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  • – L’animo ha mille sfaccettature. Non si sceglie quello che si è -***“Sei troppo magra! Vai in palestra ad irrobustirti un po’. A fare un po’ di muscoli. Quasi non ti reggi in piedi”“Non eri così quando eri pi […]

    • Ciao Isabella, qui hai toccato un altro tema altrettanto attuale, che colpisce molte donne nel mondo. Purtroppo stiamo parlando di malattie psicologiche colorate da storie di costrizione genitoriale, ma tu hai dato una speranza alle protagonista, una via d’uscita nella reciproca voglia di rinascere… le tue sfaccettature ci fanno conoscere lati della vita che rimangono insabbiati dal nostro quieto vivere, ma i tuoi ritratti ci fanno tornare alla cruda realtà… Complimenti, attendo piacevolmente il prossimo episodio!!

      • Ciao Antonino,
        le mie storie sono nate da esperienze vissute un po’ da me e un po’ da chi ho incontrato sul mio percorso. Ogni volta che scrivo sento un tonfo al cuore perché sono persone che hanno inciso la mia anima e che ricordare fa male. Ma questo mi aiuta ad andare avanti 😀

    • Ciao Isabella, sapere che queste storie fanno parte della tua (o di persone a te vicine) esperienza di vita le arricchisce ancora di più. La speranza che conclude il racconto è un nuovo modo per ricominciare, e il “vedere” le due protagoniste darsi man forte una scena molto bella.

    • Che bel finale, uno di quelli che fa pensare… e anche tanto. Purtroppo in questi ambienti circolano moltissime persone con problemi simili e raramente hanno consapevolezza non solo della vita che conducono, ma soprattutto delle baggianate che dicono. In questo librick hai fatto incontrare Leonora e Olga, due anime (animi) opposte tra loro: l’estrema diversità ha mosso le loro coscienze. Un attimo in cui si sono guardate realmente allo specchio. Gran bel racconto!

      • Ciao Giuseppe,
        grazie per quanto mi hai scritto. Purtroppo oltre alla rara consapevolezza delle persone stesse c’è anche la non cosciente cecità di chi le circonda

    • Ciao Isabella, quello che mi piace in particolare dei tuoi racconti è che sono sempre “veri”. E con “veri”, intendo che sanno trasmettere sensazioni genuine senza costruzioni dettate dal voler scrivere sull’argomento. Ogni parola è “tua”.

      • Ciao Micol,
        ti ringrazio per le belle parole. In effetti sono esperienze vissute in prima persona o di chi mi è stato vicino. Per me scrivere significa guarire 😀

  • David camminava su e giù sulla banchina, aspettando la metro che lo avrebbe portato al lavoro, come ogni mattina.Le sue giornate erano scandite da orari precisi: tutto veniva eseguito alla stessa ora e con le […]

    • Isabella, il titolo mi aveva portato altrove con la mente, ma la tua idea è stata comunque una bomba! Un condensato di realtà e un pizzico di ironia qua e là che non guasta mai e una perfetta divisione delle varie situazioni, specchio fedele di varie sfaccettature della realtà (e tu di sfaccettature te ne intendi…). Il tema di quello che accade dopo la nostra dipartita è ovviamente un mistero, ma la tua idea del Dormiente come traghettatore è affascinante!! Un lab che supera i confini della nostra vita!! Ottimo!!

    • Ciao Antonino,
      grazie per il commento. Questa volta ho voluto ironizzare un po’ e trascendere la realtà e sperimentare una nuova strada. Ho lasciato all’immaginazione di ognuno di noi cosa ci fosse oltre il flusso di luce 😀

    • Ciao Isabella, io vedendo la luce mi sarei girato per assaporare un’altra giornata come quella!😄
      Prova lab superata.😉

    • Ben scritto e ben condotto. Complimenti davvero. 🙂

    • Storia davvero interessante, non c’è che dire! L’idea di collegare il tema (ma anche l’ambientazione) proposto in questo lab al “famoso tunnel” mi è piaciuta tantissimo. Lab superato alla grande!

    • Ciao Isabella, bellissima ghost story! Mi associo al detto che hai citato: “meglio rimorsi che rimpianti”. A volte la vita scivola fra le dita senza averne realmente nozione, ci è solito pensare di avere del tempo per fare tutto. C’è sempre qualcosa di più urgente e mettiamo da parte quelle che non consideriamo priorità: un viaggio, un giorno trascorso in famiglia, una pizza con gli amici. Storie come la tua fanno riflettere con il sorriso e ci ricordano il concetto del “tempo umano”: abbiamo una data di scadenza a noi sconosciuta.

      • Ciao Micol,
        ti ringrazio per quanto mi scrivi. Verissimo, ogni giorno che passa senza aver fatto qualcosa per noi è un giorno sprecato… tic tac tic tac… le lancette scorrono 😀

    • La storia di un fantasma che finalmente, solo dopo la morte, vive la vita. Bella idea, scritta bene anche se avrei voluto fosse più lunga per assaporare altre esperienze.
      Alla prossima lettura.

      • Ciao Raffaele,
        grazie per i complimenti. Della serie “non è mai troppo tardi” 😉 Vediamo la prossima volta di fare una lunghezza maggiore 😀

    • Trovo che “il caldo vento dal forte odore di acciaio” sia una descrizione evocativa al massimo. Brava Isabella! Alla prossima.

      • Ciao Cristina,
        grazie per il tuo messaggio. Volevo infatti unire l’idea della metro vera e propria con ciò che stava per accadere al protagonista, quasi un presagio 😀

    • Ciao Isabella.
      Bella la visione con cui racconti la storia. Mi è piaciuta! E mi associo a chi dice che sarebbe stato bello vedere David in altre situazioni, ma solo perché la storia cattura è ci si immerge nelle varie tappe della narrazione.
      Brava!

    • Molto bello il tuo modo di scrivere, davvero avvolgete, hai anche delle metafore e dei passaggi poetici, mi piace molto e come qualcuno ha già detto, sarebbe rivedere questo protagonista. BRAVA!

  • – L’animo ha mille sfaccettature. Non si sceglie quello che si è -***Che suono fastidioso aveva la sveglia quella mattina.Bruna non sopportava più il buzz preimpostato che ogni mattina suonava alla stessa ora; per […]

    • Isabella, stavolta hai saputo racchiudere in poche e ben scritte righe tutto il malessere che la solitudine e la depressione interiore possono procurare ad un anima mortale, e la personificazione del Buio mantiene alte le tinte Dark che caratterizzano il tuo stile. Grande conclusione con la speranza consegnata dall’amore di una persona vicina, un primo passo verso la libertà del proprio Sé incatenato da strani e immaginari (ma maledettamente reali) malesseri… in attesa della prossima sfaccettatura, ti faccio i più sentiti complimenti!!😋

    • Ciao Antonino,
      ti ringrazio per quanto mi hai scritto e sono contenta che ti sia piaciuto. A questa serie, oltre che i toni reali dei mille volti dell’essere umano, anche una speranza, nel finale, che tutto si può in qualche modo superare. Grazie ancora 😀

    • Ho compreso l’idea alla base di questa serie, e devo dire che è proprio favolosa! Il racconto di Bruna mi ha preso più del precedente, forse per il tema trattato. Il Buio, questo buio, è uno dei nemici più antichi e terrificanti dell’uomo. In questa società poi non fa altro che crescere, crescere e crescere, ampliare sempre più il suo potere, la sua fame. Il Buio che recide, che cancella, che divora. Non vedo l’ora di leggere il prossimo episodio. Curiosissimo! 🙂

      • Ciao Giuseppe,
        sono contenta che ti sia piaciuto. Ho preso come spunto delle esperienze personali e sono cosa significa essere mangiati da questo male. A breve un altro episodio 😀

    • La depressione, il buio! Un Male subdolo che ti soffoca. Un giorno sei felice e il giorno dopo vorresti nasconderti al mondo. Arriva senza motivo, di punto in bianco; ti rende cieco all’amore, alla bellezza.
      Racconto molto significativo, complimenti Isabella.🙂

      • Ciao Dario,
        grazie per l’apprezzamento. E’ un male che purtroppo, proprio per la sua imprevedibilità, è difficile poter curare, ma a volte l’amore rompe la paura e ti fa sperare. Grazie ancora 😀

    • Ciao Isabella, mi piace molto il concept di questa serie. Come altri ho trovato il “male” di Bruna più vicino alla mia esperienza. Leggendoti mi sono riconosciuta in molte cose e mi sono soffermata a considerare il concetto “pigrizia mentale”, chiedendomi se anch’esso nasconda una sorta di depressione. Hai saputo descrivere alla perfezione lo stato d’animo della protagonista, quel mettere tutto in una bolla: in sospensione. I tuoi racconti mi piacciono perché arrivano diretti, con il cuore, e perché invitano a non perdere la speranza.

      • Ciao Micol,
        mi fa piacere il tuo apprezzamento. In effetti la “pigrizia mentale” credo che nasconda, anche se in forma minore rispetto la malattia vera e propria, una sorta di depressione o, come lo chiamava mia madre, un “mal d’animo”. Prossimamente un’altra sfaccettatura. A presto 😀

  • – L’animo ha mille sfaccettature. Non si sceglie quello che si è –
    ***
    Helèna era in piedi davanti allo specchio in tutta la sua nudità: il corpo sembrava scolpito nel marmo bianco, la pelle levigata e perfetta […]

    • Qui su Open ho modo di apprezzare dei racconti che per istinto non avvicinerei. Il tuo mi è piaciuto moltissimo, sarà per l’atmosfera “mantide religiosa” che hai saputo tratteggiare alla perfezione. Una ragnatela di seta ben tessuta. 😀

    • Ciao Micol,
      grazie per l’apprezzamento. Ho studiato varie sfaccettature di donna senza giudicarne i comportamenti perché , come ho scritto, la natura più intima non si può cambiare. La serie sarà lunga e molto forte

    • Sono d’accordo con Micol, a prima vista non leggerei racconti del genere, eppure qualcosa mi ha attirato… forse la sensualità di Helena… e poi ho sentito una punta di dark style o sbaglio? Ottima chiusura, con l’incontro di Helena con un suo simile. Ps. Verso la fine hai scritto sbriciò…

      • Ciao Antonino,
        sì questa serie sarà un po’ borderline e hai visto giusto riguardo allo stile dark di tutta l’ambientazione. Ops: corretto l’errore 😉

    • un bel racconto, a cui avrei dato un altro finale

      • Ciao Nicoletta,
        il finale è legato al fatto che qualunque sia la nostra natura, ognuno di noi ha diritto di essere felice, trovando anche persone simili a se stessi 🙂

    • Una ragnatela è sempre qualcosa di complesso e al tempo stesso delicato. Perchè può rompersi con estrema facilità. Due individui così “estremi” hanno trovato il modo di intersecare le proprie delicate ragnatele. Magari non per sempre…ma niente lo è 🙂

      • Ciao Rossano,
        in effetti è tutto un po’ sul filo del rasoio o, in questo caso della ragnatela. Però l’unione di può trovare ovunque Buona giornata 😀

    • Bella storia, raccontata con ritmo incalzante che incolla il lettore alle parole. Bella l’ambientazione, i movimenti e gli sguardi… mi sembrava di essere in quella sala.
      Pochi minuti di lettura assolutamente gustosi.
      Alla prossima lettura.

      • Ciao Raffaele,
        grazie per il commento. Adesso mi sto dedicando alla stesura di un nuovo personaggio. Sempre un po’ borderline Buona giornata

    • Ciao Isabella. Mi era sfuggito questo episodio: mi ha piacevolmente catturato e tenuto incollato allo schermo… quasi come la ragnatela di un ragno. 🙂 Interessante il significato che hai voluto veicolare con questa metafora, soprattutto nella parte finale del racconto. Sinceri complimenti. 🙂

      • Ciao Giuseppe,
        in effetti voleva essere un gioco di sguardi che catturano e che avvolgono i personaggi. Ogni personalità ha le sue peculiarità e le sto studiando con grande interesse. 😀

  • Il contenuto era minimo: un foglio con un rapporto ben dettagliato, facente riferimento alle foto anch’esse incluse nel plico.Spostamenti. Indirizzi. Lavoro.Ma soprattutto con chi: le foto erano chiare. Le mani d […]

    • Che intreccio… questo è davvero una ragnatela di amori, gelosie, incomprensioni, insicurezze… sai, mi hai fatto tornare indietro di una decina d’anni, quando, in un certo senso, mi sono ritrovato negli stessi panni di Adam, “l’amico piantato in asso”… e nonostante non sia stata un’esperienza piacevole, la ricordo comunque con rammarico, perché frammento di un periodo splendido… grazie… attendo il seguito…

      • Ciao Antonino,
        sono contenta che il mio racconto ti abbia suscitato delle emozioni, perché sono queste che ci fanno sentire vivi buona giornata 😀

  • Ormai erano mesi che Mara si era lasciata con il suo fidanzato storico e ricominciare una vita nuova e tutta sua le era particolarmente difficile. Le abitudini con lui erano state interrotte bruscamente, doveva […]

    • Ciao Isabella, la tua storia mi ha fatto venire in mente un cioccolatino tutto da gustare. Sarà l’ora, sarà la fame: non so. E’ piacevole, leggera al punto giusto. Un “bonbon” che ha acceso un sorriso e rischiarato una triste giornata uggiosa.

      • Ciao Micol,
        sono contenta che ti piaccia. Oggi infatti ho voluto prendere il Lab con leggerezza e se ti ho rasserenato mi fa veramente piacere 😀 Buona giornata

    • Una lucida e interessante lettura su quello che è un malessere comune : lo scarso rispetto per gli altri. Ma, al tempo stesso, la sensazione che le cose possono cambiare in modo inatteso…a volte in meglio…a volte no. Mi viene in mente una frase… “rispetto per tutti, paura di nessuno”. E il tuo personaggio in qualche modo la rappresenta

      • Ciao Rossano,
        ti ringrazio per quanto mi hai scritto. In effetti certo è che in qualche modo bisogna guadagnarsi la seconda opportunità, poi la vita è sempre piena di sorprese. 😀 Buona giornata

    • Ciao Isabella, il tempo che lenisce grandi delusioni riassume il tutto, e poi, un brutto e sgradevole incontro finito con la fioritura di qualcosa di più di una semplice amicizia… lab azzeccato!!!

    • Ciao Isabella. Innanzitutto ti ringrazio per avermi allietato la giornata con questo librick, dal sapore squisitamente piacevole. Ottimo modo di interpretare il lab, non c’è che dire! Bravissima! 🙂

    • Ciao Isabella, e complimenti per questo librick. Una storia semplice, che ho letto con piacere.

    • Ciao Isabella. Mi è piaciuto! Buona l’idea del massaggio al cioccolato, per migliorare l’umore. 😀

      • Ciao Cristina,
        sono contenta che ti sia piaciuto. Adoro il cacao in tutte le sue sfumature 😀 Ti auguro buona giornata 🙂

  • Il medico la osservava con quello sguardo sterile di chi ha parlato con mille volti. Descriveva la situazione come se andasse oltre il viso pietrificato della donna di fronte a lui, eppure le sue parole la […]

    • Ciao Isabella. L’idea di base del tuo racconto è intrigante e la tua scrittura possiede un certo fascino, però, a mio avviso, trovo che ripeti spesso: mamma, nonna e figlia.
      Senza altri punti di riferimento, tipo i nomi propri, questo disorienta il lettore.

      • Ciao Fpalexlamarca,
        ero indecisa su questo punto. Non sapevo se utilizzare ogni volta i nomi sarebbe comunque risultato pesante. La prossima volta calibrerò meglio questo punto.

        🙂

    • Scritto veramente bene.Non è facile lavorare con la tematica horror.

      • Ciao Silvia,
        grazie dell’apprezzamento. Per me questo è un esperimento che ritengo fondamentale per la mia crescita. Se hai potuto leggere gli altri miei LibriCK, potrai notare che è un po’ diverso dal mio genere. Ma bisogna sempre creare nuovi percorsi e vedere come va.

        🙂

    • la mia banale opinione: storia interessante che poteva venir scritta meglio.
      poca suspance molto automatico…

    • Ciao Isabella, sono d’accordo con Fpalex quando dice che a volte, senza l’uso dei nomi propri, per il lettore non è immediato orientarsi. Ciò non toglie che la storia mi sia piaciuta, parecchio, e che trovo il finale fantastico. Mi sono ritrovata ad immaginare una giovane ammazza demoni che viaggia di città in città alla ricerca di Evanelia. 🙂

      • Ciao Micol,
        grazie per aver letto anche questo mio scritto. Volevo creare un atmosfera un po’ diversa da ciò che solitamente scrivo. Chissà se anche questo potrà avere un seguito 😉

        🙂

    • Ottimo 🙂

    • Racconto particolare e scritto bene. Il misto di compassione e dolore provato dalla figlia nell’elaborare la sentenza del medico si sposa bene con l’ingresso nel racconto della parte horror/mistica con il risultato di tenere il lettore ben incollato fino all’ultima frase.
      Attenzione però a non farlo perdere fra le righe: alle volte si crea un poco di confusione fra le tre figure, soprattutto dopo il salto temporale che avrei accentuato con uno stacco visivo, uno spazio per esempio.
      Alla prossima lettura.

      • Buonasera Raffaele,
        in effetti la storia dei nomi è stato un “bug” che correggerò nella prossima storia.
        Per ogni racconto prendo nota per poi migliorarmi la volta successiva.
        Grazie alle vostre osservazioni capisco dove devo lavorare maggiormente.

        🙂

    • Ciao Isabella. A me è piaciuto molto il fatto che hai posto in evidenza. E cioè che, pur di salvare le persone che amiamo, saremmo disposti a fare qualsiasi cosa. Scrivi bene, già lo sai. Concordo coi colleghi, forse un po’ di confusione sui piani che si sovrappongono e creano confusione sul soggetto. Per il resto, brava! Un saluto.

      • Ciao Cristina,
        grazie per il commento. Adesso sto studiando un piano creativo che mi serva per superare questo “bug”. Sto lavorando sulla caratterizzazione dei personaggi per renderli maggiormente riconoscibili.

        😀

  • Era una storia d’amore nata come tante altre.
    In un casolare, durante una festa con gli amici, lui l’aveva notata anche se lei lo considerava solo un amico e non si immaginava nemmeno di essere l’oggetto delle […]

  • Isabella Sguazzardi ha cambiato la foto del profilo 2 mesi, 2 settimane fa

  • Isabella Sguazzardi ti ha menzionato Ely Gocce Di Rugiada in un messaggio pubblico 2 mesi, 2 settimane fa

    @elygoccedirugiada Buongiorno Ely, puoi trovare il seguito della storia.

    Buona lettura e spero che ti piaccia

    Isabella

  • Mentre Christina guardava fuori dal finestrino, Adam notò il suo profilo scuro in controluce, che si stagliava su uno sfondo di luce accecante, tipica di una calda tarda primavera di Miami.
    Era quasi sicuro di […]

    • La serie con questa episodio ha preso risvolti interessanti e ci lascia con un bel finale aperto: cosa ci sarà mai scritto in quella busta? Ho trovato molto bella la frase: “Lacrime mute li accomunavano, il desiderio di fuggire e lasciare che il tempo guarisse le loro ferite. I loro sguardi si abbassavano e si alzavano alternandosi, quasi per non trovare mai un punto d’incontro.”
      Attendo il prossimo episodio! 🙂

    • Ciao Giuseppe,
      grazie per quello che hai scritto, ho già steso la struttura e a breve pubblicherò il seguito. 😀

    • Ciò che mi affascina sono le immagini che riesci a dipingere, ho davvero immaginato quelle fulgide sensazioni e le difficoltà da affrontare in un luogo completamente nuovo. Vorrei avere io il coraggio di Christina… e poi la lettera finale… chissà…

      • Ciao Antonino,
        hai usato un bel termine… Dipingere. Perché in effetti anche dipingo: cerco sempre di immaginare una situazione e provo a dipingerla con le parole. Mi ispiro al momento. Buona giornata 😀

  • Era proprio un’estate calda…
    In una camera di una bellissima villa di Miami, una giovane donna si guardava allo specchio, quasi non credendo di essere lei. Con una foga ed una determinazione mai vista, si sta […]

    • Di questa storia ho apprezzato lo slancio verso il cambiamento. Si può riflettere sulla robustezza di certe catene capaci di trattenere l’esistenza su un binario morto. In effetti solo un gesto cosí folle da rompere gli schemi può spalancare nuovo orizzonti.

      • Buonasera Tiziano,
        grazie per il commento. In effetti, da esperienze personali, posso dire che a volte è meglio un colpo di testa propositivo piuttosto che una routine che faccia sentire al sicuro ma sia assolutamente sterile.

        A presto il seguito.

    • Ciao Isabella. Ho letto questo primo episodio tutto d’un fiato: ben scritto, molto intenso e dalle emozioni palpabili. Se c’è una qualità che apprezzo tantissimo nelle persone è la capacità di andare oltre senza chiudersi in gabbie, schemi e routine. Il coraggio della protagonista porta con sé notevoli significati. Vado subito a leggere il seguito, per adesso i miei più sinceri complimenti! 🙂

      • Ciao Giuseppe,
        grazie per il complimento. In effetti volevo proprio rendere l’idea che ognuno è libero di essere libero, purché non danneggi chi gli è accanto.

    • Ciao Isabella, sono d’accordo in pieno con i precedenti commenti, posso solo aggiungere quanto sia presente l’angoscia di un passato difficile da superare e di un futuro ricco solo di incognite. Il coraggio non basta, a volte anche la stessa paura ti trasmette la voglia di affrontare nuove sfide, di cambiare… subito a leggere il seguito!

      • Ciao Antonino,
        un pizzico di paura e di coraggio sono il mix vincente per provare un nuovo sentiero ti auguro buona giornata 😀

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Isabella Sguazzardi

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