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  • L’ultimo cadavere aveva appena toccato terra che la mente di Ripley era già proiettata al prossimo passo: tagliare la corda. Ormai era chiaro che non poteva più permettersi di stare lì, il rifugio, che era stat […]

    • Purtroppo siamo giunti al termine e spero che Ripley ritorni presto. Mi mancheranno le sue avventure. Ciao Alessandro, alla prossima stagione.

    • Ciao Alessandro, ho letto gli ultimi due episodi di seguito. Rimane il mistero di Occhio Freddo, l’invisibile cooprotagonista della tua serie. Ripley dunque, si risveglierà a Gambler City? Non riesco a immaginare una città più tetra di quella che hai descritto qui con dovizia di particolari. Non mi rimane che attendere la prossima stagione 😀

  • Polvere nei polmoni, talmente tanta da impedirti persino di immaginare di respirare, talmente densa da tagliarsi col coltello. Intorno a Ripley solo macerie di quello che fino a qualche ora prima era un edificio […]

    • Grande episodio, la parte iniziale con la descrizione dello stato fisico-psicologico di Ripley è davvero sensazionale! Ne vogliamo parlare del ghiaccio e del condizionatore? Grandioso! Grande Alessandro, questa serie diventa sempre più bella!

      • Grazie per aver seguito assiduamente questa serie, ormai siamo quasi alla fine della prima stagione, vediamo se riesco a riservare ancora qualche sorpresa negli ultimi due episodi.

  • La pioggia scrosciava forte sul tetto di lamiera mentre la luce delle stelle filtrava pallida tra le nubi, il rumore entrava prepotente nelle orecchie senza lasciare spazio agli altri, importantissimi in quel […]

    • Azione allo stato puro! E vista l’essenziale punteggiatura ho letto l’episodio tutto d’un fiato. Grande Alessandro, come sempre.

    • Ciao Alessandro, altro flashback che nella linea temporale del racconto si colloca più vicino alla vicenda che stai narrando. Se non ho compreso male, il momento in cui Ripley e Occhio freddo si sono separati definitivamente. La curiosità continua ad aumentare.

  • Il rumore sordo del motore dell’astronave l’avrebbe portata al suicidio, Ripley ne era certa; la stanza tre metri per tre non consentiva di distogliere troppo l’attenzione vista la mobilia scarna: un letto e un ce […]

    • Episodio accattivante, non vedo l’ora che Ripley arrivi a destinazione per sapere che succederà. Al prossimo episodio.

    • Ciao Alessandro. Uno scorcio interessante, a mio parere troppo breve;) Voglio conoscere qualcosa in più di Ripley e, perché no, del suo rapporto con Occhio Freddo. Oramai il tuo misterioso comprimario (?) mi si è piantato in testa come un chiodo.

  • La pozza di sangue sul pavimento si allargava inesorabile, con calma e tranquillità come se tutto fosse già scritto e determinato. Il metallo grigio donava una tonalità particolare a quel liquido scuro che era al […]

  • “Occhio Freddo” disse il prigioniero, il volto in penombra non rivelava molto dell’espressione che, Ripley ne era certa, doveva somigliare molto a quei drogati di “Byte”, la droga digitale più diffusa sul pianet […]

    • Ciao Alessandro, la storia mi intriga sempre più, non mi annoio mai nel leggerti e la curiosità sul seguito e tanta, soprattutto far la conoscenza di Occhio Oscuro… Ripley mi piace un sacco come pg, e i tuoi dettagli tecnologici denotano una tua ottima conoscenza… Ma ciò non mi stupisce, visto che la tua produzione non mi è nuova! Aspetto il prossimo episodio!

    • Ciao Alessandro, l’introduzione del nuovo personaggio mi piace. Gli antagonisti sono di norma parte del passato, hanno ragioni per essere passate all’altro capo della barricata. Se Occhio Freddo e tutto questo, non vedo l’ora di conoscere le sue 🙂

  • L’odore della predaEra riuscita a scoprire qualche dettaglio in più, prima che l’aggressore svenisse esausto. Per il momento non sapeva chi l’avesse mandato ma era chiaro che avessero accreditato sul suo conto […]

    • Episodio adrenalinico! In particolar modo mi è piaciuta molto la descrizione della città. Già mi è piaciuto l’andamento di questo interrogatorio, ma non vedo l’ora di “assistere” al prossimo… A presto, Alessandro.

    • Ciao Alessandro, la tua “prigione” inizia a prendere forma e colore, oltre che “odore”. Rimane la curiosità di capire perché Ripley è stata condannata a scontare una pena a vita in quel luogo, ma penso che con il procedere della serie lo scoprirò. Di sicuro, non è una “santa donna” 😀 Mi sto facendo parecchie idee balzane su questo tuo mondo, ma per ora le tengo per me. Siamo sicuri che a decidere della sorte di questi umani siano altri esseri umani? Mah, la follia sta prendendo possesso della mia mente sempre in movimento.
      Quanto alla scatoletta rossa… credo di sapere cosa contiene.

    • Ciao Alessandro, Ripley la adoro, è un personaggio davvero con una grande personalità. Scommetto che ne ha passate di cotte e di crude per diventare così “forte”, il suo passato mi attira parecchio. Ma anche il pianeta originato dalla tua mente è affascinante: una prigione! E chissà da chi, o cosa, viene gestito! Curiosissimo del seguito, sempre scorrevole e piacevole! Alla prossima!

  • Odiava quel dannatissimo neon giallo, faceva sembrare la stanza una stupida locanda da quattro soldi o uno di quei motel ad ore nei quali si entrava con un solo scopo e si faceva molto in fretta. Al centro della […]

    • Ciao Alessandro, la tua Ripley è una tipa tosta. Non poteva che essere così, visto che il nome che le hai assegnato : D
      La cacciatrice di taglie sembra avere molti nemici, il prossimo episodio, forse, ne rivelerà alcuni. Rimane forte la curiosità per il titolo della serie, attendo di saperne di più sul mondo che hai creato. Il termine “prigione” mi fa presagire che anche Ripley ha qualche peccato da scontare.

    • Bell’episodio anche questo. Molto simpatico anche il pappagallo robotico. Ci “vediamo” alla prossima.

  • C’era puzza, più puzza del solito, disgustosa e rancida puzza di cadaveri misti a chissà cosa; quella sera l’aria era davvero insopportabile, la donna che camminava nel vicolo buio si strinse nel cappotto alzan […]

    • Gran bell’inizio! Non vedo l’ora che arrivi la prossima puntata… A presto.

    • Ciao Alessandro, ecco l’occasione per conoscerti in una nuova veste 😁 Fantascienza.
      Fin dalle prime righe permetti al lettore di avere un’immagine chiara del tuo mondo, grazie al richiamo dell’olfatto. Gli odori hanno molto da raccontare e quelli per le vie della città “puzzano” di disperazione. Voglio saperne di più del tuo mondo prigione e della cacciatrice di taglie ☺

    • Ciao Alessandro, da questo incipit, sempre condotto meravigliosamente grazie alle tue precise e coinvolgenti descrizioni, già l’interesse verso Ripley da parte mia è incredibile, con quel suo fucile a canne mozze che tiene e il suo carattere tagliente, deciso e determinato. Ovviamente sono curioso di sapere come se la caverà questa cacciatrice di taglie contro tale fantomatico Occhio Freddo! Un saluto, alla prossima!

  • Ho una passione per la guida che potrei definire innata, ricordo che da quando avevo dodici anni mi divertivo a far partire il pick-up sgangherato di mio zio con i cavi e poi guidavo giù per la discesa che […]

    • Ciao Alessandro,
      complimenti per la storia: era iniziata in modo soft ed ero lì che aspettavo qualche colpo di scena e il bagagliaio del poliziotto è stata una genialata!!! Bravo 😁

    • Accidenti, che finale! Davvero da restarci secchi 😂
      Complimenti Alessandro. Alla prossima.

    • Ciao Alessandro, era un po’ che non leggevo niente di tuo. Dialoghi forti e trama imprevedibile. La figura del poliziotto ambiguo mi ha sempre affascinato. Inizialmente non capivo perché l’agente usasse un linguaggio così licenzioso, ma i dubbi sono stati spazzati via dal colpo di scena finale.

      • Ciao Tiziano. Sono nel mezzo della stesura del romanzo breve ambientato nello stesso universo di due mie serie qui. Sono occupato ma non ho smesso, non temere!

    • Ciao Alessandro, un finale che mi ha fatto sorridere, ironico davvero! Certo i sospetti sul poliziotto mi son venuti alla prima affermazione, ma non mi aspettavo quel finale! Una trama ben costruita con un linguaggio secco e diretto, mi mancavano i tuoi racconti, bentornato Ale!!

    • Ciao Alessandro, davvero inquietante 😱 Hai ribaltato una situazione da copione inserendo un finale a sopresa che si presta (a mio modo di vedere) a una sola interpretazione. Il poliziotto farà ritorno a casa con altri due cadaveri 😁

    • Beh, che dire, davvero bella storia! Complimenti Alessandro, hai scritto un piccolo capolavoro. Dopo aver letto tre storie, questa è la prima che mi è piaciuta veramente.

  • La luce al neon intermittente illuminava quella sudicia porzione di soffitto consentendo di osservarne le parti più sudice che formavano quasi un mosaico di colori, dal marrone scuro al grigio chiaro. Proseguendo […]

    • Ciao Alessandro, hai davvero ricreato l’atmosfera perfetta per un evento di simili proporzioni! La tensione e il realismo del fatto da te narrato sono palpabili (nonostante il giornalista dica di no), e in essa è ben visibile la rassegnazione per un’attesa giunta al suo capolinea. Ho avvertito la normale amarezza di persone che avrebbero voluto proseguire, fare meglio, senza rimpiangere troppo il passato, e l’ultimo frammento racchiude in sé angoli pregni di intensità e poesia nonostante la semplicità dei gesti e quel silenzio carico di rumore che annichilisce. Un bel racconto davvero😁!

    • Ciao Ale. Complimenti. Il racconto ha l’atmosfera perfetta per la fine del mondo, un misto di rabbia e serena rassegnazione davanti all’inevitabile. La tensione è palpabile ma non manifesta, un mix molto ben riuscito in pochissime parole.

    • Ciao Alessandro, ho visto il tuo racconto solo ora sbirciando nel laboratorio ucronie. Che dire, profetico! Calza alla meraviglia con il laboratorio di questo mese, ottobre, dell’asteroide. In questa storia possono essere date diverse interpretazioni sulla causa della “fine”, ma tutte lasciano l’amaro in bocca. Colpa dell’uomo o dell’Universo? Sì, come gli altri ho avvertito la rassegnazione della condizione umana, l’incredulità. Accade anche nel quotidiano, noi tutti pensiamo alla morte come un evento lontano e ci rendiamo conto del tempo perduto solo quando troppo tardi.

    • Bella storia Alessandro… cin cin!

  • “Vuoi qualcosa da bere?” domandò l’uomo con i capelli grigi mentre tirava fuori dalla tasca della camicia una fiaschetta color argento.“Quello che diavolo è?” indicando la brocca.“Whisky, ce l’hanno porta […]

    • Alessandro, con questo finale penso che tu abbia messo altra carne sul fuoco, perché a questo punto la ricerca di Carl è diventata un vero mistero… che sia il preludio ad una seconda stagione? Comunque è stato davvero un piacere seguire questa serie, perché mi sono ritrovato immerso in un contesto storico da me amato (storicamente parlando) e da te reso più coinvolgente grazie alla fantasia, e spero che questa tua opera prosegua😁!

    • Ciao Alessandro, ho letto la tua serie di un fiato! La distopia si fonde con l’ucronia, hai saputo reinventare un grande classico regalandogli un tocco di originalità. Ora andrà a pescarmi la serie precedente, quella da cui ha preso vita il tuo universo 😉

      • Ah dimenticavo… Caspiterina, ci lasci così? Troppi interrogativi da risolvere, spero di leggere al più presto la seconda stagione.

      • È probabile che entro fine anno esca qualcosa di ben più corposo su Amazon. Potrebbe esserci un collegamento diretto con la prima serie dedicata a questo universo. Sono molto contento che tu abbia apprezzato la serie!

      • Ciao Alessandro, ti confesso che mi stavo giusto arrovellando a tale proposito. Ho letto questa mattina le prima serie, Dopo la Catastrofe, è mi chiedevo “E adesso?” Sono contenta, come immaginavo le tue serie hanno un respiro più ampio. Ti prego solo di considerare la possibilità di dare a noi, lettori di Open, un assaggio delle tue nuove mirabolanti storie.

    • Mi associo ai commenti degli altri…davvero vuoi lasciarci così???
      Mi piacciono i finali aperti, lo sai ma così è troppo 😀
      Complimenti Ale, ottima serie.

  • L’armadio che avevano piazzato di fronte all’ultimo scalino sembrava destinato a cadere, così raccolsero alla buona delle sedie che potessero fungere da contrappeso; la pila di mobili che costituiva la loro ulti […]

    • Alessandro, con questo episodio mi sono davvero esaltato. È stato come se fossi lì, insieme ai tuoi personaggi, a lottare tra la vita e la morte, con il tuo incedere preciso e ricco di dettagli, in grado sempre di stupirmi. È un piacere per me immergermi in questi anfratti di guerra, dove la fuga si scontra con chi non vuole abbandonare le proprie radici, e dove gli uomini continuano ad ammazzarsi pur sapendo dell’esistenza di una minaccia comune… insomma, per il finale, mi aspetto un gran finale😁!

    • Oltre la ritmo, agli intrecci e alla caratterizzazione dei personaggi, quello che secondo me rende questa serie un piccolo gioiello è la capacità che hai avuto di far vivere le immagini nella mente del lettore. Un piglio quasi cinematografico!

  • Uno dei due fratelli francesi si avvicinò a passo lento e misurato verso la porta di legno d’ingresso, il fucile spianato, dalla sua posizione Carl riusciva a scorgere solo questo, i due ospiti avrebbero voluto pr […]

    • Alessandro, che dire, mi hai fatto vivere una vera esperienza survival horror, e io sono un patito del genere. Sembrava una scena di un film quel confronto impari, davvero emozionante. Mi chiedo cosa ha in mente Carl… Non mi resta che attendere il prossimo episodio😁!

  • Quando l’elicottero rosso toccò terra uno sbuffo di neve si nebulizzò nell’aria schizzando un po’ ovunque mosso dalla potenza del rotore centrale del mezzo. Il pilota osservava quella distesa desolata mentre […]

  • Il cranio esplose in mille pezzi, il non morto cadde con un tonfo sordo mentre Philippe chiudeva la finestra, nonostante oramai nessun vetro fosse rimasto al proprio posto, infatti il braccio del cadavere aveva […]

    • Riesci sempre a tenermi in tensione, ho adorato i dettagli sullo sbarco, un grande evento storico, già traumatico in sé, ma tu lo hai caricato con il peso dei non morti, eccezionale, storia ed horror insieme in un luogo mitico per la nostra civiltà! Inoltre, il dettaglio conviviale, pieni di ricordi, ha tinto l’episodio di nostalgia e malinconia. E il finale, come al solito, attira il lettore verso la prossima disavventura… davvero ottimo😁!

      • I dettagli sullo sbarco sono un omaggio ad un famoso GDR italiano che condivide l’ambientazione che ho utilizzato per questa serie e per “Dopo la catastrofe”.

    • Davvero un bella gestione del ritmo narrativo. Dalla tensione alla calma e poi di nuovo alla tensione a fine racconto.

  • Gli occhi di Louis si erano fatti piccoli piccoli, quasi come quella maledetta fessura dalla quale era impossibile intravedere altro che contorni sfuocati mischiati a bagliori accecanti, quei fari parevano dotati […]

    • In questo episodio mi sono immerso completamente, sembravano dialoghi tratti da the walking dead o roba simile, con il gruppo che cerca di decidere se unirsi ai nuovi o meno. Mi è piaciuto tanto un particolare, quando dici cugini teutonici, in effetti, vicinanza geografica a parte, i franchi erano una popolazione germanica, hanno solo avuto un destino diverso dal punto di vista linguistico. E i tuoi finali sono sempre ad alta tensione. Una serie che personalmente sto apprezzando tanto!

  • La casa in campagna era circondata, per l’ennesima volta, da campi sterminati che consentivano una visibilità quasi totale, pur essendo facilmente attaccabile sulla carta era in realtà molto complicato ass […]

    • Ciao Alessandro, questo episodio mi è piaciuto molto, l’atmosfera di diffidenza, di malinconia e sofferenza, di tensione che riesci a dipingere è davvero coinvolgente e il ritmo è serrato. Più leggo e più mi viene il sospetto che sei andato oltre il 1945, cioè che la guerra, o quel che ne è rimasto, si è protratta oltre… Non mi resta che continuare a leggere…

  • Il sole filtrava leggero tra la nebbia grigiastra che inondava le pianure e le colline impedendo una buona visibilità, nonostante tutto gli uccelli sembravano gli unici ad ignorare la cosa proseguendo il proprio […]

    • Ciao Alessandro, in guerra meglio diffidare, non è così? Comunque continua questo stato di stress emotivo in cui rimango sempre col fiato sospeso, chiedendomi in continuazione cosa accadrà adesso, ma la nebbia non è solo nel tuo racconto, ma anche nella mia mente, senza però far smarrire il mio interesse. La cosa che più mi affascina della vicenda è legata ai non morti, certamente un’arma non convenzionale da usare in guerra!

    • I racconti di guerra mi hanno sempre affascinato. Per narrare la guerra ci vogliono nozioni non da poco. Tu sai calibrare le parole.

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Alessandro Proietti

Foto del profilo di Alessandro Proietti

@shadowriter

attivo 2 settimane, 2 giorni fa
scrittore