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  • Esiste un’enorme differenza tra dolore fisico e dolore emotivo. Quello fisico lo controlli, riesci in qualche modo a tenerlo confinato in limiti e confini ben precisi. Come quando da bambini si sentiva meno d […]

    • Molto bello e intenso come racconto anche se spero come donna che ci sia un seguito totalmente diverso…. Fai emozionare complimenti, ho sentito una totale empatica con la protagonista

    • Molto carino questo racconto sulla incomunicabilità su una lei e un lui, come è molto azzeccata la scelta del dipinto di De Chirico come immagine che fa da copertina al racconto. Senza quei (pochi) errori di battitura e con un editing migliore sarebbe stato ancor meglio

    • Grazie mille, davvero. A mio parere riuscire a creare empatia, come dici tu, tra il lettore ed il protagonista è la cosa più appagante. Quindi davvero grazie!
      A presto,
      S.

    • I sentimenti non conoscono differenze di sesso e colore. Un racconto romantico, dallo stile colloquiale e intimo. La protagonista diventa um amica da ascoltare, confortare e.consigliare. C’è qualche refuso correggibile.
      Mi è piaciuto!

      • Grazie infinite!
        L’intenzione era proprio quella di creare un qualcosa nel quale chiunque si possa interfacciare. Più o meno tutti hanno avuto una lite con la propria metà e volevo fosse una semplice parentesi, per così dire. Se sono riuscita, ne sono davvero felice.
        Grazie ancora e mi spiace per i piccoli errori.
        A presto,
        S.

    • Ciao Simona, iniziando con il faceto ho ben presente il mal di denti che descrivi. Io passavo notti insonni imbottita di antidolorifici a ricamare un quadro a mezzo punto: orribile. Non ho mai amato ricamare, ma era l’unico modo per lobotomizzarmi 😉 Venendo al serio, ho letto con piacere il tuo racconto. Ho difficoltà a scrivere e leggere “di” amore, probabilmente per un blocco energetico dovuto ad alcune situazioni. Il tuo racconto è riuscito a farmi sorridere perché delicato. Ti seguirò volentieri in altre avventure.

      • Ciao, si il mal di denti è una piaga irrisolvibile. Nemmeno il mio fidato Oki era riuscito ad aiutarmi… Forse avrei dovuto tentare anch’io il ricamo, anche se i miei rattoppi sulle lenzuola sono la rappresentazione della paura di Lovecraft.
        Sono davvero felice che ti sia piaciuta e che ti abbia suscitato qualcosa di positivo e davvero grazie per aver scelto di seguirmi.
        Spero a presto,
        S.

    • Oddio, non me ne ero accorto minimamente! In ogni caso il tema dell’incomunicabilità è molto presente e per questo rinnovo i miei complimenti

    • L’eterno tema del triangolo di sentimenti non smetterà mai di annoiare e di coinvolgere. Hai un modo di scrivere molto diretto che arriva dritto al lettore.

  • “Mi chiamo Eva, Eva Ruth. Ho venticinque anni e da diversi mesi vivo segregata in un enorme palazzo di cemento armato. Non so quanto tempo sia passato da quando i miei aguzzini mi hanno prelevato dalla mia […]

    • Stile asciutto e rapido per una storia dal finale inaspettato. La trama ricorda alcune storie cinematografiche e di narrativa ma viene personalizzata e quindi resa unica dalla penna descrittiva e delicata dell autrice che riesce a coinvolgere il lettore ed incuriosirlo fino alla fine.

      • Grazie mille, è la prima volta che mi cimento in questo tipo di narrazione e sono lieta di sapere che è stata apprezzata. Ma più di tutto lo sono se il finale è stato inaspettato.
        Grazie ancora e a presto
        S.

    • È il primo racconto che leggo e devo dire che l’ho apprezzato, sia per la scorrevolezza del testo che per il finale decisamente inaspettato. Brava!

      • Grazie mille,
        Lieta di essere il primo approccio e che il mio lavoro sia stato apprezzato.
        Ancora grazie e a presto,
        S.

    • Mi è piaciuto moltissimo, il cambio repentino nel finale mi ha fatto sobbalzare sulla sedia.Geniale

      • Wow grazie mille, davvero! Non avevo mai scritto qualcosa di simile e sono davvero lieta che abbia avuto l’effetto sperato!
        Davvero Grazie!
        S.

    • Molto apprezzato. Soprattutto il cambio di prospettiva è lo slittamento della narrazione della prima persona alla terza. Avvincente il colpo di scena che rivela un pregresso inaspettato. Unica cosa, che può succedere a chiunque: c’è un po’ si confusione nei tempo verbali nella narrazione fatta da Eva. Si oscilla da un passato prossimo a uno remoto, a volte anche nello stesso periodo. Non è un grosso problema, te lo segnalo giusto per… Alla prossima. 🙂

      • Oh cielo mi dispiace, di solito cerco di essere particolarmente attenta a questo genere di cose! Chiedo scusa.
        Grazie per le belle parole e sono sempre più felice per il riuscito colpo di scena!
        A presto,
        S.

    • Il racconto porta il lettore dentro quel palazzo, dentro quella stanza. Il finale spiazza e improvvisamente fa abbandonare quel senso di vicinanza e protezione che si prova per la protagonista durante tutta la lettura.
      Il cambio di prospettiva è potente.
      Brava, alla prossima lettura.

      • Grazie per le belle parole, mi fanno comprendere che sono riuscita a trasmettere ciò che avevo in mente. Temevo fosse palese alla seconda riga dove volessi arrivare e sono felicissima di vedere che è andata bene.
        Grazie davvero!
        Spero alla prossima,
        S.

    • Vorticoso e bellissimo l’inizio, ben congeniale il finale. Bella scrittura, brava!

    • Inaspettato il finale. Da vittima a carnefice. Sentirsi dentro la storia di Eva e poi essere catapultati dentro una realtà esterna che è poi quella vera. Bel racconto

      • Grazie mille! Sono estremamente felice che questo racconto che questa storia stia andando così bene, speravo davvero tanto che il finale colpisse.
        Di nuovo Grazie, davvero.
        S.

  • Avete mai pianto per nervosismo? Avete mai avuto i crampi alla pancia per quanto le budella si contorcono? Vi è mai capitato di pensare che basterebbe così poco per mandare tutti a quel paese, eppure è un qu […]

    • Mi piace pensare al tuo racconto come ad un lungo pensiero, una riflessione interiore di una ragazza in preda alla rabbia scaturita da una quotidianità che alla lunga strema. Riga dopo riga mi è dispiaciuto per la tua protagonista e per il padre che non si merita, ma confido nella sua ragazza, probabilmente unico scudo contro le troppe frecce scagliate dalla vita.
      Alla prossima lettura…

      • Buongiorno,
        inizio con il ringraziare con le gentili parole, grazie davvero!
        E’ proprio come dici tu, un lungo pensiero e un enorme sfogo di quotidianità. Una quotidianità fin troppo oppressiva. Per quanto riguarda ciò che tu chiami scudo, è un vero e proprio esercito!
        Grazie mille ancora e spero di ritrovarti!
        S.

    • Ciao, mi piace come parli dei “nervi scoperti “, la rigidità del padre si riflette nella suo bisogno di puntualità come se quei minuti di ritardo potessero fargli perdete la ragione e il suo bisogno di controllo. C’è un evoluzione nel figlio di cui lui forse non è ancora cosciente : non potrà mai essere come il padre , porta il peso dei suoi nervi da cui non riesce a liberarsi , e nel contempo non riesce a allenare i suoi di nervi a sopportare il peso della sua esistenza e perciò questo suo bisogno di indipendenza e autonomia. L’episodio dell’ ictus del gatto lo vedo come un segnale un simbolo di estrema tensione , di un cuore che batte così forte da perdere il controllo. C’è voglia di vita di futuro ma anche di allentare di lasciarsi andare . Mi piace la tua scrittura è personale e rispecchia la nostra generazione di figli cresciuti come grandi ma trattati da bambini. Tanti nervi ma anche un muscolo che si allena alla vita , il cuore.

      • Ciao,
        grazie mille per la tua bellissima analisi e per le belle parole. Questo racconto, se così lo si vuol chiamare, è uno sfogo. Un qualcosa buttato giù in mezz’ora di intensa rabbia e un modo per sfogarla. Ciò che hai affermato è una totale verità che non dico è all’ordine del giorno, ma quasi e in troppi ci sguazzano dentro!
        Per la questione sesso del protagonista non è importante, maschio o femmina è il concetto che conta.
        Grazie ancora, davvero.
        A presto, spero.
        S.

    • Scusa ho frainteso la protagonista è una ragazza non un ragazzo!

    • Di Quella gran figlia di puttana che è la speranza. Ecco di cosa parla questo racconto. È la storia di una ragazza e del suo rapporto con il padre, fatto in incomprensioni e impossibilità di condivisione. Eppure parla prima di tutto dell’ illusione che tutto possa cambiare, qua ci ci creiamo inconsciamente ogni volta che facciamo disamine della triste realtà dei fatti. “ora le cose sono schifosamente così, ma cambieranno”. Niente cambierà, siamo tutti inesorabilmente ammanettati alle nostre piccole grandi condanne, il tallone d’Achille è sempre inerme e pronto a essere colpito.
      Una cosa che mi sento di dire però è che manca un po’ di oggettività e il punto di vista del narratore trasla un po’ la visone d’insieme forse.
      Nel Complesso un quadro crudo, incisivo e ben narrato.

      • Buon pomeriggio,
        grazie per aver speso del tempo su questo mio lavoro. Voglio partire dal fondo, lavorerò su ciò che manca e grazie davvero per avermelo fatto notare. Questo racconto parla di speranza, rabbia, frustrazione e incapacità di accettare la realtà o almeno era questa l’idea.
        Grazie ancora per avermi detto la sua opinione, spero di ritrovarla in altri lavori!

    • La famiglia non la si sceglie, purtroppo. La famiglia è quella che ci capita. Non sempre è il nido di sicurezza e affetto. E, peggior cosa , è non esser compresi dalla propria famiglia. Essere costantemente sotto torchio. È un racconto di sfogo,di rabbia. Una richiesta di aiuto, di ascolto che la protagonista fa a sé stessa. Ho sentito quelle parole. Ne ho sentito i graffi. Mi è piaciuto.
      .

      • La famiglia non si sceglie, è proprio così. Ed esattamente come leggo tra le sue parole, la mancata comprensione è qualcosa di duro da digerire. Sono lieta di aver trasmesso le giuste emozioni, è ciò che avevo sperato di far arrivare.
        Grazie mille per le belle parole, davvero.
        Spero a presto,
        S.

    • Il rapporto padre e figlia può essere spesso complesso, c’è una fragilità innata fra ciò che vorremmo e ciò che poi viviamo nel subire un’errata speranza, hai fatto uscire una tematica interessante quanto delicata, brava!

      • Grazie mille!
        La speranza frega, frega più di qualsiasi altra cosa e come mi è stato fatto notare negli altri commenti, questo racconto parla anche di questo.
        Grazie per le belle parole.
        S.

      • @simonalombardi sono molto contenta di aver notato una caratteristica del racconto a cui tieni, ma il merito rimane tuo per questo racconto davvero ben riuscito, grazie per averlo scritto.

    • Scorrevole, ben espresso, trasmette bene un argomento attuale che forse molti vivono pure quindi rende anche facile immedesimarsi. Complimenti! 🙂

    • Innanzitutto vorrei fare i complimenti all’autrice perché ha saputo descrivere molto bene un rapporto padre-figlia che secondo me in molti vivono. A volte non sono i figli a deludere i genitori ma il contrario, peccato che quando capita non sempre i genitori hanno il coraggio di ammetterlo. Hai toccato un argomento delicato ma sei riuscita a far arrivare dritto al cuore ogni parola, ogni emozione: rabbia, delusione, amarezza, tristezza, angoscia ma anche la voglia di non arrendersi e di non essere come il proprio genitore, di essere migliore e questo l’ho apprezzato tantissimo. Complimenti!

      • Grazie mille per i complimenti.
        È come dici tu, le delusioni non sono sempre generate da noi figli sciagurati. Sono davvero felice di essere arrivata alle tue emozioni e sensazioni, per me vuol dire aver fatto un lavoro decente.
        Ancora grazie,
        S.

  • Il profilo di Simona L. è stato aggiornato 2 mesi, 2 settimane fa

  • Non ho mai pensato molto a che tipo di genitore sarei mai potuta essere. Non so se ci terrò affinché tu vada bene a scuola o negli sport, o se mi basterà tu sia una brava persona. Quando ti immagino non posso no […]

    • Oltre ad essere un tema attuale, trovo sia scritto con vero tatto ed autenticità. Non so se questa storia sia di fantasia o attinga dalla vita reale, ma nell’ipotesia in cui sia vera trovo che ricevere un messaggio così caloroso ancora prima di cominciare ad esistere sia una di quelle emozioni da lacrimuccia; una di quelle cose per le quali si è grati di avere un genitore così.

      • Ciao, grazie mille per le tue belle parole. Per rispondere alla tua domanda, è una “storia vera”. Nel senso che ciò di cui ho parlato è la mia vita, inclusi i fantastici nonni. E’ ciò che spero di avere un giorno, se mi sarà concesso, e ciò che spero di essere per qualcuno.
        Grazie ancora,
        S.

    • Condivido il pensiero di @tiziano_pitisci, un racconto caloroso e avvolgente, scritto bene.

    • È molto bello, ben scritto e ha toni equilibrati, dolci senza essere smielati, sinceri e reali. Mi è piaciuto il tuo modo di esprimere la situazione, i sentimenti che hai saputo trasmettere. Gradevole nello stile, prezioso nel contenuto.

      • Grazie mille i complimenti.
        Per questo testo nello specifico, ho lasciato andare le parole molto più del solito. Non ho voluto soffermarmi sulla forma o sul termine più adatto alla situazione, ma sul mettere nero su bianco semplicemente ciò che sento.
        Ancora grazie, davvero.
        S.

  • Non posso farcela.Me lo ripeto ogni sera, prima di infilarmi nel letto e lasciare che la mente vaghi verso le strade che più gradisce. Non posso farcela.Il soffitto si fa più vicino, la stanchezza accumulata s […]

    • Racconti un tormento che può essere di tutti e lo descrivi in modo efficace e coinvolgente e quindi in questo caso ce l’hai fatta eccome a trasmettere tutta questa emozione!

      • Grazie mille!
        Temevo di essermi cimentata in un qualcosa troppo complicato da trasmettere, mi fa dunque piacere sapere che sia stato apprezzato.
        Grazie ancora,
        S,

    • @simonalombardi c’è sempre un equilibrio tra azzardo e riuscita, bisogna spingersi quel tanto che basta per saltare senza cadere, brava ancora!

  • L’amore mi è sempre apparso un qualcosa di tanto astratto quanto vivo solo tra le pagine di un romanzo. Qualcosa che può esistere unicamente nelle mente delle persone e nei loro sogni più reconditi. A casa mia […]

  • Non mi sono mai soffermata a riflettere su come io possa apparire agli occhi della mia famiglia. Sono sempre stata certa loro mi vedano come colei che si prende il peso del mondo sulle spalle senza batter ciglio, […]

    • Bella storia, molto toccante e densa, condita anche da numerosi riferimenti culturali che le attribuiscono spessore. Complimenti.

      • Grazie mille! in quanto prima pubblicazione ho cercato di inserire all’interno di queste poche righe quanti più indizi possibile circa il mio modus operandi. Sono lieta sia stata apprezzata e che sia riuscita a “toccare” i punti sensibili di qualcuno.
        Ancora grazie!
        S,

    • Mi scuso per il ritardo nella risposta, non mi ero accorda di questa notifica, Grazie mille per i complimenti, li apprezzo davvero molto!
      S.

Simona L.

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@simonalombardi

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scrittore