Missione di salvataggio II

Serie: Viaggio verso Tsumaruru


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Tornado Six, Norren e Hiko vengono catturati da un gruppo di predoni.

L’individuo seduto sul tozzo di legno si erse in piedi, lasciando cadere a terra i semi del frutto succulento che aveva appena consumato. Con passo deliberato e misurato, avanzò verso la luce lunare. Il suo volto era solcato da profonde cicatrici, mentre i suoi capelli grigi, pettinati all’indietro, mettevano in evidenza la stempiatura e l’alopecia. Quei capelli esili scendevano fino alle spalle. I suoi occhi, di un marrone opaco, erano piccoli e privi di espressione, mentre il suo naso grosso, lungo e storto dominava il viso. Le labbra erano sottili, quasi assenti, e le guance scavate conferivano un’aria inquietante. Attorno al collo portava un fazzoletto rosso logoro, legato lateralmente, che sembrava fondersi con il suo busto deforme, con una cassa toracica sporgente e una gobba. Nonostante indossasse abiti larghi, si poteva notare che il suo ventre era quasi inesistente, mentre i pantaloni racchiudevano gambe esili. Ai piedi portava stivali massicci che sembravano fuori luogo sulla sabbia, ma camminava con fermezza e decisione.

Raggiunto il corpo svenuto di Six, l’uomo pulì il coltellino utilizzato per sbucciare il frutto ambrato e fece scivolare la lama, senza affondare profondamente, sul volto del capitano pirata.

Jolly Roger strinse gli occhi a forma di foglia d’acero riducendoli a due fessure, mentre la sua bocca si curvò verso il basso. “Se fossi in te, non lo farei.”

Hiko si voltò verso il vessillo, ancora avvolto attorno alla testa di Ahmullahja. Gli uomini sulla spiaggia si guardarono a vicenda, alcuni tremando per la paura reverenziale nei confronti della magia che permeava il vessillo.

Il capo dei predoni, però, sembrò non dare importanza a tutto ciò e puntò il coltello verso Ahmullahja. “Non faresti cosa?”

“Non userei quel coltello sul nostro capitano, sei già in una posizione di netto svantaggio, non complicare le cose” disse Jolly Roger con un tono di voce gelido e sinistro come il ghiaccio della prima alba.

“Svantaggio, dici? Siamo in netta superiorità numerica e abbiamo il tuo capitano in ostaggio. L’amico dalla pelle scura su cui sei appoggiato è un bravo danzatore, non lo nego, forse il migliore Danzatore delle Dune che abbia mai visto. Ha ucciso quelli”, indicò le teste rotolate sulla sabbia, “e ferito gli altri”, estrasse la sua arma da fuoco e sparò con estrema precisione al centro delle fronti dei suoi sottoposti feriti, “ma come puoi vedere, non mi preoccupa. Troverò altri predoni disposti a sottomettersi al mio volere e ai miei ordini. Non credo di essere in svantaggio.”

Hiko fece scivolare la sua katana lungo il fianco e si voltò leggermente verso Ahmullahja. “Sei un Danzatore delle Dune? Non ci posso credere. La vostra fama si è diffusa in tutto il mondo.”

Ahmullahja si voltò leggermente verso il compagno, ma solo con l’occhio chiuso dalla cicatrice che portava, quindi ignorò lo sguardo di Hiko. “Niente di eccezionale” sussurrò.

Jolly Roger si impazientì. “Concentrati, guerriero dell’est.”

Hiko scosse la testa e si mise nuovamente in guardia.

“Devo ammettere che siete una ciurma molto variegata. Sarei curioso di conoscere la vostra storia, ma non ho intenzione di perderci altro tempo. Cosa siete venuti a fare sul mio territorio?”

Norren, nascosto dietro i suoi compagni più coraggiosi, fece capolino. “Stavamo cercando un posto dove passare la notte, e all’alba avremmo lasciato queste terre. Siamo diretti a…”

“Sta zitto, Norren!”

“Non ricevo ordini da una banderuola.”

Quelle parole riecheggiarono nella mente di Six come campane d’allarme per un incendio. Aprì gli occhi e individuò Norren tra gli altri. “Quante volte ti ho detto di non chiamarlo così”, disse Six, agendo istintivamente. Il suo movimento agile sorprese i suoi momentanei aguzzini, che non riuscirono a trattenerlo. Six si piegò sulla sabbia, scosse la testa e poi puntò il dito verso Norren con le gambe piegate a ics. “Devi rispettare i tuoi compagni di ciurma. Non sei nessuno per giudicare. Non voglio ripeterlo”, disse, la sua voce era provata dalla fatica della lotta precedente e ancora confusa dallo svenimento.

Il capo dei predoni guardò i suoi sottoposti. “Cosa state aspettando? Prendetelo di nuovo.”

Six si voltò e schivò alcune mani, colpendo con un preciso montante il volto di un altro predone. Ahmullahja e Hiko si lanciarono all’attacco e infilzarono il resto dei predoni. Jolly Roger rideva in modo sinistro, il sangue lo eccitava.

La battaglia era ancora impari. Da un lato c’erano Six, Ahmullahja e Hiko, dall’altro quindici predoni e il loro capo, che inclinò la testa all’indietro e rise rumorosamente. “Davvero eccitante”, esclamò, battendo le mani in modo plateale, “i miei complimenti per questa scena così commovente. Il capitano che fa la morale a un suo sottoposto, perché l’unione fa la forza, giusto? Il ragazzo codardo ed egoista disposto a vendere informazioni, o addirittura i suoi compagni, per salvarsi la pelle. I due guerrieri assetati di sangue, uno con un’armatura massiccia e ben lavorata, probabilmente proveniente dalla terra dei draghi, l’altro che è o è stato un membro della seconda migliore organizzazione di assassini mai esistita…”

“Non credo che l’organizzazione delle Maestre sia migliore dei Danzatori, ha una storia più recente.”

“Cosa può capire una stupida banderuola come te?”

Il volto di Six si contrasse per la rabbia, con le labbra rivolte verso il basso e gli occhi demoniaci. “Non-è-stupido-né-una-banderuola”, disse, mentre sottili filamenti lattiginosi uscivano dai suoi polpastrelli e si avvolgevano attorno al collo del capo predone, stringendo con forza.

L’uomo cercò invano di liberarsi da quella presa, ma i filamenti erano insensibili. Negli occhi gli passò un lampo di paura, quella paura che si prova poco prima di morire. Il suo volto divenne paonazzo e Six stringeva sempre di più. Il corpo del capo dei predoni si sollevò da terra di qualche centimetro, mentre cercava disperatamente di respirare.

“Ora basta, mio capitano. Allenta la presa” disse Jolly Roger con tono imperioso, e Tornado Six obbedì.

L’uomo cadde a terra e tossì violentemente mentre cercava di riprendere fiato. “Me la pagherai questa, capitano da strapazzo”, tossì ancora un paio di volte e poi si rialzò, “come vuoi, non insulterò più il vessillo di…”

“Non nominare quel nome”, interruppe Jolly Roger, senza voler rivivere i ricordi del suo passato lontano.

“E perché non dovrei?”

“Perché i morti meritano pace.”

“Ma il tuo vecchio capitano sarebbe fiero di sapere che il suo glorioso nome è ancora sulla bocca di tutti. Un vessillo così unico può solo appartenere a lui, e tu lo confermi, il leggendario pirata di cui ho sentito parlare nei corridoi del Clown Asylum, è esistito davvero. Ma non come un Eroe, bensì per ciò che era veramente.”

Jolly Roger si sciolse dal suo aspetto di turbante e scivolò lungo il braccio di Ahmullahja, avvolgendosi saldamente intorno al suo pugno. Il Danzatore delle Dune non aspettava altro e, con un balzo preciso, colpì il capo dei predoni prima nello stomaco e poi sul grosso naso. Entrambi i colpi furono sferrati con il pugno attorno al quale Jolly Roger si era avvolto.

“Anch’io ho sentito parlare di te e della tua lingua lunga, Bennaso Grosso. E non credo che tu sia mai stato al Clown Asylum, nessuno esce da quella prigione. Sono quasi certo che tutte queste storie risalgano all’altro Eroe, forse un tuo antenato, sempre che Grosso sia il vero nome della tua famiglia.”

Bennaso, dopo il secondo colpo di Ahmullahja, fu spinto contro un albero e rimase immobile. “Sono onorato che tu mi conosca, Jolly Roger, e sappi che non vedo l’ora di raccontare in giro di aver dato fuoco al vessillo di Foglia Verde.”

Norren corse verso Ahmullahja e, abbassando il volto, fissò Jolly Roger dritto negli occhi. “Tu sei QUEL vessillo?”

Tornado Six ignorò gli altri e barcollò, sempre più esausto, fino alla posizione di Bennaso. “Ti aveva detto di non pronunciare quel nome”, disse, sollevando il piede e colpendo con lo zoccolo di legno direttamente il volto dell’uomo. Poi cadde svenuto al suo fianco.

Serie: Viaggio verso Tsumaruru


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