Mirmillone vs. reziario

La folla rumoreggiò mentre Ortorice entrava in scena. Ortorice era fiero di tutto ciò, era l’idolo della folla.

Ma poi quella moltitudine fece un baccano assordante non appena il reziario entrò dall’altra parte dell’arena. Era un nubiano che a Ortorice sembrava fatto di bronzo, non aveva nulla a che vedere con lui, che era rosso di capelli ed era un mirmillone.

Ortorice si avvicinò al reziario, poi salutarono la folla. Dopo la formula, iniziarono ad affrontarsi.

Aveva dalla sua un pesante scudo rettangolare che recava una testa di medusa, e il reziario aveva tutta l’intenzione di cavare gli occhi al mostro. Purtroppo questi non diventava di pietra, ma sarebbe stato Ortorice a pensare a lui.

Il reziario protendeva il tridente stuzzicando Ortorice, poi faceva delle finte con la rete appesantita da dei piombini.

Però Ortorice non ci stava e riusciva a restare tranquillo. Poi, stando dietro lo scudo da legionario, faceva degli affondi con il gladio.

A un certo punto, dopo tutto quel circo di mosse e manovre e urla con la folla che strillava e imprecava esortando a vedere del sangue, Ortorice strinse il nubiano in un angolo.

Poteva attaccarlo e ferirlo, ma si limitò a essere prudente e sempre da dietro lo scudo con la testa di medusa continuò a punzecchiare l’antagonista. Lo ferì un po’ e i muscoli color ebano si macchiarono di sangue, però non era abbastanza.

Nel frattempo, la folla sospirava, tratteneva il respiro, dopo ancora si sfogava e si dibatteva.

In cielo Ortorice vide passare tre aquile in picchiata. Doveva essere che si stavano contendendo un capretto o chissà cosa. Loro erano tre, mentre nell’arena erano in due.

Secondo Ortorice fu un augurio molto fausto e lanciò un urlo di gioia. Stava per dare un ultimo affondo, stavolta quello fatale, solo che il nubiano deviò con un salto e gli gettò addosso la rete con i piombini.

Erano molto più pesanti di quel che Ortorice avesse mai pensato e lui crollò nella polvere sotto tutto quel peso.

Il reziario stette lì ad attendere il parere della folla e tutti gli mostrarono il pollice in su. «Ammazzalo!».

Quel nubiano sogghignò e fece per protendere il tridente, solo che Ortorice aveva mezzo fuori dalla rete lo scudo e lo usò per levarsi di dosso quell’impedimento. Subito dopo, affondò il gladio nel torace del nubiano trafiggendolo.

La folla rimase di sasso e Ortorice urlò la sua vittoria.

Allora la folla lo acclamò.

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Discussioni

  1. Ah! anni fa guardavo con passione la serie “Spartacus”, chiaramente mooooooolto romanzata e senza pretese di accuratezza storica. Ma devo dire che i combattimenti nell’arena erano il forte di quella serie, resi molto bene, con dinamismo e tensione. Che sono le stesse caratteristiche che ho ritrovato in questo racconto: bravo! ben scritto!