Devi accedere log in o pubblicare sulla bacheca di questo utente

  • Dopo aver dato uno sguardo alla cartina stradale Manuel issò nuovamente sulle spalle il suo carico. Aveva imbragato il corpo della madre in modo da farle risultare il viaggio confortevole, costruendo per lei una […]

    • Ciao Micol, io di zombie me ne intendo, sia come appassionato di film che come accanito gamer della saga Resident Evil e non solo. Hai saputo riprodurre alla grande quelle sensazioni che prova chi fugge da una simile minaccia. Mi è piaciuto tantissimo la rabbia sfogata del protagonista, un mix di frustrazione per una via di fuga che non esiste e un passato che purtroppo non avrà un futuro. Nonostante ciò, hai saputo dare un tocco di grande poesia e dolcezza nelle battute finali, cosa anche inusuale in racconti del genere. Complimenti Micol!

    • Ciao Antonino, confesso che questo racconto mi ha riportato alla mente the walking dead. Potrebbe essere ambientato in quello stesso mondo. Credo che la mente umana reagisca alle difficoltà in modo tutto suo e che quello che alcuni considerano pazzia sia in realtà amore. Mi piaceva l’immagine di questo figlio deciso a rispettare l’ultimo desiderio della madre, la sua scelta di portare sulle spalle uno zombie per migliaia di chilometri.

    • Mi è piaciuto molto questo nuovo librick dark, angosciante, pieno di emozioni ma pieno d’amore.Bravissima

      • Ciao Ely, grazie infinite per aver condiviso. Diciamo che per questo lab ho voluto attingere al mio lato horror. Solo che, alla fine, i sentimenti sbucano fuori anche con gli zombie 😂

    • Accipicchia, che pathos e che sentimenti!
      Brava

    • Ciao Micol, devo farti i miei complimenti per la forma con cui hai scritto questo librick, davvero curata. La storia che racconti, però, pecca un po’ di originalità e per questo risulta prevedibile già dalle prime righe. Alla fine mi sarei aspettato un colpo di scena che però non è mai arrivato. Non fraintendetemi, tu sei stata bravissima come al solito, ma ormai gli zombie ce li propongono in tutte le salse e creare qualcosa di nuovo non è semplice.😉

    • Ciao Micol, che bello scoprirti alle prese con gli zombie e il “loro” mondo. In alcuni passaggi mi ha ricordato “Last of us”. L’azione in questo librick passa in secondo piano per far spazio alle emozioni in gioco, e tu come sempre sei abile nel gestirli e farli rivivere ai tuoi lettori. 🙂

      • Ciao Giuseppe, mi sono divertita sebbene sia difficile trattare con gli zombie 😁 Per quanto faccia, la mia indole dark prende sempre il sopravvento.

    • Una storia piena di tensione palpabile a ogni rigo, ma anche di profonda tristezza.

    • Ciao Micol!
      Io non sono un grande appassionato di zombie, ma questa storia mi è piaciuta tanto, davvero! Una tortura che non auguro al mio peggior nemico, dover assistere al compimento di un destino tanto crudele come quello che ha colpito la madre del protagonista, senza poter fare praticamente nulla per impedirlo… Sono davvero colpito! 😯

      • Ciao Andrea, sono felice che la mia storia ti sia piaciuta. In effetti gli zombie sono un po’ inflazionati, spero di aver dato al racconto una prospettiva non del tutto scontata.

    • Gli zombi non sono il mio genere, Micol. Però credo che questa storia sia scritta divinamente bene! I miei complimenti. Alla prossima 🙂

    • Oh Micol 🤩 ritrovare Negan (per via della mazza da baseball) e Michonne (perché gira con un parente zombie) e Carl (per l’attaccamento alla madre) in un unico personaggio e i luoghi di The walking dead in questo racconto mi ha fatto piacerissimo. Complimenti!

      • Ciao Giuseppina, in effetti anch’io, mentre scrivevo, mi sono sintonizzata nel the walking dead mode 😨. È una serie che ha cambiato alcune delle mie convinzioni come scrittrice, come la differenza fra bene e male assoluto. Per la prima volta degli antieroi mi hanno dato di che riflettere.

    • Ciao Micol,
      che tenerezza questo amore del figlio per la mamma. Immaginavo che non ce l’avrebbe fatta viste le sue condizioni ma leggere che sarebbe morta mi ha fatto stare male. Nel racconto 😌

      • Ciao Isabella, mi ero imposta una sfida nella sfida 🙂 Gli zombie sono effettivamente un po’ inflazionati, ma il racconto di questo ragazzo intento a sfogare la sua rabbia su una macchina li ha fatti emergere dalle mie zone d’ombra.

    • Sarà ma quello che a me è arrivato di più è il racconto di fuga, di sopravvivenza, di rapporto fra madre e figlio più che di zombie (spuntati a metà racconto); anche la descrizione del paesaggio di confine, del paese della madre, mi sono piaciuti molto. Racconto pregno di sensazioni, davvero bello…tanto che per me gli zombie potevi anche non metterli.

      • Ciao Maria Anna, quello degli zombie era un gioco scaturito da alcuni commenti fatti sul post di Open in cui veniva annunciato il laboratorio 😉 Di solito la mia zona confort è il dark fantasy e avevo lanciato una sfida chiedendo per il prossimo lab uno zombie vs licantropi. Quando è uscito l’uomo con la mazza ho fatto di testa mia e ho creato un racconto che potesse soddisfare la mia vena di follia.

  • Nicolas era contento che Johnny si fosse riappacificato con Ron.
    La solitudine non era così profonda da impedirgli di sognare: videogame e libri gli permettevano vivere avventure sempre diverse, viaggiare in […]

    • Per usare un termine televisivo un ottimo finale di stagione che ingolosisce nel sapere cosa accadrà nella nuova stagione, ottimo lavoro.

      • Ciao Giovanni, grazie per avermi seguita fino a qui. Per ora Moo si prende un paio di settimane di vacanza, ma tornerà più in “forma” che mai 😉

    • Ciao Micol, questo è un finale di stagione che mi ha entusiasmato, emozionato immaginandomi al posto, o al fianco, del piccolo Nicolas. Un finale degno di una serie che solletica l’immaginazione di ogni lettore, e con la fantasia sono già alla seconda stagione… sono io, da lettore, a ringraziare te, Nicolas e la tua star, Mooo per avermi intrattenuto in queste settimane, e non vedo l’ora che arrivi il seguito😍!

      • Ciao Antonino, come dicevo a Giovanni per ora Moo si prende un po’ di vacanza. Non troppa 🙂 Tornerà in una seconda stagione più adrenalinica (almeno nelle mie intenzioni) e molte molte cose accadranno.

    • Ciao Micol, la fine di una stagione è un traguardo importante. Finalmente Moo appare in tutta la sua “mostruosità”. Onestamente me l’ero immaginato molto diverso. Una bella pausa e poi via con la seconda stagione! La curiosità è tanta.😊

    • Stupendo. E la frase finale è stato spacca-mascella. Fighissimo!
      Alla prossima stagione…su Netflix XD

    • Bel finale, ora che abbiamo un’immagine abbastanza precisa di Moo sarà difficile dimenticarselo!
      Attendo l’inizio della seconda stagione, complimenti per questi dieci episodi, mi sono piaciuti davvero tanto tutti quanti!
      A presto 🙂

    • Ho adorato questo finale anche se spero Moo torni al più presto, con i tuoi racconti non ci annoia mai e nulla è scontato.

      • Ciao Ely, Moo tornerà presto. Diciamo non appena rientro da un respiro bello lungo che ho deciso di prendere per qualche giorno. Penserò con molta attenzione a lui e altro mentre sbrano qualche macarons approfittando della visita in Francia ad alcuni parenti. Per ora, se faccio in tempo, mi butto nel lab di giugno con una storia del tutto differente. Horror 😉

    • Finalmente ho trovato del tempo per leggere il finale di stagione. Non vedevo l’ora, ero troppo curioso! 🙂 Episodio incentrato molto sulla descrizione di Moo, sicuramente doverosa, il quale si conclude con un sorriso che vale più di mille parole! Grazie a te per questi primi dieci capitoli, complimenti! A questo punto non rimane che attendere il ritorno! 🙂

      • Ciao Giuseppe, ora che entrambi i personaggi si sono presentati in tutta la loro magnificenza le cose cambieranno… La prossima serie sarà veloce, proprio come alcuni bei sogni che diventano all’improvviso incubi 😨

  • Una volta giunte le vacanze estive Nicolas ritornò a condurre vita ritirata. Nelle ore più fresche usciva in giardino, stendendosi su una sdraio all’ombra dell’unico albero al centro del prato ben curato. Mamma […]

    • Ciao Micol, leggendo questo episodio mi è tornato un vecchio dubbio legato a Johnny… ma forse il suo gesto è stata solo una normale manifestazione di gelosia… ho intravisto similarità tra Nicolas e Ron, nel loro sentirsi esclusi, e la scelta finale di Ron non mi sorprende, è una cosa purtroppo comune fare queste scelte pur di non rimanere isolati… per il resto, altro episodio ben condotto, realistico in ogni dettaglio, ma la consolle era una 3ds o la switch?😁😁😁 va beh, scherzi a parte, sei grande! Questa serie è eccezionale perché trasmette semplicità, tenerezza, realtà e misteri oscuri…

      • Ciao Antonino, diciamo che all’epoca della prima stesura de Nel Buio della Notte la consolle sarebbe stata una 3ds, ora una switch 🙂 Con Johnny devo andarci cauta, ho ben in mente il suo ruolo ma non desidero mancare di sensibilità. Con questo, ho svelato più di quanto dovevo 😉

    • Scritto con cura, mi piace, c’è una ricerca di verosimiglianza in tutto, e questo lo apprezzo moltissimo in uno scrittore.

      • Ciao Nicoletta, grazie mille. Nonostante il fantastico questa serie affronta mostri del tutto reali, sono felice di averlo trasmesso nei miei racconti.

    • Ciao Micol! Mi sto davvero appassionando a questa serie.
      L’arrivo di questa sensitiva mi fa preoccupare per Moo. Sono davvero curioso di sapere fino a che punto arrivi la sua conoscenza dei mostri, e come potrebbe interagire con lui.
      Attenderò il prossimo episodio, giocando al nuovo Mario per ammazzare il tempo 🙂

      • Ciao Andrea, felice di averti fra i fan di Moo! La sensitiva entrerà in gioco nella prossima serie e il suo ruolo, pur secondario, avrà un peso nella storia. Da parte mia rimango sempre fedele al vecchio Mario, quello di Mario Party 8! Grande classicone da giocare in famiglia 🙂

    • Ciao Micol, eccomi a dare la mia opinione anche su questo episodio. La figura della cartomante apre nuove strade, certamente interessanti. Johnny non mi ha mai convinto, chissà cosa nasconde!😊
      Forse eccessivamente descrittivo come episodio, ma comunque piacevole.

      • Ciao Dario, effettivamente Johnny riserverà delle sorprese. Questa prima serie è oramai agli sgoccioli, sappi che vi ho addolciti e rilassati con cura prima di darvi uno scossone!

    • Dai sempre nuove sorprese,stupendo il nuovo personaggio sempre più appassionante

      • Ciao Ely, grazie per seguire i miei racconti. Sono felice che ti piacciano, la mia speranza è quella di dare al mio lettore una piccola pausa caffè lontana dal mondo frenetico. La mamma di Ron prenderà consistenza nella seconda stagione della serie, è una personcina piuttosto stravagante 🙂

    • Capitolo tranquillo e leggero ma egualmente bello come gli altri.

      • Ciao Giovanni, grazie per il tuo apprezzamento. Questa serie, come ho detto molte volte, è un po’ diversa da quelle che ho già proposto. Oramai posso dire che l’esperimento ha dato buoni risultati e ne sono felice.

    • Non so perché, ma prevedo nel prossimo episodio risvolti alquanto conturbanti. Sarà l’effetto dell’essere arrivati all’ultimo capitolo della prima (?) serie? Poi questo Ron “figlio della strega”… non è lo stesso Ron che penso io? Ahahahah Scherzi a parte, altro episodio degno! Attendo con impazienza il finale di stagione. 🙂

      • Ciao Giuseppe. Sì, il prossimo è l’ultimo episodio della prima stagione della serie. Credo che la vicenda si concluderà con la seconda, anche se c’è ancora molto da scoprire. Ronald è un caro ragazzo, ma temo sia a corto di poteri magici 😉

    • Quanto non mi piace Johnny… u.u quasi spero che Moo lo faccia spaventare un pochino. È cattivo e geloso del fratello. La sua insensibilità mette i brividi. È proprio vero che certi ‘mostri’ non sono sotto il letto… Attendo curiosa il seguito 🤗 complimenti di nuovo Micol!

      • Hai ragione. I “mostri” peggiori non sono quelli che si nascondono sotto il letto. Grazie per seguire la mia storia, il prossimo episodio è quello finale della prima stagione. Moo farà ritorno… 😉

    • Pensare che siamo già alla penultima puntata va stringere il cuore. Ti dirò la stessa cosa che ho pensato con l’ultima stagione di game of thrones: “nooo, undici puntate sono troppo poche” XD
      Cmq é stata un piacevole avventura, senza troppi casini e ben allineata. Brava!

      • Ciao Daniele, il prossimo giovedì finale di stagione!!! Ho riflettuto in questi giorni e Moo non si farà attendere a lungo: magari prenderà un paio di settimane di vacanza per poi fare ritorno sotto il letto 😉

  • I giorni nella tana dei Senza Pelo erano densi di scoperte. Moo non si era mai sentito tanto vivo e forte.
    Il suo Clan lo aveva rifiutato perché “Diverso”.
    I Suoi erano creature solitarie: si riunivano in occa […]

    • Ciao Micol, finalmente ci sono dettagli sul mitico Mooo! È una razza affascinante quella di Mooo, e lui stesso ha una grande personalità proprio per la sua storia dal sapore di malinconia… le tue descrizioni, così meticolose, sono trascinanti, riesci ad imprimere interesse anche laddove il ritmo si abbassa, e chissà se Mooo manterrà il suo presupposto… ottima l’idea di mostrarci come Mooo migliori le sue abilità e cresca “diverso” dagli altri, che poi, essere “diversi”, non è in fondo un vantaggio? Basta accettarlo, e Mooo ne è l’incarnazione! Alla prossima, sperando che Mooo non cambi idea e si pappi tutti! Brava Micol!

      • Ciao Antonino. Sì finalmente Moo ci fa entrare nel suo “mondo”, anche se di riflesso. Nella prossima serie avrai modo di conoscere la sua realtà più da vicino. Eh, sì… prima della fine dell’intera storia si concederà qualche spuntino…

    • Un po’ mi hai fatto solidarizzare con quel che sarebbe un mostro ma che lo fai vedere da una nuova e differente prospettive.

      • Ciao Giovanni, effettivamente siamo tutti un po’ dei mostri 😉 Non è un cattivo “ragazzo”, credimi.

    • Gli esseri umani, in fondo, sono animali come tutti gli altri; una volta compresa questa semplice verità, forse il mondo diventerà un posto migliore.
      Sto cominciando a solidarizzare con Moo, chissà se questo si rivelerà un bene o un male…😉

      • Ciao Dario, il fatto che siamo tutti animali avrà un peso determinante per la vicenda. Moo non è male, potendo lo accoglierei volentieri sotto il mio letto. E con questo, non intendo dire che sia un mostro “domestico”… Anche lui ha uno scopo.

    • Siamo tutti il mostro di qualcun altro…

      • Ciao Nicoletta, il genere fantasy è quello che sento più confortevole proprio per questo. Potendo lavorare con diversi tipi di “creature” il concetto di “diverso” diventa labile ed è possibile veicolare concetti a mio parere importanti.

    • Mi è piaciuto molto la chiusura che lascia presagire velatamente qualcosa.
      Colgo l’occasione per ribadire il concetto espresso su facebook.
      « Moo! Moo! Moo!»

      • Ciao Daniele. Moo sta diventando il “più amato dagli italiani” 🙂 Ti confesso un segreto, a tutti, questo è un romanzo che ho proposto a delle case editrici e doveva essere pubblicato due anni fa. Mi sono tirata indietro perché la CE non mi dava fiducia. Ma, forse, sono io quella a non aver avuto fiducia in me stessa. L’ho ripresa in mano e fatto alcune modifiche per poterla pubblicare in due stagioni. Sono contenta che questa serie vi piaccia, qui su Open sto imparando molto da tutti voi su come si scrive e spero di cuore di essere migliorata. Prima o poi Moo invaderà il mondo!!! 😉

    • Interessante il mondo di Moo, molto interessante! Non mi aspettavo questo risvolto, ma devo dire che mi è piaciuto un sacco! Viene fuori un “mostro” “diverso”, un “diverso diverso” che porta il lettore a riflettere sul suo status, oltre al vasto concetto di fondo. E che finale poi! Sinceri complimenti, amica mia! 🙂

      • Ciao Giuseppe, la faccenda inizia a farsi preoccupante. Il mostro non ha più paura degli umani 😉

    • Erano fatti di carne e sangue.

      Queste battute finali, dicono moltissimo. Mi ha affascinato il modo in cui questa razza di mostri, assorba informazioni dagli organi interni… È un risvolto interessante. Molto! Bravissima Micol!

      • Ciao Vanessa. Inizia a delinearsi il vissuto di Moo, il suo non essere esattamente un mostro di peluche. In questa storia il cuore riveste un ruolo molto importante.

  • Roberto attraversò il tunnel che l’avrebbe portato alla banchina di corsa: la notte prima non era riuscito a prendere sonno per colpa del temporale. Una tempesta elettrica, non una sola goccia d’acqua era cadu […]

    • Ciao Micol, hai scelto di ritrarre la serenità di alcuni momenti in contrasto con la quotidianità, una quotidianità del personaggio che contrasta con il servizio ecologista trasmessa in treno… tocchi il tema dell’ambiente, di come si dica tanto per fare qualcosa, ma poi non facciamo molto, tutto per tirare avanti la nostra società…

      • Ciao Antonino, alla fine sono riuscita a “portare a casa” anche questo Lab :)) Sono contenta di aver trasmesso un pensiero positivo. Quello del cambiamento climatico è un problema enorme: gli interessi economici frenano qualsiasi buona intenzione e le lobbie la fanno da padrone. Basta pensare alla “questione” petrolio in USA. E’ vero che è compito di tutti aiutare per quanto possibile, riciclare, scegliere un prodotto piuttosto che un altro, ma la verità è che le istituzioni dovrebbero mettere da parte gli interessi monetari per guardare a quelli umani.

        1 minuto ago

    • racconto breve e futuristico. Scorrevole, accattivante, la tua penna è sempre dettagliata e piacevole. Brava!

      • Grazie Faby, purtroppo è un racconto che basa le premesse sulla certezza

    • Ciao Micol, sei riuscita a descrivere perfettamente un momento di serenità in un futura di cenere. Ancora una volta sono i libri a salvare il mondo, o almeno il cuore di un uomo.

      • Ciao Dario, credo che questo scenario descriva un futuro molto più realistico rispetto a all’apocalisse portata dalla creazione delle razze 😉 E sì, i libri saranno sempre la salvezza del mondo!

    • Il velo grigio che hai posato sul tuo racconto si percepisce tutto. A partire dalla pioggia, dal temporale, fino ad arrivare all’intreccio dei personaggi che vivono una vita sotterranea quasi come una seconda possibilità a quello che succede in superficie.
      E pensare che quello che hai scritto ha ben poco di futuristico… Purtroppo!
      Bel racconto.

      • Ciao Fabio, alcune ricerche che ho fatto per un altro scritto mi hanno concesso di affrontare il Lab da una prospettiva diversa. Credimi, ho preso paura quando ho compreso che la speranza è davvero poca. Il cambiamento avviene lentamente, striscia come un serpente, ma è inesorabile. Confido che l’uomo trovi sempre il modo di sopravvivere mettendo al primo posto la sua anima.

    • Questo racconto mi è piaciuto tanto davvero. Si percepisce il cambio di passo finale fin dell’inizio, ma comunque l’effetto arriva. Complimenti vivissimi

      • Ciao Nicoletta, grazie mille! Ho affrontato una tematica che negli ultimi tempi mi sta a cuore e ho voluto comunque darmi una speranza.

    • racconto importante, scritto in modo accurato che ci dimostra come la serenità si possa creare anche nei momenti più brutti della nostra esistenza.

      • Ciao Ely, ti ringrazio di essere così presente per me. Al di là della situazione descritta mi piace sperare che l’anima possa volare in qualsiasi situazione e se penso a tutto quanto ho scritto nella mia vita vedo che questo pensiero mi appartiene da sempre.

    • Ciao Antonino, alla fine sono riuscita a “portare a casa” anche questo Lab :)) Sono contenta di aver trasmesso un pensiero positivo. Quello del cambiamento climatico è un problema enorme: gli interessi economici frenano qualsiasi buona intenzione e le lobbie la fanno da padrone. Basta pensare alla “questione” petrolio in USA. E’ vero che è compito di tutti aiutare per quanto possibile, riciclare, scegliere un prodotto piuttosto che un altro, ma la verità è che le istituzioni dovrebbero mettere da parte gli interessi monetari per guardare a quelli umani.

    • Ciao Micol. Racconto scritto molto bene, complimenti! Ho apprezzato, in modo particolare, il contrasto fra un “fuori” alienato (clima, uomini) e un “dentro” che ha ancora la capacità di conservare tratti umani. Un bel personaggio, dunque, questo tuo protagonista. Alla prossima 🙂

      • Ciao Cristina, Roberto piace anche a me. Un pizzico di speranza rende la vita migliore. Spero ci sia sempre un angolo del mondo, fosse pure una tana, dove sentirsi al sicuro.

    • Bello mi è piaciuto il contrasto ovattato tra il riparo del ventre della metro, in cui tutti sono uguali e forse anche un po’ sereni e il grigio cinereo del cielo “fuori” che riporta alla frenetica realtà.

      • Grazie Lorenza. Mi è piaciuto scrivere di questo piccolo mondo sotterraneo, un limbo al di fuori del tempo che permette alle persone una “normalità” che il mondo non concede più. Lì, nella metro, le lancette dell’orologio si sono fermate.

    • Ciao Micol,
      molto ben scritto, quasi una Milano post-apocalittica, dove il calore umano lo si può trovare solo nelle profondità della terra. Quel calore di visi visti tutti i giorni e di storie che si intrecciano tra le fermate. Complimenti! 🙂

      • Ciao Isabella, ho sempre fantasticato sulla realtà del pendolare. Abito in una piccola cittadina, non c’è l’ombra della metro, ma penso che giorno dopo giorno le stesse persone abbiano occasione di incontrarsi e che, magari, in un mondo parallelo potrebbero abbandonare l’istintiva riservatezza per fare qualche chiacchiera. Sotto il cielo di quella “Milano” c’è proprio bisogno di un po’ di solidarietà.

    • Ogniqualvolta scrivi un librick per il lab sei capace di farmi emozionare come raramente mi capita. Disgraziata a te! 🙂 La parte in cui racconti in breve la storia dell’anziano mi è entrata nel cuore: vicende di questo tipo, purtroppo, sono all’ordine del giorno. Sul significato centrale del racconto ci sarebbe da aprire un trattato. Sei stata stra abilissima nel mostrare il nativo digitale, nuovo pseudo salto evolutivo della storia umana, che ha la necessità di assaporare il gusto della “carta”. Quei libri sono come specchi: riflettono l’incapacità dell’uomo di fermarsi un attimo per assaporare il silenzio. Il piacere della solitudine vista come introspezione, lettura di quel se stesso che ormai fatichiamo sempre più a far emergere. Brava, brava, bravissima! 🙂

      • Ciao Giuseppe, sempre troppo buono con me. Sono contenta che il Lab ti sia piaciuto, tendo istintivamente alla speranza e anche questa storia si ritaglia un piccolo mondo a parte dove essere sereni. Certo, lo scenario non è “fantascientifico” quanto quello descritto ne Il Dio Solo, ma temo che l’apocalisse sarà frutto delle nostre mani. Un’altra costante della mia vita sono i libri, compagni di ogni gioia e dolore: piccole boccate di “aria fresca” in grado di ossigenare l’anima.

    • Una bella piccola favola sociale e ecologica.

      • Ciao Giovanni, grazie di avermi nuovamente letto. Sono contenta che il racconto ti sia piaciuto, spero davvero che lo scenario descritto rimanga solo un incubo e non la realtà per qualcuno.

    • Complimenti, il legame con l’anziano è stato descritto alla perfezione e fa emozionare.
      L’idea generale molto originale seppur, purtroppo, vicina alla realtà quotidiana.

      • Ciao Nico, quanto dici è vero. Spero non si arrivi mai ad uscire dallla metro indossando una maschera antigas, ma il futuro è incerto.

    • Devo dire che le ambientazioni che crei lasciano un impatto fortissimo anche perché non solo le plasmi con grazia ma riesci anche a sfruttarle, cosa non da poco. La parte finale ne è l’esempio perfetto e credimi mi ha lasciato una sensazione dolce-amara. Quindi Grande Micol!

      • Ciao Daniele, felice di incontrarti sotto il cielo di Milano. Non ne ho idea, magari è davvero la tua città 🙂 Ti ringrazio per tutto, sono felice di riuscire a dare emozioni sempre diverse.

  • “Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.”

    Alla C.A del Dirigente Scolastico
    Dott. Rosso Di Sera
    Oggetto: programma di scambio Italia/Francia
    18.05.2019
    Con la pres […]

    • Se penso che in un futuro non troppo lontano queste cose potrebbero capitare anche alle mie figlie, un po’ mi spavento. Preferisco non scendere nello specifico della situazione da te descritta, ma una cosa è certa: la società di oggi ci vuole tutti uguali, stessi pensieri, stessi gusti, non c’è posto per i “diversi.”
      Fin da quando erano piccole, ho provato a indirizzare le mie figlie verso la ricerca della loro unicità; essere loro stesse nonostante il mondo. Amalgamarsi nella massa è forse la soluzione, il raggiungimento della felicità. Ma sarebbe un’emozione effimera.

      • Forza Dario, per me -7. Tu hai ancora qualche anno prima di dover diventare veramente ansioso 😉

      • Ciao Dario, ieri ti ho risposto in fretta sull’impeto del dopo pubblicazione. Sì, difficile come saper agire, Dio avrebbe dovuto consegnarci un manuale di istruzioni su come essere genitori. Penso che perseguire l’unicità sia importante, ma molto difficile. E’ una battaglia contro i mulini a vento.

      • Carissima Micol, hai ragione! È difficile, ma guai ad arrendersi.😁

    • Ciao Micol, forse questo libriCK è legato a una esperienza a te vicina, ma forse è una mia impressione. Io non ho mai partecipato a dei viaggi studio, ma credo che tu abbia ritratto al meglio le preoccupazioni di un genitore (e tu lo sei) nei confronti di un figlio/a in difficoltà lontano/a da casa. Ma alla fine hai dato dei “forse” alla madre e ad Aline, figure normali con preoccupazioni e smanie giovanili, ma il buon Giorgio, secondo me, è giustamente ansiotico… comunque interessante anche la struttura whatsapp, non avevo mai letto robe del genere (non sono molto social!!!)…

    • Ciao Micol, non posso prendere la prospettiva da genitore, ma quella di figlio si. Non ho mai affrontato un viaggio studio o scambio culturale, ma so cosa vuol dire essere ignorato dagli altri…

      • Ciao Antonino, ci siamo già sentiti in diversa sede e sai che questo raccontino è un po’ amaro. Avevo sperato di alleggerirlo con un po’ di ironia, ma tant’è: è uscito in questo modo. Il problema è che Giorgio, padre single ansioso, ha ancora qualche sassolino nella scarpa. Quanto all’essere “esclusi”, forse è un gene iscritto nel dna che si trasferisce di padre in figlio. Credo che sia quello che mi permette di comprendere il mio personaggio, Stefania 😉

    • Ben scritto davvero. Spero che sia solo un racconto ma temo di no. Da mamma mi vengono in mente tante cose, ma ne dico solo una: forza, perché tu e tua figlia siete forti, e lo sarete sempre di più!

      • Ciao Nicoletta, come dicevo a Dario dovrebbe esistere un manuale delle istruzioni per capire come essere genitori. Si ha sempre paura di prendere la decisione sbagliata 😉

      • Per Micol: a chi lo dici 🙁 l’ho cercato da tutte le parti il manuale quando sono nati i figli, ma non c’era, e non c’era nemmeno la garanzia 🙂 magari ci fossero… da ventitre anni temo di sbagliare ogni giorno, e probabilmente sbaglio ogni giorno. Si ricomincia sempre da capo 🙂

    • Ciao Dario, ieri ti ho risposto in fretta sull’impeto del dopo pubblicazione. Sì, difficile come saper agire, Dio avrebbe dovuto consegnarci un manuale di istruzioni su come essere genitori. Penso che perseguire l’unicità sia importante, ma molto difficile. E’ una battaglia contro i mulini a vento.

    • Mia carissima Micol, ho colto il senso e il significato di tutta la vicenda e… mi dispiace. Da prof., da giornalista, da Giuseppe, da scrittore, da lettore, da qualsiasicosatuvoglia… questi tipi di scambi “””culturali””” NON PIACCIONO. Assolutamente, zero totale. Perché il conformarsi (nel più dei casi) non è cultura; perché sorridere forzatamente non è cultura; perché farsi piacere delle situazioni non è cultura. Gli scambi sono tali perché in quel determinato periodo ci si DEVE ESSERE per quella determinata persona. Mi spiace veramente un sacco. Sono situazioni che mi mandano in bestia. Adesso devo trovare un Drok pronto a calmarmi! 🙂

      • Ciao Giuseppe, da scrittore sai che la migliore terapia è la scrittura. Gli scambi culturali dovrebbero essere un punto d’incontro, un unirsi rispettoso delle diversità. Dipende dalle persone coinvolte, certo, ma un adulto dovrebbe avere la sensibilità necessaria per “capire” i suoi studenti oltre la convenienza e il fastidio di essere disturbato. Quello che mi infastidisce è pensare che alcune occupazioni non sono esattamente dei “lavori” e basta; concetto a quanto pare obsoleto.

    • Spero di aver colto il senso del racconto, ma mi sembra di cogliere la tristezza della nuova generazione, intelligente e moderno usare una simil conversazione whatssapp.

    • Mi piace come sei riuscita, nel ritmo e nella struttura, a creare una narrazione comunque fluida. Un racconto sagace e attuale, ma aver green, il ruolo di genitori, qualunque sia la tecnologia a loro supporto, non è mai facile. BRAVA!

      • Ciao Marta, come ho detto ad altri servirebbe il libretto delle istruzioni 😉 Mah, l’unica soluzione è fare meglio che si può…

      • Non lo so, un figlio è qualcosa che non ho ancora sentito dentro di me di avere, forse proprio perchè appunto, un minimo si vorrebbe essere preparati anche se sai che in realtà non li si è mai realmente. Da figlia posso solo vedere e avere cognizione di quanto noi stessi, da figli, chiediamo ai genitori. Più amore c’è e più c’è facilità di sbaglio, perchè vorremmo sempre proteggere più che possiamo chi amiamo.

    • Un racconto attuale ed amaro, la conversazione su whats up, geniale. Personalmente posso dire che da autrice, blogger, giornalista, zia e donna ho sospirato leggendo le tue parole, consapevole di come la differenza fà paura. Lo vedo quotidianamente tra le vie di Roma, ai giardinetti dove anche i nostri quadrupedi vengono allontanati se diversi o bruttini. Bipedi e pelosi abbiamo tutti un cervello, cuore ed anima, oltre l’aspetto. Capisco la difficoltà di essere genitori nel nostro mondo, le vivo di zia, figuriamoci!
      Però credo anche nel futuro ed i ragazzi lo sono, viaggiare, conoscere, interessarsi, sono piccoli passi verso la libertà e la consapevolezza. Voglio essere positiva e sperare nelle nuove generazioni che sono più smart e poliedriche di noi.
      Ogni epoca ha i suoi figli.
      Brava Micole per il tuo racconto che porta a riflessioni e confronti costruttivi, contraddistinti dal tuo stile personale, lineare, semplice ed ironico quando serve.

      • Ciao Faby, purtroppo è deprimente scontrarsi contro i mulini a vento. Tutti tendono a voler uniformare tutti, dimenticando che la “diversità” è “unicità”

    • Ciao Micol,
      avendo una figlia già ragazzina mi sono messa nella parte del genitore ansioso che “osserva” a distanza le sofferenze del figlio, incapace di poter fare qualcosa. Io sono fumantina quando mi si tocca mia figlia, guai a chi le potrebbe fare del male, anche fosse solo morale. Sono passata per le discriminazioni dovute alla sua patologia e, se non fosse stato per evitare denunce di certa gente, sarei ricorsa anche alla violenza. Poi ho pensato che lei avrebbe avuto bisogno di me e in tutta la mia presenza, e sono tornata in me. Mi hai commosso 🙂

      • Ciao Isabella, in questi giorni ho imparato a contare fino a 1.300 (come i chilometri) 😉 Gli adolescenti sono un campo minato, quando poi si mettono di mezzo gli adulti è una catastrofe. Molti predicano di “diversità” quando in realtà reagiscano alla non “conformità” come ad un “fastidio”. Al pastore non piacciono le pecore colorate: o tutte bianche, o tutte nere. Danno meno da fare.

    • Oddio che ansia! Situazione verificabile purtroppo. Racconto reale e crudo… si ha bisogno di dare uno sguardo sulle ombre reali della quotidianità… sugli inadatti, sulla socialità difficile… e ci sta pure una dose di sfiga direi. Che tenerezza…

  • Nicolas ottenne dal Dottor Stephen il permesso di fare ritorno a scuola. Conquistare un nuovo tassello di normalità e inserirlo nel giusto posto del suo puzzle immaginario lo rese felice. Marianne lo […]

    • Ciao Micol, ho il sospetto che questo “forse” diventerà una certezza, ma forse, e dico forse, mi sbaglierò! La lentezza della serie viene spazzata via dalla tua bravura nell’accompagnare passo per passo il lettore, assieme al piccolo Nicolas, verso la scoperta di Mooo… E con la mente, aspetto già il prossimo episodio!!😁😁😁

    • Ciao Micol! Nicolas, nella sua purezza di fanciullo, sembra troppo convinto di conoscere Moo, lo vede quasi come un amico. Chissà che in futuro non possa rivelarsi qualcosa di molto diverso.

    • Ciao Micol, mi permetto di darti del tu. Come dice @antoninotrovato, la lentezza di questa serie non è un difetto, ma aiuta il lettore a immedesimarsi nella storia. Attendo il prossimo episodio.

      • Ciao Marco, sono una vecchietta ma all’epoca in cui sono nata il plurale maiestatis era già obsoleto. Almeno qui in Italia :)La lentezza della serie è una delle mie preoccupazioni, ma ho voluto sperimentare qualcosa di diverso. Una specie di favole della buona notte, raccontate anziché animate dal solo dialogo. Bella la foto profilo, molto Grougo Marx 😉

      • Sembro un signore venuto da un’epoca remota! Ohohohoh. Favole della buona notte, mi piace!

    • Forse, mi è piaciuto moltissimo, il bambino ha nel suo animo un miscuglio di follia, innocenza e mistero.Complimenti

    • Lo sai che cerco di evitare di leggerti di notte proprio per via dell’ansia che mi getti addosso con puntate simili?
      Mi chiedo quanto costerà al fanciullo tanta ingenuità…spero il prezzo si riveli salato XD

    • Ottimo racconto, scusa la battutaccia che farò ma è la prima volta che vedo un mostro sui generis che fa morire di noia nel farti vedere un programma piuttosto che un altro 😛 ma a parte la battuta un racconto ben fatto.

      • Ciao Giovanni, Moo è un mostro che ha dei gusti personali piuttosto discutibili. In fondo è nella sua natura, essere un mostro 😉

    • “Era riuscito a insegnargli un primordiale sistema di comunicazione. Un colpo per “sì”, due per “no”.”… brr, aiuto! Ahahahah, non so perché, ma mi sono venuti i brividi immaginando questa scena. Certo che è bello folle il nostro Nicolas! Questo Moo si sta rivelando una creaturina di tutto rispetto! Vado a leggere il prossimo episodio!

      • Ciao Giuseppe, Nicolas è riuscito ad entrare in contatto con l’Alieno 🙂 Chissà quali saranno le conseguenze di questo piccolo grande passo. Una tessera del domino è caduta e alla lunga ne porterà con sé altre.

    • Il ‘gioco’ del sì è del no è affascinante, visto dalla prospettiva di Nicolas. Altrettanto affascinante è la psiche del bambino, l’accettazione del diverso, seppur con il sollievo di esser accettato a sua volta. Bell’episodio, mi è piaciuto molto 🌺

      • Ciao Vanessa. In questo episodio volevo installare il dubbio, seppur giocoso, che il mostro e pur sempre un mostro. Nicolas l’ha accettato con la “follia” di un bambino e in fondo non ha sbagliato.

  • Aveva trascorso le ore di luce osservando. Il suo corpo era elastico: poteva occupare lo spazio necessario a ospitare la cassa toracica e allacciare gli arti come un contorsionista per sfruttare ogni angolo a […]

    • Ciao Micol, altro episodio ricco di mistero, è affascinante il modo con cui, a piccoli passi, fai conoscere la realtà del moo. Mi sono sentito immerso nei pensieri di una creatura ancora celata nell’ombra dei tuoi pensieri, una creatura forse curiosa degli umani, che vede la nostra essenza, cosa impossibile per noi… Eppure è tutto ancora dannatamente misterioso, non mi rimane altro che attendere il prossimo episodio… sei veramente brava a velare il mistero senza far perdere l’interesse grazie al tuo stile preciso e dettagliato, e questo lo adoro!😋😋

      • Ciao Antonino, sono contenta che la serie continui a suscitare il tuo interesse: essendo descrittiva, il mio timore era quello di “stancare” in fretta. Il Moo è una creatura interessante, tutto sommato non mi dispiacerebbe ospitarlo sotto il letto. Presto la storia si tingerà di tinte decisamente più dark, nella seconda stagione saranno quelle a predominare (ops… spoiler alert);)

    • Ed ecco finalmente Moo! Mi piace come lo hai presentato: in bilico tra qualcosa di reale e qualcosa di astratto. Lo immagino nell’ombra, che osserva, scruta. Prendendo in prestito le parole di Vinicio Capossela, lo definirei un abitante del “mondo del vero.” 🙂

      • Ciao Dario, chissà qual’è il vero mondo di Moo… Per saperlo dovrai attendere ancora. Non è molto lontano dalla casa di Nicolas, forse non lo è dalla nostra. Nella buio della foresta impenetrabile o in quello dei nostri cuori: un mondo invero solitario, dove conta solo la sopravvivenza.

    • Mi piace come tieni il lettore incollato alle parole creando suspense e attesa.Descrivi ma non annoi mai

      • Ciao Ely, effettivamente la mia paura è quella di risultare “noiosa”. Le descrizioni a volte tolgono vivacità ed appesantiscono, ma non riesco a “vedere” la mia storia scritta in altro modo. Mi piace pensare che Nel Buio della Notte sia una specie di favola dark raccontata davanti al caminetto acceso. 🙂

    • Cd su pagina fcbk libera_mente
      “Libro click ricco di suspence.
      Capace di tenere il lettore incollato alla pagina in preda a curiosità e dubbi..un autrice meticolosa, attenta e sublime per chi ama il genere.
      Buona lettura”

      • Ciao Fabiana, ti ringrazio per la bellissima recensione! Quando ho letto la notifica, questa mattina, sono saltata letteralmente dalla sedia. Sono felice che le mie storie riescano a entrare nella vita di chi mi legge, anche se per solo un secondo. Grazie, grazie, grazie. 🙂

    • Sono rimasto incollato al piccolo schermo fino all’ultima parola. Pero come sempre ora rimango nell’amara attesa…non ce la faccio più! XD

    • Di questo episodio mi sono piaciute le descrizioni dei vari “sorrisi”: espediente attraverso il quale hai mostrato un Johnny dai “denti aguzzi”. Per quanto riguarda la trama in sé, non ho ancora compreso pienamente dove vuoi andare a parare, ho l’impressione che mancheranno tanti episodi. Non è vero? 🙂 Attendo il seguito! Complimenti, Micol! 🙂

      • Ciao Giuseppe, hai “visto” bene. Spero di riuscire a contenere la storia entro due stagioni, completamente diverse una dall’altra. La prima ha il sapore di un favola, mentre la seconda sarà decisamente più dark. Il peluche perderà un po’ di ovatta e mostrerà i denti 😉

    • Uh. Mi piace Moo. Mi piace parecchio. Mi domando quale sarà la rivincita che vuole ottenere e se sarà ancora per molto solo il ‘mostro sotto il letto’, o il suo ruolo si modificherà. Trovo molti messaggi in questa serie e per questo mi piace molto!

    • Un crescendo di suspence mentre sai pian piano aprire il sipario per mostrare chi o cosa ne verrà fuori, ma senza annoiare.

      • Ciao Giovanni, il rischio è quello. Ho già dato uno sguardo agli altri commenti e so che con l’andare del tempo questo racconto può risultare statico. E’ stata una scelta, una sperimentazione. Di solito quanto scrivo è del tutto differente 😉 Amo mettermi alla prova.

      • Ciao Giovanni, in effetti il rischio è quello: annoiare. Questa serie è una specie di sperimentazione, forse una favola. Come accade per il mare basta un colpo di vento per trasformare l’acqua cheta in mareggiate 😉 Sono cattiva e vi sto facendo portare tanta, tanta pazienza

  • Nicolas fu svegliato dall’urlo di terrore di Marianne. John accorse per primo: aveva chiesto alcuni giorni di licenza e contava di trascorrere la giornata assieme alla famiglia.
    Il bambino si stropicciò gli oc […]

    • Ciao Micol, qui il mistero si infittisce… la scelta di Nicolas però la trovo azzeccata, gli adulti non avrebbero mai creduto all’esistenza del mooo… chissà cosa vuole comunicare… chissà cosa vuole il mooo… e poi, è da un po’ che tengo d’occhio Johnny… chissà cosa sa… quanti interrogativi… al prossimo episodio, che attenderò col solito piacere😁!

      • Ciao Antonino. Sì, ho messo parecchia carne al fuoco! Poco alla volta i ruoli prenderanno forma: Johnny è parte del tutto più di quanto lasci intuire la storia fino a qui. Grazie ancora per gli incoraggiamenti e per seguire la mia serie con tanta passione. Grazie per l’appoggio, mi aiuta a fare un bel respiro e ad andare avanti per la mia strada senza paura 🙂

    • Ciao Micol, eccomi qui a commentare anche questo episodio. Il mistero si infittisce sempre di più e, nonostante abbia qualche teoria, non riesco a venirne a capo.
      Ormai la famiglia di Nicolas ha accolto il lettore e credo che presto rivelerà i suoi segreti.🙂

      • Ciao Dario,
        hai ragione, ci sono parecchi segreti, ma non credo che John e Marianne ne nascondano. Mamma e papà sono persi nel mondo del concreto come molti altri e, semplicemente, vivono un giorno dopo l’altro. Sarei curiosa di sapere in quali sentieri ti ha condotto la tua mente folle a questo riguardo 😉 Chissà…

    • Alla faccia del non riuscire a dormire… e mi vai a creare una “Cosa” del genere, disgraziato di un Nicolas? I brividi! Ho immaginato perfettamente la scena che hai descritto, per un attimo (e per fortuna si è trattato di un solo istante) mi sono ritrovato anch’io in quella stanza a osservare (o meglio, essere osservato) il costrutto… l’alieno. Con questo episodio le cose si fanno mooolto interessanti. Brava Micol, attendo il seguito. 🙂

      • Ciao Giuseppe. A volte i mostri che si nascondo sotto i letti fanno questo effetto 😉 Meglio pensare a loro come a degli alieni.

    • Mi sono immaginata tutta la scena, la tua scrittura è fantastica, non annoia precisa diretta e i tuoi racconti sono così densi di mistero.Sempre più brava.

      • Ciao Ely, sono contenta di essere riuscita a “raccontare” la scena al punto da farle prendere forma. Per me è una grande soddisfazione sapere che chi mi legge vive nella mia storia anche se solo per un attimo. Grazie per il sostegno, spero di non deluderti con il procedere della serie.

    • Grande Micol, mi sono divertito a leggerti sapendo sin dall’inizio che mi avresti lasciato con la fame di sapere in bocca alla fine della puntata. Sono convinto che te ne uscirai con qualche colpo di scena assurdo nei prossimi episodi XD

    • Adoro Nicolas e sono curiosissima di sapere se lui e Moo si incontreranno 😍 spero di sì. O di no… Cioè non lo so. Magari Moo è cattivo.. Okay, torno a leggere 😳😂

    • Se arriverà l’orrore lo stai facendo entrare goccia a goccia creando una certa tensione che rende ancor più bello il racconto.

      • Grazie Giovanni, sono contenta che il racconti non inizi ad annoiare. E’ un rischio piuttosto alto, continuando a narrare in questo modo lento

  • Magia. Le luci in sala si attenuarono, i chiacchiericci scemarono, lo schermo catturó immaginazione respiro e cuore. Un sogno ad occhi aperti.
    Non era quello che si poteva definire un “filmone”, non avrebbe mai […]

    • Micol, a parte il fatto che non mi aspettavo l’uscita del racconto stasera, ci sei riuscita a farmi ridere! Le citazioni riguardo il tuo racconto sul mooo (mi auguro davvero che possa diventare qualcosa di più, come il film visto da Sabrina😋) è poi la dedica alla strega Sabrina e al gatto Salem (ma poi, siamo sicuri che non fossero loro? 😂) mi ha fatto tornare bambino! E il tuo modo di narrare, semplice e familiare, mi fa sentire a casa… grande lab!!!😁

      • Ciao Antonino, come sempre troppo buono. Ho voluto giocare un po’. Ho cercato di immaginare un enorme mostro di peluche! Non avevo molte idee per questo lab, così ho recuperato il mio “moo” per farmi dare qualche suggerimento.

    • Davvero molto carino. Credibili i protagonisti, con alle spalle una bella storia di sogno nel cassetto realizzato. Simpatico il fatto che portassero regolarmente i bambini dell’asilo al cinema e he andassero in a an scoperta dei film da vedere. Tutto si collega bene con la storia del disturbatore. Molto brava Micol.

      • Ciao Silvia, quando scrivo per il lab cerco di guardare per bene il video nella speranza di inserire la scena proposta in un contesto naturale. Sono felice di essere riuscita a farlo. Grazie ancora per aver letto il mio racconto. A presto 🙂

    • Grande Micol! Divertente e ben scritto. Originali i riferimenti. Insomma, mi è piaciuto. Alla prossima 🙂

      • Ciao Cristina, mi sono divertita a prendermi gioco di me 😉 Felice che il racconto ti sia piaciuto 🙂

    • Grandissima Micol, lo dico sinceramente. I riferimenti in questa storia sono davvero gustosi e la resa finale davvero piacevole. Stavolta era difficile, ma ne sei uscita benissimo.

      • Ciao Dario, quando sono usciti i filmati sono entrata in panico “lab”, ma alla fine sono riuscita a tirare fuori il ragno dal buco. Confesso che mi ha aiutato parecchio leggere i racconti degli altri, da lì ho iniziato a farmi un’idea su come interpretare a modo mio la sfida.

    • Ciao Micol,
      racconto divertente e ben scritto. Ho adorato il finale immaginandomi il fratello che si trasformava in gatto per farle compagnia, sottointendendo che lei fosse la strega Sabrina. Grande!

      • Ciao Isabella. Sì, mi sono divertita parecchio senza fare a pezzettini il povero disturbatore: certo, un mostro sotto il letto non è facile da digerire. O forse il contrario: per il mostro sotto il letto è facile digerire un disturbatore? 😉

    • Che bel racconto. 🙂 Se non ho capito male, fai riferimento alla tua serie? Idea grandiosa! In questo lab molti hanno tirato fuori delle storie davvero splendide, e tu non sei da meno. 🙂 In questo tuo librick emerge chiaramente l’amore per il fantastico, per il possibile, per l’invisibile, temi a me piuttosto cari. Chiudo dicendoti che non si può quantificare quanto mi abbia fatto impazzire il finale del racconto. Stupendo. Brava! 🙂

      • Ciao Giuseppe. Sì, mi sono presa gioco di me pensando ad un film di bassa lega con il mio Mostro per protagonista! Per ora è di peluche, ma andando avanti… riserverà qualche sorpresa.

    • Stupendo racconto.Mi è piaciuto, letto veloce come un treno, visivo come una sceneggiatura.Sempre una fucina di ottime idee narrative.Non ci si annoia mai a leggerti

      • Ciao Ely, grazie mille! Come ho detto ad altri questo lab mi ha dato parecchio filo da torcere, inizialmente non avevo alcuna idea su come impostare il racconto. Per fortuna il mio “moo”, il mostro della serie che sto pubblicando, mi ha dato un aiuto 😉

    • Bella storia Micol, complimenti! Questa volta era davvero difficile riuscire a costruire qualcosa di buono con quel video del disturbatore al cinema.
      Ottimo il finale, brava!

  • Carica di più

Micol Fusca

Foto del profilo di Micol Fusca

@micol_fusca

attivo 2 ore, 23 minuti fa
scrittore