
Molossi contro linci
«Trent’anni fa abbiamo vinto sulle linci a Lepanto, ma adesso?».
«Mio caro Temistocle, non essere troppo triste e cupo, oltre che pessimista! Non vedi che c’è un bel tempo? Sono sicuro che le linci staranno lontane da noi».
«Sì, è vero Buffalmacco, ma fossi in te non ne sarei troppo sicuro».
La galea cristiana si muoveva sulle acque, scorreva veloce e non c’era nulla all’orizzonte. Buffalmacco era certo che quella sarebbe stata una bella giornata.
Allora Buffalmacco si mise a sedere e accarezzò l’elsa della spada. Attendeva l’arrivo delle linci, così, loro, i molossi, gliel’avrebbero fatta vedere. Ma solo che sperava che succedesse domani, non ora, adesso era impossibile.
Cullato dalle onde del Mediterraneo, Buffalmacco prese sonno e si mise a sognare di una bella Europa governata da loro, gli animali cristiani soltanto, senza più la minaccia delle linci turche o dei gatti saraceni. Cosa c’era di più bello, a confronto?
Ma poi si risvegliò di soprassalto perché qualcuno suonava le trombe a pieno fiato e sul ponte era scoppiato il panico, o più che altro tutti erano trafelati.
I molossi correvano avanti e indietro, si equipaggiavano di corazze e morioni e maneggiavano moschetti, archi e frecce ma anche alabarde, picche e spade.
Buffalmacco si era sbavato sul farsetto. «Che succede?». Aveva la bocca impastata dal troppo tenerla chiusa e si sentì ridicolo.
Temistocle era sicuro di sé, anche se però dava l’idea che fosse solo un’apparenza. «Stanno arrivando!».
Si trattava di una galea che formicolava di linci turche, e questa inbarcazione si avvicinò veloce a quella dei molossi e dopo un attimo le bocche da fuoco si scambiarono dei colpi sputacchiati più con rabbia che gioia.
Frattanto, i remi si spezzarono tra loro e le linci turche lanciarono il loro arrembaggio. Sul ponte della galea cristiana scoppiò il combattimento.
Buffalmacco ci mise del suo. Con la spada mozzò teste di linci con turbante, poi raccolse una picca e trafisse quella che sembrava un giannizzero. Solo che la lotta rimase lì e sembrava che le linci turche fossero ben decise a vincere e basta, altre opzioni non ne avevano.
La galea turca era però più piccola dell’imbarcazione cristiana e Buffalmacco ebbe un’idea. «Temistocle, con me!».
Quel bravo molosso gli stette dietro e insieme si arrampicarono sul castello di poppa, il quale era già infestato di linci e i pochi molossi lì rimasti erano tutti morti.
Con un colpo di moschetto Temistocle ne uccise una, poi passò a volteggiare l’arma come un bastone e frantumò ossa e fece cadere in mare un paio dei nemici.
Anche Buffalmacco ci diede dentro e mozzò altre teste poi, mentre Temistocle si sbarazzava delle ultime linci, manovrò il timone e spostò la galea contro quella dei turchi.
Le linci miagolarono, i molossi abbaiarono di gioia e la nave cristiana respinse quella islamica e questa si allontanò in panne.
Sulla galea dei molossi rimasero poche linci che furono passate tutte a fil di spada e quella nemica si distanziò sempre di più.
Buffalmacco sospirò: era stata un’altra vittoria del mondo cristiano, ma ora dovevano rimettere in sesto la galea che tempo da perdere non ce n’era più.
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Fantasy
Ciao Kenji, mentre leggevo il tuo racconto mi sono raffigurata la scena epica come un cortometraggio animato. Sarebbe “figo”!
Grazie Micol! 🙂 Come vedi, ho tanta fantasia.
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In realtà sfrutto un ghost writer di nome Patrizio Brignani.
Un racconto originale! Apprezzato.
Ti ringrazio!
Da gattaro, mi veniva da far il tifo per i turchi. Da sodale di FeL, invece, dagli al saracino! 😜
Ah ah ah! Grazie Sergio!
Bella questa visione animalesca delle battaglie umane. Molto carino
Ti ringrazio, Alessandro 🙂