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  • Ma è la verità, ti giuro. Quale verità, mi chiedi? Be’, te la dico io.
    Tutti sanno che Napoleone Bonaparte, dopo Waterloo, fu arrestato dai britannici. Lui avrebbe tanto voluto fare un viaggio dall’Alaska fino a […]

    • Ciao Kenji, vero o falso? 😂😂😂 Le teorie complottistiche sulla morte di Napoleone non mancano.

      • Ciao Micol e grazie per avermi letto! Mah, di teorie complottistiche sulla morte di Napoleone se ne parla poco… Ho voluto scrivere questo racconto perché mesi fa andai da mio padre e spiattellargli questa storia facendogli credere che fosse tutto vero (un esercizio di fantasia, così per scherzare); vedendo che la storia mi pareva funzionasse, l’ho messa su “carta” ed eccomi qui.
        Ah, grazie per avermi fatto notare il refuso del titolo. “Diagio”? Sembrava volessi scrivere “disagio”. Uhm, ho messo la g perché ero già proiettato sulla seconda parola.

  • Questo luogo è da qualche parte del Pakistan settentrionale. Qui ci sono tante rocce, tante montagne. Non è proprio come l’Afghanistan, che lì è polveroso e brullo; c’è del verde.La jeep con a bordo me, mio padr […]

  • Era tutto per una giusta causa.Valerio era di stanza in Thailandia. Volare da lì al Vietnam era un gioco da ragazzi. Soprattutto con un aquilone di quel tipo.L’aquilone scatarrava uranio liquido e Valerio era us […]

    • Ciao Kenji, sbaglio o in questo racconto hai sperimentato una tecnica diversa? Frasi brevi e incisive. Rimane comunque la curiosità di sapere da dov’è nato tutto questo delirio apocalittico (la Terza Guerra mondiale?) 😀

    • Ciao Micol e grazie per avermi letto! In genere preferisco le frasi brevi, ma a quanto pare stavolta sono stato un po’ più breve del solito. Comunque questi racconti sono tratti da una serie di romanzi (Futurguerra il titolo) che vorrei proporre a una casa editrice un po’ più grossa di quella con cui ho iniziato a pubblicare l’anno scorso.

  • Molti mi chiedono se mi manca il mare.In effetti sì, ma ci sono cose più importanti.Per esempio la mia famiglia.E l’elettronica.Ho lasciato la Marina Militare da sei anni e abito a Velletri con Marisa e i nos […]

    • Ciao Kenji, manco a dirlo sono andata a cercare su Google la storia di Davide Cervia. Mi piace il tuo dare consistenza a questi “invisibili” protagonisti della nostra cronaca, i tuoi racconti spesso mi danno modo di conoscere qualcosa di nuovo 😁

      • Ciao Micol e grazie per avermi letto! Dunque, di Davide Cervia non si parla molto anche perché scomparve nel 1990 (il Muro era caduto ed eravamo alla vigilia della Stagione delle stragi e di Mani pulite – credo anche che qualche giorno fu ucciso il giudice-ragazzino Rosario Livatino). Be’, fatto sta che si parla di più del Disastro di Ustica e Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Di Davide Cervia… niente. La prima volta che ho sentito parlare di questo mistero è stato subito dopo la caduta del regime di Gheddafi (quindi otto anni fa); il TG3 aveva intervistato i figli perché si suppone fosse stato rapito dai libici. Per il resto, no. E’ stato mio padre a ricordarmelo e questa primavera mi sono un poco documentato. Immagino tu abbia trovato la sua pagina di Wikipedia… E’ da lì che ho tratto spunto per il mio racconto. Sai, quando ero bambino si faceva un gran parlare dei bambini scomparsi in Italia (Angela Celentano sul monte Faito e altri…), per questo quando si parla della sparizione di una persona sono molto sensibile.
        Termino il commento fiume dicendo che mi fa piacere aver attirato la tua attenzione su questo caso.
        P.S.: Anche il racconto “Sergio delle tigri” l’ho scritto dopo che è stato mio padre a darmi l’idea (inconsapevolmente).

  • Amava il suo lavoro? Se lo era chiesto spesso. D’accordo, aveva preso buoni voti in accademia ed eccelleva in fisica. Senza contare i test al simulatore. Lì aveva preso voti alti a bizzeffe.Eppure… Non che gli […]

    • Ciao Kenji, leggendo questo episodio mi è tornata alla mente una canzone. “La guerra di Piero”. Le guerre sono terribili, la sopravvivenza di uno implica la morte dell’altro e non c’è posto per l’indecisione o la pena. Tutto sommato trovo che Federico sia il protagonista più “sano” dell’intera serie.

    • @micol_fusca, bello il riferimento a “La guerra di Piero”. Non ascolto De André ma su Rai Storia c’è una trasmissione intitolata “Mille papaveri rossi” (citazione della canzone) e oltretutto la sigla è proprio la detta canzone.

    • Ciao Kenji, hai saputo dare a questa ennesima battaglia uno sfondo in cui viene esaltato il confronto tra due visioni differenti: il disprezzo verso la guerra e la morte ingiusta per mano delle armi e il fanatismo più sfrenato, più razzista. Probabilmente Federico è il personaggio più sano, ma certamente il fanatismo intrinseco di Canaris lo rende il “peggiore”! Un saluto, alla prossima!

  • Era tutto a posto. L’arma era pronta, carica e funzionava alla perfezione. Così, si mosse nella giungla e scrutò ovunque.
    La bocca si torse in un ghigno. Forse, un giorno, si sarebbe detto che i denti aguzzi era […]

    • Ciao Kenji, che “figo” questo racconto! Hai stravolto l’ovvietà, era facile pensare al famoso asteroide cui si attribuisce la scomparsa dei dinosauri, dando vita a una storia di fantascienza. Povero Collo Lungo, non si è potuto godere fino in fondo la sua vittoria 😀

      • Ciao Micol, grazie mille! L’idea non è nuova per quel che mi riguarda. Ho solo ripreso un antico racconto (preistorico) di dieci anni fa circa in cui immaginavo un plateosauro (un collo lungo, ma non come i brontosauri o gli apatosauri) che andava a caccia di tirannosauri con un’arma laser… Unico errore: i plateosauri vissero nel triassico, i tirannosauri nel cretaceo.

      • Nel campo dell’ impossibile tutto è possibile 😂

    • Ciao, un racconto molto particolare. Non mi sarei mai aspettata di vedere dei dinosauri protagonisti, ho apprezzato la scelta dei nomi che richiamano il celebre film d’animazione di Don Bluth. Il racconto scorre e non ho trovato errori particolari.
      Alla prossima storia ✌️

      • Ciao, grazie per avermi letto! Sì, invece di inventarmi nomi strani ho adottato quelli della Valle incantata… L’idea del racconto l’ho presa da una mia vecchia storia (dieci anni fa), in cui il collo lungo era un plateosauro che cacciava tirannosauri con un’arma futuristica. Solo che i plateosauri vissero nel triassico e i tirannosauri nel cretaceo…

    • Ciao Kenji, storia che brilla più di un asteroide per originalità e movimento. Il tema della caccia e della lotta per la sopravvivenza esplora degli angoli nascosti della nostra mente, e a questo siamo abituati. Non siamo abituati, invece, ad plateosauro dotato di un arma laser ha la meglio su un tirannosauro. Di nuovo complimenti.

      • Ciao Tiziano, grazie per avermi letto! L’idea di anni fa mi è venuta volendo ribaltare quel che si dice in genere. E se fosse un pacifico erbivoro come il plateosauro a essere un cacciatore di tirannosauri? Sempre detto che per essere originali bisogna ribaltare tutto, o unire le cose più strane.

    • Ciao Kenji, un racconto dove predomina dinamismo e azione, scorrevole, riproducendo per bene le sensazioni dei tuoi preistorici nemici. Hai ben ribaltato le nostre convinzioni su chi fossero i predatori con armi particolari in grado di rendere offensivo l’inoffensivo, rendendo sin da subito accattivante l’intera vicenda. E chi se ne frega se non è corretta la collocazione temporale: nella nostra fantasia tutto è possibile! Ottimo lab! Un saluto, alla prossima😁!

    • Scritto molto bene. Ti faccio i miei complimenti! Ciao Kenji 👍

  • Attivò il postbruciatore.Non ci fu uno sbalzo.O meglio, ci fu?Anatolij era un tenente colonnello, guidava aerei da quindici anni. Aveva perso l’abitudine al notare gli sbalzi. Che poi, postbruciatore o meno, no […]

    • Ciao Kenji, come in ogni episodio concentro la mia attenzione su quanto non è prettamente tecnico e relativo al confitto aereo. Questo mi ha riportato alla mente la guerra ben più tremendo, devastante, che il governo russo ha messo in atto contro i diritti fondamentali dell’essere umano. E’ diritto di tutti esprimere la propria natura, quale essa sia, l’omofobia è un male che si nutre delle anime fino a diventare un cancro inoperabile. Siamo tutti diversi. Ora perché LGBT, domani perché professiamo un’altra religione, fra un mese perché apparteniamo a un diverso gruppo etnico. E’ accaduto e continua ad accadere: nel mondo e nei secoli, troppi sono morti senza alcuna ragione.

      • Ciao Micol e grazie per avermi letto! Sì, ho voluto rappresentare questa sfaccettatura. A quanto pare sono bravo nel descrivere personaggi sgradevoli…

    • Ciao Kenji, si in effetti sei bravo a caratterizzare il lato negativo dei tuoi personaggi, che in realtà sono soltanto la metafora personificata di atteggiamenti e convinzioni di nazioni e culture ben radicate. In questo caso l’omofobia di stampo russo, che richiama agli eventi contemporanei. Ma bisogna diffidare dei falsi sorrisi degli occidentali: l’omofobia esiste ancora dalle nostre parti, è subdola, si insinua nel privato mascherato da pubblica ipocrisia. Questo episodio, impeccabile come sempre nelle descrizioni aeree, fa riflettere verso questione di carattere sociale. Un saluto, alla prossima!

  • Chi ha mai detto che ogni notte è diversa? Non lo so, ma chiunque sia vorrei conoscerlo e stringergli la mano.Ci sono notti in cui c’è il profumo dell’erba tagliata e tutto è secco, anche la gola. Altre in cui ne […]

    • Ciao Kenji, ancora una volta il tuo amato Cile. Hai un rapporto speciale con questo luogo, lo si sente in ogni scritto, ed è bello questo senso di appartenenza che ti spinge a scrivere di quegli anni. Dapprima vi avevi depistato, avevo pensato ad un racconto ambientato negli anni in cui le azioni delle Brigate Rosse hanno dato tanto pena alla nostra Italia, poi ho ricordato che anche in Cile esiste un corpo analogo a quello dei nostri Carabinieri: i Carabineros de Chile.

      • Ciao Micol! Grazie per avermi letto, ma… Mah, a dire il vero l’ho scritto pensando all’Italia, ma la tua interpretazione può essere giusta perché non specifico il paese e visto che in passato hai letto “Salvador”. Capisco il motivo dell’equivoco, anche se poi “equivoco” è inesatto; è solo la tua interpretazione e io ho avuto una svista. Va bene lo stesso così 🙂 Anzi, grazie per il tuo commento perché dà molto da pensare.

    • Ciao Kenji, hai ben preparato, in questa cospirazione, il tradimento finale. Mi hai spiazzato piacevolmente, facendomi sentire davvero la tensione palpabile trasmessa da buio di questa macchinazione. Bravo davvero! Alla prossima!

      • Ciao Antonino e grazie per avermi letto! Ti dirò, l’idea per questo racconto mi è venuta in mente leggendo sul web che (pare) nel 1980 la mafia volesse organizzare un colpo di stato qui in Italia. Credo che sia un po’ una bufala perché quel sito sul quale ho letto la notizia metteva un po’ troppa carne sul fuoco, però mi ha molto ispirato.
        Grazie soprattutto per il complimento.
        Buona domenica!

  • Rispondeva al nome di Jean-Baptiste, ma lui preferiva definirsi capitano dell’Aeronautica Militare Francese. Non c’era nulla di male nel guidare un aviogetto e uccidere i nemici. L’aveva fatto in abbondanza in Tu […]

    • Ciao Kenji, credo di avertelo già detto in un’altra occasione. Mi piacerebbe conoscere cosa è accaduto esattamente nel mondo per scatenare una guerra di queste proporzioni. Se non ricordo male hai già scritto qualcosa a riguardo, hai mai pensato di darne un assaggio anche qui?

      • Ciao Micol e grazie per avermi letto! Sì, ho già scritto qualcosa a riguardo. Futurguerra aerea è tratto da una serie di romanzi in cui immagino dei conflitti futuri… Il bello è che, siccome sono romanzi, è impossibile riuscire a pubblicarli su EO. Neppure tre stagioni da dieci episodi basterebbero…

    • Ciao Kenji, ho trovato davvero suggestivo il controllo tra la bellezza di un panorama come quello delle Alpi con la furia sanguinosa di una battaglia. Ciò che mi ha colpito di più è il passare dal divertimento alla noia del tuo protagonista che si incastrano col fiero patriottismo, e la frase finale, quel “che peccato” , indica che Jean aveva ancora voglia di abbattere uomini paragonati a zanzare. E poi mi piacciono sempre i richiami storici del passato, creano un collegamento spazio temporale che giustificano in qualche modo anche le future rivalità. Un saluto, alla prossima!

      • Ciao Antonino e grazie per avermi letto! Wow, grazie soprattutto per il tuo commento. Ti dev’essere veramente piaciuto, questo racconto.

  • Sono esausto. Ho tanta fame, ma devo spendere tutto nei cinquanta chili di pollame che le mie belve mangiano ogni giorno. Tre tigri, una pantera, e il mio leone, Leo. Ogni giorno vado a Cutrofiano e compro il cibo […]

    • Ciao Kenji, un racconto che ha terribilmente del vero. Cosa accade nella mente di queste persone? Amore per la sfida? Una patologica ricerca del confronto con una creatura pericolosa per superare la frustrazione di essere “normali”? Quando hai un animale domestico si innescano strani meccanismi, arrivi ad amarli come veri e propri componenti della famiglia. Anche nella mia casa circolano una tigre e una pantera nera: sono indipendenti, ombrosi, hanno il giusto tocco di “belvaggine” che mi lascia appagata nel confronto. Se, a causa di una catastrofe planetaria, io fossi l’unico cibo sulla terra rimasto a loro disposizione, sono certa che mi farebbero la festa. In un tempo lontano li seppellivano assieme a un condannato alla tortura in una buca profonda, sapendo che avrebbero procurato alla vittima una lunga e tremenda agonia. Io e miei pericolosissimi e maestosi gatti conviviamo rispettando gli spazi altrui 😀

  • Tutto questo per un sottomarino? Ma erano seri? Eppure era così. Gli italiani si erano arrabbiati a causa della scomparsa di un sottomarino, si diceva per mano spagnola, ed era scoppiato questo conflitto.Thiago […]

    • Ciao Kenji, ti confesso che mi sono ritrovata nel bel mezzo di un varco dimensionale grazie al quale, dal 2057, sono stata catapultata nell’A.D. 1100. Sono atterrata nel nel mezzo del campo di battaglia di una Crociata 😱

      • Ciao Micol e grazie per avermi letto! Sì, nel racconto ho voluto rappresentare un personaggio un bel po’ antiquato. Mi sono ispirato a un romanzo di Andrea Frediani, “Jerusalem”, nel quale di discorsi del genere ce ne sono a iosa (e guarda caso è ambientato durante la Prima Crociata)…

    • Ciao Kenji, la rivalità (e il razzismo) dei cristiani nei confronti degli ebrei è secolare! Vissuto in varie salse, dal ghetto all’esilio sino alle nefandezze del nazismo. Tu hai saputo reintrodurre una chiave molto presente nella nostra storia e farla “girarla” alla grande nelle tue evoluzioni in ogni sua sfaccettatura attraverso le parole del tuo protagonista. Una sorta di crociata futura, in cui si continua ad uccidere nel nome dello stesso Dio. Per il resto, che dire, ottimo lavoro, come sempre! Un saluto, alla prossima!

      • Ciao Antonino, grazie per avermi letto! Sì, hai colto l’essenza del testo, quello che volevo trasmettere. L’idea era rappresentare un personaggio razzista e con idee arretrate e la scelta è caduta sul pilota spagnolo perché, non a caso, la Santa Inquisizione in Spagna fu abolita due secoli fa con l’invasione dei francesi.

  • Era arrabbiato. Ma come si permetteva? Come si permettevano? La Francia e altri paesi erano intervenuti in quell’affare interno. La Turchia aveva invaso la Grecia, sì, e allora? Se gli israeliani avevano in […]

    • Ciao Kenji. Come ti ho già detto non ho alcuna competenza di aeronautica militare (nemmeno civile), ma quello che sono arrivata ad apprezzare dei tuoi racconti è la parte umana. Di qualsiasi fazione siano, i tuoi piloti sono esseri umani (non supereroi) che hanno in comune il desiderio di sopravvivere e qualche vezzo che non stona (tipo l’almanacco) 😃

      • Ciao Micol, e grazie per avermi letto! Sì, in effetti i miei protagonisti non sono gelide macchine, ma uomini che hanno anche i loro difetti e lati umani. Riguardo l’almanacco ci tenevo a scrivere un racconto in cui si menzionasse questo oggetto e la scelta è caduta sullo Storm Basilisk di Futurguerra aerea.
        Ah, è un po’ che non leggo EO perché ho un sacco da revisionare. Questo weekend cercherò di recuperare.

    • Ciao Kenji, a me appassionano tanto i dettagli di carattere storico, e riesci ben a combinare le informazioni geopolitiche del momento che descrivi con le reali rivalità esistite storicamente. Il senso di umanità espresso da Murad sta proprio nella vicenda dell’almanacco: è una cosa normale, in situazioni di pericolo soprattutto, confidare in qualcosa di superiore, anche se si tratti solo delle stelle, per poter avere il destino dalla nostra parte, ma purtroppo l’errore umano è sempre lì, mentre la fortuna, purtroppo, non ci assiste sempre. Egregio lavoro nel descrivere le evoluzioni e le crude emozioni dei tuoi personaggi. Un saluto, alla prossima!

      • Ciao Antonino e, come sempre, grazie per avermi letto! Sì, diciamo che voglio raccontare di guerre dal punto di vista umano e sì, mi piace molto la geopolitica.
        Alla prossima eccome 🙂

  • «Mai visitata la Turchia».
    Fabio rise, seduto davanti al navigatore. «Augurati di non vederla mai più così tanto da vicino.»
    Quell’F60, con tutti gli altri, stava puntando su una città dell’Asia Minore. Non era Is […]

    • Ciao Kenji, apprezzo sempre il tuo incedere secco e preciso, e trasmetti la giusta adrenalina mixata con un amaro cinismo che ben si combina con le situazioni da te descritte, anche con evidente realismo, tratteggiato egregiamente con le splendide quanto pericolose evoluzioni. Ma è significativo anche il senso di sacrificio di alcuni uomini che trasmette una profonda amarezza resa ancor più potente dal tuo crudo incedere, soprattutto nelle frasi finali, ciniche e spietate come la realtà… alla prossima!

  • Era lì, lo sapevo.
    Mi avvicinai a lui e lui mi guardò con occhi cisposi. Aveva addosso una patina di sporco e non emanava un buon odore.
    Presi dalla mia ventiquattrore due involti. Al contrario di lui, avevano u […]

    • Cinematografico e lapidario, nelle tue descrizioni. Sei stato credibile, tanto che quell’odore sgradevole mi è parso di sentirlo! Alternato ad un po’ d’ironia, che non guasta. Alla prossima 😉

    • Racconto dal risvolto inaspettato… peccato che nella realtà i capi siano sempre acidi e scontrosi e mai generosi…il protagonista è sagace nel cogliere il punto debole del suo responsabile e sfruttarlo fino in fondo.
      Alla prossima lettura…

    • Ciao Kenji, la credibilità di questo racconto, ben descritto con pochi ma diretti dettagli, sta nell’opportunismo del protagonista, nel suo “farei di tutto pur di fare carriera”, ma soprattutto nella sua frase finale, cruda e spietata. Bel lab con un risvolto finale che lascia spiazzati. Bravo davvero! Alla prossima!

      • Ciao a te Antonino! Grazie per avermi letto. Sì, diciamo che per la credibilità del racconto ho molti esempi in cui trovare ispirazione 🙂

    • Ciao Kenji, racconto bello duro e cinico! Ti ho apprezzato anche in questa veste, penso che la missione laboratorio sia stata un successo 😀

  • Non che fosse appassionato di videogame, ma quello gli sembrava un videogame.Maggiore pilota sì, da molti anni. Manovrava la cloche, guardava attraverso il vetro rinforzato dell’abitacolo in avanti, a destra, a si […]

    • Ciao Kenji. Il mondo dell’Aeronautica mi è del tutto sconosciuto, ma sarei davvero curiosa di scoprire qualcosa di più dell’universo parallelo che hai creato ☺

      • Ciao a te Micol! Questa serie l’ho scritta per una casa editrice che poi l’ha rifiutata. L’idea era di pubblicare prima questi racconti e poi una piccola serie di romanzi (Futurguerra, per l’appunto). Adesso sto finendo di revisionarli e, chissà, l’anno prossimo potrebbero essere pubblicati.

    • Ciao Kenji in questa battaglia ho rivisto per un attimo le tante altre combattute nella storia tra il mondo cattolico e quello musulmano, anche se ovviamente di altro tipo e premettendo che la fede viene spesso preceduta da motivi politici, soprattutto in tempo di guerra, chiusa parentesi la cosa che colpisce è la trasformazione di Nader da soldato spietato senz’anima a uomo in grado di provare emozioni e di riscoprirsi un essere reale. In questi tre episodi ho letto di tre scenari diversi: è tua intenzione mostrarci il quadro globale e frammentario di un mondo in conflitto? Alla prossima, un saluto!

      • Ciao Antonino, grazie per avermi letto e per la tua analisi.
        Diciamo nei prossimi sette episodi si vedranno nuovi conflitti, ma che non rientrano in una sola, grande guerra. Questa serie l’ho ideata sulla base di alcune vicende descritte in dei romanzi che sto revisionando.
        Buona serata a te!

  • Il profilo di Kenji Albani è stato aggiornato 1 mese, 4 settimane fa

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Kenji Albani

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