
Missione di salvataggio I
Serie: Viaggio verso Tsumaruru
- Episodio 1: Riparo per la notte
- Episodio 2: Missione di salvataggio I
- Episodio 3: Missione di salvataggio II
- Episodio 4: Missione di salvataggio III
- Episodio 5: Inseguimento insidioso
- Episodio 6: Attacco imprevisto
- Episodio 7: Attacco imprevisto II
- Episodio 8: L’ardire del tradimento
- Episodio 9: Ritorno sulla Eymerich
STAGIONE 1
Il sole aveva ormai lasciato la terra e baciava il mare in quegli istanti romantici di fine giornata, ma la tranquillità era solo apparente. Lork e Tarem si concentravano intensamente, scrutando ogni minimo movimento delle loro canne da pesca. Quando il crepuscolo si faceva più profondo e l’ultimo raggio di sole scompariva, qualcosa abboccò all’amo di Tarem.
“Ehi, Lork! Dammi una mano!” gridò Tarem, la tensione nell’aria crescente.
Lork si girò verso l’amico e vide Tarem che faceva leva con i piedi contro il bordo della piccola scialuppa, cercando disperatamente di tirare su la preda. La barca iniziò a dondolare in modo vertiginoso mentre il misterioso pesce si dimenava, trascinandoli in un balletto sinistro.
“Lascialo sfogare, Tarem. Appena si stancherà, lo tireremo su con un colpo secco”, consigliò Lork, ma il pesce continuava a dimostrare una forza inaspettata.
Per mezz’ora, i due membri della ciurma di Six lottarono per tenere la preda sotto controllo, senza mai perdere la presa. Quando finalmente il pesce si sfiancò, tirarono con tutte le loro forze e lo sollevarono nell’aria. Era una creatura mostruosa, diversa da qualsiasi cosa avessero mai visto. Aveva due grandi occhi neri, con un corno fluorescente al centro che brillava sinistramente nell’oscurità post-tramonto. La sua bocca era simile a labbra umane, spesse e prominenti, con un singolo dente affilato come una lama mortale. Le squame del pesce cambiavano colore alla luce della luna che iniziava a emergere, creando un effetto inquietante. La preda quasi eguagliava la lunghezza della piccola barca di Tarem e Lork, ma era snodato e serpentino piuttosto che massiccio. La creatura sbatteva la coda freneticamente, mettendo in pericolo la stabilità della scialuppa.
Tarem e Lork remavano freneticamente per raggiungere la terra ferma, trasportando la creatura mostruosa. Una volta ancorati agli scogli, il pesce diede un ultimo strattone e spirò asfissiato. I due ragazzi caricarono il pesce sulle spalle e iniziarono a seguire i segni tracciati da Six per indicare la strada. Cerchi con una linea verticale per andare dritto, una linea orizzontale che usciva dal cerchio per indicare la direzione da seguire.
Non era facile identificare i segni nella scarsa luce e con il peso sulle spalle, ma con determinazione, riuscirono a percorrere la strada fino all’ultima tappa. Tarem, con la testa del pesce, aveva una posizione favorevole per vedere la strada davanti a loro e improvvisamente si bloccò.
Lork, impaziente come sempre, sbuffò. “Cosa diamine fai? Perché ti sei fermato?”
Tarem fece cadere il pesce e con uno sguardo cupo indicò a Lork di guardare avanti. Lork si sporse oltre una roccia e vide un gruppo di uomini armati di sciabole e armi da fuoco a breve raggio, disposti in semicerchio. Al centro, Norren e Hiko erano legati. Più a destra, videro il loro capitano, Tornado Six, che si difendeva da solo. Ai suoi piedi, alcune persone giacevano doloranti. Six aveva il fiato corto, affrontava da solo quegli uomini che avevano momentaneamente rapito Norren e Hiko.
Lork allargò gli occhi e si morse il labbro inferiore. “Dobbiamo aiutare il capitano, Tarem.”
“Sono troppi per noi. Dobbiamo avvisare Ahmullahja”, rispose Tarem, stringendo il pugnale nella mano, pronto a combattere, ma dimostrando anche una maturità sorprendente.
Abbandonarono la preda e tornarono di corsa alla loro scialuppa, remando con tutte le loro forze per raggiungere la Eymerich. Quando furono a pochi metri dalla nave, iniziarono a urlare. “Ahmullahja! Ahmullahja! Tiraci su!”
Il guerriero non ebbe nemmeno il tempo di rimettersi il turbante che Tarem continuò a urlare. “Jolly Roger! Sveglia! Non puoi sempre dormire!”
Il vessillo aprì gli occhi a forma di foglia d’acero e sventolò intorno all’albero maestro per localizzare le voci. Quando individuò i due ragazzi sulla scialuppa agitati per attirare l’attenzione, chiese: “Che succede, paio di malandrini?”
Ahmullahja calò le cime per tirare su la scialuppa. Quando Tarem e Lork saltarono sul ponte della Eymerich, erano così agitati che avevano difficoltà a esprimersi chiaramente.
“Abbiamo pescato un pesce enorme”, iniziò a dire Tarem, ma Lork intervenne subito. “Lascia perdere il pesce. Hiko e Norren sono stati rapiti.”
Jolly Roger scoppiò in una risata fragorosa. “Iniziano i guai, finalmente! Quanto amo la vita pirata.”
Ahmullahja, con una calma che sembrava fuori luogo, chiese: “In che senso rapiti? Da chi? E Six, dov’è lui?”
“Non sappiamo chi fossero, ma abbiamo visto Hiko e Norren legati e circondati da uomini. Il capitano stava combattendo con altri, era esausto ma aveva già sconfitto parecchi di loro. Devi aiutarci, Ahmullahja.”
“Hai ragione, Tarem. Non siamo intervenuti perché non avremmo potuto farcela da soli, ma in tre forse possiamo aiutarli.”
Jolly Roger interruppe Lork. “In tre? Qualcuno deve restare sempre sulla nave. È fuori discussione che andiate voi tre. Venite a recuperarmi, non vorrei sventolare in mezzo al mare. Io e Ahmullahja andremo, voi resterete di guardia sulla Eymerich.”
Lork scalò rapidamente la cima dell’albero maestro, afferrò Jolly Roger e la consegnò ad Ahmullahja. “Come troviamo il resto della ciurma?”
Tarem, impreparato alla domanda, restò in silenzio, ma fu Lork a rispondere: “Oltre l’insenatura troverete degli scogli bassi, è l’unico punto di attracco possibile. Da lì in poi, sulle rocce a destra, il capitano ha tracciato dei segni per indicare la strada.”
“Sarà difficile identificare i segni con il buio”, osservò Ahmullahja.
Jolly Roger, sempre eccitata, intervenne: “Non preoccuparti, mio guerriero, ci penso io. Tu devi solo tenermi stesa e troveremo la strada rapidamente.”
Il vessillo non sbagliò un colpo, e in breve tempo, riuscirono ad attraccare e a trovare la strada fino al punto in cui Tarem e Lork avevano abbandonato il pesce.
Ahmullahja e Jolly Roger gettarono uno sguardo rapido alla scena davanti a loro: Norren e Hiko erano inginocchiati, con le mani legate dietro la schiena, mentre osservavano degli uomini trascinare qualcosa sulla sabbia. Con uno sforzo visivo, notarono che era il corpo di Six, svenuto.
Ahmullahja stese il vessillo davanti a sé, e Jolly Roger strizzò un occhio. Il guerriero tolse il suo turbante bianco e lo legò alla cintura della sua armatura dorata. Al suo posto, creò un turbante con il vessillo, in modo che Jolly Roger potesse vedere la scena davanti a loro dall’alto della sua testa.
“Buonasera, signori”, disse il vessillo. Gli uomini si voltarono verso Ahmullahja, che con un balzo raggiunse il primo gruppo. Con destrezza, estrasse la sua sciabola e con precisione chirurgica mozzò le teste di cinque uomini in un unico fendente. Le teste rotolarono sulla sabbia, e le carotidi spruzzarono piccole gocce di sangue, illuminate dalla luce lunare. Il resto del semicerchio, all’interno del quale si trovavano Norren e Hiko, cercò di estrarre le armi da fuoco, ma Ahmullahja non diede loro il tempo di usarle, colpendoli con movimenti veloci e precisi, recidendo le mani all’altezza del polso. Le urla si persero tra la rigogliosa fauna del luogo, mentre la luce della luna faceva risplendere il sorriso di Ahmullahja e gli occhi assetati di sangue e morte di Hiko.
Il guerriero orientale e Norren vennero liberati. Hiko diede una mano ad Ahmullahja nell’affrontare il resto degli avversari.
In fondo, seduto sul ceppo di un albero, il loro capo stava sbucciando un frutto a polpa dura dalla buccia ambrata mentre sorrideva estasiato da quello scontro.
Ahmullahja e Hiko si lanciarono contro gli avversari con le armi sguainate. “Usatelo come scudo”, ordinò il capo dei rapitori, e i suoi seguaci presero il corpo svenuto di Six, mettendolo davanti a loro. Ahmullahja e Hiko si bloccarono quando videro il loro capitano nella terribile situazione.
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