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  • Amarsi un po’È come bere
    E sì e come la scrivo io una storia partendo da questo testo. Fanno presto loro a dirti sei uno scrittore, inventa una trama. Che caspita scrivo? La storia di un ubriacone? E perché no? […]

    • Battisti all’anonima alcolisti? Ti giuro, all’inizio ci ho pensato 😂 Poi però ho capito. Talvolta si è talmente ossessionati da un sentimento, da passare l’esistenza a rincorrerlo. A credere che ancora lo si prova. Invece, il tempo fa il suo corso. Cambia le persone e per quei sentimenti della giovinezza non c’è più posto.
      Mi è piaciuto 👍 Alla prossima, cara Lorenza.

      • Grazie Cristina, no no mai avrei voluto accostare Battisti agli alcolisti!
        Dici che sia meglio cambi il nome del protagonista?
        Con i nomi tributo, volevo creare un crossover tra la canzone e la storia.
        Lucio lui e Francesca lei (Non è Francesca) ma quasi quasi cambio e lo chiamo… Mario!😂

    • Ciao Lorenza, bellissimo omaggio alla canzone di Battisti. Hai saputo raccontare una “storia” nella “storia”, tanto da rendere intrecciate le due in una sola. Un lab che mi ha riportato alla mia adolescenza grazie alle note che hanno accompagnato un’intera generazione.

      • Grazie Micol. Io adoro Battisti e visto il titolo del lab… beh non avrei potuto fare altro.
        Noi generazione X… vedi che musiche avevamo nell’adolescenza!😉

    • Congratulazioni, hai pure messo della poesia!

  • Una brusca frenata, buio, urla, rumore, strepiti, pianti di bambini spaventati, Arthur si svegliò di soprassalto. Era a terra sdraiato sul fondo della carrozza della metro, intontito e dolorante. La sua mente […]

    • Ciao Lorenza, finalmente Arthur e Ginevra si sono incontrati! Confesso di sperare che il prossimo episodio raccolga l’invito del laboratorio di febbraio 😀

      • Micol ciao, sei perfida! Mi tenti di nuovo con una sfida.
        Io sinceramente pensavo di contenere la storia di Arthur e Ginevra sulla metro, la realtà volevo lasciarla a loro e alla fantasia.
        Però amo le sfide… perciò ci penserò…😉

  • Mi chiamo Matteo, ho 42 anni, sono un magnate dell’industria, vivo tra yacht, feste, belle donne e consigli d’amministrazione. La mia a detta di tutti è un’esistenza dorata, fatta di agi, di lusso, di liquor […]

    • Mi dispiace per il tuo personaggio, forse, se avesse gestito meglio la situazione non sarebbe finita così… nonostante ciò, se io avessi avuto anche la metà delle sue cose, di certo non sarei finito così. Però capita. Ciao Lorenza, alla prossima.

    • Noooo

    • Breve, scritto bene e d’impatto. Non ho altro da aggiungere. Brava Lorenza! 😘

    • Ciao Lorenza, hai saputo tratteggiare la quieta disperazione del tuo protagonista in modo molto empatico. Vero, i soldi non fanno la felicità. Spesso scegliamo i compagni sbagliati affidandoci alla loro esteriorità e questo accade a ricchi e poveri: l’unica soluzione è quella di amare sé stessi.

      • Quello sempre e comunque!
        Io poi l’idea che i soldi aiutino almeno a lenire la disperazione… beh continuo ad averla. 😉

    • Ciao Lorenza, è da ipocriti dire che i soldi non danno la felicità… Nella nostra società in particolare, ma penso anche a quelle passate, i soldi sono una necessità ineluttabile, e la felicità vuol dire anche benessere, un qualcosa che senza soldi, non puoi avere😁! Detto ciò, il rovescio della medaglia c’è, e tu lo hai descritto nel migliore dei modi, trasmettendo la solitudine del tuo protagonista! Un saluto, alla prossima 😁!

  • Natale, Natale ogni anno la stessa storia. Arriva il Natale!
    Da agosto in poi non mi sento ripetere altro che: Sai che sta avvicinandosi il Natale.
    Ed io inizio ad avere le ansie, la pressione mi sale, il battito […]

    • Molto carino, Lorenza. Hai “svecchiato” la figura di Babbo Natale, rendendolo moderno e perfettamente inserito nella società odierna. Una società che non perdona e, se non stai al passo coi tempi, ti elimina.
      Alla prossima e… buon Natale! 👍

      • Grazie, sono contenta ti sia piaciuto. L’idea era proprio quella di rendere più attuale il mito di Babbo Natale e poi da poveraccio pensa che fatica organizzare tutte quelle consegne in una notte sola!
        Buone feste a tutti!

    • Ciao Lorenza, bellissimo il Babbo Natale stressato! 😀
      Ho solidarizzato con lui, anch’io vorrei prendermi una vacanza dalla vita e andare da qualche parte. Vorrei proprio vederlo centellinare un Margarita sul suo yacht e chiedergli di esaudire anche il mio desiderio: ronfare per un’intera settimana senza null’altro da fare. Magari, sottocoperta ;D

      • Grazie come sempre delle tue parole. Sì ho cercato di attualizzare la figura di Babbo Natale. D’altronde è da quando sono bambina che mi domando come faccia un uomo solo a fare così tanto è perso più in una notte sola! 🎅😉

    • Nel finale, grande sorpresa! Non pensavo proprio che il tuo protagonista fosse proprio lui… Penso proprio che ormai, con la presenza di Amazon, Babbo Natale può davvero ritirarsi.

      • Grazie, ho cercato di celare il piu possi bile, fino in fondo il personaggio. Cercando di ottenere una sorta di “suspence”.
        Sono contenta di essere riuscita a sorprenderti!
        Ma no dai Babbo Natale però DEVE vincere, perciò iniziamo tutti a scrivere la letterina… per il prossimo anno! Viva Babbo Natale!

  • Una stanza enorme, soffitti altissimi sopra di lui, talmente alti che quasi sembrava di veder le stelle a tratti balenare. Arazzi di seta alle pareti, su quello lì davanti un drago, uguale a quello che era appena […]

    • Ciao Lorenza, le cose per il povero Arthur si complicano. Confido che zio Merlino prima o poi gli tenda una mano 😀
      Al di là del tono leggero, la tua serie propone una riflessione sulla crescita e il distacco. I genitori tendono a conservare l’immagine di quando figli erano bambini, una volta diventati adulti si sentono impotenti: a volte inutili. C’è da costruire un nuovo rapporto, le radici piantate a terra devono dare sostegno a un albero meraviglioso che ha diritto a ergersi alla vita in totale autonomia.

  • “E anche il tram de Opcina
    xe nato disgrazià:
    E vignindo zo per Scorcola
    In un asteroide se ga ribaltà.
    Bona de Dio
    che iera giorno de lavor
    e drento no ghe iera
    che ‘l povero frenador!”
    Questa è la vera storia d […]

    • Ciao Lorenza, sono subito andata in internet per trovare notizie del tram di Opcina, credevo fosse scomparso davvero… 😀 Includerò sicuramente Trieste nelle mie prossime mete di viaggio weekend, deve essere bellissima!

      • Grazie Micol, in effetti è scomparso da un paio d’anni… ma speriamo ritorni al più presto.
        Sono contenta ti sia piaciuta la storiella, 😊 è un enorme piacere sapere che il mio raccontino sia riuscito a destare la tua curiosità. Se poi ti portasse pure a visitare la città (che in effetti merita, perche oltre ad essere bella è anche molto particolare) sarebbe per me già un successo.
        Ovviamente ti aspetto in un prossimo weekend per raccontarti tutto sul tram de Opcina, magari in un caffè letterario📚 davanti ad un immancabile capo in b.☕

  • Fidatevi di me io sono Morgana! La vostra metropolitana! Viaggiate sicuri con me verso il vostro futuro!
    Ginevra fu destata da questo jingle, lo conosceva bene, lo sentiva tutti i giorni quando faceva il suo […]

    • Ciao Lorenza, che bella Morgana la Metropolitana! Mi è piaciuta un sacco. In questo episodio la storia si apre, incuriosisce, e fa sognare anche chi legge. Sono contenta che da un semplice laboratorio sia nato tutto questo, oramai mi sono affezionata a tutti i tuoi personaggi e agogno (boh, è mattina presto e il termine che mi è venuto alla mente è questo Forse perché sono entrata nel tuo mondo cavalleresco?) conoscere il seguito.

    • Ciao Lorenza, questo episodio mi è piaciuto particolarmente per il significato intrinseco, perché hai rappresentato la metro come via di transito tra i sogni e la dura realtà. Ma sono convinto che la realtà di Ginevra si tingerà di fiaba! Una serie nata per caso, ma che mi piace sempre di più nel suo essere una favola moderna😁!

      • Grazie Antonino, sempre troppo gentile. 😊
        Fiaba moderna mi piace questa definizione, perché forse nell’era attuale abbiamo tutti bisogno di sognare e sperare un pochino di più. 🧚‍♀️ Nel mio piccolo mi ci provo a dare voglia di futuro!

  • Dal fondo dell’immensa sala il mago, nascondendosi tra gli innumerevolii arazzi guardava.
    Anzi forse è meglio dire studiava attentamente il giovane cavaliere, senza macchia e senza paura, che sfrontatamente era ri […]

    • Ciao Lorenza, hai saputo descrivere con accuratezza le sensazioni di un genitore. Una volta “adulti” guardiamo i nostri pargoletti ricordando i giorni in cui gli cambiavamo il pannolino, prendere coscienza del fatto che sono “grandi” è devastante. Ma necessario, perché siamo stati figli prima di loro. L’incontro fra Merlino (ormai lo chiamo così 😉 ) e Artù mi incuriosisce: il mago sceglierà di svegliare il bello addormentato?

    • Ciao Lorenza, questo episodio è una bella metafora sulla voglia di essere liberi da parte dei giovani e della riluttanza da parte dei genitori di riconoscere questa voglia e far spiccare il volo ai figli, fargli vivere la vita per come credono con tutti i rischi annessi. Magari Merlino è meridionale mio conterraneo, visto che quello potrebbe essere un comportamento tipico di un genitore del Sud (non è detto, sia chiaro, ma di solito viene fatta questa associazione😅). È piacevole questo tuo modo di velare la realtà con l’immaginazione dei tuoi personaggi, ma adesso temo per Artù… deve svegliarsi prima che Merlino lo gonfia di botte😂😂😂! Un saluto, al prossimo sonnellino😂😂!

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Lorenza Cesaratto

Foto del profilo di Lorenza Cesaratto

@lorenzacesaratto

attivo 2 settimane, 2 giorni fa
scrittore