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  • Ho una passione per la guida che potrei definire innata, ricordo che da quando avevo dodici anni mi divertivo a far partire il pick-up sgangherato di mio zio con i cavi e poi guidavo giù per la discesa che […]

    • Ciao Alessandro,
      complimenti per la storia: era iniziata in modo soft ed ero lì che aspettavo qualche colpo di scena e il bagagliaio del poliziotto è stata una genialata!!! Bravo 😁

    • Accidenti, che finale! Davvero da restarci secchi 😂
      Complimenti Alessandro. Alla prossima.

    • Ciao Alessandro, era un po’ che non leggevo niente di tuo. Dialoghi forti e trama imprevedibile. La figura del poliziotto ambiguo mi ha sempre affascinato. Inizialmente non capivo perché l’agente usasse un linguaggio così licenzioso, ma i dubbi sono stati spazzati via dal colpo di scena finale.

    • Ciao Alessandro, un finale che mi ha fatto sorridere, ironico davvero! Certo i sospetti sul poliziotto mi son venuti alla prima affermazione, ma non mi aspettavo quel finale! Una trama ben costruita con un linguaggio secco e diretto, mi mancavano i tuoi racconti, bentornato Ale!!

    • Ciao Alessandro, davvero inquietante 😱 Hai ribaltato una situazione da copione inserendo un finale a sopresa che si presta (a mio modo di vedere) a una sola interpretazione. Il poliziotto farà ritorno a casa con altri due cadaveri 😁

    • Beh, che dire, davvero bella storia! Complimenti Alessandro, hai scritto un piccolo capolavoro. Dopo aver letto tre storie, questa è la prima che mi è piaciuta veramente.

  • La luce al neon intermittente illuminava quella sudicia porzione di soffitto consentendo di osservarne le parti più sudice che formavano quasi un mosaico di colori, dal marrone scuro al grigio chiaro. Proseguendo […]

    • Ciao Alessandro, hai davvero ricreato l’atmosfera perfetta per un evento di simili proporzioni! La tensione e il realismo del fatto da te narrato sono palpabili (nonostante il giornalista dica di no), e in essa è ben visibile la rassegnazione per un’attesa giunta al suo capolinea. Ho avvertito la normale amarezza di persone che avrebbero voluto proseguire, fare meglio, senza rimpiangere troppo il passato, e l’ultimo frammento racchiude in sé angoli pregni di intensità e poesia nonostante la semplicità dei gesti e quel silenzio carico di rumore che annichilisce. Un bel racconto davvero😁!

    • Ciao Ale. Complimenti. Il racconto ha l’atmosfera perfetta per la fine del mondo, un misto di rabbia e serena rassegnazione davanti all’inevitabile. La tensione è palpabile ma non manifesta, un mix molto ben riuscito in pochissime parole.

    • Ciao Alessandro, ho visto il tuo racconto solo ora sbirciando nel laboratorio ucronie. Che dire, profetico! Calza alla meraviglia con il laboratorio di questo mese, ottobre, dell’asteroide. In questa storia possono essere date diverse interpretazioni sulla causa della “fine”, ma tutte lasciano l’amaro in bocca. Colpa dell’uomo o dell’Universo? Sì, come gli altri ho avvertito la rassegnazione della condizione umana, l’incredulità. Accade anche nel quotidiano, noi tutti pensiamo alla morte come un evento lontano e ci rendiamo conto del tempo perduto solo quando troppo tardi.

    • Bella storia Alessandro… cin cin!

  • “Vuoi qualcosa da bere?” domandò l’uomo con i capelli grigi mentre tirava fuori dalla tasca della camicia una fiaschetta color argento.“Quello che diavolo è?” indicando la brocca.“Whisky, ce l’hanno porta […]

    • Alessandro, con questo finale penso che tu abbia messo altra carne sul fuoco, perché a questo punto la ricerca di Carl è diventata un vero mistero… che sia il preludio ad una seconda stagione? Comunque è stato davvero un piacere seguire questa serie, perché mi sono ritrovato immerso in un contesto storico da me amato (storicamente parlando) e da te reso più coinvolgente grazie alla fantasia, e spero che questa tua opera prosegua😁!

    • Ciao Alessandro, ho letto la tua serie di un fiato! La distopia si fonde con l’ucronia, hai saputo reinventare un grande classico regalandogli un tocco di originalità. Ora andrà a pescarmi la serie precedente, quella da cui ha preso vita il tuo universo 😉

      • Ah dimenticavo… Caspiterina, ci lasci così? Troppi interrogativi da risolvere, spero di leggere al più presto la seconda stagione.

      • È probabile che entro fine anno esca qualcosa di ben più corposo su Amazon. Potrebbe esserci un collegamento diretto con la prima serie dedicata a questo universo. Sono molto contento che tu abbia apprezzato la serie!

      • Ciao Alessandro, ti confesso che mi stavo giusto arrovellando a tale proposito. Ho letto questa mattina le prima serie, Dopo la Catastrofe, è mi chiedevo “E adesso?” Sono contenta, come immaginavo le tue serie hanno un respiro più ampio. Ti prego solo di considerare la possibilità di dare a noi, lettori di Open, un assaggio delle tue nuove mirabolanti storie.

    • Mi associo ai commenti degli altri…davvero vuoi lasciarci così???
      Mi piacciono i finali aperti, lo sai ma così è troppo 😀
      Complimenti Ale, ottima serie.

  • L’armadio che avevano piazzato di fronte all’ultimo scalino sembrava destinato a cadere, così raccolsero alla buona delle sedie che potessero fungere da contrappeso; la pila di mobili che costituiva la loro ulti […]

    • Alessandro, con questo episodio mi sono davvero esaltato. È stato come se fossi lì, insieme ai tuoi personaggi, a lottare tra la vita e la morte, con il tuo incedere preciso e ricco di dettagli, in grado sempre di stupirmi. È un piacere per me immergermi in questi anfratti di guerra, dove la fuga si scontra con chi non vuole abbandonare le proprie radici, e dove gli uomini continuano ad ammazzarsi pur sapendo dell’esistenza di una minaccia comune… insomma, per il finale, mi aspetto un gran finale😁!

    • Oltre la ritmo, agli intrecci e alla caratterizzazione dei personaggi, quello che secondo me rende questa serie un piccolo gioiello è la capacità che hai avuto di far vivere le immagini nella mente del lettore. Un piglio quasi cinematografico!

  • Uno dei due fratelli francesi si avvicinò a passo lento e misurato verso la porta di legno d’ingresso, il fucile spianato, dalla sua posizione Carl riusciva a scorgere solo questo, i due ospiti avrebbero voluto pr […]

    • Alessandro, che dire, mi hai fatto vivere una vera esperienza survival horror, e io sono un patito del genere. Sembrava una scena di un film quel confronto impari, davvero emozionante. Mi chiedo cosa ha in mente Carl… Non mi resta che attendere il prossimo episodio😁!

  • Quando l’elicottero rosso toccò terra uno sbuffo di neve si nebulizzò nell’aria schizzando un po’ ovunque mosso dalla potenza del rotore centrale del mezzo. Il pilota osservava quella distesa desolata mentre […]

  • Il cranio esplose in mille pezzi, il non morto cadde con un tonfo sordo mentre Philippe chiudeva la finestra, nonostante oramai nessun vetro fosse rimasto al proprio posto, infatti il braccio del cadavere aveva […]

    • Riesci sempre a tenermi in tensione, ho adorato i dettagli sullo sbarco, un grande evento storico, già traumatico in sé, ma tu lo hai caricato con il peso dei non morti, eccezionale, storia ed horror insieme in un luogo mitico per la nostra civiltà! Inoltre, il dettaglio conviviale, pieni di ricordi, ha tinto l’episodio di nostalgia e malinconia. E il finale, come al solito, attira il lettore verso la prossima disavventura… davvero ottimo😁!

      • I dettagli sullo sbarco sono un omaggio ad un famoso GDR italiano che condivide l’ambientazione che ho utilizzato per questa serie e per “Dopo la catastrofe”.

    • Davvero un bella gestione del ritmo narrativo. Dalla tensione alla calma e poi di nuovo alla tensione a fine racconto.

  • Gli occhi di Louis si erano fatti piccoli piccoli, quasi come quella maledetta fessura dalla quale era impossibile intravedere altro che contorni sfuocati mischiati a bagliori accecanti, quei fari parevano dotati […]

    • In questo episodio mi sono immerso completamente, sembravano dialoghi tratti da the walking dead o roba simile, con il gruppo che cerca di decidere se unirsi ai nuovi o meno. Mi è piaciuto tanto un particolare, quando dici cugini teutonici, in effetti, vicinanza geografica a parte, i franchi erano una popolazione germanica, hanno solo avuto un destino diverso dal punto di vista linguistico. E i tuoi finali sono sempre ad alta tensione. Una serie che personalmente sto apprezzando tanto!

  • La casa in campagna era circondata, per l’ennesima volta, da campi sterminati che consentivano una visibilità quasi totale, pur essendo facilmente attaccabile sulla carta era in realtà molto complicato ass […]

    • Ciao Alessandro, questo episodio mi è piaciuto molto, l’atmosfera di diffidenza, di malinconia e sofferenza, di tensione che riesci a dipingere è davvero coinvolgente e il ritmo è serrato. Più leggo e più mi viene il sospetto che sei andato oltre il 1945, cioè che la guerra, o quel che ne è rimasto, si è protratta oltre… Non mi resta che continuare a leggere…

  • Il sole filtrava leggero tra la nebbia grigiastra che inondava le pianure e le colline impedendo una buona visibilità, nonostante tutto gli uccelli sembravano gli unici ad ignorare la cosa proseguendo il proprio […]

    • Ciao Alessandro, in guerra meglio diffidare, non è così? Comunque continua questo stato di stress emotivo in cui rimango sempre col fiato sospeso, chiedendomi in continuazione cosa accadrà adesso, ma la nebbia non è solo nel tuo racconto, ma anche nella mia mente, senza però far smarrire il mio interesse. La cosa che più mi affascina della vicenda è legata ai non morti, certamente un’arma non convenzionale da usare in guerra!

    • I racconti di guerra mi hanno sempre affascinato. Per narrare la guerra ci vogliono nozioni non da poco. Tu sai calibrare le parole.

  • ATTENZIONE: questa storia è ambientata nello stesso universo de “Dopo la catastrofe”.
    “Secondo voi perché dovrebbero voler trasportare un non morto?” sbottò all’improvviso Marco mentre i suoi occhi si muovevano […]

    • Un sabotaggio! Continui a tenere alta la tensione, mi piace questo linguaggio marinaresco. Uomini sciabordati alla loro esistenza, prigionieri dell’acqua. E nel finale, è un tradimento da parte di Malcom e Marco verso Carl? Non mi spiego il motivo, mi lasci con questo interrogativo.

    • Ciao Alessandro, anche in questo episodio la tensione è palpabile, nonostante l’equipaggio provi a mantenere la calma, avere a che fare con un non morto in uno spazio limitato non è roba semplice! Questo silenzio via radio preannuncia qualcosa di macabro e fatale, mai fidarsi della calma assoluta! Un piccolo consiglio: ma perché non usi le caporali aperte? Non creeresti situazioni come “E quindi decidono di mandarci al macello senza nemmeno dirci “Pezzi di merda, state trasportando una lurida puttana che potrebbe uccidervi nel sonno da un momento all’altro, fate attenzione!” bel cazzo di trattamento”, pensaci, potrebbe essere più efficace!

  • ATTENZIONE: questa storia è ambientata nello stesso universo de “Dopo la catastrofe”.
    Reginald afferrò di scatto la semi-automatica che teneva in tasca, una pesante e potente 1911, prese la via delle scale senza […]

    • Da brividi. Descrizioni minuziose, calibrare come un’arma da fuoco. La trama è avvincente, tieni le onde e il timone, creando suspance e voglia di continuare a leggere.

    • Ciao Alessandro, e chi lo avrebbe mai detto! Non mi sarei mai aspettato una svolta del genere, che si tratti del risultato di chissà quale esperimento nazista? Comunque sia, grande bella idea, uno scenario adrenalinico, pieno di mistero e fascino avente come sfondo un’importante evento storico, e come contorno un elemento di pura fantasia horror! I prossimi episodi si preannunciano imperdibili!

  • ATTENZIONE: questa storia è ambientata nello stesso universo de “Dopo la catastrofe”.
    Il motore balbettante della bagnarola che portava il loro culo era diventato quasi un’ossessione strisciante nella testa […]

    • Mi piacciono i racconti che hanno un ambientazione storica, l’idea è interessante. Hai ben descritto la scena, carica di disperazione e aria di naufragio. Continuerà?

    • Ciao Alessandro,
      pur non essendo appassionata di racconti storici, l’ho trovato molto coinvolgente. Ambientazione scura e piena di tensione. Bravo! 🙂

    • 4 uomini costretti su un mezzo di fortuna per raggiungere un luogo che potrebbe rappresentare la loro fine o la loro salvezza…mi ricorda qualcosa 😉 grande ale!

    • Ciao Alessandro, finora non mi era mai successo di leggere qui su EO un romanzo storico, e per me è stata una bella scoperta, vista la mia passione per la storia, in particolare proprio per la seconda guerra mondiale. È un’ottima premessa, hai saputo trasmettere la difficoltà, la frustrazione, la speranza di salvezza e persino la voglia di alleggerire con qualche battuta tutta la tensione che aleggia nel battello con realismo, facendomi immergere nella lettura con passione. Il finale impone certamente grande curiosità nel lettore, una voglia di proseguire. Alla prossima!

    • Una premessa interessante, ben scritta. Personalmente non amo i libri bellici, ma questo mi ha intrigato. Proseguo la lettura….

    • Oltre alla storia… mi è piaciuta la gestione del discorso diretto… è una parte degli scritti che se non gestita bene come contenuto, forma… punteggiatura, rischia di diventare un pastrocchiaccio. Complimenti.

    • Complimenti, mi è piaciuto molto. Adoro i racconti sulla WWII!

  • Non ricordo con chiarezza come sia cominciato tutto, sai, ero troppo occupato per pensarci. Da quando sono nato mi hanno insegnato la fretta, la velocità al posto della qualità, delle strette di mano, del c […]

  • Dicono che il mio stile di scrittura, il fluire del mio pensiero, l’articolarsi in subordinate e coordinate di vario tipo, sia troppo pesante da leggere per il lettore odierno; io penso che le parole che trovate t […]

  • Che cosa faresti se il tuo mondo fosse la tua stanza?
    Nessuno di quelli che conosco mi ha mai risposto davvero, nonostante abbia posto questa domanda tante volte a tante persone diverse. Me lo sono chiesto io […]

    • Una storia con bell`incipit. Inizio interessante e di grande impatto. Incuriosisce ed incalza verso il resto del racconto. Mi piace la trama, stile attuale e scrittura fluida.

    • Bella storia, raccontata molto bene. Le parti sono scorrevoli e la voce narrante è potente e consistente…sembra quasi di sentirla, in tutta la sua tristezza e voglia di riprendersi a due mani la sua libertà.
      Mi è piaciuto.
      Alla prossima lettura.

    • Si io mi sono posta una domanda simile. Se vivessi sempre nella stessa camera troverei spunti nuovi per fotografare? E la risposta che mi sono data è : si. Troverei sempre cose nuove da fotografare perché dipende da me saperle vedere, saperle interpretare inmodi nuovi e diversi.Ottimo racconto, scritto molto bene. Bravo

    • Ciao Alessandro,
      se mi trovassi sempre nella stessa camera? Credo che impazzirei. Sono sicuramente una persona introversa e che non può viaggiare per vari motivi, ma sicuramente preferirei mettere uno sgabellino nel mio piccolo giardino e respirare il “fuori” piuttosto che stare chiusa in una camera e opprimermi con il “dentro”. Ma credo anche che molti purtroppo non abbiano scelta… Il tuo modo di rappresentare il protagonista mi è piaciuto molto: non ci dimentichiamo di Emilio Salgari che senza viaggiare ci ha regalato delle preziose opere frutto della sua sconfinata fantasia. Complimenti!

  • Dicevano che devi metterci il sangue in quello che fai, altrimenti è inutile, tempo sprecato.
    Puzza di bruciato mischiata a sudore, questo è l’odore che mi ha accompagnato negli ultimi trentacinque anni, alla fin […]

    • Quando un sogno diventa un ‘ ossessione si perdono di vista anche le cose basilari.Uno spaccato di solitudine esterna, in quanto dentro il protagonista, ogni spazio è coperto dalla scrittura che lo nutre.Bellissimo racconto emozionale

    • molto bello e toccante

    • Sogni ed obiettivi mixati perfettamente e deviati verso l’ossessione. Destino infausto che ko ha portato alla psicosi. Racconto breve, intenso e ben scritto. Non ho chiaro se legato al precedente, inizialmente ho creduto fossero legati. Ma in tal caso mancherebbero familiari ed isolamento totale.
      Bei racconti, bravo!

    • Anche questo secondo episodio mi è piaciuto.
      Fai capire molto bene il vortice, in questo caso malsano, in cui una passione può risucchiare fino a far scomparire tutto il resto. Le tue parole sono un mix di dolce e amaro… il dolce è la passione con cui l’autore vive la scrittura, una valvola di sfogo concreta che lo allontana dalla cose brutte della vita, l’amaro è la scrittura stessa che lo porta ad isolarsi dalla vita stessa, cercando testardamente la perfezione nelle parole fino al finale tragico.
      Alla prossima lettura.

    • Mi piace molto come scrivi. Descrivi bene il demoni che s’impossessa di una persona e da passione diventa schiavitù.

  • Quando entrò nella stanza, un quadrilatero tre metri per tre interamente bianco, un senso di oppressione percorse rapido come un brivido la sua spina dorsale; si guardò intorno alla ricerca di qualcosa, q […]

  • Non riuscì a percorrere più di mezzo chilometro prima di incontrare un ostacolo inatteso sulla sua strada: dietro una curva coperta dalla vegetazione vide in lontananza tre torce, si trattava di altrettanti u […]

    • Un episodio che mi sembra lunghissimo nel suo essere relativamente breve, come già constato una volta, trovo molto accattivante il tuo modo di narrare, che in questa seria mi sembra ancora più “prepotente” del solito, nel senso che hai un aggrappante immediato nel leggerti.

    • 😀

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Alessandro Proietti

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@shadowriter

attivo 1 settimana, 1 giorno fa
scrittore