Devi accedere log in o pubblicare sulla bacheca di questo utente

  • – L’animo ha mille sfaccettature. Non si sceglie quello che si è –
    ***
    Ormai mancavano poche settimane alla partenza ed Emma stava facendo i salti mortali per recuperare tutte le sue cose, o almeno il più possibi […]

    • Ciao Isabella, un ultimo squarcio che mi ha trasmesso un po’ di amarezza. Questo tuffo nel passato da parte di Emma ha fatto riaffiorare ricordi che forse erano meglio lasciare sopiti, istantanee di una vita in cui, sensazione mia, Emma non si rivede più, o comunque preferisce, simbolicamente, mettere via. Emma ha riscoperto se stessa attraverso una nuova vita lontana da un epoca in cui non era lei, la vera lei. Non era lei non per colpa sua, ma forse di un passato avaro di affetti nei suoi confronti, tanto da reprimerne i suoi stessi sentimenti. Mi fa riflettere questa frase: “tutto l’amore che non le era stato dato lo aveva tenuto al sicuro dentro sé.” Dentro sé, dandolo soltanto nel momento giusto alle persone giuste, amori da non cercare nel passato ma nel vivo presente. Le tue sfaccettature sono state un bel percorso introspettivo e una lettura consigliata a tutti, anche a un pubblico maschile😁. A presto, un caro saluto!

      • Ciao Antonino,
        bellissimo il tuo commento e con una lacrimuccia saluto le mie donne… Emma ha ricevuto poco ma ha dato tanto ed è una cosa che consiglio di provare per vivere felici. 😊

    • Ciao Isabella, ho apprezzato enormemente questo epilogo. Emma, i suoi mille volti rappresentati dalle fotografie, siamo tutti noi. Bello che alla fine venga a patti con “loro”, le accetti come sue senza alcuna riserva. Con quella nuova forza, sono certa che la sua vita non potrà che essere piena e felice 🙂

  • No, niente… Ancora niente. Erano mesi ormai che Betta e Marco provavano ad avere un figlio ma il loro desiderio sembrava non avverarsi. Erano scoraggiati e non sapevano quale fosse l’origine del problema e cos […]

    • Cara Isa mi hai commosso il tuo racconto mi tocca da vicino viverlo accolte non basta per capire cosa stava succedendo ma vederlo anche scritto amplifica i sentimenti che siano di gioia o di tristezza come in questo caso ti ringrazio cmq per questa emozione che per fortuna è solo un passato avvolto nella nebbia. La mia felicità sta nel presente e nel futuro con chi mi sta accanto affrontando alti e bassi della vita e che li amerò per sempre, grazie Isabella per il tuo racconto

    • Ciao Isabella, credo che ogni famiglia porti il un fardello di dolore. Quello dell’indifferenza, forse, è uno di peggiori. Sono sempre più convinta che, a dispetto del detto, la vera famiglia sia quella che si sceglie e non quella in cui affondiamo le radici. Volevo chiederti una curiosità. Inserirai la storia di Betta nella tua serie?

      • Ciao Micol,
        vero quello che hai detto e ho fatto fatica a staccarmi dalla vecchia famiglia ma la mia nuova è sicuramente quella che mi ha dato la forza. Mi hai dato una grande idea per Betta, penso che basta mettere che fa parte di una serie. Tra un po’ la finisco e vediamo come sarà il capitolo finale

    • Ciao Isabella. Un gran bel racconto, carico di tante realtà, che mi ha commosso non poco. Micol ha proprio ragione, ogni famiglia si trova costretta a vivere con un proprio fardello… e tu ne hai mostrato uno davvero difficile da gestire. Brava!

      • Ciao Giuseppe,
        grazie per il commento. Sono stati momenti difficili ma adesso è tutto alle spalle e bisogna guardare avanti. Per me il Natale è solo per mia figlia, è un momento duro. Ma di cresce anche….

    • Ciao Isabella. Quante disgrazie in questa famiglia! Persino il nodulo di Clara! Ho apprezzato molto il modo in cui hai sviluppato il Lab. Il personaggio solo e derelitto, congelato lì a bere, c’è. Però è qualcuno che forse non ci saremmo aspettati. Un saluto 👏

  • – Dedicato a Quentin –
    Nel vasto Gran Canyon in lontananza si poteva veder sfrecciare un’auto che cercava di riposarsi appena possibile. Jack guidava con orgoglio la sua Pontiac GTO color senape, l’aveva comprat […]

    • Caspita, Isabella, che bell’omaggio! Proprio splatter-pulp alla Tarantino 😁 Guai a incontrare Jack, perché qualunque motivazione va bene per attaccare, se non si hanno freni inibitori. Ma alla fine ha avuto quel che si meritava. Ha incontrato un altro fuori di testa, come lui! Brava. Alla prossima.

      • Ciao Cristina,
        grazie. Io adoro Tarantino perché dietro il suo splatter c’è sempre dell’amara ironia. Umilmente mi sono permessa… 😁

    • Wow proprio splatter , complimenti per la tua versatilità nel descrivere i vari animi del genere umano , il racconto rispecchia la pazzia di Quentin nei suoi film, surreale e una logica contorta. Brava

    • Io non sono una fan di Tarantino, ma convivo con un uomo lo mangerebbe a colazione pranzo e cena, ma non posso che complimentarmi.

    • Perché parlare di Tarantino quando si può parlare di Sguazzardi e del tuo spaghetti splatter? Lab interpretato con ironia e tinte rosso sangue, d’altronde un po’ di colore nelle storie non guasta mai. Ciao Isabella, alla prossima carneficina, nel frattempo mi tengo alla larga dalle cucine e dai posti di blocco.

      • Ciao Tiziano,
        mi ha fatto piacere il tuo commento. Volevo esplorare un’altra forma di scrittura per mettermi alla prova e cominciare ad alzare l’asticella. Mi è piaciuto ironizzare un po’ 😉 Alla prossima 😁

    • Ciao Isabella, stupendo, mi sono divertito da matti ad ogni dettaglio truculento descritto, uno splatter davvero ben fatto, con grande ironia e pezzi di carne ovunque, ma il tocco di classe, secondo me, è l’autocensura, fantastica😂😂😂! Follie pulp degne del grande Quentin, brava davvero! Alla prossima!

      • Ciao Antonino,
        grazie del commento, anche io mi sono divertita a scriverlo, man mano che tiravo giù le idee ridevo da sola 😂 l’autocensura… Proprio non ci riesco con le parolacce ma qui ci sarebbero state (Tarantino sicuramente non se le risparmia 😂) per cui ho cercato un compromesso. Alla prossima 😁

    • Ciao Isabella, sull’uso delle parolacce nei racconti potremmo instaurare una bella discussione stile Jules e Vincent sul “Miracolo” 😀 Nemmeno io riesco ad utilizzarle in quello che scrivo e trovo che l’autocensura sia in fondo un tocco molto “Tarantino” (nel senso che nei suoi film l’ironia è la prima a prevalere). Mi sono divertita a leggerti, calata per un momento in quell’atmosfera. 🙂

  • Jeff parcheggiò l’auto lungo il vialetto alberato e Muriel ne scese per andare a prendere una parte dei bagagli, poi lui la raggiunse.
    Era un anno intero che avevano aspettato quel giorno, avevano messo da pa […]

    • Molto divertente. Credo che la parte di Brittany mi coinvolga maggiormente perché la capisco, la pioggia è un duro colpo quando si è perfetti. Complimenti hai reso l’idea.😁

    • Ciao Isabella, vero che quelle che sembrano “piccole” cose possono sconvolgere per completo in nostro mondo. Il tuo libriCK mi ha coinvolta fin dalle prime righe (sarà per le giornate uggiose), facendomi riflettere su come tutto è relativo. Bellissima l’idea, condita con la sana dose di ironia che sai dare ai tuoi racconti 😀

      • Ciao Micol,
        in effetti io mi ritrovo molto in Brittany perché ogni volta che esco trovo solo disagio ma ovviamente il mondo è bello perché è vario e ognuno di noi ha una storia da raccontare. Grazie per il commento 😀

    • Non sempre “giorno bagnato, giorno fortunato”. Eh già! Come sempre sei abile nel tratteggiare scorci di vita quotidiana, tra ironia e fatti solo all’apparenza ininfluenti. 🙂

      • Ciao Giuseppe,
        grazie per il complimento. Quel giorno mi sentivo particolarmente ispirata e molto molto vicina a Brittany 😁 perché girare in auto quando piove è un casino. 😊

  • Claudia era stata chiara con la figlia: “non più tardi di mezzanotte e mezza”.
    Era quasi l’una quando Sofia rientrò a casa, con un’abilità da scassinatrice, infilò la chiave nella serratura girandola lentamente, […]

    • Le paranoie femminili distruttive… è bello come hai mostrato, in così poco spazio, le emozioni di tutti. Felice che Claudia sia riuscita a “redimersi”… anche perché vivere così è PESANTE 😂😂😂.

    • Ciao Francesca,
      grazie per il tuo commento. In effetti la paranoia è il peggior nemico di noi stessi se non riesci a combatterlo da dentro e con una forza inaudita. Ho dato a tutte le mie donne la possibilità di uscire dal tunnel dei loro disagi, un po’ di speranza ci vuole sempre…. 😊

    • Ciao Isabella, che bello incontrare una delle tue “donne”! 🙂 Come di consueto sei riuscita a ricostruire alla perfezione il male che consuma Claudia, simile a un cancro. Mi piace anche la luce che lasci intravedere alla fine di ogni tuo racconto: bisogna sempre lasciare spazio alla speranza.

      • Ciao Micol,
        grazie per l’apprezzamento e in effetti io punto sempre sulla speranza che è il carburante di ogni momento difficile… Alla prossima donna 😁

    • Ciao Isabella, i mali che affliggono la nostra mente spesso sono davvero peggiori di tutti gli altri mali, perché, inconsapevolmente, non ci permettono di vivere con serenità né con noi stessi, né con gli altri. Si continua a vivere con la morte nell’anima, annebbiati come Claudia da oscure fantasie che vanno oltre la medesima realtà. Leggerti per me è sempre stimolo di positiva riflessione, e in questo caso non solo per quanto riguarda la gelosia, ma anche per via della conclusione in riferimento alle famiglie allargate, altro tema da te sfiorato come la stessa solidarietà verso i più sfortunati. La speranza non arriva solo dalla consapevolezza di sé, ma anche dall’incontro con gli altri. È sempre un piacere incontrare le “tue” donne e vederne il percorso di rinascita! Un caro saluto, alla prossima😊!

      • Ciao Antonino,
        ti ringrazio per il tuo commento. Infatti io dico sempre che siamo noi la gabbia di noi stessi. Con fatica ma dobbiamo cercare sempre di reagire, facendoci anche aiutare. Cerco sempre di finire le storie in positivo piena di speranza… 😊

  • Erano ormai millenni che UZ-192 attraversava sempre gli stessi spazi e vicino a lui una moltitudine di corpi celesti si facevano trasportare dallo stesso flusso.
    Non sapeva precisamente il perché ma era stanco di […]

    • L’ho trovato molto bello. La storia sull’asteroide lo ha reso molto più umano ed il fatto che la rock star abbia intitolato il suo nuovo album come la stella è stato veramente un colpo di genio. Molto bello, complimenti.

    • Cara Isabella, ho apprezzato tanto la tua fantasia e anche il fatto che hai saputo essere tenera anche parlando di rocce 👍
      Alla prossima.

    • Ciao Giulia,
      grazie per i complimenti. In effetti volevo rendere l’idea di una situazione “umana” anche se nell’universo. Tutto il mondo è paese si dice… 😉

    • Ciao Isabella, anche stavolta hai avuto un idea originale! Mi è piaciuto molto l’umanizzazione dell’asteroide, questo suo provare affetto verso la propria condizione ma allo stesso tempo desiderare altro, e l’idea di legare il suo destino a quella del rocker è stata bella, sognante, quasi fiabesca! Bel lab, come di consueto! Un saluto, alla prossima!

      • Ciao Antonino,
        ti ringrazio per il commento. Il fatto che per la rock star in crisi esistenziale non ci siano stati voti sufficienti non me ne facevo una ragione 😁 così l’ho fatto entrare come co-protagonista… 2 Lab al prezzo di 1 😉

    • Fantastica storia, una idea originale bravissima come sempre 😘

    • Ciao Isabella, sei riuscita a raggiungere il tuo obiettivo in modo perfetto 😀 Asteroide + rock star nel vero senso della parola. Inizialmente il tuo racconto mi ha fatto riflettere sulla mia posizione di madre e di come spesso temiamo il distacco con i nostri figli bloccando loro le ali. Il tuo asteroide ha trovato il suo “posto”, conto per i nostri pargoli valga lo stesso. Hai risolto la questione in modo geniale e dato prova di una fantasia eccezionale. E’ strano, oggi ho avuto modo di leggere due diversi laboratori (il tuo e quello di @simonalombardi) che mi hanno messo a confronto con il mio ruolo di genitrice: un bagno caldo e una doccia fredda.

      • Ciao Micol,
        mi fa piacere ciò che mi hai scritto e anch’io ho letto il racconto di Simona che mi ha toccato moltissimo in quanto madre di una quattordicenne e quindi in una fase di trasformazione. Terribile non sapere come potrà essere il loro futuro, sperando di poter star loro vicine più possibile 😯

    • Idea davvero originale, con un finale strabiliante! Se non erro, hai quasi trattato i due temi proposti in questo lab? Asteroide da una parte e rock star dall’altra. 🙂 Beh, lab superato alla stragrande! 🙂

      • Ciao Giuseppe,
        in effetti avevo votato la rock star ma ha vinto l’asteroide e allora l’ho fatta entrare come guest star 😂😂 volevo che risolvesse i suoi disagi. Grazie per l’apprezzamento 😊

  • Anno 2019.
    L’ipotesi dell’impatto, formulata nel 1974 per spiegare la formazione della Luna, viene perfezionata nel 2001 dal “modello del doppio impatto”. Il corpo generato dal primo impatto, entrando nuovame […]

    • Bellissima storia spero abbia un seguito complimenti per la parte scientifica dimostri ricerca nei dettagli scientifici

    • Bellissima storia spero abbia un seguito complimenti per la parte scientifica dimostri ricerca nei dettagli

      • Ciao Alessandro,
        adesso vedremo se potrà esserci un seguito perché di storie che bollono in pentola ne ho tante… Finisco le sfaccettature e poi ho un altro progetto gotico… Grazie 😊

    • Ciao Isabella e complimenti per l’idea alla base di questo librick. Sei partita tra l’altro da notevoli assunti scientifici (che ho apprezzato davvero tantissimo), segno che prima di dare vita a questa storia hai approfondito le ricerche in materia. Davvero brava! 🙂

      • Ciao Giuseppe,
        in effetti ho rispolverato i miei libri di scienze, che ho tenuto proprio perché adoro questa materia. Così come adoro la luna e il mistero che si cela dietro la sua luce. La storia è poi venuta da sé. Grazie per i complimenti 😊

    • Bella storia nella quale, a sensazione, si intrecciano meravigliosamente scienza e romanticismo. Un approccio tematico non semplice e, a mio modesto parere (da autore non esperto quale sono), condotto con assoluta destrezza narrativa 🙂

      P.S. : la prima parte sembra un trattato scientifico vero e proprio…cioè…”sembra” a un profano come il sottoscritto. Magari lo è davvero.

      • Ciao Rossano,
        grazie per l’apprezzamento. Infatti la parte iniziale è dove inizia a snodarsi l’ucronia: prima ciò che è veramente scientifico e poi parte l’ipotesi… Poi un po’ di romanticismo non guasta mai 😉

    • Ciao Isabella, questo è un libriCK davvero notevole, con un ottima presentazione di carattere scientifico da cui hai “assunto” la tua teoria, credo elaborata non solo dalla tua fantasia, ma anche dalle tue ricerche. Scienza che si intreccia con la fantascienza, ma tu hai saputo dar vita ad una storia ricca di emozione quotidiana, “realizzando” il sogno di più vivido dell’uomo, oltrepassare i confini della terra, con un pizzico di delicato romanticismo. Un racconto che scorre piacevole e come sempre ben scritto. Ottima Ucronia, ci sarà un seguito? Un saluto, alla prossima!

      • Ps. Ovviamente l’uomo varca già i confini della Terra, ma ovviamente non in modo così semplice e alla portata dell’uomo “normale”😅!

      • Ciao Antonino,
        grazie per i complimenti. In effetti era un po’ che ci stavo lavorando, tra disegni strappati e volati via 😁 poi la bozza definitiva che ho allegato al testo perché non rimanessero solo parole. La mia sfida è sempre verso ciò che non vedo e non posso capire e adesso l’altra faccia della Luna può essere visibile a tutti 😊

    • Ciao Isabella, queste tematiche affascinano anche me. Conoscevo la teoria dell’impatto: non quella del “doppio impatto,così sono andata ad aggiornarmi grazie all’onnisciente rete internet. Bel laboratorio, l’ho apprezzato moltissimo e anche il romanticismo non guasta. Mi piacerebbe saperne di più di questa tua Doppia Luna, chissà… magari con il tempo potresti farci un pensierino e regalarci un racconto collegato a questo.

      • Ciao Micol,
        grazie dell’apprezzamento. Mi sono tuffata nel mistero di sempre, ancora ad oggi quando il cielo è stellato e la vedo me ne innamoro ancora. Chissà per un seguito… 😉

    • Completerei con: E vissero tutti felici e contenti. Brava Isabella, bella lezione.

  • Chris sapeva benissimo che la mattinata sarebbe stata pesante: continuava a girare il cucchiaino nel suo caffelatte, ormai tiepido, con una noia ed una sonnolenza da far venire l’ansia.Dopo aver sistemato con cura […]

    • Storia di scambio, storia di prese di coscienza, storia di tristezza e solitudine.. perché si è tristi e soli anche e soprattutto in mezzo alle persone.
      Un bel racconto che è filato via leggero.
      Alla prossima lettura…

      • Ciao Raffaele,
        grazie per aver letto il mio racconto. In effetti il messaggio è proprio questo: accettare se stessi soli ma anche in mezzo agli altri, in pace con la propria coscienza

    • Ciao Isabella, credo che spesso sia colpa nostra se non riusciamo ad accettare la nostra esistenza nella sua interezza, ma la verità è che molti vedono soltanto nero, quando in realtà la luce esiste, se vogliamo vederla. Io nelle due vite non ho visto solo tristezza e solitudine, bisogna solo valorizzare ciò che si ha. Come sempre sai “entrare” nella mente, analizzare lucidamente con la tua prosa scorrevole la quotidianità e i risvolti psicologici, riuscendo come sempre a regalare spunti di riflessione! Oh, bel lab ovviamente, come sempre! Alla prossima😁!

      • Ciao Antonino,
        grazie per il tuo commento. Io sono sempre a favore della spontaneità e dell’accettarsi così come si è. Forse dovevo fare la psicologa 🤣😉

    • Complimenti un bellissimo racconto veloce da leggere ma che fa riflettere. Come sempre riesci a scrivere e descrivere l’animo umano

    • Ciao Isabella, il tuo racconto ha dato voce a un mio pensiero frequente. A volte guardiamo gli altri quasi con invidia pensando che la loro vita sia migliore della nostra: vuoi per fortuna, per possibilità economica o quant’altro. Io non vestirei la pelle di nessuno, perché ho la certezza quasi matematica che dietro a quei sorrisi e a tanta perfezione spesso si celino drammi inimmaginabili.

    • I commenti dei colleghi mi trovano concorde. Volevo aggiungere che hai usato espressioni che mi hanno fatto divertire. “Un bel bidone corposo” è fantastico!
      Ciao Isabella. Al prossimo Lab 👍

      • Ciao Cristina,
        in effetti volevo aggiungere un po’ di amara ironia come quando Manuel si prepara a fare la sua colazione in cerca di un bidone 😌. Grazie per avermi letto 😊

  • – L’animo ha mille sfaccettature. Non si sceglie quello che si è -***Erika aprì presto gli occhi quel giorno, aveva dormito male e le prime luci del mattino non le avevano permesso di riaddormentarsi. Odiava sve […]

    • Ciao Isabella, anche stavolta hai saputo toccare le giuste corde delle mie sensazioni. La tristezza di una vita identificata come estranea da Erika viene risolta guardandosi allo specchio, che simbolicamente ritrae proprio la rinascita di questa donna a nuova esistenza, una nuova vita accettata e consapevole, perché finalmente ha trovato sé stessa, liberandosi dell’infelice gabbia che attanagliava la sua anima. Ammiro la tua grande sensibilità e capacità di introspezione, ben raffigurate ancora una volta😁!

    • Ciao Antonino,
      sono contenta che ti sia piaciuto. Ho voluto essere più delicata in questo racconto perché l’argomento è ancora difficile in questo monto storico. L’introspezione è importante per conoscerci meglio. 😊

    • Bravissima il coraggio di affrontare la propria anima, il disagio di una vita che non ti appartiene ma soprattutto l eroismo di affrontare la famiglia sono incoraggiamenti a dimostrare chi siamo e cosa vogliamo , non ultimo per importanza avere la famiglia che ti sostiene. Brava

    • Eccomi. Dopo le vacanze e la pausa da internet torno a rileggere le serie iniziate tempo fa. Vorrei essere come Erika e trovare il mio posto e la mia persona 🙂

      • Ciao Blonderline,
        grazie per avermi scritto. La ricerca di se stessi è sempre difficile ma poi dà tante soddisfazioni. ☺️

    • Ciao Isabella, hai dato vita a una storia che nella sua tristezza è verità. Spesso vestiamo una maschera, facciamo finta che la nostra vita vada bene così. Sopravviviamo senza vivere. Come sempre hai saputo toccare corde importanti, hai dato un volto alla tua protagonista descrivendone la lacerazione e donando una speranza di rinascita. La scrittura è un veicolo potente.

      • Ciao Micol,
        grazie per quello che mi hai scritto. Infatti sarebbe bello poter essere sempre se stessi ma a volte ciò non è possibile. Ma lottare porta a grandi soddisfazioni. ☺️

    • “Con la voce rotta dall’emozione gli raccontò se stessa e quello che aveva scoperto dietro lo specchio”… ho adorato questa frase: semplice e raffinata. È una storia che appare scontata… ma non lo è affatto! Non si parla mai troppo spesso di questi spaccati di vita cruda. Magari puoi continuare questa storia… in una serie…
      Mi piace leggere delle tue donne. È una lettura semplice: è un documentario di quelli che mostrano, senza commentare troppo.

  • Senza sapere come, Marcus si trovò a terra, su un suolo dalle temperature decisamente alte, guardandosi intorno in modo circospetto e cercando di dare un perché alla sua situazione. Dopo aver esplorato la zona i […]

    • Ciao Isabella, il tuo “tunnel di luce” è ben oscuro. Non credo esista una “morte” facile e Marcus ha sospirato parecchio prima di raggiungere la vetta della “sua” Commedia, Perché la vita, in fondo, non è che questo: una Divina Commedia. Mi complimento per il modo originale con cui hai approcciato il laboratorio: di tutto mi aspettavo tranne un rovente inferno 😉

      • Ciao Micol,
        grazie per quello che mi hai scritto. Marcus ha sofferto molto per arrivare alla sua quarta Cantica però è riuscito a terminare il suo percorso, anche se tormentato 😊

    • mi associo a Micol, davvero una bella idea e il modo in cui la racconti da la giunta atmosfera e crea abilmente le immagini dello scenario nella mente del lettore. Complimenti!

    • Complimenti per l’idea 🙂

    • Ciao Isabella, bella l’idea di compendiare demoni infernali a un ricordo dolce, come quello della donna amata. Mi è piaciuto molto anche il tuo stile. Un racconto scritto bene. Complimenti.

    • Ciao Isabella, questa visione è davvero interessante, perché hai affidato al ghiaccio la purificazione della carne, proprio perché brucia come il fuoco, ma non annienta l’anima, perché la fonde col suo stesso elemento, mentre il fuoco divora ogni cosa. Un po’ come in natura, la neve quasi la protegge, mentre il fuoco la devasterebbe. Squisiziose le parole finali, davvero evocative😁! Lab originale e ben condotto, mica facile trattare tutti quei peccati😁!

      • Ciao Antonino,
        grazie per quello che hai scritto, io adoro Dante e la Divina Commedia e mi è venuta l’idea della Quarta Cantica come suo “spin-off” 😊

    • “Esausto si accasciò sulla neve e i cristalli di ghiaccio si fusero con lui, sublimando la sua anima.”… chiusura da brividi per un librick veramente stupendo e scritto con stile! Idea davvero originale per il Lab, davvero complimenti! 🙂

      • Ciao Giuseppe,
        mi fa piacere che ti sia piaciuto il mio racconto. In questa quarta Cantica ho voluto rendere l’idea dell’anima che va oltre tutto per trovare la pace eterna. Grazie ancora 😄

    • La chiusura finale è qualcosa di emozionante

  • – L’animo ha mille sfaccettature. Non si sceglie quello che si è -***Agata rientrò stanca a casa, la giornata al lavoro era stata lunga e non vedeva l’ora di rilassarsi un po’. Nel soggiorno era ormai scesa l […]

    • Ciao Isabella, questo episodio forse l’ho trovato più toccante degli altri, non so il perché, ma le tue vivide descrizioni, le tue pennellate cariche di tristezza e speranza mi hanno emozionato. L’invidia provata dalla madre non le ha permesso di accettare realmente se stessa e i successi della figlia e persino di amarla, ma una nuova vita può portare una nuova speranza…

    • Ciao Isabella, il tuo racconto apre un abisso. Una donna non nasce provvista di senso materno: l’ho sempre sostenuto. L’incapacità di amare, di provare emozioni, spinge ad innalzare muri di indifferenza. Una realtà scomoda, ancor più perché come accade alla tua protagonista non si ha l’interesse nemmeno di fingere. Credo esista un termine medico per questo tipo di “disturbo”: apatia genitoriale. Hai descritto queste non emozioni in modo egregio, questa tua “donna” vera si unisce alle altre offrendoci la sua anima.

      • Ciao Micol,
        ho passato in qualche modo quest’esperienza e al contrario ho riversato si mia figlia l’amore e l’appoggio che a me sono mancati. Bisogna saper sterzare quando si può ,🙂

    • Mi hai emozionato. Ho molti problemi con mia madre e questa serie mi ha toccato il cuore

      • Ciao Blonderline,
        ti capisco perché anche io ho avuto alti e bassi con mia mamma ma adesso che non c’è più mi sembrano tutte cose su cui potevo passarci sopra. I legami familiari sono sempre i più difficili. 😌

    • Episodio toccante, mi ha emozionato. Attraverso questi racconti, questi scorci di realtà, mostri punti di vista che spesso non vengono considerati. Davvero brava. 🙂

  • – L’animo ha mille sfaccettature. Non si sceglie quello che si è –
    ***
    Leona era in pausa caffè mentre sbirciava distrattamente il suo smartphone: messaggi, un po’ di social, qualche offerta online della qua […]

    • Cara Isabella,
      un bel racconto, scritto bene. Mi è piaciuto il fatto che ci sia il proposito di rivalutare la figura maschile, da parte della tua protagonista. E mi ha fatto riflettere, su quanto le esperienze negative cambino il carattere delle persone, facendole precipitare nei gorghi più bui. Un saluto.

    • Ciao Cristina,
      grazie per il commento. Purtroppo sì, quando si vivono le negatività qualche traccia rimane sempre, bisogna far perno su tutta la nostra forza per risalire. 🙂

    • Ciao Isabella, il tuo racconto mi ha ricordato il detto “la mela non cade mai lontano dall’albero “. Le situazioni vissute nell’infanzia entrano dentro di noi e l’agire di Leona ne sono l’esempio. Credo che la soluzione sia quella che il cuore le ha suggerito: ammettere (non è poi così diversa dalla madre che disprezza) e cambiare (accettare l’aiuto di uno psicologo).

      • Ciao Micol,
        ti ringrazio, cerco sempre ti trovare un finale positivo o almeno propositivo così da far capire che quando ci si appella a tutta la nostra forza si può cambiare. 😊

    • Ciao Isabella, altro episodio introspettivo che fa riflettere parecchio. Le figure maschili vengono eclissate per motivi diversi, da una parte, la prorompenza della madre di Leona che non lascia scampo al povero marito, e dall’altra Lucio che subisce la rabbia repressa di una Leona condizionata proprio dal complicato rapporto reciproco dei suoi genitori. Le sfaccettature da te esposte sono un prezioso angolo dove poter mirare la dura realtà della nostra psiche. Brava davvero😁!

      • Ciao Antonino,
        ti ringrazio per questo tuo commento. Sondare l’animo umano è sempre delicato e bisogna conoscere il passato di una persona prima di giudicare. A presto la prossima 😊

    • Ciao Isabella, mi ero perso questi episodi! Rimedio subito. 🙂
      Intanto ti rinnovo i complimenti per aver ideato una serie strutturata in tal modo. Questo racconto mi è piaciuto tantissimo, ma proprio tanto tanto, perché non solo non è banale ma mostri anche dei “lati” che spesso non vengono detti. E poi questa voglia da parte di Leona di riconoscere il suo problema e di cambiare, in meglio ovviamente, dimostra amore… anche verso se stessa. 🙂

  • Erano ormai settimane che Jeremy percorreva le strade del Gran Canyon, lo sguardo sempre fisso avanti a sé, ipnotizzato dagli scenari aridi e desolati. Non sentiva più le braccia e sudava senza contegno; aveva p […]

    • Ironicamente geniale! Innanzitutto, nella parte iniziale, mi sembrava di essere in una puntata di Happy Days al fianco di Fonzie, e non chiedermi perché, ma mi stavo scompisciando solo al pensiero, e poi che sfiga sto Jeremy, anch’io mi sarei incacchiato a un certo punto con tutta quella corruzione! E poi come hai concluso, una genialata piena di comicità! La tua ironia mi piace un sacco, e nonostante stia crepando dal caldo, mi hai veramente rinfrescato la mente😂😂😂!

      • Ciao Antonino,
        gentile quello che mi hai scritto. Devo dire che mi sono divertita molto a scriverlo, mi è venuta l’ispirazione all’ultimo minuto (come sempre 😉) e ridevo da sola nel crescendo di sfiga. Ho provato anche il mio lato comico. Ciao 👋🏻

    • Ciao Isabella. Molto divertente, questo tuo Lab. Che sfortunato, Jeremy! E in più, si accanisce sulla sua stessa sfiga, demolendo la sua stessa macchina 🤣 Non quella altrui, magari per vendicarsi. Che sarebbe stato banale. La perdita della ragione la trovo proprio inevitabile 😂 Bel lavoro! Alla prossima.

      • Ciao Cristina,
        grazie per ciò che mi hai scritto, purtroppo la macchina si cui si accanisce è quella di lei perché rispondeva all’ennesima prepotenza 😂 ma se riuscirà a scamparla all’ospedale psichiatrico gli farò rompere anche la sua 🤣🤣🤣 se non altro a scopo terapeutico

    • Mi associo agli altri. Divertente e cn un finale che lascia il segno. Peccato solo che nn sia una seria. Al prossimo racconto Isabella 😉

    • Appena finito di lavorare, sono corsa subito a leggerti e devo dire mi sono divertita.Sai emozionare e sorridere, come Adams nella Guida galattica per autostoppisti. Pensaci di farne una serie.

      • Ciao Ely,
        mi ha fatto piacere che ti sia divertita, questa volta volevo buttarla sull’ironico e sperimentare un nuovo percorso. Valuterò la salute mentale di Jeremy e vediamo se riuscirà per un seguito 😉

    • Ciao Isabella,
      quando si dice avere una giornata “no”.. 🙂 Il tuo lato comico ha centrato il segno, mi sono divertita a leggere il tuo racconto e solidarizzato con Jeremy.

      • Ciao Micol,
        grazie per il commento. Sì, veramente poverino, l’ho fatto proprio sbroccare 😵🤯 ma volevo essere un po’ leggera per questo Lab. Ciao 😀

    • Ciao Isabella!
      Povero Jeremy, una giornata senza scampo dalla sfortuna, non c’è dubbio! Ho trovato fantastica la seguente frase che hai inserito e riporto “Se Jeremy fino ad allora era stato calmo, adesso il suo viso cominciò a riempirsi di tic di ogni genere, la palpebra destra ormai viveva di vita propria e le labbra erano secche dal disagio” … annuncia la sua preparazione alla catastrofe finale 😄 La sfortuna innervosisce ma con il finale hai saputo come addolcirla … e la risata ci scappa eccome! Brava!

  • – L’animo ha mille sfaccettature. Non si sceglie quello che si è -***“Sei troppo magra! Vai in palestra ad irrobustirti un po’. A fare un po’ di muscoli. Quasi non ti reggi in piedi”“Non eri così quando eri pi […]

    • Ciao Isabella, qui hai toccato un altro tema altrettanto attuale, che colpisce molte donne nel mondo. Purtroppo stiamo parlando di malattie psicologiche colorate da storie di costrizione genitoriale, ma tu hai dato una speranza alle protagonista, una via d’uscita nella reciproca voglia di rinascere… le tue sfaccettature ci fanno conoscere lati della vita che rimangono insabbiati dal nostro quieto vivere, ma i tuoi ritratti ci fanno tornare alla cruda realtà… Complimenti, attendo piacevolmente il prossimo episodio!!

      • Ciao Antonino,
        le mie storie sono nate da esperienze vissute un po’ da me e un po’ da chi ho incontrato sul mio percorso. Ogni volta che scrivo sento un tonfo al cuore perché sono persone che hanno inciso la mia anima e che ricordare fa male. Ma questo mi aiuta ad andare avanti 😀

    • Ciao Isabella, sapere che queste storie fanno parte della tua (o di persone a te vicine) esperienza di vita le arricchisce ancora di più. La speranza che conclude il racconto è un nuovo modo per ricominciare, e il “vedere” le due protagoniste darsi man forte una scena molto bella.

    • Che bel finale, uno di quelli che fa pensare… e anche tanto. Purtroppo in questi ambienti circolano moltissime persone con problemi simili e raramente hanno consapevolezza non solo della vita che conducono, ma soprattutto delle baggianate che dicono. In questo librick hai fatto incontrare Leonora e Olga, due anime (animi) opposte tra loro: l’estrema diversità ha mosso le loro coscienze. Un attimo in cui si sono guardate realmente allo specchio. Gran bel racconto!

      • Ciao Giuseppe,
        grazie per quanto mi hai scritto. Purtroppo oltre alla rara consapevolezza delle persone stesse c’è anche la non cosciente cecità di chi le circonda

    • Ciao Isabella, quello che mi piace in particolare dei tuoi racconti è che sono sempre “veri”. E con “veri”, intendo che sanno trasmettere sensazioni genuine senza costruzioni dettate dal voler scrivere sull’argomento. Ogni parola è “tua”.

      • Ciao Micol,
        ti ringrazio per le belle parole. In effetti sono esperienze vissute in prima persona o di chi mi è stato vicino. Per me scrivere significa guarire 😀

    • Ormai la serie mi è chiara: i mali oscuri che crea una società i cui modelli estetici ed esistenziali, cozzano con le personalità sensibili che faticano a vivere in un mondo che ci vuole perfomanti, efficienti, fisifisuicamenti perfetti, per evitare critiche, isolamenti e bullismo. Una società, la cui componente umana sta diventando sempre più simile alle fredde macchine che produce.

      • Ciao Claudio,
        in effetti bisogna resistere a ciò che il mondo stereotipato ci propone e sapersi guardare dentro e accertarsi. Quando si è in pace con noi stessi anche gli altri ci possono vedere con occhi diversi 😊

  • David camminava su e giù sulla banchina, aspettando la metro che lo avrebbe portato al lavoro, come ogni mattina.Le sue giornate erano scandite da orari precisi: tutto veniva eseguito alla stessa ora e con le […]

    • Isabella, il titolo mi aveva portato altrove con la mente, ma la tua idea è stata comunque una bomba! Un condensato di realtà e un pizzico di ironia qua e là che non guasta mai e una perfetta divisione delle varie situazioni, specchio fedele di varie sfaccettature della realtà (e tu di sfaccettature te ne intendi…). Il tema di quello che accade dopo la nostra dipartita è ovviamente un mistero, ma la tua idea del Dormiente come traghettatore è affascinante!! Un lab che supera i confini della nostra vita!! Ottimo!!

    • Ciao Antonino,
      grazie per il commento. Questa volta ho voluto ironizzare un po’ e trascendere la realtà e sperimentare una nuova strada. Ho lasciato all’immaginazione di ognuno di noi cosa ci fosse oltre il flusso di luce 😀

    • Ciao Isabella, io vedendo la luce mi sarei girato per assaporare un’altra giornata come quella!😄
      Prova lab superata.😉

    • Ben scritto e ben condotto. Complimenti davvero. 🙂

    • Storia davvero interessante, non c’è che dire! L’idea di collegare il tema (ma anche l’ambientazione) proposto in questo lab al “famoso tunnel” mi è piaciuta tantissimo. Lab superato alla grande!

    • Ciao Isabella, bellissima ghost story! Mi associo al detto che hai citato: “meglio rimorsi che rimpianti”. A volte la vita scivola fra le dita senza averne realmente nozione, ci è solito pensare di avere del tempo per fare tutto. C’è sempre qualcosa di più urgente e mettiamo da parte quelle che non consideriamo priorità: un viaggio, un giorno trascorso in famiglia, una pizza con gli amici. Storie come la tua fanno riflettere con il sorriso e ci ricordano il concetto del “tempo umano”: abbiamo una data di scadenza a noi sconosciuta.

      • Ciao Micol,
        ti ringrazio per quanto mi scrivi. Verissimo, ogni giorno che passa senza aver fatto qualcosa per noi è un giorno sprecato… tic tac tic tac… le lancette scorrono 😀

    • La storia di un fantasma che finalmente, solo dopo la morte, vive la vita. Bella idea, scritta bene anche se avrei voluto fosse più lunga per assaporare altre esperienze.
      Alla prossima lettura.

    • Trovo che “il caldo vento dal forte odore di acciaio” sia una descrizione evocativa al massimo. Brava Isabella! Alla prossima.

      • Ciao Cristina,
        grazie per il tuo messaggio. Volevo infatti unire l’idea della metro vera e propria con ciò che stava per accadere al protagonista, quasi un presagio 😀

    • Ciao Isabella.
      Bella la visione con cui racconti la storia. Mi è piaciuta! E mi associo a chi dice che sarebbe stato bello vedere David in altre situazioni, ma solo perché la storia cattura è ci si immerge nelle varie tappe della narrazione.
      Brava!

    • Molto bello il tuo modo di scrivere, davvero avvolgete, hai anche delle metafore e dei passaggi poetici, mi piace molto e come qualcuno ha già detto, sarebbe rivedere questo protagonista. BRAVA!

  • – L’animo ha mille sfaccettature. Non si sceglie quello che si è -***Che suono fastidioso aveva la sveglia quella mattina.Bruna non sopportava più il buzz preimpostato che ogni mattina suonava alla stessa ora; per […]

    • Isabella, stavolta hai saputo racchiudere in poche e ben scritte righe tutto il malessere che la solitudine e la depressione interiore possono procurare ad un anima mortale, e la personificazione del Buio mantiene alte le tinte Dark che caratterizzano il tuo stile. Grande conclusione con la speranza consegnata dall’amore di una persona vicina, un primo passo verso la libertà del proprio Sé incatenato da strani e immaginari (ma maledettamente reali) malesseri… in attesa della prossima sfaccettatura, ti faccio i più sentiti complimenti!!😋

    • Ciao Antonino,
      ti ringrazio per quanto mi hai scritto e sono contenta che ti sia piaciuto. A questa serie, oltre che i toni reali dei mille volti dell’essere umano, anche una speranza, nel finale, che tutto si può in qualche modo superare. Grazie ancora 😀

    • Ho compreso l’idea alla base di questa serie, e devo dire che è proprio favolosa! Il racconto di Bruna mi ha preso più del precedente, forse per il tema trattato. Il Buio, questo buio, è uno dei nemici più antichi e terrificanti dell’uomo. In questa società poi non fa altro che crescere, crescere e crescere, ampliare sempre più il suo potere, la sua fame. Il Buio che recide, che cancella, che divora. Non vedo l’ora di leggere il prossimo episodio. Curiosissimo! 🙂

      • Ciao Giuseppe,
        sono contenta che ti sia piaciuto. Ho preso come spunto delle esperienze personali e sono cosa significa essere mangiati da questo male. A breve un altro episodio 😀

    • La depressione, il buio! Un Male subdolo che ti soffoca. Un giorno sei felice e il giorno dopo vorresti nasconderti al mondo. Arriva senza motivo, di punto in bianco; ti rende cieco all’amore, alla bellezza.
      Racconto molto significativo, complimenti Isabella.🙂

      • Ciao Dario,
        grazie per l’apprezzamento. E’ un male che purtroppo, proprio per la sua imprevedibilità, è difficile poter curare, ma a volte l’amore rompe la paura e ti fa sperare. Grazie ancora 😀

    • Ciao Isabella, mi piace molto il concept di questa serie. Come altri ho trovato il “male” di Bruna più vicino alla mia esperienza. Leggendoti mi sono riconosciuta in molte cose e mi sono soffermata a considerare il concetto “pigrizia mentale”, chiedendomi se anch’esso nasconda una sorta di depressione. Hai saputo descrivere alla perfezione lo stato d’animo della protagonista, quel mettere tutto in una bolla: in sospensione. I tuoi racconti mi piacciono perché arrivano diretti, con il cuore, e perché invitano a non perdere la speranza.

      • Ciao Micol,
        mi fa piacere il tuo apprezzamento. In effetti la “pigrizia mentale” credo che nasconda, anche se in forma minore rispetto la malattia vera e propria, una sorta di depressione o, come lo chiamava mia madre, un “mal d’animo”. Prossimamente un’altra sfaccettatura. A presto 😀

    • Anticamente i druidi chiamavano la depressione: il male dell’ anima. Un male subdolo che toglie energia, voglia di vivere e che ci fa sentire soli in mezzo a un oceano di persone o incompresi anche da chi ci sta vicino e ci ama. Un male subdolo che soffoca ogni barlume di luce. Brava; hai saputo descrivere bene il buio dell’anima facendo percepire tutta la sofferenza che colpisce sia chi ne è afflitto e chi gli sta vicino.

      • Ciao Claudio,
        grazie per quello che hai scritto. Questa è la storia di mia mamma e io che le ero vicina ho sofferto molto, so cosa significa. Il racconto è stato catartico 😌

  • – L’animo ha mille sfaccettature. Non si sceglie quello che si è –
    ***
    Helèna era in piedi davanti allo specchio in tutta la sua nudità: il corpo sembrava scolpito nel marmo bianco, la pelle levigata e perfetta […]

    • Qui su Open ho modo di apprezzare dei racconti che per istinto non avvicinerei. Il tuo mi è piaciuto moltissimo, sarà per l’atmosfera “mantide religiosa” che hai saputo tratteggiare alla perfezione. Una ragnatela di seta ben tessuta. 😀

    • Ciao Micol,
      grazie per l’apprezzamento. Ho studiato varie sfaccettature di donna senza giudicarne i comportamenti perché , come ho scritto, la natura più intima non si può cambiare. La serie sarà lunga e molto forte

    • Sono d’accordo con Micol, a prima vista non leggerei racconti del genere, eppure qualcosa mi ha attirato… forse la sensualità di Helena… e poi ho sentito una punta di dark style o sbaglio? Ottima chiusura, con l’incontro di Helena con un suo simile. Ps. Verso la fine hai scritto sbriciò…

    • Ciao Nicoletta,
      il finale è legato al fatto che qualunque sia la nostra natura, ognuno di noi ha diritto di essere felice, trovando anche persone simili a se stessi 🙂

    • Una ragnatela è sempre qualcosa di complesso e al tempo stesso delicato. Perchè può rompersi con estrema facilità. Due individui così “estremi” hanno trovato il modo di intersecare le proprie delicate ragnatele. Magari non per sempre…ma niente lo è 🙂

      • Ciao Rossano,
        in effetti è tutto un po’ sul filo del rasoio o, in questo caso della ragnatela. Però l’unione di può trovare ovunque Buona giornata 😀

    • Bella storia, raccontata con ritmo incalzante che incolla il lettore alle parole. Bella l’ambientazione, i movimenti e gli sguardi… mi sembrava di essere in quella sala.
      Pochi minuti di lettura assolutamente gustosi.
      Alla prossima lettura.

      • Ciao Raffaele,
        grazie per il commento. Adesso mi sto dedicando alla stesura di un nuovo personaggio. Sempre un po’ borderline Buona giornata

    • Ciao Isabella. Mi era sfuggito questo episodio: mi ha piacevolmente catturato e tenuto incollato allo schermo… quasi come la ragnatela di un ragno. 🙂 Interessante il significato che hai voluto veicolare con questa metafora, soprattutto nella parte finale del racconto. Sinceri complimenti. 🙂

      • Ciao Giuseppe,
        in effetti voleva essere un gioco di sguardi che catturano e che avvolgono i personaggi. Ogni personalità ha le sue peculiarità e le sto studiando con grande interesse. 😀

    • Ciao Isabella. Incipit travolgente, racconto sensuale e conturbante di una cacciatrice narcisa che ama essere desiderata, amata e che non accetta legami. Ma alla fine viene attratta da un uomo che sfugge al suo controllo; un cacciatore come lei, che come un ragno in agguato tesse la sua tela. Il suo alter ego l’attrae: i due ragni si sono percepiti.
      I miei complimenti per la tua scrittura.

      • Ciao Claudio. Grazie per il commento, sono contenta che ti sia piaciuto. Tutta la serie è dedicata alla psiche femminile e alle sue sfaccettature e a breve volgerà al termine… Ciao 😊

  • Il contenuto era minimo: un foglio con un rapporto ben dettagliato, facente riferimento alle foto anch’esse incluse nel plico.Spostamenti. Indirizzi. Lavoro.Ma soprattutto con chi: le foto erano chiare. Le mani d […]

    • Che intreccio… questo è davvero una ragnatela di amori, gelosie, incomprensioni, insicurezze… sai, mi hai fatto tornare indietro di una decina d’anni, quando, in un certo senso, mi sono ritrovato negli stessi panni di Adam, “l’amico piantato in asso”… e nonostante non sia stata un’esperienza piacevole, la ricordo comunque con rammarico, perché frammento di un periodo splendido… grazie… attendo il seguito…

  • Ormai erano mesi che Mara si era lasciata con il suo fidanzato storico e ricominciare una vita nuova e tutta sua le era particolarmente difficile. Le abitudini con lui erano state interrotte bruscamente, doveva […]

    • Ciao Isabella, la tua storia mi ha fatto venire in mente un cioccolatino tutto da gustare. Sarà l’ora, sarà la fame: non so. E’ piacevole, leggera al punto giusto. Un “bonbon” che ha acceso un sorriso e rischiarato una triste giornata uggiosa.

      • Ciao Micol,
        sono contenta che ti piaccia. Oggi infatti ho voluto prendere il Lab con leggerezza e se ti ho rasserenato mi fa veramente piacere 😀 Buona giornata

    • Una lucida e interessante lettura su quello che è un malessere comune : lo scarso rispetto per gli altri. Ma, al tempo stesso, la sensazione che le cose possono cambiare in modo inatteso…a volte in meglio…a volte no. Mi viene in mente una frase… “rispetto per tutti, paura di nessuno”. E il tuo personaggio in qualche modo la rappresenta

      • Ciao Rossano,
        ti ringrazio per quanto mi hai scritto. In effetti certo è che in qualche modo bisogna guadagnarsi la seconda opportunità, poi la vita è sempre piena di sorprese. 😀 Buona giornata

    • Ciao Isabella, il tempo che lenisce grandi delusioni riassume il tutto, e poi, un brutto e sgradevole incontro finito con la fioritura di qualcosa di più di una semplice amicizia… lab azzeccato!!!

    • Ciao Isabella. Innanzitutto ti ringrazio per avermi allietato la giornata con questo librick, dal sapore squisitamente piacevole. Ottimo modo di interpretare il lab, non c’è che dire! Bravissima! 🙂

    • Ciao Isabella, e complimenti per questo librick. Una storia semplice, che ho letto con piacere.

    • Ciao Isabella. Mi è piaciuto! Buona l’idea del massaggio al cioccolato, per migliorare l’umore. 😀

  • Il medico la osservava con quello sguardo sterile di chi ha parlato con mille volti. Descriveva la situazione come se andasse oltre il viso pietrificato della donna di fronte a lui, eppure le sue parole la […]

    • Ciao Isabella. L’idea di base del tuo racconto è intrigante e la tua scrittura possiede un certo fascino, però, a mio avviso, trovo che ripeti spesso: mamma, nonna e figlia.
      Senza altri punti di riferimento, tipo i nomi propri, questo disorienta il lettore.

      • Ciao Fpalexlamarca,
        ero indecisa su questo punto. Non sapevo se utilizzare ogni volta i nomi sarebbe comunque risultato pesante. La prossima volta calibrerò meglio questo punto.

        🙂

    • Scritto veramente bene.Non è facile lavorare con la tematica horror.

      • Ciao Silvia,
        grazie dell’apprezzamento. Per me questo è un esperimento che ritengo fondamentale per la mia crescita. Se hai potuto leggere gli altri miei LibriCK, potrai notare che è un po’ diverso dal mio genere. Ma bisogna sempre creare nuovi percorsi e vedere come va.

        🙂

    • la mia banale opinione: storia interessante che poteva venir scritta meglio.
      poca suspance molto automatico…

    • Ciao Isabella, sono d’accordo con Fpalex quando dice che a volte, senza l’uso dei nomi propri, per il lettore non è immediato orientarsi. Ciò non toglie che la storia mi sia piaciuta, parecchio, e che trovo il finale fantastico. Mi sono ritrovata ad immaginare una giovane ammazza demoni che viaggia di città in città alla ricerca di Evanelia. 🙂

      • Ciao Micol,
        grazie per aver letto anche questo mio scritto. Volevo creare un atmosfera un po’ diversa da ciò che solitamente scrivo. Chissà se anche questo potrà avere un seguito 😉

        🙂

    • Ottimo 🙂

    • Racconto particolare e scritto bene. Il misto di compassione e dolore provato dalla figlia nell’elaborare la sentenza del medico si sposa bene con l’ingresso nel racconto della parte horror/mistica con il risultato di tenere il lettore ben incollato fino all’ultima frase.
      Attenzione però a non farlo perdere fra le righe: alle volte si crea un poco di confusione fra le tre figure, soprattutto dopo il salto temporale che avrei accentuato con uno stacco visivo, uno spazio per esempio.
      Alla prossima lettura.

      • Buonasera Raffaele,
        in effetti la storia dei nomi è stato un “bug” che correggerò nella prossima storia.
        Per ogni racconto prendo nota per poi migliorarmi la volta successiva.
        Grazie alle vostre osservazioni capisco dove devo lavorare maggiormente.

        🙂

    • Ciao Isabella. A me è piaciuto molto il fatto che hai posto in evidenza. E cioè che, pur di salvare le persone che amiamo, saremmo disposti a fare qualsiasi cosa. Scrivi bene, già lo sai. Concordo coi colleghi, forse un po’ di confusione sui piani che si sovrappongono e creano confusione sul soggetto. Per il resto, brava! Un saluto.

      • Ciao Cristina,
        grazie per il commento. Adesso sto studiando un piano creativo che mi serva per superare questo “bug”. Sto lavorando sulla caratterizzazione dei personaggi per renderli maggiormente riconoscibili.

        😀

  • Carica di più

Isabella Sguazzardi

Foto del profilo di Isabella Sguazzardi

@isabi72

attivo 1 giorno, 21 ore fa
scrittore