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  • Francesca Lucidi ha cambiato la foto del profilo 3 settimane, 4 giorni fa

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  • «Sai che hai le gambe grosse?» Federico si rivolse così a Giulia.
    Federico era un amico; una delle tante presenze annoiate tra le giornate della ragazza, e della sua compagnia di sconosciuti che si chiamavano co […]

    • Secondo me Giulia è una bellissima donna, dotata di un grande coraggio. Penso che sia facile rispecchiarsi in lei, nelle sue insicurezze. Che dire? buona vita Giulia! Buona vita, Francesca.😉

      • Buona vita a te Dario. Giulia ringrazia e io ringrazio. Ho inserito cose viste o vissute… di cui non si parla mai abbastanza, soprattutto in una società che mistifica un tipo di estetica… malsano e irreale.

    • Ciao Francesca, al fine sotto tua sollecitazione sono riuscita a posare il “culone” (il mio) 😀 La nostra mente è sempre la peggior nemica, l’ansia da “prestazione” si nasconde subdolamente in ogni piccolo sguardo ricevuto. Difficile accettarsi per come si è, forse è un processo naturale che avviene con l’avanzare dell’età.

      • Non credo centri l’età… basta guardare i numerosi interventi a cui molte persone di una certa età si sottopongono rabbiosamente. Molti dottori dell’estetica vanno troppo oltre, e l’esempio che si sta dando alle nuove generazioni… è assai pericoloso. ❤

      • Ciao Francesca,
        bellissimo e tenero racconto. È proprio vero che è difficile accettarsi, il nostro corpo lo vediamo quasi sempre come estraneo a noi. Io non mi sono accettata da molto e adesso sono felice per quello che sono e Giulia si è rivelata una grande persona. Complimenti! 😊

    • Hai trattato un tema molto forte, Giulia rappresenta la sofferenza, il dolore e la voglia di volersi integrare rispettando i canoni “imposti” dagli altri. Il male maggiore è quello di sentirsi esclusi, e quindi, psicologicamente, vogliamo fare di tutto per evitare ciò. Ma i conflitti interiori restano, e possono sfociare in qualsiasi patologia fisica o psichica, martoriando ancora di più la vita del soggetto. Col tuo stile ben riconoscibile, in grado di trasmettere rabbia, dolore e disperazione, hai caratterizzato sapientemente i due momenti: la caduta e la ripresa. Si perché basta un nulla sconvolgente in grado di farci svoltare verso una nuova vita, e Giulia, alla fine, ha dimostrato carattere e consapevolezza. Brava Francesca, riesci sempre a coinvolgermi e a trasmettermi sempre forti, vivide, reali emozioni. Grazie😊! Un abbraccio!

      • E io vengo ogni volta coinvolta nei tuoi appassionati, e puntuali, commenti.
        So che leggi con attenzione ed empatia, e te ne sono grata. Grazie mille!

    • Una bellissima storia di rinascita, descritta con le tinte oscure del malessere che nel finale si tramuta in speranza.
      Bravissima come sempre

    • Molto interessante, dai. Mi è piaciuto perché fa riflettere. Piacersi non piacersi? accontentarsi o non accontentarsi?

    • Una bella brutta storia, tristemente attuale, in cui, almeno in parte, specchiarsi (a chi non è capitato di crucciarsi, spesso immotivatamente, per un presunto difetto). Il tema è il delicato rapporto di dipendenza dall’esterno, dai riscontri, dai modelli e dal giudizio. Non è un problema che tocca solo i meno belli perché anche persone in linea con gli “standard di bellezza” del momento posso ingigantire una minima imperfezione e ammalarsene; il problema riguarda la fragilità delle persone che non riescono a sopportare il peso degli sguardi e restano intrappolate nella loro dismorfofobia. Basti pensare che alcuni culturisti si vedono magri. Bello e toccante il finale e il modo in cui la protagonista si rivolge allo specchio e alla sua gamba come fosse un’interlocutrice. Grazie come sempre Francesca per scoperchiare temi scomodi e scuotere i lettori.

    • Mi sono subito ritrovato dalla parte di Giulia soprattutto quando ha subito il bullismo della società perché non rispecchiava gli standard estetici in vigore nella nostra “civile e progressista” comunità. Una storia che fa riflettere su determinati meccanismi. Complimenti.

  • Ho accettato l’invito a cena dagli occhioni azzurri e tristi… una sera abbiamo parlato per caso: una mia amica era intenta a predare un amico degli occhioni, che si perdevano e spegnevano in una coppia di bir […]

    • “Non sono pazza”,vabbè, un pochetto magari…😉
      A parte gli scherzi, ho trovato questo episodio conclusivo meno ricercato stilisticamente rispetto ai precedenti, tuttavia la forza del tuo coraggio non ne risente, anzi! La mancanza di abbellimenti e fronzoli aiuta a focalizzare l’attenzione sulla voglia di rinascere. Combattere e vivere. Ciao Rose. Ciao Francesca.😊

    • In conclusione, la protagonista è stata in grado di emergere dall’oblio come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Un finale che ho apprezzato veramente tanto.
      Aspetto qualche altro tuo scritto qui su Edizioni Open! ❤

      • Grazie Stella. Il concetto è che ogni giorno… si rinasce, con la consapevolezza di noi… della vita e del “cerchio”. Inizio e fine, separati?

    • Francesca, è stato un piacere leggere questa serie, più unica che rara, ma ormai dovresti sapere come la penso. In questo atto conclusivo, al di là di una rinascita e riscatto già percepito da me nell’episodio precedente, ho visto una coppia di lupi solitari che finalmente si son ritrovati nella condivisione del tutto attraverso un amore si frastagliato, sofferente, ma vissuto senza timore, con dolcezza e passione ricercando sempre il meglio in ogni attimo che risulta sempre fuggevole, forse l’ultimo, forse no, ma comunque meritevole di essere vissuto, nel bene e nel male. È stato bello condividere questo viaggio folle, sensuale, rabbioso e delicato ricco di simboli e contrasti, e spero di rivedere presto i graffi della tua creatività. Non mi resta altro che dirti a presto e… brava, di tutto cuore😁!

    • Questo episodio mi è piaciuto più di tutti. Complimenti.

    • Episodio dark, oscuro nel vero senso del termine. La consapevolezza si riduce a pura, semplice, lancinante verità… ed è giusto così. In questo episodio – o meglio, in tutta la serie – la protagonista associa costantemente la sofferenza mentale a quella fisica: il corpo vincolato alla mente e viceversa. Già, indissolubilmente legati. Questo viaggio, quale la tua serie, è stato un continuo perdersi tra i meandri della tua mente… ma allo stesso tempo impone al lettore di riflettere sulla propria condizione e, in ultima analisi, sulla condizione in cui versa il genere umano. Applausi! 🙂

      • La tua attenzione mi riempie sempre di gioia, anche perchè cogli oltre lo stile e l’avvicendamento di sillabe, lo so. La melodia ti arriva… quando stride e quando accarezza.

    • Ciao Francesca. Nell’episodio finale quella a colpirmi non è stata tanto la sofferenza, fisica e mentale, della tua “protagonista”. Devo essere sincera nel dirti che le hai fatto un dono prezioso: la complicità con un altro essere umano, Imperfetto, ora debole ora forte, complementare. E’ uno di quegli amori che non finiranno mai davvero, anche se le strade dovessero dividersi. La capacità di appartenersi con uno sguardo ed essere veri e nudi. La sicurezza di due anime che si rincorrono riconoscendosi e “giocando” una con l’altra di vita in vita.

    • Eccomi, con il mio proverbiale ritardo, a leggere di come una storia dovrebbe finire e di come una relazione dovrebbe cominciare: con naturalezza, per caso, come un facile appetito da soddisfare. Di fronte ad una fine è facile anche scomodare la retorica della ciclicità, e infatti la citerò, perché è l’essenza di ogni esperienza di vita: si inseguono fasi a cui seguono fasi che il più delle volte segnano una fine e un inizio. Forse un giorno finiremo anche noi. Ma non è detto, forse non finiremo mai. Di certo c’è solo una cosa: ho visto che questa Serie è terminata e ne hai cominciata un’altra. Di “Malattia e normalità” conosco il messaggio, ne abbiamo parlato, e lo trovo meraviglioso.

    • Mi trovo in imbarazza a commentarti Francesca, la potenza della tua scrittura lascia senza parola, spesso mi sono ritrovato a rileggere frasi per assaporarne fino in fondo la bellezza.
      Bravissima.

  • Il caldo afoso appena scesi quei quattro scalini del treno… la puzza del mare in lontananza che non è poetico sentore ma solo un odore acre e umido che assale il mio stomaco. Un lungo abito ancora ad ac […]

    • Ciao Francesca, ho letto molta tristezza nella prima parte di questo episodio. Molta rabbia. Nella seconda parte, però, vi è una sorta di rinascita, la voglia di prendere in mano la propria vita. Il tuo stile ruvido, ma che sa essere anche poetico, non delude.
      😊

    • Ciao Francesca, beh, che dire, ho davvero percepito la tua rabbia, la tua tristezza, rappresentati in un simbolismo incredibile che si fonde e confonde con immagini reali, vere, dove unisci il dolore che arde il fisico e la mente. Nel finale, intravedo la tua dolcezza e la voglia di proseguire, una voglia di gettar via quella camera ardente e tutto quello che ha rappresentato. Ma dimmi, è la fine? Complimenti davvero, episodio stupendo, serie affascinante😁!

    • Haajajajaj aha occhio che le la Nazione Unita ci guarda.

    • “Attraverso i tempi ho richiamato le mie energie… ecco fate il funerale e piangete, piangete i vostri visi morti che sopra il mio s’interscambiano come maschere funerarie. Si fondono le vostre facce con quella mia, morta. Restate nella camera ardente e bruciate nel ghiaccio che avete eretto. Congelate e bruciate per il freddo cocente.”… e io a questo punto cosa posso aggiungere? Cosa posso dirti dopo aver letto questo passo… quasi capace di stravolgermi l’esistenza! Francesca, sei veramente brava: sai far entrare in lettore in sintonia con la tua scrittura, sai trasmettere, sai emozionare. Sai Esprimere. Complimenti! 🙂

    • Ma perché mi piace così tanto il tuo stile? Cioè, che cos’ha? Certi passaggi neanche li capisco, sembrano opachi, eppure mi piacciono. Sarò mica opacofilo?

    • Ciao Francesca, come al solito mi sono presa del tempo per leggere il tuo racconto. Quale musica metto? I Linking Park, Red Hot Chili Peppers, Evanescence? (perdona i gusti tremendi…) Ok, non metto nulla che è meglio. Sei sempre un pugno allo stomaco, perchè mi “arrivi” nello stomaco (giustappunto). Secondo la mia sensazione le tue non sono esattamente “metafore” quando un canto di sopravvivenza e l’emergere dell’io primordiale. Quello animale ( non lo dico in maniera dispregiativa, anzi, perchè è quello più sincero). Non posso che mandarti un bacione.

    • Un altro bellissimo e crudele pezzo, che nonostante il retrogusto di sensazioni che lascia non si può far a meno di leggere.
      L’argomento e il contenuto sono di sicuro valore così come lo stile non posso arrischiarmi a dire altro perchè un po’ mi spaventi, bravissima :-p

  • Ricci castani, occhi bestiali, riflessi dorati di una perfezione soffocante… circondata di parvenze che di notte mi guardano dormire… che mi guardano girarmi da un lato e risvegliarmi da sogni agitati che ric […]

    • In te gli opposti convivono con una fantastica armonia, tra desiderio e realtà, carne e spirito, sensualità e dolcezza. La tua brutale poesia sparge sul tuo animo sensibile violente pennellate che scoinvolgono ogni anima che ti legge. Hai fatto volare anche me tra le alti cime di quelle solitarie montagne, facendomi condividere il tuo ardente desiderio…

      • Sicuramente sono un soggetto che rimane impresso. Duro e caramelloso allo stesso tempo.
        È emozionante leggere i tuoi sensibili commenti… ti ringrazio. Mi fa piacere conoscervi. Felice di ritrovarti ogni volta qui nella mia storia.

    • Altro episodio succulento da gustare avidamente come un pasto. Credo che il tuo punto di forza sia il linguaggio simbolico. Ho adorato la metafora dolorosa del dover sottrarre con la passione una parte di te, una parte che testimoniava la tua vulnerabilità. Bello davvero. Comunque questo nuovo ragazzetto, invece, trattamelo bene 😃

      • Hshswhwhhwahahwhwhwhwhwh ma guarda che io sono una cucciolona… di lupo sì… ma non maltratto mai le persone senza una ragione, al massimo le cancello e ignoro. Comunque il ragazzetto ad oggi sta benissimo 😁 chissà se la caccia vedrà sangue, fuga… o silenzio. Forse è un gioco? Forse uno spin off? Magari un bluff? Probabilmente uno stuzzichino?
        Sicuramente quella sera nessuno dei due ha dormito serenamente.

    • Ciao Francesca! Episodio che si apre con una descrizione deliziosa, degna del tuo stile affascinante. Questa volta ho percepito la protagonista più “umana”, più dedita a dare ascolto ad altri pensieri. Poi la chiusura “chiamare Amore la paura di restare soli.” è strafantastica: quanta verità, quanti significati in una brevissima frase. Complimenti! 🙂

    • Ciò che sto amando maggiormente dei tuoi scritti è il modo in cui emerge la personalità della protagonista. Anche i lati più nascosti vengono alla luce in maniera del tutto spontanea e naturale, senza alcuna forzatura di stile. L’improvvisa esplosione di tenerezza, da parte della ragazza, va a bilanciare perfettamente il suo lato più sensuale e voluttuoso. Un altro elemento che ha fatto breccia nel mio cuore è stato questo suo sentirsi parte di niente e, allo stesso tempo, parte di tutto, soprattutto grazie a questa frase: “Vorrei abbracciare tutte le cime di tutte le montagne… sentirmi a casa… sentire le mie mani che si fanno roccia e i miei capelli farsi nuvole. Vorrei sentire di avere un posto almeno lassù.” Bravissima ❤

    • Mi verrebbe da scrivere che sei un po’ una birbantella! L’ho scritto davvero? Oddio, fingi di non aver letto.😂
      Anche in questo episodio gli opposti che plasmano il tuo carattere si fondono in un’alchimia perfetta. Sei tu: con una mano tocchi il cielo, mentre con l’altra accarezzi la coda del diavolo.😉

    • Ciao Rose, prima di leggere i tuoi racconti faccio un bel respiro. Mi coinvolgono gli aspetti psicologici della tua protagonista, la sua ricerca di appagare una fame di “essere esistere”: ora, tu dici è sazia. Riconosco in tutta la tua serie la descrizione di un ” vuoto ” di cui si prende coscienza d’ improvviso e la necessità di “infilarci” dentro qualcosa a tutti i costi:non importa cosa. Sesso, cibo… Il problema è che in realtà è un buco nero e non si potrà mai colmare. La tua scrittura mi da questa sensazione introspettiva e sebbene non sia mai “facile” leggerti è importante.

    • La tua capacità di descrivere gli infermi emotivi della protagonista, la grande capacità descrittiva e le figure retoriche così particolari e evocative, sono elementi cos’ ammalianti da non lasciare scampo. Il lettore non può far a meno di provare in fondo allo stomaco lo stesso disturbante turbamento. Amo leggerti ma devo confessare che per me è piuttosto “faticoso”.

      • Mi dispiace che sia faticoso. Spero troverai anche dello zucchero che mitighi l’amaro.
        Grazie Mille 🙂

      • Scusa ho usato l’aggettivo sbagliato, ma lo avevo messo tra virgolette nel senso che è impegnativo scendere nei tuoi abissi, comunque ti avevo anche fatto un sacco di complimenti :-p

  • L’attesa e le sue aspettative: quando si conosce qualcuno in contesti immobili e coloratissimi come un’applicazione, un social… ecco che mille impulsi si tramutano in nessun impulso.
    Svariati i motivi per cui q […]

    • Episodio intenso e ricco di stilettate intrise di tante sensazioni, ma certamente la cosa che più mi ha fatto riflettere è il cosa farei se avessi poco tempo… tutti noi non sappiamo la nostra data di scadenza, e programmiamo, come dice la tua protagonista, una sorta di “scenografia immobile che tutti ci illudiamo di allestire, in una vita che così viene ridotta a un teatrino fermo e silenzioso: non fa ridere, non fa piangere”. E questo contrasta con la tua protagonista che vive ogni attimo al massimo delle sue percezioni queste relazioni come se fossero istantanee ricche di sensualità, di vibrazioni, aggressività e dolcezza… dal dolore e la sofferenza dell’obitorio alla brace ardente nel corpo di una ragazza che vuole godersi tutto ciò che le rimane… scusa il papiro che ti dedico, ma c’è davvero tanta carne al fuoco a mio avviso! Francè, non smetterò mai di dirti quanto apprezzi il tuo stile!😁

      • “istantanee ricche di sensualità, di vibrazioni, aggressività e dolcezza… dal dolore e la sofferenza dell’obitorio alla brace ardente nel corpo di una ragazza che vuole godersi tutto ciò che le rimane… scusa il papiro che ti dedico, ma c’è davvero tanta carne al fuoco a mio avviso! Francè, non smetterò mai di dirti quanto apprezzi il tuo stile”… Mi inchino, grazie mille. Non so cosa dire… davvero. Spero di continuare a coinvolgerti.
        Un bacio

    • Vorrei partire dall’effetto che questo episodio ha avuto su di me: durante la lettura speravo che non sarebbe mai arrivata la fine, e invece (sorpresa, sorpresa!) è arrivata. Sulle scene passionali è solitamente facile sequestrare l’attenzione del lettore ma in questo incontro di corpi non c’è la leva esplicita dell’eros né le abusatissime metafore da romanzo rosa. C’è l’intensità di due anime che mi mescolano, di un cuore coraggioso ed incerto, di instante che si trascina dilatato. Chissà cosa accadrà…

    • Ciao Francesca, i tuoi racconti mi fanno riflettere su questioni esistenziali. Quale delle due è quella vera? Quella che non ha paura della morte, se ne fa quasi gioco, e si lascia dominare dall’istinto animale che mira alla sopravvivenza o quella inserita in una vita “normale”? In situazioni estreme cadono tutti i substrati. Leggerti è bello tosto.

    • Questa storia si fa sempre più intensa. È un turbinio di emozioni e passioni a cui partecipiamo, indistintamente, tutti i lettori. Questa forte empatia è resa possibile soprattutto dalla tua grande capacità di rendere la narrazione fluida e mai banale! Adesso, però, sono curiosa di sapere cosa succederà 😉

    • Ok, vediamo di mettere le cose in chiaro. Un giorno dovrai decidere da che parte stare: la dolcezza o la follia. Ahahahah.
      Ti piace vivere emozioni trasgressive, ma non ti lasci mai andare del tutto. Dalla potenza espressiva della tua prosa, appare la tua sensualità, il desiderio di assaporare ogni istante, ma anche la paura delle ferite che i desideri inevitabilmente lasciano.

      • MA TU MI SPII DURANTE LA VITA? AHAHAHAA NON TI RISPONDO… HAI COLTO TROPPE COSE.
        Sono felice di essere riuscita nella “comunicazione” di quanto sopra… a parte gli scherzi mi impressione la tua capacità di analisi. Un caro saluto

    • Non so perché, ma ho percepito in questo episodio un pizzico in più di vena dark rispetto agli altri episodi: pensieri oscuri misti a momenti di felicità a tratti consapevoli e a tratti no. La protagonista vive in un vortice di emozioni impetuoso, difficile da gestire… assimilare con coscienza. Il tuo stile, come ben sai, mi piace parecchio, e la frase “L’Amore, la carriera e il futuro erano la scenografia immobile che tutti ci illudiamo di allestire, in una vita che così viene ridotta a un teatrino fermo e silenzioso” l’ho trovata semplicemente stupenda!
      Attendo il prossimo episodio! 🙂

    • Ciao Francesca, ancora complimenti per le immagini vivide e le sensazioni forti che riesci a suscitare con uno stile oscuro e affascinante.
      Bravissima davvero

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Francesca Lucidi

Foto del profilo di Francesca Lucidi

@roserossa

attivo 3 settimane, 4 giorni fa
scrittore