosare tensione e misteri. Già misteri: quello di Annabelle e delle sue sorelle e un passato in cui il male s’è palesato in tutta la sua follia. Attendo il seguito.

    • Rossano, storia pieno di mistero, ansia palpabile e attimi di suspence ben gestiti. Il tuo stile va dritto al punto, e il finale lascia una porta aperta alla fantasia. Ti faccio i miei complimenti 😊 alla prossima!!

  • Nicklas ha sempre cercato di tenere segreta la sua scoperta per evitare che finisse in mani sbagliate o, semplicemente, che qualcuno potesse sfruttarla per ottenere grossi guadagni…magari mettendolo a tacere per s […]

    • Il furto di idee e passioni… conosco la tremenda sensazione. A volte la voglia di diffondere il proprio lavoro rende ingenui… mai abbassare la guardia. Ti attirano e poi ti danno una botta in testa: verità.

      • Grazie Francesca per aver dedicato qualche minuto del tuo tempo alla lettura di “Rapporto 41”. Il furto di idee è all’ordine del giorno e lo sarà sempre. E’, in qualche modo, un ingranaggio del sistema. Il problema diventa più spinoso quando una scoperta scientifica viene “soppressa” a scapito del bene comune. E spesso tale progetto di oscuramento viene messo in pratica con modalità che superano il limite che separa la realtà dalla finzione.

    • Ciao Rossano, questa storia, raccontata anche con un ritmo che via via diventa sempre più avvincente, mostra la verità più grande: diffidare sempre, mai andare allo sbaraglio e accettare alla prima occasione. Eppure hai mostrato anche il lato più difficile della questione, ossia che spesso rimaniamo inermi, convinti di stare facendo la cosa giusta, oppure di subire la situazione, come è accaduto al tuo protagonista. Hai dato il perfetto colpo di scena, e stavolta, devo essere sincero, sono rimasto pienamente soddisfatto, perché questo libriCK, a mio avviso, è autoconclusivo, con una conclusione perfetta! E ovviamente, il tuo solito incedere tra reale e surreale, le tue descrizioni senza fronzoli, che però non impediscono la visualizzazione, e il ritmo rapido, mai noioso, mi piace come sempre! Alla prossima!

      • Ciao Antonino. Con ritardo, ti ringrazio del commento e dell’apprezzamento. Fino a quando riuscirò a raccontare qualcosa mischiando reale e surreale, potrò dire di sentirmi “a casa mia”. In effetti le mie descrizioni sono spesso senza fronzoli, ma ho letto da qualche parte (non ricordo dove sinceramente) che un linguaggio essenziale (senza eccessi ovviamente) e una conclusione che, spesso, tale non è potrebbero rappresentare “ingredienti” validi per questa forma di flash fiction. A presto.

    • Ciao Rossano, libroCK dal sapore malinconico, umano. Gli interessi delle major vincono sempre sul bene comune e la situazione che hai descritto non è poi così paradossale. Per quanto riguarda la forma del racconto, si legge che è un piacere 😀

      • Ciao Micol. Ti ringrazio per l’attenzione e per aver letto Rapporto 41. La situazione, in effetti, non è di per sè paradossale. Il paradosso, secondo me, è che in tanti sospettano che dietro le scoperte scientifiche possano esserci trame oscure…ma rimangono ugualmente sorpresi quando le medesime vengono alla luce. Piacere mio per il tuo commento 🙂

  • Alberto e Vanessa sono due persone comuni, sui 40 anni. Non si conoscono e ciascuno di loro convive con le proprie gioie, i dolori, i successi e le prospettive per il futuro. Passano gran parte del loro tempo […]

    • Un buon inizio, che racconta in modo dettagliato ed ironico il rapporto con i media.
      Fantasia e un buono stile sono il perno montante di questo racconto, a mio parere. Fantasy e sociale. La scena della teca mi ha ricordato videodrome.
      Mi piace! Un incipit interessante e di effetto per un librockik. Attendo il seguito.

    • Grazie del commento e dell’approfondimento.

      Cerco, per quanto possibile, di trattare temi reali in un contesto surreale.

      Era un po’ che avevo il desiderio di raccontare, a modo mio, quanto sia pericoloso il rapporto che le persone hanno con i media (e con i social in particolare) e quanto tale rapporto stia giungendo ad un punto di non ritorno.

      Spero di esserci riuscito…e se la teca ti ha ricordato Videodrome di Cronenberg…può essere un segnale positivo 🙂

    • Ciao, questo pezzo sembra quasi una sinossi, una trama di un racconto da sviluppare, ma l’idea è buona, quindi spero che tu lo faccia.

    • Ciao,

      grazie dell’intervento.

      Intendi la possibilità di realizzare una serie su “Infinità Selettiva” ?

  • Ogni anno è prassi consolidata, per un gruppo di misteriosi personaggi, ritrovarsi in un luogo imprecisato all’interno di una vallata sperduta. 
    Non sono noti i motivi di tale ritrovo, così Frank e Lidia deci […]

    • Ciao Rossano, continuo a dire che dovresti davvero pensare ad una serie… questo libriCK trasmette la giusta tensione e curiosità, il ritmo è serrato, la trama ben congegnata e costruita con il colpo di scena che spiazzerebbe chiunque, con la nota finale pronta a lasciare spazio a delle riflessioni sulla nostra società… Ma ho sempre la sensazione che i tuoi racconti stiano stretti in un solo colpo, ma è solo un mio parere, che non pregiudica il fatto che questo racconto, come del resto gli altri che ho avuto modo di leggere, mi sia piaciuto😁!

    • Ciao Antonino. Ti ringrazio per il commento e sono contento che questo racconto breve sia stato di tuo gradimento. Probabilmente hai ragione sul fatto che i miei racconti (o alcuni di essi) “stiano stretti”, ma l’idea che una storia possa iniziare e concludersi mi attrae sempre. Anche se questo può significare, come è sicuramente accaduto, dover forzare un po’. Proverò a seguire il tuo consiglio anche se mi ritengo, almeno per ora, poco esperto in materia di “racconti a puntate” 🙂

  • Roberto ama nuotare, adora il mare con i suoi fondali cristallini. Ogni volta riceve sensazioni differenti, ma tutte riconducibili ad un generale senso di pace e serenità. I piccoli particolari che riesce a c […]

    • Storia scritta bene, piuttosto scorrevole e ritmica. Forse è la storia che non convince molto, un po’ poco strutturata con un finale troppo tagliato. Ma limato qualche spigolo, ci siamo. Alla prossima lettura..

  • Sapeva sempre cosa cercare, quando passeggiava allegramente fra i mercatini, alla ricerca di rarità e oggetti con un passato glorioso. E anche quella domenica soleggiata, con un tepore primaverile che metteva il b […]

  • Vladimir Petrov è stato tenuto prigioniero ed isolato dal mondo fin dal 1970, anno in cui si era reso protagonista di scontri con le autorità, rivendicando un ruolo più libero del cittadino, ma al tempo stesso la […]

  • L’estate con il suo calore, le sue bizzarrie, la voglia di divertimento, di avventura che aleggia nell’aria è da sempre la stagione preferita di Miriam.
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  • Juan vive da sempre in quel luogo.
    E’ nato lì e non ne conosce altri.
    Ogni giorno uguale all’altro con l’unico scopo di arrivare a fine giornata con la conquista di un pezzo di pane…ed essere riuscito a sopravvi […]

    • Ciao Rossano, questo bel libriCk è uno di quelli che fa riflettere. Nella povertà e nella disgrazia, chiunque desidererebbe una vita migliore, senza riflettere sulle reali conseguenze di un simile pensiero. Probabilmente, quelli che noi pensiamo felici solo perché ricchi, in realtà celano proprio una gabbia dorata che li imprigiona. Il finale, a mio parere, lascia uno spiraglio per un seguito. Ci hai pensato? Sarebbe interessante! Comunque, questo racconto mi è piaciuto molto, alla prossima!

    • Ciao Antonino,

      non ho pensato a un seguito sinceramente.

      Ma se così fosse, dovrei prima comprendere cosa si nasconde in quella “zona grigia” che c’è tra chi si trova in disgrazia e vorrebbe vedere la luce e chi è, in qualche modo, privilegiato e si sente comunque ingabbiato.

      Non credo sia semplice

  • Isabella è innamorata. Prova quella sensazione unica che toglie il fiato, ciò che solo un forte sentimento può regalare. Luca è l’amore della sua vita ed è il coronamento di un percorso che ha attraver […]

    • Molto bello. Metti bene in luce le problematiche legate allo scorrere del tempo e soprattutto le paure ed i dubbi che minano un rapporto. Sia quello con gli altri, sia il rapporto più sacro di tutti, quello con sé stessi.

    • Racconto scritto molto bene, con le sfumature del protagonista che risaltano e accompagnano il lettore in tutta la storia.

    • Anche a me è piaciuto il modo di descrivere lo stato d’animo di Isabella che ti lascia in qualche modo ingabbiato nella sua angoscia.

  • Rossano Baldin piace il LibriCK Mostri 7 mesi fa

  • Rossano Baldin ha pubblicato: Olga 7 mesi fa

    Esce poco la sera, Gianni, non è abituato alla vita mondana e la confusione lo infastidisce non poco. 
    Ma si sente solo e vorrebbe fare qualcosa, affrontare con un po’ più di serenità la sua condizione. Decid […]

    • Ciao Rossano, mi sono identificato col personaggio, con la sua voglia di conoscere gente nonostante la timidezza, e la conclusione mi ha spiazzato piacevolmente… ne farai una serie? Io ci penserei se fossi al tuo posto, Olga potrebbe mietere altre vittime…

      • CIao Antonino. Grazie per aver letto la piccola storia di Gianni e l’incrocio del suo destino con la temibile Olga. In effetti potrebbe essere interessante l’idea di creare una serie con il ritorno di Olga e i suoi delitti…ti ringrazio anche di questo. Ci penserò seriamente…

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Rossano Baldin

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@edgar

attivo 1 settimana fa
scrittore