Merry X MAS

Al centro della piazza c’era un’enorme scritta luminosa poggiata per terra, faceva parte degli innumerevoli addobi che ornavano la città durante il periodo natalizio. La scritta recitava l’iconico augurio “XMAS”, mondialmente riconosciuto come contrazione della frase inglese “Merry Christmas”.

Un anziano, dall’espressione serena e sorridente, si fermò alla ringhiera che delimitava l’aiuola su cui poggiava lo sfavillante addobbo. Alla sua destra prese posizione un altro anziano, quest’ultimo, però, dall’espressione irritata e schifata. «Scandaloso, non trova?» disse l’ultimo arrivato al primo. «Mi scusi? Temo di non capire…» rispose l’altro confuso. «Non vede? La scritta intendo. “XMAS”, mi sembra di pessimo gusto.» quasi ringhiò il secondo. «Perchè mai? Ormai è una scritta utilizzata in tutto il mondo.» rispose il primo, voltandosi a guardare il suo interlocutore senza mai smettere di sorridere. «E non la turba il rimando alla decima MAS fascista? In Italia è fuori luogo questa roba!» sbottò il secondo, allungando un braccio ad indicare l’addobbo in oggetto. Il primo anziano, che vestiva un lungo cappotto beige, ridacchiò divertito; ma venne quasi subito interrotto dalla rabbia dell’altro. «Come fa ad essere così indifferente! Questa roba è uno scempio!» si adirò il secondo anziano, che portava una giacca blu scuro. «Suvvia si calmi, non le sembra di esagerare un po’?» rispose l’uomo vestito chiaro, iniziando a sentirsi un po’ in imbarazzo in quella conversazione. «Voglio dire, è una curiosa coincidenza ma non mi sembra nulla su cui pontificare uno scandalo» arringò il primo anziano, ripristinando la propria calma interiore. «Ah, ho capito… lei è un simpatizzante oppure un nostalgico!» lo accuso l’uomo vestito di scuro. «Ma le pare! Mi sta appiccicando addosso un’etichetta politica, in tono accusatorio peraltro, solo perchè non abbraccio il suo punto di vista. Questo comportamente è, paradossalmente, molto fascista.» osservò l’anziano vestito di beige, ridendo divertito dalle sue stesse parole. A quelle parole, il secondo anziano, si adirò definitivamente. «Come si permette! Mi ha appena dato del fascista!» alzò la voce, attirando l’attenzione di qualche sguardo. «Beh, lei ha fatto lo stesso con me. Io non mi sono per niente offeso, a differenza sua» si difese il primo uomo. «Senta, si guardi un attimo intorno.» disse per poi invitarlo a voltare lo sguardo sulle altre persone li vicino. L’anziano con il giubbotto blu scuro non seguì il consiglio, mantenendo lo sguardo accigliato sull’altro anziano. «Vede forse qualcun altro offeso da questa scritta?» chiese poi. «No, e allora?» rispose l’altro stizzito. «Conosce la barzelletta del signore in contromano in autostrada?» domandò ancora l’uomo vestito di beige. «Senta, pensavo stesse facendo un discorso serio. Scemo io che rimango qua ad ascoltarla.» si offese il secondo. «Guardi che non sto per raccontarle una barzelletta, bensì per farla riflettere su quello che ora sta succedendo a lei proprio in questo momento». Dopo quelle parole il secondo uomo iniziò seriamente ad interessarsi alle parole del primo. «L’uomo in contromano riceve una chiamata dal figlio che lo avvisa di fare attenzione perchè sulla stessa autostrada c’è una macchina in contromano. Allora l’uomo gli risponde che non c’è solo una macchina, ma tutte quante.» raccontò l’uomo. «E allora?» rispose il secondo, che non aveva la minima voglia di sforzarsi di capire. «Allora, la morale è che il guidatore non si rendeva conto di essere lui quello contormano e, cieco dalle sue convinzioni, riteneva il resto del mondo in torto. Ottusamente non ha mai nemmeno dubitato di se stesso» spiegò l’uomo vestito di chiaro. «Si guardi intorno, ma questa volta lo faccia sul serio. Non c’è nessun altro indignato come lei; perchè solo lei, fra tutti quanti, ci vede qualcosa di diverso. E sa perchè? Perchè lei è ossessionato da questa cosa del fascismo.» disse la sua, senza esitazione, l’uomo vestito di chiaro. «Quindi per lei il problema dei rigurgiti fascisti è solo una stupida ossessione? Lei pensa che il fascismo non sia stata una piaga abbastanza grave da dover essere combattuta e prevenuta anche al giorno d’oggi?» sbottò nuovamente l’altro. «Certamente, come molte altre cose. Ma non per questo mi ostino a vederne traccia in ogni cosa, anche quando una singolare coincidenza ci mette lo zampino». Dopo queste parole l’altro esitò un attimo a rispondere, dovendo pensare al controattacco, quindi il primo continuò le sue argomentazioni. «I giovani non ci vedono una scritta fascista perchè per le nuove generazione quel periodo è storia passata, come è giusto che sia. Danno per scontato che il fascismo sia sbagliato e che deve rimanere sulle pagine dei libri di storia e basta. Questa loro serenità interiore fa in modo che, in questa scritta, non ci vedano altro che quello che realmente rappresenta: un augurio di Natale. Anche le generazioni più attempate, come me e lei, non si stanno facendo grossi problemi e sa perchè? Perchè nemmeno hanno fatto, nella loro testa, questo paragone. Nessuno, salvo lei, sta travisando questa scritta. Nessuno. Ora mi dica, perchè lei deve per forza vederci altro?». A questo punto il primo anziano guardava il secondo con uno sguardo leggermente schifato e di commiserazione. «Mi sta accusando di essere pazzo?» si risentì fortemente il secondo. «No, solo di essere troppo paranoico, al punto da travisare anche una cosa così banale e sdoganata come “XMAS”» continuò il primo. «Intanto io ho colto il riferimento, a differenza di voi ignoranti che non sapete nulla» accusò poi l’uomo con il giubbotto blu. A queste parole, il primo anziano, si fece una sincera risata di pancia. «Guardi che io so perfettamente cosa fu la decima MAS. Pensa forse che siano informazioni secretate?» «Visto che siamo in Italia sarà d’accordo con me nel dire che è comunque una scritta di pessimo gusto, no?» il secondo uomo provò a convincere il primo. «No, altrimenti sa quante scritte dovremo abolire per via di qualche richiamo a qualche avvenimento storico poco lusinghiero. Le hanno mai detto che di una frase ciò che conta è il significato e non solo il crudo messaggio?». Il secondo uomo stava prendendo fiato per ribattere, ma non riuscì a pronunciare nemmeno mezza lettera. «Ora mi deve scusare» ricominciò l’uomo vestito di beige consultando l’orologio al polso «ma devo andare dai miei nipoti. Spero vivamente di non dover più affrontare un discorso tanto delirante, o per lo meno non a Natale. Mi stia bene e passi buone feste. Segua un consiglio: lasci perdere la dietrologia spicciola e si goda le cose nella loro superficiale semplicità, non per forza deve essere sempre tutto complesso». Pronunciate le quelle parole, il primo anziano, se ne andò senza nemmeno consentire al secondo uomo di congedarlo. L’altro rimase per un po’ a guardare il suo interlocutore allontanarsi, mischiandosi con la gente della piazza. Dopo dieci minuti di chiaccherata l’unica cosa che aveva capito è che al mondo ci sono ancora persone tanto ottuse da non accorgersi che il fascismo stava tornando. Per far fronte a questa, a suo pensiero, terribile minaccia decise di pubblicare un funambolico post su Facebook in cui spiegava tutta la dinamica della scritta XMAS. Quale fu il risultato? Che il suo post venne deliberatamente ignorato dagli altri utenti del social, che volevano solo scambiarsi dei semplici auguri di buon Natale.

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Discussioni

  1. Hai scritto un racconto che stuzzica l’opinione dei lettori, è fatto apposta per questo. Chiunque, leggendolo, rifletterà sulle due differenti visioni che ci hai proposto e sul finale. Ti do dunque la mia: l’uomo con il cappotto blu ha ragione.
    Ha ragione perché se chi ha creato quell’addobbo avesse avuto consapevolezza del rimando di quella scritta non l’avrebbe utilizzata, ma è una consapevolezza che si sta perdendo. Ha ragione pure nel dare al suo interlocutore del nostalgico, perché data l’età non è possibile che ignori il significato di quella scritta e infatti glielo conferma. E allora, so non un nostalgico è uno che “ha fatto anche cose buone”, altrimenti gli avrebbe risposto: “ha ragione, i giovani non conoscono più la nostra storia e ignorano che quella scritta rimanda al fascismo. Bisogna tenere sempre viva la memoria affinché certi periodi non restino solo qualcosa da leggere sui libri di storia come se non fossero mai accaduti”. Secondo lui è un’innocua coincidenza, ma è una coincidenza dovuta all’ignoranza contro cui il vecchio in blu punta il dito.
    L’uomo in blu accusa l’ottusità di chi non si accorge che il fascismo sta tornando. Anche qui ha ragione. L’ottusità di cui scrivi è rappresentata dal suo interlocutore, perché quelli come l’uomo in beige non hanno voluto adoperarsi affinché le generazioni seguenti mantenessero quella consapevolezza; l’ignoranza dei giovani non è tutta colpa loro. Verrà un giorno in cui Liliana Segre e gli altri pochi superstiti dell’olocausto ancora in vita non ci saranno più e quell’orribile episodio storico sarà solo qualcosa da leggere noiosamente sui libri e, come “Xmas” tra gli addobbi di Natale, leggeremo “arbeit macht frei” come spot per l’ufficio di collocamento.
    Riguardo al finale il riassunto della sconfitta dell’uomo in blu è tutta là. La nostra società è rappresentata dal paradosso di una piattaforma nata per scambiarsi informazioni che è diventata invece il trionfo del narcisismo: posta gattini, piatti di pasta e selfie allo specchio che acchiappi like, posta qualcosa di serio e avrai pochissimo dibattito.

    1. Ciao Francesco, ti ringrazio per il lungo pensiero che hai voluto dedicare al mio racconto. Questo racconto è stato volutamente lasciato neutro, in realtà non prevede nemmeno un vincitore anche se l’uomo in blu è stato decisamente preso più di mira. La neutralità serve anche a mettere in evidenza un po’ la vuotezza di certi discorsi che vanno di moda oggi suoi social, fra i quali anche l’ostentazione e trovare riferimenti storici forzati. Un altro caso, che mi ha fatto vedere mio padre a Natale, fu un post in cui due politiche europee (di cui non ricordo il nome) per salutarsi si portano le mani incrociate sul petto (foto risalente all’epoca del covid in quanto le due avevano le mascherine) e subito vennero accostate alla foto di Hitler, durante il suo discorso più famoso, in cui per un brevissimo frangente faceva lo stesso gesto. L’accusa di questo post era di tacciare in qualche modo le due politiche facendo leva sul gesto, gesto che, in realtà, non han nessun significato oltre a quello normale che gli si attribuisce. Questo per dire che, secondo me, è giusto avere sempre memoria del passato ma bisogna anche avere la consapevolezza che non si può rimanere legato ad esso per sempre. Voglio dire, se si guardassero tutte le barbarie perpetuate dall’uomo durante la sua storia dovremo abolire migliaia di simbologie, ad iniziare da quelle religiose. In questo racconto la scritta “xmas” viene utilizzata in un contesto puramente innocuo, ma viene comunque demonizzata. Io penso che in questo caso sia follia vederci del fascismo dietro, allo stesso tempo trovo deplorevole il fatto che ci sia un livello di ignoranza folle. La vera intelligenza non sta nel capire il messaggio (in questo caso “christman” o “decima mas”) ma, piuttosto, di capire il contesto (se è un addobbo natalizio o un inneggio al fascismo).

  2. Paradossale al limite dell’incredibile, per poi scoprire che c’è molto di realmente accaduto.

    Fa riflettere e non poco… per chi ha voglia di riflettere, ovviamente.

    Erik un consiglio, allega al testo una locandina, altrimenti il tuo testo si perde un po’ tra quelli che “sparano” un’immagine. Ma sia chiaro per tutti, lo “sparano” è usato in senso cinematografico: meglio specificare visto quello che si sente in giro…

    1. Ben ritrovato Robert. Il consiglio della locandina è più che giusto e mi prometto sempre di “armarmi” anche su quel fronte. Non ti nascondo che ho anche tentato di crearne con le intelligenze artificiali ottenendo discreti risultati. Provvederò anche a questa mancanza, anche questa volta mi hai fornito un consiglio prezioso e per questo ti ringrazio di cuore.

  3. Leggendo il tuo racconto, mi sono ritrovata comodamente seduta in un caldo teatro londinese, godendomi una buona commedia nonsense. Dialoghi al limite del surreale e personaggi ben delineati. Mi piace molto l’idea del colore, uno beige e l’altro scuro, così che non ci possiamo sbagliare. Considerazioni interessanti e intelligenti che aiutano a riflettere sia chi si sente scuro oppure beige. Molto gradevole fino alla fine e scritto benissimo. Bravo Erik, recupererò a breve anche il tuo racconto pubblicato a dicembre.

    1. Ciao Cristina, grazie per il commento. Ho scelto di identificare i personaggi con i colori sia per mantenerli anonimi che, allo stesso tempo, per identificarli. Sembra un controsenso ma, se si pone il lettore come ad un passante che ascolta per caso la conversazione, l’unico modo che ha per distinguerli è proprio solo per il loro abbigliamento. Sono molto felice che il racconto sia stato motivo di riflessione, non mi piace lasciare il lettore senza avergli acceso anche solo un piccolo pensiero nella testa.

  4. Un racconto spassoso e decisamente ben scritto. Mi è piaciuto molto sebbene io stesso sia uno di quegli anziani che vede piuttosto male certi “rigurgiti” recenti.
    Ma apprezzo davvero tanto il messaggio che passa da questo racconto, che l’inutile paranoia di fissarsi su coincidenze o falsi positivi di numerologia spicciola da postare su Facebook o su social più… “politici” invece che indagare ed approfondire le cose serie (vedi alcuni aspetti della recente finanziaria), sia solo deleteria e nociva per la democrazia stessa.
    Bando alle ciance, viva la scrittura e bravo Erik! Grazie per aver condiviso questo bel lavoro.

    1. Ciao Giancarlo, mi fa molto piacere vedere che condividi il messaggio del racconto, che non vuole in alcuna maniera difendere i nostalgici. Tipicamente me la prendo un po’ con tutti sul piano politico, ma il gioco di parole con XMAS mi è piaciuto a tal punto da volerci dedicare un pensiero scritto. Da appassionato di storia, in particolare quella militare, non ho potuto non apprezzare questo particolare tipo di accostamento storico. Ti ringrazio per il commento e grazie a te per aver dedicato del tempo a questa lettura.

    1. Ciao Hugo, ti ringrazio per il commento. La mia intenzione era di romanzare un fatto di cronaca realmente avvenuto per renderlo surreale, con un personaggio che distorce le idee per creare il seme perfetto di una distopia. La vera cosa paradossale è che ho inventato ben poco, limitandomi per lo più a descrivere e condensare in un unico personaggio tutto quello che ho letto e sentito negli ultimi tempi.