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  • Qualche giorno dopo la testa di John è ancora un groviglio di pensieri. Ripensa a quando ha portato Kathrin in camera, a Mrs Brown che la medicava, al sangue che macchiava le lenzuola mentre Ben provava a pulire c […]

    • Ciao Linda, hai concluso la prima stagione con una tematica forte a mio parere: val la pena vivere? E perché? Un interrogativo che accompagna ognuno di noi in ogni istante della nostra vita, ma per fortuna, molti di noi trovano subito qualcosa per cui continuare a lottare. Una motivazione che spero Kat ritrovi presto, non solo grazie a John, ma anche grazie ai parenti che apparentemente l’hanno abbandonata. Inoltre c’è la questione di Tom, sempre nei pensieri di John, ottimo il raffronto con la situazione di Kat, il pensare al valore della vita anche di chi sta combattendo confrontata con quella che poteva essere gettata via per chissà quale motivo, una riflessione assai stimolante. Per il resto grande momento di tenerezza interrotto sul più bello, e un finale che offre un gancio agrodolce per la stagione successiva. Una serie consigliata per i suoi forti tratti romanzeschi e per i temi proposti, e per il resto sai già cosa ne penso 😎! Alla seconda stagione, un saluto!

      • Ciao Tonino! Intanto grazie per le correzioni, le ho appena sistemate 😀 e grazie anche per questo commento così bello e riflessivo! È interessante quando due personaggi che non hanno mai avuto niente a che fare l’uno con l’altro sono ugualmente legati da certi confronti. Hai ragione, sono tematiche forti e spero di averle trattate nel modo più appropriato e di non fare mi dei “scivoloni”… in quel caso mi affiderei ai tuoi suggerimenti e a quelli di tutti gli altri 😅 Ti ringrazio ancora di cuore, leggere che questa serie ha dei tratti romanzeschi mi riempie di gioia! A presto!

    • Purtroppo c’è sempre più gente che si chiede se vale la pena vivere, ma non tutti hanno un “John” che li possa confortare, purtroppo. Ma siamo veramente arrivati al capolinea, ameno per adesso? Che peccato… Mi è dispiaciuto che tra i due non ci sia stato almeno un bacio. Vedremo cosa succederà nella prossima serie, a presto.

      • Ciao Ivan! È un tema molto buio e non sempre, come dici tu, si riesce a renderlo meno tenebroso. Non preoccuparti, tutto continuerà e scoprirai nuove “svolte” all’interno della storia. A presto e ti ringrazio ancora per i vari suggerimenti!

  • Il cielo sta diventando buio, le stelle e la luna fanno ritorno. È ora di tornare a casa per John. Sta prendendo in considerazione l’idea di fermarsi un po’ dai Collins. Forse riuscirà a svolgere qualche lavor […]

    • Ciao Linda, a volte la vita si snoda in una serie di coincidenze. Il concetto di “salvagente” è bellissimo: un ideale romantico cui tutti, in una forma o nell’altra, aspiriamo. Percepisco che nel tuo racconto subentrerà il dolore, forse altra perdita, ma preferisco concentrarmi sul presente e sulla sua dolcezza.

      • Ciao Micol! La vita è così: composta di alti e bassi e bisogna che ci siano entrambi per poterne apprezzare davvero il valore. Questa storia vuole essere il più realistica possibile. Grazie per il commento, alla prossima!

    • Ciao Linda, non so perché ma immaginavo che prima o poi ci fosse una svolta sentimentale tra John e Kat, e lo trovo magnifico 😍! Finalmente Kat forse ha compreso che non è proprio sola, e lo stesso John potrebbe trovare in lei un motivo per trovare la giusta serenità. Forse, da questo momento in poi, la vita di entrambi potrebbe svoltare, ma ovviamente, la strada è ancora lunga😁😁, e presumo che ci sia ancora tanta sofferenza da affrontare! Un saluto, alla prossima 😁!

      • Ciao Tonino! Mi fa molto piacere che te lo aspettassi e che ti piaccia questa svolta, sebbene fosse un pochino scontata 😅 Non vedo l’ora di mostrarti i prossimi sviluppi della storia 🙂
        Al prossimo episodio 😀

    • Prima o poi, i due dovevano cominciare a darsi del tu… Vuoi vedere che adesso arriverà la signora Brown a rompere le uova nel paniere? Aspetto sempre notizie di Tom, perché mi raccomando, non può essere dimenticato… come per esempio una data per intendere meglio in quale anno ci troviamo. Alla prossima!

      • Ciao Ivan! Eh, magari ci hai visto giusto… o magari no! Vedrai! Per Tom dovrai pazientare ancora un po’ 🙂 Una data arriverà sicuramente, molto importante, ma molto più avanti, quasi 3/4 della storia. Cercherò di inserirne un’altra se può aiutare a collocare meglio gli eventi. Grazie!

  • La stanza di Kathrin si inonda di luce quando tira le tende. È una bellissima giornata di sole e il vento scuote con forza le fronde degli alberi, mentre gli uccelli rimangono ad ali spiegate sospesi nel cielo, […]

    • Ciao Linda, la seconda guerra mondiale purtroppo ha sconvolto davvero tantissime famiglie, distruggendone altrettanto e tu, attraverso questo racconto, esponi sempre col tuo incedere avvolgente i riverberi di quel conflitto grazie al coinvolgimento emotivo dei tuoi protagonisti. Richiami la distanza da persone partite in Europa per combattere e chissà se torneranno, ma anche il trauma di chi ha già perso, e richiami anche l’attenzione sulla fuga degli ebrei dalla Germania nazista. Il profumo di storia si mischia, in questo episodio come in tutta la serie del resto, con i pensieri di Kat, con le sue sofferenze e le speranze infrante in una lettera che non arriva. Insomma, anche se distante, il conflitto allunga la sua mano invisibile e annichilisce le vite di chi attende. Ma forse, la lettera arriverà… siamo alla fine? Io spero che ci sia anche una seconda stagione! Un saluto, alla prossima!

      • Ciao Tonino! È un periodo storico che mi affascina per i tanti insegnamenti che ci lascia, anche se derivano da eventi che sarebbe meglio non fossero mai successi… È stato interessante rialacciarsi a determinati traumi, problemi e certe preoccupazioni. Per tua felicità (credo 😅) la fine è ancora lontana perché alla fine si tratta di un romanzo scomposto in episodi 😁 però è diviso in 3 grandi parti che quindi possono esser viste come delle stagioni 😎 … Ad ogni modo manca ancora un po’ alla fine della prima perché ci sono molte cose decisive che devono ancora accadere. Non vedo l’ora di condividerle!
        A presto! 😄

    • Ciao Linda. Un episodio triste che racconta della solitudine di Kat, alla quale sembra essere stata strappata ogni cosa. Confido nella sua forza, perché nonostante il desiderio recondito di anticipare la morte credo sia un personaggio positivo. A volte bisogna partire da zero per capire cosa conta davvero nella vita. Ricordo una frase letta da giovane, forse trovata in un libro di Hesse (Narciso e Boccadoro?), in cui si afferma che l’amore non è che l’incontro di due solitudini. Lo spero per i tuoi due giovani protagonisti.

      • Ciao Micol! È una bella frase, in alcuni casi molto veritiera, ma qui non mi sbilancerò per non fare spoiler 🙂 Credo sia uno dei vari temi del racconto quello di rendersi conto di cosa conta davvero nella vita, solo ci vuole tempo per svilupparlo. Molto interessante e profondo! Ti ringrazio per essere passata, alla prossima 😀

    • Vuoi tenerci ancora sulle spine con i problemi di Kat? Mi è dispiaciuto non aver incontrato John in questo episodio, vedremo come procederà…

      • È stato molto bello potersi concentrare a volte solo su un determinato personaggio, ma non preoccuparti, John rimarrà al centro di tutto e lo troverai in quasi tutti gli episodi!

  • Il mattino seguente John prende Tyson. Gli spazzola il pelo e districa alcuni nodi della criniera. Poi lo sella e parte. È troppo presto per andare a lavorare, ma non per passare dai Collins. Non li vede da […]

    • Ciao Linda. Sono contenta che tu abbia pubblicato gli ultimi episodi in rapida sequenza, non sono mai stanca di leggerti. Mi piace la tua serie perché è “confortevole”. Cercò di spiegarlo in parole povere, perdonami se sembrerò assurdo. Hai presente quei cibi che ti donano le memorie di quando eri bambina? Quelli che ami e ti fanno sentire caldo all’anima, ti rilassano e fanno sorridere? Ecco, gli ingredienti per così dire classici della tua storia e la tua abilità nella scrittura mi danno quella sensazione. Magari il clima natalizio enfatizza questa percezione, ma in questo momento ne ho bisogno: una bella cioccolata calda da gustare con calma, magari accoccolata sul divano.

      • Ciao Micol! Be’… wow! Sei stata molto chiara e gentile, è una bellissima metafora 😀 Continuo a dirti che mi fa davvero piacere perché è proprio così. È sempre bello quando un testo provoca certe sensazioni… e pensare che stavolta sia qualcosa che ho scritto io mi riempie di felicità 🙂 Grazie di cuore, ti aspetto lunedì col prossimo episodio 😉

    • Ciao Linda, dedicare un po’ di tempo a questi tuoi episodi è sempre un grande piacere, mi ritrovo nel commento di Micol, il tuo incedere mi appassiona ogni volta. Riesci sempre a trasmettermi il respiro della narrativa classica che io adoro, a farmi appassionare per le vicissitudini di Kat e John, appassionarmi per le loro vite. Ho divorato entrambi gli episodi, sempre assorto, isolandomi da tutto il resto e lasciandomi travolgere dalle belle atmosfere, mangiucchiando soltanto qualche biscotto. Il carattere conviviale e confortevole, come dice Micol, è palpabile, lo senti veramente dentro, e il merito va proprio al tuo modo di narrare, è come leggere un bel romanzo d’altri tempi, il tuo tocco semplicemente ti distingue qui su Edizioni Open, almeno per quanto mi riguarda. In queste due parti, John si pone come colui che prova a risollevare Kat dal suo misterioso malessere e la famiglia di Tom, anch’essa divorata dal vuoto lasciato da quest’ultimo. Un cuore d’oro, un cuore che purtroppo non trova ancora comunione con ciò che prova suo padre. A questo punto, aspetto il prossimo episodio! Un saluto😁!

      • Rispondo solo ora ma avevo già letto tutto ieri… 🙂 Grazie per le belle parole Tonino! Sono davvero un’iniezione di autostima e carica dopo un’avventura un poco spiacevole nell’ambito dell’editoria 😔 continuo a dirlo perché è così, mi trovo proprio bene qui a Edizioni Open. Siete tutti molto gentili!
        Grazie mille ancora, sempre un onore leggere i tuoi commenti. Alla prossima!

    • Anche questo è stato un piacevole episodio. Bei dialoghi, brava Linda! Ma avremo notizie di Tom?

  • La scure colpisce l’ultimo ceppo di legno, spaccandolo in due. Uno dei pezzi finisce col rotolarle vicino a una scarpa nera. John alza la testa, vedendo la signora Brown.
    «Ha svolto un ottimo lavoro», si com […]

  • Camminando a testa china pensa a come potrà giustificare le sue scarpe bianche sporche. La vista di Ben, il suo maggiordomo, che le si avvicina, la mette in agitazione. Quando gli è vicina, abbozza un s […]

    • Ciao Linda, hai dedicato questo episodio alla figura di Kathrin, eppure lasci intravedere che c’è ancora molto da dire su questo personaggio, su cosa l’affligge e persino sulla sua famiglia. E poi hai accennato al fratello, Christian, anche lui afflitto da qualcosa, e mi incuriosisce la forte empatia provata da Kat, tanto forse da fare ammalare persino lei, o comunque da dare in lei tale convinzione. Ci sono dei segreti? Chissà… sono piacevolmente curioso di saperne di più, di continuare ad immergermi nelle tue descrizioni e soprattutto di capire come si evolveranno i possibili intrecci con gli altri protagonisti! Un saluto, alla prossima😁😁😁!

    • Ciao Antonino! Poco alla volta si aggiungeranno sempre dettagli in più e così potrai verificare se le tue impressioni sono giuste 😀 spero il tutto continui a incuriosirti! Alla prossima 😀

    • Ciao Linda, avevo letto l’episodio appena pubblicato poi è sfuggito dalla mia attenzione. Per fortuna l’ho ritrovato all’interno delle notifiche 😀
      La tua serie continua a piacermi molto, soprattutto per la coerenza all’epoca in cui è stata ambientata. Quella di Kathrin può sembrare una storia di appendice, purtroppo è fin troppo veritiera se si pensa a quanto accadeva. Le figlie venivano considerate alla stregua di una proprietà, “utili” nel conseguire un matrimonio favorevole per la famiglia di origine. Quando questa loro “utilità” cessava, spesso veniva trovata loro altra collocazione. Immagino che la tua protagonista soffra di una patologia seria e aspetto i prossimi episodi per saperne di più. Incrocio le dita per lei e spero che il futuro non le riservi una fine tragica.

      • Ciao Micol! Mi fa molto piacere! È stata una delle prove più insidiose scegliere un periodo storico così preciso e stare attenta a non incappare in piccoli errori dovuti al fatto di lasciarsi andare con le descrizioni dimenticandosi effettivamente cosa c’era o non c’era… ho dovuto fare un po’ di ricerche a riguardo! E sicuramente mi sarà sfuggito qualcosa 😅 Se mai ti accorgessi di qualche incongruenza fammi sapere! Provvederò a correggere e rivedere le mie fonti 😀
        Son contenta che continui a stuzzicarti la curiosità e non vedo l’ora di rivelarti altri particolari 🙂 Alla prossima!

    • Chissà quali problemi avrà la nostra Katrin, e chissà perché Ben si sente tanto premuroso verso di lei… staremo a vedere.

  • «Buongiorno. A cosa dobbiamo il piacere della sua visita?». Parla con voce neutra e bassa. John deve tendere le orecchie per sentirla bene. 
    «Sono qui …», comincia a dire, lasciando vagare lo sguardo attorn […]

    • Ciao Linda, innanzitutto parto col dirti che adoro il modo preciso, coinvolgente e vivido con cui descrivi ogni dettaglio, sembra sempre di stare accanto ai tuoi personaggi, ho persino respirato l’aria tra quelle fronde e udito lo scroscio dell’acqua, e ho preferito leggerlo a voce alta, per sentir scandire ogni parola. Mi incuriosisce il possibile rapporto tra Kat e John, e in quest’episodio ho vissuto la serenità di un paese che non ha avuto la guerra in casa. Ma chissà quanto durerà la tranquillità di John. È davvero un piacere leggerti, sei stata una scoperta meravigliosa! Un caro saluto, alla prossima!

      • Ciao Antonino! Wow, mi sento davvero onorata e molto contenta per queste tue parole, grazie mille, è davvero un piacere leggerle! Grazie davvero di cuore per questa considerazione, un forte abbraccio!

    • Ciao Linda, mi sono immersa nuovamente nel tuo mondo e respirato una boccata di nostalgia. Mi piace la tua serie perché è da “guardare” oltre che da “ascoltare”: le tue descrizioni la rendono visiva, la ricchezza di particolari coinvolge il lettore fino a trasmettere nella sua mente immagini chiare. Mi piacciono i nuovi personaggi, mi incuriosisce Kat (e il motivo per cui vive alla casa di cura: una malattia debilitante?) e la Sig.ra Brown con i suoi modi spicci.

      • Ciao Micol! Grazie, è sempre stato uno degli obiettivi più importanti riuscir a far vedere ad altri cosa mi immagino io 🙂 grazie del feedback! Scoprirai di più nei prossimi episodi, non vedo l’ora 😀
        Alla prossima!

    • Già avevi dimostrato di essere in gamba col descrivere le ambientazioni, questa volta hai dato ancora di più… Molto tipico dei ragazzini: ancora non sono specializzati in nessuna mansione, però pensano sempre alla paga… Brava, mi hai catturato!

      • Ho adorato scrivere i dialoghi tra John e Mrs. Brown, il modo in cui interagiscono mi ha sempre divertito. Sono al settimo cielo per questo complimento! Grazie mille 😀

  • Linda Minati ha aggiornato un commento 2 mesi fa

    È arrivato il terzo episodio di “Una promessa è una promessa” 😀 Non vedo l’ora di sapere cosa ne pensate 😉

  • Quando la cena è pronta i Collins e John si siedono a tavola e conversano allegramente. A un certo punto il nonno di Tom comincia a discutere da solo, all’inizio ascoltato e poi ignorato visto che non parla se […]

    • Ciao Linda. Una frase della mamma di Tom (“siamo sempre stati fieri di te, e naturalmente, lo saremo per sempre”) e il racconto sul padre di John hanno fatto nascere in me alcune considerazioni. La guerra è terribile, uccidere e terribile. Le persone che vi partecipano fanno ritorno cambiate, non potrebbe essere altrimenti. Il senso di colpa per aver ucciso un altro essere umano non può essere lavato dall’orgoglio di una bandiera. A volte, nemmeno da una bottiglia di liquore. Giunta a questo punto penso che il padre desideri evitare a John lo stesso incubo che ha vissuto ed ancora lo perseguita.

      • Ciao Micol! È proprio così e questo è un aspetto che ho deciso di trattare a piccole riprese con Richard, senza appesantire troppo, perché penso che l’idea principale sia chiara e questa tua riflessione me lo dimostra. È stato anche interessante interpretare la parte di chi è giovane e forse ancora troppo inesperto per capire davvero il peso di certe cose (un tema che è applicabile a così tanti contesti!)
        Penso tu ci abbia visto molto chiaro 😉
        Grazie per questi bellissimi commenti, mi fanno molto piacere 🙂

    • Ciao Linda, il tema della guerra non ha tempo e la commozione per chi parte è sempre la stessa. La fierezza e l’orgoglio fanno spazio al desiderio di rivedere il proprio giovane figlio sano e salvo, e la foto è un bel modo per mantenere simbolicamente un filo con Tom nella speranza di poterlo riabbracciare. Il nuovo che parte contrasta con chi ha affrontato il trauma della guerra. Credo che Richard non si sia preso cura della famiglia al suo ritorno proprio per questo: l’orrore della guerra lo ha tenuto con se, rapendogli la mente e la felicità di ciò che poteva godere una volta tornato in patria. La tua narrazione mi riporta alla lettura dei classici, mi piacciono le ambientazioni da te dipinte, spero che John e Tom, attraverso anche varie difficoltà, possano rivivere sereni la loro grande amicizia! Un saluto, alla prossima!

      • Grazie del bellissimo commento Antonino! Ammetto che fino ad ora non mi ero mai accorta della presenza di questa contrapposizione e questo continua a dimostrarmi d’aver fatto la scelta giusta nel condividere questo racconto qui perché continuo ad ottenere dei feedback interessanti e dei nuovi spunti di riflessione! Non vedo l’ora di mostrarti come procede la storia 🙂
        Grazie ancora, è sempre un piacere!

    • Molto bello anche questo episodio. La rappresentazione di Richard, che si attacca alla bottiglia al ritorno dalla guerra, mi ha fatto pensare che magari non è stato proprio un pessimo marito e padre, ma che in guerra avrà visto qualcosa di terribile che lo ha fatto rimanere “scioccato”… Magari mi sbaglio, o magari tu ho dato un’idea… o semplicemente ci ho azzeccato! Ihihihi

      • Ciao Ivan! Potresti aver indovinato 😉 che poi non sempre si riesce a dimostrare ciò che si prova, neanche per i propri familiari… contenta che ti sia piaciuto!

  • A John bastano due secondi per riconoscerlo e sprofondare nella completa incredulità. Richard Thompson è un uomo alto e robusto, col ventre trasformato dal tempo in una botte, i capelli folti e bianchi come la b […]

    • I timori di un padre fiero, austero, in cui intravedo la preoccupazione per un figlio forse troppo acerbo, forse impulsivo, forse non ancora pronto per qualcosa come la guerra. Ma anche la tristezza di John, il suo conflitto e dolore per una madre che non c’è più, compensata dall’amicizia con Tom, un rapporto che avverto molto forte e importante. La storia mi mostra un bivio: la guerra li riunirà o li dividerà per sempre? Un episodio che ha saputo trasmettermi le diverse eemozioni dei tuoi protagonisti. Un saluto Linda, alla prossima!

      • Ciao Antonino, mi fa piacere capire che i personaggi riescano a comunicare i loro stati d’animo e che questo finisca col coinvolgere il lettore. A presto!

    • Ciao Linda, il tuo mi ha ricordato i burberi padri di campagna. Uomini abituati a reprimere i proprio sentimenti perché si sono addossati l’onere della famiglia o, forse, perché non gli è stato insegnato a lasciarsi andare. Quella che hai intessuto è una bella amicizia, sono curiosa di conoscere l’evoluzione del legame che unisce i due ragazzi con il proseguo della storia.

      • Ciao Micol! Sviluppare il personaggio di Richard è stato infatti davvero un bel percorso e non vedo l’ora di condividere con voi le tante sfaccettature del suo essere. Altrettanto vale per il rapporto tra John e Tom, è stato bello raccontare una amicizia con la “a” maiuscola. Con l’inizio della prossima settimana caricherò il terzo episodio, non vedo l’ora. A presto!

    • Si sta configurando un complesso sistema di relazioni che rappresenta una buona premessa per lo sviluppo della storia. Amicizia, rapporto genitoriale, ricerca di uno scopo…tutti temi interessanti e avvincenti in una cornice pre industrializzazione. Attendo nuovo episodio!

      • Ciao Tiziano! Ottimo, è molto bello vedere arrivare quello che volevo comunicare col racconto. Grazie per questi feedback! Il terzo episodio arriverà all’inizio della prossima settimana

    • Mi associo a quanto detto dagli altri: siamo agli inizi e la storia comincia a dettare le sue “ragioni d’essere”, a svilupparsi attraverso i personaggi… attraverso le loro vicende, i loro vissuti, le loro memorie, le loro vite. Tutto concorre, dai dialoghi alle descrizioni (mai superflue). Proseguo. 🙂

      • Poter prendere una situazione iniziale e svilupparla sotto vari aspetti spaziando anche tra i ricordi del passato è sempre intrigante e stimolante… Ed è facile perdersi in qualche modo! Ma questo tuo riscontro mi dà fiducia 🙂 grazie! Buon proseguimento 😀

    • Più leggo e più mi piace, perché tutto sembra reale. Mi è piaciuta molto anche la scena del poster, ma non so perché, visto che dovremmo essere più avanti nel periodo, ho pensato all’immagine dello Zio Sam col dito puntato, e la scritta: I WANT YOU.

      • Questa è una gran bella cosa! 😀 È bello quando è chi legge e non chi scrive a riempire con certi particolari 🙂 sinceramente non lo avevo mai visualizzato bene, altrimenti lo avrei descritto, però questa tua idea mi sembra molto d’effetto anche se al momento così, rispondendoti di slancio, non ricordo se il periodo è quello giusto, forse 🙂

      • Il periodo è giusto, il poster dello Zio Sam è stato messo in mostra sia nella prima che nella seconda Guerra. Ma il tuo racconto è ambientato negli Stati Uniti?

      • Oh bene, che sollievo! Sì, più precisamente nello stato del Montana.

  • Il profilo di Linda Minati è stato aggiornato 2 mesi, 2 settimane fa

  • Buio. Freddo. Pioggia. Fango. Lacrime. È un ricordo che si è trasformato in incubo col passare degli anni. La pioggia batte violenta sulle piccole braccia, sui capelli lunghi e mori, spazzando via dalle guance p […]

    • Ciao Antonino! Avrei voluto risponderti prima ma ho dovuto apportare delle modifiche e il link non era momentaneamente attivo. Grazie mille, è bellissimo leggere questo tuo entusiasmo! Molto presto caricherò il secondo episodio. Un caro saluto!

    • Ciao Linda, questo racconto mi ha messo addosso un po’ di nostalgia. E’ caldo, comfort, e mi ricorda i bei romanzi che parlano di quell’epoca storica. Seguirò con interesse, il sogno è una leva potente e preannuncia tempesta 🙂

      • Ciao Micol! Grazie mille, è molto bello vedere che suscita interesse e queste belle sensazioni che hai scritto. Grazie ancora! 🙂

    • Ciao Linda, ho divorato questo primo episodio e l’atmosfera introduttiva è chiara ed efficace. Proseguo la lettura.

    • Ciao Linda. Sono felice di essermi imbattuto in questa serie e, soprattutto, di aver trovato una bella “penna”. Innanzitutto lasciami dire che ho trovato la narrazione molto fluida, forte di un lessico ottimale – a mio avviso – per tale contesto e di una struttura ben congegnata. Per la trama in sé ancora non posso dire la mia, ma il prologo mi ha proprio stregato: vanno scritti così, con un incipit tra l’altro che considero molto efficace… “Buio. Freddo. Pioggia. Fango. Lacrime.”
      Davvero brava, proseguo la lettura. 🙂

      • Ciao Giuseppe! Felice di conoscerti e di leggere questo bel commento! Grazie mille, sono dei bei complimenti che accolgo a gran cuore! Spero di non deludere le tue aspettative nei prossimi episodi 🙂

    • Ciao Linda,
      la tua Serie è piaciuta alla redazione ed è stata collocata nella categoria “LibriCK Scelti per Voi” e messa in risalto nella home.
      Grazie e a presto.
      EO

    • Ciao Linda, questo inizio serie mi sembra molto promettente e infatti la leggerò tutta! Anche a me è piaciuto l’incipit, come la descrizione dell’ambiente, brava. Ho due domande da farti: in che anno ci troviamo? E poi, non è che i due amici alla fine sono veramente fratelli? Ahahahah

      • Ciao Ivan! Wow, grazie, mi fa davvero molto piacere! Posso risponderti a entrambe: siamo nel 1944 (almeno da quello che dicono le mie annotazioni risalenti ad almeno 5/6 anni fa’) e… no, non lo sono X)

      • Ok, allora parliamo di Seconda Guerra mondiale. Mi ero ingannato perché i ragazzi usano dei cavalli per i loro spostamenti e non si è ancora parlato di mezzi a motore, ma essendo gente di campagna è credibile.

Linda Minati

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@lindaminati

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