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  • Il buio della notte di Ognissanti asfissiava le strade di St. Peter con una pioggia arrabbiata e fredda; i tuoni facevano un baccano tale da sembrare tanti cavalli impazziti e scalpitanti, idrofobi.
    Il Diavolo, […]

    • Semplice ed efficace. Brava! 😉

    • “Povero l’uomo certo… povero l’animo fiducioso, che di speranza cieco, non vede le braci del mondo che dall’Inferno creano un terreno unico di lotte e malefici.” Semplicemente stupendo! Riesci sempre a rapirmi con i tuoi scritti. ❤

      • Little star… mi mancavi 🖤. Sempre onorata della tua attenzione. Alzo il bicchiere e ti attendo tra carte e whisky…

    • Che belle che sono le tinte oscure con cui dipingi i tuoi racconti, ogni volta è una piacevole scoperta

    • Ciao Francesca. Parto dalla fine, dalla foto: oltre a essere uno scatto da incorniciare, è davvero evocativa. Già attraverso il tuo stile – che grazie a questo genere assume secondo me maggiore bellezza – il lettore viene totalmente immerso nei tuoi mondi, travolto dai significati espressi e da quelli nascosti. Ma quella foto lì, messa alla fine, è proprio una chicca dal valore squisitamente goticoso! La bellezza dell’oscurità! 🙂 Complimenti!

    • Ciao Francesca,
      mi sta affascinando la figura del Diavolo elegante che si mescola alla gente comune. Composto, ammiccante, leggero e crudele allo stesso tempo… Adesso vediamo quale sarà il destino del medico senz’anima…. Brava! 😊

    • Francesca, i tuoi racconti sono sempre avvolti da un fascino incredibile, le foto abbinate in questo episodio sono suggestive, dark al punto giusto, ma le immagini che tu riesci a imprimere nella mia mente attraverso le tue parole, con quella patina oscura, inquieta, ironica, ammiccante e sfacciata, sono senza alcun dubbio più forti! Il ritratto che fai di Lucifero è quello di un Principe inquieto, che “rimbalza” tra un anima all’altra in cerca di svago… e anime da dannare, ma… c’è ne una che si fa beffe di lui… inaudito, gli dà persino da pensare! Il concetto di anima è centrale in questo episodio, impossibile cogliere l’essenza della vita se il pneuma, o soffio spirituale, manca nel corpo… e un anima senza il corpo perde in sé il concetto stesso di vita… un bel dilemma filosofico, ma in fondo Lucifero ci ha guadagnato, e chissà se Jack farà parte del suo tenebroso mazzo di carte infernale… un abbraccio, a presto!

    • Francesca, il tuo Lucifero mi piace moltissimo e il tuo stile è particolare, accompagna il lettore in un’altra epoca.
      Sarà un piacere continuare a leggerti 🎃

    • Ciao Francesca, l’introduzione delle foto si è rivelata la ciliegina sulla torta (per altro, già buona di suo). Mi piace questo accostamento visivo, dopo averti “frequentata” nel web per qualche tempo immagino come potrebbe essere la tua serie corredata da un file audio 😱 Un’esperienza a 360° gradi 😈

  • Padre Perry non avrebbe mai saputo quanto il suo coraggio e la sua perseveranza erano stati utili.
    Al Diavolo alla fine avevano procurato un’anima e una buona serata.
    È arduo salvare la vanità di una donna dal […]

    • Bellissimo episodio, mi piace un sacco il Diavolo e tutti i tuoi personaggi, così ben caratterizzati. Le descrizioni sono ottime ed evocative.
      Bravissima

    • Grazie per essere tornato Ale…
      Sì ho amato ogni singolo personaggio. Ho lavorato per cesellarli a dovere. Simbolismi e miserie umane, uno spettacolo multiforme.
      Un beso

    • Sembrano proprio le storie raccontate in taverna dalla bocca di una prostituta d’alto borgo. Mi piace assai.

      • I miei servigi non hanno prezzo…
        Ahahahahaha questo commento mi ha fatta morire. Grazie mille… ci vediamo in taverna. Anche perché forse già hai intuito qualcosa; ma non svelo nulla.

    • Ciao Rose, mi sono immersa nel tuo mondo gotico fino alle orecchie ed apprezzato ogni singolo istante dell’avventura. Ho una curiosità, magari l’avvocato riesce a sussurrartelo nel tuo, di orecchio, dall’aldilà: ha chi ha commissionato la una recinzione di ferro battuto con rose e croci? Scommetto che è bellissima ;D

    • Francesca, il tuo modo di raccontare è sempre così potente e affascinante, le voci dei tuoi personaggi li sento proprio urlare nella mia testa, mentre le tue descrizioni sono sempre evocative, vive, reali, e lo scenario gotico mi riporta in mente Jack the ripper… niente a che fare col tuo Jack, ovviamente, ma comunque i tuoi personaggi incarnano alla perfezione il lato oscuro di quella medaglia che si chiama umanità… e aggiungo che, con le ovvie differenze, nella cupidigia e voglia di accumulare di Jack ho rivisto il protagonista de “la roba”, novella di Giovanni Verga. E in effetti, ora che ci penso, questi due episodi hanno proprio il profumo di novelle d’altri tempi, seppur in chiave gotica horror. Brava Francè, come sempre😁! Chapeau!

      • Adoro le tue “osservazioni”… sempre puntuali, educate; ed esse stesse un piccolo racconto. Grazie Mille. Ci vediamo nei prossimi sviluppi. Un abbraccio <3

    • Il linguaggio che hai adottato in questa serie è assolutamente confacente al contesto: credo sia stato uno dei punti principali da cui sei partita per originare la storia. E non è cosa da poco! Il tutto poi senza mai abbandonare il tuo stile. Brava. 🙂 A tratti emerge un certo umorismo nero – dal sapore gotico -, i dialoghi hanno lo scopo di far riflettere il lettore e di tuffarlo nella quotidianità. I tempi cambiano… ma i diavoli rimangono uguali. Complimenti, come sempre! Al prossimo episodio. 🙂

      • Sono partita dal contesto… l’epoca, gli odori, gli olezzi; e i colori molteplici di quella molteplice umanità che ho preso sott’occhio. Esattamente. Il linguaggio è stato il materiale da cui forgiare. Spero di aver fatto un buon lavoro. Grazie davvero… ❤🍂🎃

    • Questo episodio conferma la buona impressione che mi sono fatto con il primo. Linguaggio evocativo, in linea con l’epoca presa in considerazione; personaggi ottimamente caratterizzati. Bene così!😊

    • Ciao Francesca,
      il personaggio del Diavolo che va nutrendosi delle anime perdute è eccezionale. Cammina lentamente, ascolta i sussurri delle anime e le cattura. Il fabbro però ha fatto una brutta mossa… Mi precipito sul seguito… 😊

  • In un tempo lontano, ma vicino per vizi e screzi con il Creatore, il Diavolo era un passante e una compagnia nota. Nella contemporaneità il Diavolo riesce a confondersi meglio tra le convenzioni e le […]

    • Complimenti davvero, mi è piaciuto tantissimo.
      Scrivi veramente bene e le descrizioni sono efficaci e evocative.
      Spero di rileggerti presto

      • Arriverà a breve il secondo episodio… anche se per oggi Io e te non dobbiamo parlarci ahahaha. Grazie mille, spero di continuare a coinvolgerti.

    • Come già espresso in altre lande digitali, mi è piaciuto molto. Il linguaggio non è pomposo ma conserva il piglio dell’epoca in cui è ambientato, ricalcando bene il romanticismo nero.

    • Ciao Rose, oggi ti stalkero 😉 Mi piace questa tua versione “vittoriana”, verrò volentieri a spasso con te e il demonio.

    • “… una parentela stretta tra ciò che cammina per le strade e ciò che infesta immaginari… storie.”… Il tuo stile è sempre sublime e si manifesta anche in frasi all’apparenza “semplici” come questa. Ambientazione magistralmente tinteggiata di nero, con sfumature dark che rendono godibile qualsiasi passo. Sono assolutamente curioso di capire dove vuoi condurci con questa nuova opera! 🙂

      • A breve il secondo episodio… sai che ti stimo e le tue parole mi arrivano nell’animo. Mentre l’altra serie puntava ad un determinato messaggio… qui il messaggio è più celato: gioco, inganno e incanto; come il Demonio 😉🦇

      • Mi ha copiato erroneamente la risposta data ad Antonino, ma calza anche a te.
        Grazie Giu, amo molto questo racconto; e ci ho lavorato parecchio. È stato rivoltato, spogliato, guardato… fissato e letto ad alta voce diverse volte. ❤

    • Francè, il tuo stile non tradisce, hai reso ben visibile ciò che ci sta accanto ogni giorno: la tentazione. È fantastico il modo con cui hai presentato l’opera, e ho riso di gusto nel pensare al povero prete, tentato dalle sue stesse, umanissime voglie. È così, molta gente si batte il petto, ma siamo umani, tutti cadiamo nella normalità del peccato. Bellissimo lo sfondo ottocentesco, ben studiato… sembrava esser uscito da un blog di mia conoscenza😂😂😂! Cara Francesca, non vedo l’ora di leggere la prossima tentazione😉!

      • A breve il secondo episodio… sai che ti stimo e le tue parole mi arrivano nell’animo. Mentre l’altra serie puntava ad un determinato messaggio… qui il messaggio è più celato: gioco, inganno e incanto; come il Demonio 😉🦇

    • Perdonami, ma io ho visto troppo Benigni nella parte del diavolo (nonostante la descrizione che hai fatto lo escluda totalmente)!😂
      Interessante questo tuo stile di scrittura d’altri tempi, polveroso e ricercato. Seguirò questa serie con attenzione e piacere; mi ha riportato alla mente certi racconti che narravano le vecchie nelle lunghe sere invernali.

      • Dario grazie di aver iniziato a leggere la mia serie… a St. Peter sei il benvenuto. Uno come te può trovarsi in strane avventure tra queste nebbie.
        Grazie per i complimenti <3

    • Vanessa replied 1 mese fa

      Affascinante e particolare, ecco i due aggettivi che mi son venuti alla mente, leggendo questo primo episodio. La figura del Diavolo, chissà dove ci condurrà… Sarà un piacere scoprirlo!

    • Non vedo l’ora di leggere il capitolo in cui il cavaliere perde la testa.
      SUPER HYPE

      • Sapessi qnd arriva anche Joker e gli Avengers… hahaahahaj.
        Sei già stato perdonato, you know. A presto per la prossima avventura oscura.

    • Ciao Francesca,
      adoro questo tuo primo episodio così gotico. Questa serie mi sta veramente intrigando, so che l’ho iniziata in ritardo ma adesso la leggerò tutta d’un fiato. Veramente grande! 😊

      • Grazie cara! Continua pure per le strade di St. PETER… ne vedrai delle br… BELLE AHAHAHAAH. Poi dai social saprai anche delle prossime novità. Un caro saluto.

  • Ho accettato l’invito a cena dagli occhioni azzurri e tristi… una sera abbiamo parlato per caso: una mia amica era intenta a predare un amico degli occhioni, che si perdevano e spegnevano in una coppia di bir […]

    • “Non sono pazza”,vabbè, un pochetto magari…😉
      A parte gli scherzi, ho trovato questo episodio conclusivo meno ricercato stilisticamente rispetto ai precedenti, tuttavia la forza del tuo coraggio non ne risente, anzi! La mancanza di abbellimenti e fronzoli aiuta a focalizzare l’attenzione sulla voglia di rinascere. Combattere e vivere. Ciao Rose. Ciao Francesca.😊

    • In conclusione, la protagonista è stata in grado di emergere dall’oblio come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Un finale che ho apprezzato veramente tanto.
      Aspetto qualche altro tuo scritto qui su Edizioni Open! ❤

      • Grazie Stella. Il concetto è che ogni giorno… si rinasce, con la consapevolezza di noi… della vita e del “cerchio”. Inizio e fine, separati?

    • Francesca, è stato un piacere leggere questa serie, più unica che rara, ma ormai dovresti sapere come la penso. In questo atto conclusivo, al di là di una rinascita e riscatto già percepito da me nell’episodio precedente, ho visto una coppia di lupi solitari che finalmente si son ritrovati nella condivisione del tutto attraverso un amore si frastagliato, sofferente, ma vissuto senza timore, con dolcezza e passione ricercando sempre il meglio in ogni attimo che risulta sempre fuggevole, forse l’ultimo, forse no, ma comunque meritevole di essere vissuto, nel bene e nel male. È stato bello condividere questo viaggio folle, sensuale, rabbioso e delicato ricco di simboli e contrasti, e spero di rivedere presto i graffi della tua creatività. Non mi resta altro che dirti a presto e… brava, di tutto cuore😁!

    • Questo episodio mi è piaciuto più di tutti. Complimenti.

    • Episodio dark, oscuro nel vero senso del termine. La consapevolezza si riduce a pura, semplice, lancinante verità… ed è giusto così. In questo episodio – o meglio, in tutta la serie – la protagonista associa costantemente la sofferenza mentale a quella fisica: il corpo vincolato alla mente e viceversa. Già, indissolubilmente legati. Questo viaggio, quale la tua serie, è stato un continuo perdersi tra i meandri della tua mente… ma allo stesso tempo impone al lettore di riflettere sulla propria condizione e, in ultima analisi, sulla condizione in cui versa il genere umano. Applausi! 🙂

      • La tua attenzione mi riempie sempre di gioia, anche perchè cogli oltre lo stile e l’avvicendamento di sillabe, lo so. La melodia ti arriva… quando stride e quando accarezza.

    • Ciao Francesca. Nell’episodio finale quella a colpirmi non è stata tanto la sofferenza, fisica e mentale, della tua “protagonista”. Devo essere sincera nel dirti che le hai fatto un dono prezioso: la complicità con un altro essere umano, Imperfetto, ora debole ora forte, complementare. E’ uno di quegli amori che non finiranno mai davvero, anche se le strade dovessero dividersi. La capacità di appartenersi con uno sguardo ed essere veri e nudi. La sicurezza di due anime che si rincorrono riconoscendosi e “giocando” una con l’altra di vita in vita.

    • Eccomi, con il mio proverbiale ritardo, a leggere di come una storia dovrebbe finire e di come una relazione dovrebbe cominciare: con naturalezza, per caso, come un facile appetito da soddisfare. Di fronte ad una fine è facile anche scomodare la retorica della ciclicità, e infatti la citerò, perché è l’essenza di ogni esperienza di vita: si inseguono fasi a cui seguono fasi che il più delle volte segnano una fine e un inizio. Forse un giorno finiremo anche noi. Ma non è detto, forse non finiremo mai. Di certo c’è solo una cosa: ho visto che questa Serie è terminata e ne hai cominciata un’altra. Di “Malattia e normalità” conosco il messaggio, ne abbiamo parlato, e lo trovo meraviglioso.

      • Si ne abbiamo parlato. Già sai, anche se non sai tutto. Grazie per la tua attenzione, sei sempre ben accetto 🙏👁👁

    • Mi trovo in imbarazza a commentarti Francesca, la potenza della tua scrittura lascia senza parola, spesso mi sono ritrovato a rileggere frasi per assaporarne fino in fondo la bellezza.
      Bravissima.

  • Il caldo afoso appena scesi quei quattro scalini del treno… la puzza del mare in lontananza che non è poetico sentore ma solo un odore acre e umido che assale il mio stomaco. Un lungo abito ancora ad ac […]

    • Ciao Francesca, ho letto molta tristezza nella prima parte di questo episodio. Molta rabbia. Nella seconda parte, però, vi è una sorta di rinascita, la voglia di prendere in mano la propria vita. Il tuo stile ruvido, ma che sa essere anche poetico, non delude.
      😊

    • Ciao Francesca, beh, che dire, ho davvero percepito la tua rabbia, la tua tristezza, rappresentati in un simbolismo incredibile che si fonde e confonde con immagini reali, vere, dove unisci il dolore che arde il fisico e la mente. Nel finale, intravedo la tua dolcezza e la voglia di proseguire, una voglia di gettar via quella camera ardente e tutto quello che ha rappresentato. Ma dimmi, è la fine? Complimenti davvero, episodio stupendo, serie affascinante😁!

    • Haajajajaj aha occhio che le la Nazione Unita ci guarda.

    • “Attraverso i tempi ho richiamato le mie energie… ecco fate il funerale e piangete, piangete i vostri visi morti che sopra il mio s’interscambiano come maschere funerarie. Si fondono le vostre facce con quella mia, morta. Restate nella camera ardente e bruciate nel ghiaccio che avete eretto. Congelate e bruciate per il freddo cocente.”… e io a questo punto cosa posso aggiungere? Cosa posso dirti dopo aver letto questo passo… quasi capace di stravolgermi l’esistenza! Francesca, sei veramente brava: sai far entrare in lettore in sintonia con la tua scrittura, sai trasmettere, sai emozionare. Sai Esprimere. Complimenti! 🙂

    • Ma perché mi piace così tanto il tuo stile? Cioè, che cos’ha? Certi passaggi neanche li capisco, sembrano opachi, eppure mi piacciono. Sarò mica opacofilo?

    • Ciao Francesca, come al solito mi sono presa del tempo per leggere il tuo racconto. Quale musica metto? I Linking Park, Red Hot Chili Peppers, Evanescence? (perdona i gusti tremendi…) Ok, non metto nulla che è meglio. Sei sempre un pugno allo stomaco, perchè mi “arrivi” nello stomaco (giustappunto). Secondo la mia sensazione le tue non sono esattamente “metafore” quando un canto di sopravvivenza e l’emergere dell’io primordiale. Quello animale ( non lo dico in maniera dispregiativa, anzi, perchè è quello più sincero). Non posso che mandarti un bacione.

    • Un altro bellissimo e crudele pezzo, che nonostante il retrogusto di sensazioni che lascia non si può far a meno di leggere.
      L’argomento e il contenuto sono di sicuro valore così come lo stile non posso arrischiarmi a dire altro perchè un po’ mi spaventi, bravissima :-p

  • Ricci castani, occhi bestiali, riflessi dorati di una perfezione soffocante… circondata di parvenze che di notte mi guardano dormire… che mi guardano girarmi da un lato e risvegliarmi da sogni agitati che ric […]

    • In te gli opposti convivono con una fantastica armonia, tra desiderio e realtà, carne e spirito, sensualità e dolcezza. La tua brutale poesia sparge sul tuo animo sensibile violente pennellate che scoinvolgono ogni anima che ti legge. Hai fatto volare anche me tra le alti cime di quelle solitarie montagne, facendomi condividere il tuo ardente desiderio…

      • Sicuramente sono un soggetto che rimane impresso. Duro e caramelloso allo stesso tempo.
        È emozionante leggere i tuoi sensibili commenti… ti ringrazio. Mi fa piacere conoscervi. Felice di ritrovarti ogni volta qui nella mia storia.

    • Altro episodio succulento da gustare avidamente come un pasto. Credo che il tuo punto di forza sia il linguaggio simbolico. Ho adorato la metafora dolorosa del dover sottrarre con la passione una parte di te, una parte che testimoniava la tua vulnerabilità. Bello davvero. Comunque questo nuovo ragazzetto, invece, trattamelo bene 😃

      • Hshswhwhhwahahwhwhwhwhwh ma guarda che io sono una cucciolona… di lupo sì… ma non maltratto mai le persone senza una ragione, al massimo le cancello e ignoro. Comunque il ragazzetto ad oggi sta benissimo 😁 chissà se la caccia vedrà sangue, fuga… o silenzio. Forse è un gioco? Forse uno spin off? Magari un bluff? Probabilmente uno stuzzichino?
        Sicuramente quella sera nessuno dei due ha dormito serenamente.

    • Ciao Francesca! Episodio che si apre con una descrizione deliziosa, degna del tuo stile affascinante. Questa volta ho percepito la protagonista più “umana”, più dedita a dare ascolto ad altri pensieri. Poi la chiusura “chiamare Amore la paura di restare soli.” è strafantastica: quanta verità, quanti significati in una brevissima frase. Complimenti! 🙂

    • Ciò che sto amando maggiormente dei tuoi scritti è il modo in cui emerge la personalità della protagonista. Anche i lati più nascosti vengono alla luce in maniera del tutto spontanea e naturale, senza alcuna forzatura di stile. L’improvvisa esplosione di tenerezza, da parte della ragazza, va a bilanciare perfettamente il suo lato più sensuale e voluttuoso. Un altro elemento che ha fatto breccia nel mio cuore è stato questo suo sentirsi parte di niente e, allo stesso tempo, parte di tutto, soprattutto grazie a questa frase: “Vorrei abbracciare tutte le cime di tutte le montagne… sentirmi a casa… sentire le mie mani che si fanno roccia e i miei capelli farsi nuvole. Vorrei sentire di avere un posto almeno lassù.” Bravissima ❤

    • Mi verrebbe da scrivere che sei un po’ una birbantella! L’ho scritto davvero? Oddio, fingi di non aver letto.😂
      Anche in questo episodio gli opposti che plasmano il tuo carattere si fondono in un’alchimia perfetta. Sei tu: con una mano tocchi il cielo, mentre con l’altra accarezzi la coda del diavolo.😉

    • Ciao Rose, prima di leggere i tuoi racconti faccio un bel respiro. Mi coinvolgono gli aspetti psicologici della tua protagonista, la sua ricerca di appagare una fame di “essere esistere”: ora, tu dici è sazia. Riconosco in tutta la tua serie la descrizione di un ” vuoto ” di cui si prende coscienza d’ improvviso e la necessità di “infilarci” dentro qualcosa a tutti i costi:non importa cosa. Sesso, cibo… Il problema è che in realtà è un buco nero e non si potrà mai colmare. La tua scrittura mi da questa sensazione introspettiva e sebbene non sia mai “facile” leggerti è importante.

    • La tua capacità di descrivere gli infermi emotivi della protagonista, la grande capacità descrittiva e le figure retoriche così particolari e evocative, sono elementi cos’ ammalianti da non lasciare scampo. Il lettore non può far a meno di provare in fondo allo stomaco lo stesso disturbante turbamento. Amo leggerti ma devo confessare che per me è piuttosto “faticoso”.

      • Mi dispiace che sia faticoso. Spero troverai anche dello zucchero che mitighi l’amaro.
        Grazie Mille 🙂

      • Scusa ho usato l’aggettivo sbagliato, ma lo avevo messo tra virgolette nel senso che è impegnativo scendere nei tuoi abissi, comunque ti avevo anche fatto un sacco di complimenti :-p

  • L’attesa e le sue aspettative: quando si conosce qualcuno in contesti immobili e coloratissimi come un’applicazione, un social… ecco che mille impulsi si tramutano in nessun impulso.
    Svariati i motivi per cui q […]

    • Episodio intenso e ricco di stilettate intrise di tante sensazioni, ma certamente la cosa che più mi ha fatto riflettere è il cosa farei se avessi poco tempo… tutti noi non sappiamo la nostra data di scadenza, e programmiamo, come dice la tua protagonista, una sorta di “scenografia immobile che tutti ci illudiamo di allestire, in una vita che così viene ridotta a un teatrino fermo e silenzioso: non fa ridere, non fa piangere”. E questo contrasta con la tua protagonista che vive ogni attimo al massimo delle sue percezioni queste relazioni come se fossero istantanee ricche di sensualità, di vibrazioni, aggressività e dolcezza… dal dolore e la sofferenza dell’obitorio alla brace ardente nel corpo di una ragazza che vuole godersi tutto ciò che le rimane… scusa il papiro che ti dedico, ma c’è davvero tanta carne al fuoco a mio avviso! Francè, non smetterò mai di dirti quanto apprezzi il tuo stile!😁

      • “istantanee ricche di sensualità, di vibrazioni, aggressività e dolcezza… dal dolore e la sofferenza dell’obitorio alla brace ardente nel corpo di una ragazza che vuole godersi tutto ciò che le rimane… scusa il papiro che ti dedico, ma c’è davvero tanta carne al fuoco a mio avviso! Francè, non smetterò mai di dirti quanto apprezzi il tuo stile”… Mi inchino, grazie mille. Non so cosa dire… davvero. Spero di continuare a coinvolgerti.
        Un bacio

    • Vorrei partire dall’effetto che questo episodio ha avuto su di me: durante la lettura speravo che non sarebbe mai arrivata la fine, e invece (sorpresa, sorpresa!) è arrivata. Sulle scene passionali è solitamente facile sequestrare l’attenzione del lettore ma in questo incontro di corpi non c’è la leva esplicita dell’eros né le abusatissime metafore da romanzo rosa. C’è l’intensità di due anime che mi mescolano, di un cuore coraggioso ed incerto, di instante che si trascina dilatato. Chissà cosa accadrà…

    • Ciao Francesca, i tuoi racconti mi fanno riflettere su questioni esistenziali. Quale delle due è quella vera? Quella che non ha paura della morte, se ne fa quasi gioco, e si lascia dominare dall’istinto animale che mira alla sopravvivenza o quella inserita in una vita “normale”? In situazioni estreme cadono tutti i substrati. Leggerti è bello tosto.

    • Questa storia si fa sempre più intensa. È un turbinio di emozioni e passioni a cui partecipiamo, indistintamente, tutti i lettori. Questa forte empatia è resa possibile soprattutto dalla tua grande capacità di rendere la narrazione fluida e mai banale! Adesso, però, sono curiosa di sapere cosa succederà 😉

    • Ok, vediamo di mettere le cose in chiaro. Un giorno dovrai decidere da che parte stare: la dolcezza o la follia. Ahahahah.
      Ti piace vivere emozioni trasgressive, ma non ti lasci mai andare del tutto. Dalla potenza espressiva della tua prosa, appare la tua sensualità, il desiderio di assaporare ogni istante, ma anche la paura delle ferite che i desideri inevitabilmente lasciano.

      • MA TU MI SPII DURANTE LA VITA? AHAHAHAA NON TI RISPONDO… HAI COLTO TROPPE COSE.
        Sono felice di essere riuscita nella “comunicazione” di quanto sopra… a parte gli scherzi mi impressione la tua capacità di analisi. Un caro saluto

    • Non so perché, ma ho percepito in questo episodio un pizzico in più di vena dark rispetto agli altri episodi: pensieri oscuri misti a momenti di felicità a tratti consapevoli e a tratti no. La protagonista vive in un vortice di emozioni impetuoso, difficile da gestire… assimilare con coscienza. Il tuo stile, come ben sai, mi piace parecchio, e la frase “L’Amore, la carriera e il futuro erano la scenografia immobile che tutti ci illudiamo di allestire, in una vita che così viene ridotta a un teatrino fermo e silenzioso” l’ho trovata semplicemente stupenda!
      Attendo il prossimo episodio! 🙂

    • Ciao Francesca, ancora complimenti per le immagini vivide e le sensazioni forti che riesci a suscitare con uno stile oscuro e affascinante.
      Bravissima davvero

  • Infilarsi le calze a rete implica una destrezza particolare: bisogna tirar poco e non afferrare i buchi. Mettere le dita nei buchi e nelle ferite… sembra il tocco che la gente protrae con più dedizione.
    Ho to […]

    • “Mi guardo e penso a come dei corpi giovani, belli… unici… possano ammalarsi. Ogni giorno ci ammaliano, ci neghiamo ogni genere di cosa: l’Amore è pericoloso, il sesso è sconveniente, l’Amicizia tradisce… noi ce ne convinciamo e ci ammaliamo.” In questo pezzo ho visto tanta maledetta realtà, è proprio vero, ci limitiamo in tutto, eppure continuiamo a essere malati, dentro e fuori. Il tuo stile è unico, dipingi con furenti pennellate ogni singola sensazione, senza perdere quel tratto dolce e malinconico… Hai davvero un tratto particolare mai riscontrato (almeno per quanto mi riguarda…) e la tensione vibrante della rabbia, della violenza interiore che esprimi mi coinvolge sempre più… brava, ognuno di noi ha il suo stile, ma il tuo, così viscerale, è davvero speciale…

      • Anto visceralmente mi colpisci e mi metti a terra. Caspita quanta emozione… caspita quanto mi rivedo in quella “violenza interiore” di cui parli. Non so se merito i tuoi meraviglioso complimenti… mi accontento di sapere che sono arrivata a te per qualche minuto… e che in qualche modo ti ho emozionato. Spero di riuscire a continuare a farlo.
        Un beso

    • Brava davvero. Bella esplorazione, sopratuto sincera, ed è quello che più mi è piaciuto. Complimenti!

    • Un episodio veramente coinvolgente! Durante la lettura ho avuto l’impressione di trovarmi al fianco della protagonista, di provare i suoi stessi tormenti, le sue stesse preoccupazioni, e allo stesso tempo di vivere con lei i suoi sogni e speranze.
      Oserei dire che presenta dei tratti della visione sulla condizione umana pirandelliana, come la questione delle “gabbie” sociali, riferimento (voluto o meno) che ho apprezzato molto. 😍
      Questa citazione, dal significato così difficile da digerire, mi è rimasta nel cuore: «Voglio ancora credere che facciamo le cose senza cercare un qualsivoglia risultato. Mi piace pensare che si possa conoscere qualcuno per caso e che la pelle possa desiderare qualcosa di sconveniente e poco comodo. Mai più a quelle tavole con i nonni… mai più essere l’avventore preso tra la gente e messo a fare la comparsa più impacciata che si possa avere in un brutto film.» ❤

      • Mi sono più ispirata a uno dei discorsi di Rose sul Titanic… Ahhahahahah tutti si sta andando a fondo baby… se non ci si mette a volare alto. Grazie tesoro, sei bellissima in ciò che noti e ciò che manifesti.

    • Francesca! Proprio qualche ora fa pensavo che era un po’ che non scrivevi su Edizioni Open, e adesso eccoti qui! Magie del caso…😃
      Il tuo stile potente, quasi violento, è riuscito ancora una volta a farmi “vivere” le emozioni che hai descritto. Non so fino a che punto questa serie ti appartenga, quanto della protagonista rispecchi te stessa. C’è un misto di dolcezza e rabbia in ciò che scrivi. Turbamento, ma anche voglia di un semplice abbraccio. 😊

    • Ho pianto, non sai quanto senta la tua scrittura e i tuoi racconti ” miei” nel senso che ho rivissuto sulla pelle.Tu sai dare voce a tante cose, emozioni che si vorrebbe buttare fuori per fare capire.. ma si ha paura della reazione…Tu sei forte…Ti stimo.

      • E io stimo ogni persona che sia ancora in grado di commuoversi… arrabbiarsi… soffrire e rifiorire. Io mi sono emozionata con te. Ti abbraccio cara ✨❤️✨

    • Ciao Francesca,
      ho avuto la sensazione che questo ritorno alla “normalità” sia ben peggiore del momento della malattia. Lì poteva essere tutto, qui è tutto scontato. Fluidità nella scrittura e finale sorprendentemente e tristemente reale. Brava! 🙂

      • Grazie Isa. Chissà se si rivelerà peggiore… di certo non è una battaglia senza vittime e una campagna senza le sue salme lasciate per strada. 💚😉

    • Il risveglio come rinascita, la rinascita come consapevolezza. La tua “penna” è di una potenza esemplare, il tuo stile travolge come un fiume in piena: i lettori vengono trascinati non solo dalle vicende vissute della protagonista, situazioni reali e concrete, ma soprattutto dal continuo turbinio dei suoi pensieri. L’intera serie è vincolata alla consapevolezza di essere, di esserci con sangue e mente, di esistere come risultato della totalità dei multi frammenti che compongono il mondo intero. Ma il mondo è un universo in continuo divenire fatto di entità che spesso vivono senza vivere, che spesso vivono senza ciò che li rende umani: l’essere senzienti e capaci di percepire.
      I sentimenti della protagonista, i sentimenti di cui parli, sono forti… così come le emozioni che emergono in noi che ti leggiamo. Grazie! 🙂

      • I tuoi commenti sono essi stessi racconti… sai quanto ti stimo… e il fatto che la mia potenza si sia manifestata a te, la fa crescere a dismisura. Grazie dal profondo della mia anima “ardente”.

    • L’incontro, in questo LibriCK, diventa il pretesto per riflettere sul mistero fumoso e forse sopravvalutato dei rapporti umani, spesso riconducibili a sottili legami opportunistici. Eppure la promessa di un abbraccio sincero e di un incontro tra anime resta una dolce e irrinunciabile illusione, descritta con il linguaggio coinvolgente a cui ci hai abituati e da riflessioni che oscillano tra faccende pratiche e questioni metafisiche.

    • Ciao Francesca, non ho parole per esprimere le sensazioni che mi ha dato il tuo racconto. So solo, che non riuscirei mai a descrivere tanto chiaramente le emozioni che hai saputo “raccontare” con tanta puntualità. Senza fronzoli, dirette al cuore. Ora saprei a malapena riconoscerle, bisogna viverci dentro, cercando scampo nel guardarmi da “lontano”. Sono scomode verità portate a galla dalla disperazione e dallo spregio a quanto ci circonda: il famoso “vai a quel paese” (avrei usato altri termini, ma credo tu mi abbia compresa).

      • Ci intendiamo alla perfezione misà 😉😉😉 grazie Micol… ottenere una connessione con chi a sua volta scrive è davvero un onore. Ti ringrazio… ti aspetto NEL nuovo episodio appena uscito.

    • Un riflessione profonda, emozionale e vivida, che scuote il lettore, che lo voglia oppure no.

      • L’intento era quello. Grazie Ale. Per quanto riguarda il suggerimento ti ringrazio, ma il verbo che volevo usare era proprio quello. Thank you caro, ti abbraccio.

  • Schermo asciutto e primi grilli.
    Il freddo della notte riesce a far rivivere il legno della finestra, che di giorno si espande… che di notte si stringe: il contrario di ciò che succede a me. Il cerotto al ve […]

    • Wow! Non so cosa dire se non… wow! Che piacere leggerti nuovamente, Francesca. Come sempre, molto intenso. Il ritmo è serrato, e ciò permette di leggere il racconto tutto d’un fiato! Ancora complimenti e… non farci aspettare troppo per il seguito!

    • Altro episodio affascinante ed enigmatico, scritto in uno stile quasi da favola dark! Anche la componente sensuale si fa più marcata, senza tralasciare la sottile e bella “follia” che ti contraddistingue come scrittrice.😊

    • Altro episodio serrato e mozzafiato, e stavolta, la componente dark è nettamente evidente in un turbine di pensieri carichi di malinconia e sensualità! Complimenti!

    • Che bella questa tua serie; l’ho letta con molto piacere. Attendo il prossimo episodio.

    • “Inizio a ridere, rido forte… alzo la testa. Inizio a piangere e ridere… piangere disperatamente di una follia mai paventata. Mai accettata. “… Spettacolo!
      In questo episodio c’è un dialogo tra pathos e logos incredibile, una fusione tra parte razionale e irrazionale dell’essere che viene espressa/mostrata in un crescendo continuo. Merito di uno stile che ho definito più volte molto accattivante. Complimenti e al prossimo episodio! 🙂

      • Sono onorata del tuo apprezzamento lo sai…
        Spero di elevare ad ogni episodio… la magia scura e la tensione fastidiosa e stuzzicante.
        Grazie infinite! 😉

    • Ciao Francesca, sono contento che sia arrivato il quarto episodio con il suo carico di suggestioni dark. Tra i dettagli interessanti di questa storia c’è il processo di mutazione della protagonista: il suo progressivo scollamento dal passato, la sua nuova veste che accetta, anzi rivendica, i tratti di una psiche non ordinaria. Bello, aspetto il seguito.

    • Ciao Francesca. Parlo della tua protagonista e cerco di mettere parole nei miei pensieri pur sapendo di aver battaglia persa. Quello che mi ha trasmesso questo episodio è una specie di buco nero, un alienazione nella quale non ci si riconosce. Caldo, freddo, estraneamento. Un subbuglio capace di far perdere il senso del sé in una non domanda ma un agire d’impulso. Esiste un estasi nella disperazione ed è questo che ho sentito leggendoti.

    • Ciao Francesca,
      ho letto con voracità le tue righe e l’unica cosa che mi ha torturato l’anima è stata il cerotto. Quel pezzo di stoffa che dal dolore la fa sentire viva e presente nei suoi ricordi. Veramente d’impatto!

    • Realtà, immaginazione.
      Dolore, rassegnazione e vita.
      “Sento ogni cosa, sento tutto da pochi giorni funerei e nefasti. Due parole, puntini di sospensione… attesa delle sue mani su di lui. La musica diventa più triste, fitta, inizia a colpirmi alla schiena mentre mi piego sul desiderio malinconico che mi attanaglia. Non riesco ad avere piacere da quel momento. Mi piace gestire il piacere altrui… mi piace avere in pugno chi so cosa sta facendo. Io sono piegata stretta stretta, con il seno quasi abbandonato sulla tastiera. La musica è forte e grigia e meravigliosa. Inizio a fare avanti e indietro su quella tastiera, la camicia da notte sta quasi fuggendo via da me: da un corpo in esplosione…”
      Una serie fantastica che sto divorando, adoro il tuo stile e racconti, in grado di coinvolgere e travolgere il lettore. Una fantastica scoperta.
      Complimenti

    • Bravissima Francesca, non ci deludi mai, un bel viaggio nei paludi dell’anima che lasciano sempre una languida sensazione agrodolce alla fine del capitolo.

  • È venuto l’elettricista a sistemare una presa in camera mia. Io sto buttata sul letto a contorcermi sperando che il dolore passi, non vorrei prendere un antidolorifico… non li ho mai digeriti: in realtà sono una c […]

    • Ciao Francesca,
      pungente anche questo episodio. Leggendolo mi immagino uno scenario da cubismo analitico con prospettive della stessa scena, con colori ocra e grigi. La calda freddezza della protagonista è affascinante. Complimenti!

    • Ciao Francesca e complimenti per la chiusura di questo episodio. Condivido assolutamente le parole del buon Massimo: un tripudio di emozioni. Se proprio devo trovare un piccolo difetto a questa tua opera, devo ammettere che la prima parte è un po’ macchinosa. Comunque un’ottima prova.

    • Massimo felice di averti scosso… emozionato… colpito e fatto vacillare. Mi hai fatta emozionare TU con la tua reazione.
      GRAZIE e alla prossima…

    • “… io pensando che il fatto che lui sia lì proprio oggi è l’ennesima presa per il culo della giornata, rispondo con quattro frasi sconnesse cercando di inserire tutte le informazioni rilevanti.”… semplicemente fantastico!
      Che dire… il finale mi ha lasciato di stucco. Quante emozioni, quanto trasporto, quanta energia in queste parole. Veramente molto brava! Leggerti è un vero piacere. 🙂

      • Addirittura “BRAVA”… non so cosa dire. Il fatto che tu abbia riportato una mia frase e che quelle parole ti siano arrivate così prepotentemente… beh! Questa storia sta ricevento tanta energia e autonomia ad ogni vostra lettura; e la tua gli ha messo la frenesia alle gambe. Grazie

    • Ho appena recuperato tutti e tre i racconti, grazie a Giuseppe che me ne ha parlato veramente bene!
      Belli, intensi. Come ti hanno già detto, la storia è parecchio scorrevole, non ti lasci trascinare da descrizioni superflue, anzi le selezioni con cura rendendo la narrazione fluida. A dirti la verità, la vera sorpresa, però, sta nel modo anticonvenzionale con cui stai affrontando questo argomento delicato e, spesso, difficile. Mi terrò aggiornata con i prossimi episodi! 😊

      • Ciao Debora! Grazie per la tua attenzione… e per le tue osservazione oltremodo intelligenti. “La vera sorpresa, però, sta nel modo anticonvenzionale con cui stai affrontando questo argomento delicato…”, riguardo questa tua osservasione posso dire di essere stata molto contenta di leggerla: spesso gli individui che attraversano un momento di estrema difficoltà (di vario genere) vengono trattati con pietismo frettoloso, distanza, confusione; pretesa di una qualche loro reazione che dovrebbe essere “ispirante” o non si sa cosa… quegli individui non smettono di essere PERSONE, con tuttò “ciò che c’è”.
        Grazie di cuore ancora.

    • “Sono il funerale per cui vi dispiacete solo perché avete paura”… Che dire? Non ho avuto il tempo di riprender fiato dopo aver letto una frase, che già la prossima era lì pronta a spezzarmelo nuovamente. Una lunga catena fatta di pensieri di “ferro”; l’ho letta maglia per maglia, proprio come se stessi sgranando un rosario (lo stesso che la ragazza aveva con sé magari!).
      I miei complimenti!!

      • Grazie per il tuo arguto commento… e per essere entrata in “lei” così a fondo. Sì, si mettono molte cose a “ferro e FUOCO”… e vedremo come continuerà.

    • Dall’intersezione di due dimensioni – quella del dolore e quella del piacere – può scaturire una reazione sconcertante e affascinante, come è accaduto in questo episodio denso di contrasti letterari ed emotivi. Bello lo stile, graffiante e tenero, ma soprattutto bella la storia perchè sintonizza il lettore in una dimensione empatica.

    • Anche in questo episodio hai saputo rendere alla perfezione le sfaccettature dell’animo umano. Esistono momenti nella vita in cui tutto si fonde in un caleidoscopio. Di più, non posso dire. Hanno già detto altri con parole che rendono alla perfezione le emozioni che hai trasmesso grazie al tuo racconto.

    • Micol ti ringrazio…
      Emozionarmi rileggendomi attraverso di voi… è speciale.
      🖤👍

    • “Sì sono ARDENTE… sono l’obitorio che non avete mai notato… sono il funerale per cui vi dispiacete, solo perché avete paura del vostro. Sono la sinfonia di dolore e morte che vi ha in pugno. Non sono fragile… adesso che “ho visto”, sono la potente corda vibrante della Vita. ” … in queste parole vedo la consapevolezza della protagonista, che non ha paura di qualcosa che per tutti noi è inevitabile, uno spettro che nella nostra quotidianità evitiamo con cinismo, e guardiamo la malattia con distacco e freddezza. Ma c’è anche una immensa voglia di vivere, Ardente, ben manifestata da una volontà carnale che oltrepassa ogni sofferenza… riesci a trasmettere ogni singola e vorticosa emozione con un ritmo incalzante e uno stile unico! Complimenti!

    • Essendo un gran lettore di favole e storie felici faccio una gran fatica emotiva a confrontarmi con questo testo. Le emozioni che stimola sono molteplici e agrodolci e la solitudine che trasuda delle righe, spesso è straziante.
      Bravissima

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Francesca Lucidi

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@roserossa

attivo 2 giorni, 23 ore fa
scrittore