
Mostri di mare e stelle
In cielo comparve una meteora. Ma dopo ne seguì un’altra e un’altra ancora. Non erano le sette stelle del drago biblico, erano molte e molto di più.
Gustavo era in macchina con la sua ragazza. Voleva copulare, ma proprio sul più bello, quando la musica aveva convinto Elena ad accontentarlo, si erano viste queste meteore.
Elena era terrorizzata, invece Gustavo fece un filmato con lo smartphone.
Le meteore affondarono in mare e ci furono ondate che, per fortuna, si smorzarono di potenza e non fecero molti danni alla costa, al massimo qualche maroso un po’ più imponente del solito e tutto lì.
Gustavo visitò i siti web. Tutti i giornali avevano lanciato l’ultima ora e gli aggiornamenti della caduta di quelle meteore nel golfo di Liguria. Gustavo allora postò il suo filmato su Facebook taggando alcuni amici giornalisti.
«Andiamo via, ho paura!». Elena tremava.
«Ma no, ma no». Gustavo era disoccupato, quella macchina era dei suoi genitori. Forse, dopo quel colpaccio, avrebbe iniziato a lavorare come giornalista. Lo sognava da tanto tempo. Aprì la portiera e corse in spiaggia.
«Gustavo, no!».
Gustavo non ascoltò la sua ragazza, ma poi rimase attonito al vedere qualcosa.
Dal mare erano sorti dei tentacoli lunghissimi, che per lunghezza erano pari all’altezza di un qualsiasi grattacielo cinese fra i più alti al mondo. Qualcosa tipo la Bionic Tower.
Ai tentacoli si unirono dei lucertoloni con membrane da mostri marini, e questi iniziarono a sputare getti di vapore.
Mentre i tentacoli e i draghi si contorcevano, dal mare uscirono delle imponenti creature che forse erano bluastre, di un blu elettrico, e avevano chele, crani scabri con denti aguzzi e occhi multipli.
I mostri bluastri iniziarono a combattere con i tentacoli e i draghi, fu tutto un intersecarsi di fendenti di botte e getti di vapore che scottavano le membra delle creature bluastre che dove erano colpite diventavano rosse. Nell’aria si diffusero urla stridule, ma anche i suoni di corpacci che cadevano in mare.
«Gustavo, vieni via!».
«No, Elena». Gustavo fece una diretta Facebook. «Amici, è incredibile, sono il testimone di una lotta fra titani… mostri marini contro mostri stellari… è fuori di dubbio che quelle creature dalla pelle blu sono mostri venuti dallo spazio grazie alle meteore. Adesso vediamo i mostri di mare combattere i mostri delle stelle… oh, ora ci sono i jet dell’aeronautica che provano a fermarli. Lanciano missili, li bombardano, ma alcuni F35 – credo siano degli F35 – sono colpiti ed esplodono. Alle famiglie va il mio cordoglio…». Intitolò quella diretta Mostri di mare e stelle e fu sicuro che sarebbe stato assunto come giornalista.
Nel golfo di Liguria, la lotta proseguì con morte e nuove urla.
Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi
Questo racconto mi ha fatto pensare alla “Guerra dei mondi” del mitico Orson Wells.
Sì, ma Orson Wells fece lo scherzo, a scriverlo fu H.G. Wells…
Ciao Kenji. Cosa non si fa, per cinque minuti di gloria… il tuo protagonista ne è l’emblema.
“Tutti hanno diritto a un quarto d’ora di celebrità”. Credo che disse così Andy Warhol…