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  • Apro la porta. Oscar è già lì, scodinzola. Cammino al buio fino in cucina preceduto dal ticchettio delle sue zampette sulle piastrelle. Nella penombra a tastoni accendo il gas, vorrei metter su una minestra, ma ho […]

    • Ciao Maria Anna. Avevo già conosciuto la tua parte “seria” (Come un tè al limone) e ribadisco che il mio cuore ha fatto nuovamente un balzo. Sarà perché questo periodo mi sta stretto, perché sono stanca delle inutili convenzioni e dei sorrisi un po’ falsi. Leggendo il tuo racconto mi sono chiesta se in fondo non dovrei essere più “grata” per quello che ho nella vita reale: oltre alla figlia che amo, un paio di affetti sinceri seppur “pesanti”. Mi hai lasciato di che pensare.

      • Grazie Micol, senza parole, nulla di più da aggiungere alle tue…grazie per avermelo fatto sapere, son contenta che ti sia arrivato tutto quello che cercavo di dire con questo racconto. Buon Natale alla tua splendida figlia (che chissà cosa ne pensa dei fantasy della madre! :)!) e ai tuoi cari anche se imperfetti, ma chi non lo è? Ciao! Al 2020!

      • Provocare emozioni, e addirittura una reazione, il fatto di averti fatto pensare Micol anche solo per un secondo è il massimo per me! Questo è quello che volevo dire, scusami scrivere di pancia in risposta ad un commento simile non mi riesce mai bene :). Grazie ora scappo. Buon Natale

      • Ciao Maria Anna, anche questo Natale è finito senza il morto! 😀
        A parte gli scherzi, a volte basta poco per veder sorridere qualcun altro. I nostri giorni dovrebbero essere tutti “Natale”, ce ne dimentichiamo per terminare con un pugno di mosche fra le mani.

    • Buon Natale Micol!

    • Questo LibriCK mi ha suscitato molta tenerezza. Ti risparmio le mie riflessioni negative sul Natale e aggiungo solo che l’immagine che più mi ha colpito di questa storia è quella della signora gentile che garbatamente insiste e prende sottobraccio il protagonista per portarlo dietro la chiesa. Mi ha colpito perché il protagonista si arrende, smette di opporre resistenza e si lascia aiutare, affidandosi al prossimo. E sarà proprio questo resa a liberarlo e a fargli assaporare un momento di pace interiore. Finalemente.

      • Grazie Tiziano! son contenta del momento che hai colto!… per aver suscitato tenerezza… grazie!!! Ragazzi che bello questo posto 😉 grazie!

    • Ciao Maria, ti dico solo una cosa: mi hai fatto commovuere, proprio perché la tristezza di una realtà ricca di falsità, di persone che non valorizzano il bene che hanno e tanta indigenza, determinata dalla disoccupazione, viene spazzata via dal pizzico di gentilezza che rivaluta la bellezza della vita: in fondo, sono i piccoli gesti che possono restituire un sorriso e continuare ad andare avanti. Davvero bella la conclusione, un finale che riscalda il cuore e inumidisce gli occhi. Mi spiace non averlo letto prima, davvero. Natale è solo un giorno, e per questo ti auguro un anno, quello che verrà, ricco di felicità, serenità e soddisfazioni😁! Auguri di cuore cara Maria, alla prossima!

      • Ciao Antonino,
        grazie davvero per aver scritto tutto questo e fattomelo sapere, davvero grazie… commuovere… va a finire che mi commuovo io… Grazie grazie grazie!
        Tanti auguri di Buon 2020 anche a te, che sia Natale tutti i giorni 🙂

    • Al di là del racconto, garbato e commovente, mi è piaciuto il tuo stile. La facilità con cui spieghi le cose e spazi, nelle descrizioni, arrivando persino a fare gli auguri a noi autori, senza che ciò sembri un’interruzione. Sei originale. Brava!

    • Molto commovente questo Librick. E belli gli auguri finali senza che sembri un’interruzione

  • D’accordo. Gnappo non arrivava quasi ai pedali, ma in quanto a guida, constatai, era meglio di un pilota di formula uno. Dopo esser uscito dal centro abitato, aveva assunto la gobba tipica di chi ora s […]

    • Per il Lab sei in ritardo, ma per farci sorridere sei sempre puntuale! Davvero spassoso e d’altronde citando Ritorno al futuro con me hai gioco face. Mi piace il tuo umorismo…a presto, spero parteciperai al lab in corso 🙂

    • ahahah grazie Tiziano! Son contenta ti sia piaciuto e tu abbia apprezzato. Se non sono pretenziosa allora visto il commento vado col classificarlo come umoristico 🙂 grazie alla prossima!

    • Ciao Maria Anna, direi che la categoria “umoristico” è tutta tua! 😀
      Contrariamente a Tiziano non sono una fan di “Ritorno al Futuro”, ma il tuo Vincenzo mi fa sempre sbellicare dalle risate. Inserirai questo racconto nella serie? Secondo, me, ci sta tutto!

    • Ciao Maria, è un peccato che il tuo lab sul posto di blocco sia arrivato in ritardo, con te la risata è assicurata! Dovresti inserire questo libriCk nella serie, sono d’accordo con Micol! Non so se le donne sono interessate a Ritorno al futuro, ma qualche ragazza nerd si trova🤣🤣, comunque mi sono piaciuti i rapidi cambi pieni di comicità e anche assurdità, da ridere davvero😁, e poi non hai citato solo Ritorno al futuro… Atreju è un riferimento alla storia infinita o sbaglio😁😁😁? E poi, Vincenzo riuscirà mai a comprarli sti cappero di mobili🤣🤣🤣? Non vedo l’ora di leggere il tuo lab natalizio, un caro saluto, alla prossima!

  • Per trovare l’appartamento nel che’l de Milan in pochi giorni, ci pensò Gnappo! Ci abbracciammo alla stazione come due amici che non si vedevano da tempo, ed in effetti non se incontravamo dal mondiale del 2006 […]

    • Ciao Maria Anna, mi hai fatto rivivere i magici momenti della finale del 2006! Episodio divertente come tutta la serie, e gli scambi di battute tra i due amici sono ben costruiti, reali. È sempre un piacere leggere le disavventure in salsa dialettale del tuo protagonista, in attesa del prossimo episodio… chissà se riusciranno a comprare i mobili all’Ikea😂😂😂! Un saluto, alla prossima!

    • Ciao Maria Anna, finalmente il ritorno di Vincenzo! 😀 Non vedo l’ora che il resto della famiglia sbarchi a Milano. Sinceramente non ho mai mangiato le polpette all’Ikea, ma non mi dispiacerebbe essere invitata a pranzo da ma’ per una bella amatriciana 😉

    • Ciao Maria, rieccoti finalmente! Le vicende del romano Vincenzo (in cui difficile non ritrovarsi, almeno in parte) mi sono mancate. Simpatico il filo rosso delle polpette, questa storia mi ricorda i tempi dell’università e il doversi adattare alla vita da fuori sede (anche se Vincenzo è un po’ più cresciutello di uno studente). Divertenti anche i dialoghi iper realisti. Un saluto e alla prossima 🙂

  • Ti ho pensato, la scorsa sera, ti ho pensato e ti ho scordato nel momento in cui la mia testa ha toccato il cuscino. 
    Ti ricordavo seduto lì sulla nostra veranda mentre mi guardavi sorseggiare un tè al limone, il […]

    • Ciao Maria, ho assaporato questo libriCK passo dopo passo, apprezzandone l’intensità dei sentimenti espressi e la loro profonda fusione con il profumo dei limoni, diventato per la protagonista, assieme al sapore del tè, il vero fil rouge di tutte le sue memorie. L’oblio purtroppo è qualcosa di invisibile ma non meno invalidante, anzi. La nostra identità e ciò che ci circonda costituiscono la nostra essenza, ma è solo grazie alla memoria se esse possono continuare a far parte di ciò che noi chiamiamo “vita”. Una lettera emozionante che lascia il segno in chi legge. Un saluto, alla prossima😁!

      • Già, che ne sarebbe della nostra “vita”? Ciao Antonino, grazie per questo commento, per averne vissuto il dramma passo passo con la protagonista della storia. Son contenta di esser riuscita a trasmetterti le emozioni. Ho avuto modo di rifletterci su in questi giorni e ho sentito l’urgenza di scrivere. Alla prossima 🙂

    • Ciao Maria Anna, ti conoscevo nella tua versione “romanesca”,ma in questo racconto mi si è stretto il cuore per la tristezza. Nel mio modo di percepire la scena ho visto una donna fragile in bilico, alla ricerca delle sue memorie. Intenzionata stringerle fra le mani con forza. Ho percepito lo spettro di una malattia atroce che un po’ allla volta toglie l’identità. Gli ultimi ad andarsene sono i ricordi più antichi. Hai saputo coinvolgermi nel profondo e di questo ti ringrazio.

      • Ciao Micol, grazie a te per questo tuo commento nel dettaglio, non ero sicura fin dove potevo arrivare a trasferire le emozioni, specie “l’intenzionata a stringerle fra le mani con forza” lo reputavo difficile, invece l’ho letto qui!!! Grazie per aver commentato così, son davvero contenta ti sia arrivata tutta e perfino nel profondo.

    • Che racconto, Maria.. è denso, è potente, è triste, è onirico.. sono rimasto davvero colpito… durante la lettura mi hai scombussolato dalle parole eleganti e potenti che hai usato.
      Bello davvero.
      Grazie di averlo condiviso con noi.
      Alla prossima lettura…

    • Ciao Maria, non mi aspettavo una storia così lontana dal tuo modo giocoso di vivere la scrittura (almeno qui, su EO) e quando ho capito il tema del LibriCK mi si è mosso qualcosa dentro. È un male, l’alzheimer, che si prende gioco di chi ne soffre, allontanandolo dai suoi affetti e dalla sua identità. Sei stata brava a trovare le parole giuste per parlarne.

      • Ciao Tiziano, la scrittura con Vincenzo è spassosa e qui a EO ha preso il sopravvento, fare il giullare mi diverte sempre molto! :)))), ma come il mitico Rugantino, ho anche un altro lato magari nascosto, che è più difficile da mostrare. E quando un emozione mi investe, cerco sempre di trasferirla su carta… son contenta di aver smosso qualcosa! Grazie!
        p.s.: il racconto che ho scritto per il libro, è tutt’altro che giocoso infatti 😉

  • “O così o pomì!” Quando mi madre se impuntava, je usciva sempre sta frase. Che mi sviava.

    Si perché invece de pensà a come porta’ mi madre a Milano, co’ tutto il catafalco de robba che c’aveva, il “pomì” me svi […]

    • Ciao, ti prego dimmi che è una serie. Non riuscirei a vivere senza sapere di mammà e della Signora Nicolina! Ho riso dalla prima fino all’ultima riga, mi è piaciuto il “velato” umorismo con cui hai giocato nel mettere in mostra diversi stereotipi tutti italiani. Rinnovo la mia preghiera a mani giunte: attendo con ansia il prossimo episodio 🙏

      • Ciao Micol, non era partita come una serie ma alla fine lo sta diventando! Grazie per questo commento! per aver letto e riso dalla prima all’ultima riga (!), fa molto piacere saperlo. Grazie per l’incoraggiamento, prometto che ci sarà un quarto episodio! :)))

      • Mi ero persa gli altri! Rimedio subito 🙂

    • Ciao Maria Anna! Sono contento di vedere le che disavventure migratorie e familiari di Vincenzo proseguono. L’immagine un po’ caricaturale del romano trapiantato a Milano per la tanto agognata emancipazione economica è davvero spassosa e offre la possibilità di guardare ad uno spaccato di società concreto. Sai quanto apprezzo l’umorismo e la sua intrinseca proprietà di trattare temi profondi senza inutili appesantire l’atmosfera. Aspetto di leggerti ancora! 🙂

      • Ciao Tiziano grazie per questo commento e anche a te per l’incoraggiamento! Continuerò a scrivere! 🙂

    • Ciao Maria Anna, ho letto d’un fiato il secondo e il terzo episodio, e sto ancora a ridere di queste disavventure vissute dal tuo protagonista! L’ironia in salsa dialettale che hai impresso in questi racconti è meravigliosa, ridere e riflettere sugli stereotipi italiani riga dopo riga è davvero inevitabile e poi, questa ossessione per le polpette😂😂, esilarante! Anch’io non vedo l’ora che esca una nuova avventura di un romano a Milano! Alla prossima!

  • Vi sarete chiesti, cosa ho fatto poi? Ce so’ andato a Milano? Se fosse stato per le polpette di mia madre, e mia madre, non ce sarei andato manco morto, o forse solo per indigestione, aò!  
    Dopo il mio pranz […]

    • Mi mancavano i racconti scritti in dialetto romano. Vorrei leggere più racconti con questo stile!

    • È davvero divertente per me che vivo a Roma e che c’è mancato poco che mi ritrovassi proprio a Milano, ritrovarmi in stazione coinvolto in una rissa tra dialetti e luoghi comuni sui romani. Bello e spiritoso, associandomi a @michelecatinari chiedo altre storie!

    • Ciao Maria Anna, sono contenta che tu abbia deciso di raggruppare i tuoi racconti in una serie. Per me, che ti conosco solo ora, è bello poter riprendere le fila della storia dall’inizio. Attendo con passione le prossime avventure di Bud Vincenzino, candidato al ruolo di Fantozzi romano!

    • Bellissima anche questo episodio

  • Lo faccio! No, non lo posso fare! E invece posso farlo! Ma, ma non ce la faccio! E’ assurdo come talvolta l’ostacolo più grande sia quello là! Riflesso nello specchio che mi guarda con una faccia che prende […]

    • II finale mi ha lasciato senza fiato, fino a un attimo prima ho pensato che fosse un racconto maschilista, di un uomo che non riesce a comprendere l’ anima sensibile di una donna, in realtà è il racconto di un uomo che cerca la propria indipendenza. Complimenti.

    • Ahhaha, che ridere! Mi sono sganasciata dalle risate immaginandomi un gruppo di milanesi in blocco che cambiano bar davanti a quel parlare terrone!
      Secondo me nei racconti è molto più difficile far ridere che far piangere o riflettere, quindi ti faccio i miei complimenti migliori e ti condivido. Alla prossima… aò!

    • Ciao Maria Anna, il tuo LibriCK è stato promosso nella categoria “Scelti per Voi” e verrà condiviso sui nostri social. Complimenti!

    • Come si fa a non immedesimarsi? Di fronte alle polpette al sugo poi non c’è argomentazione che tenga. Complimenti per questo ritratto ironico di un’intera generazione, librick piacevole, mi ha fatto sorridere.

      • “Immedesimarsi”…grazie Tiziano!
        Inoltre vedo dai commenti, che sulle polpette al sugo siamo tutti d’accordo! Ciao Tiziano, grazie! Sono contenta ti abbia fatto sorridere!

    • Ciao Maria, il tuo racconto è piacevole e leggero. Ci sono alcuni errori grammaticali, ma penso che scrivere una storia che fa sorridere sia molto più difficile che scriverne una drammatica.

      • Ciao Dario, quali sono gli errori grammaticali? Le congiunzioni ad inizio frase? Lo so che è sbagliato, mi dispiace se ti hanno dato fastidio, trovo solo che siano adatte quando il protagonista “parla” seguendo il filo dei propri pensieri…(mio modesto parere, io l’ho immaginato così)… o ce ne sono degli altri? Spara pure, non mi offendo 😉
        Sono contenta comunque sia che ti sia piaciuto e ti abbia fatto sorridere, grazie!

    • in certi momenti la vita ti mette di fronte a delle scelte durissime… il tuo racconto mi è piaciuto, scorrevole fin dalle prime frasi, introspettivo ed emblematico. L’indecisione del protagonista è palpabile come anche il profumo delle polpette al sugo!!
      Un consiglio… Non lasciarla … 🙂
      Alla prossima lettura…Aò!!

      • Ciao Raffaele, grazie per questo commento e per gli aggettivi usati!
        E sapevo che alle polpette al sugo nessuno può resistere! ;D
        Sai il tuo commento mi ha fatto pensare magari ad un seguito, non ci avevo pensato. Alla prossima… Aò!

    • Da brava romana che adora Milano, leggendo sorridevo immaginando una coppia scoppiata..almeno per il protagonista..alla fine ridevo da sola. Epilogo esilarante. Mi è piaciuto molto.

    • Ah beh mica puoi lasciar le polpette! Troppo forte. Complimenti. Ho riso.

    • Da buona romana non ho potuto fare a meno di scegliere questo racconto. Sei stata bravissima a celare la sorpresa finale che si stempera in un sorriso. Un racconto breve che si è giustamente meritato la vetrina. Complimenti per l’idea e per la struttura davvero piacevole.

      • Grazie Angela, per avermi letta e speso del tempo per questo bel commento. Grazie! E a questo punto dopo l’ennesimo complimento, non potevo non provare a farne il seguito. Scusate per le volgarità, eventuali. 😉 Aò. spero di aver fatto bene).

    • 🙂 grande Maria mi sono divertito a leggerti. Adoro l’accento romano.

    • Ciao Maria Anna (Marianna?), ora ho capito da dove è partito lo struggimento per mammà! Bello anche questo primo racconto e bella la svolta finale sull’ “unica” donna che di norma accompagna la vita di molti uomini e donne. Non c’è competizione quando scendono in campo le polpette al sugo!

    • Ciao, molto spassoso davvero! Le polpette poi sono davvero emblematiche, mitiche!

    • Aoh Marì, gran bel pezzo. Mi è piaciuto.
      🙂

    • Adoro il modo che hai di scrivere!! Questa serie la leggerò d’un fiato!!! Amo questo stile rapido e fulmineo anche negli scrittori “famosi”. Simpaticissima davvero!

      • Grazie, per aver letto questo e il successivo episodio! E per queste parole! Davvero troppo buona! Grazie!

    • Ciao Maria, alla fine mi hai spiazzato proprio, e chi se lo aspettava😂? Ho riso di gusto, e non capita spesso leggendo racconti. Questo episodio è genuino, praticamente colloquiale, e noi quando parliamo non siamo sempre “corretti”, ma l’ho apprezzato anche per questo, perché è uno spaccato (esilarante) della vita di un uomo che cerca di staccarsi dalla madre. Non solo risate però, ma pure spunti ove riflettere, come la perenne differenza tra Nord e Sud, e non sono solo luoghi comuni, la gente ignorante ci sta ancora purtroppo! Ho visto che sono solo tre gli episodi… così pochi? C’è sempre bisogno di ridere, leggerò il resto con grande piacere, sperando che proseguirai nella stesura! Ovviamente, mi è piaciuto na cifra😂😂! Un saluto e alla prossima!

  • Non capita tutti i giorni di leggere belle notizie sui giornali. Non capita quasi mai. Non capita mai. Non capita. Non. Stop, smetto. Leggevo sempre il giornale, mi informavo, ora prendo in automatico quello che […]

    • Non seguo i telegiornali e seleziono con cura le notizie da leggere sui giornali proprio perché rappresentano spesso un concentrato di cronaca nera; eppure non accadono solo sciagure, ma se i media parlano solo di quello la percezione è che il mondo sia un teatro in cui quotidianamente va in scena una tragedia senza fine. Del tuo racconto mi piace lo sguardo incontaminato dei bambini per i quali tutto è possibile e tutto è risolvibile proprio perché hanno la mente libera dalle proiezioni angoscianti della comunicazione di massa.

      • Da sempre si dice che il motivo è perché le notizie buone non fanno mai notizia. Vorrei credere che il mondo sia “un teatro in cui quotidianamente va in scena una tragedia senza fine”, sarebbe meglio così…pensare che sia solo finzione, percezione quello che ci arriva dai tg… io penso che infondo siamo più cattivi che buoni, altrimenti il mondo funzionerebbe meglio di così, basti pensare che in tempi moderni c’è ancora chi muore di fame… si, magari ci si commuove per qualche secondo, attimi di ritrovata coscienza, ma poi nessuno cede la sua “seconda tunica” per risolvere davvero il problema…
        Scusa credevo di averti già risposto! Volevo scrivere più di due righe e ho finito per non scriverne nessuna. Grazie per il tuo commento Tiziano, si dovremmo essere come i bambini, senza freni, fidarsi.

    • Racconto di una quotidianità condivisa, righe in cui molti si possono ritrovare e che affronta con leggerezza e profondità temi attuali e spinosi. Complimenti

      • Grazie davvero Fabiana per il tuo tempo, per avermi letto ed espresso la tua opinione! Ci tenevo davvero ad averne una su questo racconto in particolare. Grazie.

    • Idea molto simpatica, ma al tempo stesso riesce a introdurre temi di profonda attualità

  • Certe volte, certe insicurezze, certe incertezze, incerte indecisioni, incerti equilibri, in certi sogni… la guardavo, era li davanti a me, a due passi; il suo sguardo in direzione lontana, congelato, come se d […]

    • Mi è piaciuto questo racconto che esprime bene la malìa e la curiosità di un primo incontro, il fascino e gli interrogativi che ci piombano addosso quando vediamo una persone che ci attrae, che ci conquista. È bella questa ragazza gelida e dolce, forte e fragile ad un tempo. Bello il modo in cui il narratore vorrebbe proteggerla dalla volgarità e ottusità degli sguardi di chi non ne vede l’essenza delicata e nobile, che lui pensa invece già di intravedere. Bello anche l’accenno ad una preziosa possibilità, racchiusa nello scrigno più adatto: un sorriso.

    • Grazie Isabella, visto che sei così gentile, posso chiederti cosa hai capito del finale? Forse avrei dovuto aggiungere alla ragazza qualche dettaglio in più invece del solo vestito a fiori (ho mancato le scarpe!)… sinceramente, non mi offendo, magari prossima volta sto più attenta. Grazie mille per leggermi e per il commento, apprezzo molto. (dai scrivi anche tu! ferma a gennaio)

      • Ciao Maria Anna 🙂 scusami ma ho visto solo ora il tuo messaggio! Dell’abbigliamento della ragazza avevo capito benissimo che si trattava di un altro giorno in cui lui la rivede, la reincontra. Dopo essersi rimproverato forse per giorni del suo approccio maldestro, quando la ritrova sulla stessa linea metro il sorriso di lei gli fa capire una simpatia, una curiosità che sembra aprire una possibilità. Forse proprio per la tenerezza di quel primo approccio “sbagliato”. Ho capito bene?

    • Pensieri e sensazioni ad incastro, sguardi e fantasie mixate, hai racchiuso un potente elisir umano creando questa atmosfera d’incontro sfuggente. Complimenti!

    • Subisco il fascino delle storie metropolitane, del tempo che si ferma tra i ritmi frenetici della città, delle insicurezze (peraltro esplicitamente citate a inizio racconto) di chi rompe il silenzio per primo, di chi invade la sfera altrui col timore di sembrare invadente. Ho dovuto leggere la storia due volte per coglierne le sfumature: hai un linguaggio molto delicato e pieno di interstizi, non sempre visibili ad una prima occhiata (c’è da dire che potrebbe dipendere da me e dalla mia scarsa capacità di concentrazione) e mi domando se hai anche un’anima da poetessa che di tanto in tanto si intromette nel tuo stile narrativo.

      • Grazie Tiziano per i complimenti ricevuti e per gli aggettivi che hai usato, GRAZIE!!! Come pure per…interstizi, mi piace molto come definizione! Ok hai fatto tana! 🙂 In effetti è un pò il mio modo di scrivere, tendo sempre a giocare a nascondino con le parole, cercare di coinvolgere chi mi legge ad una lettura meno “passiva” (lo so è una contraddizione, il leggere è attivo ma… non so come spiegarti), per questo ho bisogno ogni tanto di sapere se ho esagerato… in effetti tu l’hai dovuto rileggere due volte (e non sei il solo fidati, la colpa è mia) ma grazie davvero per averlo fatto!!! Non tutti sono disposti, ma non me la sento di cambiare, son così! :P), … per la poetessa che dire…l’esagerato forse qui sei tu :))), battute a parte, grazie davvero!!! troppo buono…forse questo commento me lo rileggerò più volte :))!

  • Non è un racconto questo, non voglio andare di fantasia, voglio solo provare a condividere, quell’immagine che ho ancora negli occhi, che non voglio lasciar andar via, il finale di un meraviglioso viaggio in Co […]

    • È molto suggestivo l’intreccio tra musica e viaggi: si tratta di una fusione solida, in grado di sedimentarsi in noi, proprio come è accaduto alla protagonista di questa storia. Grazie per aver condiviso questo frammento di ricordi e di rielaborazioni. È molto bello anche il modo in cui scrivi.

    • Grazie a te Tiziano per la lettura ed aver commentato così!

    • Racconto molto carino ed empatico, ti trasmette quel pezzo di mare e ti lascia cullare in esso… brava!

    • E se già prima avevo voglia di tornarci, dopo aver letto questo brano, è diventata una necessità! Paesaggi, profumi e ospitalità che ti rimangono nel cuore e non vanno più via! Quanti ricordi hai risvegliato in me……..grazie.

  • Maria Anna Haag è diventato un membro registrato 2 anni, 1 mese fa

Maria Anna Haag

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attivo 22 ore, 38 minuti fa
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