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  • Non c’è felicità qui , quello che mi invento ogni giorno per andare avanti , sei sempre tu il motore che ispira le mie lacrime. Oggi non è scesa nemmeno una, non so è un bene o un male lacrimare il mio male, a vol […]

    • Come l’altro racconto che avevo letto, anche questo si dimostra un buon connubio tra letteratura e poesia. Una sola domanda però: perché alcune parole sono scritte in corsivo? Quale è la scelta che vi è dietro?

      • Ciao grazie per avermi letta. Allora e’ un mio modo per ” calcare” su alcune parole. Per renderle salienti rispetto alle altre. Come se fossero delle parole chiave chehanno un significato proprio , al lettore sfugge si.. ma nella mia psicologia hanno un senso. Grazie ancora a presto

    • Sempre molto intensi i tuoi testi. Questo ne è un altro valido esemplare. La poetica è sempre spinta al massimo, per scelta, a discapito dell’aspetto narrativo. È il tuo modo e, per me, va bene. Però sarebbe davvero bello vederti all’opera su una storia, una trama, fatta di personaggi inventati, studiati, assimilati, e infine resi reali attraverso la tua affascinante scrittura. A ogni modo, questo componimento una storia me l’ha suggerita, magari solo mia, solo nella mia testa: quel piombo rosso… immagino lei che ripensa a lui, ormai lontani, magari ne osserva una foto, magari piange, magari si auto-ferisce, e piombo rosso cola, piove, ovunque sull’immagine di lui.

      • Caro Massimo, infatti non ti sbagli. Piombo rosso e’un bel mattone da smaltire , per inventare una storia ci vuole concentrazione , anche capacita’ di analisi, astrazione e infine immaginazione. E’ bello che tu mi legga cosi’ attentamente e mi consigli , e’ vero sarebbe una sfida iniziare un racconto vero. Non sta uscendo nulla ancora , come vedi sono prigioniera della mua poesia , riesco ad esprimermi solo cosi’ , sara’ una fase da esaurire.

      • Il piombo rosso ne avrebbe di storie da raccontare…ne verrebbe fuori un’ottima storia!

    • Molto originale. Trovo che ci sia una sorta di musicalità nei suoi componimenti, nella tua prosa-poetica. Anche io, come il buon Massimo, vorrei vederti alle prese con una trama, una storia. Comunque, mi sei piaciuta molto.

      • Grazie ragazzi per questi incoraggiamenti , si trovare il tempo per scrivere di questi personaggi. Quando inizi una storia i protagonisti ti assorbono e io ora non ho questo tempo da dedicare e nemmeno l’esperienza nella scrittura

    • Bell’esperimento di poesia e narrativa, una storia breve, intensa dove le parole pesano proprio come piombo.
      Mi piace la scarsità della punteggiatura che permette al lettore di trovare il suo ritmo e le sue pause nelle parole fitte di significati.
      Brava.
      Alla prossima lettura.

      • Ciao , bellissimo il tuo commento. La scarsita’ di punteggiatura permette al lettore di trovare il suo ritmo, bella questa cosa! Grazie alla prossima!!

  • Erano puntuali le loro distanze. Puntuale quella chiamata.
    Quella sua pelle color pesca si sbucciava sul vento che si infilava tra i suoi ricci, ora era quasi arrivata , appuntamento al ponte di mezzo, e’ stato il […]

    • Questa è una bellissima poesia, più che una short story. La narrazione viene surclassata dalla profonda poetica. Spero che tu scriva già poesie perché il potenziale c’è. Brava 😌

      • Ho appena pubblicato la mia raccolta di poesie , alla fine del librick c’e’ il link per acquistarlo su Amazon. Si io scrivo ptincipalmente poesie , scrivere racconti e’ un esercizio che mi diverte 🙂 , grazie per le tue belle parole

    • molto poetico il pensiero e molto rude la risposta che ci riserva la vita, ma le sfide insieme si possono superare, e allora balliamo! Bellissimo messaggio che hai inviato attraverso una scrittura molto dolce, da poema cavalleresco. Complimenti!

    • Ciao Sara, sei riuscita a cogliere in pieno il sorriso malinconico della ragazza e a dargli un significato. Mi unisco agli altri, questa non è una storia ma una poesia.

    • Vedo che in molti mi hanno preceduto, quindi lo chiedo pure io: hai mai pensato di scrivere poesie? Se sì, hai per caso già pubblicato una raccolta di tuoi lavori?

      • Ciso , ho appena pubblicato, se vedi alla fine del librick c’e’ il link oer acquistare la mia raccolta 😉 , non e’ facile scrivere un racconto , finisco sempre per cadere in poesia.. hei grazie per avermi letta 🙂

    • Ciao Sara. In genere quando commento sono solito sottolineare le frasi che più mi colpiscono… e qui ci sarebbe veramente tanto da mettere in risalto. Già, sono diverse le parti che mi hanno affascinato, alcune strappandomi un timido sorriso e altre lasciandomi una leggera malinconia. Attraverso gli altri commenti, inoltre, ho scoperto che hai pubblicato una silloge. Che dire… brava e complimenti! 🙂

      • Mi fa davvero piacere ti sia piaciuto… Quando scrivo invece di aggiungere parole tendo a toglierne come a voler sottolineare l’essenziale. Grazie per i complimenti e si la mia raccolta poetica e’ li’ su Amazon per chi la volesse leggere , il link alla fine del mio racconto

  • Dall’altra parte di ciò che non esiste, Giorgia si inventava la sua vita. Vivo nel mio basso da due anni, il suo basso era composto da un letto a una piazza e mezza, due poltroncine riciclate da sua zia, erano di […]

    • Mi è piaciuta l’orchestra di personaggi/vite che hai messo su. Ognuno di loro ci offre uno stralcio brutale, a suo modo, ma reale della società. Ho gradito parecchio la chiusa poetica. L’ho riletta tre volte per il puro piacere di leggerla. Unico appunto di carattere meramente tecnico/narrativo, e quindi niente di irrimediabile riguarda l’uso un po’ “scatenato” del narratore: all’inizio vai su un omodiegetico polifocalizzato (l’orchestra) in terza persona, poi sulla chiusa viri senza interruzione su una prima persona di un narratore che, stando alla trama, o non fa parte della storia (una tua trasposizione insomma) o è un ulteriore personaggio dell’orchestra. Insomma, sarei rimasto sulla terza persona polifocalizzata. Quel cambio brusco sul finale potrebbe “minare” la resa immaginifica del testo facendo, anche solo per un attimo, sentire l’autrice e non i personaggi. Però, come ho già detto, a me è piaciuto molto comunque.

      • Non mi sarei mai aspettata una recensione cosi’ attenta , che dire Massimo grazie e’ quasi banale , ne sono onorata davvero . Sei forte , non li conosco tutti questi termini interessanti , ho capito quello che vuoi dire , si infatti ho azzardato.. alla fine una poesia nel cuore di tutti. Bellissima recensione top

    • Molto bello l’intreccio delle vite dei vari personaggi, ciascuno con i propri desideri, sogni, modi di vivere differenti. Tutto ciò coronato nelle ultime righe dalla dolcezza delle parole poetiche. Concordo con quanto detto sopra, aggiungerei magari di fare più attenzione alla punteggiatura, non so se è stato un errore di sovrapposizione ma alcune virgole non sono attaccate alle parole precedenti. Ciò non toglie comunque nulla alla profondità del testo che è la più importante. Brava!

      • Grazie. Si hai ragione io a volte sono un po’ maldestra con la punteggiatura. Ti ringrazio molyo per avermi letta. A presto 🙂

    • Racconto sperimentale e bello. Parole rapide, taglienti alle volte, sicuramente efficaci. Vite rapide che si intravedono, si sbirciano da un buco della serratura e poi via, veloci se ne vanno dal campo visivo. Amore, sesso, droga… potremmo essere in una canzone rock degli anni ruggenti.
      Mi sono piaciuti questi due episodi.
      Unica nota: aggiungerei della punteggiatura, soprattutto virgole, che con le loro brevi pause renderebbero più ritmato il racconto.
      Alla prossima lettura.

      • Ciao Raffaele ti ringrazio. Si cerchero’ di far respirare le righe tra una parola e l’ altra 😉 mi fa liacere ti sia piaciuto e le tue parole molto gradite a presto!

  • 1/4

    Uno slogan pubblicitario trionfa, alto come i palazzi che svettano come spighe di grano, la città che conquista la terra o la terra che si lascia conquistare da nubi violente di smog.

    Sguardi distratti […]

    • La sensazione è quella del disagio indotto dagli stereotipi e imposti dai mass media; un disagio raccontato con tenerezza e rabbia. Del tuo stile mi piacciono i frammenti con cui si la storia si sviluppa, sembrano pezzi sparsi da mettere insieme su un tavolo e accostare. La prosa graffiante e cadenzata svela una nobile inclinazione verso la poesia anche se la punteggiatura, in alcuni passaggi, risente di qualche licenza poetica di troppo. Faccio un esempio:
      “Quando prova il reggiseno le tira la ciccia molle esce deforma il cotone, la commessa le chiede se vuole una taglia in più, con il push up , andrà bene si dice mentre riempie la coppa B con il seno destro poi il sinistro, sente i seni sollevarsi sotto mani di poliestere, si prova la maglietta, come sei diventata bella le dice la grassa commessa che potrebbe essere sua zia”.
      Questo periodo mi piace molto perché è autentico e l’immagine che evoca è immediata; sotto il profilo della punteggiatura penso dovrebbe prendere un po’ di respiro.
      Nel complesso però è tutto molto bello perché il rapporto delicato e pieno di sentimenti verso la nonna viene percepito fino in fondo dal lettore. anche se il mondo esteno fa di tutto per interferire e fare rumore.

      • Il tuo commento davvero gradito e attento. E’ un racconto ( non racconto) sperimentale per questo.. Non e’ facile cimentarsi nella narrazione per me , cado nella mia poetica piu’ immediata e di impatto. Se noti non ho ancora cominciato con i dialoghi e anche nel prossimo capitolo non ci saranno. Riflette la mia inesperienza narrativa e la mia sensibilita’ percettiva che riesco a esprimere solo con frasi svelte e di impatto. Riflette la frenesia anche isterica in cui siamo immersi che non lascia spazio a troppe riflessioni ma all’ immediatezza del presente .

    • È un bel esperimento che, nell’insieme, sta riuscendo. Mi piace come la narrazione frammentata crei una sorta di effetto “trainspotting” che con immediatezza ed efficacia non solo fa arrivare al lettore la condizione, in parte, di disagio e, in parte, di disprezzo della protagonista, ma trasmette anche la verità e il valore del rapporto con la nonna rispetto a una società sempre più dell’apparire. Sul plot (la resa della trama) si può migliorare ma questa tua narrazione poetica e a tratti frenetica è la tua cifra stilistica e io non la denaturerei: è una voce diversa che, almeno a me, non dispiace 🙂

      • Haha scusa rido di me non di te , perche’ mi becchi nei miei punti deboli. Sono e forse nemmeno quella solo una poeta , aggiungere parole mi e’ quasi difficile io che ho la mania di concentrare i concetti. Sei un lettore attento quasi che aspettavo il tuo commento. Non ho un modo di scrivere ” per tutti” non ci riesco non riuscirei a leggermi , troppe parole soffocano la scena che ho in mente mentre forse la dovrei sviluppare di piu’ . Adoro la brevita’ e la potenza delle parole , nella sintesi c’ e’ il succo . Grazie ancora

  • Il profilo di Sara è stato aggiornato 3 settimane, 1 giorno fa

  • Scendo le scale frettolasamente, porto addosso ancora la sua rabbia, le parole insidiose che hanno inquinato l’aria. Si intruffolano nelle mie tasche, nel mio capotto, chiedono riscatto. Io affretto i passi, lo s […]

    • Molto cuore, molto intenso. Bello, e te lo dice uno a cui i flussi di coscienza “mono-blocco” dopo un po’ stufano. Però qui l’intensità e la prosa accattivante riesce a far scivolare liscio e leggero il flusso, lasciando il lettore con questa immensa voglia di libertà di ricominciare da zero.

    • Brava Sara, quando si tratta di emozioni sei un fiume inarrestabile! Le tue parole hanno creato immagini nella mia mente. Trovo che il tuo modo di scrivere sia come il testo di una canzone, se mi permetti il paragone. Bene così 😉

      • Sara replied 1 mese fa

        wow grazie!!! magari riuscire a scrivere una canzone… è la musica che mi ossessiona e mi accompagna in ogni istante.. sono contenta di essere riuscita a trasmetterla… davvero gradito il tuo commento 🙂 thanks

    • In genere le descrizioni nei libri o nei racconti che non abbiamo dialoghi, dopo poco mi annoiano, e le salto.La tua prosa descrittiva invece ti prende di pancia e sale al cuore e alla testa.Ho sentito la rabbia e il dolore della protagonista dentro di me.

    • Ciao, mi piace come scrivi, attraverso il tuo linguaggio sei riuscita a evocare nella mia mente le immagini che descritte all’interno del testo, oltre a percepire le emozioni che hai voluto riversare in esso. Anche io ho avuto la sensazione di leggere il testo di una canzone, di una bella canzone, per la precisione. Al prossimo racconto, continua così!

    • Mi piace il modo in cui hai narrato il tutto. Veramente ben descritta e che colpisce dritta al cuore!

    • Sara. Facciamo il tifo per te. Continua a pisciare parole dentro queste pagine, fregandotene dei cliché e della punteggiatura. Fin dentro al crepuscolo degli dei.

  • Il profilo di Sara è stato aggiornato 2 mesi, 2 settimane fa

  • Potremmo. Uscire con le nostre calze nere ancora da bucare, le nostre scarpe più comode così da poter camminare il più possibile (ti ho detto che adoro camminare sotto la pioggia con i piedi che si impastano ne […]

    • A volte fa bene pensare alle possibilità, lasciare andare la mente su cosa potremmo fare.. è però un arma a doppio taglio… considerare il tutto ci fa perdere di vista la possibile più semplice, quella più a portata di mano.. solo essere noi. Racconto breve, oscuro con una voce narrante che trasmette un’ansia crescente per poi fermarsi di botto con l’ultima frase. Brava.. mi sono piaciute le pennellate noir che hai voluto dare.

    • Sara replied 3 mesi fa

      Grazie Raffaele , mi fa piacere ti sia piaciuto 😊

    • Scorgo nel tuo stile alcune vibranti sfumature pulp (che, ovviamente, mi piacciono). E mi piace il flusso incontenibile e arreso della voce narrante, che sembra disegnare una spirale attorno alle possibilità che, ahimè, sono rimaste vaghe e scorrevoli, come la lenta corrente dei Navigli.

    • Tiziano Pitisci è un piacere leggere il tuo bel commento. Hai colto l’essenza che io forse non sono riuscita ad esprimere e avete saputo cogliere voi lettori

    • Non saprei spiegare come, ma mentre leggevo apparivano quadri in bianco e nero, come disegni di Frank Miller in cui predominano due colori, le sfumature di essi, e infine le tinte rosse, verdi. Contemporaneamente mi sentivo trascinato dalle parole come un pescatore si sente sbattuto qua e là dalla burrasca. Una sensazione piacevole.
      Complimenti!

    • Mi aggrego ai commenti che descrivono una situazione in bianco e nero e pulp, dramma ed erotismo, scene tossiche e innocenti.
      Mi sembra di vedere una bambina cresciuta troppo in fretta, o una donna ancora adolescente.
      Non lo vedo come un racconto, ma più come il monologo di un film e mi piace davvero molto; trasmette sudore e passione, cose che adoro.

      Allo stesso tempo, però, ti consiglio di fare molta attenzione (e lo dico per esperienza ed errori diretti personali) prima di tutto agli apostrofi (ne mancano almeno due e sono quelle sviste che trasformano un errore di battitura in un errore di grammatica), poi agli spazi delle virgole; ci sono anche diversi momenti in cui io avrei messo una punteggiatura diversa, ma questo è il tuo racconto quindi la mia rimane un’opinione del tutto personale 🙂

      • Fai benissimo a segnalarmi i miei errori grammaticali. L’ho scritta frettolosamente e tu attento lettore hai colto le mie imperfezioni. Di solito scrivo poesie ecco perché nella narrazione riesco poco ed ecco perché ti sembrano scene di un film perché io vedi immagini e sensazioni , la mia scrittura deve maturare , forse il mio intento comunicativo è più forte della forma che ho dato. In realta’ non sono soddisfatta del mio pseudo racconto perché scritto in un momento di distacco e di sogno e residui adolescenziali. Ti ringrazio cmq per la tua attenta lettura 😊

      • La poesia è la prima cose che mi “suonata” in mente, ma non essendo un esperto non ho voluto osare nel commento: suona come una…permettimi il termine “Poesia sbagliata”, che lo leggerei come un complimento più che come una critica 😉
        Per gli errori grammaticali è una cosa piuttosto comune, anche io scrivo di getto, ma se posso consigliarti butta tutto su un file del computer, per breve che sia, poi rileggi il giorno dopo ed eventualmente correggi 😉

    • Mi piace molto questa narrazione dalle tinte forti e cruda. Mi ha ricordato spezzoni di “Storie di ordinaria follia” del grande Bukowski. Si sente che è una scrittura intimista, di chi è abituato a scrivere più spesso poesie piuttosto che narrativa. L’incipit è inequivocabile, si tratta di due donne che hanno, o almeno una di loro vorrebbe che avessero, una relazione, narrata dal PdV di lei che delle due desidera di più. Non c’è una vera e propria storia, è più un flash emozionale su questa situazione, uno sfogo di lei che sembrerebbe non essere non solo contraccambiata ma forse neanche compresa: una delle due sembra essere etero, chi narra non lo è. Nell’insieme una scrittura capace di visualizzare, di trasmettere immagini intense. Sarebbe bello vederti alle prese con una storia. A rileggerci.

      • Ciao Massimo , grazie per avermi letta. In realtà la mia scrittura è ingenua. Non avevo intenzione di parlare di genere sessuale, però forse ci sono caduta dentro. L’amicizia femminile ha molte sfumature parlare di lesbiche o non etero è forse riduttivo , ecco io avrei voluto andare oltre queste categorie ma errore mio forse ho calcato proprio su questo. Cmq hai fatto bene a scriverlo . Volevo parlare di amicizia di complicità. DI solito scrivo poesie , scrivere racconti sarà il mio prossimo esercizio. ..

      • Ciao Sara. In realtà hai lavorato bene perché fino all’ultimo ero indeciso se fossero solo moto amiche o altro. Giusto nel caso possa interessarti, quello che mi ha fatto interpretare altro è stata la frase: “stasera gli sbatto la lingua in bocca che voglia o no”. Tieni pure presente però che, da uomo, probabilmente è un mio limite non saper riconoscere fino a che punto può fantasticare l’amicizia tra due donne. Ecco, senza quella frase avrei pensato al rapporto di amicizia di cui parli nel tuo commento. A rileggerti volentieri.

    • Sintassi particolare e accattivante, difficile riuscire bene in un testo del genere, ma tu ce la fai e incanti. Potresti, anzi puoi 😉

      • Aspettavo il commento di una donna. Questo è il commento più bello. Il testo è buttato giù alla buona Marta , niente di studiato , come uscire di casa senza un piano affidandosi solo alle sensazioni e agli umori . Mi ha fatto davvero piacere leggere oggi questo tuo commento (speciale)

      • @sally88 ti ringrazio per il commento speciale ma è solo un esprimere bellezza ad un testo che funziona, una donna può forse meglio “leggerlo” ma è solo per un clichè di sensibilità, perchè c’è tanto di uomo, di parte necessaria affinché questa storia procede così bene. Di nuovo brava.

    • Interessante, curioso e non annoia. Mi è molto piaciuto questo tuo stile. Complimenti! 🙂

      • Sara replied 2 mesi fa

        ciao Daniele ti ringrazio, le tue parole fanno bene al cuore!

    • Ciao Sara, adoro la crudezza narrativa, il tuo scritto mi è piaciuto moltissimo e spero di leggerti ancora. Mi sento di dirti che potresti rendere la punteggiatura un punto di forza. Inserirne molta, soprattutto punti, anche dopo una sola parola. Oppure eliminarla completamente. Ho provato a leggere il testo lasciando il punto dopo “Potremmo”, eliminando invece tutto il resto. Funziona bene, secondo me. Un po’ Joyce, un po’ Svevo. Complimenti.

      • leggo solo ora il tuo commento. Ti ringrazio moltissimo, davvero una bellissima osservazione, adoro i punti. Tu mi hai saputa leggere davvero grazie, pubblicherò presto 🙂

    • All’inizio la mancanza di punteggiatura pensavo fosse un limite, poi mi sono reso conto che il limite era solo mio! Mi sono lasciato trasportare dal tuo inarrestabile flusso di emozioni, dal sottile erotismo (voluto o non voluto) che traspare. Concordo con Tiziano nel definire il tuo stile “vibrante.”
      Sarei curioso di vederti alle prese con una poesia.

    • Una valanga di emozioni che si intersecano con avvenimenti il tutto condito da desideri e nuda e cruda realtà. Un bello avritto, ti scuote dentro.

      Complimenti.

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