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  • Katy si mosse lentamente, nel tentativo di non svegliare Joy. Dormiva steso su un fianco, vicino al bordo del letto: la mano tesa era posata sul suo ventre.
    Dopo l’arrivo di Juana, Katy aveva iniziato a p […]

    • Finalmente torna Joy, il più figo. Bello vedere la complessità dei suoi sentimenti attraverso i colori che utilizza per dipingere. Micol come sempre ha delle soluzioni narrative molto interessanti. Non dico altro per evitare di ripetermi 🙂

      • Ciao Alessandro. Ormai si è capito che in questo arco narrativo Joy è il mio personaggio preferito 😀
        Per ora ha dato il “meglio” di sé… ma non è ancora detto che la sua natura non emerga nei prossimi episodi.

    • Joi è veramente un personaggio molto interessante.
      Il passaggio che mi ha più colpito e che ritengo, forse, centrale in questo episodio è il seguente: “«Voi umani siete complicati. Sentite la necessità di dare un nome a tutto. I sentimenti non si possono dipingere. Ho provato a farlo ed è impossibile.»
      Una di quelle frasi da condividere sui social con scritto “cit Micol Fusca”.

      • Ciao Raffele, credo che le parole che ho affidato a Joy contengano una grande verità. E’ impossibile “dipingere” i sentimenti.

    • Ciao Micol, che bello questo episodio, mi è piaciuto davvero! Questo dialogo, questo rapporto tra Katy e Joy è significativo in tutte le sue parti, offre vari spunti di riflessione. Credo che persino il medesimo sentimento possa avere “colori” diversi, come l’amore. Ma si può amare in modi diversi senza per questo essere “diverso”. Stare bene con una persona o con tante non fa differenza, siamo noi che cerchiamo in tutti i modi di dividere e differenziare e i nomi da noi usati sono un goffo tentativo di categorizzare il mondo, comprese le categorie del nostro essere. Purtroppo è una nostra necessità! Joy dice bene, siamo troppo complicati! Una volta di più, la tua predilizione per Joy è evidente, ed io non posso essere d’accordo con te😁! Ci siamo quasi e, patatine a parte, succederà di certo qualcosa in questo finale di stagione😁😁😁!

      • Non posso CHE essere d’accordo con te… 😂😂😂

      • Ciao Tonino, le Pringles sopravviveranno all’olocausto 😀
        Ne sono sicura. A parte le facezie, Joy ha ragione. Siamo troppo complicati, spesso e volentieri dei misteri per noi stessi. Si approssima il finale di stagione che, spero, chiuderà con il botto 😀

  • «Novità?»
    Roger scosse il capo. «No, sono ancora qui.»
    Una settimana prima erano comparsi dei balordi. Si erano addentrati nel quartiere alla ricerca di cibo, tentando di entrare nell’officina. Avevano notato […]

    • L’episodio parte con dei cannibali che vogliono fare lo spezzatino con l’allegra combriccola: una situazione ansiogena se per empatia ci si immedesima nei tuoi personaggi e nel mentre ti domandi: come ne usciranno i nostri eroi? Per fortuna arriva la cavalleria o meglio; gli indiani.
      Che Dio salvi l’America? Che Dio salvi tutti.
      Alla prossima puntata.

    • Ciao Raffaele. In questa serie, hanno tutti fame 😀
      Anch’io ho pensato “arrivano gli indiani”: e per fortuna!

    • Ciao Micol, perdona il mio terribile ritardo😅😅😅! Episodio dove la costante tensione mi tende per mano sino ad immedesimarmi nella situazione: perdere o non perdere la propria umanità. Questo è il grande dilemma in situazioni disperate come quelle da te descritte. Qui si chiariscono alcune cose, come il perché vengono chiamati “maiali”, inoltre la vicenda inizia a collegarsi ancora di più con la tua serie parallela il Dio Solo😁! Bello il modo di descrivere Joy… lo rende unico! Al prossimo episodio!

      • Ciao Tonino, sono felice che questo “avvicinamento” a Il Dio Solo inizi a palesarsi. Questa serie è nata per dare voce, un’identità, ai suoi personaggi secondari. Mentre scrivevo di loro mi chiedevo chi fossero ed ora ho avuto la possibilità di dedicare al Branco uno spazio. La strada è ancora lunga prima di giungere in biblioteca, i collegamenti ancora tanti. Ormai è palese che Joy è uno dei miei personaggi preferiti 😀

    • Come sempre i tuoi personaggi sono numerosi, tutti diversi e molto ben distinguibile, ognuno con un suo carattere e una sua “voce”, non capisco come tu ci riesca. Roger è uno dei miei nuovi preferiti 🙂

      • Ciao Alessandro, sono felice che il mio intento sia compreso. Quando si scrive di un gruppo, la paura è quella di fare dei personaggi fotocopia che interagiscono uno con l’altro. Un po’, forse, è così anche nella mia serie. Ho cercato di dare loro un background diverso e un diverso carattere: sono davvero contento di essere riuscita a farlo 😀

  • «Il bunker… dobbiamo… entrare…»
    Roger rotolò sul fianco, in direzione della voce. Juana era distesa bocconi sul pavimento e ansimava.
    «Non è… necessario.» Non si sentiva granché bene, fu contento di essere rius […]

    • Sono tante le cose che mi piacciono in quest’episodio che, secondo me, nel complesso è scritto veramente bene.
      Tra questi spicca assolutamente “il biker” tratteggiato in maniera sapiente.
      Però ci tenevo a dirti che ho apprezzato molto il registro che hai usato: sobrietà, precisione e stringatezza nell’uso delle parole per le descrizioni. Molto interessante anche il ritmo dell’azione, sempre incisivo. Nel complesso l’ho trovata una lettura piacevole e scorrevole.
      Come al solito finisco per essere curioso di vedere come sarà la prossima puntata e questo è un tuo grande pregio.

      • Ciao Raffaele, quella di rimanere con la fame in bocca è un bel complimento! Credo, il più bello di chi pubblica una serie perché significa che il lettore non si annoia. Il trio malassortito finalmente ha un volto: un altro tassello si sta riunendo al puzzle 😀

    • Micol stavolta ti sei superata, il racconto in bilico tra presente e ricordi, il sacco che diventa pesante, l’empatia per un personaggio così sfortunato è automatica. Questo brano mi ha colpito più del solito.
      Bravissima

      • Ciao Alessandro, ti ringrazio 😀
        Sono felice che tu riesca ad apprezzare Il Branco, avevo paura avessi nostalgia di Moo e Nicolas. Arriveranno anche loro, il prossimo mese (penso a metà marzo). Per ora metto un po’ di carne al fuoco, anche Joy ha fame…

    • Ciao Micol, davvero triste il passato di Roger. Emblematica la scena dei sacchi: la loro pesantezza simboleggia alla perfezione la durezza dei ricordi e del difficile rapporto col padre privo di comunicazione. Episodio significativo ed empatico, forse Roger troverà un posto nel mondo, seppur magari per poco, in un contesto dove la sopravvivenza è uguale per tutti😁! Un caro saluto, al prossimo episodio!

      • Ciao Tonino, Roger ha trovato la sua famiglia e la mia mente malvagia ha già stabilito che avrà una vita lunga e pressoché serena. Maiali e altre “piccolezze” a parte… 😀 La biblioteca è una delle soste, ma assieme ai compagni riuscirà a sopravvivere a Luna Rossa e a quanto accadrà in seguito. Voglio immaginare che la sua progenie veda l’avvento della Nuova Era e porti con sé il suo ricordo.

  • «Novità?»
    «No, non si è mosso da lì. Di tanto in tanto arriva un cameriere a sostituire il suo drink esibendo un sorriso a trentadue denti: dev’essere un buon cliente.»
    Krizia sbuffò leggermente, rivolgend […]

    • Ahahah, hai ragione sempre pronte a malignare noi “cince” “allegre” però non pensare che i “merli” maschi siano da meno… a sentirli i loro commenti…
      Ho adorato il titolo!😍

      • Hai ragione Lorenza, anche i merli fanno un gran baccano! E il loro verso, è sicuramente meno gradevole 😀

    • Ciao Micol, anche in questo tipo di racconto, umoristico, senza tensione sai cavartela alla grande! Le due cinciallegre si son proprio meritate il dito medio😂😂😂, sei stata brava a preparare il colpo di scena finale, ben fatto, lab superato😁!

      • Ciao Tonino! Appena ho visto il video del lab mi sono immaginata che il protagonista fosse cieco, gli occhialoni da sole mi hanno permesso di lavorarci su. Pettegole e pettegoli sono una brutta razza 😀

    • Vai sul classico che non sbagli! Mi sono fatto due risate. Magari questa storia pecca un po’ in originalità, ma è godibile. Brava Micol.🙂

      • Ciao Dario. In questo racconto volevo mettere in gioco il vecchio proverbio “l’erba del vicino è sempre più verde”. Anche se in modo meno eclatante, sono molti a giudicare senza vera conoscenza dell’altro.

    • Bello, ho riso. Mi piacciono le stoccate finali.

      • Ciao Tiziana, grazie! Ci ho provato, mi piacciono i racconti umoristici e questo non è poi uscito un disastro 🙂

    • Perdonami se questa volta sarò breve e sintetico.
      Un applauso per la tua onestà intellettuale.
      Bello il colpo di scena finale.

      • Ciao Raffaele, come dicevo a Lorenza cinciallegre e merli a volte fanno a gara a chi le spara più grosse.
        Sono felice che tu abbia gradito questo raccontino 😀

    • Molto simpatico, Micol! E soprattutto credibile. Perché è vero che in vacanza con le amiche si fanno tante congetture (diciamo così ☺️). Azzeccato il finale 👍

      • Ciao Cristina, per fortuna non tutte le cince sono così “allegre” 😀
        Krizia e Giovi sono davvero tremende, spero di non trovarle distese sotto l’ombrellone vicino al mio.

    • Spettacolare!
      Mi ricorda una scena simile vissuta in viaggio di nozze con una coppia australiana nella quale lei parlava italiano perchè di origine! Per fortuna che i nostri pettegolezzi erano sottovoce…o lei era sorda!
      Complimenti,,,non è da tutti descrivere alla perfezione il chiacchiericcio! AhAhAhAh

      • Ciao Claudio. Quelle del mio racconto, sono “cinciallegre” tremende… Un po’ di pettegolezzo ci sta, chi non si è mai guardato attorno mentre era steso sotto l’ombrellone?

    • Bellissimo librick, Micol, brava come sempre! Il messaggio è stato chiaro: mai fermarsi alle apparenze.

      • Sì, Ivan. E’ vero, a volte le apparenze ingannano. Un po’ tutti, pensiamo che gli altri siano in parte più fortunati di noi: a volte, non è così 😀

    • Ciao Micol! e qui siamo su Spettegulessssssssss il titolo le fa addirittura sembrare simpatiche! Sei stata troppo buona nel titolo, nel racconto no, come era giusto! Brava Micol, meritavano quella conclusione! Ipotizzavo una cosa del genere come finale, che fosse il padre si, che fosse cieco no, e quindi vergognatevi doppiamente! Ciao Micol, scorrevole, divertente, e si, mai fermarsi alle apparenze! e anche se fosse stato ricco, in generale lo spettegolare rende acidi e brutte… i mostri non ci sono qui? Beh forse si! ;). Congrats!

      • Ciao Maria Anna, queste “cinciallegre” erano proprio delle fetentone! 😀
        Concordo con te, l’invidia è una brutta bestia e rende “brutti”. Attendo nuove tue, spero nel ritorno al presente di Vincenzo (lui e Gnappo mi fanno troppo ridere).

    • Che epico quel dito medio sul finale! Ahahaha 🙂 Brava Micol, davvero un bel racconto. Leggero, godibile, capace di strapparmi un bel sorriso. Grazie. 🙂

      • Ciao Giuseppe, di tanto in tanto mi piace far ridere e sono contenta di esserci riuscita!
        Avere un’adolescente in casa aiuta parecchio con la nuova terminologia (fino a un paio di mesi fa non avevo idea di cosa fosse uno “sugar daddy”), penso che anche tu viva le stesse sensazioni stando assieme ai tuoi ragazzi a scuola. Impediscono di invecchiare 😀

  • «Dobbiamo muoverci da qui. È trascorso un mese, non possiamo indugiare oltre: i distributori sono vuoti.»
    James alzò lo sguardo su Juana, sospirando appena. Erano giorni che la compagna di sventura tentava di […]

    • Ciao Micol, un episodio dove affiora con prepotenza il senso di indigenza, di sopravvivenza. Al di là di aver citato il titolo di una nota serie televisiva, la sensazione è proprio quella di essere assieme ai tuoi personaggi, coi loro pensieri, coi loro dubbi e con l’unico obiettivo di fare un passo in più rispetto alla condizione precedente con al collo il fiato del pericolo costante. Tutto vissuto nelle sensazioni, nelle parole di protagonisti diversi e ben definiti, con le loro sfaccettature e storie in grado di caratterizzarli. Piccoli focolai in un mondo diviso in branchi, una realtà in conflitto sempre delineata con grande piglio narrativo. Al prossimo episodio dunque, un caro saluto😁!

      • Ciao Tonino, come ti dicevo questa mattina sono entrata in pieno “mode” Branco 😀
        Ho riafferrato le fila e sono felice di aver deciso di portare a termine la serie prima di iniziare con la terza di Moo. Sì, il mondo che descrivo è diviso in branchi. Fantascienza? In modo differente, purtroppo no. Uomo mangia uomo, metaforicamente o meno.

    • Ciao Micol, il bello di queste serie sono gli innumerevoli personaggi, ognuno con caratteristiche e qualità peculiari, deve essere piuttosto complicato ma rende bene l’idea che vuoi dare. Un gruppo eterogeneo di individui che si unisce per sopravvivere.
      Chissà cosa succederà quando si riuniranno tutti

      • Ciao Alessandro, in realtà ci saranno altri colpi di scena lungo il cammino che li porterà verso la biblioteca ;D
        Mi intrigava dare un volto ai personaggi secondari de Il Dio Solo, la storia mi aveva presa al punto da sentire la necessità di dare loro voce.

    • Riesci sempre a creare personaggi molto interessanti a prescindere dal loro background; che siano spazzini, scienziati, astronauti, baristi o killer. Io finisco sempre un tuo episodio con qualche domande o sulla situazione, oppure su una delle creature che ha partorito la tua fantasia. In questa circostanza mi sono chiesto come e quanto sia stato influenzato Roger dal padre anarchico e non ti nascondo che il papà di Roger mi sarebbe piaciuto vederlo in questa serie.
      Non vedo l’ora di leggere la prossima puntata.

      • Ciao Raffaele, non posso “spoilerare” più di così ma ti avviso che, in un certo senso, il padre di Roger farà una comparsata.
        Dedicherò il prossimo episodio al nostro timido biker e molte cose saranno chiarite.
        Sono contenta che alla fine del racconto rimanga la curiosità di sapere: secondo me, è uno maggior pregi di un racconto. Grazie per essere sempre presente 😀

      • Racconto, racconto… cavoli, peccato non poter correggere i commenti su quelli faccio refusi a raffica 🙁

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Micol Fusca

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@micol_fusca

attivo 12 minuti fa
scrittore