Mökki

Serie: Il sacrestano


Due mesi dopo, era maggio.

Matti, Tarmo e Kari meditavano da tempo di andare insieme al cottage e finalmente si presentò l’occasione perfetta: un rarissimo fine settimana in cui tutti e tre erano liberi.

Il cottage si trovava a Saarijärvi, a circa sessanta chilometri da Jyväskylä; apparteneva alla famiglia di Matti da generazioni e, negli anni, era stato ristrutturato per renderlo più accogliente.

Alle otto del mattino tutto era pronto per la partenza. Matti controllò il contenuto del borsone: sacco a pelo, giochi da tavolo, medicine, spazzolino da denti, caricabatterie. Non aveva dimenticato niente.

Salutò Sari, dopo aver ascoltato le sue mille raccomandazioni per l’ennesima volta.

La fotografia di Juuso, che avevano fatto incorniciare, sembrava osservarli dalla parete dell’ingresso.

«Tranquilla, quando saremo arrivati ti invierò un messaggio»

Prese le sue cose e uscì di casa.

Ma rientrò pochi minuti dopo:«Dove pensavo di andare senza le chiavi della macchina?»

E Sari, che era rimasta lì in piedi davanti alla porta, come se avesse avuto la certezza che Matti avrebbe dimenticato qualcosa, lo guardò con un sorriso beffardo.

Questa volta, andò via davvero.

Sarebbe prima passato a prendere Kari, che abitava lì vicino. Tarmo invece viveva quasi fuori città.

Quando arrivarono davanti all’incrocio di casa sua, lui era già lì ad aspettarli: berretto rosso da baseball con il logo della Coca Cola, canottiera a righe bianche e blu, bermuda jeans e sandali in cuoio orgogliosamente abbinati a lunghi calzini in spugna bianchi.

Kari aspettò che l’auto si avvicinasse abbastanza, così che anche Tarmo potesse ascoltare il suo commento. Sporgendosi dal finestrino, disse:«Matti, guarda che eleganza! Ma non lo trovi anche tu diverso dal solito? Avrà cambiato pettinatura?»

«Manca la radio»

«È vero! Sarà forse un segno dell’Apocalisse? Tarmo senza radio non si può concepire»

«Avete finito?» rispose lui, ridendo.

Aprì lo sportello posteriore ed entrò in auto, tenendo accanto a sé l’enorme borsone.

L’aria del mattino era ancora fresca, ma si prospettava una giornata estiva in piena regola: le previsioni del tempo avevano infatti parlato di venti gradi, o forse più.

Kari propose di ascoltare la musica classica che aveva caricato su una chiavetta USB. Matti diede uno sguardo allo specchietto retrovisore e capì dall’espressione di Tarmo che nemmeno lui aveva molta voglia di ascoltarla. Tuttavia, decisero di accontentarlo, almeno fino alla prossima sosta.

Così, mentre Kari, compiaciuto, osservava il paesaggio scorrere dal finestrino, i due sopportavano il supplizio, consolati dal fatto che non mancasse molto per raggiungere il supermercato: lì avrebbero fatto rifornimento di leccornie per la loro breve vacanza.

Dopo un’ora e mezza, arrivarono finalmente al cottage.

A destra si trovava la costruzione principale con la cucina, il bagno e le camere da letto. A sinistra, uno stabile più piccolo era adibito a zona relax, con la sauna e le docce. A pochi metri di distanza, c’era il lago.

Portarono dentro le loro cose e ognuno decise dove avrebbe dormito: Tarmo optò per uno dei due letti che si trovavano nella prima camera sulla destra; Kari andò dritto verso la seconda camera; Matti pensò che sarebbe stato meglio dormire sul divano, così avrebbe avuto il bagno vicino.

Alle dieci iniziarono a tagliare la legna per il fuoco, pregustando le salsicce al barbecue che avrebbero consumato a breve, insieme alla birra.

D’improvviso un suono che proveniva dal lago li fece arrestare: era il canto di due cigni che avvisavano tutta la zona del loro arrivo. Quando entrambi furono in acqua, tornò il silenzio. Matti e Tarmo rimasero a guardarli per qualche minuto, rapiti dai loro movimenti aggraziati. Kari, non particolarmente interessato alle attività degli uccelli, continuò a tagliare la legna.

Quel luogo, per Matti, era pieno di ricordi. Da bambino, all’età di circa sette anni, aveva vissuto un momento simile: suo padre tagliava la legna e lui era seduto proprio lì, a guardare il lago. Quando, anche allora, arrivarono due cigni, Matti gli chiese qualcosa a proposito delle uova e di come nascessero i loro piccoli. Una domanda dopo l’altra, si arrivò al classico dilemma, cioè cosa ci fosse stato prima: l’uovo o la gallina? (in questo caso, il cigno). Allora, suo padre, per rispondere alla domanda, gli raccontò una storia:

«Un corvo costruì un nido sulle ginocchia di Ilmatar e depose sei uova d’oro e uno di ferro. Quando Ilmatar mosse il piede, le uova si ruppero nel mare e da esse nacquero la terra, il cielo, le stelle e il sole. Ecco, quindi, cosa c’era prima: il corvo».

La leggenda del corvo, tratta dal poema epico Kalevala, colpì molto il piccolo Matti. Smise di fare domande e rimase lì ad osservare il lago con occhi sognanti.

Quel dolce ricordo gli strappò un sorriso.

Serie: Il sacrestano


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Discussioni

  1. “La leggenda del corvo, tratta dal poema epico Kalevala, colpì molto il piccolo Matti. Smise di fare domande e rimase lì ad osservare il lago con occhi sognanti.”
    Non lo conoscevo… Interessante😯😯

  2. Un bellissimo momento tra amici; forse è un capitolo di transizione, ma direi che ci sta a pennello.
    Ho la sensazione che la leggenda del corvo non sia detta per caso… vediamo se mi sbaglio 😉

  3. Episodio di passaggio, mi sembra, per accompaganrci a qualcosa che aspetto con ansia :-)! Mi associo ai colleghi qui sotto perchè in poche righe sei riuscita a raccontarmi un sacco di cose che non sapevo e che approfondirò! Grazie Arianna!

    1. Grazie a te, Piergiorgio! Sì, come hai giustamente intuito, è un episodio di passaggio (probabilmente anche il prossimo lo sarà). Grazie mille di essere passato a leggere 🙂 Buona serata.

  4. Grazie Arianna, mi associo a Francesco, oltre al piacere di leggere una bellissima storia mi fai imparare un sacco di cose nuove! Non conoscevo il poema Kalevala, mi hai incuriosita e sicuramente andrò ad approfondire. Anche il modo in cui ci riporti le atmosfere e i paesaggi nordici mi piace molto. Riesco a immedesimarmi alla perfezione, sembra di vederli ed essere lì.

    1. Io l’ho letto qualche anno fa (in italiano, ovviamente. La lingua originale sarebbe incomprensibile per me: è un finlandese antico che persino i finlandesi hanno difficoltà a capire)

  5. Ciao Arianna, che bello questo scenario che hai descritto del mokki con vista sul lago, la comparsa dei cigni e i tre amici diversi, forse non soltanto nei loro gusti musicali. E chissá come andrà a finire la vacanza. Sono molto curiosa.

  6. Oh, Arianna, mi hai fatto studiare! Scopro grazie a questo episodio che il Kalevala è il poema finlandese per eccellenza e che esiste addirittura un giorno a esso dedicato, il 28 febbraio. Scopro anche di Ilmatar, vergine fecondata dal vento e dal mare. Quante cose che si possono imparare da uno spunto interessante!
    Il titolo dell’episodio non appare mai nel testo. Cos’è, il nome del padre di Matti?

  7. Alla faccia di chi le chiama “terre fredde”! L’anima umana, nella normalità, è calda e dolce in ogni luogo. Andrei anch’io con i vecchi amici a fare un barbecue sui monti. Ciao Arianna… mi sembra di aver letto che sei Siracusana, potremmo essere lontani parenti 😂😜… mio padre è nato a Rosolini, conosci? Io sono nato e cresciuto sulle Alpi ma qualche ricordo di quando ero bambino ce l’ho ancora!🌹🌹🌹

      1. I miei ricordi sono pochissimi: La cava di Ispica, la spiaggia di Santa Maria (a Pozzallo?), L’orecchio di Dionisio e la Fonte Aretusa e qualche immagine, molto vaga, di Noto. Un abbraccio parente! 😁