Milleduecentoundici passi

Serie: Passi

Milleduecento passi.

Sentiva ancora le risate dei bambini.

Milleduecentouno passi.

Milleduecentodue passi.

Un uomo osserva i bambini.

Milleduecentotré passi.

La sua nemica bussa alla porta.

Curiosità.

Si avvicina.

Milleduecentoquattro passi.

Milleduecentocinque passi.

L’uomo non la vede.

Osserva i bambini.

Sembra triste.

Milleduecentosei passi.

“Stia tranquilla signorina, non sono un pedofilo.”

Sorride.

” Non lo pensavo. Però è triste.”

Milleduecentosette passi.

L’uomo la guarda.

” Il bambino che le ha dato il fiore è mio figlio. Non mi vede da tre anni, vengo qui a vederlo giocare”

” Non conosco la sua storia, però credo che dovrebbe andare da lui”

L’uomo la guarda, preoccupato.

” Se non dovesse ricordarsi di me?”

Sorride.

” Allora lo aiuti a ricordare.”

Un passo indietro.

Milleduecento otto passi.

” Grazie signorina, grazie”

L’uomo cammina.

L’uomo corre.

Si gira.

Riprende a camminare.

Milleduecentonove passi.

Milleduecentodieci passi.

Urla di gioia in lontananza.

Un bambino piange e ride.

Un’uomo piange e ride.

Milleduecentoundici passi.

Viva in quella grande città da parecchio tempo, eppure non era mai entrata realmente in quel parco. Non credeva nemmeno che fosse così tanto grande. I suoi coinquilini ogni tanto la invitavano a fare una passeggiata proprio in quel parco, non aveva mai accettato, in fondo lo facevano per cortesia, non la volevano realmente con loro. Ma le andava bene cosi. Si portava dietro la solitudine da così tanto tempo che ormai si trovava troppo bene dentro di essa, il pensiero di passare troppo tempo in compagnia di altre persone la metteva a disagio. In realtà era una buona compagnia, sapeva ascoltare e osservare, dava ottimi consigli e trovava sempre nuovi argomenti, al bar glielo dicevano spesso. Ma il bar era lavoro, conversare e aiutare le persone a sentirsi meno sole era il suo lavoro, ai tempi alcuni clienti si presentavano al bar solo per parlare con lei e lei era contenta di poterli aiutare. Le mancava sentirsi utile in quel modo, se avesse deciso di studiare psicologia sarebbe diventata la migliore, lo sapeva. Lo studio però non faceva per lei. Non aveva bisogno di legami forti, no di quelli poteva farne a meno, però a quanto pareva non poteva fare a meno di quello. No, aiutare sconosciuti era il suo super potere, non usarlo era un crimine.

Serie: Passi
  • Episodio 1: Undici passi.
  • Episodio 2: Centoundici passi.
  • Episodio 3: Milleundici passi.
  • Episodio 4: Milleduecentoundici passi
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    Commenti

    1. Raffaele Sesti

      Bello anche questo episodio. Mi piace tanto l’idea di utilizzare ciascuno di essi per raccontare una storia a se stante intervallata da quei passi che riportano il lettore al presente nel parco, alla passeggiata sovrappensiero.
      Complimenti.
      Alla prossima lettura…