
Mizu
Serie: Wiccats.
- Episodio 1: Lory
- Episodio 2: Mizu
- Episodio 3: Thanos
- Episodio 4: Ditteri
- Episodio 5: Order Received!
- Episodio 6: Velluto bordeaux
- Episodio 7: Il libro della strega
- Episodio 8: Palla di pelo
- Episodio 9: Idropittura
- Episodio 10: Matilda
- Episodio 1: Argilla rossa
- Episodio 2: Diluvio
- Episodio 3: Clientela
- Episodio 4: I tuoi desideri…
- Episodio 5: Hollandia
- Episodio 6: La crudeltà delle streghe
- Episodio 7: Mamma mia
- Episodio 8: Battaglia!
- Episodio 9: Caramello
- Episodio 10: Luci e Ombre
- Episodio 1: T-shirt
- Episodio 2: Nhtoi
- Episodio 3: Divorare l’anima
- Episodio 4: Prigionieri segreti
- Episodio 5: Il nero più nero
- Episodio 6: Lezioni di metafisica
- Episodio 7: Una faccia maledetta
- Episodio 8: Ricordi neri
- Episodio 9: Vibrisse
- Episodio 10: Nuovi colleghi
- Episodio 1: Francesismi
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Il ristorante self-service, alle due del pomeriggio, era rumoroso e pieno di avventori, quasi tutti lavoratori degli uffici vicini e del centro commerciale poco più avanti.
Un lungo tavolo, accanto la vetrata principale, ospitava i dipendenti di un enorme negozio di elettrodomestici. Erano una quindicina e, decisamente, i clienti più chiassosi.
– Ariele ha quell’aria inquietante da maniaco omicida, che un po’ ti mette in soggezione… – Davide lo disse ridendo, ma sinceramente era vero. Lo vide in fondo alla sala, sedeva da solo spulciando il suo profilo Tinder in cerca di…
– Ristorante indiano? – Domandò Daniele.
– Uh-Uh! – Assentì con la testa Davide, masticando un’abbondante forchettata di spacghetti alla norma, la ricotta salata aveva impreziosito la sua barba curata.
Dany era già arrivato al dessert: un budino al caramello che stava gustando lentamente.
– Tikka Masala come se piovesse! – Sbottò all’improvviso. – Mi hanno detto che è afrodisiaco e stimolante! – Daniele aveva sempre Il consiglio giusto.
– Seee, anche apotropaico e sgorgante… – Rispose serio Davide. Risero all’unisono continuando a mangiare.
Le sette di sera arrivarono in un lampo.
In fretta e furia, Davide acquistò al supermarket vicino casa quelle quattro cose che servivano in appartamento: Lettiera profumata bentonitica per gatti, le scatolette di tonno al naturale purtroppo erano finite, quindi andò a cercare nello scaffale dedicato agli animali. Le lattine di cibo umido erano disordinate e molto impolverate, inoltre sembravano tutte scadute, ma non da pochi giorni… alcune avevano segnato dicembre 2022 come data di scadenza, altre gennaio 2023 e le più recenti segnavano un bell’agosto dell’anno prima. Davide ripiegò su una scatola di croccantini della WishKat al manzo con verdure, in offerta… il manzo, probabilmente, quei croccantini lo avevano visto in una vecchia foto appesa nella sala riunioni della fabbrica di provenienza.
Per una sera sarebbero sopravvissuti, si disse. Prese anche un paio di lattine grandi di BlackBull speziata alla cannella, il sapore era terribile, ma sarebbe arrivato da Lory bello vispo e con le facoltà mentali acuite da quel litro di taurina e caffeina. Che poi aveva bevuto SoulCola per tutto il pomeriggio e alla bocca dello stomaco avvertiva ancora una prepotente pallina di ansia pulsante. Fortuna che non esisteva un test sulla quantità di caffeina bevuta: sarebbe esploso al primo fiato insieme alla macchina della polizia e all’intero isolato.
Arrivò a casa alle sette e venti, buttando tutto sul divano e colpendo il povero Snupy, il gatto bianco con una macchia nera sul dorso, che saltò via lamentandosi appena con un “meee” assonnato. Si chiamava così, per la somiglianza del manto con il personaggio dei meravigliosi fumetti di Schulz…
La casa era un disastro! Lavoro, gatti e uscite serali non erano molto compatibili con la pulizia e la messa in ordine.
Mentre andava verso il bagno seminando in giro gli abiti che indossava, Davide inciampò sul gattone finto siamese: una bestia di dieci chili circa chiamato Thanos con un’espressione perennemente infastidita. Il gatto mandò un reclamo che era un misto tra un ringhio baritonale e un “maoh” con connotati di grave insulto ad una divinità del pantheon egizio non meglio identificata, quindi l’orso marsicano travestito da gatto guardò di sbieco il suo goffo padrone e lentamente andò in cucina.
Spalancando la porta del bagno, Davide, interruppe malamente il brainstorming in sala riunioni: la lettiera chiusa, dotata di sportellino basculante, del piccolino di famiglia, Mizu! Un gattino completamente nero di quasi cinque mesi con due occhioni gialli e una voce talmente alta che sembrava provenire da un altoparlante da karaoke professionale. Urlò il suo rimprovero per la maleducazione del padrone e uscì trotterellando dalla stanza.
A Davide si era acceso un mal di schiena atroce all’uscita dal supermercato. Sollevare monitor e computer da tavolo tutto il giorno, doveva aver procurato uno strappo muscolare da qualche parte tra le scapole.
La doccia bollente avrebbe sciolto un po’ i muscoli tesi, pensò, cercando di arrivare con la punta delle dita sulla zona dolorante.
Anche lo shampoo era quasi finito, ma annacquandolo sarebbe bastato per la barba da boscaiolo e per i folti capelli castani, concluse mentalmente mentre premeva la bottiglia per far uscire l’aria e permettere l’ingresso dell’acqua sotto al getto della doccia. Si lavò in tre minuti netti, si asciugò velocemente, pettinò all’indietro i capelli che avrebbe asciugato dopo spettinandoli.
Una gatta regale e aristocratica, Lilith, di un bellissimo grigio fumo luccicante con il suo collare rosso fuoco, stava aspettandolo appena fuori dal bagno, salutò il suo padrone con un cortese e squillante “miao” e cercò di indicargli la cucina così avrebbe capito che aveva fame.
Davide invece aveva fretta. Trovò nel secondo cassetto del comò la camicia grigia che ricordava di non avere mai indossato. Capì immediatamente il perchè: il tessuto era ruvido, quasi urticante… ma non aveva tempo per fare lo schizzinoso, mise una maglietta di cotone nera e vi abbottonò sopra la camicia. I jeans puliti erano stesi in terrazzo.
La fitta alla schiena stava diventando un odioso fastidio acuminato! Cercò un’aspirina nell’armadietto del bagno, trovando solo del Voltagel…
Forse avrebbe placato quel pugnale conficcato in profondità, si disse. Cercò di spalmare il prodotto dietro le scapole, ma era complicato, la gran parte della pomata servì a lenire il dolore del cotone circostante. Guardò l’orologio, era tardissimo!
Prese le scarpe nuove posate sotto al letto: belle, abbacinanti e dall’aspetto comodo e costoso con quel baffo rosso sprezzante che ammiccava lateralmente. Infilò la destra allacciandola con il doppio nodo in modo che non si sciogliesse camminando. Prese la scarpa sinistra infilandola in una mossa unica e decisa… il piede rimase invischiato in qualcosa di umido e caldo, per un millisecondo ebbe la visione di una merenda che mangiava da piccolo: la Girella. Davide rimase immobile con i pensieri che si accavallavano e con una scritta lampeggiante rossa che segnalava un allarme critico.

Quando tolse la scarpa e capì cosa era appena capitato, una serie di lastre di vetro in bilico nella sua testa iniziarono a sganciarsi, frantumandosi rumorosamente su di un pavimento incrinato dalla caffeina.
Si girò a guardare la sveglia sul comodino vicino al letto, ma non riuscì a decifrare i numeri che segnava. Il dolore tra le scapole fece una fiammata che si propagò fino alla punta delle dita dei piedi. Davide vide la testa del piccolo Mizu, il gattino nero, che lo osservava da sotto al letto.
Adesso aveva dei fuochi d’artificio che esplodevano silenziosi davanti agli occhi e una sorta di fischio acuto che sibilava nelle orecchie e che si stava trasformando in un coro composto da soprani e baritoni. Si disse che forse bevendo una lattina speziata di energy drink, tutto sarebbe tornato a posto.
Si alzò dal letto, la schiena gli diede un ultima vigorosa scossa elettrica e stelline dorate, saettanti, riempirono la visuale impedendogli di vedere quanto velocemente il pavimento si stava avvicinando alla sua faccia. Poi tutto il mondo sfumò verso un nero ovattato e placido.
Davide morì qualche minuto dopo, in ginocchio con la fronte poggiata a terra ed il sedere in aria. In una mano teneva la scarpa sinistra dove qualche istante prima il piccolo Mizu aveva lasciato il suo grandioso omaggio conservato da quando il padrone aveva fatto irruzione nel bagno trenta minuti fa.
L’ultimo suo pensiero fu: di cosa cavolo sa il Tikka Masala?
Non lo avrebbe mai saputo.
Un telo di velluto nero scese confortevole e morbido spegnendo ogni sensazione e ogni pensiero razionale. Una pace afona, rispettosa.
– È schiattato così? – Era una voce da doppiatore di cartoni animati, somigliava a quella di Timmy Turner de Due fantagenitori, ma con la esse blesa.
– Sei tu l’assassino! Tu hai farcito la scarpa nuova! Colpa tua! –
Il tono era quello di un protagonista maschile di una certa caratura… La voce seria era quella di Russel Crowe, ne Il Gladiatore.
– Lo sapete vero che siamo morti? Tutti morti! – Stavolta a parlare sembrava la prima doppiatrice di Lamù la ragazza dello spazio: un meraviglioso anime giapponese.
– Esagerata! Spacchiamo un vetro e usciamo! Ma prima diamo fuoco alla casa, in modo da non lasciare tracce evidenti! Che dici Lily? – Un’altra voce da cartone animato, Il doppiatore di Zenitsu di Demon Slayer, parlava con una tonalità tra l’agitato e la psicopatia conclamata.
– Penso che quelli siano doppi vetri, molto difficili da rompere e che sarebbe più conveniente riportarlo tra i vivi come schiavo! Noi serviti e riveriti, lui redivivo e lieto di servire. – La voce più autorevole era quella che non combaciava con nessun altra voce conosciuta: morbida e vellutata, leggermente ammantata di antica sapienza e segreti ben custoditi.
– Dobbiamo fare in fretta però, lui andrà via a breve. – Concluse in tono grave.
– E dove vuoi che vada Lilly? È morto! – Zenitsu fece una risata isterica finta.
– Lei intende l’anima, Snupy! Non la vedi? E proprio sopra di noi! – Il gladiatore indicò con lo sguardo il soffitto.
– Quella roba lì? Pare un peto di Mizu con le braccia! – Snupy si alzò sulle zampe posteriori per guardare meglio quella nuvola di vapore fluttuante.
– Dai, prepariamo tutto! – Lilith diede inizio alla complicata procedura.
Serie: Wiccats.
- Episodio 1: Lory
- Episodio 2: Mizu
- Episodio 3: Thanos
- Episodio 4: Ditteri
- Episodio 5: Order Received!
- Episodio 6: Velluto bordeaux
- Episodio 7: Il libro della strega
- Episodio 8: Palla di pelo
- Episodio 9: Idropittura
- Episodio 10: Matilda
L’inizio mi è piaciuto moltissimo. Ho letto tutto d’un fiato! Non vedo l’ora di continuare a leggere stasera. Complimenti!
Ciao Karina! È un vero piacere ospitarti in casa di Davide, non è molto ordinata in questo momento, ma se hai un po’ di pazienza dovrebbe iniziare a riordinare le stanze fra un paio di capitoli…:D
Mi rende felice sapere che la mia storiella ti abbia preso, spero vivamente di riuscire a mantenere alto il tuo livello di curiosità! Grazie mille per il commento! ♥
Onestamente non ho capito il senso del racconto . Probabilmente devo andare avanti a leggere.
Non posso darti torto! Ciao Rocco, la storia è appena iniziata ed effettivamente così non sembra avere un gran messaggio… Tranne che i gatti siano in realtà degli astuti assassini, forse.
In ogni caso il vero senso del mio racconto è semplicemente quello di far vivere al lettore dei momenti di svago distraendolo con una trama infantile piena di gatti, magie e un commesso che vende computer spaesato e impaurito.
Grazie però per aver trovato il tempo di leggere il racconto!
Mi è sembrato di tornare virtualmente a casa dei miei genitori, ormai succubi dei gatti. 😹
Il primo fatto che mi ha colpito di questo episodio è che la marachella di Mitsu è tipica dei gatti rossi, ma lui è nero. 🖤
Ma la ciliegina sulla torta sono le citazioni sugli anime a fine racconto! 😻
Mary! ♥ Stai parlando a uno che segue tutto il panorama degli anime trasmessi attualmente! Praticamente le mie citazioni sono automatiche…
Per quanto riguarda i gatti, invece, credo di aver oltrepassato da un pezzo il livello di succube… adesso dovrei aver acquisito il badge di schiavo onorario: manca solo che pretendano il pagamento di un pizzo in denaro per avere una visione verosimile della mia situazione. 😀
Mizu in realtà è una gattina dai mille colori abbinati male, tra cui anche il rosso! Si chiama Misa e da piccola si divertiva a condirmi le scarpe che lasciavo incustodite! Per questo adesso adopero una scarpiera che si può chiudere!
tra le cose più divertenti che sto leggendo qui, scrivere storie divertenti e ironiche è davvero difficile, leggerò con gusto gli altri episodi
Ciao Francesco! Grazie mille! Pensa che la storia era nata come il dramma di un povero fantasma intrappolato in un appartamento senza la possibilità di comunicare con gli occupanti… Poi i gatti hanno preso il sopravvento, mi hanno legato alla sedia scomoda del mio studio e costretto, con la minaccia di una lettiera poco profumata, a scrivere una storia con loro come protagonisti. Fortunatamente mi danno da mangiare dei croccantini per appetiti difficili, con la promessa di passare alle confezioni di patè in bustine da cento grammi, ogni volta che faccio far loro bella figura nel racconto… Avrei dovuto allevare dei diavoli della tasmania, mi avrebbero dato più soddisfazione. 😀
Bentornato con questa serie divertentissima che indossa per l’occasione l’abito nuovo di questa bella grafica. Quindi si è tutto sistemato e torni operativo! Aspetto i prossimi episodi
Ciao Cristiana! Beh dai, diciamo che adesso ho di nuovo una mano con cui posso disegnare… Dovevo per forza cambiare la copertina della storiella con i gatti e mentre stavo disegnandola mi sono venute fuori anche le illustrazioni, tutte molto veloci, ma adoro dare un volto alle cose e ai personaggi che descrivo.
Crazie Cristiana, come sempre! ♥
Allora dai! Avanti con la storia ☺️
Sissignora! Subito signora! 😀
Stupendo Emiliano, sei una sorpresa senza fine
Roberto! Grazie mille! Adesso mi manca solo il tempo! Appena ricompro il tablet e stacco da uno dei tre lavori potrò tornare a scrivere! A proposito, Minu ha il suo libro finito! Lo sto rileggendo per la milionesima volta alla ricerca di errori! Sempre che non impazzisco prima.
“Si disse che forse bevendo una lattina speziata di energy drink, tutto sarebbe tornato a posto.”
Sicuramente, è il mantra di ogni nutrizionista😂
Effettivamente mi serviva giustificare l’infarto con una overdose di caffeina e taurina… Anche perché nella realtà odio dal profondo l’effetto ansia da troppi caffè. 😅😅
“Per una sera sarebbero sopravvissuti, si disse.”
Bravo, riconosco in questa frase il papà felide che dà da mangiare ai gatti che vivono con lui roba migliore di quanto non ingurgiti lui stesso
Scherzi? Lo dici a me che la sera mi ritrovo a cucinare i cosciotti di pollo per i miei gatti, mentre io mi preparo tre foglie di lattuga scaldata? Poi li disosso, li impiatto tipo ristorante tre stelle e guardo i mici mentre mangiano il tutto con sufficienza…
Andiamo con ordine. Prima pensavo: poveraccio, che vita di m… Con il suo mal di schiena psicosomatico avrà certamente la serata rovinata. Poi pensavo: con quel circo in casa, non potrà mai permettersi di portarci una ragazza (poveraccio). Poi ancora: la cacca di gatto nella scarpa è il culmine della sfiga. E poi alla fine: ma è …. veramente? A questo punto, rispondimi tu, thanks (che sto un po’ agitata). Comunque, bravissimo 🙂 🙂 🙂
Oh beh, dai il tempo ai mici di organizzare un rituale asservente e la cosa si dovrebbe risolvere… più o meno. 🙂
Va bene. Vorrà dire che avrò pazienza 🙂
Bellissimo racconto. Mi ha fatto scompisciare dalle risate, dandomi nel contempo la precisa sensazione di conoscere luoghi, circostanze e personaggi. Un giorno racconterò quella volta che la mia gatta…
Ok, ho detto un giorno, quindi non ora. Va bene. Ma lo farò, giuro.
Bravissimo, come sempre.
Dai Giancarlo che non so mai come ringraziarti! Le mie storielle partono sempre da basi semplici, poi ho il vizio di complicare tutto aggiungendo qualche elemento inaspettato e solitamente fantastico: magia, gatti senzienti, alieni con l’astronave smontata da una bambina, fatine senza ali e via di seguito… Sapere di essere seguito e apprezzato per me è qualcosa di appagante. Mi fa star bene e non penso esista premio migliore.
“Dai, prepariamo tutto! – Lilith diede inizio alla complicata procedura”
Quanto è vero… I gatti sanno come fare.
I gatti sanno sempre cosa dire. 😂
“Lamù la ragazza dello spazio: un anime giapponese”
eddài, la liquidi così? LAMÙ? un semplice anime giapponese?😂
Lamù è uno dei miei amori! Da piccolo, l’ho amata verament tantissimo, mi pare fossi in quarta o quinta elementare! Ho dovuto eliminare parecchie delle descrizioni delle voci dei gatti per il limite delle parole… Nell’originale nominavo la doppiatrice Rosalinda Galli che per me rimane a tutt’oggi una delle voci più sexy del mondo!
Il suo “tesoruccio” e impresso a fuoco nel mio cuore.
“una serie di lastre di vetro in bilico nella sua testa iniziarono a sganciarsi, frantumandosi rumorosamente su di un pavimento incrinato dalla caffeina”
Ruhahahahahahahah … scusa non sta bene ridere ma… 😂
Ma come? Non ti commuove questa immagine di preziose lastre di vetro in frantumi?
Non hai proprio cuore! 😂😂😂
“l’orso marsicano travestito da gatt”
😂 😂 😂
Thanos dove lo metti metti, ingombra. 😂 Quasi 14 anni di gatto irascibile, marsicano nell’anima!
” Tikka Masala “
E’ un piatto del Regno Unito, dicono di Glasgow, fatto con pollo cotto alla maniera tikka chicken indiana e poi inondato di salsa al curry. Ma questo lo sapevi. La verità è che se le spezie per la marinatura iniziale sono scelte bene, è veramente ottimo! Assaggialo, è un piatto europeo e lo trovi nei ristoranti internazionali (quindi probabilmente non a catania) oppure in quelli indiani ( e qui ce ne sono!)
Assaggiato! Anni fa a Padova. Molto buono! Anche se non sono un cultore delle spezie indiane che per me hanno una potenza leggermente esagerata, ma credo dipenda più dal ristoratore…
E adesso realizzo che non scherzavi affatto ieri quando mi avevi scritto di aspettare il secondo episodio! 😶
Gatto Zenitsu è la ciliegina sulla torta, ed è anche mezzo pazzo proprio come lui. 😄
Grandioso, Emiliano. Sei passato dall’appuntamento di Davide alla sua morte e al dialogo tra i gatti in un lampo e senza la minima incertezza. Ci hai lasciati di stucco come Wildcat Hendrix con Trinità.
Minchia che immagine! Da piccolino ho consumato quella videocassetta, fino a rovinarla! Adesso di quando in quando metto su il file ad alta definizione… Grazie mille Francesco, il tuo è un meraviglioso complimento!
Nooo! Appena apparso, questo simpatico personaggio, ed e` gia` morto. Voglio sperare che si riprendera`. La storia continua ad essere divertente e originale, pero`, dai, fallo resuscitare, con qualche magia. Uno come Davide non puo` morire.
Riprendersi? Beh, ecco… riprendersi è un parolone grosso! Ma io voglio aiutarlo, teloggiuro! Mica sono tanto sadico da lasciarlo col sedere all’aria!